Tag: Regione Liguria

  • Turismo, a Pasqua oltre 500mila turisti in Liguria. Oggi Infiorata a Milano e il 29 aprile Red Carpet da guinness

    Turismo, a Pasqua oltre 500mila turisti in Liguria. Oggi Infiorata a Milano e il 29 aprile Red Carpet da guinness

    Portofino, levante di Genova«Dati straordinari quelli registrati per le feste di Pasqua e altrettanto si preannunciano quelli per il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno, una primavera preludio di una grande estate per la Liguria». Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, commenta il dato degli oltre 500.000 turisti arrivati in Liguria durante le festività pasquali, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla presentazione di due nuove iniziative di promozione del territorio.

     

    Numeri incoraggianti, dicono in Regione, quasi estivi, assieme a quelli che ci si attendono per i prossimi ponti per cui si registra già un 85% di prenotazioni negli hotel. «Oltre all’attrattività della regione – sostiene il governatore, come riportato dall’agenzia Dire – credo che abbia pesato anche un anno e mezzo di una campagna di cambiamento di atteggiamento nei confronti dell’industria turistica che questa amministrazione considera una vera e propria industria in grado di produrre ricchezze, occupazione e opportunità». Per incrementare ulteriormente il flusso turistico, in piazza De Ferrari hanno pensato ad altri due eventi dedicati. L’infiorata già realizzata nel piazza simbolo del capoluogo ligure oggi sbarcherà a Milano «per quella politica di spaccatura dell’isolamento che aveva contraddistinto negli ultimi dieci anni la nostra regione – spiega Tot i- e per far capire ai milanesi che a Pasqua hanno deciso di restare a casa quanto invece potrebbe essere bello venire a vedere di persona la Liguria». Da Sanremo arrivano sotto la Madonnina 25.000 fiori per dare il benvenuto alla bella stagione assieme alle specialità enogastronomiche liguri, sotto il marchio di promozione turistica  #lamialiguria.

     

    Sabato 29 aprile si torna in Liguria e più precisamente nel golfo del Tigullio, dove verrà realizzato il red carpet più lungo del mondo, 8,5 chilometri che collegheranno Rapallo a Portofino per inaugurare il marciapiede che, spiega Toti, «collega le località turistiche tra le più rinomate della nostra Regione e che il territorio aspetta da oltre 100 anni, un’opera che era stata fatto a pezzi e che oggi è completamente congiunta grazie ai fondi che abbiamo stanziato quando siamo arrivati». L’installazione-evento, per cui è stata chiesta la certificazione al Guinness World Record sarà realizzata dai fratelli Diego e Massimo Galelli e vedrà l’impegno di dieci persone, per tre giorni consecutivi e 300 ore di lavoro. Il precedente record, stabilito il 3 novembre 2014, era di 5,35 chilometri ed era stato realizzato da Gera Arcaden e Michael Bilinger in Germania

     

  • L’ Accademia Ligustica delle Belle Arti diventa statale: 670 mila euro all’anno dal Ministero. Genova verso il Politecnico delle Arti

    L’ Accademia Ligustica delle Belle Arti diventa statale: 670 mila euro all’anno dal Ministero. Genova verso il Politecnico delle Arti

    Accademia Belle ArtiLunedì 24 aprile alle 10.30 presso il Palazzo dell’Accademia in Largo Pertini, la ministra dell’istruzione, università e ricerca Valeria Fedeli, il sindaco di Genova Marco Doria, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il presidente di Accademia Ligustica Giuseppe Pericu firmeranno l’accordo di programma che avvia un percorso triennale verso la statizzazione dell’Accademia Ligustica e pone le premesse per la costituzione del Politecnico delle Arti di Genova.

    L’importante riconoscimento arriva dopo un lungo percorso di valorizzazione dell’Accademia, che in questi anni ha saputo aumentare ed approfondire l’offerta formativa. Un percorso che ha visto la collaborazione degli enti locali, che ogni anno finanziano e supportano l’istituto, garantendogli anche la possibilità di utilizzare spazi del patrimonio collettivo: come è noto oltre agli spazi al Palazzo dell’Accademia, dell’immobile in Via Bertani e degli spazi presso il Museo di Sant’Agostino è stato messo a disposizione Palazzo Senarega, recentemente restaurato e funzionale alla realizzazione del Politecnico delle Arti.

    I soldi del Ministero

    Il riconoscimento, ovviamente, oltre ad accrescere e riconoscere il prestigio dell’Accademia, porta molti vantaggi, soprattutto in termini economici: l’accordo di programma, che si concretizzerà nel triennio accademico 2017-2019, prevede l’impegno del Ministero a corrispondere a favore dell’Accademia un importo annuale di 670mila euro, oltre al contributo ordinario annuale di 370mila euro, che permette di salvaguardare e sviluppare le attività didattiche e di alta formazione artistica, in particolare proseguendo nel recente percorso di integrazione con l’alta formazione in ambito musicale svolta dal Conservatorio Statale Niccolò Paganini. A questi soldi vanno aggiunti i 150mila euro di Comune di Genova e i 100mila euro di Regione Liguria

    L’Accademia Ligustica svolge già da tempo a tutti gli effetti un ruolo di Accademia statale, è stata sostenuta in questi anni dal Comune di Genova (sia economicamente che mettendo a disposizione spazi), dalla Regione e dalla Provincia, ma i trasferimenti si sono rivelati via via non sufficienti per coprire i costi dell’attività didattica. La mancanza di contributi statali aveva negli anni scorsi dato avvio ad una situazione economica di crisi che il ruolo attivo del Comune ha contribuito in parte a risolvere nell’ottica di salvaguardare le attività didattiche di alta formazione artistica e musicale

    Le prospettive

    Questo passaggio continua il percorso verso la nascita di un innovativo Politecnico delle Arti, che dovrebbe unire le eccellenze dell’Accademia Ligustica e del Conservatorio, creando in assoluto uno dei primissimi poli di alta formazione artistica del paese. Il “contenitore”, ovviamente, sembra molto luccicante: i contenuti, e la loro qualità, sono ovviamente tutto un altro capitolo, ma la strada è aperta. Il nodo forse più difficile sarà quello di integrare questa “eccellenza” con un territorio da anni in cerca di sé stesso, sospeso tra tagli, chiusure e un passato industriale che non vuole finire mai.

  • Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    toti-comanducciPer la prima volta, oltre 200 studenti delle scuole superiori genovesi varcheranno le porte della Regione, a partire dal 7 aprile, per partecipare a percorsi di alternanza scuola lavoro. Parallelamente, verranno anche attivati tirocini per gli studenti universitari che matureranno crediti necessari all’interno del proprio percorso curricolare. E’ il risultato del Protocollo d’intesa siglato questa mattina dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Rosaria Pagano, e dal rettore dell’Università di Genova, Paolo Comanducci.
    «E’ un modo per aprire la pubblica amministrazione, renderla ancor più trasparente, verso il mondo dei giovani che troppo spesso non hanno avuto opportunità di conoscere il mondo del lavoro – commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, come riportato dall’agenzia Dire – è un modo per confrontarsi con un mondo che troppo spesso non ascoltiamo fino in fondo. Un buon modo per costruire il futuro della pubblica amministrazione e anche quello di molti giovani, che non trovano sbocchi in questo ramo in assenza di concorsi e di porte aperte agevolmente». Gli istituti scolastici genovesi che hanno aderito al progetto di alternanza scuola-lavoro sono 14.
    Ogni giovane farà una concreta esperienza di 40 ore presso uno dei dipartimenti e delle direzioni regionali, scelti anche sulla base del corso di studi dello studente: l’obiettivo è quello di iniziare dall’Ente Regione per poi estendere il progetto agli altri soggetti del sistema regionale. «E’ un’opportunità anche per la pubblica amministrazione di aprirsi, farsi conoscere, e indirizzare verso questo lavoro talenti e cervelli che troppo spesso vediamo scappare – conclude Toti – il mondo della pubblica amministrazione ha bisogno di essere svecchiato, ha bisogno di nuovi cervelli e talenti, ha bisogno dell’entusiasmo e della freschezza che portano i giovani nelle loro avventure».
    Sul fronte dei tirocini universitari, invece, il protocollo prevede l’attivazione di 20 posti, che dureranno dai 3 ai 12 mesi, per laureandi sia triennali che magistrali. Tra i percorsi di laurea selezionati: Giurista d’Impresa e dell’Amministrazione (triennale), Economia e Commercio (triennale e magistrale), Scienze Politiche (triennale e magistrale), Ingegneria (triennale e magistrale), Scienza delle Comunicazioni (triennale), Editoria e Giornalismo (triennale). «Per gli studenti dell’Università di Genova, la possibilità di fare dei tirocini presso la Regione Liguria amplia ulteriormente il ventaglio delle esperienze a disposizione – sottolinea il rettore – mi auguro che questa, come quelle stipulate con le altre istituzioni, diventi un utile strumento di formazione per i nostri studenti». Per il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, «l’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria dalla legge sulla Buona scuola, si sta inserendo stabilmente nel curriculum dei ragazzi di tutti gli Istituti superiori, con un coinvolgimento che, sul territorio nazionale, ha ormai raggiunto un milione di studenti. Adesso occorre concentrarsi maggiormente sulla qualità dei percorsi di alternanza, facendo sì che scuola e impresa o struttura ospitante non siano più da considerarsi entità separate, ma integrate tra loro»
  • Liguria, parte la Gestione Integrata delle Reti Ecologiche. Tutela e potenziamento delle eccellenze eco-sistemiche

    Liguria, parte la Gestione Integrata delle Reti Ecologiche. Tutela e potenziamento delle eccellenze eco-sistemiche

    NerviMigliorare la gestione delle aree marino-costiere protette per uno sviluppo sostenibile che coinvolga gli operatori economici e tuteli la biodiversità all’interno dei Parchi. E’ l’obiettivo a cui punta il progetto Girepam del Programma Interreg Marittimo Italia-Francia 2014-2020. Solo per la Liguria il progetto ha previsto 1,7 milioni di euro sui 5,68 milioni di budget complessivo. Un investimento che arriva da una politica europea di sviluppo “green & blue” che vuole portare cambiamenti nel Mar Mediterraneo, contribuire a bloccare la diminuzione della flora e la fauna marina e frenare il degrado dei servizi ecosistemici.

    Il progetto

    Il progetto Girepam, Gestione Integrata delle Reti Ecologiche attraverso i Parchi e le Aree Marine, è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020. Inaugurato il 29 e 30 marzo sull’isola francese di Porquerolles, il progetto ha come capofila la Regione Sardegna, seguita poi da Corsica, Toscana, Liguria, Provence-Alpes-Côte_d’Azur. Il via ufficiale del progetto è stato sancito con la riunione per il primo Comitato di Pilotaggio dei partner italiani e francesi il 30 marzo scorso.

    Il Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 è un progetto transfrontaliero cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) nell’ambito della Cooperazione Territoriale Europea (CTE). Gli obiettivi sono quelli della strategia UE 2020 nell’area del Mediterraneo centro-settentrionale, promuovendo una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il Programma affronta le problematiche delle zone marine, costiere e insulari, e quelle interne

    Nella fase di programmazione precedente (2007-2013), il Programma ha finanziato 87 progetti negli ambiti relativi all’accessibilità, alla competitività e innovazione, alla valorizzazione e protezione delle risorse naturali e culturali, al monitoraggio ambientale e marino.
    Per l’attuale fase di programmazione, il Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 ha una dotazione finanziaria totale di oltre 199 Milioni di euro di cui 169 milioni finanziati dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

    Pianificazione integrata

    Le principali azioni previste dal progetto sono la realizzazione di Piani di Azione per habitat, specie d’interesse e modelli di pianificazione integrata e regolamentazione di aree protette e siti N2000 (Piani di gestione integrati); la mappatura e valutazione dei servizi ecosistemici; l’attuazione dei sistemi di contabilità ambientale, individuazione “green & blue jobs” e l’efficientamento della fruizione sostenibile.

    «Il progetto – spiega l’assessore regionale ai Parchi Stefano Maiha come obiettivo la valorizzazione delle nostre aree protette, mettendo in filiera tutti i soggetti coinvolti, creando opportunità di promozione di turistica, ambientalmente sostenibile, e di sviluppo economico». Per arrivare ai risultati bisogna innanzitutto diffondere le buone pratiche sulle attività sostenibili, migliorare l’efficacia delle azioni pubbliche e conservare, proteggere, favorire e sviluppare il patrimonio naturale e culturale dello spazio di cooperazione. Ma non solo, la strategia sarà condivisa e integrata, le Regioni lavoreranno in sinergia con i parchi e le Aree Marine Protette, per sviluppare soluzioni comuni ai problemi più pressanti. I frutti di questa collaborazione saranno anche il miglioramento dell’efficacia nella gestione delle aree protette dello spazio marino costiero, e la creazione di condizioni favorevoli alla tutela e valorizzazione degli ambiti naturali. Per la Liguria, partner del progetto Girepam, collaboreranno oltre alla Regione il Consorzio di Gestione Area Marina Protetta Portofino, Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, Area Marina Protetta delle Cinque Terre, Ente Parco Naturale Regionale di MontemarcelloMagraVara Parco.

    «Le risorse – conclude l’assessore Mai – che la Regione Liguria, attraverso l’assessorato del collega Rixi, è riuscita a intercettare dai fondi europei, su questo asse di finanziamento, sono strategiche perché ci daranno la possibilità di intraprendere azioni di sviluppo sostenibile all’interno dei Parchi e delle aree marine protette, che negli ultimi anni si sono visti progressivamente tagliare ingenti stanziamenti statali».

    E.C.

  • Slot, giunta regionale inserisce proroga in legge urbanistica: salta la Commissione. La protesta della Consulta comunale e delle opposizioni

    Slot, giunta regionale inserisce proroga in legge urbanistica: salta la Commissione. La protesta della Consulta comunale e delle opposizioni

    slot-manifestazioneUn “colpo di mano” per inserire la proroga di un anno per l’entrata in vigore della legge regionale di contrasto al gioco d’azzardo in un disegno di legge urbanistico inizialmente pensato per sopprimere il Comitato tecnico regionale e per il territorio. E’ la denuncia delle opposizioni in Consiglio regionale della Liguria contro la decisione della giunta Toti che riguarda un provvedimento che potrebbe essere votato quindi senza il passaggio in Commissione. «Una decisione vergognosa, degna dei peggiori stratagemmi della prima Repubblica. Toti, forza un testo che non c’entra nulla con l’azzardo perché non ha il coraggio di portare un provvedimento specifico in aula, disattendendo, tra l’altro, tutte le promesse di avviare un tavolo con le associazioni di categoria e senza coinvolgere le commissioni competenti», denuncia il Partito democratico. «Un modo ipocrita di affrontare la questione – proseguono i dem – ci chiediamo se anche il candidato alle amministrative genovesi Marco Bucci condivida la stessa linea e accetti l’idea che i passi avanti fatti nei Comuni liguri in questi anni per combattere la piaga della ludopatia, possano diventare improvvisamente carta straccia». L’attacco è rintuzzato anche dal Movimento 5 Stelle che attacca la maggioranza per aver tagliato «alle opposizioni ogni possibilità di discutere, audire i soggetti interessati e approfondire una questione delicatissima e cruciale per la Liguria. Una vera e propria norma taglia-dissenso che mette a nudo la totale mancanza di democrazia e di rispetto per le forze di opposizione in Regione». Infine, Sinistra italiana accusa la giunta Toti di essere «doppiamente colpevole perché non ha fatto niente in questi due anni di legislatura e adesso usa la tecnica derogatoria. La giunta Toti non è stata in grado di confrontarsi e mi auguro che il tavolo che è iniziato con le categorie possa risolvere la questione perché sarebbe inaccettabile che nel maggio 2018 ci trovassimo di fronte a una nuova deroga»

    «La polemica delle opposizioni è puramente strumentale– risponde il governatore – perché è evidente che se non volessimo trovare una soluzione avremo abrogato il testo vigente e non proposto una proroga alla sua entrata in vigore». Toti, assieme all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi, spiega che la proroga proposta è dettata dalla necessità di «esaminarne meglio l’efficacia e soprattutto mitigare l’impatto verso il tessuto commerciale del nostro territorio. Il tutto mentre il governo, proprio a guida Pd, si dimostra incapace e inadeguato a formulare un simile provvedimento, su base nazionale». Gli esponenti della giunta di centrodestra accusano le opposizione di non voler collaborare «alla riformulazione delle legge per tenere conto delle legittime preoccupazioni espresse dalle associazioni del commercio che valutano unanimemente come drammatico l’impatto di tale provvedimento sulla occupazione senza misure adeguate di sostegno alle attività coinvolte».

    Mondo anti slot in rivolta

    azzardo-slotDura anche la reazione della “Consulta comunale per i giochi a premi in denaro” ed il Coordinamento regionale “Mettiamoci in gioco” che in un comunicato stampa prendono atto «con indignazione» della decisione presa dalla giunta regionale, ricordando come l’escamotage «dell’emendamento che viene proposto al Consiglio regionale nel corso della discussione sul DDL 40/2016 che non tratta in alcuna sua parte il tema dell’azzardo fa si che il provvedimento non sia stato pertanto preventivamente in Commissione». Secondo la Consulta, quindi, la Giunta regionale dimostra «completa insensibilità alle ripercussioni del gioco sulla salute, sull’integrità  delle famiglie, sulla tenuta della legalità, sulla sicurezza e sul decoro dei quartieri, mentre le opinioni di operatori pubblici e privati e delle associazioni che riportavano i gravi costi sociali della piaga del gioco non sono state ascoltate»
    «Durante l’audizione che abbiamo chiesto – afferma Clizia Nicolella, presidente della Consulta contro il gioco in denaro – alla Regione questa mattina abbiamo rappresentato le ragioni delle tante persone che ieri in piazza De Ferrari hanno manifestato il loro sostegno all’ applicazione della Legge regionale 17/2012 ma queste ragioni non verranno ascoltate. Il presidente Tori ha manifestato la sua disponibilità ad aprire un confronto con il mondo “no slot” da domani. Ma domani sarà troppo tardi e la Liguria avrà perso un’occasione affrancarsi dalla morsa dell’azzardo».

  • Sanità, introdotta la fecondazione eterologa nei Lea. 8,9 milioni in più per Regione Liguria, ma servizio ancora tutta da costruire.

    Sanità, introdotta la fecondazione eterologa nei Lea. 8,9 milioni in più per Regione Liguria, ma servizio ancora tutta da costruire.

    donna-incintaI nuovi Lea, in Gazzetta Ufficiale dal 18 marzo scorso, individuano chiaramente tutte le prestazioni di PMA che saranno erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Una delle novità è rappresentata dall’introduzione della Fecondazione Eterologa (di fatto possibile in Italia da aprile 2014) cioè tramite ovulo o seme di donatori esterni alla coppia. Come si traduce questo nei centri genovesi? Abbiamo cercato di mettere insieme una quadro dell’attuale lavoro dei due centri e l’impatto che le novità avranno.

    In Liguria i centri pubblici che si occupano di procreazione medicalmente assistita (PMA) sono cinque. A Genova i due centri di III livello – che sono presso l’Ospedale Evangelico Internazionale e presso l’Ospedale San Martino – rispetto agli altri livelli, applicano procedure impegnative, tecniche complesse e invasive in base al tipo di infertilità da affrontare e che in alcuni casi richiedono un’anestesia generale.

    I due centri genovesi sono attrezzati “tecnicamente” per affrontare l’eterologa ma, come tutto il reparto medico della regione devono “operare” in carenza di risorse e soprattutto di personale. Il problema rimane quello di fornire una prestazione, la cui applicazione presenta alcuni aspetti poco chiari a livello di interpretazione e “coerenza” tra normativa nazionale e comunitaria: un esempio è il divieto tutto italiano di fornire rimborsi ai donatori, nemmeno per giornate di lavoro perse; oppure l’impossibilità di “acquistare” ovociti all’estero.

    I numeri a Genova

    I numeri dei centri della nostra città fotografano una richiesta di PMA in aumento sopratutto da coppie non più in età fertile, mentre rimane costante la richiesta (in età fertile) per coloro che soffrono di menopausa precoce o che devono sottoporsi a terapie che interferiscono sulla fertilità, come la chemioterapia. In complesso i due centri forniscono dai 600 ai 700 cicli di fecondazione omologa in un anno.

    L’ospedale Evangelico, come ci riferisce il Dottor Mauro Costa, responsabile del centro, effettua circa 400 fecondazioni all’anno. Presso l’ospedale San Martino sono circa 350 i cicli erogati durante l’anno, come ci conferma la Dottoressa referente Paola Anserini.

    Cosa cambia con l’introduzione dell’eterologa

    Dal punto di vista medico, tecnico nulla, nel senso che l’organizzazione, nei centri, è già strutturata per applicarla. Ovviamente col crescere della richiesta di prestazioni sarebbe necessario maggior personale. «E’ la procedura che manca – sottolinea il dottor Corsta – ad oggi non sappiamo quali esami saranno gratuiti, o quali ticket dovranno essere pagati. C’è bisogno della tariffazione delle prestazioni, in questo modo la Regione potrà stabilire priorità e distribuire le risorse», afferma il dottor Costa. La ripartizione del fondo sanitario nazionale 2017 ha previsto per la Liguria 3,53 miliardi di euro, 8,9 milioni in più rispetto alla ripartizione precedente.

    Chi ha bisogno dell’eterologa

    L’infertilità maschile e femminile, precisa Costa, hanno un’incidenza simile. Nel caso di infertilità maschile è quasi sempre possibile avere a disposizione almeno uno spermatozoo sano da impiantare: «Gli uomini nei quali questo non si può fare – aggiunge – nella mia esperienza sono in media non più di due all’anno».

    Le donne che hanno bisogno di donazione si dividono in due grandi categorie: chi è nell’età di usare le proprie uova ma per qualche motivo non le ha, come ad esempio la presenza di menopausa precoce, o ha subito terapie oncologiche; e chi non è più fertile per età. Le prime non rappresentano più del 10% di casi secondo il dottor Costa. La dottoressa Paola Anserini conferma la tendenza che vede cresescere sempre più la domanda da parte di richiedenti sempre più anziane.

    I dati dei centri

    Sono 20/25 i casi di infertilità in età feconda in un anno, quelli che registra il Centro dell’ospedale Evangelico. Su 1000 prestazioni chi chiede una prima consulenza sono 30 le donne e 5 gli uomini che scoprono di aver bisogno dell’eterologa. Numeri «Ampiamente copribili – aggiunge Costa – tramite una buona organizzazione dell’egg sharing, cioè la donazione di ovociti ad altri da parte di chi sta facendo già pratiche di PMA». Sono aumentati i cicli da ovociti congelati.

    Il centro dell’ospedale San Martino registra un totale di 350 cicli effettuati, di cui 250 sono i prelievi ovocitari e 100 quelli da scongelamento. Il numero che spicca, nella struttura, sono le 150 consulenze oncologiche annue (chi potrebbe aver bisogno di congelare i propri semi a causa di terapie che agiscono sulla fertilità) sul quale il centro avrebbe bisogno di risorse.

    Le donatrici e i donatori

    Donare il proprio ovocita o sperma significa sottoporsi ad esami, mettere in conto giorni nei quali non è possibile lavorare. Ne consegue, come già raccontavamo nel 2014 , che poter avere i donatori è faccenda complicata. A questo si aggiunga che in Italia non è possibile rimborsare la giornata di lavoro persa. «In un mese si perdono dalle cinque alle sette giornate di lavoro», precisa Costa. Cosa avviene oggi nei centri che forniscono l’eterologa? I centri pubblici o privati, in pratica, “comprano”termine inappropriato anche se traduce meglio ciò che realmente avviene cioè, pagano il servizio a centri stranieri che forniscono gli ovociti. Spetta al centro straniero la gestione e il rapporto con la donatrice. In Liguria, sulla carta è possibile fornire la fecondazione eterologa ma di fatto è impossibile metterla in atto per motivi di mancanza di donatori e per problematiche “burocratiche” di cui abbiamo detto sopra.

    “Egg Sharing”

    Una soluzione praticabile oggi è il cosidetto “Egg sharing”, che tradotto significa che colei che sta facendo un trattamento di PMA permette che le proprie uova possano essere utilizzate da altri nel momento in cui il proprio ciclo va a buon fine. Questa pratica, ovviamente, comporta una serie di procedure “rinforzate”, con ulteriori esami che si aggiungono a quelli sostenuti per il normale percorso di procreazione, e tempistiche più lunghe. Chi fornisce il consenso a questa pratica, se supera il primo ciclo con successo e ha delle uova avanzate, e decide di donarle, quindi lo può fare. «Nei centri pubblici – sottolinea Costa – questo è l’unico modo realmente praticabile oggi per la fecondazione eterologa. Credo sia difficoltoso, quando si farà un ragionamento sui costi, che la Regione possa permettersi di pagare 3000 per 6 ovociti a paziente». In media un centro pubblico o privato paga dai 2000 ai 3600 euro per avere 6 ovociti.

    Pare quindi che la ratio dei nuovi Lea sia quella di ampliare le possibilità, chiedendo un impegno importante alle regioni. Cosa risponde Regione Liguria? Come recepirà il decreto? Rimaniamo in attesa di una risposta dalla Regione sul riparto delle risorse, anche tenendo conto dei tagli alla mutualità inter-regionale, che permette di ottenere prestazioni che la propria regione non offre in altre, e su quali saranno le priorità.

    Claudia Dani

  • Infiorata a De Ferrari posticipata a Domenica 26 causa maltempo

    Infiorata a De Ferrari posticipata a Domenica 26 causa maltempo

    invito Infiorata (1) (1)Viste le perduranti condizioni meteo, l‘Infiorata prevista per sabato 25 è stata posticipata a domenica 26, giornata in cui il clima dovrebbe essere maggiormente clemente.

    Di seguito il programma aggiornato:

    – Ore 8: Inizio realizzazione della Infiorata con la posa dei primi petali – a cura dell’associazione “Circolo Giovane Ranzi”

    – Dalle ore 11: Laboratori per piccoli infioratori in erba

    – dalle ore 19: posa dell’ultimo petalo, alla presenza del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti

    – dalle ore 19: Degustazione focaccia con il formaggio – in collaborazione con il Consorzio Focaccia di Recco col Fromaggio

    – dalle ore 20,30: proiezione video mapping sul palazzo di Regione Liguria

    Previsti omaggi floreali per tutte le signore.

    Per maggiori informazioni www.lamialiguria.it

     

     

  • Turismo, arriva la primavera tra fiori e ponti. Destagionalizzazione e filiera eccellenze portano i primi risultati.

    Turismo, arriva la primavera tra fiori e ponti. Destagionalizzazione e filiera eccellenze portano i primi risultati.

    IMG-20170320-WA0012Aggiornamento: Infiorata posticipata a Domenica 26

    Fiori, ponti ed enogastronomia. Sono questi i tre ingredienti principali della nuova campagna di promozione turistica #lamialiguria primavera, presentata questa mattina a Genova dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dagli assessori a Turismo e Cultura, Gianni Berrino e Ilaria Cavo, e dal general manager dell’agenzia “In Liguria”, Carlo Fidanza. Un occasione per fare il punto “sui numeri” del turismo regionale, che, ancora una volta sono in aumento. Inizio in grande stile con una “infiorata” in piazza De Ferrari in programma sabato prossimo per dare il benvenuto alla nuova stagione turistica, con un mandala di fiori liguri, la degustazione di focaccia e vino, un video-mapping sul palazzo regionale, laboratori per bambini e omaggi floreali alle signore.

    «La primavera è una delle stagioni più belle per visitarci – commenta il governatore, ricordando i due principali fili conduttori della promozione turistica regionale – la destagionalizzazione, che comincia a funzionare con numeri ci rincuorano e ci spingono a perseverare in questo senso, e la messa in filiera delle nostre eccellenze, come l’artigianato di grande qualità che comporrà questi mandala fioriti e l’enogastronomia».
    Promozione che con il marchio #lamialiguria è anche fortemente orientata ai social network. «La nuova campagna – spiega Toti – durerà tutta la primavera con il leit motiv di coinvolgere turisti e cittadini che possono mandare le proprie immagini sul nostro social wall, questa volta ispirate ai fiori e ai ponti della Liguria, un gioco di parole per richiamare il 25 aprile, le festività pasquali, il 1° maggio e il 2 giugno che sono un assaggio di vacanza in vista e della stagione estiva».

    La tradizione dei mosaici floreali

    IMG-20170320-WA0013La composizione floreale, che verrà realizzata nel piazza simbolo di Genova sabato prossimo ad opera dei maestri dell’associazione “Circolo Giovane Ranzi”, si estenderà per 33 metri quadrati, 6,4 metri di diametro, e vedrà utilizzati circa 8.500 garofani di Sanremo, 250 a metro quadrato, con 20 persone al lavoro senza soluzione di continuità dalle 7 alle 19. «Un evento particolare per piazza De Ferrari – conclude l’assessore Berrino – che richiama la tradizione ligure delle infiorate a esaltare i colori e la ricchezza floreale della nostra regione. Un appuntamento che richiamerà l’allegria della primavera e del turismo ligure».

    La tradizione dei mosaici floreali è di origine religiosa e risale al 1600 a Roma, ma è ancora oggi diffusa in molte località italiane e anche in qualche Paese straniero, come le Canarie o il Giappone. A Ranzi frazione di Pietra Ligure (SV) ogni anno si ripete una tradizione che si perde nei ricordi del tempo, “La stella di Ranzi”, una denominazione con cui viene ricordata la realizzazione dell’infiorata. In tanti paesi e non solo d’Italia in occasione del “Corpus Domini” si realizzano lungo le strade o le piazze tappeti di fiori: a Ranzi in una suggestiva piazzetta, di fronte alla cappella della S. Concezione viene realizzato un disegno a forma circolare di circa sette metri di diametro, che ogni anno viene variato e sulla base di questo tracciato nasce “la Stella”, costruita a mano dal centro verso l’esterno.

    I fiori che vengono adoperati sono fiori di campo e sono raccolti ad uno ad uno dalla popolazione, il lavoro è lungo e faticoso, ma la soddisfazione è tanta. La varietà dei fiori in questa stagione è ampia, ma la raccolta si orienta sempre su cinque o sei colori che sono il giallo, il bianco, il viola, il rosa, il verde ed infine l’azzurro delle ortensie. I fiori abbinati ai colori sono rispettivamente, le ginestre, le margherite, le “belle figie”, la “cannella” e l’”erica”, in fioritura in questi giorni, che viene tagliata con le forbici in modo da sminuzzarla il più possibile.

    I dati sul turismo in regione

    Come dicevamo i numeri del turismo regionale segnano ancora una volta numeri in crescita: le presenze sono aumentate dello 0,86% e gli arrivi del 7,24% in Liguria dall’inizio dell’anno. Arrivi complessivi per 316.147 persone, di cui 232.500 italiani che hanno fatto segnare un aumento dell’8,24% rispetto allo scorso anno. Le presenze, invece, superano il milione e 21.000 unità: aumento del 2,73% per gli stranieri (200.387) e dello 0,41% degli italiani sempre rispetto allo stesso periodo del 2016. Prosegue, dunque, il percorso della destagionalizzazione del turismo su cui punta con decisione la Regione Liguria. In quest’ottica, ad esempio, prosegue la costruzione del progetto approvato dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per la realizzazione della “Milano-Sanremo del gusto”, insieme con Piemonte e Lombardia, che partirà come progettazione in primavera e si concluderà con la presentazione ufficiale alle porte dell’autunno.

    «In questa stagione caratterizzata da ponti che cascano bene e possono essere vissuti pienamente con periodi di vacanza – dice il general manager dell’agenzia per il turismo della Regione Liguria, Carlo Fidanza – vogliamo valorizzare i nostri parchi e i nostri borghi, con una forte azione di sostegno ai nostri operatori del settore con iniziative promozionali e commerciali che come agenzia In Liguria stiamo svolgendo su tutti i principali mercati europei». In particolare si punta su Francia e Germania e, più in generale, sui mercati del nord Europa. Particolare attenzione anche a Russia e Nord America. Infine, uno sguardo anche al mercato cinese. «Siamo presenti in maniera importante su tutti i principali social network cinesi – spiega Fidanza – ma è importante fare formazione sugli operatori del territorio anche perché è un turismo difficile da trattare».

     

  • Cinghiali, protocollo tra Comune di Genova e Regione Liguria. Assessore Porcile: «Chiarite le rispettive competenze»

    Cinghiali, protocollo tra Comune di Genova e Regione Liguria. Assessore Porcile: «Chiarite le rispettive competenze»

    cinghialiContenimento e controllo della presenza di ungulati nelle aree urbane. È questo l’obiettivo del Protocollo che verrà firmato da Comune di Genova e Regione Liguria per adottare misure adeguate ad affrontare la diffusione di cinghiali in zone ad alta intensità abitativa. La Giunta comunale ha approvato nella seduta di ieri lo schema del documento di intesa, su proposta dell’assessore all’Ambiente Italo Porcile, di concerto con l’assessora alla Legalità e Diritti Elena Fiorini e dell’assessore ai Lavori pubblici e Manutenzioni Giovanni Crivello.

    Le azioni previste dal Protocollo sono molte e articolate. Si va da misure di prevenzione, quali la realizzazione di recinzioni metalliche o elettriche, al monitoraggio sistematico della gestione dei rifiuti soprattutto nelle aree in prossimità di zone boschive, fino a interventi per allontanare gli animali da zone ad alta densità abitativa.

    Il documento impegna la Regione – cui compete la gestione della fauna selvatica – a programmare, coordinare e curare l’organizzazione degli interventi di contenimento e rimozione. Compito della Regione – si legge nello schema di Protocollo – è anche assicurare consulenza e assistenza tecnica al Comune per l’impiego degli strumenti di prevenzione, quali appunto recinzioni, gabbie e dissuasori. Verrà istituito inoltre un apposito numero telefonico regionale che raccoglierà tutte le segnalazioni relative alla presenza di cinghiali negli ambiti urbani.

    Tra gli impegni del Comune c’è la realizzazione delle misure di prevenzione, d’intesa con gli agenti incaricati dalla Regione, nei punti critici dove si è riscontrato più frequentemente il passaggio dei cinghiali. Palazzo Tursi dovrà assicurare, attraverso Amiu, la rimozione dei rifiuti che rappresentano un facile richiamo per la presenza dei cinghiali. Sempre al Comune compete il compito di sanzionare tutti coloro che daranno cibo agli animali.

    Regione e Comune inoltre promuoveranno congiuntamente campagne periodiche di sensibilizzazione della cittadinanza relative sia al divieto di foraggiare i cinghiali sul territorio comunale, che alla necessità di provvedere alla pulizia delle aree incolte di proprietà privata nelle zone di confine tra bosco e territorio urbano.

    «Con l’istituzione della Città metropolitana – sottolinea l’assessore all’ambiente Italo Porcilela Regione ha avocato a sé la competenza per il controllo della fauna selvatica che prima veniva assicurato dalla ex Provincia e ha assorbito sette agenti specializzati della Polizia provinciale di Genova per svolgere tale compito. Il fenomeno della presenza di cinghiali in aree urbane ha assunto nel frattempo dimensioni preoccupanti e quella che doveva essere una normale attività di contenimento ha assunto veri e propri caratteri d’urgenza. La Regione si è sottratta negli ultimi mesi a compiti e attività che le competono. L’Amministrazione comunale ha fronteggiato la situazione evitando danni a persone e cose. Con questo protocollo si chiariscono finalmente i rispettivi ruoli».

  • Regione, Trans fanno ricorso contro sportello anti-gender: «Spreco di denaro pubblico per qualcosa che non esiste»

    Regione, Trans fanno ricorso contro sportello anti-gender: «Spreco di denaro pubblico per qualcosa che non esiste»

    corte-dei-conti-sede-romaUn esposto alla Corte dei Conti contro lo sportello antigender della Regione Liguria e della Regione Lombardia, lanciato dal Consultorio TransGenere assieme al Movimento identità trans di Bologna. Ad annunciarlo l’avvocata di Gay Lex, Cathy La Torre, questa mattina a Genova a margine della conferenza stampa di presentazione della giornata “Cambio anagrafico: piu’ diritti meno traumi per le persone transgender‘, con il sostegno della Comunità di San Benedetto.

    «Dopo un anno lo sportello transgenere della Lombardia ha sancito il totale flop di chiamate e di servizi potenziali alla famiglia, così come quello della Liguria che ha giustamente scatenato le proteste nelle settimane scorse – spiega La Torre alla agenzia Dire – è un grande spreco di denaro pubblico offrire un servizio sulla base di un qualcosa che non esiste». L’avvocato, dunque, chiede alla magistratura contabile di «valutare se c’è un danno erariale da parte della Regione Liguria, del presidente Toti che ha lanciato quest’inutile servizio. Se si voleva fare un servizio alle famiglie bisognava potenziare i servizi professionali per la disforia di genere, per l’accompagnamento delle famiglie, anche con minori. Certamente non queste improvvisate terapie riparative». In sostanza, conclude La Torre, «credo che Toti si vedrà chiamato dalla Corte dei Conti a giustificare perché sta spendendo i soldi dei contribuenti liguri per questa sua marchetta politica».