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  • Terremoto Centro Italia, Regione Liguria attiva raccolta fondi di aiuto alle popolazioni colpite

    Terremoto Centro Italia, Regione Liguria attiva raccolta fondi di aiuto alle popolazioni colpite

    elicottero-vigili-fuoco-esercitazione«Le popolazioni del Centro Italia stanno vivendo momenti drammatici a causa delle nuove scosse e del gelo che le hanno colpite. Aiutiamole! Fai anche tu la tua donazione sul conto che Regione Liguria ha attivato per loro. Non lasciamoli soli!». E’ il messaggio di solidarietà lanciato dalla Regione Liguria nei confronti delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto e dal maltempo riportato dall’agenzia Dire. Nel corso della seduta di giunta odierna, l’ente di piazza De Ferrari ha attivato una raccolta fondi attraverso un conto corrente dedicato. Per dare maggiore visibilità all’iniziativa, la raccolta sarà accompagnata dall’hashtag #lamialiguria, slogan di successo coniato per la promozione territoriale.

    Chiunque lo desideri può effettuare un versamento sul conto corrente n. 2462680 presso Banca Carige intestato a: Regione Liguria – Raccolta Fondi Centro Italia Emergenza 2016/2017. Oltre alla disponibilità già manifestata per qualsiasi richiesta del dipartimento nazionale della Protezione civile per mezzi, uomini e strumenti, «in questo momento di tragedia, oltre a manifestare la nostra solidarietà alla popolazione dell’Abruzzo e del centro Italia – afferma il governatore ligure, Giovanni Toti – ci sembrava opportuno dare una mano concretamente e promuovere una raccolta fondi, sicuri che i liguri sapranno manifestare la propria vicinanza e contribuire alla ricostruzione». Il conto corrente sarà promosso da spot televisivi e da pagine sui giornali che forniranno tutte le indicazioni per effettuare la donazione.

    Sul sito www.regione.liguria.it sarà possibile avere tutte le informazioni e trovare le coordinate bancarie per fare la donazione. «Come Regione vogliamo sensibilizzare non solo i privati, ma anche le imprese liguri, per non lasciare sole le popolazioni colpite e quei territori martoriati», conclude l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone. Il ricavato sarà destinato ai progetti più utili e urgenti in accordo con i presidenti delle regioni colpite.

  • Bibliobus, una carovana di libri per i bambini del terremoto

    Bibliobus, una carovana di libri per i bambini del terremoto

    BibliobusSuperata la fase di emergenza seguita al drammatico terremoto in centro Italia del 24 agosto scorso, Arci ha deciso di concentrare parte dei suoi sforzi per riattivare il progetto bibliobus: un vero e proprio piccolo mezzo di trasporto donato nel 2009 dall’azienda di mobilità urbana di Roma che, già all’indomani del terremoto dell’Aquila, aveva portato libri e socialità nei campi dei terremotati, e che è stato recentemente riattivato nelle zone teatro del nuovo sisma.

    Un progetto concreto, e un’idea dal titolo evocativo: “A come abbraccio – una carovana di libri per combattere la paura del terremoto”, alla quale sarà possibile contribuire anche dalla Liguria. Dall’8 ottobre al 6 novembre sarà infatti possibile, per tutti i cittadini che vorranno aderire al progetto, portare un libro per bambini in uno dei punti di raccolta diffusi sul territorio ligure. I volontari raccoglieranno esclusivamente libri per bambini illustrati (nuovi e usati in buono stato ) o di narrativa ragazzi (nuovi) che verranno poi selezionati ed inviati in Centro Italia.

    «I libri sono un veicolo fondamentale per sostenere i processi di rielaborazione nei bambini e nei ragazzi» sottolinea Vanessa Niri di Arci Genova, che sta coordinando l’iniziativa. «La possibilità di immedesimarsi in personaggi coraggiosi o impauriti, eroici o pavidi, orfani o coccolati, all’interno di storie o fiabe, permette infatti ai più piccoli di trovare importanti appigli in un momento di grande paura e di grande incertezza come quello che stanno vivendo da più di un mese. Le storie permettono inoltre ai più piccoli di trovare spiegazioni per le tante domande sollevate da un evento catastrofico e imprevedibile come un terremoto. Inviare un libro ai bambini delle Province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, significa non soltanto esprimere il proprio affetto, ma anche contribuire concretamente al difficile percorso di rielaborazione e gestione del trauma».

    L’elenco dei molti circoli, biblioteche di quartiere, luoghi aperti al territorio che ospiteranno la raccolta è in continua evoluzione e si può trovare sulla pagina www.arciliguria.it e sulla pagina facebook del progetto “A come abbraccio”. Per maggiori informazioni è stato attivato un indirizzo mail: acomeabbraccio@arciliguria.it

    La raccolta verrà idealmente inaugurata nel corso della “Notte bianca dei bambini” che si terrà sabato 8 ottobre, dalle 15 a mezzanotte.  Da quel momento si avvierà ufficialmente il mese di raccolta dei libri da regalare ai bambini di Amatrice e di tutte le zone colpite dal terremoto.

    Queste le associazioni, le biblioteche e le librerie genovesi che, ad oggi, partecipano al progetto “A come abbraccio”:

    Arci Liguria
    Arci Genova, Savona, La Spezia, Val di Magra
    Circoli Arci della Liguria
    Rivista Andersen
    Ama – Associazione abitanti della Maddalena
    Associazione Edicolibro
    Biblioteca De Amicis
    Madda52 – biblioteca di quartiere
    Cooperativa “Il laboratorio”
    Libreria “L’albero delle lettere”
    Libreria “L’amico ritrovato”

  • Terremoto a Genova, ore 15,50: la terra trema ancora

    Terremoto a Genova, ore 15,50: la terra trema ancora

    Tremano gli appartamenti dei piani alti, scivolano gli oggetti dalle librerie e dagli scaffali, la terra ruggisce sotto i piedi di Genova. Una scossa forte per quelle che sono le abitudini e i ricordi dei genovesi, verificatasi intorno alle 15,50 e percepita in tutta la città. Anche mercoledì mattina la città si è svegliata con il terremoto, due episodi ravvicinati che ovviamente non interessano esclusivamente il genovesato, ma senza dubbio si tratta di un episodio raro dalle nostre parti.

    La terra ha tremato in tutto il nord Italia e tremano gli abitanti che ancora hanno negli occhi le terribili immagini dell’Aquila o di Fukushima. Le prime stime dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia parlano di un terremoto di magnitudo 5.4, con epicentro nella zona confine fra la provincia di Parma e Appennino tosco emiliano. L’ipocentro sarebbe di 60,8 chilometri.

    In direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile dell’Emilia Romagna, Demetrio Egidi ha dichiarato all’agenzia Adnkronos: “Stiamo facendo le verifiche per capire se si tratta della stessa faglia interessata dalla scossa di mercoledì scorso con epicentro nel reggiano. Quella delle 15.53 del pomeriggio è stata una scossa molto profonda ed è stata avvertita distintamente in un raggio fino a 100 chilometri“.

    Le prime scosse, nel veronese, già martedì sera alle 20.41 e alle 20.49, seguite da quella molto intensa (4.2 della scala Richter) alle 00.54, con epicentro tra i comuni Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Anna d’Alfaedo, di magnitudo 4,2 della scala Richter, e da repliche di lieve entità all’1,05 e alle 8,26 di ieri mattina.

    Poi era toccato all’Emilia, in corrispondenza dei comuni di Boretto, Poviglio, Brescello e Castelnovo di Sotto, Campegine e Gattatico, alle ore 9,06. Qui l’entità del sisma aveva raggiunto i 4,9 gradi della scala Richter provocando panico nella gente che si era riversata in strada senza, per fortuna, ulteriori conseguenze e dando adito all’ordine di evacuazione delle scuole, in via precauzionale.

    Il terremoto, avvenuto ad una profondità di circa 25-30 km, interessa quella zona in cui la placca Adriatica incomincia, a sud, ad innalzarsi all’altezza del Po per poi incunearsi sotto l’Appennino, e, a nord, spinge verso l’Europa per scorrere sotto le Alpi. Da ciò la conseguenza che il fenomeno è stato percepito dalla Val d’Aosta al Trentino, fino alla Toscana.

    Che l’Italia debba convivere con la minaccia di sismi incombenti, lo depongono le cronache di sempre e che anche la Liguria debba essere considerata una zona a rischio, lo testimonia il recente terremoto registrato in Val di Vara, tre mesi fa: ma in che misura circostanze esterne potrebbero influenzare il precipitare degli eventi?

    Nessuno è in grado di rispondere a questa domanda ma il continuo oltraggio dell’uomo alla natura “così in cielo così in terra”, che non è la nota preghiera cristiana, certo non contribuisce alla sua stabilità. Che anche il “fuori” abbia la sua importanza era una ferma convinzione di un bizzarro personaggio Raffaele Bendandi (1893-1979) il quale, pare, avesse la sorprendete capacità di predire tali eventi e che, pur morto, ha lasciato scritto che, il 5 ed il 6 aprile 2012, una nuova serie impressionante di sismi colpiranno l’intero pianeta, non esclusa l’Italia. Ci aspettano ben 103 di sue previsioni per gli anni a venire, previsioni fatte sulla convinzione che il movimento del sole e dei pianeti possano spostare le masse semiliquide che si trovano negli strati più profondi della terra.

    E, allora, spinti dalla curiosità non certo dal desiderio di proporre la profezia Maya bis, andiamo a vedere cosa succede al nostro astro. E’ di questi giorni, la segnalazione dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) e dal Solar Heliospheric Observatory (Soho) della Nasa e della Agenzia Spaziale Europea (Esa), di un’eruzione che ha portato ad una violenta tempesta solare come non si vedeva dal 2005 e, secondo una recente relazione (dossier di 145 pagine) eseguita per gli stessi enti dalla USA National Academy of Science (Accademia Nazionale di Scienze USA), ne è prevista un’altra, nel corso dell’anno 2012.

    Adriana Morando