Tag: giovani

  • Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    elezioniMancano poche ore allo scadere della tornata elettorale: alle 15 di oggi chiudono i seggi e partirà lo spoglio che decreterà chi tra Pd, Pdl, Lista Monti, Movimento Cinque Stelle e le altre liste candidate sarà chiamata a guidare il nuovo Governo.

    Per gli indecisi dell’ultimo minuto, può venire in aiuto un sito web creato da tre studenti di Genova che cerca di mettere un po’ di ordine tra liste, candidati e programmi di queste elezioni politiche 2013.

    Partito Preso – creato da Guglielmo Cassinelli, Giacomo D’Alessandro, Gabriele Fusi – nasce con lo scopo di «avvicinare i giovani alla politica e incentivare un voto informato».

    In uno stile “minimal” sono presentati tutti i partiti attualmente in lizza: per ciascuno è possibile consultare il Manifesto programmatico e/o il programma elettorale completo, si possono leggere i nomi di tutti i candidati delle singole Regioni e si può inoltre sapere quali sono gli account social network ufficiali (Facebook, Twitter, YouTube) e quanti fan/follower/iscritti hanno.

    Un progetto che si associa a un’altra iniziativa di un gruppo di studenti di Genova, Politicometro, un sito web creato in occasione delle elezioni Comunali 2012 ma che sta seguendo anche le consultazioni nazionali.

    Dopo il voto, anche Partito Preso si occuperà di aggiornare i lettori sui risultati, con un focus sulle modalità di comunicazione di tutte le forze politiche, e in futuro vuole porsi come uno spazio pronto a svolgere lo stesso servizio in occasione di elezioni amministrative, referendum e altre campagne.

    Marta Traverso

  • Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    mostra-museo-arte-macba-museum-C«Mostre ed eventi sono importanti per far conoscere gli artisti e metterli in relazione con il territorio, ma scopo ultimo di ogni artista è vendere le proprie opere. Tuttavia, complice anche il periodo di crisi, sono sempre meno le persone che possono permettersi di acquistare un’opera d’arte. Per questo motivo Art Commission lancerà prossimamente un progetto di arte in affitto: si potrà avere un’opera per un periodo da uno a tre mesi, a un prezzo accessibile, e solo al termine decidere se acquistarla o meno. In questo modo si fa entrare l’arte nelle case, si ritrova il contatto fra l’opera e il suo pubblico».

    Questo interessante progetto è solo uno dei tanti che Art Commission da tempo organizza sul territorio: oltre 36 eventi nel 2012, che spaziano dalle mostre collettive a performance che abbinano all’arte visiva il teatro, la poesia o altre forme creative.

    Tra i più recenti, Segrete, Made in Italy e ContemplArt: «Uno dei tratti distintivi di Art Commission è valorizzare il patrimonio culturale e architettonico di Genova attraverso l’arte contemporanea. Per questo organizziamo mostre in luoghi istituzionali ma poco visitati, come i chiostri del centro storico in occasione di ContemplArt, per attirare un pubblico che non conosce i beni della propria città. Al tempo stesso chiediamo agli artisti di non essere “invasivi”, ossia di concepire opere che si adattino a spazi non nati per ospitare mostre d’arte contemporanea: in questo modo il pubblico è invitato a riflettere, a porsi domande quali “Perché questa installazione si trova qui?”».

    Art Commission è una realtà molto attiva a Genova, curata dall’artista Virginia Monteverde, che ha in sé una doppia anima: da un lato l’organizzazione di eventi, dall’altro associazione culturale con oltre 100 iscritti. Con una quota di iscrizione di 20 € è possibile partecipare agli incontri dell’associazione e conoscere le attività in programma (info artcommission.genova@gmail.com).

    L’associazione mette in rete artisti di Genova, ma non solo: uno degli scopi di Art Commission è far conoscere gli artisti di Genova fuori città – di recente hanno partecipato a eventi a Bergamo, Milano e Varese – e portare a Genova artisti foresti, provenienti anche da fuori Italia. A questo scopo ci sono due iniziative in programma: un premio di pittura internazionale, che culminerà in una mostra al Museo di Sant’Agostino a fine 2013; una mostra collettiva al Munizioniere di Palazzo Ducale (28 giugno – 28 luglio 2013) con 35 artisti italiani e 35 artisti finlandesi, intitolata Le latitudini dell’arte e che auspica di essere la prima di una serie di esposizioni per valorizzare gli scambi culturali fra artisti di diversi Paesi, senza vincoli di età o di tematica.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Bambini e alimentazione: cucina bio e vegana nelle mense scolastiche?

    Bambini e alimentazione: cucina bio e vegana nelle mense scolastiche?

    scuolaRicordate il fumetto di Mafalda, che si lamentava con la madre quando le imponeva di mangiare l’odiata minestra?

    La qualità di ciò che mangiano i bambini (per chi non ha figli, basta ricordare quanto e cosa si mangiava da piccoli) è ormai diventata un tema prioritario all’interno dei progetti educativi. Che si tratti di una moda o una conseguenza della crisi, negli ultimi tempi molte persone sono sempre più attente alla provenienza, alla qualità e ai benefici per la salute dei cibi che consumano.

    Anche le scuole della nostra città vogliono seguire l’esempio di altri Comuni virtuosi d’Italia, a partire da quelli dell’Emilia Romagna, che hanno istituito con Legge Regionale lo Sportello Mense Bio. Per questa ragione lunedì scorso (18 febbraio 2013, ndr) la Commissione Welfare del Comune di Genova si è riunita – insieme all’Assessore Pino Boero e ai rappresentanti dei Municipi – per discutere la qualità del servizio mensa nelle scuole cittadine, in particolare sull’utilizzo di prodotti km zero, biologici e con attenzione alla presenza di piatti vegetariani o vegani.

    Genova ha ufficializzato l’adesione a due progetti europei: Bampé (acronimo di Bambini e Prodotti agricoli d’Eccellenza), per favorire il consumo di prodotti tipici del territorio e far capire ai bambini il concetto di filiera corta; Fruttometro, ossia dare ai bambini durante la ricreazione una merenda a base di frutta, nella razione normalmente consumata a pranzo.

    Come conciliare, tuttavia, l’educazione alimentare scolastica con quella che i bambini ricevono a casa? Denise Filippin, nutrizionista e mamma di due bambini, ha creato a questo scopo la pagina Facebook Genitori (e non solo) vegani a Genova: «La pagina è stata creata ai tempi in cui il Comune non voleva accettare la nostra richiesta di menù vegano, per trovare altri genitori solidali, ma alla fine ci siamo dovuti muovere da soli. Molte famiglie vorrebbero che i loro figli mangiassero diversamente, non per forza vegano ma più sano: alcuni genitori ci scrivono sulla pagina, ma spesso non sono di Genova. Abbiamo inoltre avuto ottima partecipazione alle cene e ai picnic che organizziamo per far socializzare i bambini vegani, che di solito si trovano ad essere gli unici a seguire questo tipo di alimentazione nella cerchia di amichetti».

    Denise ha agito in prima persona perché le sue figlie (4 e 7 anni) avessero un menu vegano nella mensa scolastica: «Le mie figlie frequentano scuole a Sestri Ponente: la piccina va a una scuola materna privata con mensa interna e devo dire che il cibo è molto curato, ma monotono. Anni fa c’erano alimenti più variegati, poi sono stati tolti dal menù. La grande va in una scuola elementare pubblica, servono ai bambini pasti veicolati da una ditta, come accade nella gran parte delle scuole genovesi, ovviamente essendo tutto precotto la qualità è inferiore. A mio parere il menù proposto è molto monotono, con pietanze che mangiano tutti i giorni, senza “osare” piatti più salutari che magari a casa non vengono preparati. Capisco che sia uno spreco se i bambini non mangiano, ma sarebbe di certo più educativo. La mia insistenza sulla monotonia deriva dal fatto che, avendo analizzato menù di altre città, sono rimasta stupita di quanti piatti proponessero alcuni Comuni, difficile che si ripetesse la stessa pietanza più di una volta per diverse settimane».

    Marta Traverso

  • Il lavoro del critico teatrale: corso gratuito al Teatro Akropolis

    Il lavoro del critico teatrale: corso gratuito al Teatro Akropolis

    teatro akropolisDal 13 al 17 marzo 2013 presso l’auditorium dell’ex Manifattura Tabacchi e il Teatro Akropolis di Sestri Ponente ospitano un laboratorio gratuito di critica teatrale.

    Il corso è rivolto a 15 giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, verte sul tema della critica giornalistica teatrale ed è condotto da Andrea Pocosgnich e Sergio Lo Gatto, della rivista teatrale on-line Teatro e Critica.

    Per iscriversi è necessario inviare una mail entro venerdì 22 febbraio 2013 a laboratori@teatroakropolis.com allegando curriculum vitae, elenco degli esami sostenuti con votazione (se studenti universitari) e una breve lettera motivazionale.

    L’iniziativa è svolta in collaborazione con Comune di Genova e con il patrocinio di DIRAAS – Università degli studi di Genova (una parte dei posti sarà riservata a studenti dell’Università di Genova, iscritti alla Scuola di Scienze Umanistiche).

    La partecipazione al laboratorio, pari a 75 ore di impegno da parte dei partecipanti, dà diritto all’acquisizione di 3 crediti formativi CFU per gli studenti dei seguenti corsi di studio: Lettere, DAMS, Produzione e traduzione audiovisiva per le arti e lo spettacolo (ProTAvAS), Letterature e civiltà moderne, Informazione ed Editoria.

  • Lavoro o stage in teatro a Genova: bando Fulvia Bardelli 2013

    Lavoro o stage in teatro a Genova: bando Fulvia Bardelli 2013

    Teatro CanteroL’Associazione Fulvia Bardelli è nata nel marzo 2002 in memoria di una delle protagoniste del Teatro dell’Archivolto, scomparsa nell’aprile 2001: tra le sue iniziative, un bando per borsa di studio indetto ogni anno in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Arti e Spettacolo dell’Università di Genova.

    La borsa di studio è riservata a studenti di università italiane laureati in discipline dello spettacolo, che desiderano approfondire i loro studi nel settore giornalistico e teatrale.

    Il bando attualmente in corso ha scadenza 31 marzo 2013 e prevede l’assegnazione di una borsa di studio di 2.000 € per svolgere uno stage nell’area comunicazione o ufficio stampa di un teatro, o in alternativa per una ricerca scientifica su argomento teatrale.

    Requisito per fare domanda è avere età inferiore ai 30 anni e aver discusso nell’anno precedente, in un’università italiana, una tesi di laurea (del vecchio ordinamento o specialistica/magistrale) di argomento teatrale e aver ottenuto una votazione di almeno 99/110.

    La domanda di partecipazione al bando e una copia della tesi di laurea dovrano pervenire a Servizio Segreterie Studenti e Anagrafe reddituale. Sett. III: Anagrafe reddituale-tasse e contributi-benefici universitari, via Bensa 1, 16124 Genova.

    Una Commissione valuterà le domande e assegnerà la borsa di studio valutando tesi di laurea, curriculum universitario e un eventuale colloquio per il candidato.

    Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi a: Associazione Fulvia Bardelli, piazza Modena 3, 16149 Genova – tel. 010 6592.1.

  • Arte contemporanea a Genova: creativi cercasi per Vanuart

    Arte contemporanea a Genova: creativi cercasi per Vanuart

    pennelli-pittura-mostre-arte-d3Prosegue senza sosta l’attività di Vanuart, progetto artistico creato da Sabrina Losciale che si pone l’obiettivo di trasformare Genova in una galleria d’arte a cielo aperto.

    Mercoledì 6 febbraio si è svolto il primo meeting al Gradisca (piazza delle Erbe) e si sono delineate le prossime iniziative in cantiere: anzitutto il primo evento Vanuart, una serata di poesia e musica con gli artisti genovesi Ksenja Laginja e Maurizio Di Tollo al B&B Il Ciottolo di Castelletto.

    A seguire, si sta organizzando una mostra itinerante sul tema Il seme del cambiamento piantato a Genova. Hanno già aderito otto locali della città e altre collaborazioni sono in via di definizione: Gradisca e Caffè Letterario (piazza delle Erbe), Berio Cafè, OltreConfine (piazza San Lorenzo), Laboratori Creativi di Palazzo Verde, DadoBlu (Boccadasse), Bruchi Art Design e B&B Il Ciottolo.

    Ogni location ospiterà gli artisti per un periodo variabile da alcuni giorni a 1-2 settimane. Chi vuole partecipare può inviare entro il 1 marzo 2013 da una a tre tavole formato A3 e inerenti il tema dell’esposizione, contattando Sabrina alla pagina Facebook “Vanuart Project”.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso di pittura e illustrazione: bando Sergio Fedriani 2013

    Concorso di pittura e illustrazione: bando Sergio Fedriani 2013

    sala-dogana-ducale6-DIL’Associazione Culturale Sergio Fedriani bandisce la settima edizione del concorso di arte figurativa in memoria del pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese.

    Il bando è aperto ad artisti residenti in Italia nati
    dopo il 1 gennaio 1978
    , che possono concorrere individualmente o in gruppo e inviare fino a tre elaborati sul tema La vita è
    sogno
    .

    Le immagini potranno essere realizzate in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori, in formato orizzontale o verticale, ma senza includere testi (fumetti o altre scritte) al proprio interno.

    Non è obbligatorio ma auspicabile l’uso di un titolo.

    Le opere dovranno essere spedite in riproduzione cartacea (stampa digitale) e formato .tiff o .jpg in alta risoluzione – insieme a un’etichetta compilata con nome cognome e recapiti dell’autore e al modulo di partecipazione compilatoentro il 29 marzo 2013 all’indirizzo Associazione Culturale Sergio Fedriani c/o Studio Grafico Andrea Musso, via San Lorenzo 23/16, 16123 Genova.

    Le opere non verranno restituite.

    Una giuria selezionerà alcune opere che verranno esposte in una mostra in Sala Dogana (dal 17 maggio al 2 giugno 2013), fra le quali tre opere vincitrici che avranno un premio in denaro:
    1° classificato: 1.500 €
    2° classificato: 1.000 €
    3° classificato: 500 €.

    [foto di Diego Arbore]

  • Teatro a Genova, istruzioni per l’uso: le proposte di Tilt

    Teatro a Genova, istruzioni per l’uso: le proposte di Tilt

    Teatro GarageÈ necessario cambiare lo status quo: quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole, nell’ambito delle più disparate situazioni, e le abbiamo viste volare al vento senza alcun riscontro concreto?

    Qualcosa però, almeno nel contesto culturale genovese, sembra muoversi nella direzione opposta. Tilt Teatro, associazione costituita nel 2011 come trait d’union di venti compagnie teatrali indipendenti della Liguria, si è fatta promotore di dIstruzioni per l’uso, assemblea pubblica che si terrà mercoledì 13 febbraio 2013 (ore 10.30) alla Sala Chiamata del Porto.

    Un evento a cui politici, rappresentanti della cultura e cittadini sono invitati per discutere e redigere proposte concrete di intervento su teatro e spettacolo del vivo in Liguria

    Ho incontrato Anna Russo e Danilo Spadoni, rappresentanti di Tilt, per capire meglio le ragioni di questa iniziativa: «L’assemblea nasce dalla constatazione di una mancanza di progettualità sulla cultura in Liguria. Enti e associazioni sopravvivono grazie a una “politica assistenzialista dei bandi”, che attraverso finanziamenti annuali tampona i bilanci in deficit ma di fatto non mette in campo un investimento sulla cultura come fonte di benessere per la società. Le istituzioni hanno attualmente una visione “strumentale” della cultura: il documento programmatico che presenteremo mercoledì ha come scopo la creazione di una nuova impresa culturale, che parte dal mettere insieme risorse e competenze già presenti sul territorio per portare benessere alla città e nuove opportunità di lavoro». 

    L’assemblea culminerà pertanto con la firma “simbolica” di una carta d’intenti da parte degli Assessori alla Cultura di Comune e Regione, Carla Sibilla e Angelo Berlangieri. Tra i punti fondamentali del documento: ripensare la gestione di bandi e finanziamenti nell’ottica di una maggiore trasparenza; destinare spazi e locali inutilizzati di proprietà degli enti pubblici all’utilizzo per eventi e spettacoli, residenze artistiche e altre iniziative; istituire una commissione super partes per la verifica di qualità e impatto sociale delle iniziative culturali; creazione di una vera e propria impresa culturale locale, che metta insieme sinergie e competenze dei singoli operatori del teatro e dello spettacolo, a partire dal concedere maggiore spazio alle realtà che attualmente non riescono a lavorare.

    La principale difficoltà per chi opera nella cultura è anzitutto accedere alla rete dei finanziamenti: le istituzioni annualmente assegnano un contributo tramite bando o extra bando,  e lo stesso Tilt ha beneficiato di 5.000 € del Comune di Genova (finanziamenti ai progetti culturali 2012) e 4.000 € della Regione senza bando, per finanziare l’evento Vetrina Tilt.

    Esistono però dei requisiti di accesso che rendono difficile la possibilità di fare domanda. «Il nostro documento programmatico nasce dal Piano triennale per lo spettacolo della Regione Liguria, approvato nel 2012 e in vigore fino al 2014. In sintesi, ciò che stiamo facendo non è altro che chiederne la piena applicazione secondo criteri “oggettivi e misurabili”: com’è possibile che il Piano ponga tra i suoi obiettivi la promozione dei nuovi soggetti, se per beneficiare dei nuovi finanziamenti bisogna dimostrare “comprovata attività professionale” o se fra i requisiti c’è l’aver già beneficiato dei finanziamenti in passato? Nel caso invece di bandi che riguardano progetti già attuati, con quale spirito un soggetto emergente può organizzare un evento sperando che a posteriori arrivino i fondi necessari a sostenerlo?».

    Una politica resa ancora più difficile dal fatto che non esiste una cadenza regolare nei bandi – «da un anno all’altro non sappiamo mai se i bandi usciranno, in quale periodo dell’anno e quale sarà la cifra stanziata: questo rende difficile fare a priori progetti di ampio respiro» – e neppure nei finanziamenti extra bando, tanto che (pur trattandosi di soldi pubblici, per i quali è imposta per legge la massima trasparenza sulle spese) non è possibile sapere quanti soldi vengono stanziati e a chi.

    Un secondo punto in questione è la qualità e l’impatto sociale degli eventi culturali: «Quando vengono assegnati i fondi, il beneficiario è tenuto solo a documentare come ha utilizzato il denaro. Le aziende hanno l’obbligo dell’ISO 9000, perché la cultura no? Non esiste una verifica sull’esito che il progetto ha avuto sul territorio: se io ottengo fondi per organizzare un festival, ma a questo festival non viene nessuno e/o riceve critiche molto negative, ma ho utilizzato correttamente i soldi che mi sono stati dati, ha senso che il prossimo anno mi vengano nuovamente dati i fondi?». La richiesta di Tilt è istituire una commissione super partes formata da rappresentanti nominati dai teatri e dagli altri enti culturali, che verifichi secondo criteri oggettivi la qualità dei progetti, il riscontro del pubblico e il loro impatto sul territorio.

    Se la presenza delle istituzioni è confermata, i direttori degli altri teatri genovesi saranno presenti all’assemblea? «Proprio in questi giorni stiamo lavorando per contattarli e invitarli a partecipare alla stesura del documento programmatico. La loro presenza è fondamentale per avviare un percorso in rete: ognuno di loro avrebbe la possibilità di eleggere un proprio rappresentante nella commissione super partes, sarebbe un valido punto di partenza per fare rete e lavorare insieme».

    Il concetto di “rete” è sempre più importante per chi opera nella cultura: Tilt è anche una delle tre realtà della Liguria ad aver aderito a Cresco (acronimo di Coordinamento delle Scene della Realtà Contemporanea), insieme al Teatro Akropolis di Sestri Ponente e a Kronoteatro di Albenga. «A marzo 2013 ospiteremo il primo convegno di Cresco in Liguria: auspichiamo che questo evento sia un secondo passo avanti dopo l’assemblea, e sarà l’occasione per ragionare su una maggiore valorizzazione dei lavoratori dello spettacolo, che attualmente sono una figura professionale atipica e senza tutele specifiche».

    Marta Traverso

  • Sala Dogana 2013, Palazzo Ducale: mostre e bandi per giovani artisti

    Sala Dogana 2013, Palazzo Ducale: mostre e bandi per giovani artisti

    sala-dogana-ducale-DINon si fermano le attività di Sala Dogana, lo spazio inaugurato nel 2010 a Palazzo Ducale come polo per i giovani artisti e creativi di Genova: una sinergia fra Comune di Genova, Fondazione per la Cultura e Museo di Villa Croce per individuare nuovi progetti da ospitare, rivolti ad artisti rigorosamente under 35.

    Lo spazio, che attualmente ospita la mostra L’intangibile filo di Valeria Dapino (fino a domenica 17 febbraio) ha in programma un calendario di oltre 15 eventi da qui a fine anno, che spazia in tutti i linguaggi dell’arte visiva e accoglie soprattutto artisti genovesi. Tra gli appuntamenti in programma nei prossimi mesi, una nuova edizione della mostra La vita è sogno dedicata all’illustratore Sergio Fedriani e un nuovo appuntamento con il festival di musica elettronica organizzato da Forevergreen.fm.

    Passiamo ai bandi. Concluse le selezioni per la nuova edizione di Basamenti – vinto dagli artisti Luca Lomazzo (Barletta), Liberato Alberti e Roberta Pacelli (Napoli) e Cri Eco (Genova) – sono in previsione tre bandi di concorso culturale indetti entro marzo 2013:
    – Shot: acronimo di Sala Dogana Hands On Transformation, è un invito a ripensare e trasformare lo spazio di Sala Dogana, per coniugare l’architettura del luogo con i linguaggi artistici contemporanei. Il vincitore avrà in premio 1.875 € come contributo alla realizzazione dell’installazione;
    – Premio Giovani Curatori: concorso rivolto a giovani curatori italiani e stranieri residenti in Italia, per dare un’opportunità di crescita professionale a chi vuole lavorare in questo ambito. Il vincitore avrà in premio 3.750 € per realizzare una mostra in Sala Dogana;
    – Intransito: bando per giovani compagnie e artisti emergenti che operano nell’ambito del teatro. Le sei proposte migliori saranno rappresentate al Teatro Akropolis di Sestri Ponente a ottobre 2013 e la vincitrice avrà un premio di 1.250 €.

    Tanti progetti che fanno da preludio, come specificato dall’Assessore alla Cultura Carla Sibilla, alla nuova fase del progetto Creative Cities, che tra il 2014 e il 2020 porteranno ulteriori iniziative per sviluppare l’impresa creativa e l’operato dei giovani artisti (attualmente Sala Dogana riceve 70.000 € annui di finanziamento ministeriale).

    C’è da augurarsi che il fermento culturale di Genova – che si sviluppa molto anche dal basso, con iniziative lodevoli quali il recente progetto Vanuart – possa trovare nuovi spazi e idee attraverso il rapporto con le istituzioni e la concessione di questi spazi.

    Marta Traverso
    [foto di Diego Arbore]

  • Fischi di Carta, Genova: poesia giovane a distribuzione gratuita

    Fischi di Carta, Genova: poesia giovane a distribuzione gratuita

    fischi-di-cartaPasseggiando tra i tavoli della Berio può capitare di imbattersi in un piccolo libriccino: quattro pagine pinzate insieme in maniera semplicissima, e, al loro interno, poesie su ciascuna facciata. “Fischi di Carta” è il titolo della neonata rivista (a breve il terzo numero) fondata da cinque giovani poeti genovesi: Federico Ghillino, Silvio Magnolo, Alessandro Mantovani, Andrea Pesce, Emanuele Pon. “Siamo cinque amici di sufficientemente vecchia data e caratterizzati da grande affinità comune – dicono – tutti studenti universitari, quattro ventenni e un ventunenne, dei quali quattro frequentano il corso di laurea in Lettere ed uno in Giurisprudenza”.

    Suonerà come un cliché, ma in fondo è la verità: non molte persone oggi si interessano di poesia, meno che mai se parliamo di giovani. Com’è cresciuto in voi questo interesse?

    ANDREA: «Siamo sempre stati interessati a esprimere tramite la scrittura la nostra sensibilità: inizialmente è nato come una sorta di istinto, che si è sviluppato attraverso l’acquisizione di sempre maggiori consapevolezza ed esperienza umana e culturale. È chiaro che ognuno di noi ha iniziato seguendo la propria indole personale, essendo influenzato da esperienze particolari, sempre diverse tra loro».
    FEDERICO: «Ho iniziato per un amore non corrisposto».
    SILVIO: «Anch’io ho iniziato per amore, e per il desiderio di contemplare la realtà circostante».
    ALESSANDRO: «Io per la ricerca di una consapevolezza personale».
    EMANUELE: «Da parte mia, credo di essere sempre stato guidato dal desiderio di dare un volto, e di scoprire, la rabbia e l’amore in me e fuori di me».
    ANDREA: «Personalmente scrivo per necessità nel quotidiano, indagando la realtà e gli avvenimenti che mi circondano».

    libri-lettura-letteratura-culturaQuando e come è nato il vostro progetto? Sulla vostra pagina si legge che scrivete “per rammentare l’importanza di una letteratura pura ed onesta”: cos’è per voi una letteratura pura e onesta, ma soprattutto cosa non lo è?

    FEDERICO: «Siamo nati in modo completamente casuale. Un giorno ci siamo incontrati in Via Balbi io, Emanuele e Alessandro e, andando a prendere un tè ci siamo ritrovati a fantasticare su un’ipotetica rivista letteraria, ma, essendoci resi conto che poteva diventare ben più di una fantasia, abbiamo deciso d’impeto di lanciarci in questa avventura. Il sabato seguente, 10 novembre, dopo aver informato anche Andrea e Silvio, che non avrebbero potuto restare fuori dal progetto per motivi di amicizia e di affinità artistica, sotto una pioggia torrenziale da allerta meteo 2, ancora odoranti del fritto di osteria, ci siamo incontrati al caffè Cambi, delineando il primo embrione della rivista che ora avete in mano. Da lì è stato un crescendo».
    ALESSANDRO: «Consideriamo la letteratura pura e onesta quella che esprime emozioni sentite profondamente, in commistione ad una finezza di mezzi e forme letterarie non virtuosistiche, ma affini e complementari alle sensazioni che le hanno suscitate. Poiché nel concetto di onestà è implicita anche l’idea di umiltà, noi, senza prenderci troppo sul serio, tentiamo di inserirci in un determinato discorso letterario, trasformandoci in uno dei tanti anelli di questa catena secolare, nella quale vogliamo dire la nostra senza mai considerarci poeti Vati».
    SILVIO: «Di conseguenza, il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare gli ascoltatori ed i lettori che leggono molto ma spesso leggono male, condizionati, in questo momento storico, da una dilagante superficialità, dove la forma è favorita a discapito del contenuto, e le persone si abbandonano alla generale passività culturale. Più che parlare di una letteratura non onesta, crediamo che si debba parlare di non-letteratura in quanto fine a sé stessa, e per lo più volta a fini lucrosi. Ogni libro pubblicato non rientra necessariamente nel contesto letterario di cui prima. Tant’è vero che noi siamo gratis».

    Quelle quattro paginette, che giacevano sul tavolo dove le ho trovate, mi hanno fatto pensare ai volantini lasciati in giro dai poeti futuristi; “Poesia di cinque giovani fischianti” è un sottotitolo che nel nome “fischianti” suggerisce una programmaticità del vostro lavoro…. quali obiettivi quindi, se ce ne sono?

    EMANUELE: «Parliamo del futurismo: non possiamo negare, in effetti, le molte e pesanti analogie con lo spirito del movimento, almeno nel momento della sua nascita. Con spirito intendiamo soprattutto le modalità di diffusione, quella sorta di “volantinaggio”, che appartiene anche a noi; ma non possiamo fare a meno di sottolineare, unitamente a questo, l’abisso che ci separa dalla poetica futurista. Se non altro perché i futuristi affermavano il progresso negando il passato, quando noi al passato ci appoggiamo, ci ricongiungiamo, per ripartire da lì. Come i futuristi, non abbiamo timore di essere assordanti con i nostri Fischi; ma, al contrario dell’avanguardia novecentesca, non intendiamo assordare a priori, la nostra aggressività (positiva, sia chiaro) non è programmatica: per noi è molto più importante considerare il Fischio come un rumore di fondo, ma sempre distinto dal ronzio, discreto ma costante, atto a stimolare di continuo la sensibilità intorpidita delle persone, alla quale abbiamo già accennato. Incessante, esso è sempre presente anche fisicamente, e da qui il desiderio di creare, prima di tutto, una rivista cartacea, da poter distribuire con mano, direttamente. Vogliamo essere attivi, perché siamo esseri umani e reali».

    Nell’editoriale del primo numero date una descrizione del poeta che potrebbe essere stata stesa tranquillamente in periodo bohemièn: “non più al centro della società ma costantemente spinto verso i suoi estremi, isolato in una condizione liminare di solitudine sul precipizio del nulla”. Pensate che questa condizione sia un qualcosa di ineluttabile che si ripete nelle epoche? O la vedete inevitabilmente e unicamente legata alla progressiva devastazione del nostro Paese dove la cultura viene strangolata in ogni modo possibile?

    ALESSANDRO: «L’emarginazione del poeta, e della sua figura, non è sicuramente una novità, ma è particolarmente accentuata in questo momento storico. Il dato di fatto che la figura del poeta sia posta ai margini della società, in bilico sul nulla, è chiaro; ciò che conta però è come rispondere, come reagire, in quanto spesso è proprio il poeta a porsi in quella condizione, per sua indole o per il disinteresse che la società mostra verso di lui e verso la sua attività, ritenendola accessoria. Il nostro desiderio è quello di tuffarci nel mondo, nonostante esso ci respinga, per farci ascoltare, evitando di sprofondare in questo abisso di afasia. La reazione attiva è quello che conta: il mettersi in gioco per dare un senso alla nostra condizione di “poeti” e al messaggio che possiamo dare».

    Oltre l’esigenza personale che porta a impugnare la penna, se si pubblica è perché si scrive – in fondo – anche per gli altri. Ma gli altri, oggi, pensiate possano capirvi? Credete che la poesia abbia ancora spazio, posto, comprensione da parte del lettore?

    SILVIO: «Se la poesia non la si propone e ripropone, essa smette di avere un’importanza, quindi occorre rintuzzare quella fiamma scrivendo, e mantenendo sempre vivo il fuoco della consapevolezza. La questione è questa: sensibilizzare non vuol dire ingombrare la mente del lettore, ma, maieuticamente, risvegliare la sensibilità del suo cuore. Il nostro spirito non è affatto pessimista, poiché siamo convinti che non ci sia persona che non sia in grado di capirci: questo perché, ancora una volta, siamo tutti esseri umani».

    Sempre nel primo editoriale fate accenno alla “fisicità” della scrittura, al foglio, all’inchiostro… ma naturalmente avete i vostri numeri pubblicati anche su web. Come cambia la prospettiva di uno scrittore sapendo di doversi confrontare anche con lo sterminato mondo di internet?

    FEDERICO: «Abbiamo cercato di utilizzare al meglio, volgendoli a nostro vantaggio, il web e i social network, riscoprendone le potenzialità, il valore, l’utilità, per fortuna senza cadere, come spesso accade, nell’errore dell’uomo di farsi travolgere e sconfiggere da ciò che esso stesso ha creato. Per noi, per la nostra attività, la rete vuole essere un mezzo, non certo il protagonista, ed è per questo che siamo “di Carta”».

    Mettete “in guardia le persone”, attraverso la poesia, “dal terribile destino di vivere colmi di tutto ma consapevoli di niente”…

    ANDREA: «Mettere in guardia le persone significa consapevolizzarle della realtà interiore che potenzialmente è in tutti, ma di cui pochi si rendono conto. Non per questo intendiamo colmarle col bieco nozionismo che tedia la nostra società».

     

    Claudia Baghino

  • Cercare lavoro a Genova: incontri all’Università

    Cercare lavoro a Genova: incontri all’Università

    Offerta di lavoroMartedì 19 febbraio 2013 inizia una serie di incontri presso l’Università degli studi di Genova, che si rivolge a studenti, laureandi e laureati per aiutarli nel cercare lavoro e comprendere i tipi di contratti e mansioni a seguito delle recenti riforme del mercato del’occupazione.

    Gli incontri previsti sono di due tipi:
    1) laboratori tematici per aiutare i giovani nella ricerca di un lavoro e favorire un corretto approccio nei primi contatti con l’azienda: ogni martedì dalle 14.30 alle 17.30 presso lo Sportello Lavoro dell’Ateneo (via Bensa, 1 – 3° piano);

    Questo il calendario dei laboratori previsti nel primo semestre 2013:
    Martedì 19 febbraio e martedì 23 aprile: organizzare la ricerca di lavoro in Italia e all’estero
    Martedì 5 marzo e martedì 7 maggio: conoscere i contratti di lavoro
    Martedì 26 marzo e martedì 21 maggio: scrivere un curriculum vitae e una lettera di candidatura
    Martedì 9 aprile e martedì 4 giugno: prepararsi per un colloquio di selezione del personale

    Il modulo di prenotazione per entrambi gli incontri deve pervenire allo Sportello Lavoro entro e non oltre le ore 12 del giorno precedente, consegnato a mano, via fax allo 010 2095652 o via mail a sportellolavoro@unige.it.
    2) incontri personalizzati con i docenti: ogni lunedì dalle 9 alle 13 presso l’Ufficio Placement e servizi per l’orientamento al lavoro (via Bensa, 1 – 3° piano).
    Per prenotarsi è necessario telefonare allo 010 2099675. Gli interessati verranno inseriti in lista di attesa e successivamente contattati telefonicamente dall’Ufficio per concordare, sulla base delle disponibilità, data e ora di svolgimento dell’incontro.

  • Concorso fotografico “Scatta il diritto alla salute”

    Concorso fotografico “Scatta il diritto alla salute”

    sanità-san-martino-ambulanze-d6La sezione genovese del Sism (Segretariato Italiano Studenti Medicina) ha indetto il concorso fotografico Scatta il diritto alla salute, con lo scopo di mettere a fuoco questo importante diritto.

    Per partecipare è necessario scattare un’immagine che sensibilizzi sul diritto alla salute nel modo più creativo e libero possibile e inviarla in formato jpeg entro domenica 10 marzo 2013 all’indirizzo mail lorp@genova.sism.org. Ogni mail dovrà contenere Nome e Cognome del partecipante e il luogo dello scatto, si chiede inoltre di allegare un titolo o un breve commento alla foto.

    Non è prevista quota di iscrizione.

    Le foto saranno caricate su sito web e aprte alle votazioni del pubblico fino al 10 aprile 2013. Ogni persona ha diritto a esprimere un solo voto.

    La premiazione del concorso avverrà a maggio 2013 presso la Biblioteca Berio, nel corso di una conferenza sul tema Diritti Umani e Diritto alla Salute: la giornata sarà l’occasione per approfondire le tematiche che hanno portato a questo concorso, con particolare attenzione allo scenario genovese.

    Gli autori delle tre foto vincitrici riceveranno un premio durante la conferenza, mentre le venti foto più votate verranno stampate ed esposte in una mostra fotografica, inaugurata al termine della conferenza e visibile per i quindici giorni successivi.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • VintaGe, shopping e cultura: associazione, fiere ed eventi a Genova

    VintaGe, shopping e cultura: associazione, fiere ed eventi a Genova

    vintage«Dal 28 al 30 giugno 2013 si terrà nella Piazza delle Feste la quarta edizione di Vintage in Porto, che quest’anno celebra i 50 anni di “Please please me”, primo album dei Beatles». Con queste parole le fondatrici di VintaGe anticipano a Era Superba il contenuto della prossima edizione dell’evento, che da due anni si svolge con successo al Porto Antico (oltre 10.000 presenze nelle prime tre edizioni) e che le ha portate a creare un’associazione che fonde nel nome la parola “vintage” e la sigla della città di Genova.

    È Elena Tortora, presidente dell’associazione nata un anno fa e che conta circa un centinaio di soci, a spiegare i dettagli del progetto: «Vintage in Porto è stato il primo grande evento a Genova che veicola la cultura vintage: il termine è un attributo riferito a ogni oggetto, icona o personaggio prodotto oltre il ventennio precedente a quello in cui siamo, attraverso i quali possiamo riflettere sulla nostra storia. Ogni edizione è stata dedicata a un tema specifico: siamo partite dagli anni ’20/’30 (giugno 2011), poi gli anni ’40/’50 (ottobre 2011), infine un evento dedicato ai jeans (giugno 2012). Sono presenti espositori di Genova e provenienti da altre città, in vari settori: abbigliamento, design e musica, fino a raduni di chi ancora possiede auto e moto d’epoca. Si tengono inoltre concerti, laboratori per adulti e bambini e molto altro».

    Incontro Elena, Micol e Carolina ai Giardini Luzzati, dove è in preparazione il primo evento realizzato in collaborazione tra VintaGe, SwapStore e l’associazione Il Ce.Sto: giovedì 31 gennaio 2013 si svolgerà Fifty’s Party Vintage, serata a ingresso gratuito dedicata agli anni ’50 che prevede un baratto di abiti e oggetti vintage (per partecipare prenotarsi entro oggi, venerdì 25 gennaio, al 392 6839302) e il concerto dei Roll Drive, tribute band del rock ‘n roll anni ’50. La serata sarà inoltre l’occasione per illustrare i progetti 2013 di VintaGe.

    Un secondo evento ai Luzzati si terrà ad aprile 2013: «faremo un mercatino vintage, negli stessi giorni in cui in piazza Matteotti si svolge il mercato dell’antiquariato. La giornata conterrà inoltre un’anteprima della prossima edizione di Vintage in Porto, sarà infatti dedicato ampio spazio ai Beatles. La collaborazione con i Giardini Luzzati è nata perché c’è una comune condivisione di valori, vogliamo aiutarli nel progetto di riqualificazione del centro storico. Il legame con la filosofia swap deriva invece dal fatto che anche il vintage promuove la cultura del recupero e del riuso: gli oggetti “di una volta” erano di maggiore qualità e durevoli nel tempo, mentre oggi la tendenza dominante è “usa e getta”».

    Infine Vintage in Porto 2013, che per la prima volta durerà tre giorni anziché due. Il tributo ai Beatles si svolgerà in collaborazione con l’Associazione Beatlesiani Italia (che ha sede a Brescia), con il primo fan club genovese dei Beatles con le tribute band genovesi, a partire dai Reunion. Durante Vintage in Porto 2013 si terrà inoltre il raduno nazionale del Fiat Club 500 (domenica 30 giugno) e il raduno regionale del Lambretta Club Liguria.

    VintaGe vuole diventare nel tempo una piattaforma per chiunque a Genova ama e si occupa di vintage: non solo attività commerciale che vendono prodotti di questo genere, ma anche artisti e semplici appassionati. Chiunque può iscriversi all’associazione e proporre idee e progetti. Per contatti si può inviare una mail a info@vintageinporto.it.

    Marta Traverso

  • Giulia Gragnani: è di Genova la campionessa del mondo di tip tap

    Giulia Gragnani: è di Genova la campionessa del mondo di tip tap

    Tip-tapUna notizia curiosa, forse un po’ di nicchia, ma interessante per chi almeno una volta ha guardato i film con Fred Astaire e Ginger Rogers e ha pensato che quel tipo di danza fosse morto con loro.

    Il tip tap (anzi, la denominazione ufficiale è tap dance) esiste ancora ed è praticato da molti bambini e ragazzi, anche nella nostra città. Non solo: in questo settore Genova vanta un’eccellenza, perché proprio da qui proviene la vincitrice del campionato del mondo di tap dance, che si è svolto a Riesa (Germania) lo scorso dicembre, con 14 Nazionali e più di 1.000 atleti partecipanti.

    Si chiama Giulia Gragnani e ha ottenuto il primo premio con la sua squadra di 24 membri nella categoria “Formations Adult 1”, con la coreografia Avengers. Solo uno dei tanti premi ottenuti dalla Nazionale italiana nelle diverse categorie del campionato, che hanno visto sfidarsi bambini, ragazzi e adulti. «Tra i più di mille atleti di 14 Paesi, è stata grande la soddisfazione di rappresentare anche la mia città natale: Genova. Spesso mi sento fuori luogo ad affermare che sono campionessa in un’arte di cui la maggior parte dei genovesi non conosce l’esistenza: spero che i nostri successi possano essere da stimolo per chi vuole ancora dedicare se stesso all’arte, sapendo che dedizione e sacrificio sono il vero talento di chi vuole eccellere».

    Proprio Giulia – che studia danza dall’età di 5 anni e ha scoperto il tip tap guardando il film Mary Poppins – ci racconta la storia della tap dance: «Il tip tap si è creato combinando elementi stilistici della clog dance – la danza degli zoccoli dei contadini irlandesi – con ritmi e percussioni africane. Verso la metà del XIX secolo, durante il flusso migratorio dall’Europa all’America, gli emigrati irlandesi non rinunciarono al loro ballo natale che venne contaminato dalle percussioni degli schiavi africani, dando così origine alla Tap Dance. Il periodo di massima fioritura è stato tra il 1900 ed il 1955, quando molte orchestre – soprattutto jazz – includevano tra i propri elementi dei ballerini di tap. Inoltre molti artisti sono diventati famosi grazie al cinema e alla televisione: Fred e Ginger, Gene Kelly, Shirley Temple e così via».

    Quali sono le sue caratteristiche? «L’originalità di questa danza consiste nel fatto che il Tap Dancer è contemporaneamente ballerino e musicista: il danzatore indossa lo strumento musicale a percussione, le scarpe con inserti sulla punta e sul tacco della scarpa, chiamati claquettes, che servono a rendere il suono più marcato e udibile e si possono acquistare nei negozi di abbigliamento da danza. La tendenza di oggi è la contaminazione tra le danze, perciò nel tip tap sono stati introdotti movimenti del moderno, dell’hip hop, della danza contemporanea: ciò che resta e rimane caratteristico, solo del tap è la varietà ritmica che si riesce a creare con i suoni delle scarpe».

    Se volete conoscere da vicino questa disciplina, potrete vedere Giulia Gragnani e Romina Uguzzoni (l’altra genovese vincitrice dei Mondiali) sul palco del Teatro di Cicagna domani sera (sabato 26 gennaio, ndr) con lo spettacolo I got Rhythm, la Storia del Jazz.

    Marta Traverso

  • Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    «I cantanti e le band che propongono inediti sono spesso “ai margini”, in molti locali si preferisce ascoltare i gruppi che fanno cover: per questa ragione abbiamo pensato di realizzare un grande evento musicale, per dare a chi compone brani propri la possibilità di incontrare il pubblico». Questa la premessa che ha portato Andrea Di Marco e Paola Popa – insieme a Nico e Massi, i due gestori del Mare di Note di Voltri – a organizzare una maratona musicale di 24 ore nel locale del Ponente genovese.

    Questo fine settimana – dalle 19 di sabato 26 alle 19 di domenica 27 gennaio – si assisterà dunque a 23 concerti consecutivi, con la sola interruzione del cambio palco (e una pausa di un’ora la domenica mattina). Una vera e propria catena di montaggio della musica che (si spera) porterà nuova linfa al quartiere di Ponente – dove oltre al Mare di Note c’è un solo locale dove si suona musica dal vivo, la pizzeria Da Erasmo – e in contemporanea darà spazio ai gruppi musicali della città (ma anche della Liguria, Lombardia ed Emilia), che potranno esibirsi dal vivo e far conoscere i loro brani.

    Quali sono le aspettative per un evento così inedito per la città? Andrea di Marco sottolinea che «si tratta di un esperimento: ogni band ha il suo seguito di fan e speriamo che questo porti tante persone ad ascoltarle, oltre alla possibilità di scegliere a quali concerti assistere nell’arco delle 24 ore (di seguito la scaletta, ndr). L’evento ha anzitutto lo scopo di sostenere le band che propongono musica nuova e indipendente, e in secondo luogo ci auguriamo che valorizzi anche il locale e il quartiere».

    Com’è nato il progetto? «Il Mare di Note si presta molto per questo tipo di evento: c’è molto spazio, un ampio parcheggio, e trovandosi nella zona delle Fabbriche non ci sono problemi legati ai rumori e alla musica troppo alta. Mare di Note è anche un’associazione culturale che si occupa di musica da molto tempo, perciò non ci sono state troppe difficoltà nell’organizzare un evento di questa portata».

    Le band sono state individuate in pochi mesi, soprattutto grazie alla promozione dell’evento attraverso Facebook: sono quasi tutte di Genova e appartengono a a diversi generi musicali, dal rock al pop, passando per il punk, il blues e il prog. Ciascuna ha a disposizione 45 minuti e proporrà una scaletta composta in buona parte di pezzi propri, con poche incursioni nelle cover di musica internazionale. L’ordine delle esibizioni è stato deciso tramite sorteggio.

    Questo l’elenco completo delle band che parteciperanno alla maratona.

    Case di vetro: dalle 19 alle 19.45 (alternative rock/post rock – Genova)

    Melamara: 20 – 20.45 (alternative/garage/powerpop – Genova)

    Stefano Lombardo: 21 – 21.45 (pop/rock/blues – Savona)

    La Roxy: 22 – 22.45 (rock – Genova)

    Experior: 23 – 23.45 (metal/prog rock – Genova)

    Comma 22: 00 – 00.45 (punk rock – Genova)

    Il paradiso degli orchi: 01 – 01.45 (prog rock – Brescia)

    Ravensight: 02 – 02.45 (symphonic death metal – Genova)

    Lele delle scimmie: 03 – 03.45 (rock – Genova)

    Red lips: 04 – 04.45 (rock – Genova)

    Reason of it all: 05 – 05.45 (alternative rock – Genova)

    Ave: 06 – 06.45 (rock – Brescia)

    Admal: 07 – 07.45 (rock – Genova)

    Cheers: 08 – 08.45 (rock – Mirandola)

    Sgrigua: 10 – 10.45 (rock – Genova)

    Blue beat: 11 – 11.45 (blues – Genova)

    Walk: 12 – 12.45 (rock – Genova)

    Jef: 13 – 13.45 (reggae funky blues psyco – Genova)

    Promenade: 14 – 14.45 (prog rock – Genova)

    Chiara Atzeni: 15 –15.45 (cantautoriale – Genova)

    Panther & C.: 16 – 16.45 (prog rock – Genova)

    Doremiflo: 17 – 17.45 (pop rock cantautoriale – Genova)

    Cocks: 18 – 18.45 (punk rock – Genova)

    L’entrata al locale è libera, con possibilità di tesseramento.

    Come arrivare al Mare di Note
    Uscire al casello di Genova Voltri, proseguire in direzione Savona, fino al capolinea dell’autobus N°
    1. Da lì prendere via delle Fabbriche e dopo circa un Km, al quinto ponte che attraversa il
    torrente, seguite l’indicazione. Passato il ponte girare a destra, dopo circa 50 metri entrare nel piazzale e prendere la rampa che sale a sinistra, tenere la direzione fino alla fine della strada. Il locale è riconoscibile perché sul tetto è posta un’enorme chitarra luminosa.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]