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  • Simone Borrelli, dalla provincia al successo: intervista all’attore calabrese

    Simone Borrelli, dalla provincia al successo: intervista all’attore calabrese

    Simone BorrelliNegli occhi sembra avere il tipico sguardo di chi con la determinazione giusta è riuscito a fare dei  propri sogni di adolescente una professione fra consensi e approvazione generale. Lui è Simone Borrelli, classe 1985, nativo di Crotone ma adottato dalla turrita Bologna. La sua è una storia semplice, forse lineare, di chi partendo da lontano e armato di voglia e talento è riuscito a far sentire la propria voce in un mondo non certo di facile approdo come quello della recitazione.

    Dopo la maturità parte dalla Calabria, la sua terra natia, alla volta di Bologna, dove lo aspettano gli studi universitari e l’Accademia di Teatro Galante Garrone, una delle realtà più importanti dello stivale per quanto riguarda la formazione attoriale. Il ragazzo sembra promettere bene e di lì a breve vince una borsa di studio per frequentare per un anno l’Actor Studio di New York. Tornato in Italia  il lavoro non gli manca di certo. Televisione, cinema, teatro e nel resto del tempo tanto lavoro per portare avanti i suoi progetti musicali. Si perchè non bisogna dimenticarsi che Simone è anche cantautore.

    In televisione ha recitato per la Rai nella serie “Terapia d’urgenza”, su Sky è apparso in “Quo Vadis Baby”, per Mediaset ha recitato in “Anna e i cinque” e nel 2011 è entrato a far parte del cast di Camera Cafè. Tutto questo non ha minato neanche in minima parte l’umiltà di un ragazzo come tanti, cresciuto giocando a pallone in attesa che mamma finisse di preparare la cena. Un ragazzo che tuttavia si è costruito da solo, con la sua forza e le sue capacità. Simone non è figlio di gente del “giro”, mamma e papà sono onesti lavoratori come tanti, ed è proprio questo che rende la sua storia speciale.

    Ti senti un privilegiato a fare questo mestiere?

    «Beh di certo non mi ritengo sfortunato! La gente spesso ti invidia se fai l’attore ma non ha idea di cosa significhi fare questo mestiere. Non invidiano l’attore in sé, non è quello che desiderano, invidiano il tipo di vita che fa l’attore. Per me questo mestiere rappresenta molto altro. E’ un lavoro anche creativo e come ogni lavoro creativo c’è bisogno di un forte spirito di osservazione. Uno dei privilegi del fare l’attore è che hai la possibilità di scavarti dentro, devi fare introspezione, è imprescindibile per poter diventare altro da sé, per entrare in un personaggio.»

    Sembra che fino ad oggi ti sia andato tutto alla grande. Te l’aspettavi?

    «Non è andato tutto alla grande! Forse così sembra guardando al curriculum ma purtroppo le cose non sono andate così dritte. Io cerco di non avere mai aspettative e di fare cose che abbiano un senso per me. Quando fai qualcosa che ha un senso per te i risultati arrivano. Sapevo anche che le cose dovevano andare in un certo modo e che certi passi andavano fatti. Dopo le mie prime esperienze teatrali a Crotone qualcuno ha visto del potenziale in me e mi ha consigliato di fare il provino per l’Accademia Galante Garrone. In un certo senso sapevo che avrei passato la selezione per entrare in accademia, questo sì. Addirittura uno dei giorni precedenti le selezioni mi presentai dal segretario e gli chiesi se le lezioni erano sia al mattino che al pomeriggio perchè io dovevo anche seguire le lezioni univesitarie. Lui si mise a ridere e mi disse che prima di preoccuparmi delle lezioni avrei dovuto pensare a passare la selezione. Ogni anno sono migliaia le persone che partecipano ai provini per una manciata di posti. Io però sentivo in qualche modo che sarei entrato. Ero sinceramente preoccupato per i miei studi universitari, sono arrivato a pensare: se lo passo sono nei guai!!!»

    Arriviamo al punto Simone. Quali sono gli ingredienti giusti?

    «Il primo ingrediente è la pazienza. Tutte le altre qualità necessarie come costanza e perseveranza arrivano di conseguenza, sono dei corollari della pazienza. Non credo alle giustificazioni di chi dice che non può fare questo mestiere perchè è figlio di nessuno. E’ un modo di pensare molto italiano. I contatti necessari li crei con il tempo. A volte siamo schiavi del vittimismo».

    E il talento?

    «Ti potrei quasi dire che il talento in questo paese è una cosa superflua! Lo dico forse con una punta di rammarico. Sembra che contino di più cose come la determinazione, la sfacciataggine, la costanza. Almeno questo è ciò che vedo io. Questo succede perchè molto spesso ci si concentra di più sul fine che non sul percorso, tutti gli sforzi sono in direzione del raggiungimento del fine. Invece chi ha talento agisce in modo diverso, chi ha talento si concentra di più sul percorso».

    “Domanda classica. Cosa consiglieresti a un giovane che volesse seguire questa strada?”

    «Cambia lavoro! (Risata, ndr) E’ un lavoro difficile. Dove è difficile affermarsi. E’ un lavoro nel quale se non riesci a fare successo è meglio che tu non lo faccia, meglio fare qualcos’altro. Ci vogliono grandi esempi da seguire e non devono essere esempi banali. E’ un ambiente stressante. Stressante sopratutto se diventi schiavo del sistema. Bisogna trovare modi non banali e nuovi di proporsi!»

    Igor Sartoni

     

  • Cinema a Genova: il programma di film musicali al Lucrezia

    Cinema a Genova: il programma di film musicali al Lucrezia

    Concerto musica liveDa lunedì 10 settembre 2012 parte la cineteca musicale del Lucrezia: il locale di vico Caprettari ospita una serie di proiezioni gratuite di film dedicati a grandi nomi della musica internazionale.

    Questo il programma della cineteca.

    Lunedì 10 settembre: Control (Anton Corbijn, 2007). Il film racconta la vita e la morte di Ian Curtis e della sua band ed è tratta dalla biografia scritta da sua moglie, Deborah Curtis, dal titolo “Touching from a distance”. Il regista, che ha scelto per questo film il bianco e nero, è il fotografo e videomaker Anton Corbijn, qui al suo esordio nel lungometraggio.
    A seguire, retrospettiva sui Joy Division.

    Lunedì 17 settembre: Velvet Goldmine (Todd Haynes, 1998). La pellicola tratta la storia del glam rock inteso come movimento culturale, attraverso le vicende di un ipotetico cantante (Brian Slade, interpretato da Jonathan Rhys Meyers) e si ispira velatamente alla vita di David Bowie. Il film è inoltre ricco di riferimenti allo stile di vita di Oscar Wilde, data la presenza di numerose citazioni tratte dalle sue opere. Il film è stato presentato in concorso al 51º Festival di Cannes, dove ha ricevuto il premio per il contributo artistico.
    A seguire, retrospettiva su David Bowie, Iggy Pop e Lou Reed.

    Lunedì 24 settembre: Walk the line (James Mangold, 2005). Il film narra la storia del giovane cantante Johnny Cash e della sua turbolenta storia d’amore con June Carter Cash. Tratto dai libri Man in Black, dello stesso Cash, e Cash: An Autobiography, ancora di Cash e Patrick Carr, la pellicola si aggiudicò 3 Golden Globe nella categoria “musical/commedia” e cinque nomination agli Oscar 2006, di cui uno solo poi conquistato dalla protagonista Reese Witherspoon.
    A seguire, retrospettiva su Johnny Cash.

    Per accedere agli spettacoli è obbligatorio prenotarsi, contattando il locale allo 010 4033095 o rispondendo all’evento “Cineteca Musicale” su Facebook. Sarà inoltre possibile cenare al locale al prezzo di 8 €.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Il cinema racconta il lavoro: proiezione del film Cadenas al Cinema Sivori

    Il cinema racconta il lavoro: proiezione del film Cadenas al Cinema Sivori

    Cadenas filmDopo essere stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Nyon Visions du Rèel e aver fatto tappa in diverse città d’Italia, il film documentario di Francesca Balbo ‘Cadenas’  viene presentato a Genova al Cinema Sivori di salita Santa Caterina, 12 in data unica martedì 19 giugno alle 21.15.

    Prodotto da Alessandro Borrelli per La Sarraz Pictures, vincitore del Premio “Solinas  2009 documentario per il cinema”, del Premio Società Umanitaria – Cineteca Sarda “La Sardegna racconta il lavoro”, “Cadenas” è stato realizzato con il contributo del MiBAC – Direzione Generale per il Cinema- e riconosciuto come film d’interesse culturale.

    Il particolarissimo compito delle donne guardia-barriera delle Ferrovie sarde è solo il pretesto per raccontare la vita, i problemi, le speranze, il lavoro e il tempo: in quella parte di Sardegna che si snoda tra la Trexenta, il Campidano e il Gennargentu corre un treno senza tempo, il cui passaggio è salutato da piccoli puntini gialli che agitano una paletta verde e rossa, le guarda-barriera. Un lavoro che si eredita in linea femminile da generazioni.

    Per informazioni: t. 010 583261 – 010 5532054 www.circuitocinemagenova.com

  • Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta

    Giovedì 26 gennaio alle 18.00 presso la Sala Sivori di salita Santa Caterina 12, si tiene la presentazione del film“Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta”, secondo estratto della serie di documentari “Genova, autobiografia del ’68”, che si era aperta con un filmato testimonianza sulle lotte e le ribellioni degli operai e degli studenti degli anni della “rivoluzione sessantottina”.

    Il documentario, promosso dall’Associazione per un Archivio dei movimenti e diretto dal regista Gianfranco Pangrazio, racconta il movimento femminista italiano degli anni 70 ed in particolare quello genovese, con una serie di testimonianze delle protagoniste di allora, sulle motivazioni e sulle sensazioni vissute in quel periodo di grande cambiamento.

    Non mancherà anche un salto al presente, per capire dove si è arrivati e quali sono stati gli effetti e le conseguenze della rivolta sul presente.

    Il racconto è reso ancora più veritiero dalle immagini e dai documenti d’epoca dell’Associazione per un Archivio dei movimenti e della Mediateca Regionale Ligure.

  • Rivarolo: il Cinema Teatro Albatros riapre i battenti a Natale

    Rivarolo: il Cinema Teatro Albatros riapre i battenti a Natale

    teatro albatrosSaranno anche comode, con i sedili larghi, tanto popcorn e una vasta scelta di film. Diciamoci però la verità, le multisala sono asettiche. Come disse Celentano in un suo monologo a Rockpolitik, “Non sembra neanche di essere al cinema“.

    Il fatto che le multisala stiano lentamente uccidendo i cinema veri, quelli con una sola proiezione alla volta e che sanno ancora alternare i titoli da botteghino alle chicche da cineforum, è una realtà. Soprattutto se i cinema veri di cui sopra si trovano in periferia, magari a una manciata di chilometri dalla più grande multisala della città.

    È il caso dell’Albatros di Rivarolo, piccola sala che negli anni ha alternato il cinema a un ricco programma di spettacoli teatrali e musica. Dopo mesi di chiusura torna in auge come cinema (198 posti a sedere), in piena attività dallo scorso 17 dicembre con film in prima visione. Tutto questo grazie al lavoro di una decina di volontari e alla speranza di trovare i fondi – circa 80.000 Eu, contro i 12.000 che hanno permesso di allestire il cinema – per rimettere a norma la sala e far ripartire anche la stagione teatrale.

    Per sostenere l’attività della sala sarà presto fondata l’associazione Amici del teatro Albatros, che consentirà di realizzare un ricco calendario di prime visioni e film d’essai, oltre a promuovere la ricerca di sponsor per far rivivere il teatro.

    Marta Traverso

  • Missing Film Festival 2011 al Club Amici del Cinema

    Missing Film Festival 2011 al Club Amici del Cinema

    Club amici del cinema GenovaTorna al Club Amici del Cinema una nuova edizione del Missing Film Festival – Lo schermo perduto, che quest’anno si divide in varie sedi della città per proiettare film d’autore indipendenti che a discapito della qualità spesso non raggiungono gli onori del botteghino.

    La serata inaugurale si terrà oggi (martedì 15 novembre, ndr) con la proiezione di Capitan Salgari e in anteprima assoluta del documentario Inti Illimani dove cantano le nuvole. La rassegna dura ufficialmente fino al 24 novembre, ma le proiezioni continueranno di fatto fino a dicembre inoltrato

    Il programma di Missing Film Festival 2011 si divide tra la sala cinematografica di Sampierdarena e il Cinema Eden di Pegli, dove fra documentari e cortometraggi saranno proiettate anche recenti pellicole del cinema italiano come Il primo incarico con Isabella Ragonese (mercoledì 16 e giovedì 17, ore 21) e Corpo celeste di Alice Rohrwacher (30 novembre e 1 dicembre, ore 21), oltre a una retrospettiva su David Cronenberg e un omaggio ai registi Ettore Scola (con la proiezione di Ballando ballando, lunedì 21 novembre ore 17) e Mario Monicelli (con Speriamo che sia femmina, sabato 19 novembre ore 15.30).