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  • «Sentirsi straniera è un’illusione». Alla scoperta della danza orientale con Anahita Tcheraghali

    «Sentirsi straniera è un’illusione». Alla scoperta della danza orientale con Anahita Tcheraghali

    Anahita Tcheragali 1Per le persone cresciute fra due culture, come Anahita, il sentimento di non appartenere a nessun luogo, che in età giovanile crea disagio, è in realtà una fonte di maggiore libertà e apertura mentale. Le danze orientali che pratica e insegna sono il risultato della felice contaminazione tra le tradizioni popolari dei paesi mediorientali e le regole sceniche della danza classica occidentale. Negli ultimi anni in molte città italiane l’interesse per le danze orientali e antiche è cresciuto in maniera significativa. Ad oggi sono molte le scuole non solo di danze orientali, nelle sue diverse forme, ma anche di danze rinascimentali e barocche della tradizione occidentale. Attività che permettono di ricercare la connessione tra benessere fisico e spirituale che lo stile di vita contemporaneo rende sempre più difficile.

    Sei nata in Italia o sei arrivata con la tua famiglia?
    «Sono nata in Italia, a Milano, da genitori iraniani che vivevano già all’estero per motivi di studio, prima in Austria, dove è nato mio fratello, e poi in diverse città italiane. Sei mesi dopo la mia nascita, in Iran c’è stata la rivoluzione islamica e i miei genitori hanno deciso di tornare a vivere là, sperando in un cambiamento positivo. Siamo rimasti là due anni, ma, vedendo che tutto era molto diverso da come speravamo, la mia famiglia ha deciso di tornare a vivere in Europa, quando avevo quattro anni. Ci siamo stabiliti a Genova; mio padre in seguito ha aperto un’attività in Austria. La mia famiglia si è sparpagliata, è rimasta vagabonda; io a un certo punto ho sentito il bisogno di mettere radici e le ho messe qua, a Genova. Con i genitori entrambi persiani, nell’adolescenza ho sempre sentito una forte dualità culturale, non è stato facile. In Iran i parenti mi chiamavano “Anahita la straniera”. Il mio persiano è parlato, non lo leggo né lo scrivo, ma la mia famiglia in Italia ha sempre festeggiato il Capodanno persiano. Questa dualità non mi faceva appartenere a nessun luogo, ero straniera ovunque io fossi».

    Quando hai iniziato ad appassionarti alla danza?
    «Ho cominciato a far danza prestissimo, a 10-11 anni, classica, jazz, contemporanea. Mi sono appassionata alla danza e all’idea di cercare dei ritmi più consoni alla mia cultura di origine. Intorno ai 20 anni ho trovato un corso di danza orientale, l’unico allora a Genova, mi sentivo portata per quello, sentivo di “averlo nel sangue”. Mi sono appassionata sempre di più e, facendo un po’ di ricerche in internet, ho cominciato a frequentare nei weekend corsi formativi in danza orientale a Torino e a Milano, pur studiando Conservazione dei Beni Culturali e lavorando in un bar. E senza neanche averlo programmato, è diventato il mio mestiere: mentre il bar stava chiudendo è scoppiata la moda della danza orientale. Di recente ho organizzato a Genova, assieme a un’amica, un Festival Internazionale. Abbiamo fatto 10 workshop in 2 giorni, con maestri da tutto il mondo».

    Qual è la motivazione che spinge le persone ad avvicinarsi alla danza orientale?
    La passione per la danza in generale e per le culture orientali. Le allieve sono quasi tutte donne, alcune arrivano già dal mondo della danza, con il desiderio di cambiare, e si appassionano alla danza orientale. Alcune si sono avvicinate al Festival Suq, scoprendo che non è, come credevano, una forma di intrattenimento destinata a un pubblico maschile. Quella che si pratica oggi è una forma occidentalizzata di intrattenimento scenico, con molti elementi mutuati dal teatro e regole che non appartengono alla danza orientale, dove tutto è improvvisazione. Come accade per molte danze antiche, non sappiamo in realtà di preciso come fosse in origine quella orientale. Sappiamo che tutte le danze del Mediterraneo sono state contaminate dalle danze gitane dell’India e che esistevano danze sacre legate alla maternità. Quella che facciamo oggi si rifà alle danze popolari di vari paesi, principalmente a quelle egiziane; allo stile Baladi in particolare, contaminato con la danza accademica occidentale. Le ballerine classiche praticano un passo, l’arabesque, derivato dalle danze orientali.

    L’insegnamento della danza orientale è la tua attività principale?
    «Si, vivo di questi corsi, che tengo io, in una palestra di Via Cairoli, e collaboro con altre scuole di danza e con altri Festival».

    Senti ancora oggi il disagio per la “dualità culturale” che hai percepito nel periodo adolescenziale?
    «Direi che è stata superata, in un periodo di crisi della mia vita personale, che è stato un’opportunità per scoprire che la casa non era un luogo, non era il luogo in cui ero, e che sentirsi straniera non è che un’illusione. Prima ho dovuto risolvere i miei problemi burocratici, sono diventata cittadina italiana con il matrimonio, ma ora non mi sento di appartenere a nessun luogo. Crescere tra due culture ti permette di essere molto più espansa.

    Hai mai vissuto personalmente il pregiudizio verso le persone di origine straniera?
    «L’immigrazione in genere è vista come qualcosa di invasivo. L’immigrato è visto come portatore di problemi, delinquenza o quantomeno “sfiga”. Per gli iraniani forse è un po’ diverso, non stanno fuggendo dalla guerra, là c’è una brutta situazione, ma chi viene qua di solito viene per studiare, sono medici e professionisti percepiti in maniera più benevola. Certo il pregiudizio c’è. Conosco persone che mi dicono: “non è giusto che in Iran le donne occidentali si debbano velare!” Ma obbligare le persone a velarsi non è giusto, a prescindere. Molte persone non si rendono conto che nelle elezioni iraniane si candidano solo religiosi, non è possibile votare i laici, e che chi lascia il paese nella maggioranza dei casi dissente con il regime politico in vigore!»

    Andrea Macciò

  • Resistere e Creare, seconda edizione al Teatro della Tosse

    Resistere e Creare, seconda edizione al Teatro della Tosse

    resistere-creare-teatro-tosse-2016Da anni vediamo che politica e socialità  sono tornate negli spazi cittadini: una dirompente volontà comune di  resistenza, di far politica come governo della “polis”e della cosa pubblica. Il corpo è  centrale, esposto e protagonista nella dimensione urbana. Ecco la RIVOLTA, il corpo che danza in tutti gli spazi del teatro ma anche all’esterno.

    Per questa seconda edizione il Teatro propone un lungo cartellonei con 14 spettacoli, 2 laboratori, una mostra fotografica, la proiezione di Wim documentario su Vandekeybus girato dalla sorella Lut, un seminario di contact improvisation con Joerg Hassmann, danze popolari, incontri, performance, una dedica a Shakespeare e una festa finale di chiusura.
    Anche l’edizione 2016 occuperà tutti gli spazi dei Teatri di Sant’Agostino, camerini compresi, e avrà alcune appendici al di fuori del teatro come nella Zona Archeologica dei Giardini Luzzati e nel nuovo Luzzati Lab di Stradone Sant’Agostino. Per 18 giorni il Teatro della Tosse sarà il centro della danza nazionale e internazionale e accoglierà il meglio della scena contemporanea.

    Ogni sera gli spettacoli saranno preceduti da eventi, alcuni dei quali nel foyer della sala Trionfo.

    Il 30 novembre sarà inaugurata la mostra fotografica SOTTOSOPRA  di Patrizia Lanna, dedicata al teatro danza di ragazzi con disabilità.

    Oltre al seminario Suspension e Fluidity tenuto da Joerg Hassmann, con partecipanti da tutto il mondo, saranno due i laboratori che si terranno nel corso della rassegna: uno dedicato agli over 50 e uno per gli under 20 a cura di Arbalete, con partecipazione gratuita:

    Danzare oltre, incontro di danza per OVER 50  condotto da Nicoletta Bernardini e Claudia Monti, nasce dalla  positiva esperienza effettuata a partire dal 2009 al Teatro della Tosse.

    Danza per Under 20–Laboratorio di danza condotto da Nicoletta Bernardini, Cristiano Fabbri, Veronique Liaudat.

    Cartellone:

    Rassegna danza “RESISTERE e CREARE” dal 30.11 all’11.12 .
    Mostra fotografica “SOTTOSOPRA”       dal 30.11 all’11.12.
    Seminario “SOSPENSIONE e FLUIDITA’   sabato 26 novembre.

    BIGLIETTI

    Europium; In spite of wishing and wanting revival            euro 24,00

    Before Break; Killing Desdemona; I Dream                          euro 14,00

    Don’t be afraid; Viale dei Castagni 16; Now                          euro 10,00

    Caino e Abele; Carnet erotico; Sonetti; Dance (H)all          euro 8,00

    Mura; Out of this world; Wim                                                  euro 5,00

    Danza per under 20; Danzare Oltre: laboratori a numero chiuso, ingresso libero con prenotazione
    Sottosopra Ingresso libero

    Gli spettacoli non indicati sono a ingresso libero con un biglietto degli altri spettacoli in programma.

    Ogni giornata di rassegna prevede un biglietto giornaliero per assistere a più spettacoli nella stessa giornata a prezzo scontato.

    ABBONAMENTO

    ESCLUSIVA ONLINE. Componi il tuo abbonamento senza pagare diritti di prevendita scegliendo i titoli e le repliche che preferisci. Più compri meno spendi! L’abbonamento è acquistabile esclusivamente dal sito www.teatrodellatosse.it

    Aggiornamenti e novità sul programma sono disponibili sul sito www.teatrodellatosse.it –info 0102470793

     

    CARTELLONE

    30 novembre

    ore 18.30 inaugurazione Sottosopra
    ore 19.00 Nicoletta Bernardini
    preshow  Pray once, dance twice
    ore 20.30 Before Break
    biglietto giornaliero euro 14.00

     

    1 dicembre
    preshow Pray once, dance twice
    ore 20.30 Before Break
    biglietto giornaliero euro 14.00

     

    2 dicembre
    dalle 16.00 alle 19.30 Danzare oltre
    preshow Just
    ore 20.30 I dream
    biglietto giornaliero euro 14.00

     

    3 dicembre
    ore 18.30 Danza per under 20
    preshow Ja E’
    ore 20.30 Don’t be afraid
    biglietto giornaliero euro 10.00

     

    4 dicembre
    ore 16.00 Caino e Abele
    ore 18.30 Now
    ore 20.30 Viale dei castagni 16
    biglietto giornaliero euro 20.00

     

    6 dicembre
    preshow Insomnia
    ore 20.30 Killing Desdemona
    biglietto giornaliero euro 14.00

     

    7 dicembre
    preshow Soundscapes
    ore 19.00 Killing Desdemona
    preshow Insomnia
    ore 20.30 Europium
    biglietto giornaliero euro 24.00

     

    8 dicembre
    ore 18.00 e ore 19.30 Frammenti di Mura
    ore 18.30 Killing Desdemona
    premovie Longing for
    ore 20.30 _Lamenti
    ore 21.00 Wim
    biglietto giornaliero euro 14.00

     

    9 dicembre
    ore 18.00 e ore 19.30 Frammenti di Mura
    ore 18.30 Killing Desdemona
    ore 19.30 Out of this world
    preshow Longing for
    ore 20.30 In spite of wishing and wanting
    biglietto giornaliero euro 30.00

     

    10 dicembre
    ore 18.30 Killing Desdemona
    preshow Longing for
    ore 20.30 In spite of wishing and wanting
    biglietto giornaliero euro 24.00

     

    11 dicembre
    ore 18.30 Carnet erotico
    ore 19.30 Sonnets dance #121
    ore 20.30 _Lamenti
    ore 21.00 Dance (H)all
    biglietto giornaliero euro 15.00