Mese: Ottobre 2011

  • “Genova si muove”, concorso di idee per giovani progetti

    “Genova si muove”, concorso di idee per giovani progetti

    Sala Munizioniere - Palazzo DucaleA Palazzo Ducale sabato 8 ottobre, nella Sala del Munizioniere, andrà in scena l’Open Space Technology “Genova si muove“, un’occasione per riunire tutti i giovani della Liguria che hanno idee e proposte da realizzare.

    Regione Liguria e Arssu bandiranno successivamente un “Concorso di idee” per il finanziamento di progetti presentati dai giovani sulle tematiche e gli ambiti che saranno discussi durante la giornata  di sabato.

    L’Open Space Technology è una metodologia di progettazione partecipata, adatta per affrontare temi complessi in un’ottica di reale coprogettazione tra soggetti diversi.

    Per partecipare bisogna iscriversi on line sul sito di “Genova si muove”, ovviamente l’iscrizione è gratuita e dà diritto alla partecipazione al dibattito.

  • My Urban Space, l’aiuola di corso Italia diventa spazio espositivo

    My Urban Space, l’aiuola di corso Italia diventa spazio espositivo

    L'Attesa di valeria dapino
    L'Attesa, scultura di Valeria Dapino

    ART Commission ha inaugurato in Corso Italia la prima “aiuola”  di Genova dedicata all’arte, si trova a pochi passi da Punta Vagno, si chiama My Urban Space: installazioni urbane. L’operazione, punta alla valorizzazione degli spazi urbani attraverso l’arte.

    Lo spazio espositivo è una grande aiuola che “adottata” dalla ditta di   ristorazione, I Cuochi Romagnoli di
    Robert Sefora. L’opera scelta da ART Commission  per questo spazio è “l’attesa” di   Valeria Dapino, una scultura in metallo antropomorfa a grandezza naturale. L’installazione sarà visitabile fino a Domenica 9 Ottobre 2011 , giorno e notte.

     

  • La Bolivia e la capitale La Paz

    La Bolivia e la capitale La Paz

    La Paz, Bolivia
    Veduta di La Paz, Bolivia

    La Bolivia è la nazione più povera del Sud America, una delle più povere del mondo. Dalle nostre parti si conosce davvero poco di questo paese e di questa gente, un volo per l’Europa qui costa l’equivalente di un anno di stipendio e per questo non è facile incontrare e conoscere a Genova un boliviano…

    Eppure, nonostante le difficoltà e le ristrettezze, l’enorme disparità fra poveri e ricchi non è così netta come verrebbe facile immaginare (almeno in tutta la zona dell’altipiano, meno felice in questo senso la situazione nella parte amazzonica); i problemi di sicurezza che caratterizzano molte realtà vicine come il Messico, il Perù, il Brasile o la Colombia, in Bolivia sono di minore entità; le persone si dispongono civilmente in coda per salire sul bus (nulla a che vedere con l’Italia) e in città tutti i commercianti fanno le ricevute (nulla a che vedere con l’Italia); gli unici bambini che vedi per strada (almeno nelle strade cittadine…) sono quelli che tornano da scuola, con i loro grembiulini tutti uguali, e quelli ancora più piccoli che sono al seguito della mamma con la bancarella… Ah, dimenticavo: la Bolivia, specialmente La Paz, è un mercato a cielo aperto, tutti vendono qualcosa!

    La Paz è la capitale più alta del mondo, la parte bassa dove vive la popolazione più ricca (a differenza di quello a cui siamo abituati noi dove di solito i ricchi stanno in collina..) ha un’altezza sul livello del mare di circa 3200 metri. La parte alta di La Paz arriva a quasi 4000 metri, e le case (pochissime baracche, tutte costruite in mattone e naturalmente senza intonaco..) si inerpicano lungo la montagna. Vista dal basso La Paz è un enorme agglomerato di case all’interno di un canyon nella cui gola si distende la strada principale che divide in due la città.

    Mercato a cielo aperto, dicevamo… La bellezza della merce in mostra ed i prezzi molto bassi aiutano a non pensare alla fatica quando cammini per le salite della città, talvolta assai ripide. La cosa che può sorprendere è che, anche in alcuni alberghi per turisti, al mattino vengono servite foglie di coca insieme alla colazione, le quali vanno masticate molto per far uscire il principio attivo che devo dire essere molto utile contro l’altitudine.

    I problemi della Bolivia riguardano soprattutto la rete di trasporti, dai mezzi a privati a quelli pubblici passando per la ferrovia. I mezzi sono deteriorati e privi di manutenzione tanto che ogni viaggio necessita di una sosta per la riparazione da parte dell’autista di qualche componente! la condizione delle strade, certo, non aiuta. Spesso è necessario scendere dal pullman per aiutare l’autista a coprire buche che assomigliano a vere e proprie voragini…

    La cucina boliviana è semplice, ma il sapore dei prodotti della terra è più forte rispetto al nostro. La qualità della carne è quasi sempre elevata e da provare le tante zuppe naturali che vengono servite nelle locande, molto particolare il Chairo, la zuppa dell’altipiano andino preparata con patate essiccate al gelo. E infine.. beh la parte tutta dedicata agli occhi.

    La Bolivia non è, ovviamente, solo La Paz. Mi riferisco agli splendidi panorami del lago Titicaca e dell’isola del Sole, alla ‘Ciudad Blanca‘ Sucre (la prima capitale alla costituzione dello stato Boliviano) e alla città di Potosi, la più alta del mondo. Verso il confine con il Cile si trova il lago salato più grande del mondo (Salaar de Uyuni), il deserto, dove si raggiungono anche i 5000 metri sul livello del mare e, infine, proprio a ridosso del confine, la famosa Laguna Verde con il vulcano Licanbur sullo sfondo…

    Massimo Mancini

  • Domenica a Sampierdarena i banchetti della “Festa dell’Uva”

    Domenica a Sampierdarena i banchetti della “Festa dell’Uva”

    uvaDomenica 9 Ottobre 2011 in Piazza Settembrini a Sampierdarena dalle 11.00 alle 19.00 si terrà la “festa dell’uva”, organizzata dai commercianti della zona e dall’associazione Amici di Piazza Settembrini presieduta da Enzo Vannuccini.

    Saranno presenti alla manifestazione i Cuochi Romagnoli con il loro carro di prelibatezze.

    Durante la giornata, oltre alla presenza di numerosi banchetti di abbigliamento, modellismo, antiquariato e al carro dei mitici Cuochi Romagnoli, verrà distribuita gratuitamente dell’uva. Musica a cura del cantante Francesco Chiappalone che intratterrà il pubblico con i suoi classici.

    La festa dell’uva si pone l’obiettivo, in un clima festoso, di portare la gente a vivere in tranquillità e gioia una zona troppe volte lasciata a se stessa. La manifestazione rientra in un poker di iniziative che si svolgeranno nelle domeniche successive.

  • Volabus, il primato di Genova: è il bus più caro d’Italia

    Volabus, il primato di Genova: è il bus più caro d’Italia

    Volabus Un aeroporto in città ha i suoi pro e i suoi contro. A molti potrebbero non piacere tutti quei velivoli che sorvolano Corso Italia, tanto vicini da poter vedere i finestrini e persino intuire le sagome dei passeggeri. Però ci sono anche dei vantaggi. L’accessibilità, tanto per cominciare.

    Se abitate a Milano e dovete partire da Malpensa, per raggiungere l’aeroporto vi aspetta un bel tratto di tangenziale per almeno tre quarti d’ora. Da Genova centro invece, in condizioni di traffico scorrevole, si arriva a Sestri in una ventina di minuti al massimo. Un bel risparmio, ma solo di tempo.

    Già, perché per quanto riguarda il denaro, è un altro paio di maniche. Infatti, il servizio di navette che dalla stazione di Milano Centrale porta il passeggero a Malpensa (50 km di tragitto), rispetto al Volabus che da Genova permette di raggiungere il Cristoforo Colombo (11 km), costa solo 1,50 € in più (7,50 € contro i 6 € della Superba)… Una cifra risibile per percorrere un tratto che è ben 5 volte più lungo!

    L’aeroporto di Linate poi, che è ben più vicino (12 km), si raggiunge in bus spendendo 4 €. Ma è Milano ad essere particolarmente economica o è Genova ad essere particolarmente cara? Facciamo un confronto con altre realtà dove le piste di atterraggio sono attigue al centro cittadino. L’aeroporto Marconi, per esempio, dista da Bologna 13 km e costa 5 € di navetta. L’Elmas ne dista da Cagliari 9, e si raggiunge con 4 €. Da Bergamo a Bergamo Orio al Serio sono 5 km, per un totale di 1.7 €. L’aeroporto Fontanarossa di Catania, addirittura, che rispetto al centro città è sito ad una distanza analoga al caso genovese (10 km), si raggiunge con l’apposito Alibus al costo di un normale biglietto: vale a dire un singolo euro. Anche a considerare il caso di scali che, al contrario, siano ben distanti dal centro città, il trend comunque non cambia. A Trieste ad esempio, dove si devono percorrere circa 40 km per raggiungere l’aeroporto, si può utilizzare la linea 51 del trasporto pubblico con soli 3.25 €!

    Quasi la metà di quello che spendiamo noi per una tratta quattro volte superiore. Insomma, un bel benvenuto per i turisti stranieri: così almeno capiscono subito come gira, qui a Zena.

    Andrea Giannini

  • Teatro del Lemming: la tragedia per un solo spettatore

    Teatro del Lemming: la tragedia per un solo spettatore

    Edipo - teatro del lemmingProva a chiudere gli occhi, e immagina di entrare in uno  spazio buio che non conosci. Lì, ad attenderti, tua madre, che ti conduce al cospetto di un oracolo. Lui non ti vede, è cieco, ma tu percepisci la sua presenza molesta ed irritante. Ti prende per il bavero e ti tira improvvisamente verso di lui, predicendoti una maledizione che ti porterà alla perdita della vista.

    Sei diventato Edipo, e stai per attraversare il peggiore dei tuoi incubi. Pervaso da questa improvvisa consapevolezza, e per di più cieco, non puoi far altro che appoggiarti alla figura di Giocasta, tua madre, che amorevolmente ti guida nel cammino senza immagini che si prospetta davanti a te. Ed è proprio in questo modo che compi le azioni più ignominiose, prima fra tutte l’omicidio di tuo padre. Non sei tu ad ucciderlo, ma qualcuno muove la tua mano, le fa cercare un coltello, glielo fa impugnare, e fa sì che vada a conficcarsi nel corpo di tuo padre.

    Poi capisci di essere re, un sovrano giusto, un monarca capace di gestire perfettamente il popolo che ha in suo affidamento. E subito la Sfinge ti para davanti il suo arcano “Qual era l’essere che cammina ora a quattro gambe, ora a due, ora a tre che, contrariamente alla legge generale, più gambe ha più mostra la propria debolezza?”

    Sei sempre più sballottato, confuso, inibito. Ed è proprio in questo momento che inizi a vivere un’esperienza fisica, erotica, sessuale. Il resto non provo neppure a raccontarlo, sarebbe inutile e sminuente.

    Quando sono entrato in contatto con la compagnia “Teatro del Lemming” di Rovigo ho capito subito la potenza delle loro proposte teatrali. Il gruppo, guidato dal regista Massimo Munaro, utilizza l’esperienza teatrale come coinvolgimento totale degli spettatori. Anzi, dello spettatore, visto il loro Edipo è rivolto ad un solo spettatore che, bendato e scalzo, è chiamato a rivivere i momenti salienti della tragedia greca.

    Attraversare la famosa quarta parete e diventare il protagonista di uno spettacolo come questo significa mettersi in diretto contatto con i propri abissi più profondi, significa vivere un’esperienza assoluta, esattamente come quando ascoltiamo un brano musicale o quando contempliamo un’opera d’arte figurativa; essi parlano direttamente alla nostra più intima dimensione, facendo affiorare l’inconscio più recondito.

    Questo è stato in grado di creare Massimo Munaro, che non a caso è un compositore. Ogni creazione del Lemming dalla quale sono stato coinvolto mi ha un po’ cambiato, mi ha reso un po’ più consapevole, talvolta del mio rapporto con la realtà sensibile, talvolta nel mio rapporto con me stesso.

    Marco Topini

  • Ivano Fossati annuncia l’addio: “Non farò più dischi, né concerti”

    Ivano Fossati annuncia l’addio: “Non farò più dischi, né concerti”

    Ivano FossatiIvano Fossati chiude la sua carriera in diretta televisiva in occasione dell’uscita di “Decadancing“, che sarà quindi l’ultimo album del cantautore genovese. “Una decisione serena“, ha dichiarato, a sessant’anni da poco compiuti e con 40 anni di carriera alle spalle.

    “Non si tratta di una decisione degli ultimi giorni, ovviamente ci ho pensato parecchio negli ultimi due o tre anni, lascio perchè ho la sensazione che nella vita avrei potuto anche fare altro e, soprattutto, perchè in un ipotetico prossimo album non potrei più garantire la stessa passione, la stessa lucidità”.

    “Quello che abbandono è prima di tutto il mestiere del registrare dischi e fare concerti, l’attività discografica e quindi le promozioni… Non ho più voglia di stare attento a tutto quello che accade e a come la gente ne parla o lo vede per poi scrivere canzoni, voglio sentirmi libero da tutto questo.”