Tag: comici

  • La Claque, al via la nona stagione per superare i 13 mila spettatori dell’anno scorso

    La Claque, al via la nona stagione per superare i 13 mila spettatori dell’anno scorso

    la-claque-2016-2017Riparte dal 13 ottobre prossimo l’attività de “La Claque”, che ormai da nove anni  affianca la produzione del Teatro della Tosse, dando spazio e visibilità a nuove band e artisti emergenti con  spettacoli che viaggiano attraverso ogni tipo d’arte, dalla musica alla poesia, dalla prosa al cabaret. Il piccolo locale bistrot ha accolto nel tempo un pubblico eterogeneo di ogni fascia d’età, versatile, entusiasta, curioso, e, perchè no, amante del tirar tardi la sera, regolamento sulla movida permettendo. Come da tradizione, il cartellone presenta una cinquantina di spettacoli proposti fino a capodanno, e che continueranno fino a primavera: un calendario decisamente denso, che quest’anno vede un particolare accentuarsi dello spazio dato alle attuali tematiche sociali. L’anno scorso più di 13 mila persone hanno seguito gli spettacoli, spesso facendo il tutto esaurito: per questo motivo, da quest’anno, un nuovo sistema di prenotazione sarà attivato, con un “appoggio” anche su il sito web del Teatro della Tosse.

    Nel corso della stagione 2016/2017 si rinnoveranno molte delle collaborazioni con realtà operanti nel mondo dell’arte e della cultura attive a livello locale e nazionale: la direzione artistica de La Claque si conferma un punto di riferimento per la scena culturale non solo della nostra città. La Claque nasce nel 2009 da un’idea di Emanuele Conte; da diverse stagioni è affidata al coordinamento artistico di Marina Petrillo,  storica collaboratrice della Tosse, che affianca il direttore artistico Amedeo Romeo e il presidente Emanuele Conte nella direzione della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse: uno spazio che si è costruito nel corso di questi anni una  reputazione a livello nazionale e internazionale allacciando rapporti e interscambi, partendo da un lavoro costante e capillare sul territorio d’origine, cercando di essere un luogo democratico assicurando a  band o artisti emergenti  le stesse condizioni di nomi già  affermati a livello internazionale.

    Il calendario de La Claque

    Tra le novità di quest’anno il nuovo murales creato dal progetto For Wall – Walk the Line eseguito da Fabio Petani e l’ omaggio a Lele Luzzati nel decennale della sua scomparsa con un’invenzione luminosa.

    Il primo appuntamento è con Interior/A un lavoro collettivo nato dentro la Claque e sviluppatosi attraverso l’incontro tra 6 diversi mezzi di interpretazione e creazione, 6 menti, 6 visioni, 6 anime: Suono – Corpo – Luce – Scenografia  – Regia – Fotografia. Interior/A è una produzione nata in residenza a La Claque. Un progetto articolato che fa confluire più forme d’arte in uno spazio comune e che sintetizza benissimo lo spirito che ha sempre contraddistinto La Claque in questi anni.

    Shades of a night è il titolo della  seconda serata in programma (14 ottobre): tre band genovesi si alternano sul palco con le loro diverse sfumature: BRICKLANE (Britpop, Indie Rock), ASHESTOASHES (Alternative Rock) e THE BOAT ENGINE MAKE NOISE (NoiseCore). La serata successiva saliranno sul palco il duo ligure  Marie and the sun che presenteranno il loro EP d’esordio, un lavoro dalle sonorità internazionali intriso di malinconia, amore e ritmi black.
    Il 16 ottobre appuntamento importante con lo spettacolo dei detenuti del carcere di Saluzzo che presentano Amunì uno spettacolo che parte dalla riflessione del tema della paternità vista dai detenuti. Lo spettacolo nasce da un progetto culturale di Voci erranti che ha diversi obiettivi sociali di reinserimento.

    Torneranno a calcare il palco le band della storica etichetta indipendente Black Widow Records con il live di Ingranaggi Della Valle e Cinquegrana Trio (19 novembre), I Pirati dei Caruggi invaderanno tutti i giovedì notte con la stralunata e contagiosa comicità di Fabrizio Casalino, Enrique Balbotin, Andrea Ceccon e Alessandro Bianchi, la musica contemporanea di Eutopia Ensemble guidata del Maestro Matteo Manzitti sarà protagonista di diverse serate (il programma completo è stato presentato alla stampa in questi giorni).

    Nel quadro della collaborazione con i Giardini Luzzati /il  Ce.STO il 21 ottobre verrà proiettato ufficialmente il cortometraggio sulle tematica dei rifugiati e richiedenti asilo Everywhere BetterGenoa is a place to be. La giornata proseguirà con incontri e tavole rotonde e si concluderà con lo spettacolo Lampemusa. Uno spettacolo di canzoni e racconti su Lampedusa di Giacomo Sferlazzo.

    Il 22 ottobre tornano i Fetish Calaveras il gruppo savonese che da più di dieci anni imperversa in tutti più importanti club musicali d’Italia. Il 26 ottobre Vincenzo Costantino Cinaski, poeta, scrittore e cantautore di culto che ha collaborato tra gli altri con Vinicio Capossela presenta il suo ultimo libro Nati per lasciar perdere.

    Il poeta/romanziere Claudio Pozzani, padre del festival internazionale della poesia di Genova, presenterà il 28 ottobre La realtà della speranza la nuova tournée di letture di Claudio Pozzani che sta toccando vari Paesi europei e non solo in cui  Pozzani fa incontrare le sue poesie con la musica, la danza, la fotografia e il video.

    Tra i nuovi appuntamenti di questa stagione anche Siamo uomini o caporali del Teatro di Camelot, uno spettacolo di teatro e musica ispirato ai diritti costituzionali diretto d Alberto Canepa che porta in scena attori con disabilità (29 ottobre).

    Altre collaborazione che si rinnovano sono quelle con Unconventional Cast che la notte di Halloween riprende il Rocky Horror Show sempre sold out la scorsa stagione e l’etichetta musicale Raindogs che il 27 novembre porta a Genova una tappa del tour europeo dei Jaga Jazzist gruppo sperimentale norvegese attivo da più di vent’anni. La scelta di includere Genova nel loro tour è il segnale di quanto autorevolezza La Claque ha assunto a livello europeo.

    Altro live da non perdere il 2 novembre, è quello dei RADIODERVISH il gruppo che più di ogni altro ha definito appieno una poetica e una visione del mondo schierata dalla parte di un’Italia ponte tra Europa e Mediterraneo.

    Il 12 novembre ritorna Cristiano Godano, leader dei Marlene Kuntz che insieme a Giancarlo Onorato portano a Genova il loro Ex Live un vero e proprio concerto, in cui entrambi i musicisti portano sulle assi del palco, oltre ad alcune loro canzoni rilette con arrangiamenti scarni, anche una serie di brani di autori del rock mondiale (Lou Reed, The Velvet Underground, Beck, Nick Cave) che hanno inciso in modo ineluttabile sulle loro rispettive vite. Il tutto alternato da  alcune letture di Onorato dal libro Ex.

    La sera successiva (13 novembre) torna dopo il grande concerto dello scorso anno il Trio Bobo ovvero il cuore ritmico di Elio e le storie tese: Faso al basso, Meyer alla batteria e Alessio Menconi alla chitarra.

    Torneranno anche Federico Sirianni, presente già alla serata inaugurale de La Claque di nove anni fa, con un nuovo progetto dal titolo Il Santo (4 novembre) e Roberta Alloisio e Giovanni Giaccone con Harvey il coniglio, un talk concert surreale e ironico che rievocherà la figura del grande coniglio bianco amico di James Stewart nel film “Harvey” storico titolo del teatro e cinema  americano anni ’50 (17 dicembre).

    Ancora una volta i Rebis hanno scelto il nostro palco per presentare il loro nuovo lavoro dal titolo QUI (10 dicembre) e a un anno di distanza tornano l’Orage, il gruppo preferito da Francesco De Gregori, anche loro con un nuovo album in uscita, live a La Claque il 16 dicembre. Il genovese Paolo Gerbella dopo la presentazione di Io, Dino dello scorso anno torna con Tutto compreso amici inclusi(11 novembre).

    Tornano le sonorità brasiliane di Andrea Trabucco invece il 25 novembre con il live Ja è trip to Rio, già protagoniste di un concerto lo scorso anno. Il 26 novembre invece protagonista è il jazz di Paola Atzeni.

    La Claque sarà anche sede di alcuni appuntamenti della nuova edizione del Festival della Scienza di Genova. Il 5 novembre 1980 again, ovvero una serata in stile mods con una “guerra” a colpi di musica tra diversi gruppi. Ancora musica il 18 novembre con il cantautore Antonio Clemente mentre la prima parte dell’anno si chiude con due live molto attesi: il 21 dicembre il punk surreale di Chiazzetta e il 23 dicembre i Free Shots gruppo ligure che fa ballare a ritmo di Swing.

    E non finirà di certo qui! Tutti gli aggiornamenti li potete trovare sulla pagina Facebook de La Claque

     

  • Il talento di Maurizio Crozza e la logica dell’appartenenza che tiene in piedi la sinistra

    Il talento di Maurizio Crozza e la logica dell’appartenenza che tiene in piedi la sinistra

    Crozza-Matteo-Salvini-12-dicembreLa bravura di Maurizio Crozza sta nel fatto che le sue non sono semplici imitazioni, ma maschere umane dotate di vita propria, archetipi universali che riescono a trascendere la figura da cui avevano tratto ispirazione. Sergio Marchionne, Massimo Ferrero, Matteo Renzi e naturalmente Antonio Razzi non sono solo caratterizzazioni grottesche: sono personaggi reali, con un loro linguaggio e una loro personalità ormai separata dagli individui in carne e ossa di cui teoricamente dovrebbero riflettere i difetti. È una capacità – questa di superare l’imitazione – che hanno solo pochissimi artisti (per esempio Corrado Guzzanti).

    Ma Crozza è anche un intrattenitore a tutto tondo. Nei suoi spettacoli televisivi sa avvalersi di tante soluzioni diverse: il momento musicale, dove i temi politici vengono ridicolizzati sfruttando il patos di canzoni celebri, oppure il momento del monologo. Qui, in particolare, il comico genovese mette a frutto tutta la sua straordinaria vis comica, rileggendo con i suoi autori la stretta attualità e riuscendo ad essere allo stesso tempo pungente e leggero. E soprattutto, riesce a fare tutto questo senza sollevare polemiche politiche.

    Pur non avendo risparmiato negli anni stilettate velenosissime a Silvio Berlusconi (basti ricordare l’apparizione a Sanremo 2013, con i fischi di qualche spettatore prezzolato), Crozza è riuscito nell’impresa di non farsi etichettare come “comico di sinistra”: e se oggi è probabilmente l’intrattenitore più popolare d’Italia, questo lo si deve alla grande cura prestata al fatto di non risparmiare nessuna forza politica, di saper mettere in ridicolo equamente tutto il variegato panorama della partitocrazia italiana.

    Si pensi alle imitazioni di Maurizio Landini e Susanna Camusso: nessuno si sarebbe mai sognato, prima di lui, di prendere in giro addirittura il sindacato dei lavoratori. Crozza invece, nel corso degli anni spesi a curare le copertine di Ballarò, ha imparato la sottile arte di deridere tutti per non farsi attaccare da nessuno: ed è così riuscito a trascorrere, quasi senza farsi notare, una carriera in continua ascesa che oggi lo proietta – direbbe Falvio Briatore – «al top».

    A questo punto vi starete chiedendo cosa questo discorso abbia a che fare con la politica. Eppure la politica c’entra. Nonostante tutto, infatti, Crozza rappresenta la naturale evoluzione del “comico di sinistra”, aggiornata ai più neutri stilemi moderni. Il talento e la comicità bipartisan sono solo l’aspetto esteriore: sotto la superficie si agitano tutti i pregiudizi del politically correct post-comunista, i quali tendono a riaffiorare soprattutto nella satira sull’attualità.

    In essa Crozza tende a far risaltare ciò che è già grottesco di per sé, consapevole che niente fa più ridere della comicità involontaria di certi nostri politici. Tuttavia non di rado gli capita di scambiare per grottesco ciò che non necessariamente lo è: ed è qui che si manifesta il fascino ancora esercitato da alcuni paletti ideologici tipici della nostra cultura d’origine. Spesso discorsi complessi sulla concorrenza al ribasso del lavoro, sull’integrazione e sulle diverse sensibilità religiose sono banalizzati e trattati alla stregua di negazioni dei diritti delle minoranze. Altre volte il nostro si impelaga in materie che richiederebbero una conoscenza specifica, come è stato nel caso della satira sulla proposta leghista di una flat tax, che, per una bizzarra coincidenza, è andata in scena proprio mentre il partito organizzava un convegno con il professore di Stanford Alvin Rabushka.

    Il problema è che il frame obbliga l’uomo di sinistra a pensare che i leghisti siano rozzi ed approssimativi: per cui, se da questa parte viene la proposta di un’aliquota unica, essa deve essere per forza insensata. Ecco dunque che un singolo articolo su un solo giornale può bastare come prova provata del fatto che la bizzarra tesi degli improvvisati economisti padani è una sonora stupidaggine, di cui si può ridere a crepapelle.

    Naturalmente le cose non sono così semplici. C’è un dibattito in corso: ci sono accademici del calibro di Robert Hall che sono convinti sostenitori della proposta; ci sono precedenti storici incoraggianti; insomma, tutto si può dire sull’argomento, tranne che meriti di essere liquidato con sufficienza durante uno spettacolo comico.

    Ovviamente non ci si può stupire se in questo contesto delle tematiche complesse sono trattate in modo approssimativo: Crozza deve pensare a far ridere; e dal momento che ci riesce molto bene, si può dire che sappia fare il suo mestiere. Il problema è un altro. Il problema è che il comico deve mettersi a citare studi ed articoli perché tutti gli altri amanti di questo “pensiero di sinistra”, dall’alto di cui dovremmo ridere degli altri, non si degnano di farlo. I postulati del “bon ton sellino-democratico” sono considerati auto-evidenti, e a nessuno è permesso discuterli senza venire etichettato come “oscurantista” o “intollerante”.

    Questo atteggiamento, però, dimostra solo che a sinistra c’è una gigantesca voragine. Dietro alla pretesa superiorità culturale, purtroppo, sta il nulla; e il vero motivo per cui non si vuole affrontare il problema è che si metterebbe in discussione il peggiore dei rimedi, che è anche l’unica cosa che ancora tiene unita quella parte: la logica dell’appartenenza.

     

    Andrea Giannini

  • Palco sul mare festival: cabaret con Maurizio Lastrico a Rapallo

    Palco sul mare festival: cabaret con Maurizio Lastrico a Rapallo

    Maurizio LastricoProseguono le serate di cabaret nell’ambito della 18esima edizione di Palco sul Mare Festival: ospite del 21 agosto a Rapallo, il comico e attore genovese Maurizio Lastrico, noto al grande pubblico per le sue numerose esibizioni nella trasmissione  Zelig.
    Lastrico propone al pubblico uno show divertente in cui recita i suoi celebri endecasillabi “danteschi” ricchi di poesia, calembour, giochi enigmatici, le sue storie condensate, in cui la sintesi e l’omissione generano un gioco comico di grande impatto, e la celebrazione dell’opera del grande (finto) poeta napoletano Tino Capuozzo.

    Appuntamento alle ore 21.30 in Lungomare Vittorio Veneto, l’ingresso è gratuito.

     

  • Palco sul Mare Festival: spettacolo di cabaret con Giovanni Vernia a Rapallo

    Palco sul Mare Festival: spettacolo di cabaret con Giovanni Vernia a Rapallo

    Giovanni VerniaLunedì 5 agosto prosegue a Rapallo la 18esima edizione di Palco sul Mare Festival: ospite della serata, il comico Giovanni Vernia.

    Artista poliedrico, attore, regista e dj producer,  ha conquistato il grande pubblico grazie al perdonaggio di  Jonny Groove, che fornisce una sorprendente, innovativa e divertentissima visione del mondo della notte. Molto apprezzate anche le parodie di Fabrizio Corona e Marco Mengoni.

    A giugno del 2008 entra a far parte del cast delle trasmissioni di Zelig Off e si consacra negli come comico rivelazione dell’anno. Ad ottobre 2008 esce il suo singolo dance Essiamonoi, a cui segue Move It.

    Debutta con il suo primo spettacolo teatrale Essiamonoi che gioca sul dualismo fra il personaggio di Jonny Groove e il fratello gemello “normale”, appunto Giovanni Vernia. Lo spettacolo, che tocca tutti i maggiori teatri d’Italia, registra il tutto esaurito.

    Nel 2011 ritorna a Zelig in prima serata su Canale 5 e parte il suo nuovo tour teatrale Essiamonoi Revolution con uno spettacolo tutto nuovo che ha l’impianto di uno show. Questa volta il personaggio Jonny Groove ricopre un ruolo molto marginale, il resto sono oltre due ore di spettacolo dove Giovanni Vernia mostra le sue doti di ballerino, imitatore, intrattenitore fino a quel punto sconosciute al pubblico. Nel giugno 2011 iniziano le riprese del suo primo film intitolato Ti stimo fratello.

    Nel 2013 è nel cast del film “Mai Stati Uniti” e di nuovo a Zelig con la riuscitissima imitazione/parodia del personaggio più “paparazzato”: Fabrizio Corona. Nell’ultima puntata di Zelig duetta con Marco Mengoni con la parodia della canzone L’essenziale.

    La serata è inserita nella rassegna di cabaret Onda di Risate, curata dall’associazione Gratia Artis, l’ingresso è libero. Inizio spettacolo ore 21.30

     

  • Una risata ci salverà: a Noli concorso per aspiranti attori comici

    Una risata ci salverà: a Noli concorso per aspiranti attori comici

    attori teatroSono aperte le iscrizioni per la seconda edizione del bando del concorso per aspiranti attori comici dal titolo “Premio Città di Noli … Una risata ci salverà”, abbinato all’omonima serata benefica a sostegno dell’Associazione per la Ricerca sul Cancro – Comitato Liguria.

    L’evento si terrà sabato 7 luglio in Piazza Chiappella a Noli, sotto la conduzione del comico genovese Enrique Balbontin e la direzione artistica di Maria Serrao.

    Il concorso è aperto ad artisti con almeno due anni di esperienza. Per partecipare alle selezioni è necessario inviare il proprio curriculum, una foto e un provino entro il 15 giugno 2012 all’indirizzo mail ufficio.manifestazioni@comune.noli.sv.it.

  • Andrea Di Marco, intervista con il comico genovese

    Andrea Di Marco, intervista con il comico genovese

    Andrea Di MarcoAndrea Di Marco, profondi occhi colore grigioazzurro-acciao-italsider, bolzanetese doc come ama definirsi, si è diplomato in tromba nel 1995 e dal 1996 ha fatto parte del gruppo comico musicale dei Cavalli Marci (capitanati dall’indimenticato Claudio Rufus Nocera).

    In televisione ha partecipato alle più importanti trasmissioni di genere comico degli ultimi anni, ma anche partecipazioni cinematografiche, teatro e radio… Insomma Andrea, ne hai fatta di strada sino ad oggi…

    Non credo affatto però di essere arrivato, anzi, penso che tutto quanto fatto finora sia ancora una preparazione, mi sento un po’ come l’atleta nella fase di allenamento prima di iniziare la vera partita.

    E quale sarebbe questa importante partita?

    Ovviamente esibirbi in un One-Man-Show il sabato in prima serata su Rai1!

    Musicista, comico, attore… Di tutti i ruoli che sai ricoprire con quale ti riscontri maggiormente?

    Principalmente come musicista, mi sono formato come tale, tutta la mia vita è stata sempre improntata alla musica, non potrei pensare ad una giornata senza la sua presenza. Poi come attore comico.

    Dei tanti personaggi da te creati ce n’è uno che ti rappresenta maggiormente e perché?

    Sicuramente Don Giorgione, che più che rappresentarmi è esattamente il mio contrario, il mio alter ego, la mia parte oscura, l’altra metà di me! In lui faccio vivere ciò che è diametralmente opposto al mio sentire, così l’ho creato avido, opportunista e maschilista!

    Il filosofo Bergson diceva: “Non vi è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano”. Io credo che le tue creature siano grondanti di umanità…

    Fin da bambino gli artisti che mi hanno lasciato un segno sono quelli che facevano intravedere la loro umanità dietro ai personaggi. Totò, Troisi, i più recenti Paolo Rossi, Corrado Guzzanti e soprattutto la Gialappa’s Band. Un mio stimato collega, Rocco Barbaro, dice “…la comicità è svelare il meccanismo“, aprire una tenda dietro la quale si sta nascondendo qualcosa, svelare una realtà altrimenti non detta, puntare il dito sull’ipocrisia.

    Io credo che la risata sia il momento più vero con noi stessi, come quando starnutendo è impossibile tenere gli occhi aperti, non si può mentire quando si ha un sinceros croscio di risata. Non c’è mediazione della coscienza, è una reazione pura, è il contatto con il nostro sentire più profondo.

    Silvia Guerra