Categoria: Liguria

  • Spiagge, lo scontro sulle concessioni, tra Genova, Roma e Bruxelles. Ma in Liguria le “libere” sono sotto la soglia di legge

    Spiagge, lo scontro sulle concessioni, tra Genova, Roma e Bruxelles. Ma in Liguria le “libere” sono sotto la soglia di legge

    Spiaggia della Foce, GenovaPochi giorni dopo la fine delle vacanze di Natale, il Consiglio dei Ministri bocciava due leggi della Regione Liguria riguardanti la tutela delle imprese balneari e la concessione degli spazi demaniali marittimi. Secondo il governo guidato da Paolo Gentiloni, i provvedimenti liguri sarebbero in odore di incostituzionalità, perché il prolungamento automatico delle concessioni agli attuali gestori pregiudicherebbe la libera concorrenza e sarebbe in contrasto con la direttiva europea sui servizi. Inoltre, tutto ciò che riguarda il demanio è di competenza statale. Ancora prima del governo, però, erano arrivati gli uffici della stessa Regione Liguria, che già nella scheda tecnica in coda al provvedimento (che si può leggere, con qualche difficoltà, online) evidenziavano come “la presente proposta di legge presenta possibili rischi di impugnativa”. Rischi che si sono puntualmente avverati.

    La direttiva europea sui servizi è più conosciuta come direttiva Bolkestein, dal nome del commissario per la concorrenza e il mercato interno che la formulò nel lontano 2006, quando presidente della Commissione era Romano Prodi. Nasce con l’obiettivo di creare un mercato unico europeo dei beni e dei servizi, eliminando le discriminazioni nazionali. La filosofia alla base del provvedimento è che un imprenditore tedesco, spagnolo, polacco o di un qualsiasi altro Paese membro dovrebbe essere libero di esercitare temporaneamente la propria attività in Italia senza essere svantaggiato rispetto agli italiani, e viceversa. Per rendere effettiva la concorrenza, sono vietati i rinnovi automatici delle concessioni. Esattamente quelli previsti dalla legge ligure, che per “garantire la continuità delle attività” prevede l’estensione della durata della concessione di altri 30 anni.

    Per questo il governo ha impugnato i provvedimenti della giunta Toti, su cui ora si dovrà esprimere la corte costituzionale. Come in una catena alimentare delle istituzioni, però, se da un lato Roma tira le orecchie alla Liguria, nei confronti di Bruxelles l’Italia si ritrova dalla parte dei cattivi. L’applicazione della Bolkestein infatti, viene puntualmente rinviata, e questa nostra inadempienza ci costa multe salate. L’ultima volta è successo lo scorso 20 dicembre, durante la notte della discussione sulla manovra economica, quando un emendamento del Pd ha fatto slittare l’applicazione della direttiva europea al 2020.

    [quote]Le responsabilità dello stallo odierno è ovviamente dibattuta; come da schema, tutti accusano gli opposti: per i dem è colpa di Berlusconi, per i berlusconers è colpa del governo Renzi[/quote]

    Stabilimento balneareSul tema c’è dunque il più classico dei buchi legislativi e le responsabilità dello stallo odierno è ovviamente dibattuta; come da schema, tutti accusano gli opposti: per i dem è colpa di Berlusconi, per i berlusconers è colpa del governo RenziDi questo “buco” abbiamo parlato con l’eurodeputato spezzino del Partito Democratico Brando Benifei, che ha le idee molto chiare sulla paternità del caos attuale: «Manca un disegno di legge italiano che introduca in maniera definitiva la riforma – dice – Le procedure di infrazione contro l’Italia sono infatti originate dall’irresponsabilità dell’ultimo governo di centrodestra, guidato da Silvio Berlusconi, che invece di affrontare il problema in maniera organica, ha preferito optare per un sistema di “proroghe”, contrario alla normativa europea. Ciò ha causato non soltanto un danno all’erario, ma anche un danno a imprese, famiglie e cittadini che oggi sono vittima di tale situazione di incertezza. La protesta di categoria è stata più forte in Italia che all’estero, proprio perché alimentata da questo comportamento demagogico di partenza, esemplare di alcune delle nostre forze politiche nazionali».

    Questa la versione di Benifei, per cui il Ddl del governo uscente punta al riordino della normativa e a rispondere alle esigenze del mercato italiano. Una versione non condivisa dall’assessore ligure Marco Scajola, un po’ il padre dei provvedimenti, che sottolinea come viceversa la Regione Liguria vada a tappare la falla creata in materia dal governo nazionale: «La cosa assurda di questa vicenda – diceva infatti al Secolo XIX commentando la decisione di Roma – è che di fronte a un vuoto legislativo che il governo avrebbe dovuto colmare entro il 2017, l’Esecutivo ha deciso di intervenire contro una Regione che ha cercato di tutelare le sue imprese».

    Come (non) funziona la Bolkestein in Italia

    In Italia, se si dice Bolkestein si pensa soprattutto alle proteste di alcune categorie, come quella degli ambulanti o quella – appunto – dei gestori di stabilimenti balneari. Attività che spesso, nel nostro Paese, sono trasmesse di generazione in generazione, e poco abituate alla concorrenza. Corporativismo o giusta difesa della propria attività e dei propri diritti? Decidete voi.

    [quote]Un mercato da 10 miliardi l’anno, che allo stato frutta solo 101 milioni di concessioni. In Liguria solo 12 dei nostri 63 comuni rivieraschi rispetterebbero la quota minima del 40% di spiagge libere[/quote]

    Spiaggia VoltriPer provare a riflettere in maniera laica sull’argomento, un buon punto di partenza può essere la geografia. L’Italia ha circa 7600 chilometri di coste ed è, dopo la Grecia, il Paese europeo che si affaccia su acque temperate con maggior estensione costiera. Di questi, secondo quanto riportato da un rapporto del 2016 dei Verdi, 4mila sono idonei alla realizzazione di stabilimenti balneari, che sono in tutto 12mila distribuiti lungo lo stivale. In media uno ogni 350 metri. Parliamo di un business che vale 10 miliardi di euro all’anno, e che occupa più di 170 mila persone (dato 2015). Una vera e propria valanga di denaro che allo Stato italiano – denunciano ancora i Verdi – frutta solo 101 milioni di euro dalle concessioni demaniali, a causa di canoni di concessione bassi e spesso non riscossi. Associazioni ambientaliste come il Wwf puntano poi il dito sulla cementificazione selvaggia dei litorali (in questo siamo i primi in Europa) e la sempre maggior restrizione delle spiagge libere. Un fenomeno particolarmente sentito il Liguria, dove solo 12 dei nostri 63 comuni rivieraschi rispetterebbero la quota minima del 40% di spiagge libere. Mentre Paesi come la Francia – ad esempio – impongono per legge che gli stabilimenti non occupino più del 20% del demanio pubblico. Questi numeri aiutano a capire perché da noi la resistenza anti-Bolkestein sia più forte che altrove.

    Le particolari caratteristiche economico-geografiche italiane sono argomento ricorrente dei critici del provvedimento, ma sono riconosciute anche da persone di onesta fede europeista. Persone come il consigliere del Municipio di medio levante Edoardo Marangoni: «se le concessioni durano poco – riflette a titolo personale ai microfoni di Era Superba – manca l’incentivo economico a investire in questo tipo di attività, che richiedono costi non indifferenti». Marangoni si è interessato all’argomento un po’ per motivi di studio e professionali personali, e un po’ perché fa politica su un territorio, quello di Albaro, dove operano diversi operatori del settore. Ritiene il provvedimento adottato dalla Regione scarsamente fondato dal punto di vista giuridico, ma comprensibile da quello politico: «è normale – dice – che si voglia rassicurare chi con queste attività si guadagna da vivere. Il governo, quale che sia il colore, su questo argomento latita ed evita di applicare la direttiva, d’altro canto Bruxelles riconosce le nostre particolarità e su questo non fa più di tanto pressione. Questa situazione di deroga costante genera una comprensibile condizione d’ansia per gli operatori del settore».

    La Ley de Costas spagnola: un modello per l’Italia?

    La percezione che si ha spesso è quella di un’Europa del tutto insensibile alle caratteristiche particolari degli Stati membri, in questo caso l’Italia. In realtà, stati mediterranei come Spagna, Portogallo e Croazia sono riusciti a ottenere un regime di concessioni lunghe (dai 30 ai 75 anni) senza per questo incorrere in procedure di infrazioni. A differenza dell’Italia, governo e operatori sono riusciti a fare sistema e sano lobbying a Bruxelles, e a vedersi riconosciute le proprie necessità specifiche.

    «Ciò significa – spiega ancora Benifei – che da un lato è legittimo, come Paese, fare appello affinché un metro di giudizio uniforme nel trattamento delle pratiche di gestione del settore sia garantito; dall’altro, che è possibile adottare soluzioni nazionali che non causino necessariamente una dicotomia tra corretta implementazione e tutela delle imprese, degli investimenti e degli interessi specifici». E sarebbe la stessa Unione Europea a fornire gli strumenti giuridici per farlo: «L’ottimo studio recentemente commissionato dal Parlamento europeo – spiega l’europarlamentare – fornisce spunti molto utili su come raggiungere questo obiettivo, che passi da possibili soluzioni differenziate a seconda del carattere “scarso” o meno delle risorse demaniali; dall’inserimento del meccanismo di “doppio binario” che preveda le immediate gare solo sui litorali liberi, all’istituzione di una “rete di protezione” per le imprese esistenti».

    Luca Lottero

     

     

     

  • Sanità, la Liguria scala 10 posizioni e si assesta sul podio per la qualità del servizio sanitario regionale

    Sanità, la Liguria scala 10 posizioni e si assesta sul podio per la qualità del servizio sanitario regionale

    tabella performance SSRLa Liguria è sul podio, al 3° posto tra le Regioni italiane nella classifica delle migliori performance del Servizio sanitario regionale, recuperando dieci posizioni: lo rileva la V edizione (2017) del ranking dei Servizi sanitari regionali elaborato dal Crea Sanità – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Consorzio per la ricerca Economica applicata in Sanità) nell’ambito del progetto “Una misura di performance dei Ssr”. La Liguria, in particolare, si posiziona nell’Area di Eccellenza dopo Toscana e Lombardia, superando Veneto e Emilia Romagna. Se si considera il giudizio espresso solo dagli stakholder delle Regioni in equilibrio di bilancio, escludendo quindi quelle in piano di rientro, la Liguria conquista la medaglia d’oro, posizionandosi prima in classifica.

    Nel rapporto precedente, risalente all’ottobre 2016, la Liguria era nell’area intermedia, in 13° posizione. “Continuo a ritenere – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – che il nostro sistema sanitario ligure sia di assoluta eccellenza e questi dati lo confermano. Abbiamo scalato dieci posizioni nel ranking delle migliori sanità del paese: è un risultato straordinario che ci rafforza nell’idea che siamo sulla strada giusta ma non deve farci dormire sugli allori perché il nostro obiettivo è arrivare primi, anche se è stata onestamente una corsa di grande qualità e impegno”. “Sono molto soddisfatta per questo ottimo risultato – aggiunge la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale – che arriva nell’anniversario del mio insediamento, avvenuto il 7 luglio del 2015. In soli due anni abbiamo riportato la Liguria nell’area di eccellenza, superando addirittura Veneto ed Emilia Romagna. È la conferma – prosegue – che il percorso avviato è quello giusto e che le riforme messe in campo, grazie anche alle azioni di coordinamento e razionalizzazione della spesa realizzate da Alisa, hanno già prodotto importanti risultati positivi, testimoniati dal giudizio degli stakehoders”.

    Il progetto ha l’obiettivo di contribuire alla valutazione della Performance dei Servizi sanitari regionali e rappresenta una modalità “terza”, indipendente, di valutazione complessiva della Sanità regionale, con l’ambizione di fornire una indicazione sul livello di legittima aspettativa del cittadino nei confronti della Salute, a seconda della Regione in cui risiede. Il metodo di valutazione, multi-dimensionale e multi-prospettiva, “media” le valutazioni di diversi stakeholder del sistema, producendo un indice sintetico di Performance: l’indagine è condotta su un panel qualificato che conta 102 rappresentanti delle diverse categorie di stakeholder: ‘Utenti’, ‘Management aziendale’, ‘Professioni sanitarie’, ‘Istituzioni’ e ‘Industria medicale’. Le dimensioni prese in considerazione sono quella Sociale (equità), Economico Finanziaria, Appropriatezza ed Innovazione (quest’ultima inserita per la prima volta in questa edizione).

  • Turismo, in Liguria in crescita con 2,5 milioni di turisti tra aprile e maggio. A Genova 733mila presenze

    Turismo, in Liguria in crescita con 2,5 milioni di turisti tra aprile e maggio. A Genova 733mila presenze

    turismoSono oltre 2 milioni e 500mila le presenze registrate in Liguria nei mesi di aprile e maggio, con una crescita di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Un ottimo risultato – commenta l’assessore regionale al Turismo Gianni Berrino – quello del periodo primaverile con i ponti di Pasqua, 25 aprile e 1° maggio. Un assaggio d’estate che ha visto, ancora una volta, negli ultimi due anni, la Liguria grande protagonista sulla scena turistica nazionale».

    A fare la parte del leone nelle presenze registrate dall’Osservatorio turistico regionale – che raccoglie i dati degli operatori turistici del territorio – sono gli italiani (1,3 milioni) cresciuti del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le presenze straniere si stabilizzano sul 1 milione e 100mila, comunque in lieve crescita (+0,56%). Regina delle presenze è Savona con poco meno di 843mila visitatori, segue Genova con 733mila presenze, poi La Spezia con oltre 497mila e infine Imperia con 493mila.

  • Giornata Europea della Musica, visite guidate al Carlo Felice e una lunga notte jazz in Conservatorio

    Giornata Europea della Musica, visite guidate al Carlo Felice e una lunga notte jazz in Conservatorio

    Teatro Carlo FeliceAnche Genova festeggia la Giornata Europea della musica con la Notte Bianca:oggi,  mercoledì 21 giugno le note del Conservatorio Niccolò Paganini e del Carlo Felice risuoneranno nel centro e negli angoli più suggestivi della città. Merito della collaborazione tra Ministero della Cultura e Regione Liguria che ha aderito all’appello, coinvolgendo le principali Istituzioni musicali cittadine e mettendo a calendario una serie di manifestazioni che daranno vita ad una Notte Bianca dedicata alla musica.

    L’evento prevede l’apertura straordinaria del Carlo Felice con visite guidate gratuite a partire dalle 16, un’esecuzione musicale dell’Ensemble del Carlo Felice nell’atrio, alle 17, e alle 20.30 la Turandot di Puccini. Nella Sala della Trasparenza al piano terra di Regione Liguria, in piazza de Ferrari, alle 18, esecuzioni di Bach e Händel per violino e violoncello, mentre alle 20.30 nel chiostro della Chiesa di Santa Maria di Castello esibizione a cappella dell’Ensamble vox antiqua. Nella sede del Conservatorio la Notte bianca prende il via alle 21 nella Sala concerti con una serie di appuntamenti musicali che culmineranno nella notte jazz a partire dalle 2.30: a seguire ospiti e sorprese musicali in attesa della focaccia fresca appena sfornata.

    21062017 - Schema NB 17Tutte le aule dell’Istituto resteranno aperte dalle 23 fino all’alba, mentre alla biblioteca del Conservatorio è prevista una serie di tre interventi a partire dalle 21.30. In Aula 19 alle 21 verrà inaugurato, dopo il trasferimento, l’organo Tamburini e, dalle 23 all’alba gli studenti interpretano Beethoven a Shubert per una nottata di musica in libertà. Nel Parco del Conservatorio, invece, gli spettacoli partono dalle 21 con cori, quartetti sax e jazz. Come detto, la musica invade la città e la coinvolge: alla Casa della Musica in Darsena dalle 16 alle 19 previste visite, lavoratori, prove di strumento ed esibizioni, mentre a Palazzo Imperiale in piazza Campetto si svolgeranno incontri e, a seguire, intrattenimenti musicali a cura dell’Ensamble popolare di musica antica. Inoltre alla Biblioteca Universitaria di Genova (Via Balbi 40) alle 17 verrà presentato il libro “Poesia e contemporaneità di Luigi Tenco”, ad opera di Michele Piacentini con interventi musicali e letture di Andrea Benfante e Anna Giarrocco.

  • 2 Giugno, ecco le celebrazioni a Genova: spettacolo pirotecnico e per la prima volta due inediti di Domenico Piola esposti al pubblico

    2 Giugno, ecco le celebrazioni a Genova: spettacolo pirotecnico e per la prima volta due inediti di Domenico Piola esposti al pubblico

    0601 Piola 2Una grande Festa quella che si svolgerà domani, venerdì 2 giugno, in Piazza De Ferrari, nel cuore di Genova, in occasione del 71° anniversario della Repubblica Italiana: spettacolo di fuochi d’artificio (a cura della Setti Fireworks) a tempo di musica e distribuzione gratuita di gelato tricolore, in collaborazione con Camera di Commercio di Genova, Artigiani in Liguria e Genova Liguria Gourmet. Sarà questo il clou dei festeggiamenti, a partire dalle 21.30 in occasione dell’iniziativa “Palazzi Svelati” che vede l’apertura straordinaria di 17 Palazzi storici di Genova, tra cui spicca il Palazzo della Regione che era chiuso al pubblico da 12 anni e al cui interno è stata allestita un’esposizione temporanea.

    A partire dalle 9 e fino alle 19 i cittadini potranno visitare le splendide stanze dell’ex Palazzo dell’Italia Navigazione, poi Fondiaria e vedere, per la prima volta, i due splendidi inediti di Domenico Piola, mai stati esposti al pubblico di proprietà privata.

    I due soggetti rappresentati sono: “I quattro elementi” e “Le tre età dell’uomo”.

    Due allegorie del maggior interprete delle grandi imprese decorative genovesi della seconda metà del XVII secolo. Tra le altre opere esposte: alcune sculture degli anni Trenta di Francesco Messina, di Guido Galletti e di Eugenio Baroni, oltre a un dipinto di Raimondo Sirotti e una raccolta di opere delle ex Aziende di Promozione Turistica.

    “Si tratta – dice il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – di una grande occasione per festeggiare, insieme a tutti i genovesi e ai turisti che trascorreranno in città il ponte del 2 giugno, la festa della nostra Repubblica. Potremo farlo ammirando, naso all’insù, l’incredibile spettacolo pirotecnico che sarà realizzato dal tetto del Palazzo di Regione con il lancio dei fuochi a ritmo di musica sulle note di Giuseppe Verdi e di Gioachino Rossini e anche due dipinti inediti di Domenico Piola, grande artista del Seicento genovese”.

    0601 Piola 1 (1)Ad ogni visitatore sarà consegnato un “Passaporto” composto da 17 riquadri relativi ai Palazzi visitabili, di cui 15 ad accesso gratuito. Ad ogni palazzo visitato verrà apposto un timbro identificativo dell’ente: chi, nella giornata della Festa della Repubblica, riuscirà a visitare tutti i palazzi appartenenti al circuito Palazzi Svelati riceverà un premio.

    Consegnando il passaporto completo di tutti i timbri (fatta eccezione per quelli facoltativi) all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Regione Liguria, nel periodo compreso fra il 12 e il 23 giugno 2017, ai primi 10 sarà offerto un buono per una cena per due persone del valore di 60 euro complessivi presso i ristoranti Genova Liguria Gourmet che aderiscono all’iniziativa, in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova. I successivi 40 avranno l’opportunità di degustare un gelato per due persone offerto dai gelatieri aderenti all’evento del 2 giugno.

  • Turismo, oltre 150 comuni aderiscono a patto con Regione. Ok tassa di soggiorno, stretta su affitti in nero

    Turismo, oltre 150 comuni aderiscono a patto con Regione. Ok tassa di soggiorno, stretta su affitti in nero

    roberto-merlo-fotografia-liguria«Una pietra miliare per il turismo della Liguria, un patto di governance in cui il pubblico mette risorse, il privato si impegna a investire per riqualificare la nostra offerta e sfruttare l’onda lunga dei flussi in arrivo e i Comuni fanno la propria parte fino in fondo, sia con strumenti urbanistici che di investimento». Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, definisce il “Patto per il turismo” approvato oggi in giunta e presentato al palazzo della Borsa di Genova ai Comuni che hanno già manifestato l’intenzione di aderirvi.
    Gli enti locali che sigleranno l’intesa si impegneranno a mettere in campo una serie di iniziative coordinate: utilizzare la campagna di promozione #lamialiguria lanciata dalla Regione e implementare l’app dedicata fornendo dettagli su eventi e informazioni utili al richiamo turistico; partecipare al progetto Wifi Liguria; gestire anche in forma associata uffici di informazione e accoglienza turistica; impegnarsi in una serrata lotta all’evasione ed elusione fiscale e al fenomeno dell’affitto in nero che porta via risorse al turismo legale e posti di lavoro.
    Inoltre, nel caso in cui il governo sbloccasse la possibilità di istituire nuovi tributi locali, chi aderisce al Patto potrà introdurre la tassa di soggiorno -al momento in Liguria prevista solo nei Comuni di Genova, Savona, La Spezia, Framura, Riomaggiore e Sarzana- ma dovrà destinare il 60% dei proventi a interventi di promozione e servizi da concertare con le associazioni di categoria e il restante 40% per azioni comunque legate al turismo e al miglioramento delle infrastrutture del settore. «E’ un lungo red carpet che parte da Sarzana e arriva a Ventimiglia – spiega Toti – e vuole essere simbolico della necessità-capacità che devono avere gli enti locali di dialogare tra di loro e con i privati per creare una grande, competitiva offerta turistica. La Regione Liguria ha tutto per poterlo fare, troppe chance sono state perse: è l’ora di rimediare e cercare di accelerare il passo».
    La Regione, attraverso il Fondo strategico regionale, mette anche a disposizione oltre 10 milioni di euro per il 2017 in tutto il comparto turistico: di questi, 2 milioni saranno esclusivamente dedicati ai Comuni aderenti al Patto. «Credo sia un modo corretto di utilizzare i soldi di chi ci viene a trovare, quelli del fondo strategico e gli investimenti privati che devono ritrovare slancio. Siamo in una congiuntura favorevole, dobbiamo cogliere questo momento e saperlo capitalizzare per il futuro», chiosa Toti. «L’obiettivo è fornire finanze e quattrini a chi ha voglia di investire sul turismo – conclude l’assessore regionale al Turismo, Gianni Berrino – una parte del fondo strategico regionale per il turismo è destinato agli enti locali attraverso il Patto per il turismo, un’altra parte di circa 8,5 milioni è riservata agli imprenditori privati del turismo che dovranno apportare migliorie alle loro strutture, nel tentativo di far crescere la qualità dell’offerta già comunque elevata». I Comuni che hanno manifestato la propria intenzione di aderire al Patto al momento coprono circa il 91% di tutte le presenze turistiche in Regione.
  • Scuola, Regione Liguria aderisce al programma governativo sull’edilizia. Assessore Scajola: «Tema prioritario»

    Scuola, Regione Liguria aderisce al programma governativo sull’edilizia. Assessore Scajola: «Tema prioritario»

    scuola-piazza-erbe-inaugurazione-27-gennaio-2013 (6)C’è anche la Liguria tra le Regioni che aderiscono alla “task force” sull’edilizia scolastica che scaturisce dal programma di collaborazione istituzionale che consentirà di attuare interventi di messa in sicurezza negli edifici più a rischio. Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Edilizia, Marco Scajola, dopo aver aderito al Protocollo d’intesa proposto dall’agenzia per la Coesione territoriale della presidenza del Consiglio dei ministri sul tema della scuola: «L’attuazione degli interventi di edilizia scolastica sul territorio ligure e nazionale – spiega Scajolaè un tema prioritario per le regioni che stanno facendo fronte comune per chiedere finanziamenti nazionali che consentano di intervenire. Il prossimo passo sarà la verifica dello stato dell’arte delle scuole e una relazione alla presidenza del Consiglio per ottenere le risorse».

    L’assessore ricorda anche che la  «Regione Liguria, in un anno e mezzo, ha già investito oltre 215.000 euro di risorse regionali per interventi di edilizia scolastica urgenti. In questi anni come Regione abbiamo fatto sforzi importanti ma serve che il governo faccia la sua parte, consentendoci di andare avanti con il lavoro di messa in sicurezza».

  • Liguria, il Lago del Brugneto diventa parco sportivo. Una nuova vita per il bacino potabile di Genova e Piacenza

    Liguria, il Lago del Brugneto diventa parco sportivo. Una nuova vita per il bacino potabile di Genova e Piacenza

    Lago del Brugneto LiguriaLa Val Trebbia, “valle più bella del mondo” come l’aveva definita Ernest Hemingway, avrà anche un parco sportivo acquatico naturale all’interno del lago artificiale del Brugneto, in cui oltre alla pesca e ai barbecue nelle sue zone limitrofe, si potrà scendere in acqua con canoe, kayak e vele. È l’ambizioso obiettivo del progetto Aquaworld presentato questa mattina nella sede della Regione Liguria dalla presidente del Parco dell’Antola e del Gal Verdemare, Daniela Segale, e dagli assessori regionali ai Parchi e Sviluppo dell’entroterra, Stefano Mai, e al Turismo, Gianni Berrino. «L’idea nasce dall’esperienza del lago artificiale di Ridracoli, in provincia di Forlì, dove da 12 anni si praticano sport acquatici che attraggono 40.000 visitatori ogni anno – spiega Segale – il nostro Brugneto è un bacino artificiale molto simile in cui è stata avviata un’importante azione di integrazione tra offerta turistica e potabilità delle acque».
    Il lago del Brugneto, gestito da Iren-Mediterranea delle Acque, si trova a circa 800 metri sul livello del mare, nel Parco naturale regionale dell’Antola nell’alta Val Trebbia, tra i Comuni di Propata, Torriglia e Rondanina, all’interno della Città metropolitana di Genova. Con un perimetro di 13,5 chilometri e una capienza massima di 25 milioni di metri cubi di acqua, costituisce la principale riserva idrica del capoluogo ligure e di Piacenza. «L’intenzione – spiega ancora Segale – è quella di dare sviluppo economico al territorio partendo dalla valorizzazione dei beni naturali e ambientali e dalla tutela dell’acqua potabile del lago che è tra le migliori d’Italia. Ma è la punta dell’iceberg: abbiamo intenzione di coinvolgere tutto il territorio della Val Trebbia in una sorta di marketing turistico che porti con sé la creazione di posti di lavoro. Entro un anno vorremmo che almeno una parte del progetto fosse in piedi».
    Costi non eccessivi, quantomeno per l’avvio: si punta a circa 50.000 euro che dovrebbero essere recuperati da fondi del Programma di sviluppo rurale e da altri bandi europei. L’idea nasce anche dal successo delle due ultime edizioni della Giornata nazionale dello sport che ha visto il bacino del Brugneto popolarsi di giovani appassionati di canottaggio e vela. «Nell’entroterra abbiamo potenzialità inespresse meravigliose – afferma l’assessore regionale Stefano Mai – i tre Comuni che danno vita a questo progetto non raggiungono neanche i 2.500 abitanti ma la dimensione del progetto è nettamente superiore. E’ la sintesi perfetta di come creare presupposti per valorizzare ulteriormente il territorio: lavorare in squadra e prendere esempio da altre località virtuose». Per l’assessore al Turismo, Gianni Berrino, «come terra di mare ci aspetteremo che un Aquaworld si facesse in una delle nostre tante spiagge sui nostri 300 chilometri di costa, invece si fa in un lago, nell’entroterra: un connubio particolare che testimonia come la Liguria sia varia e ricca di possibilità di divertimento e di vita all’aria aperta». Il progetto Aquaworld ha come capofila il Parco dell’Antola e vede coinvolti i Comuni di Torriglia, Rondanina e Propata, il Coni regionale, le federazioni sportive di canoa e kayak, canottaggio, pesca sportiva e vela, oltre all’istituto comprensivo Val Trebbia.
  • Sport, siglato patto con il Coni per fondo da 2 milioni di euro. Fondi rotativi e di garanzia per società dilettantistiche

    Sport, siglato patto con il Coni per fondo da 2 milioni di euro. Fondi rotativi e di garanzia per società dilettantistiche

    sportDue milioni di euro a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche attraverso un fondo rotativo e uno di garanzia. E’ il contenuto del Patto per lo sport siglato oggi pomeriggio dalla Regione Liguria, dal Coni e dal Comitato italiano paralimpico. «Troppo spesso il mondo dello sport, soprattutto quello dilettantistico, è stato maltrattato con pochissime attenzioni dalle istituzioni locali in passato – commenta il governatore ligure, Giovanni Toti – questo patto serve proprio per ovviare a ciò, sbloccando piccoli e grandi lavori, dall’acqua calda negli spogliatoi alla riqualificazione di un campo da basket. Un’azione dovuta perché lo sport non è solo un momento di benessere fisico ma anche di aggregazione molto importante».
    Due le misure che saranno attivate. La prima, con una disponibilità di 500.000 euro derivanti dal Fondo strategico regionale, sarà gestita direttamente da Filse, la finanziaria della Regione Liguria, attraverso un fondo rotativo. Il finanziamento, con un importo minimo di 10.000 euro e massimo di 40.000 euro, verrà concesso fino all’80% del valore dell’intervento, senza necessità di garanzie da parte delle associazioni sportive al di là di una preventiva valutazione dei requisiti di ammissibilità e di quanto sarà previsto dal bando. Gli importi dovranno essere restituiti entro 5 anni ma, grazie alla natura rotativa, sarà possibile attivare successivamente nuovi finanziamenti.
    Il secondo intervento, per un importo di 1,5 milioni di euro derivanti dai fondi Por-Fesr, è destinato alle associazioni e società sportive dilettantistiche che svolgono anche attività economica e prevede l’attivazione di garanzie pubbliche pari all’80% dei finanziamenti concessi da banche convenzionate. In questo caso, la soglia massima finanziabile è di 400.000 euro con un piano di restituzione da concordare a seconda della sommaPer la prima volta – commenta l’assessore regionale allo Sport, Ilaria Cavo – rispondiamo alle esigenze delle società sportive per cui questi strumenti sono un’importante boccata di ossigeno: proprio per la natura rotativa, i due fondi sono destinati a soddisfare negli anni le esigenze delle società, consentendo loro di accedere ai mutui per i vari interventi con una garanzia a monte, senza che debbano rispondere in prima persona con fideiussioni o ipoteche sui beni personali».
  • Mare, il record italiano di bandiere blu va alla Liguria. Nove le spiagge genovesi, Camogli new entry

    Mare, il record italiano di bandiere blu va alla Liguria. Nove le spiagge genovesi, Camogli new entry

    San fruttuoso di CamogliRecord italiano di bandiere blu per la Regione Liguira nel 2017. Sono 27 i vessilli ottenuti, 2 in più dello scorso anno. «Questo importante riconoscimento dimostra che la Liguria è sempre più da record – commenta il governatore Giovanni Toti protagonista del turismo italiano e internazionale. I segnali di crescita ci sono tutti: oltre alle bandiere blu e alle bellezze naturalistiche della costa e dell’entroterra, anche l’offerta turistica e i numeri che si sono registrati nel corso dei passati ponti primaverili». Per il presidente della Regione Liguria, «questo riconoscimento testimonia anche l’ottimo lavoro compiuto dalle nostre imprese balneari, segno della necessità di trovare una soluzione alla direttiva Bolkestein».
     La Liguria stacca in classifica Toscana, ferma a 19 bandiere, e Sardegna con 11 vessilli. A fare incetta di bandiere, la provincia di Savona con ben 13 riconoscimenti. «Siamo orgogliosi che la Liguria si confermi anche quest’anno al primo posto nell’assegnazione delle bandiere blu – commenta l’assessore regionale al Turismo, Gianni Berrino – un’attestazione che riconosce la qualità del nostro mare e dei servizi di accoglienza dei nostri operatori turistici, fiore all’occhiello del comparto balneare a livello nazionale». Per l’assessore all’Ambiente, Giacomo Giampedrone, inoltre, «il prestigioso riconoscimento ricevuto dalla Foundation for Environmental Education, è frutto anche di una qualità ambientale e delle acque di cui il turismo può usufruire e ribadisce il nostro ruolo di regione centrale nel promuovere e sostenere l’avanzamento degli interventi nell’ambito della depurazione delle acque».

    Le Spiagge

    Le spiagge liguri sulle quali sventola quest’anno la Bandiera Blu sono in provincia di Imperia: Bordighera (Capo Sant’Ampelio Zona Ovest e Capo Sant’Ampelio Zona Est), Taggia (Arma di Taggia), Santo Stefano al Mare (Baia Azzurra, Il Vascello), e San Lorenzo al Mare (U Nostromu – Prima Punta, Baia delle Vele; in provincia di Savona:  Ceriale (Litorale), Borghetto Santo Spirito (Litorale), Loano (Spiaggia Levante Porto, Spiaggia di Ponente), Pietra Ligure (Ponente), Finale Ligure (Spiaggia di Malpasso-Baia dei Saraceni, Finalmarina, Finalpia, Spiaggia del Porto, Varigotti, Castelletto San Donato), Noli (Capo Noli-Zona Vittoria-Zona Anita-Chiariventi), Spotorno (Lido), Bergeggi (Il Faro, Villaggio del Sole), Savona (Fornaci), Albissola Marina (Lido), Albisola Superiore (Lido), Celle Ligure (Levante e Ponente) e Varazze (Arrestra, Ponente Teiro, Levante Teiro, Piani D’Invrea); in provincia di Genova: Camogli, new entry (Spiaggia Camogli Centro – Levante, San Fruttuoso), Santa Margherita Ligure (Scogliera Pagana, Punta Pedale, Paraggi, Zona Milite Ignoto), Chiavari (Zona Gli Scogli), Lavagna (Lungomare) e Moneglia (Centrale/La Secca/Levante); in Provincia della Spezia: Framura (Fornaci), Bonassola (new entry), Levanto (Ghiararo, Spiaggia Est La Pietra), Lerici (Venere Azzurra, Lido, San Giorgio, Eco del Mare, Fiascherino, Baia Blu, Colombo) e Ameglia (Fiumaretta).
  • Liguria, l’Italia si aggiudica il record del Red Carpet più lungo del mondo. La passerella tra Rapallo, Santa Margherita, Paraggi e Portofino

    Liguria, l’Italia si aggiudica il record del Red Carpet più lungo del mondo. La passerella tra Rapallo, Santa Margherita, Paraggi e Portofino

    red_carpet_liguriaCon 8,332 km l’Italia si è aggiudicata il record del red carpet più lungo del mondo, strappandolo alla Germania.  Lo ha certificato quest’oggi il notaio Federico Solimena che ha preso parte questa mattina alla “Camminata di primavera” organizzata dalla Regione Liguria e dai sindaci di Rapallo, Santa Margherita e Portofino per festeggiare l’arrivo della bella stagione. Una manifestazione a cui hanno preso parte migliaia di cittadini insieme al Presidente della Regione Liguria, Giovani Toti e agli assessori della Giunta regionale che hanno percorso ininterrottamente gli oltre 8 chilometri che separano il castello di Rapallo dalla piazzetta di Portofino, in uno scenario unico al mondo.

    L’occasione è stata l’inaugurazione del marciapiede della Pagana che, dopo oltre 100 anni, è stato inaugurato quest’oggi, collegando così S.Margherita Ligure e Portofino senza soluzioni di continuità. Alla partenza hanno preso parte anche i campioni sportivi Teresa Frassinetti, Argento alle Olimpiadi di pallanuoto, Francesco Bocciardo, Oro alle Paralimpiadi, Edoardo Stochino, campione di nuoto di fondo, Massimo Dufour, portiere della Pro Recco, insieme al mito della pallanuoto ligure Eraldo Pizzo. «Questo evento è un pretesto per fare la passeggiata più bella del mondo e battere i tedeschi in qualcosa. Mi auguro che queste iniziative sotto il marchio La mia Liguria e i patti sul turismo che stiamo siglando possano dare una mano a questa industria. Intorno al turismo c’è una gamba dello sviluppo della regione, spero che questa iniziativa contribuisca a creare posti di lavoro“, ha dichiarata il presidente di Regione Liguria a margine della passeggiata.

    Una manifestazione targata #lamialiguria e organizzata in collaborazione con i Comuni di Rapallo, Santa Margherita Ligure e Portofino che ha visto, tra i suoi momenti clou, l’inaugurazione del nuovo tratto di marciapiede in via Pagana, ma anche altri eventi collaterali.

  • Università, 300 posti letto in ex Clinica Chirurgica. Demanio concede edificio a Regione Liguria, 90 migranti da “ricollocare”

    Università, 300 posti letto in ex Clinica Chirurgica. Demanio concede edificio a Regione Liguria, 90 migranti da “ricollocare”

    universitaL’ex Clinica chirurgica di San Martino si trasformerà in una nuova residenza universitaria con oltre 300 posti letto, in grado di completare il soddisfacimento del fabbisogno degli studenti dell’ateneo genovese, che ogni anno inoltrano circa 1.500 richieste. E’ questo il risultato dell’accordo firmato questa mattina tra l’Agenzia nazionale del Demanio e il Comune di Genova, proprietario dell’edifico, l’Università, precedente destinataria d’uso, e la Regione Liguria, nuova beneficiaria degli spazi attraverso l’agenzia Alfa. L’edificio sarà concesso per 19 anni gratuitamente dallo Stato all’ente di piazza De Ferrari, che potrà partecipare al bando del ministero dell’Istruzione per ottenere il finanziamento di 12 milioni di euro necessario alla riqualificazione.
    Oltre all’ottenimento dei fondi, altro problema riguarda il futuro dei circa 90 migranti che al momento vengono ospitati nella struttura, anche se la prefettura ha già fatto sapere che verranno collocati altrove. Al Comune toccherà, invece, cercare un’altra soluzione per accogliere i senza fissa dimora nelle fredde notti di inverno, che negli ultimi anni trovavano riparo proprio nell’ex clinica. «Questo è un accordo che riguarda quattro enti che stabiliscono di trasformare l’immobile in residenze universitarie – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione, Ilaria Cavo – il problema dei migranti sarà gestito dalla prefettura con opportune intese da prendere con il Demanio. Per quanto ci riguarda, con questa intesa realizzeremo, su due lotti, i 300 posti letto che mancano per coprire il fabbisogno annuale degli studenti, grazie a un’operazione coerente con quella parte di territorio».
    Il protocollo ridefinisce l’assetto giuridico dell’immobile con la rinuncia, da parte dell’Università, all’attuale diritto d’uso, ad eccezione dell’Aula magna, e la concessione alla Regione in comodato d’uso gratuito. L’edificio, di proprietà dell’Agenzia del Demanio e del Comune di Genova era stato consegnato in uso all’Università nel 1947 e dismesso negli ultimi anni, con il trasferimento di tutte le attività universitarie all’interno della cinta ospedaliera.
  • Regione Liguria, nuova sede di rappresentanza a Bruxelles costa 30mila euro all’anno. Toti: «Surreale non essere presenti dove si decidono finanziamenti»

    Regione Liguria, nuova sede di rappresentanza a Bruxelles costa 30mila euro all’anno. Toti: «Surreale non essere presenti dove si decidono finanziamenti»

    Piazza de Ferrari Palazzo della Regione«Una rappresentanza permanente a Bruxelles ci deve essere. Nella scorsa legislatura è stata abborracciata, con qualche superficialità, una sede che funzionava poco e male. Con le stesse risorse, abbiamo dato razionalità a una presenza fissa a Bruxelles che possa servire alla nostra Regione, esattamente come quella di Roma». Lo dice alla agenzia Dire il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in occasione della presentazione degli eventi dedicati all’inaugurazione della nuova sede dell’ente in rue du Trône 62 a Bruxelles. «Dopo anni di quasi totale inattività abbiamo avviato un’azione di efficientamento dei nuovi uffici della Regione Liguria a Bruxelles – spiega Toti – era surreale che non fossimo presenti dove si decide buona parte dei finanziamenti regionali per le nostre imprese – prosegue Toti – l’integrazione economica europea è importante e dell’integrazione della Regione Liguria con il resto del mondo abbiamo fatto una bandiera nel nostro programma, dopo dieci anni di isolamento della precedente amministrazione».
    La nuova sede costerà 30.000 euro all’anno. «Il Pd spendeva oltre 200.000 euro per qualcosa di simile a uno scantinato – attacca l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Edoardo Rixioggi invece abbiamo una sede, non sfarzosa ma operativa, assieme ai nostri partner europei, Regione Piemonte che ci dà gli spazi, Valle d’Aosta, Paca e Rhone Alpes». L’assessore spiega che «è necessario fare massa critica con le altre Regioni perché non vada in porto il progetto dell’Unione europea di centralizzare la gestione dei fondi comunitari: per noi in Liguria c’è in ballo oltre un miliardo di euro». In questo contesto, dunque, la Liguria deve «dare segnali politici» della propria presenza «per costruire un’Europa diversa – prosegue il segretario regionale del Carroccio – che non sia più quella della finanza e dei banchieri ma quella dei posti di lavoro e dello sviluppo industriale. Troppo spesso escono progetti europei non ritagliati sul nostro territorio perché non eravamo presente nei tavoli giusti, non possiamo più permettercelo». Tra le iniziative previste nel giorno dell’inaugurazione, mercoledì 3 maggio, due workshop, articolati in circa 20 interventi da parte di esperti e rappresentanti economici liguri che presenteranno la regione e le sue opportunità economiche all’interno dello scenario europeo. Una giornata che culminerà con il taglio del nastro da parte del presidente Toti e dei rappresentati di tutta l’Euroregione.
  • Turismo, a Pasqua oltre 500mila turisti in Liguria. Oggi Infiorata a Milano e il 29 aprile Red Carpet da guinness

    Turismo, a Pasqua oltre 500mila turisti in Liguria. Oggi Infiorata a Milano e il 29 aprile Red Carpet da guinness

    Portofino, levante di Genova«Dati straordinari quelli registrati per le feste di Pasqua e altrettanto si preannunciano quelli per il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno, una primavera preludio di una grande estate per la Liguria». Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, commenta il dato degli oltre 500.000 turisti arrivati in Liguria durante le festività pasquali, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla presentazione di due nuove iniziative di promozione del territorio.

     

    Numeri incoraggianti, dicono in Regione, quasi estivi, assieme a quelli che ci si attendono per i prossimi ponti per cui si registra già un 85% di prenotazioni negli hotel. «Oltre all’attrattività della regione – sostiene il governatore, come riportato dall’agenzia Dire – credo che abbia pesato anche un anno e mezzo di una campagna di cambiamento di atteggiamento nei confronti dell’industria turistica che questa amministrazione considera una vera e propria industria in grado di produrre ricchezze, occupazione e opportunità». Per incrementare ulteriormente il flusso turistico, in piazza De Ferrari hanno pensato ad altri due eventi dedicati. L’infiorata già realizzata nel piazza simbolo del capoluogo ligure oggi sbarcherà a Milano «per quella politica di spaccatura dell’isolamento che aveva contraddistinto negli ultimi dieci anni la nostra regione – spiega Tot i- e per far capire ai milanesi che a Pasqua hanno deciso di restare a casa quanto invece potrebbe essere bello venire a vedere di persona la Liguria». Da Sanremo arrivano sotto la Madonnina 25.000 fiori per dare il benvenuto alla bella stagione assieme alle specialità enogastronomiche liguri, sotto il marchio di promozione turistica  #lamialiguria.

     

    Sabato 29 aprile si torna in Liguria e più precisamente nel golfo del Tigullio, dove verrà realizzato il red carpet più lungo del mondo, 8,5 chilometri che collegheranno Rapallo a Portofino per inaugurare il marciapiede che, spiega Toti, «collega le località turistiche tra le più rinomate della nostra Regione e che il territorio aspetta da oltre 100 anni, un’opera che era stata fatto a pezzi e che oggi è completamente congiunta grazie ai fondi che abbiamo stanziato quando siamo arrivati». L’installazione-evento, per cui è stata chiesta la certificazione al Guinness World Record sarà realizzata dai fratelli Diego e Massimo Galelli e vedrà l’impegno di dieci persone, per tre giorni consecutivi e 300 ore di lavoro. Il precedente record, stabilito il 3 novembre 2014, era di 5,35 chilometri ed era stato realizzato da Gera Arcaden e Michael Bilinger in Germania

     

  • Case popolari, preferenza a residenti e nuovi poveri. Regione Liguria introduce possibilità sub-affitto e trasloco in provincia

    Case popolari, preferenza a residenti e nuovi poveri. Regione Liguria introduce possibilità sub-affitto e trasloco in provincia

    arizona-molassana-case-popolari«E’ una riforma epocale che dall’assistenza pura torna a fare social housing vero, apre alle nuove povertà e a nuovi criteri per l’assegnazione delle case popolari che riteniamo più equi. È una legge organica e credo sia un benchmark, una pietra miliare di come si debba fare edilizia residenziale in questo Paese». Lo dice il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, come riportato dall’agenzia Dire, presentando alla stampa la riforma regionale dell’assegnazione e della gestione dell’edilizia pubblica. Le principali novità riguardano l’introduzione di premialità nella graduatoria di assegnazione degli alloggi per gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia da almeno 10 anni e ai nuclei famigliari che vivono sul territorio ligure da almeno 5 anni.
    «Si darà precedenza agli italiani e a tutti i cittadini stranieri che da 10 anni sono regolarmente sul nostro territorio e da 5 anni in quello ligure – elenca le modifiche l’assessore all’Edilizia, Marco Scajola – si aprirà alle nuove povertà colpa della crisi come le donne sole con bambini, le coppie giovani sotto i 35 anni con figli, gli over 65 anni, nuclei familiari soggetti a procedure di sfratto, genitori separati o divorziati, nuclei familiari con presenza di soggetti disabili o malati terminali». Canale preferenziale anche per chi lavora nelle forze dell’ordine «perché riteniamo che sia doveroso dare una mano, anche con un gesto simbolico, a chi fa un lavoro delicatissimo per la sicurezza di ognuno di noi», sostiene Scajola. Un 50% degli alloggi sarà comunque riservato a famiglie con bassissimo reddito. «Siamo orgogliosi di aver invertito la tendenza dell’utilizzo degli immobili pubblici da parte di questo ente – prosegue il governatore – questa legge sarà finanziata in modo importante dalla dismissione di patrimonio immobiliare della Regione, che non serve agli scopi istituzionali dell’ente, che è quello di assistere i cittadini in varie forme». Tra gli esempi, la vendita a privati del Tennis Club di Santa Margherita Ligure.
    Le risorse saranno indirizzate a individuare nuovi alloggi e a finanziare opere di manutenzione di quelli al momento sfitti, soprattutto in realtà molto critiche come a Genova che a fronte di almeno 3.000 domande all’anno sono solo circa 150 gli alloggi assegnati. Tra le novità introdotte dalla riforma anche la possibilità di cambiare alloggio popolare assegnato in caso di gravi necessità per ragioni di salute e o lavoro che richiedano il trasloco in un’altra provincia della regione. E ancora: possibilità per i morosi incolpevoli di sublocare parte dell’alloggio se si impegna a firmare un piano di rientro concordato con l’ente gestore.
    Infine, ogni 8 anni verrà verificata la persistenza dei criteri di assegnazione: se l’inquilino assegnatario supererà del 50% il limite Isee previsto, il canone di affitto sarà innalzato per 4 anni, quando verranno nuovamente controllate le condizioni economiche. «Una riforma moderna, strutturata, seria, senza demagogia – conclude Scajola, come riportato dall’agenzia Dire – ma che vuole entrare nel merito dei problemi perché la vecchia legge 10 del 2004 era ormai superata. Con questa formula, noi entriamo nel merito di quelli che sono i problemi attuali». Il nuovo disegno di legge dovrà ora passare al vaglio del Consiglio regionale, toccherà poi alla giunta definirne i criteri di attuazione con una nuova delibera.