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  • Consiglio comunale, passa il bilancio ma delibera su Amiu ancora in sospeso. Domani nuova (e ultima) seduta in Sala Rossa

    Consiglio comunale, passa il bilancio ma delibera su Amiu ancora in sospeso. Domani nuova (e ultima) seduta in Sala Rossa

    consiglio-comunaleLa discussione in Sala Rossa scorre rapidamente, e arriva alla approvazione del documento di bilancio con poche sorprese: l’aula vota l’approvazione con con 17 voti a favore: Pd, Sel, Lista Doria, Malatesta (Gruppo Misto); 14 contrari: Anzalone (Gruppo Misto), Pdl, M5s, Fds, Lista Musso-Direzione Italia, Udc, Lega Nord e 8 astenuti: Salemi (Gruppo Misto), Percorso Comune, Effetto Genova. L’attesa discussione sulla delibera Amiu viene nuovamente rimandata, su scelta della conferenza capigruppo: l’appuntamento è per domani mattina.

    Gli schieramenti politici hanno in qualche modo seguito il percorso fin qui fatto, senza sorprese di sorte: da un lato la maggioranza ha difeso il documento, ricordando come i conti siano rimasti in ordine, nonostante una congiuntura particolarmente tragica dal punto di vista economico che ha colpita la città. In aula si cita la crisi di Banca Carige, i continui tagli di Roma e la congiuntura economica nazionale; a fronte di questo, però si sono tenuti i «numeri in ordine – ha spiegato Simone Farelloportando a termine un ciclo che non ha messo in difficoltà la città». Dure lo opposizioni: Enrico Musso addirittura parla di «un bilancio pieno di “cazzo” di marchette – tra lo stupore dell’aula – e quindi voterò no a questo “cazzo” di bilancio». Anche la Lega denuncia una gestione fallimentare della città, mentre il Guido Grillo ricorda come troppe volte l’aula non è stata ascoltata come si doveva. Tra gli astenuti Effetto Genova che fa sapere, attraverso un post su Facebook pubblicato in diretta, le preoccupazioni di «andare in gestione provvisoria che comporta la non possibilità di assumere spese se non obbligatorie, mettendo quindi a rischio risorse per le manutenzioni, le risorse ad esempio per il funzionamento del Carlo Felice, le risorse per i servizi alla persona tranne gli interventi legati al Tribunale o di tutela e così via...».

    In mattinata è stata approvato il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio in merito all’esecuzione della sentenza n.641/2016 emanata dal TAR Liguria a seguito del ricorso con richiesta di risarcimento del danno promosso dalla Fondazione Contubernio D’Albertis per le sordomute; il riconoscimento del debito fuori bilancio dei Bagni Marina Genovese; e infine approvato anche il protocollo d’intesa tra Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., Regione Liguria e Comune di Genova in ordine all’acquisizione, da parte di RFI, dell’edificio sito in via Ferri 10, destinato alla demolizione in vista dei lavori del Nodo Ferroviario. Una demolizione richiesta dagli abitanti stessi, preoccupati per la stabilità dell’edificio, in vista della già stabilità demolizione dell’adiacente caserma dei Carabinieri. Ogni nucleo familiare, oltre a ricevere una locazione alternativa, avrà un indennizzo di 40mila euro.

    Il ciclo amministrativo, quindi, si avvia ad una chiusura naturale, senza il paventato ricorso al commissario prefettizio. Ancora incerta invece la sorte di Amiu, ancora appesa al destino della delibera di aggregazione con Iren.

     

  • Bilancio, la Prefettura mette “in mora” il Consiglio comunale. Commissario se salta approvazione entro 9 maggio

    Bilancio, la Prefettura mette “in mora” il Consiglio comunale. Commissario se salta approvazione entro 9 maggio

    Tursi, protesta dei lavoratoriUn commissario prefettizio potrebbe prendere le veci del Consiglio comunale, per svolgere l’ordinaria amministrazione e far “tornare i conti”, se il bilancio non sarà approvato entro i termini di legge. Una eventualità non da escludere, visto che il documento contabile è stato “legato” a filo doppio con l’aggregazione di Amiu.

    L’atto del Prefetto è un atto dovuto, previsto dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D. Lgs n.267/2000): se non viene approvato il bilancio dell’ente locale entro i termini di legge, attraverso decreto di proposta ministeriale viene sciolto il Consiglio comunale, rimpiazzandolo con un commissario. Questi deve svolgere il ruolo dell’organo per l’ordinaria amministrazione, fino all’esito delle nuove elezioni. La comunicazione della Prefettura di Genova è arrivata al presidente del Consiglio comunale, che tramite i capigruppo ha informato l’assemblea: il termine ultimo per l’approvazione del documento di bilancio è l’8 maggio, dopo il quale scatterà il commissariamento.

    «Il bilancio così come è stato presentato non può prescindere dal completamento del percorso di aggregazione di Amiu – ha sottolineato il vicesindaco Stefano Bernini a margine della seduta di Consiglio comunale – per cui i soldi che servono per Amiu si possono trovare solo in questo modo. Un eventuale commissario dovrebbe fare i “conti della serva”, tagliando servizi e aumentando tariffe per produrre un nuovo bilancio in regola». Eventuale neanche tanto, visto che la conta dei voti necessari per far passare la delibera su Amiu, (alla terza presentazione) è quanto mai dall’esito incerto. «Amiu potrebbe andare in default – conclude Bernini – se il commissario non trovasse la quadra dei conti».

    Le prossime settimana, quindi, si preannunciano di fuoco, lacrime e sangue: in Sala Rossa sarà ripresentata la delibera su Amiu a precedere il bilancio, con lo spauracchio del commissariamento messo nero su bianco. L’appuntamento potrebbe essere calendarizzato il 2 o il 3 maggio, ma l’incertezza regna sovrana a Tursi. Come andrà a finire?

     

  • Bilancio, sarà riproposta la aggregazione Amiu-Iren. Doria: «Così i conti sono in ordine, non esiste un piano B»

    Bilancio, sarà riproposta la aggregazione Amiu-Iren. Doria: «Così i conti sono in ordine, non esiste un piano B»

    Palazzo TursiGiunta approva bilancio previsionale 2017, con i conti in ordine ma vincolati alla aggregazione di Amiu con Iren, che sarà riproposta per la terza volta al Consiglio comunale. «Lasciamo alla prossima amministrazione una situazione tranquilla, con qualche margine di manovra – afferma il sindaco Marco Doria ma se non passasse l’aggregazione non ci prenderemo la responsabilità politica di tagliare servizi e aumentare la tassazione». Non esiste, infatti, un piano B già pronto nel cassetto: «Nel caso non sarà il nostro compito – sottolinea il primo cittadino – ma di chi prenderà in mano l’amministrazione della città»

    Fatto salvo il discorso Amiu, per cui ancora una volta deciderà il Consiglio comunale, i numeri del bilancio del Comune di Genova sono buoni: nonostante ulteriori tagli dal Fondo di solidarietà e della quota Imu/Tasi (rispettivamenti di 3,4 e 4 milioni), aumenta il plafond a disposizione dei servizi resi dai settori, che passa da 89,2 milioni del 2016 a circa 102 milioni: la prossima amministrazione, quindi avrà qualche margine in più di iniziativa. Salvi anche i servizi, che non subisco tagli, anzi: previsti 39 milioni per i servizi sociali e 28,9 milioni per la scuola. Le risorse recuperate sono dovute ad un contenimento della spesa (soprattutto riguardo al personale, che continua a decrescere), alla anticipazione contabile dei vari oneri di urbanizzazione e dell’avanzo dello scorso esercizio.

    «Un bilancio che mantiene tutti i servizi del Comune – spiega Marco Doria – e che non va a pescare nelle tasche dei cittadini». Ma, come dicevamo, il tutto vincolato alla passaggio dell’aggregazione: «Nel caso non passasse nuovamente la delibera – spiega il primo cittadino – bisognerà incidere “sulla carne dei cittadini” e non saremo noi a farlo». La prossima settimana le commissioni inizieranno a lavorare sul bilancio, che con ogni probabilità sarà presentato in Sala Rossa il 27 aprile. «La delibera sull’aggregazione – spiega l’assessore al Bilancio Francesco Miceli – invece sarà riproposta uguale, probabilmente contestualmente al bilancio».

    Per chiudere su Amiu, quindi, la giunta Doria, come previsto, “mette il carico”, legando la aggregazione a doppia giro con la stabilità economica dell’ente stesso. Nel caso il piano A fallisse, però, la “patata bollente” finirà nelle mani del prossimo sindaco.

    Nicola Giordanella