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  • Movida, parte l’osservatorio per valutare gli effetti dell’ordinanza. Un passo indietro è possibile

    Movida, parte l’osservatorio per valutare gli effetti dell’ordinanza. Un passo indietro è possibile

    Vicoli, Centro Storico di GenovaNonostante il respingimento da parte del Tar della Liguria della sospensiva contenuta nel ricorso contro l’ordinanza anti movida, presentato lo scorso maggio da Ascom-Confcommercio e Confesercenti, qualcosa sembra muoversi e la direzione potrebbe essere quella di una parziale revisione dell’ordinanza da parte del Comune di Genova.

    «Nelle prossime ore si riunirà per la prima volta un osservatorio dedicato alla movida, formato da cittadini, esercenti, circoli, e associazioni di categoria, per fare il punto sull’ordinanza dopo quattro mesi dalla sua entrata in vigore», ha dichiarato l’assessore comunale allo Sviluppo Economico, Emanuele Piazza. L’obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra le esigenze della cittadinanza e quella dei titolari dei locali notturni, che dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza hanno registrato diverse sofferenze a causa delle chiusure anticipate: all’una di notte nei giorni feriali e alle 2 nel weekend. «Nessuno vuole ammazzare il centro storico, ne impedirne il godimento notturno da parte della popolazione – continua Piazza – per questo cercheremo di trovare un equilibrio capace di mettere d’accordo cittadini ed esercenti, dopo aver analizzato i pro e i contro dell’ordinanza oggi in vigore. Sicuramente cercheremo di premiare i locali che operano nel rispetto delle regole».

    Queste parole ancora una volta sottolineano il fatto che questo provvedimento sulla movida fu pensato anche per contenere il dilagante fenomeno dei minimarket, spuntati come funghi nel cuore del centro storico genovese nel corso degli ultimi anni. Il ricorso presentato al Tar da parte delle Associazioni di categoria escludeva, infatti, questi esercizi commerciali, che spesso vivono in quella sottile zona d’ombra che separa la legalità dall’illegalità, complice una legislazione impreparata al fenomeno (diffusissimo in molte città europee) e la crisi economica che ha fortemente minato gli esercizi commerciali tradizionali, esponendoli ad una concorrenza inedita.

    Come si apre un minimarket? 

    Sono proprio le procedure, maggiormente liberalizzate negli ultimi anni, ad aver creato questo contesto così esplosivo: se nel quadro economico odierno aprire e mantenere un’attività commerciale rappresenta un’impresa non priva di costi e di rischi, per gestire un esercizio di vicinato (così come sono catalogati iminimarket) la questione è un po’ diversa in quanto non sono necessarie particolari qualifiche o permessi per poterne avviare uno. Per una superficie sotto i 250 metri quadrati, infatti, è sufficiente comunicare al comune l’inizio dell’attività e renderla operativa entro i 30 giorni dalla consegna della comunicazione scritta. Il titolare dell’attività è tenuto ad essere in possesso di una Licenza per alimenti che viene rilasciata dall’ufficio Igiene del Comune dopo l’ispezione e il parere dell’Asl che verifica che siano state rispettate le norme vigenti. Il titolare del minimarket deve avere lavorato per due anni (negli ultimi cinque) nel settore alimentare, come dipendente o coadiutore, oppure deve seguire un corso specifico presso la Camera di Commercio o un ente di formazione abilitato. Nei fatti è evidente come l’apertura di un esercizio di vicinato non richieda particolari esborsi economici, ne particolari abilitazioni a differenza di altre tipologie di locali notturni; basta pensare che per acquistare una licenza di un bar sono necessari circa 70 mila euro, con tutte le certificazioni del caso relative alla preparazione e alla somministrazione di cibo e bevande, che permettono i “coperti”, di avere un vano adibito a cucina e tutto quello che un semplice minimarket non ha.

    Mal di pancia

    Nel frattempo, però, i nuovi orari di chiusura imposti dal Comune stanno creando non pochi mal di pancia agli esercenti del centro storico genovese: «La chiusura anticipata imposta da questa ordinanza influisce negativamente sui nostri incassi – racconta il titolare di uno storico locale delle Vigne – se il Comune intende mantenere questa rotta dovrebbe estendere questo regolamento anche fuori dal centro storico, perché facendo così non fa altro che spostare il lavoro in altre aree della città e non mi sembra corretto». La discussa ordinanza è nata dalla lettura emotiva di un contesto complicato: da un lato quello che per alcuni rappresenta il degrado (consumo di alcool, gente in strada fino a tardi, sporcizia), e dall’altro il voler vedere il centro storico ordinato, lucido e perfetto. La soluzione è stata una legge rigida, che ha provato a regolare la fluidità dell’economia della “Città Vecchia”: il risultato è una cura peggiore del male, che rischia di mettere in ginocchio chi ci lavora, svuotando i vicoli della loro anima commerciale.

    Andrea Carozzi

  • Genova a luci rosse. Quando il sesso è divertimento, fra locali e scambi di coppie

    Genova a luci rosse. Quando il sesso è divertimento, fra locali e scambi di coppie

    luci-rosse-3Che come città sia un mortorio, chi scrive su Genova se lo sente ripetere talmente tante volte che inevitabilmente alla fine questo concetto diventa la base di partenza per ogni ulteriore valutazione. In effetti non si può certo parlare della Superba (ma a dire la verità neanche del resto della Liguria) come di un crocevia del divertimento, tantomeno come luogo di tendenza delle notti estive.

    Anche i turisti che arrivano a Genova e scelgono di fare una vacanza in una città d’arte, ospitati da una regione dalle bellezze naturali ben conosciute, forse apprezzano che non sia abitudine tirar mattina in branchi festanti e rumorosi, poiché la principale attrattiva resta il mare con i paesini arroccati sulle scogliere e le cittadine punteggiate da piccole spiagge.

    D’altra parte, Genova è famosa per essere bella ma austera, dedita al risparmio per quanto oggi si possa fare e con abitanti  poco inclini allo sperpero a qualsiasi età. Nei negozi non si vedono particolari eccessi di fantasia, oggetti e vestiti devono rispettare più i canoni della praticità e del facile abbinamento che seguire l’estro di stilisti perdigiorno e tiratardi (questo nell’immaginario del ligure doc).

    Una città seria, insomma, talmente seria che se dici “luci rosse” pensi al serbatoio di voti del Pci. Eppure in questa stessa città negli anni ’60 De André cantò la storia di Bocca di Rosa (che pare fosse di Milano e si facesse chiamare Marilyn,  mentre il trans Morena, morto ormai da più di dieci anni, era la “Graziosa” di Via Del Campo). E chissà se il giovane Fabrizio cercava emozioni forti o era solo curioso di un mondo che a lui, ragazzo dell’alta borghesia genovese, doveva sembrare lontano anni luce: e così  sembra  lontano anche a noi, che abbiamo percorso avanti e indietro vicoli e delegazioni, sulle tracce di una Genova a luci rosse che, come d’abitudine per ogni faccenda ligure, non si espone ed anzi, riserva solo agli iniziati la possibilità di uno sguardo a 360 gradi.

    Alla scoperta della Genova a luci rosse

    luci-rosse-2Punto di partenza obbligato, da 5 anni a questa parte, il negozio Melanie Brun Design for Sex: nato nel 2009 e dedicato a donne che vogliono oggetti, giocattoli  e capi sexy senza doversi nascondere nell’anonimato dell’on line, è diventato ormai un vero punto di riferimento per tutto quello che ruota intorno al sesso e all’amore. Conferenze, presentazioni di libri, corsi di seduzione e quant’altro: da qui sono passate autrici di teatro, scrittrici, psicologhe. Sonia, la titolare, illustra  la merce con allegra nonchalance quando vede i clienti perplessi sul reale utilizzo dei vari articoli, facendo apparire assolutamente normale che paperelle e rossetti abbiano un inatteso uso alternativo.

    Come mai la scelta di questo tipo di negozio a Genova? «Ero stanca di lavorare a Milano, volevo tornare a casa – racconta Sonia –e quando il mio fidanzato mi parlò di questo negozio che aveva visto a Barcellona, un sexy shop di classe  per signore, decisi di buttarmi nell’avventura. Sarà perchè siamo gli unici, sarà perché organizzo parecchie iniziative, ma gli affari vanno abbastanza bene: ovvi, la crisi si sente ovunque, ma un mercato così di nicchia è chiaramente meno sensibile di altri alle variazioni di spesa dettate dal potere di acquisto».

    Inevitabile chiederle anche chi sono le insospettabili genovesi che vengono ad acquistare corsetti, vibratori da passeggio e palline sexy: «In realtà lavoro molto sul passaparola, sulle mail che invio a chi è passato per qualche conferenza o presentazione e poi viene a comprare il completino per un’occasione speciale, oppure un oggetto per sé o per le amichePoi ci sono gli addii al nubilato, a volte la futura sposa viene accompagnata, inconsapevole, nel negozio dove si svolge un corso di camminata sui tacchi, oppure di fellatio, seguito da aperitivo e inevitabile fornitura di gadget “indispensabili” per ravvivare la vita matrimoniale. Riescono sempre delle feste molto divertenti, e quasi sempre grazie a Penelope, che durante l’anno tiene i corsi di seduzione qui nel negozio, corso base e avanzato, con grande successo di pubblico».

    Ascoltiamo allora anche Penelope Please, drag queen (miss Drag Queen Liguria 2011, ndr), cantante, dj nei locali ed insegnante di seduzione nei corsi di Melanie Brun: magari ci aiuta a seguire il filo dell’erotismo a Genova… «Sesso e divertimento sono pianeti che si incontrano raramente,  purtroppo per tutta la Liguria c’è pochissimo da dire ed ancor meno da fare, specialmente in alcuni periodi dell’anno». Ma è davvero così rigida  la vita dei genovesi, qualche guizzo fra i venti e i trent’anni, e poi brividi riservati agli incontri di calcetto e poco altro? «Beh non esageriamo! Qualcosa si muove nel sottobosco… i corsi al Melanie Brun ad esempio sono comunque sempre affollati e dobbiamo fare due serate a settimana; tra l’altro arrivano spesso mamme con figlia o zie con la nipote: a tutte le età si vuole e si può sedurre. Ma per il divertimento serale, i locali che ci sono in Toscana, e soprattutto in Emilia, dove al sabato sera la famiglia entra sapendo di trovare la serata divertente per i figli e piccante per i genitori, ecco quelli per noi sono un sogno…»

    Proviamo a verificare di persona, ci addentriamo nei locali “equivoci” come si diceva un tempo, partendo dalla Red Town (Sampierdarena!) e vediamo cosa ci aspetta. Per il divertimento gay friendly, il punto di riferimento è il Virgo Disco Club, frequentato anche dalle ragazze, mentre in estate il Banano Tsunami al Porto Antico organizza al sabato aperitivi LGBT (lesbian,gay,bisexual and transgender) in realtà divertenti per tutti.

    Per chi ama piaceri più forti c’è il Lussurian Genoa Cruising bar, dove si rimane vestiti solo per il tragitto verso gli armadietti in cui si depositano gli abiti. I locali di questo tipo vengono detti “cruising” perché le navi da crociera entrano in tanti porti senza mai sostare a lungo: la similitudine non è poi così oscura, e le serate proposte sono molte, dalla serata LMDV (la monta delle vacche, è un gioco di ruolo in cui semplicemente si sceglie se essere tori o vacche: e i ruoli NON sono intercambiabili) alla serata “Naked” sino a quella per single, ed il locale offre tutto quanto ci si può aspettare, dalla Dark room al Glory hole, in ambiente che dichiarano pulito e protetto. Ingresso riservato esclusivamente agli uomini, le donne solo in particolari serate lesbo dedicate, ed ovviamente occorre essere tesserati, come per tutti i locali di questo tipo, gay od etero: in tal modo si rafforza il concetto di “circolo” per i soli frequentatori, scoraggiando così la presenza di ospiti dediti in realtà più alla prostituzione che al divertimento. Il “cruising” o “battuage” (no, non è francese)  viene svolto anche all’aria aperta nella zona di Punta Vagno e sopra i giardini Coco, a pochi passi dalle Mura delle Cappuccine: ma questa è davvero un’altra storia.

    luci-rosse-4

    Anche  gli etero genovesi  però amano divertirsi, forse in maniera più riservata. Le proposte sembrano esserci e, sempre nella già citata Red Town, troviamo piccoli locali, spesso non proprio tranquilli, che offrono lap dance, privé non troppo costosi e poco altro. Talvolta, invece, solo macchinette e ragazze che si aggirano fra i tavoli, palesemente in cerca di clienti. Tuttavia sono locali che attirano più che altro gli habitueé e vengono spesso chiusi dalle Autorità per vicende di prostituzione al loro interno o per irregolarità varie ed eventuali:  in buona sostanza è difficile annoverarli nella mappa del divertimento trasgressivo. Si tratta di  locali non molto diversi da un night club, dove un single può bere, spesso neanche benissimo, può far due chiacchiere con una ragazza pagando 30 euro una bevuta di 20 minuti, ed in alcuni casi può appartarsi in un privé sempre con la stessa ragazza (pagando ulteriormente). Ne esistono un po’ in tutta la città, ma raramente attirano coppie: vi si incontrano allegri e rumorosi gruppi di ragazzi che festeggiano l’addio al celibato, qualche compleanno trasgressivo di quaranta/cinquantenni e poi uomini soli spesso in trasferta, desiderosi di far due chiacchiere con il miraggio di un incontro all’uscita.

    Per le coppie, se hanno voglia di qualche trasgressione e ritengono di non voler andare fuori città, che è in realtà il comportamento abituale dei liguri, qualcosa si può trovare. Noi abbiamo scovato solo due locali “ufficiali”, entrambi in Val Bisagno, dove le coppie “giocano” nel privé mentre nella zona discoteca l’ambiente illuminato suggerisce passatempi meno audaci.

    Gli ospiti possono usufruire dei vari salottini, della sala cinema, della dark room (dove si fa sesso senza vedere con chi, e “vale tutto”…) oppure della stanza sadomaso, con tutta l’oggettistica del caso e gli immancabili attrezzi a muro dove fissare le manette, far penzolare il partner legato, e quant’altro suggerisca la fantasia. Vengono proposte anche serate a tema, feste brasiliane, aperitivi trasgressivi e “gang bang” (una sola donna con un certo numero di uomini, dai cinque in su, diciamo…) ma in questi casi la presenza di professionisti del settore è frequente e quasi inevitabile.

    In questi locali il dress code è molto chiaro, veli, spacchi e brillantini sparsi ovunque per lei, camicia sudata e appiccicata (finché c’è) per lui. Età media parecchio alta, possibilità di mascherina per non farsi riconoscere dal commercialista o dall’ex compagno di scuola.

    Per meglio capire chi ama questo tipo di serate, abbiamo cercato qualcuno disposto a raccontare senza troppe remore come e perché si sceglie di passare una serata decisamente sopra le righe. Matteo, (nome di fantasia)  ha circa 40 anni, è dirigente, celibe. Ci parla della frequentazione di locali decisamente inconsueti con assoluta tranquillità ed appena un velo di malinconia negli occhi.

    Ti faccio una domanda che è d’obbligo, secondo me: tu  svolgi un incarico dirigenziale, non hai paura di esporti troppo frequentando questo tipo di locali? Voglio dire, se incontrassi qualcuno che conosci…

    «Premetto che ultimamente, essendo tornato single, non ho più avuto occasione di andare in questi club, che sono essenzialmente luoghi dove si fa scambio di coppie ma non solo: talvolta c’è la piscina e la musica da discoteca non manca mai, si può ballare e guardare gli altri come in qualsiasi locale. La differenza è che sai che, da qualche parte, ci sono delle stanze dove puoi appartarti con la tua compagna, da soli o con un’altra coppia o, al limite, con qualche “curioso” che guarda senza partecipare. Con la mia ex compagna spesso siamo andati fuori Genova perché i locali sono veramente più grandi e più belli, però…»

    … Però?

    «Però mi è capitato di andare con un’amica, ci siamo spacciati per coppia perché i single sono troppo penalizzati, il biglietto d’ingresso costa il triplo perché in realtà vogliono incoraggiare le coppie, noi single siamo tollerati e basta».

    Ma a Genova simili locali hanno successo? E chi li frequenta, almeno secondo la tua esperienza?

    «Spesso devo dire che ho trovato persone in città solo di passaggio. Poi ci sono gli habitué, non molti, che vengono spesso e volentieri e non sperimentano niente di nuovo, si appartano sempre con le stesse coppie. Infine ci sono i genovesi che capitano per qualche motivo, anche solo per curiosare, ma se si trovano bene e si divertono poi vanno fuori città perché  sono terrorizzati all’idea di incontrare qualcuno di conosciuto».

    Beh, imbarazzante potrebbe esserlo… 

    «E perché? Non vedo motivo di imbarazzo nell’avere un rapporto così bello e complice con la propria compagna o compagno, tanto meno nel “tradimento” reciproco e contemporaneo. Dovremmo imbarazzarci perché una sera si ha voglia di qualcosa di più divertente della solita discoteca in spiaggia?! Siamo seri, se uno ti vede nel club vuol dire che c’è anche lui, e per fare la stessa cosa; comunque, credetemi… tutti fanno lo stesso ragionamento e lasciano la città, così alla fine si rischia di incontrare a Milano o Torino chi si voleva evitare a Genova!»

    Quindi una coppia che decide di provare questo tipo di piacere, cioè fare sesso facendosi guardare o scambiando il partner con un’altra coppia lo fa perché è affiatata? Non è piuttosto un modo di tradirsi “controllato”?

    «Guarda, per mia esperienza, chi crede di salvare un rapporto in difficoltà facendo questo tipo di esperienza certamente avrà grosse delusioni. Non è raro veder scoppiare liti furibonde perché in realtà uno dei due non è convinto, o si ingelosisce se l’altro mette troppa passione nella cosa».

    Torniamo alle possibilità di successo di questi locali

    «Non è facile, ripeto, un po’ perché a Genova siamo rigidi e non ci sappiamo divertire, un po’ perché mancano fisicamente gli spazi per creare strutture belle ed ampie: sia i privé che i locali di lap dance sono piccoli, a parte che a me i lap dance non interessano…»

    luci-rosseMa che differenze ci sono tra locali lap dance e locali per scambisti? Voglio dire, non funziona che gli uni sono per la coppia e gli altri per il singolo?

    «Se si cerca di fare due chiacchiere, e basta, si va nel night o nel locale con lap dance: ma se vuoi veramente fare sesso o comunque quello sarebbe lo scopo, il privé è l’unica scelta possibile. Però, come ho già detto, costa tantissimo; se una coppia paga 50 euro in due d’ingresso, un singolo magari ne deve pagare 180 da solo, e non è detto che le coppie che sono all’interno vogliano giocare in tre, quasi sempre cercano un’altra coppia.
    Ma se sborsi tutti quei soldi poi vorresti la garanzia di far sesso, invece non sempre trovi qualcuno nella dark room o comunque disponibile. Nei privé, il codice da rispettare è questo: una coppia può andare ovunque a fare sesso, in due in quattro o in sei; un singolo può andare solo in particolari salottini detti “trio”, dove le coppie che si appartano sanno di essere guardate da uno o più singoli che raramente saranno accettati nel “gioco” in quanto lo scopo sarebbe un partner nuovo a testa. In ogni caso l’ultima parola spetta sempre alla donna, che con un semplice gesto può fermare il nuovo arrivato, o anche la nuova coppia: ed occorre rispettarne la volontà senza far storie, pena l’allontanamento dal locale».

    Ma a Genova esiste anche altro per divertirsi “sopra le righe”…

    «Certamente! Però sono tutte feste private, ci si deve conoscere bene, aver già avuto esperienze di scambio o comunque essere certi dell’assoluto silenzio sull’argomento, ospiti e invitati compresi. Questa non è una regola genovese, in tutto il mondo le feste trasgressive devono essere estremamente riservate; io ho partecipato ad alcune con persone veramente in vista, con ruoli di primo piano, in case molto lussuose. Ma all’esterno non deve trapelare nulla, questa è una delle poche regole imposte, ed è una delle più importanti».

    È per questo secondo te che in città non si parla mai di divertimento a luci rosse?

    «Gente che ha voglia di divertirsi ce n’è a Genova come altrove, siamo perbenisti, è vero, ma come tutti gli italiani; solo che noi in più pensiamo che buttare soldi per giocare con il sesso sia da matti, questo è il vero motivo per cui non abbiamo voglia di parlarne! Certo che a queste serate, sia private che nei locali, ho sempre visto gente di buona cultura e buon reddito, diciamo che non è un passatempo per chi tira a stento fine mese. Ma, sempre secondo me, sono soldi spesi bene perché si possono mollare i freni inibitori, ed è una cosa estremamente piacevole, anche utile per ricaricarsi».

    Insomma, detto alla genovese, mica si buttano le palanche in belinate. Quantomeno, non fino a quando non si potranno detrarre dalle tasse.

     

    Bruna Taravello

  • Niccolò Fabi in concerto a Music for Peace

    Niccolò Fabi in concerto a Music for Peace

    intervista-nicolo-fabiGiovedì 26 settembre 2013 (ore 21) nella sede dell’associazione Music For Peace a Genova Sampierdarena Niccolò Fabi tiene un concerto benefico in occassione dell’Arthur Guinness Day 2013, giornata dedicata all’omonima birra irlandese organizzata dal locale Molly Malone’s di Pegli.

    Il cantautore propone i brani del suo album di inediti Ecco, pubblicato nel 2012. Ad aprire il concerto i genovesi Edgar Cafè

    Ingresso gratuito con contributo in generi alimentari di prima necessità.

  • Municipio Centro Est: locali sfitti per associazioni, il bando

    Municipio Centro Est: locali sfitti per associazioni, il bando

    castello-centro-storico-vicoli-4Nuovi spazi alle associazioni nel centro storico di Genova: la giunta del Municipio Centro Est ha deliberato cinque bandi per altrettanti locali destinati ad uso associativo.

    I locali si trovano in Via di Mascherona (vedi bando), Vico San Cristoforo (vedi bando), Salita Superiore San Rocchino (vedi bando), Salita del Prione (vedi bando) e Vico Indoratori (vedi bando) e sono rivolti ad associazioni che svolgono attività a sostegno e/o promozione nei seguenti ambiti: Infanzia, Soggetti Deboli, Mondo Femminile.

    La domanda va inviata entro il 18 ottobre 2013 a Comune di Genova – Municipio I Genova Centro Est – Archivio Generale e Protocollo 16121 Piazza Dante 10, 1° piano.

    Per informazioni ed eventuale sopralluogo telefonare ai numeri 010 5572304 – 74572.

  • Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    musica-concerti-chitarra-elettricaDa due anni l’associazione culturale Less is more si occupa di organizzare eventi sul territorio genovese, con particolare attenzione alla musica. Ora il gruppo si è cimentato con un nuovo progetto: lo scorso 21 settembre ha inaugurato in vico Indoratori Garage 1517, nato dalla volontà dei due fondatori – Lisa e Davide, 31 anni – di «Trovare una collocazione nel panorama del “non lavoro”, situazione che caratterizza una grossa fetta di nostri coetanei».

    In questi anni Less is more ha collaborato con numerose realtà cittadine, fino al più recente festival Cre.Sta organizzato dal Comune. Lo spazio di recente inaugurazione costituisce la nuova sede dell’associazione, allo scopo di convogliare in un punto di incontro persone con interessi comuni, che vanno dalla passione per la musica a tutta una serie di realtà correlate: «abbiamo pensato di rimboccarci le maniche e di creare la “casa” in cui noi avremmo voluto vivere il nostro tempo libero – ci spiega Lisa. Garage 1517 è un second-hand shop che funziona con doppia formula (conto vendita e conto proprio) con un mini-market a piano terra e la sede dell’associazione culturale Less Is More al secondo piano. Le due realtà coesistono e funzionano l’una a supporto dell’altra».

    Cosa si può trovare nel Garage1517? Molti prodotti nuovi e usati, dall’alimentare biologico a vestiti, dischi, libri fino ai complementi d’arredo. Uno spazio che trae i propri valori dai concetti di riciclo e riuso, per donare nuova vita a oggetti e materiali.

    Less is More organizzerà in Garage1517 concerti, mostre, presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere, con particolare attenzione agli artisti emergenti, affinché le “due anime” del progetto possano continuare a coesistere e ad arricchirsi a vicenda.

  • Oktoberfest a Genova: riapre il tendone di piazza della Vittoria

    Oktoberfest a Genova: riapre il tendone di piazza della Vittoria

    Bicchieri di birraDa giovedì 12 a domenica 22 settembre 2013 torna Oktoberfset Genova, quinta edizione del primo e unico evento italiano ufficialmente riconosciuto dalle Autorità Tedesche (insieme agli Oktoberfest di Hong Kong in Cina, Blumenau in Brasile, General Belgrano in Argentina e a Kitchener-Waterloo in Canada).

    Come ogni anno la festa – organizzata dalla Birreria Hofbrauhaus di via Dante – si svolgerà in piazza della Vittoria e prevede degustazioni di prodotti tipici della cucina bavarese e della birra Hofbrau Oktoberfest, brassata dalla birreria monacese Hofbrau solo per questo evento.

    L’inaugurazione ufficiale avverrà questa sera, giovedì 12 settembre alle 18.30, con il rito Ozapft is (ovvero: “inizino le feste”) con l’apertura del primo fusto di birra alla presenza dei Consoli Onorari di Germania di Milano e Genova, del Presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone e di una rappresentanza del Governo del Land Bavarese e delle Autorità Locali Liguri.

    In programma, per tutta la durata della festa, spettacoli musicali, momenti di intrattenimento per i bambini e il mercatino bavarese dove saranno in vendita specialità gastronomiche e prodotti dell’artigianato locale.

    Inoltre per la prima volta si svolgerà il Fuori Tendone: oltre 300 eventi gratuiti che coinvolgeranno tutta la città, da una mostra fotografica sui Beatles alla presentazione di progetti editoriali, alle degustazioni dei prodotti tipici genovesi e non solo, a momenti di puro svago e di shopping.

    Oktoberfest è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 2 e sabato / domenica dalle 12 alle 2.

  • Biblioteca Berio, stop estivo all’apertura serale: un aperitivo

    Biblioteca Berio, stop estivo all’apertura serale: un aperitivo

    biblioteca-berio-1Mercoledì 10 luglio 2013 è l’ultima sera di apertura della Biblioteca Berio, che dall’aprile 2010 ha inaugurato il servizio serale prolungando l’apertura fino alle 23 nei giorni di martedì e mercoledì.

    Non si tratta di uno stop definitivo, ma di una pausa estiva (si riprenderà il regolare orario dal 15 settembre): tuttavia è la prima volta che il servizio viene interrotto durante l’estate. Per questa ragione al Berio Cafè si è deciso di organizzare un evento – aperitivo alla presenza di coloro che hanno usufruito dell’apertura serale e per ringraziare i dipendenti che negli anni lo hanno reso possibile.

    Dalle 18 alle 21 si svolge dunque Mi piace la Berio aperta di sera. Come si legge sia nella newsletter del Berio Cafe sia sull’evento Facebook, «Quest’anno viene comunicata, per la prima volta, una sospensione di due mesi: la decisione ci preoccupa per il significato e soprattutto perché ci lascia il dubbio che l’esperienza possa essere interrotta definitivamente».

    In programma aperitivo a 3,50 € con la barman Hilary del locale Virgo Club.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Muddy Waters: i concerti della settimana nel locale di Calvari

    Muddy Waters: i concerti della settimana nel locale di Calvari

    Muddy WatersDa mercoledì 8 a sabato 11 maggio 2013 il Muddy Waters, locale nell’entroterra del Levante genovese (Calvari – San Colombano Certenoli) ospita il consueto programma di musica dal vivo, con possibilità di cenare.

    Mercoledì 8 maggio (ore 20.30) cena e spettacolo di burlesque a cura Centro Duende Laboratorio Teatro Cantero. L’evento si ripete ogni due settimane, sempre di mercoledì.

    Giovedì 9 maggio (ore 22.30) concerto live di Funky Barudda, un gruppo di ispirazione funk/jazz.

    Venerdì 10 maggio (ore 22) tocca a Nicola e la sua banda, un concerto aperto dal cantautore chiavarese Matteo Mugnai.

    Infine, sabato 11 maggio (ore 22.30), i Munfloyd si esibiscono in un tributo ai Pink Floyd.

  • Festival Pop della Resistenza: stop all’evento, si chiude a La Claque

    Festival Pop della Resistenza: stop all’evento, si chiude a La Claque

    Ingresso la ClaqueGiovedì 2 maggio 2013 (ore 21) La Claque ospita la festa in onore del Festival Pop della Resistenza, evento ideato nel 2006 da Giampiero Alloisio e patrocinato dalla Provincia di Genova, che quest’anno avrebbe toccato la settima edizione.

    Il Festival non si svolgerà più, ma la Regione Liguria ha voluto organizzare una festa-spettacolo che sarà condotta dagli organizzatori “storici” Giampiero e Roberta Alloisio con la partecipazione di tanti giovani artisti, amici e sostenitori.

    Tra gli ospiti presenti alcuni dei protagonisti delle scorse edizioni del Festival: giovani cantautori genovesi, band musicali, scuole d’arte e spettacolo, compagnie teatrali e numerose scuole della città (il festival, in questi sette anni, ha portato sul palco più di mille giovani delle Scuole Superiori di secondo grado e delle Scuole di musica e di teatro della provincia di Genova e della Liguria).

    La serata sarà fotografata da Alessio Ursida, “scoperto” fra gli allievi del Bergese dal Festival Pop della Resistenza, e ripresa dalla videocamera di Sergio Gibellini. Sarà infine presente Massimo Bisca, presidente dell’ANPI Provincia di Genova.

    L’evento è a ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Pechakucha night: creatività, ecologia e idee imprenditoriali

    Pechakucha night: creatività, ecologia e idee imprenditoriali

    Ingresso la ClaqueVenerdì 19 aprile 2013 si svolge a La Claque, in pieno centro storico, la quinta edizione del PechaKucha Night.

    Si tratta di un evento che si svolge in oltre 600 città del mondo allo scopo di far conoscere progetti creativi e innovativi che si stanno sviluppando sul territorio. Ogni partecipante è stato scelto attraverso un bando e ha a disposizione 20 minuti per presentare la sua idea in 20 slide.

    Un format rigido che vede coinvolti in ogni edizione artisti, designer, architetti, urbanisti, fotografi, videomaker, liberi pensatori.

    Questo il programma della serata: si parte alle 20 con un aperitivo musicale, i progetti saranno raccontati dalle 21 alle 23 (con un break di 15′ alle 22) e infine ci sarà il concerto live dei Calomito a partire dalle 23.30. Ingresso 5 € inclusa la consumazione.

    I progetti di PechaKucha Night 5
    – Simone Felici: Anaglyph Project
    – Alfonso Bonavita, Roberto Della Rocca: Game Over
    – Carlo Occhiena, Giulia Mietta: Canate
    – Angela Giulia Toso: La stilista
    Filippo Balestra, Roberto Ferreccio, Stella Venturo: COSTOLA, un libro duro
    – Francesco Di Biaso: IoRicreo
    – Marna Parodi: Le mappe dei quartieri viventi, studiare Genova con i social media
    – Francesco Rotta: Puzzle Free
    – Veronica Salvinie, Carlo Lamberti, Francesco Capezio, Gianluca Sturmann: Art is clear as clouds are
    – Francesco Margaroli: Norquitecture
    – Andrea Cocchi: Ross Italia, scarpe artigianali concepite a Genova
    – Alessio Vecchiè (Studio Làbora), Pierluigi Gori (Studio Fotografico Cairoli 8), Francesco Margaroli, Beatrice Piazzi: Olaf
    – Luana Ciambellini, ArcipelagoScec Toscana/Liguria: Lo SCEC in 6 minuti.

  • Gnu Quartet: nuovo album e concerto live a La Claque

    Gnu Quartet: nuovo album e concerto live a La Claque

    Gnu QuartetGiovedì 11 aprile 2013 (ore 22) i Gnu Quartet in un concerto live a La Claque presentano il nuovo progetto musicale muse_ic – GnuQ play Muse: un album di cover della nota band britannica, tratto dal tour “GnuQ play Muse” messo a punto negli ultimi due anni e che unisce sonorità elettroniche a uno spettacolo visivo e multimediale.

    L’album arriva a cinque mesi dalla pubblicazione del lavoro precedente, Something Gnu.

    La band è nata nel 2006 ed è formata da quattro elementi: Francesca Rapetti (flauto traverso), Stefano Cabrera (violoncello), Raffaele Rebaudengo (viola) e Roberto Izzo (violino).

    Lo show è arricchito dalle proiezioni oniriche di Roberto Rebaudengo, allievo e collaboratore di Emanuele Luzzati, e Raffaella Benelli fluttuano nello spazio saturato dall’elettronica che Filo Q ha curato insieme al quartetto.

  • Maschera di cera: concerto prog al Muddy Waters di Calvari

    Maschera di cera: concerto prog al Muddy Waters di Calvari

    maschera-di-ceraVenerdì 29 marzo 2013 (ore 22) concerto live della band progressive La maschera di cera.

    Il gruppo presenta il nuovo lavoro Le porte del domani, dieci anni dopo la pubblicazione del primo album (2002): omaggio a certo prog italiano degli Anni Settanta che però ha sempre messo in primo piano l’aspetto compositivo, riuscendo nel difficile tentativo di creare qualcosa che ha radici nel passato ma allo stesso tempo è personale, inventivo e passionale.

    Il concept, una suite di 45′ divisa in nove capitoli, affronta la lotta tra i due pianeti, uno luminoso e l’altro buio. “Le Porte del Domani” esce su AMS Records in CD in edizione e italiana e inglese (questa con un missaggio leggermente diverso), in LP, e in uno speciale box contenente la litografia su plexiglass del dipinto e tutte le versioni di CD e LP.

    Ingresso € 10 senza consumazione.

  • Noveinternotre: galleria d’arte vintage in centro storico

    Noveinternotre: galleria d’arte vintage in centro storico

    soziglia-centro-storico-vicoliVenerdì 22 marzo 2013 la galleria d’arte Noveinternotre di via Orefici – inaugurata da un paio di settimane e gestita dall’artista genovese Jacopo Oliveri, Due e Fluido – apre i suoi spazi per la serata Flohmarkt vol.1.

    In programma un mercatino di abbigliamento vintage (e non) e la presentazione delle fanzine di due collettivi letterari genovesi, Bradiponauta e Lok Zine.

    Nel corso della serata (inizio ore 18.30) sarà previsto anche un aperitivo.

  • New Bulldog Pub, Serra Riccò: concorso per band emergenti

    New Bulldog Pub, Serra Riccò: concorso per band emergenti

    musica-live-3Sono aperte fino a martedì 2 aprile 2013 le iscrizioni al concorso musicale per emergenti “Spring in Music”, rivolto a singoli musicisti e band esordienti per contribuire all’affermazione della musica giovane e meno nota.

    Il contest nasce dalla collaborazione tra Eventi musicali New Bulldog Pub e l’etichetta discografica Riserva sonora di Arquata Scrivia (Al): possono partecipare artisti di età compresa tra i 16 e i 50 anni, che propongono musica inedita di qualsiasi genere, purché non abbiano già vincoli con un’etichetta discografica.

    Per iscriversi occorre inviare una demo con almeno 2 brani al New Bulldog Pub entro il 2 aprile: le audizioni per accedere al contest si terranno nella sede di Riserva sonora, dove una giuria selezionerà dodici band, dodici cantautori e dodici solisti che si affronteranno sul palco del New Bulldog Pub proponendo tre brani ciascuno.

    Le date saranno comunicate dopo le audizioni. Il primo classificato nella categoria “gruppo musicale” si aggiudicherà master e grafica prodotti da Riserva sonora e la partecipazione a Rock Targato Italia. I vincitori delle altre due categorie si aggiudicheranno invece iscrizione e audizione ad Area Sanremo 2014.

  • La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La ClaqueMartedì 19 marzo 2013 a La Claque due appuntamenti dedicati all’impegno civico e politico delle donne.

    Alle 20.30 la presentazione del libro “Non per odio ma per amore. Storie di donne internazionaliste” di Paola Staccioli e Haidi Giuliani (Derive Approdi, 2012).

    Scheda del libro
    Tamara Bunke, Elena Angeloni, Monika Ertl, Barbara Kistler, Andrea Wolf, Rachel Corrie. Sei vicende biografiche diverse per provenienza geografica, formazione culturale e politica. Sei esistenze accomunate dalla scelta di abbandonare la propria vita «privilegiata» di donne occidentali per andare a combattere una rivoluzione degli altri. Dalla decisione di mettere in gioco la propria vita in una militanza a sostegno delle lotte di liberazione di altri popoli.
    Donne comuniste, antimperialiste, pacifiste, alcune delle quali sono entrate nella clandestinità delle formazioni armate, hanno aderito alla guerriglia o hanno esercitato una resistenza attiva. Non per odio ma per amore è il racconto della loro vita, della «ragione» che le ha spinte a combattere e della «passione» che le ha animate fino al più tragico epilogo.

    Alle 21.30 lo spettacolo teatrale M O N I K A di Beppe Casales, diretto e interpretato da Irene Lamponi. Un progetto TEATRO OP//TeatrOniricoPolitico, con il sostegno di AltroQuando. Liberamente ispirato al libro “La ragazza che vendicò Che Guevara“, Nutrimenti 2011.

    Tema dello spettacolo
    Cosa ci spinge a rischiare la vita per volere cambiar le cose?
    Attraverso la vera storia di Monika Ertl, la ragazza che vendicò Che Guevara sparando all’ufficiale dei servizi segreti boliviani nel 1971, lo spettacolo parla anche del nostro presente, tracciando una linea d’unione tra la storia di Monika e le grida di protesta degli ultimi anni, dalla primavera araba ai movimenti globali degli indignati.

    Alle 19, aperitivo a buffet organizzato da Astranna Eventi. L’ingresso a entrambi gli eventi è 8 €, si può anche partecipare a uno solo dei due incontri. Info 010 2470793.

    [foto di Daniele Orlandi]