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  • Nuova vita al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Nuova vita al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Villa Duchessa di GallieraI lavori di restauro, partiti nel 2007, sono terminati in questi giorni e a novembre Genova vedrà rinascere il teatro storico settecentesco, unico esemplare superstite in Liguria, di villa Duchessa di Galliera a Voltri.

    Il teatrino, voluto nel 1786 da Anna Pieri Brignole Sale, nobildonna dai molteplici interessi culturali, appartiene alla tipologia del “teatro in villa”, uno spazio privato dove gli stessi esponenti della famiglia Brignole Sale si esibivano, o figuravano come autori degli spettacoli.

    Il restauro è stato finanziato dal Comune e dall’Ente Opera Pia Brignole Sale, proprietaria dell’immobile, grazie alla partecipazione al bando del 2006, indetto dalla Compagnia di San Paolo, “Restauri in scena”, che prevedeva l’erogazione di contributi a favore del recupero di alcuni teatri storici di Piemonte e Liguria.

    Il teatro presenta una pianta rettangolare e il soffitto con una volta lavorata (divisa in due parti e con una cupoletta centrale) costruita “in canniccio”, cioè con una struttura in legno simile allo scheletro di una barca, una tecnica comune che permetteva di coprire grandi spazi e di conferire alla struttura diverse forme.

    L’inagibilità dei locali, ormai inutilizzati da tempo, derivava principalmente da due fattori: la presenza di numerose crepe che attraversavano la volta; i problemi di umidità dovuti alle precarie condizioni di alcune pareti e la conseguente caduta di intonaco e stucco.

    Il Comune per quanto riguarda il restauro delle decorazioni che coprono la volta e le pareti, realizzate nel Settecento dal pittore voltrese Giuseppe Canepa, si è affidato al lavoro della ditta Co.Art.

    “Gli interventi di restauro più importanti sono stati eseguiti sulle decorazioni murali realizzate con la tecnica a secco – spiega Marialuisa Carlini, titolare della Co.Art – L’autore infatti ha steso i colori a calce sull’intonaco già asciutto, questa è la differenza rispetto all’affresco che prevede la stesura dei colori sulla superficie bagnata”.

    I restauratori si sono occupati di fissare i colori e consolidare gli intonaci; recuperare e pulire le parti decorate ma ormai coperte e, dove possibile, ricostruire le decorazioni. “Il colore tendeva a staccarsi dal supporto e soprattutto spolverava –continua Carlini – Il restauro ha riguardato il risanamento delle murature dall’umidità e il recupero del colore, in molte parti ormai mancante”.

    E non sono mancate curiose scoperte:  sopra la struttura della volta è stata infatti ritrovata una sorta di “macchina del suono”,  un carrello di legno riempito di pietre e trascinato da destra a sinistra, su binari sopraelevati. La macchina muovendosi generava rumori utilizzati nelle rappresentazioni, ad esempio per simulare un temporale. “Non è stato possibile conservarla nella sua collocazione originaria – racconta Carlini – però il prezioso reperto è stato salvato e verrà esposto al pubblico”.

    Il progetto di recupero ha previsto inoltre un importante lavoro di consolidamento della volta, il risanamento di alcuni locali collegati al teatro, compresi gli adiacenti servizi igienici, nonché l’adeguamento delle relative uscite di sicurezza e la messa a norma degli ingressi con l’inserimento di un nuovo accesso per i disabili, tutti interventi progettati in modo da rendere funzionale l’utilizzo dello spazio teatrale.

    “I lavori in termini economici sono costati molto di più del previsto – dichiara Mario Margini, assessore ai Lavori pubblici – Abbiamo speso una cifra che sfiora il milione di euro ma indubbiamente si tratta di denaro ben speso. Personalmente non avrei mai immaginato un restauro così pregiato. È il risultato del lavoro di una serie di artigiani/e di altissimo livello e competenze professionali”.

    Adesso a lavori ultimati, secondo l’assessore, occorre garantire due cose: la concreta fruibilità pubblica del teatro e la massima attenzione affinché questo spazio recuperato non venga deteriorato con il passare del tempo.  “Il problema è stabilire in che forme andremo a gestire questo immobile di pregio – spiega Margini – Probabilmente faremo una gara pubblica per decidere quale soggetto sarà il gestore responsabile”.

    E il 13 novembre, lo spazio restituito alla città, sarà inaugurato ospitando lo spettacolo del teatro Cargo, “La regina”. “Un nostro vecchio lavoro – spiega Laura Sicignano, curatrice di testo e regia – che racconta proprio la storia straordinaria tra cultura e politica della fondatrice del teatrino Anna Pieri Brignole Sale, interpretata da Lisa Galantini”.

    Matteo Quadrone

     

  • La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    Mercato Comunale CarmineEsperimento sociale ma non solo, questo originale laboratorio e’ stato presentato in operazione “antimugugno” per una citta’ che sui “mugugni” non lesina di certo…Il responsabile dell’Associazione, Stefano Bruzzone, ha parlato pubblicamente di questa iniziativa con l’intento di coinvolgere, proporre e creare una genuina partecipazione della cittadinanza a 360 gradi, in un quartiere dove le problematiche sociali sono tutt’altro che sottili.

    Il 23 gennaio 2008 Stefano Bruzzone e’ apparso nell’area forum della FNAC di Genova e, alla domanda circa gli obiettivi che il Cantiere si e’ posto, ha risposto: “Quello che vogliamo e’ gettare un seme, sperando che da qualche altra parte della citta’ si possa avvertire un segnale di cambiamento“.

    A differenza di altri centri italiani e capitali europee, Genova non ha una piazza libera aperta a pittori ed artisti e piazza del Carmine, una volta pedonalizzata, per dimensioni e posizione potrebbe rivelarsi un luogo adatto e particolarmente azzeccato.

    Cantiere di Idee del Carmine” propone di creare all’interno del capannone del Mercato Comunale da tempo semi dismesso, con un solo banco in attività, un polifunzionale Centro Culturale di due piani dedicato a pittori, scultori, musicisti e letterati (scuole e gallerie d’arte, laboratori di artisti, ecc.), con un soggetto credibile in grado di garantirne la gestione (il Teatro del Mediterraneo di Carla Peirolero e’ una delle ipotesi al vaglio).

    Il Carmine diventerebbe cosi’ la cittadella dell’arte a Genova, un quartiere ripopolato da artisti al lavoro e da piccole gallerie d’arte, botteghe artigiane e zone espositive nei tanti locali e fondi della zona attualmente inutilizzati.

    Una mostra fotografica e’ gia’ stata allestita all’interno di questo mercato che troneggia affianco alla chiesa e, per il futuro prossimo, sono in previsione molteplici iniziative, perfettamente coerenti e contestualizzate nel piano cardine di questo laboratorio che si espandera’, appunto, in quelle creuze storiche oggi piegate dal degrado e nei box inutizzati del mercato.

    Gia’ pochi giorni dopo la “Chiamata alle Arti”, una coppia di pittori ha preso in affitto in Salita Carbonara un locale da tempo inutilizzato: sara’ la prima bottega di pittori nel quartiere.

    Immagino un quartiere che si trasforma in contenitore culturale, sempre attento alle esigenze e ai mutamenti di una Genova sopita, distratta e mugugnona. Il tutto condito – continua Bruzzone – con memoria storica, tradizione popolare, aggregazione e massima creativita’, esulando dall’ottica miope di un comitato di quartiere“.

    La collina del Carmine come Montmartre? Certo, si puo’. Il capannone del mercato ormai praticamente inutilizzato come la Place du Tertre, la piazza dei pittori e degli artisti della famosa “butte” parigina? Certo che si, tutto si puo’! Il sogno e’ quello di un’invasione di pittori, scultori, disegnatori ed altri artisti per ridare vita a un angolo dimenticato della nostra citta’, un borgo ricco di storia e tradizione.

    “L’amministrazione per quanto riguarda questa zona sonnecchia un po’ troppoconclude Stefano Bruzzone – non c’e’ solo il problema del Mercato da risolvere: siamo vicini ad un anno dalla consegna di oltre 340 firme per l’attesa pedonalizzazione di piazza del Carmine, le salite con le pavimentazioni storiche stanno cedendo ed anche la grande edicola votiva in piazza del Carmine perde i pezzi. In tempi disgregati quali quelli attuali, con la depressione collettiva che c’e’, un progetto come questo, che intende programmare un futuro percorribile per il borgo e che arriva dai cittadini, dovrebbe essere salutato dai nostri amministratori quantomeno come un segnale molto positivo”.

    Per chiunque volesse saperne di piu’, l’Associazione “Cantiere di Idee del Carmine” e’ contattabile all’indirizzo mail liberotempo@gmail.com.

     

    Laura Di Gregorio