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  • “La Stilista”: il gioco creativo made in Genova

    “La Stilista”: il gioco creativo made in Genova

    La Stilista“La Stilista” è un gioco creativo per tutte le appassionate/i di moda, grandi e piccini. Lo scopo è quello di ideare e creare abiti per le modelle grazie alle tavole con i disegni dei figurini di moda, le tavole con i cartamodelli e un kit esclusivo di tessuti e accessori sempre diverso da un album all’altro.

    Ma prima di essere un gioco divertente e originale destinato al successo, “La Stilista” è la storia di una genovese laureata in Economia e Commercio, Angela Giulia Toso, che ha deciso di seguire una grande passione e di specializzarsi in Fashion Design a Milano. Una passione, quella per la moda, che ha portato Angela a confrontarsi con svariate esperienze dal costume teatrale all’ufficio prodotto, dallo stile alla modellistica, dall’illustrazione all’insegnamento.

    Mia mamma e mia nonna avevano la stessa passione e mia zia lavorava in una boutique – racconta Angela – Quando prendo in mano un tessuto ci vedo già l’abito o la gonna o i pantaloni che andrò a costruire, mi piace abbinare colori e pesi diversi, mi piace manipolare il tessuto e renderlo unico perché in questo modo sarà unico anche il capo che ne uscirà fuori. Mettendo insieme tutto questo un bel giorno ho deciso che il mondo che tanto amo sarebbe diventato anche un gioco…

    Quando ho ideato questo gioco ho pensato che mi sarebbe piaciuto che mamme e figlie ci giocassero insieme e per questo motivo dico che è rivolto a tutte le piccole e grandi amanti della moda.”

    Al momento La Stilista è disponibile nelle versioni primavera- estate e autunno- inverno, nel primo caso con bozzetti di abiti eleganti e leggeri, in quello invernale i disegni sono invece mantelle e cappottoni. Ma il progetto è ancora tutto in divenire: “Adesso si gioca a vestire le modelle di carta, in futuro il gioco spero che diventi quello di vestire le modelle in carne e ossa! Mi piacerebbe inoltre poter collaborare con persone di grande esperienza dalle quali poter imparare tantissime cose, mi piacerebbe trovare qualcuno che mi trasmettesse i segreti del mestiere, un “vecchio” Maestro che mi tramandasse l’arte del saper fare con le mani, che mi desse dei buoni consigli per migliorarmi sempre di più…

  • Zuego, il subbuteo genovese torna di moda grazie ad Arturo Parodi

    Zuego, il subbuteo genovese torna di moda grazie ad Arturo Parodi

    ZuegoQuando si cresce (o si invecchia, a seconda dei punti di vista) ci si dimentica facilmente che le nuove generazioni non hanno vissuto quello che abbiamo vissuto noi nella nostra infanzia: per uno stesso periodo della vita umana, che pure ci sembra debba essere uguale per tutti, si ha in realtà una percezione significativamente diversa di quello che vuol dire studiare, uscire, guardare la televisione o giocare.

    Per quelli della mia leva, ad esempio, è scontato capirsi quando si parla di figurine Panini, MacGyver, Ken Shiro, oppure Drive In: chi è nato negli anni ’90, invece, potrebbe non averne mai sentito parlare. Per questo motivo non è facile parlare del subbuteo.

    Chi c’era se lo ricorda perfettamente; ma chi è troppo giovane ed è cresciuto solo con i giochi della Playstation, cosa può capire della magia di un gioco da tavola come quello? Un panno verde enorme e morbidissimo, gli “omini” giocatori con l’inconfondibile base ovale, le infinite e ambitissime varietà di squadre, l’arte della “bicellata”, i tornei del pomeriggio a casa del compagno di classe…

    Non esiste una simulazione da tavola del gioco del calcio che abbia avuto più fortuna fra gli anni ’70/’80.

    Poi com’è nella natura delle cose, a partire dagli anni ’90, con l’avvento di computer e videogiochi, il subbuteo è andato progressivamente in declino. Nel ’94 la Subbuteo Sports Games Ltd è stata acquistata dalla americana Hasbro, che nel 2000 ne interrompeva definitivamente la produzione.

    Ma la storia non è finita qui. Grazie alla tenacia del genovese Arturo Parodi, distributore del subbuteo in Italia fino al 2003, si è data vita a una scommessa improbabile: produrre una nuova versione del gioco. Mentre spopolano X-Box, Wii e cartoni in 3D, l’imprenditore di Manesseno punta tutto su un gioco da tavola fedele agli stilemi del passato, senza cercare minimamente di renderlo attuale, ma pensando piuttosto a migliorare la qualità del prodotto e a introdurre anche quelle varianti locali ormai classiche che si praticavano in particolar modo a Genova.

    Il nuovo subbuteo, ancora più curato e più genovese, non può che avere un nome solo: “zeugo”.“Zeugo l’è da Zena”, scrivono sul sito internet che conta già più di 270 fan su Facebook. Tutto molto bello, ma come competere con la nuova frontiera dei giochi interattivi? “Per i giocattoli tradizionali belli”, scrive lo stesso Parodi, “ma quelli veramente belli, ci sarà sempre uno spazio. Magari una nicchia. Ma sarà una grande nicchia”. Sarà la nostalgia, ma a me è tornata una gran voglia di giocare…

    Andrea Giannini