Mese: Maggio 2017

  • Regione Liguria e Demanio accordo per valorizzazione immobili. Dieci sono a Genova, tra cui Ex Magistero, San Raffaele e Ex Saiwetta

    Regione Liguria e Demanio accordo per valorizzazione immobili. Dieci sono a Genova, tra cui Ex Magistero, San Raffaele e Ex Saiwetta

    opiemme-buriddaVia libera dallo Stato alla riqualificazione di 45 immobili pubblici in tutta la Liguria. È il frutto dell’accordo firmato dal direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, e dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Ville, ex caserme e case cantoniere dal valore complessivo stimato di circa 135 milioni di euro e che sarà nel tempo incrementato attraverso un percorso di valorizzazione, razionalizzazione e dismissione, anche con operazioni di finanza immobiliare. «Un accordo importante perché esprime un concetto di fondo – afferma Reggi – non importa chi è il proprietario, siamo in presenza di immobili pubblici che vanno valorizzato assieme che partono dalla regolarizzazione urbanistica e catastale. Un lavoro che possono fare solo enti pubblici e solo dopo coinvolgere i privati per l’acquisto e la valorizzazione. Siamo in presenza di beni di grande valore di cui però non è chiaro l’assetto proprietario, per cui il primo lavoro è fare chiarezza in questo senso». Per il governatore Toti, «quello pubblico è un gigantesco patrimonio spesso di grandissimo pregio e altrettanto spesso poco valorizzato e in alcuni casi sottoutilizzato. L’accordo di oggi, oltre a essere un buon segnale di collaborazione istituzionale, va nella direzione giusta, quella di utilizzare una serie di edifici di grande pregio, spesso non adeguatamente valorizzati che sono solamente un costo per l’erario pubblico senza alcun beneficio. La valorizzazione è una delle azioni concrete per dare sviluppo alla nostra terra che ha moltissimi oggetti di pregio».

    I dieci immobili di Genova

    Nell’elenco figurano anche beni di proprietà della Città metropolitana, del Comune di Genova dell’Università di Genova. Tra questi figurano l’ex San Raffaele, (valorizzato per 4,48 milioni), l’ex Magistero, attuale sede del laboratorio Buridda (4,2 milioni), l’ex Saiwetta (2,3 mln), Villa Podestà a Pra’ (1 milione), l’Accademia Marina Mercantile di via Oderico (1 milione), la Caserma dei Vvf di Chiavari (1,1 mln), la Villa Speroni di Recco (2 mln), l’impianto sportivo di Ronco Scrivia (5oo mila euro), Villa Carmagnola di Santa Margherita Ligure (di proprieta dell’Università di Genova, valorizzata per 413mila euro).

    Il sindaco di Genova e della Città Metropolitana, Marco Doria, sottolinea che «Dopo la caserma Gavoglio, i forti e la Casa del Soldato di Sturla, continua il lavoro di valorizzazione dei beni demaniali che a Genova conosciamo e stiamo facendo da tempo». Tutti i dati e le informazioni degli immobili saranno raccolti in un database realizzato dalla Regione per promuovere progetti di sviluppo immobiliare sia per iniziative complesse come i waterfront sia per il recupero di beni minori situati in contesti periferici.
    Con la firma dell’accordo, viene costituito un tavolo tecnico operativo nel quale l’Agenzia del Demanio si impegna a individuare ulteriori beni da valorizzare, mentre la Regione si occuperà di promuovere e coordinare i lavori del tavolo tecnico, coinvolgendo gli enti pubblici facenti parte del settore regionale allargato, facilitando il reperimento della documentazione e delle risorse finanziarie. «Si tratta di un’intesa strategica nazionale con una richiesta da parte dell’Agenzia del Demanio alle Regioni di censire gli immobili sul territorio e valorizzarli – spiegato l’assessore regionale al Demanio, Marco Scajolaalcune volte le realtà hanno bisogno di interventi di riqualificazione, altre volte di promozione per far conoscere quel patrimonio come si deve. Da qui la nostra adesione convinta, collaborando con tutte le realtà e i territori per la valorizzazione del patrimonio pubblico ligure, stabilendo criteri che evitino qualsiasi tipo di speculazione».
    Una valorizzazione che sicuramente è necessaria per i tanti manufatti che fanno parte del patrimonio collettivo; sulla carta, quindi, una buona notizia: la prova dei fatti sarà verificare la reale ricaduta per i territori e le comunità di questa operazione, che deve sapere mettere in salvo i beni di tutti da speculazioni, svendite e “privatizzazioni” selvagge.
  • Caro amico arrabbiato, cosa vuoi che ti dica?

    Caro amico arrabbiato, cosa vuoi che ti dica?

    lettere-dalla-luna-quaderno-3Caro amico arrabbiato, cosa vuoi che ti dica? Cosa vuoi che ne sappia io? So più o meno quello che ci hanno raccontato, a me come a te, so quello che ho letto e quello che ho visto e toccato, so quello che ho immaginato e che non ho trovato e forse quello che immagino e non troverò. È pochissimo amico mio, lo sai bene anche tu, è proprio poca roba quello che so.
    Anche io conosco il significato della parola apolide, so cosa significa non avere scelta e mi confondo come te quando si parla di libertà. Non lo so se alzare le spalle sia utile o meno, e poi utile a chi? Come conosco il significato della parola democrazia, so cosa significa potere e mi confondo come te quando si parla di popolo. Non so se farsi da parte sia davvero o no, non so se sia dignitoso o meno, forse non ho nemmeno idea di cosa voglia dire farsi da parte.
    Caro amico irritato, io non ne so nulla delle persone. Faccio fatica a ricordare più della metà degli abitanti del mio caseggiato, faccio fatica a immaginare più della metà dei luoghi del mondo, non mi sento di dirti nulla, se non che secondo me scappare non è mai una colpa. Corri amico furioso, corri se ti va ancora di correre. Ti voglio bene. Forse intendo a cosa ti riferisci quando parli con tono entusiastico di esistenza da espletare, come fosse una specie di epifania meravigliosa. Tu sei sempre stato quello delle epifanie meravigliose. Mi ricordi Sartre. Bisogna meritarla la meraviglia, tu lo sai bene caro mio quanto sono lunghi i tempi morti.

    Che altro vuoi che ti dica? Dovrei tornare su cose dette e ridette e che tu conosci meglio di me. Non dimora più in noi il vigore che ci portava a discorrere per ore sulle nostre collezioni private di stupori, disordini, compensazioni, sentenze, inibizioni, vergogne. Ricordo anche io le serate a giocare sulle vite possibili guardando le luci accese delle case, ricordo soprattutto l’impegno che mettevo nel ricamare i pensieri per cercare di racchiuderli il meglio possibile nelle parole. Oggi le luci delle case mi sembrano tutte uguali e la vita possibile una sola, è così da quando ho smesso di uscire la sera e mi sono abituato troppo a quella della mia cucina. Del resto non faccio altro che dipingermi su l’altrui vetro, era così anche allora, ero diverso io. È solo tempo che passa, illusione che evapora. Ultimamente ho letto su un libro che vivere sarebbe come una retromarcia. Non ho ben capito cosa volesse dire l’autore, ma forse anche per lui è solo tempo che passa, illusione che evapora. Te lo mostrerò al tuo ritorno, se mai farai ritorno e se io non sarò partito. Noi nel frattempo continueremo a resistere e a lasciare perdere le chat e le faccine, non fanno per noi. Conserviamo la dignità che in tutti questi anni ci ha aiutato a rimanere buoni amici, due amici che ancora sanno scriversi lettere confuse, parlarsi di rado e pensarsi felici, nonostante tutto, felici.

     

    Gabriele Serpe