Mese: Febbraio 2017

  • Musica, torna il Premio Paganini. Il concorso internazionale di violino si svolgerà dal 5 al 14 aprile 2018

    Musica, torna il Premio Paganini. Il concorso internazionale di violino si svolgerà dal 5 al 14 aprile 2018

    Violino manoPronta la 55° edizione del contest internazionale più prestigioso della nostra città: torna il “Premio Paganini”, il concorso internazionale di violino tra più famosi al mondo, uno dei fiori all’occhiello della produzione culturale genovese. L’annuncio arriva attraverso una nota stampa del Comune di Genova, che rende pubbliche le prime date delle preselezioni, che si svolgeranno dal prossimo settembre a New York, Vienna, Mosca, Guangzhou (Cina) e Genova. Entro fine mese sarà pubblicato il bando sul sito www.premiopaganini.it

    Il Premio Paganini

    Il Premio, arrivato alla 55° edizione, diventato a cadenza triennale, è una delle più importanti competizioni violinistiche mondiali, fu fondato nel 1954 con l’obiettivo di scoprire giovani talenti e ha nel tempo laureato artisti importanti come, tra gli altri, Salvatore Accardo, Gidon Kremer e Leonidas Kavakos. «Il Comune di Genova ha rilanciato il Premio Paganini dopo uno stop di ben cinque anni – spiega nella nota stampa l’assessore alla Cultura Carla Sibillaconsapevole che sia un potente promotore dell’immagine della città nel mondo. Teniamo molto al carattere internazionale del Premio e in questi anni abbiamo intessuto collaborazioni con le istituzioni culturali di paesi per così dire “strategici” per il Concorso, tenendo conto della provenienza degli artisti e dei contatti “storici” che il Comune ha in essere attraverso gemellaggi e rapporti di cooperazione. All’interno di questa cornice si inseriscono tutti gli eventi collaterali che, come il Paganini Genova Festival, confermano l’apertura dell’Amministrazione nei confronti di idee e proposte in grado di arricchire il Premio. Ciò sempre nel rispetto dello spirito e del livello di alta qualità che caratterizza, fin dalla sua origine, la tradizionale manifestazione».

    Il “Paganini” è da sempre uno dei biglietti da visita di Genova nel mondo, connotandola – oltre che come patria del celebre violinista – anche come città della musica. Il suo carattere internazionale è stato esaltato con la decisione di far svolgere le fasi di preselezione in piazze europee e mondiali. Moltissimi partecipanti al Premio provengono infatti da paesi asiatici, dagli Stati Uniti e da ogni parte d’Europa. L’ultima edizione, la 54°, risale al 2015, ed arrivò dopo cinque anni di stop, dovuto a mancanza dei fondi necessari.

    Le “gare” che porteranno alla scelta dei concorrenti che parteciperanno alla fase finale dell’aprile 2018 si svolgeranno infatti a New York, Vienna, Mosca, Guangzhou (Cina) e – naturalmente – Genova.

    Il Comune di Genova accompagnerà l’attesa per la prossima edizione con un ricco calendario di appuntamenti dedicati alla figura di Nicolò Paganini, a partire dal primo Paganini Genova Festival, una tre giorni per far conoscere a tutti il grande musicista, che prenderà il via il 27 ottobre nella ricorrenza della sua data di nascita.

     

  • Ireti, lavoratori in strada giovedì mattina per protestare contro il trasferimento a Campi

    Ireti, lavoratori in strada giovedì mattina per protestare contro il trasferimento a Campi

    gasometro-praDalle 8 di giovedì 9 febbraio, i tecnici di Ireti scenderanno in strada per protestare contro l’ipotesi di delocalizzazione dello stabilimento da Pra’ a Campi. L’agitazione, promossa da Cgil, Cisl e Uil oltre che dall’Unione Sindacati di Base, è stata decisa dopo l’incontro avvenuto quest’oggi con il vicesindaco di Genova Stefano Bernini, presso il municipio di Pra’, durante il quale i lavoratori hanno chiesto alla amministrazione un’azione più decisa per vincolare l’azienda a mantenere il servizio nel ponente cittadino.

    Approfondimento: Un supermercato al posto del Gasometro Ireti di Pra’

    L’assessore all’urbanistica ha promesso che, per quel che attiene alle proprie competenze, renderà difficile la vita agli acquirenti dell’area, facendo valere i limiti alla costrizione imposta dalla vicinanza al cimitero e al centro storico praese. Al tempo stesso, però, ha spiegato di non poter dare una risposta per l’intera giunta comunale, rimbalzando la responsabilità agli assessore Porcile e Crivello. I lavoratori Ireti hanno risposto facendo notare che già dall’agosto 2015 chiedono un incontro con l’assessore all’ambiente, senza però ottenere risposta. Presenta alla riunione anche il presidente del Municipio VII, Mauro Avvenente, che ha invitato le organizzazioni dei lavoratori a presentarsi in Consiglio comunale per far valere la propria posizione.

    Luca Lottero

  • Blueprint Competition, concorso senza vincitori. Doria: «Sorpreso». Futuro incerto, ora dibattito pubblico

    Blueprint Competition, concorso senza vincitori. Doria: «Sorpreso». Futuro incerto, ora dibattito pubblico

    Blueprint-competition-logoNessun vincitore, dieci vincitori. E’ questo l’esito, a sorpresa, del “Blueprint Competition”, il concorso internazionale di idee per riqualificare il waterfront di Genova e le aree ex proprietà della Fiera secondo il disegno di Renzio Piano. «E’ una sorpresa anche per me – ammette il sindaco di Genova, Marco Doria, nel corso della conferenza stampa che illustra i lavori dell’apposita commissione, come riportato dall’agenzia Dire – ora dobbiamo capire come procedere ma sicuramente ci sarà un débat public, un momento di discussione condivisa e aperta alla città»

    Approfondimento: Blueprint Competition

    Ma l’incertezza sul futuro di tutta l’operazione, complice anche la prossima fine di mandato del sindaco arancione, è palpabile tra i rappresentanti dell’amministrazione. «Se non ci sono gli investitori non accade nulla – ricorda il sindaco – anche loro valuteranno che tipo di proposte fare sulla base di un set di possibilità». I tempi si allungano? Non per Doria che, ribadisce, «mi sono fatto l’idea che i tempi di realizzazione abbiano l’unica variabile di trovare uno o più soggetti che investano».

    I dieci miglior classificati

    Nessuno dei 76 progetti presentati – o, meglio, 69 visto che 7 sono stati scartati perché non rispondenti a requisiti di anonimato – ha raggiunto il punteggio di 70 su 100, necessario per proclamare almeno un vincitore e fornire all’amministrazione un progetto su cui elaborare la proposta con cui cercare investitori. Come previsto dal regolamento, dunque, a essere premiati e presi in considerazione dall’amministrazione dovranno essere i migliori 10 elaborati che hanno raggiunto un punteggio compreso tra 55 e 67 e riceveranno 12.000 euro di premio ciascuno. Per la cronaca, migliore è risultato il progetto capitanato da un architetto greco. «I progetti possono essere considerati di buona qualità – commenta Giuseppe Cappochin, presidente dell’ordine nazionale degli Architetti e della commissione giudicatrice del concorso – ma la complessità del tema ha fatto sì che una visione complessiva non abbia raggiungo la soglia prevista». La commissione ritiene, inoltre, che tutti i 10 migliori progetti abbiano evidenziato la sostenibilità economica-finanziaria del Blueprint rispettando il tetto dei 200 milioni di euro, al netto dei 50 milioni di costi di demolizione.

    Imbarazzo a Tursi

    Al momento, ci sono disponibili 28,5 milioni di euro grazie a due differenti stanziamenti del governo. E il sindaco assicura che verranno già in parte utilizzati, ad esempio, «per la demolizione del palazzo ex Nira». Il resto dei fondi, invece, dovrà essere congelato per «non pregiudicare una soluzione piuttosto che un’altra». Insomma, un’impasse da cui Palazzo Tursi dovrà capire come uscire in tempi rapidi, per rimediare a una nuova brutta figura di fine mandato. Eppure, nella stessa giunta Doria, c’è chi era stato buon profeta, come il vicesindaco Stefano Bernini, da sempre molto freddo se non addirittura oppositore di tutta l’operazione che ha portato al coinvolgimento dell’archistar genovese. “Non me l’aspettavo – ribadisce Doria – ma la situazione è abbastanza stimolante: spetta all’amministrazione il compito di redigere una sintesi e naturalmente ci sarà anche un’interlocuzione con Renzo Piano. Comunque, è un’occasione per far parlare i cittadini di come si può trasformare l’intera area dell’ex Fiera». E, in quest’ottica, il sindaco annuncia per il 12 marzo l’inaugurazione di una mostra aperta alla città con la presentazione di tutti i lavori che hanno partecipato alla competizione.
  • Biblioteca di Voltri: ufficiale l’inaugurazione il 10 febbraio

    Biblioteca di Voltri: ufficiale l’inaugurazione il 10 febbraio

    biblioteca-benzi-voltri-cargoLa biblioteca Rosanna Benzi di Voltri riaprirà presto, ora si può dire con certezza. Dopo i rinvii degli ultimi mesi e delle ultime settimane dovuti a pesanti interventi per la messa in sicurezza della struttura, il Comune di Genova e il Municipio 7 Ponente hanno diramato un invito ufficiale per l’inaugurazione, che si terrà alle 10 di mattina di venerdì 10 febbraio, come Era Superba aveva anticipato nei giorni scorsi.

    Approfondimento: Tutti i dettagli del progetto

    Una data circolata con insistenza nelle ultime settimane, solo oggi confermata al 100% per prudenza istituzionale. Parteciperanno all’inaugurazione l’assessore alla scuola e biblioteche gli assessori del Comune di Genova Pino Boero e Gianni Crivello e Maria Rosa Morlè, assessore municipale con delega alla scuola e alle biblioteche.

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

  • Pra’, un supermercato al posto del Gasometro. Il servizio potrebbe spostarsi a Campi, ma i lavoratori sono sul piede di guerra

    Pra’, un supermercato al posto del Gasometro. Il servizio potrebbe spostarsi a Campi, ma i lavoratori sono sul piede di guerra

     

    Aggiornamento: Lavoratori Ireti in agitazione giovedì 9 febbraio

    gasometro-pra-ireti-irenTra la foce del fiume Branega e un distributore di benzina Eni, c’è un cancello verde con una scritta in caratteri gialli: si tratta dell’acronimo della vecchia municipalizzata genovese, Amga, l’azienda municipale gas e acqua, appunto. Il cancello è ben visibile passando in macchina per via Prà, nel Ponente genovese. Alle sue spalle, si stende un’area di circa 10 mila metri quadrati, in cui il metano viene regolato e pompato con valvole e tubazioni sotterranee, sia in entrata che in uscita. Oggi la proprietaria del “Gasometro di Prà” è Ireti, la controllata del gruppo Iren che gestisce la distribuzione di elettricità, gas e acqua. A fine 2016, l’azienda ha comunicato l’intenzione di vendere l’area (che ospita in affitto anche gli uffici di Amiu e Aster) a Coop.

    Delocalizzazione

    Oggi, il passaggio di proprietà dell’area alla catena di supermercati è già diventato realtà per una cifra di poco superiore al milione di euro, con l’area del gasometro che sarebbe la locazione scelta dal colosso della grande distribuzione per spostarsi dall’attuale posizione di via Prà 25. La delocalizzazione dei 20 dipendenti è attesa per marzo o aprile. «Posto che si tratta di una scelta sbagliata, perché questa zona avrebbe dovuto essere potenziata –spiega il rappresentante Cisl Marino Canepa – quello che chiediamo oggi è di non perdere il presidio a ponente».

    Per i circa 20 dipendenti Ireti la soluzione prospettata è quella di un trasferimento a Campi. «In questo modo – sottolinea Canepa – si perderebbe un servizio fondamentale per tutto il Ponente». I tecnici che lavorano nello stabilimento di Prà, infatti, sono abituati a intervenire nelle situazioni di pericolo, offrendo un contributo spesso fondamentale ai Vigili del Fuoco. Recentemente, sono intervenuti in occasione dell’incendio che ha flagellato le alture di Pegli. La postazione attuale consente loro di intervenire piuttosto rapidamente su tutto il Ponente, e per questo hanno in passato ricevuto elogi pubblici da parte delle autorità. Nel corso della nostra chiacchierata, Canepa, insieme ad altri lavoratori, mi invita a immaginare cosa succederebbe se, anziché da Prà, per risolvere un’emergenza a Voltri dovessero partire da Campi. Magari con l’Aurelia e l’autostrada bloccate, evento tutt’altro che inconsueto. «In altre città – aggiunge Canepa – dove si è scelto di mantenere una sede unica, gli effetti sono disastrosi. Genova mantiene ancora due sedi (l’atra si trova in via Piacenza a Staglieno, ndr) ma lo spostamento a Campi di quella di Prà priverebbe del servizio una parte di città».

    La controproposta

    gasometro-praDai lavoratori arrivano anche delle controproposte sul trasferimento “in zona”, visto che le possibilità non mancherebbero. Nel ponente genovese, Ireti possiede aree a Fabbriche, a Piandilucco (quartiere di Pegli) oltre al depuratore di Voltri. Quest’ultima, in particolare, sarebbe secondo i lavoratori la scelta ideale, in quanto la zona si trova vicino all’autostrada e perché già vi lavorano degli operatori. «Non capiamo la scelta dell’azienda – affermano i lavoratori – noi come sindacati abbiamo chiesto un incontro urgente alla dirigenza, ma non ci è mai stato concesso». «Lo fanno per fare cassa – aggiunge Canepa – ma non è certo così che si può abbassare l’enorme debito del gruppo Iren, che ammonta a 3 miliardi di euro ed è frutto di scelte sbagliate fatte nel passato. Un debito che comunque non ha impedito l’anno scorso di dare un milione di euro al vecchio presidente e due anni fa una buona uscita all’ex presidente di 900 mila euro».

    Al disagio causato dall’eventuale dislocamento del servizio offerto, si aggiungono le perplessità sull’uso che si potrà effettivamente fare dell’area. La presenza del metano pone degli interrogativi sulla sicurezza dell’operazione, mentre quella, sulla sponda opposta del Branega, di un cimitero impedirebbe la realizzazione di strutture commerciali a una distanza inferiore ai 200 metri. C’è il rischio, insomma, che con lo spostamento del “gasometro”, l’area rimanga inutilizzata e si aggiunga alla collezione di strutture abbandonate che costellano il Ponente genovese. In un primo momento era inclusa nella vendita anche l’area del campo di calcetto dell’Olimpic Palmaro, data in concessione dall’Iren. Ora, però, quell’area è stata esclusa dalla vendita. «È positivo che si sia mantenuta l’attività sportiva – chiosano i lavoratori – però, in compenso, lo stesso non è stato fatto con il gasometro».

    Le risposte del Comune di Genova

    pra-gasometro-cimitero-branegaSecondo il vecchio Piano Urbanistico l’area sarebbe dovuta diventare un parco: «Dopo aver ottenuto una valorizzazione dell’area  – spiega l’assessore all’urbanistica del Comune di Genova Stefano Bernini – Ireti ha avviato un piano di vendita di una serie di aree in cui hanno inserito anche questa. Appena ho saputo che c’era un potenziale acquirente ho convocato un incontro con i dirigenti di Iren, Amiu, Aster e gli assessori competenti per dire loro che a questo punto si poneva un problema di servizi e ho sollecitato una soluzione. Ad oggi mi pare che la soluzione di Iren non sia gradita ai lavoratori, mentre quelle di Amiu e Aster non ci sarebbero ancora. Il compito dell’urbanistica, tuttavia, finisce qui. La mia competenza sta nel mettere alcuni limiti: in quell’area non potranno andarci più di mille metri quadrati di commerciale in quanto vicino al centro storico, e non si potrà costruire a meno di 200 metri dal cimitero. Si tratta di una norma generale che riguarda tutta la città».

    Lavoratori sul piede di guerra

    Proprio il vicesindaco Bernini, in occasione della recente presentazione del progetto della piscina Mameli di Voltri, era stato oggetto di una contestazione da parte dei lavoratori Ireti. La causa scatenante era stata il rinvio di un incontro tra le parti fissato per il 25 gennaio e poi rinviato con poco preavviso. Una nuova assemblea è prevista per oggi alle 17,00, nei locali del Municipio di Prà, in piazza Bignami. «A seconda delle risposte che ci verranno date – avvertono i lavoratori – valuteremo se organizzare una manifestazione, con l’obiettivo di preservare un fondamentale servizio pubblico. Ormai il tempo stringe».

    Luca Lottero

  • Da Génova a Genova, incontro con Angela Balbin tra musica e sapore di caffé

    Da Génova a Genova, incontro con Angela Balbin tra musica e sapore di caffé

    Angela-balbinNei nostri incontri con i nuovi genovesi abbiamo avuto già occasione di conoscere il legame profondo tra Genova e il mondo latino-americano. Pochi sanno, però, che esiste un’altra Génova. Si trova in Colombia, nel dipartimento del Quindio, nel cuore della regione del caffè, la cosiddetta zona cafétera. Fondata nel 1903 da un gruppo di coloni, ha assunto il nome di Génova nel 1937, in omaggio alla città natale di Cristoforo Colombo. L’economia della città è ancora oggi fondata prevalentemente sulla coltivazione del caffè. Ed è proprio il caffè il punto d’incontro tra la città produttrice colombiana e la nostra Genova: il capoluogo ligure, infatti, è da sempre importante porto di approdo del caffè colombiano e latinoamericano, ed è al centro del gemellaggio che Angela Balbin sta organizzando per il prossimo mese di Maggio con l’associazione La Mela di Vetro.

    Angela è arrivata in Italia quando era già una cantante lirica affermata, soprano per la precisione, esperta nei più diversi generi teatrali, ed è approdata a Genova proprio per perfezionare ulteriormente la sua professionalità nel settore del canto lirico frequentando i corsi per cantanti lirici, direttori d’orchestra e pianisti accompagnatori dell’associazione Spazio Musica. Una delle molte eccellenze artistiche e culturali della città, attiva dal 1979 e riconosciuta e patrocinata dalla sua nascita dal Ministero dello Spettacolo. Nel racconto della sua esperienza artistica abbiamo incontrato anche un genere poco conosciuto in Italia: la Zarzuela. E’ un genere musicale che alterna scene cantate, danze e scene parlate, non di rado comiche e interpretate da una coppia. La Zarzuela, come l’opera, raggiunse nell’ottocento il periodo di massimo splendore, ma in Spagna e nei paesi latinoamericani è tutt’oggi molto diffusa e popolare, ed ha rappresentato per molti noti artisti e cantanti lirici la prima esperienza musicale.

    In Colombia avevi già avuto esperienze nel settore del canto e del teatro lirico? Quando hai deciso di trasferirti a Genova?
    «Quando sono arrivata in Italia, 2013, avevo alle spalle una lunga esperienza ventennale come cantante lirica, soprano, in Colombia, soprattutto a Bogotà, la città dove sono nata. Ho lavorato con diverse compagnie liriche di Opera e Zarzuela. Fra le altre, ricordo la compagnia di zarzuela del maestro Jaime Manzur, il teatro Bellas Artes di Bogotà, il Coro Filarmonico di Bogotà, l’Opera de Colombia, la Fundacion Carmiña Gallo, Teatro Lirico de la Habana e Fundacion Arte Lirica de Colombia. Ho deciso di trasferirmi a Genova nell’estate del 2013 per motivi legati alla mia attività artistica, iscrivendomi al corso di Alto Perfezionamento in Canto Lirico dell’Accademia Spazio Musica tenuto dalla maestra Gabriella Ravazzi».

    Mi potresti raccontare le tue esperienze e il tuo lavoro in ambito artistico a Genova?
    «A Genova ho partecipato a diversi concerti con la mia accademia di canto, Spazio Musica, attiva non solo nella didattica, ma anche nell’organizzazione di manifestazioni musicali di alto livello. Inoltre ho cantato in diversi concerti di musica ispano-americana e lirica in diversi eventi sia di rilevanza regionale, sia nell’ambito latinoamericano, come il Festival “RiscopriAmo Latinoamerica”, organizzato nel maggio 2016, al Castello De Albertis, in occasione della Notte dei Musei. Molti eventi sono stati realizzati in collaborazione soprattutto con i consolati di Colombia ed Ecuador».

    Ci potresti descrivere in che cosa consiste il genere teatrale della zarzuela, non molto conosciuto in Italia e quale è la caratteristica che la distingue dall’opera o dall’operetta?
    «La Zarzuela può essere considerata il tipico genere lirico spagnolo. Assomiglia molto all’operetta italiana, perché racconta delle storie “locali” non solo con il canto, ma anche attraverso la recita e il ballo. Si distingue quindi dall’opera non solo per la presenza di scene recitate, ma anche per il forte legame con le tradizioni regionali e popolari. La Zarzuela inoltre è molto più allegra dell’opera, e trasmette il sentire, il tipico atteggiamento spagnolo, il “sentimento” spagnolo verso la vita».

    Oltre all’attività in ambito artistico a Genova sei anche attiva in ambito associativo come responsabile per la Colombia per l’associazione La «Mela di Vetro. Ci puoi parlare degli eventi e delle attività che hai organizzato in ambito associativo?
    Da poco più di un anno, sono referente per la Colombia dell’associazione culturale per il dialogo internazionale La Mela di Vetro. Per il prossimo 27 di Maggio, stiamo organizzando”Un abbraccio al gusto di caffè”, inizialmente previsto per il 14 Ottobre del 2016. Questo evento per me è particolarmente importante, perchè nell’occasione ci sarà un gemellaggio tra Génova nel Quindio (una regione nel cuore della zona “caffettiera” della Colombia) e Genova, il porto dove arriva il caffè colombiano, si trasforma nelle torrefazioni per poi arrivare nei più diversi e importanti caffè storici della città di Genova. Il caffè è oggi la bevanda principale della vita italiana. Accompagna le persone nella vita quotidiana, il gesto di prendere il caffè è legato a significati sociali, culturali, economici che vanno oltre la semplice bevanda Il caffè è il filo conduttore che unisce due città lontane, che condividono due nomi uguali: Genova».

    Andrea Macciò

  • Fiera di Sant’Agata, Comune e associazioni di categoria al lavoro per una nuova data

    Fiera di Sant’Agata, Comune e associazioni di categoria al lavoro per una nuova data

    fiera-sant-agataSi svolge oggi la tradizionale Fiera di Sant’Agata, sfortunatamente in condizioni meteo non positive. In base alle previsioni meteorologiche della giornata di sabato l’Amministrazione comunale ha deciso di non sospendere la manifestazione perché non ne sussistevano le condizioni. Secondo una nota stampa del Comune di Genova: «Nessuna Associazione di categoria peraltro aveva richiesto il rinvio della Fiera».

    L’evento: Fiera di Sant’Agata 2017

    In mattinata l’Assessore allo Sviluppo Economico Emanuele Piazza, in contatto con Andrea Dameri (Confesercenti), Carlo De Barbieri (Ascom) e i responsabili del Comune presenti ha convenuto sulla possibilità di organizzare un’ulteriore Fiera in tempi ristretti per offrire un’altra occasione di festa e di commercio ai cittadini e agli operatori. La prossima settimana è previsto un incontro con le Associazioni di categoria per la scelta della giornata.

  • Il phishing, una modalità per commettere reati e la normativa italiana

    Il phishing, una modalità per commettere reati e la normativa italiana

    phishingAd inizio giornata, molti di noi, nell’aprire la propria casella di posta elettronica capita di notare  mail con il seguente seguente contenuto: “vuoi guadagnare 2000 euro al mese comodamente da casa tua? Se sei interessato/a rispondi a questa mail”, oppure “abbiamo tentato di recapitarle una spedizione al suo indirizzo. Prego contattarci in orari di ufficio al numero 89.988.0868 per una nuova consegna”.

    Se non fossi un avvocato penalista, probabilmente risponderei. “L’uomo delle strada” invero non sa che questa mail è inviata dal phisher, colui che tenta di “pescare” dati ovvero è alla ricerca del financial managerVi starete chiedendo chi sono questi soggetti.

    E’ opportuno preliminarmente un breve inquadramento del fenomeno che ci si accinge a spiegare. Lo sviluppo delle tecnologie digitali ha aperto la strada a diverse nuove fattispecie di reato, prima sconosciute dal nostro legislatore sennonché, come ogni fenomeno sociale ed economico, ha portato alla nascita di nuove esigenze di regolamentazione giuridica. Il Codice Penale è stato novellato mediante l’inserimento di molte nuove fattispecie di reato ed anche la Giurisprudenza della Corte di Cassazione è sempre più spesso portata ad esprimersi in materia di reati informatici e non solo. Il Phishing, reato di nuova generazione non ancora compiutamente disciplinato dalla normativa italiana, è stato oggetto di molti studi, non solo giuridici ma anche sociologici, volti a comprendere questo fenomeno sempre più vasto.

    Il phishing è una tecnica di social engineering, ossia una metodologia di comportamento sociale indirizzata a estorcere informazioni personali e riservate oppure abitudini e stili di vita. L’etimologia rivela un’origine incerta, poiché essa deriverebbe dall’unione delle parole “harvesting”, “raccolta”, con “password”, oppure con “password” e “fishing” o, ancora, quest’ultima con “phreaking”.

    Ritornando all’esempio iniziale, chi sono quindi i soggetti che inviano le mail? E soprattutto che cosa cercano? Con il phishing attack (l’invio di mail), l’utente è indotto a fornire dati o informazioni personali, riguardanti nella massima parte le credenziali di autenticazione per l’accesso ad aree informatiche esclusive o a servizi finanziari o bancari on line, i numeri di carte di credito e di pagamento, gli identificativi per ottenere l’accesso a siti di diverso genere, gli userid e le password di accesso diretto alla movimentazione di conti correnti bancari.

    Le e-mail di phishing, spedite ad un numero imprecisato di ignari correntisti bancari e che sembrano apparentemente provenire da enti, istituti di credito o società che forniscono servizi a mezzo internet, contengono una serie di messaggi, immagini e informazioni che ricordano alla perfezione sia la veste grafica del messaggio di posta elettronica dell’ente o della banca, sia il linguaggio di una comunicazione standard. Tutto questo viene fatto al fine di influenzare la psicologia dell’utente ed indurlo, così, a seguire il link indicato nel messaggio di posta elettronica per fare in modo che si connetta non alla pagina web legata a quell’istituto di cui si legge nell’ e-mail, ma ad una di un sito web creato ad arte per consentire al phisher di sottrarre e di memorizzare le informazioni fornite dagli inconsapevoli utenti, i quali inseriranno così i loro dati riservati nei form predisposti dall’agente.

    Il phisher dunque cosa fa per porre in essere il reato? Ecco i passaggi che portano al furto di dati identificati e riservati, con l’unico scopo, in un secondo momento, di aggredire il patrimonio della vittima che ha ricevuto le mail.

    a) Invio di un messaggio di posta elettronica contenente il link di indirizzamento alla pagina web non autentica, diretto ad indurre un soggetto utente o fruitore di un servizio on line a rivelare informazioni personali;

    b) Raccolta dei dati riservati del soggetto utente o fruitore del servizio on line tramite tale sito, oppure attraverso un form contenente le stringhe corrispondenti alle informazioni personali richieste;

    c) Utilizzo delle informazioni raccolte per accedere abusivamente ai servizi on line, o per utilizzare indebitamente carte di credito, realizzando un ingiusto profitto.

    Una volta che il phisher si è impossessato delle credenziali, nasce il problema di come riscuotere le somme: viene effettuata così la richiesta, nella maggior parte dei casi diffusa da messaggi di posta elettronica provenienti da non meglio identificate società estere, di “collaborazione” indirizzata a soggetti terzi, i c.d. financial manager.

    Questi soggetti, aprono dietro compenso un conto corrente nello stesso Paese delle vittime di phishing, oppure ne utilizzano uno già aperto, sul quale il phisher effettuerà i bonifici on line. Questi soggetti vengono scelti attraverso migliaia di mail spedite: al soggetto terzo si offre un’opportunità di lavoro, poiché egli deve solo possedere un computer collegato in rete. Quello che deve fare il financial manager è trasferire piccole somme di denaro dal suo conto corrente a quello di un terzo beneficiario. Infine, il financial manager preleverà dal suo conto corrente la somma che gli è stata accreditata dal phisher, ne ricaverà la propria provvigione ed il resto verrà trasferito ad un terzo beneficiario, attraverso i servizi di money transfer, che rendono difficilmente tracciabile il denaro trasferito. Questa fase è necessaria perché al phisher, spesso straniero, non è consentito effettuare bonifici all’estero, senza essere autorizzato dalla banca.

    Queste le tecniche del phisher e le sue modalità di azione. Ma quale sanzione penale prevede il nostro ordinamento? Come detto in Italia non esiste una normativa specifica sul phishing, ma le varie fasi dell’attacco, poc’anzi descritte, trovano una copertura legislativa nel nostro sistema penale, con l’utilizzo di diverse fattispecie. Innanzitutto la condotta del phisher viene punita grazie alla previsione del reato di cui all’art. 494 c.p..(sostituzione di persona), ovvero induzione in errore della persona offesa, sostituendosi illegittimamente al raggirato. Successivamente, nella fase di raccolta dati, si applica l’art. 615 quater c.p., che punisce la condotta di chi detenzione abusivamente i codici di accesso a sistemi informatici). Nella terza fase ovvero l’accesso abusivo e il conseguimento profitto, si applicherà l’art. 615 ter c.p. (accesso abusivo di un sistema informatico), allorquando vengono utilizzati i dati “pescati” che permettono l’accesso alle informazioni riservate. Anche il financial manager risponde per la condotta tenuta, in concorso con il phisher nel reato di cui all’art. 640 c.p. oppure di un autonomo titolo di reato, in ipotesi ricettazione (art. 648 c.p.) o riciclaggio (art. 648 bis c.p.).

    Appare chiaro che la normativa italiana non si sia ancora adeguata al fenomeno dilagante del phishing, o in generale delle evoluzioni digitali, ma i Giudici, come spesso accade, sono usciti dall’imbarazzo dettato dalla lacuna normativa con l’utilizzo delle norme penali sopra citate.

    Sara Garaventa

     

    Foto: Edwind Richzendy Contreras Soto, pubblicata sotto licenza Creative Commons

  • Convegno nazionalisti, il prefetto Fiamma Spena: «Riflessione costante ma istruttoria ancora prematura»

    Convegno nazionalisti, il prefetto Fiamma Spena: «Riflessione costante ma istruttoria ancora prematura»

    Prefettura Amministrazione Provinciale«C’è una riflessione costante. E’ chiaro che stiamo monitorando attentamente la situazione ma non abbiamo ancora elementi per dare alcuna indicazione: c’è un’istruttoria in corso, ma la fase è ancora prematura». Così il prefetto di Genova, Fiamma Spena, risponde alle domande dei giornalisti sul convegno dell’ultradestra nazionalista europea previsto l”11 febbraio nel capoluogo ligure, come riportato dall’agenzia Dire.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    «Sono tanti ancora gli elementi che devono comporre questa manifestazione che non ci sono ancora noti perchè non sono ufficiali». Tra questi anche la sede che, secondo alcuni, potrebbe essere spostata dal centro della città al Tigullio. «Non conosciamo il luogo – conferma Spena – ma da parte nostra non influiamo minimamente sulla scelta. Comunque, né noi né la Questura abbiamo una comunicazione ufficiale. Leggo le notizie dalla stampa ma nei miei atti non risulta nulla». Oggi pomeriggio, intanto, l’incontro tra il prefetto e una delegazione di parlamentari liguri

  • Emergenza Casa, in fase di progettazione riqualificazione alloggi comunali a canone moderato a San Teodoro

    Emergenza Casa, in fase di progettazione riqualificazione alloggi comunali a canone moderato a San Teodoro

    progetto-affitto-calmierato-san-teodoro-via-bolognaUn progetto da 400 mila euro, per riqualificare appartamenti e spazi verdi, da assegnare in locazione a canone moderato rivolgendosi a quella fascia di popolazione che è appena sopra i requisiti Erp. L’iniziativa è cofinanziata da Regione Liguria, ma rimangono le distanze “politiche” tra Tursi e Piazza De Ferrari.

    L’inchiesta: L’Emergenza Casa a Genova

    «Un intervento piuttosto sperimentale – afferma l’assessore alle Politiche della casa di Comune di Genova, Emanuela Fracassiche permette di recuperare otto alloggi, oggi nelle disponibilità di Spim, ma che non sono stati venduti, e che quindi ritorneranno a Comune di Genova». L’inizio di un un nuovo canale di intervento che vuole riconoscere e rispondere ad un disagio sempre più impattante sulla società cittadini: «Dare risposte alla fascia reddituale che non può sostenere un affitto, ma che non ha i requisiti per entrare nelle liste Erp».

    Il progetto

    Spim, la società pubblica che si occupa della promozione del patrimonio immobiliare del Comune di Genova, è partner del progetto: il passaggio delle disponibilità sarà fatto attraverso delibera, forse entro questo ciclo amministrativo: «Su questo siamo cauti, ma va detto che il progetto è in fase avanzata – conferma l’assessore – e i lavori dovrebbero iniziare a concludersi nel 2018»

    L’intervento sarà focalizzato inizialmente su 8 appartamenti, tra via Bologna e piazzale Pestarino, ma è previsto anche una seconda fase: «Stiamo iniziando la progettazione per un azione simile negli alloggi sociali di vico del Teatro Nazionale, dove però le caratteristiche strutturali e logistiche farebbero pensare a locazioni destinate ai giovani». Le tempistiche, in questo caso, al momento non sono quantificabili.

    Distanza politica tra Comune e Regione

    Questo progetto, come dicevamo, è stato cofinanziato da Regione Liguria per il 50% dell’importo: un investimento che inserito in un più ampio intervento di sostegno ai comuni liguri in materia per un importo complessivo di un milione e 300 mila euro. La cosa non basta a placare le polemiche tra enti, che sulla questione “Emergenza Casa” hanno idee e priorità politiche differenti: «Regione Liguria non ha confermato il fondo di 500 mila euro per l’Agenzia per la Casa – attacca Fracassi – scelta che la dice lunga sulle priorità politiche della giunta regionale». Recentemente però da Piazza De Ferrari sono arrivati i soldi per il fondo per la morosità incolpevole: «Si, ma erano soldi ministeriali, che Regione ha solamente “girato”».

    Un ulteriore piccolo passo, quindi, per arginare quella che da qualche anno è diventata una delle principali emergenze di Genova e di tutto il paese. Sicuramente una notizia positiva; anche se un maggior coordinamento tra gli enti gioverebbe senza dubbio alla causa.

    Nicola Giordanella

  • Biblioteca di Voltri, dopo slittamento nuova data per l’inaugurazione, oggi prevista per il 10 febbraio

    Biblioteca di Voltri, dopo slittamento nuova data per l’inaugurazione, oggi prevista per il 10 febbraio

    biblioteca-benzi-voltriDopo lo slittamento di ieri, e le conseguenti polemiche divampate sui social network, l’amministrazione ci riprova fissando la data di inaugurazione della Biblioteca Rosanna Benzi il 10 febbraio. A confermalo lo stesso presidente di Municipio Mauro Avvenente, che ha ipotizzato anche la presenza alla cerimonia del sindaco di Genova Marco Doria.

    Approfondimento: Tutti i dettagli del progetto

    «Oggi in giunta i tecnici ci hanno confermato la data del 10 febbraio – ha spiegato Avvenente – ed il sindaco ha fornito la sua disponibilità ad essere presente all’inaugurazione. Speriamo che stavolta sia quella buona». Nessun accenno ai motivi di questo ulteriore ritardo, anche se è ipotizzabile che lo slittamento sia stato dovuto a piccoli problemi tecnici e burocratici. Che sia la volta buona, veramente?

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

  • Fegino, Governo chiarisce: «La regia della bonifica è del Comune di Genova». Iplom dovrà presentare piano rivisto entro 30 giorni

    Fegino, Governo chiarisce: «La regia della bonifica è del Comune di Genova». Iplom dovrà presentare piano rivisto entro 30 giorni

    iplom-petrolio-inquinamentoLa regia della bonifica delle aree inquinate dalla rottura dell’oleodotto Iplom, che lo scorso mese di aprile aveva riversato 680.000 litri di greggio nei rivi Fegino e Pianego, spetta al Comune di Genova. A chiarire ogni dubbio è il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, rispondendo a un’interrogazione del deputato di Sinistra Italiana, Stefano Quaranta, in Commissione alla Camera. L’azienda, infatti, aveva richiesto che la competenza passasse al ministero. «La competenza in materia di siti contaminati, che non siano stati individuati di interesse regionale o nazionale, e la conseguente bonifica – spiega Velo all’agenzia Dire – è del Comune, residuando in capo all’amministrazione regionale esclusivamente le funzioni pianificatore e programmatore degli interventi sostitutivi, nonché quelle di coordinamento e indirizzo nel confronti delle Province e dei Comuni, mentre resta in capo al ministero dell’Ambiente la competenza in materia di danno ambientale».

    Approfondimento: Lo “scontro” sulla bonifica tra Comune e Iplom

    Di conseguenza, il Comune di Genova ha pieno «titolo per procedere all’approvazione del Piano di caratterizzazione (indagine con cui Iplom deve attestare l’entità dei fenomeni di contaminazione ambientale, ndr), individuando eventualmente puntuali prescrizioni. Il ministero continuerà a tenersi informato mantenendo alto il livello di attenzione sulla questione». Ora, dunque, entro fine mese l’azienda dovrà ottemperare alle prescrizioni presentate dall’amministrazione comunale alla prima versione del piano presentata ad agosto. Il Comune procederà poi a riconvocare la Conferenza dei servizi e far riprendere i lavori da dove si erano fermati quest’autunno. Soddisfazione trapela da Palazzo Tursi dove, comunque, si attende una conferma ufficiale delle notizie in arrivo da Roma, dopo la stretta lanciata la scorsa settimana.

  • Convegno nazionalisti, Fiom lancia contromanifestazione: «Antifascisti in piazza sabato 11 febbraio»

    Convegno nazionalisti, Fiom lancia contromanifestazione: «Antifascisti in piazza sabato 11 febbraio»

    Fiom-sciopero-metalmeccaniciDopo le grida di sdegno arrivate da esponenti politici e della società civile, era nell’aria l’organizzazione di una contromanifestazione sabato 11 febbraio a Genova per contestare il congresso degli ultranazionalisti europei. E la prima a muovere il passo ufficiale è la segreteria genovese della Fiom che, in una nota, invita «lavoratori, lavoratrici, delegati e tutti gli antifascisti a scendere in piazza per impedire che l’11 febbraio si svolga la manifestazione fascista a Genova».

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    Non un generico appello ma una “chiamata alle armi” che verrà affissa in tutte le fabbriche genovesi «perché bisogna scendere in piazza e fare di tutto perché non possiamo accettare che i fascisti abbiano voce nella nostra città», precisa il segretario Bruno Manganaro, come riportato dall’agenzia Dire. «Una generazione di operai, impiegati, dirigenti sindacali, di uomini e donne ha dato la propria vita per impedire un futuro al fascismo – scrivono i metalmeccanici della Cgil – questa è la storia del movimento sindacale, è la nostra storia e non intendiamo permettere che razzisti e xenofobi, che negano il ruolo e l’organizzazione autonoma della classe operaia, possano esprimersi». Una mossa che va letta anche come “strategica” dal momento che potrebbe cambiare le carte in tavola dal punto di vista dell’ordine pubblico e spingere la Prefettura a bloccare sì la contromanifestazione ma anche il congresso ed evitare qualsiasi rischio di scontri.
  • Convegno nazionalisti, Toti scrive al prefetto: «Vigilare affinchè non si promuovano contenuti eversivi»

    Convegno nazionalisti, Toti scrive al prefetto: «Vigilare affinchè non si promuovano contenuti eversivi»

    prefettura-genova«Un’attenta vigilanza affinché vengano rigorosamente valutate le condizioni di legge e di ordine pubblico per autorizzare la manifestazione e affinché questa non diventi occasione per la promozione di contenuti eversivi o idee o proposte politiche contrarie alle nostre leggi». Lo chiede il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, in una lettera inviata oggi pomeriggio al prefetto di Genova, Fiamma Spena, in vista del convegno delle ultradestre europee previsto nel capoluogo ligure sabato 11 febbraio, come riportato dall’agenzia Dire.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    Nonostante le polemiche della mattina in Consiglio regionale e senza un ordine del giorno condiviso, è dunque il governatore di centrodestra a fare il primo passo ufficiale e a giocare d’anticipo rispetto alle forze politiche e della società civile che si sollevate contro l’appuntamento della prossima settimana. Ma la posizione di Toti, come ampiamente annunciato, non prevede alcuna richiesta di divieto della manifestazione. Il governatore, infatti, ribadisce la sua posizione: «il dibattito democratico e le idee altrui devono essere rispettate, fino a quando rispettano la legge. Chi rispetta le leggi è benvenuto in Liguria, chi non lo fa non ha dimora né in Liguria né in Italia».

  • Convegno nazionalisti, botta e risposta tra Toti, Bisca (Anpi) e Massa (Arci). Consiglio regionale non trova accordo per documento condiviso

    Convegno nazionalisti, botta e risposta tra Toti, Bisca (Anpi) e Massa (Arci). Consiglio regionale non trova accordo per documento condiviso

    donne partigianeContinuano ad arrivare numerose le reazioni politiche alla notizia del congresso internazionale dei nazionalisti europei convocato a Genova il prossimo 11 febbraio. Botta e risposta tra il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, e il presidente di Anpi Genova, Massimo Bisca. Sulle dichiarazioni del governatore pioggia di critiche anche da parte dei sindacati.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    «Se questo convegno, come molti altri che esprimono idee lontane da me, non si svolge a Genova non piango, se decidono di andare altrove hanno la mia benedizione e se vengono non riderò». Questo quanto il presidente della Regione Liguria, e consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, ha dichiarato oggi, a ulteriore commento della notizia del convegno, ricordando che tocca «a Questura, Prefettura, ministero degli Interni e organi preposti di vigilanza dire che cosa si possa o non si possa fare». Parole che sono state pronunciate durante la discussione in Consiglio regionale sulla votazione di un ordine del giorno che esprimesse la contrarietà dell’ente allo svolgimento di questo convegno. Una votazione che però non ha avuto luogo, poiché non si è arrivati ad un testo condiviso: essendo una proposta “fuori sacco”, verrà calendarizzata per le prossime sedute. «Il convegno non rappresenta le mie idee – ha concluso il governatore, come riportato dall’agenzia Dire – i valori di democrazia e antifascismo sono piuttosto ben radicati nella mia famiglia. E questa amministrazione ha dimostrato di condividerli essendo la prima a celebrare il presidente Pertini, forse il partigiano più famoso e popolare, a cui abbiamo dedicato giornate e soldi pubblici per restaurarne la dimora e con essa la sua memoria».

    La risposta a queste dichiarazioni non si fa attendere: «Se si ricorda Pertini, si deve anche ricordare anche quel Pertini che il 30 giugno del 1960 ha impedito l’affronto di chi era tornato in città dopo aver fatto deportare 1.500 operai dalle fabbriche genovesi», afferma Massimo Bisca, presidente di Anpi Genova, facendo riferimento alla partecipazione dell’ex presidente della Repubblica alla sommossa del 30 giugno 1960 contro la convocazione nella città della Lanterna del congresso del Movimento Sociale Italiano. «Noi lanciamo l’allarme – conclude il presidente dell’Anpi – ma ognuno fa il suo mestiere: le forze dell’ordine, la Prefettura, tutte le istituzioni, compresa la Regione, devono far rispettare la legge.

    Proprio sul rispetto della legge, intendendo le leggi Scelba e Mancino che puniscono l’apologia del fascismo e le azioni, i gesti e gli slogan legati all’ideologia nazifascista, si incentrano molte reazioni politiche alle dichiarazioni del presidente di Regione Liguria: «All’affermazione del governatore Toti, secondo il quale “una città libera e democratica ospita convegni di chi la pensa diversamente” rispondiamo che l’apologia del fascismo è reato, come recita la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e scritta col sangue dei nostri Partigiani » scrive in un comunicato la segreteria del Partito Comunista.

    Anche i sindacati fanno quadrato: in un comunicato congiunto Cgil, Cisl e Uil definiscono questa iniziativa come provocazione sottolineando che «Sono passati gli anni, ma non la memoria e i valori democratici sempre attuali e punto di riferimento per il mondo del lavoro. Ci riteniamo fin da ora disponibili a partecipare a un tavolo in Prefettura, qualora la stessa decidesse di convocarlo». Cgil va giù duro anche contro le dichiarazioni del Governatore: «Affermare come ha fatto il Presidente Toti che “chi ha combattuto per fare avere a Genova una Medaglia d’oro per la Resistenza, e quindi renderla una città libera e democratica, l’abbia fatto anche perché si possano ospitare convegni di chi non la pensa come lui” (dichiarazione pronunciata nella giornata di ieri, ndr) auspicando quindi che questa adunata abbia luogo e derubricando il tutto ad una semplice diversità ideologica, corrisponde ad una interpretazione che certamente non può riferirsi alla libertà di discutere a Genova politiche di ultradestra ispirate dall’ideologia fascista, ideale continuazione di un regime, respinto e sconfitto nel 1945, che aveva gettando l’Italia e il mondo in una stretta di dolore, macchiandosi di gravi atti sanguinari, lesivi della dignità e della vita di donne, uomini e bambini». Questo quanto si legge nella nota stampa diffusa questo pomeriggio, comunicazione che si chiude «invitando a prendere analoga posizione  anche alle forze politiche al governo della nostra Regione, nel rispetto della nostra Costituzione, delle nostre leggi, della nostra storia e della memoria di chi quella storia l’ha fatta».

    In serata arriva anche la dichiarazione del presidente di Arci Liguria, Walter Massa, che non ha dubbi nel condannare l’atteggiamento ondivago di Giovanni Toti che in una nota stampa rilasciata stamattina ha ribadito che: «Si coltiva la libertà a maggior ragione quando si difende convintamente il diritto altrui di esprimere le idee che riteniamo più distanti dalla nostra cultura politica».

    «Toti non può tirare in ballo la libertà di espressione – dichiara Massa – questi personaggi, membri del Apf, parlano di militarizzazione dei confini, di xenofobia e di razzismo facendo leva sull’odierna crisi economica e sociale, cercano di incanalare l’odio e la paura sui richiedenti asilo e questa è una doppia provocazione sia per la città di Genova che per la Costituzione italiana che ha radici nell’antifascismo».

    «Trovo incredibile – continua Massa – che Toti riesca a mettere sullo stesso piano la figura di Pertini, simbolo dell’antifascismo, un partigiano che ha sofferto la prigionia per colpa del regime fascista, con le posizioni xenofobe, razziste dell’Apf. Il Presidente della Regione deve uscire dal bipolarismo in cui è entrato e decidere da che parte stare» .

    Nei prossimi giorni, dunque, si attendono eventuali decisioni prese in merito dagli organi competenti; non essendo al momento pervenuta alcuna richiesta di manifestazione in luogo pubblico, ma essendo solo stato organizzato un congresso (e in quanto tale in luogo non pubblico, anche se al momento non ci sono dettagli in merito) la competenza sulla “fattibilità” dell’evento spetta alla Prefettura.

    Andrea Carozzi
    Nicola Giordanella