Mese: Febbraio 2017

  • “Il prezzo” delle scelte e delle costrizioni familiari. Al Teatro della Corte fino al 5 febbraio

    “Il prezzo” delle scelte e delle costrizioni familiari. Al Teatro della Corte fino al 5 febbraio

    il-prezzo-teatro-corteDi quest’opera impressiona dapprima l’allestimento della scena: gli attori, gli uomini si muovono fra cataste di mobili fuori misura, che paiono attestare il granitico attaccamento alla famiglia ed a ricordi di cui non è facile liberarsi, anche se la volontà parrebbe condurre in senso opposto. La famiglia: qualsivoglia sia stata permane in noi più di quanto noi stessi crediamo.

    E’ così anche per i fratelli Franz, coattivamente riuniti per  vendere  i mobili di famiglia; diversi nel destino e nel temperamento, simili nell’attaccamento al passato, più marcato in Victor, costrettosi a  permanere in un mestiere non proprio tagliato su misura per assistere fino all’ultimo il vecchio padre, deciso dopo ben sedici anni dalla morte a venderne l’arredamento della casa, ma tenendo almeno un paio di sedie. Walter, invece, ha avuto il lavoro che desiderava, è un medico affermato davanti al mondo, meno di fronte a se stesso: è riuscito a svincolarsi dai legami familiari ed a marciare dritto verso il successo anche grazie all’abnegazione del fratello.

    L’azione si svolge tra i rimpianti palesi di Victor verso una vita che ora, in retrospettiva, gli appare inutile e i rimorsi latenti di Walter per il sacrificio del fratello e la mancata chiarezza sull’intenzione del padre di tenerlo legato a sé. L’illustre clinico vorrebbe risarcire in qualche modo il fratello (non senza vantaggi per sé) proponendogli di architettare, con la sovrastima di questi mobili da vendere, una sorta di truffa ai danni dello Stato, che frutterebbe una cifra rilevante in risparmi fiscali, da dividere. Soldoni che assicurerebbero un futuro agiato a Victor ed alla moglie; in alternativa Walter offre un posto di rilievo nella propria struttura. Victor non accetta: pure stretto tra il consenso entusiasta della moglie e le rivelazioni del fratello sulle intenzioni del padre (ormai non più verificabili), ritrova un equilibrio ed un autonomo modo di decidere che gli assicurano, a sorpresa, il ritorno alla vita vera, alla stabilità matrimoniale. Alla  fine  lo sconfitto appare proprio Walter.

    Strano il rapporto tra genitori e figli: talvolta la morte dei primi trasforma un rapporto labile e distratto in un legame quotidiano. Colpisce in questo pezzo lo spessore dei personaggi, resi autentici da una memorabile interpretazione, che la drammaticità di vicende di vita non eccezionali fa apparire quasi familiari. Risalta la figura dell’anziano broker ebreo, al quale tocca il compito di stabilire il prezzo ma anche quello di rammentare, con taglio cinico, il ritorno al presente: non conta il valore delle cose, contano le cose che possano sostituirne altre.

    Con questo lavoro del 1968, meno conosciuto dei più celebri “Morte di un commesso viaggiatore” e “Sono tutti figli miei”, Arthur Miller si conferma mostro sacro del teatro del ‘900. Insieme a Tennesse  Williams imperò nel secondo dopoguerra quale massimo esponente del teatro americano moderno, pur nella diversità delle tematiche, contorte e morbose quelle di Williams, aderenti a risvolti moral-sociali  e con costanti riferimenti economici quelle di Miller.

    Elisa Prato

    + “Il prezzo” di Arthur Miller, al Teatro della Corte fino al 5 febbraio
    Una produzione Compagnia Umberto Orsini, regia di Massimo Popolizio, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Alvia Reale e Elia Schilton

  • Convegno nazionalisti, il sindaco Marco Doria risponde all’appello lanciato da Anpi: «Dovere civile»

    Convegno nazionalisti, il sindaco Marco Doria risponde all’appello lanciato da Anpi: «Dovere civile»

    Il sindaco di Genova, Marco Doria«Contrastare queste idee di odio e sopraffazione  è un  dovere civile, proprio a tutela della libertà, connaturato nelle Costituzioni democratiche e in particolare nella Costituzione italiana». Con queste parole, diffuse attraverso una nota stampa, il sindaco di Genova Marco Doria, prepara il terreno in risposta allla convocazione del congresso internazionale dei nazionalisti europei, raccogliendo in questo modo l’appello lanciato dall’Anpi.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    Proprio ieri l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani aveva, infatti, lanciato l’appello per la mobilitazione: «Lanciamo un appello a tutti i genovesi per una ampia e unitaria mobilitazione, nella consapevolezza che il fascismo è tutto il contrario dell’intera Costituzione italiana, nata dalla Resistenza, di cui contiene per intero i valori – si legge nel comunicato stampa diffuso in giornata, che continua – Il fascismo purtroppo non è morto, perché continua ad esistere nell’anima, nel pensiero e nell’azione; e poi ci sono i nazifascisti, i fascisti “del terzo millennio”, i fascisti che sono tali anche se camuffati da associazioni culturali e social

    A questo messaggio Marco Doria, ha risposto attraverso una nota, diffusa attraverso il suo portavoce che segnala come il sindaco «Di fronte alla notizia di un raduno a Genova  di formazioni neofasciste, neonaziste e xenofobe europee, ha preso contatto con l’Anpi e intende farlo con tutte le organizzazioni democratiche per valutare e concordare risposte ferme, democratiche e non violente che esprimano la storia, la cultura e i sentimenti  della Città medaglia d’oro della Resistenza».

    Nel frattempo dai canali social degli organizzatori non sono ancora state chiarite modalità e luoghi della conferenza: in un post facebook è rivendicata la libertà di scendere in piazza, frase che potrebbe far intendere ad una manifestazione collaterale al congresso.