Tag: biciclette

  • Basta morti sulle strade: flash mob di Salva i ciclisti

    Basta morti sulle strade: flash mob di Salva i ciclisti

    Bciciletta in cittàSu Era Superba abbiamo parlato più volte delle numerose iniziative che a Genova e in Italia cercano di sensibilizzare sulla mobilità sostenibile, e di conseguenza su una maggiore sicurezza nelle strade per chi sceglie di spostarsi a piedi o in bicicletta.

    Domenica 11 novembre l’ennesima vittima della strada: una ragazza di Lodi è morta mentre andava in bicicletta, investita da un Suv che ha poi trascinato il suo corpo per 200 metri. A seguito di questo evento, il movimento #salvaiciclisti ha organizzato un flash mob nazionale, dove pedoni e ciclisti di ogni città si radunino per chiedere maggiore sicurezza.

    Anche Genova ha aderito all’iniziativa con una biciclettata simbolica che partirà venerdì 16 novembre alle 18 da Via Garibaldi, sostenuta dal gruppo Anemmu in bici a Zena.

  • Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa organizza un pomeriggio per vivere il quartiere in bicicletta e promuovere l’utilizzo di questo mezzo di trasporto, a impatto zero e che porta benefici alla salute e all’ambiente.

    Partenza sabato 3 novembre alle ore 15 in piazza Petrella, in programma una pedalata e rinfresco al termine dell’evento, offerto dagli operatori economici del quartiere.

    L’evento è una delle numerose iniziative che – complice il freddo non ancora completamente alle porte – si sta attuando a Genova per sensibilizzare sull’uso della bicicletta, grazie anche alle iniziative di promozione svolte attraverso la rete, dal blog Anemmu in bici a Zena e al gruppo Facebook Salvaiciclisti Genova.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Idee per la domenica pomeriggio? Anemmu in bici in corso Italia

    Idee per la domenica pomeriggio? Anemmu in bici in corso Italia

    corso italiaIncrociando le dita sull’avvento di Cassandra, ennesimo nome mitologico assegnato all’alternarsi di bello e cattivo tempo, domenica 28 ottobre corso Italia sarà nuovamente chiusa al traffico di auto e mezzi pubblici, per aprirsi a pedoni, biciclette e ogni altro mezzo di trasporto “muscolare e a impatto zero”.

    A un mese da Apriamo corso Italia la nuova iniziativa per rendere più bella ed ecologica una delle più suggestive arterie genovesi. L’iniziativa vede la presenza dei membri di Anemmu in bici a Zena, che saranno presenti con uno stand e coordineranno il percorso urbano in bicicletta dal Lido a San Martino, passando per il quartiere di Albaro (la mappa è consultabile sul sito bikemap.net, che fa parte del circuito Open Street Map).

  • Anemmu in bici a Zena: un blog per promuovere le due ruote in città

    Anemmu in bici a Zena: un blog per promuovere le due ruote in città

    Biciletta a GenovaNel 2009 un genovese amante della bici si è iscritto a Facebook e si è detto: “Diamo un senso a questo social network“. Il suo nome è Gianluca Fontana, è nato e cresciuto a Genova, e fin da adolescente si è allenato & abituato a pedalare in mezzo al traffico, fra strade in saliscendi e in una città che ancora oggi molti considerano “non a misura di ciclista”.

    Tre anni fa ha creato un gruppo su Facebook (oggi diventato pagina, con quasi 900 fan) per raccontare la sua passione verso le due ruote e condividerla con altre persone. Un percorso lungo, perché nel 2009 i ciclisti abituali erano meno di adesso e perché non c’era ancora una forte attenzione su questi argomenti, ma che ha portato nel tempo alla creazione di una “massa critica” che attraverso Facebook discute di biciclette, mobilità, trasporto pubblico e così via. Con il tempo, spinto anche dal contatto con gruppi analoghi di altre città e dal desiderio di creare riflessioni più articolate di quelle possibili sui social network, ha aperto un blog attivo da gennaio 2012 e dal titolo Anemmu in bici a Zena.

    Un progetto senza alcuna collocazione politica o associativa, ma che ha creato nel tempo una fitta rete di persone che si scambiano notizie e opinioni, e che grazie al semplice bottone Condividi di Facebook hanno fatto conoscere la realtà della “Genova su due ruote” anche in altre città italiane e all’estero. «Ho iniziato ad andare in bici a causa di una ragazza: lei non aveva paura a pedalare in mezzo al traffico e io non volevo essere da meno. Avere una persona che ti “sblocca” rende più facile l’approccio alla bici, soprattutto nello sfatare luoghi comuni come il “non si può pedalare nel traffico”. Ogni genovese che va abitualmente in bicicletta dovrebbe fare qualcosa del genere, sensibilizzare amici e conoscenti a fare altrettanto», racconta Gianluca.

    Attraverso il blog scopriamo che uno dei mezzi più utilizzati a Genova è la bici pieghevole, acquistabile nei negozi di articoli sportivi e che «una volta che si è imparato a montare e smontare, si rivela molto pratica perché la si può portare sull’autobus o tenere in luoghi dove non occupa troppo spazio».

    I ciclisti genovesi sono dunque tanti ed eterogenei, e grazie a eventi come la Mobility Week oggi hanno la possibilità di incontrarsi anche fuori dal web. Anche Anemmu in bici a Zena non è solo un blog, ma dallo scorso aprile ha un suo spazio in città: Gianluca è infatti uno dei fondatori del Cicloriparo, che al circolo Belleville offre supporto a chi vuole imparare come si mantiene e si ripara la bicicletta (per saperne di più basta scrivere all’indirizzo mail cicloriparo@yahoo.it). Finora è l’unico spazio in città, totalmente autogestito grazie al tempo e alle risorse dei volontari, ma che in questi mesi ha avuto riscontri positivi e moltissimi contatti: «Sarebbe bello che ne nascessero altri, magari sovvenzionati dal Comune».

    Proprio il rapporto con le istituzioni è la nota dolente dei ciclisti urbani: «sarebbe un ottimo punto di partenza se qualcuno dicesse pubblicamente che andare in bici è utile alla città, perché porta vantaggi come la riduzione dello smog e del traffico».  Per il resto, Genova è ancora una città povera di piste ciclabili e dove il servizio di bike sharing presenta molte note dolenti. Gianluca ne elenca tre: «ci sono pochi mezzi, collocati soprattutto nel centro città, non è aperto ai turisti e la manutenzione è scarsa. I soldi andrebbero investiti diversamente, per esempio creando percorsi alternativi al traffico a scorrimento veloce, con una segnaletica ad hoc, e in parallelo incentivando piccole aziende ad investire nel noleggio di bici ai turisti».

    Progetti per il futuro? Un tema che sta molto a cuore a Gianluca, che oltre a essere un appassionato ciclista è anche marito e padre, è creare percorsi dedicati per famiglie con bambini: a questo scopo si sta lavorando con Fiab per realizzare un progetto comune, ma nel frattempo diverse scuole della città si sono mostrate interessate e stanno cercando di stimolare l’amore per la bicicletta nei loro alunni.

    Marta Traverso
    [foto di Diego Arbore]

  • #30 e lode: petizione dei ciclisti per strade più sicure

    #30 e lode: petizione dei ciclisti per strade più sicure

    Bciciletta in città2.556 ciclisti e 7.625 pedoni: è questo il bilancio delle persone morte per incidenti stradali negli ultimi dieci anni, e che qualche mese fa ha spinto chi sceglie la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani a creare sul web il movimento #salvaiciclisti.

    Un gruppo molto attivo, che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione indirizzata ai presidenti di Camera e Senato e al presidente della Commissione Trasporti alla Camera. L’obiettivo? Ridurre fino a 30 km/h il limite di velocità nei centri urbani (escluse le strade a scorrimento veloce).

    Una scelta necessaria per rendere più sicure le strade che i ciclisti percorrono ogni giorno, in città dove spesso il limite dei 50 km/h è trasgredito dagli automobilisti e dove non sempre ci sono corsie specifiche per chi viaggia su due ruote.

    Una proposta non nuova al movimento, che dopo aver raccolto numerose adesioni sul web, ha portato lo scorso febbraio il senatore del Partito Democratico Francesco Ferrante a presentare un disegno di legge che riguarda proprio la riduzione del limite di velocità a 30 km/h, oltre all’introduzione di semafori dedicati per i ciclisti e all’obbligo di destinare il 2% del budget per la gestione di strade e autostrade alla realizzazione di piste ciclabili.

    La petizione può essere rintracciata e firmata sul sito change.org e ha per titolo “Obiettivo #30eLode: Riduciamo la velocità sulle strade delle nostre città“.

    Un’iniziativa molto importante anche in vista della Settimana Europea della Mobilità, che si terrà dal 16 al 22 settembre prossimi.

    Marta Traverso

  • Pista ciclabile in via Venti Settembre: ecco l’ordinanza comunale

    Pista ciclabile in via Venti Settembre: ecco l’ordinanza comunale

    IL PRECEDENTE

    11 aprile 2009: dal Comune di Genova arriva l’annuncio di un’ordinanza per creare una pista ciclabile in Via Venti Settembre. Non un’annuncio campato in aria, ma viene testualmente usata la parola “pronta”, come a dire che il più è fatto ed è solo questione di far partire il cantiere. Secondo le fonti interne al Comune, al via ufficiale mancano solo la firma del funzionario che darà autorizzazione al provvedimento e il sopralluogo di Aster per segnalare l’area interessata e delimitarla con i cordoni di sicurezza. Il tutto sarà fatto «nel giro di un mese», dicono.

    Sfrattare il traffico automobilistico nel tratto che va dal Ponte Monumentale a Piazza de Ferrari, per far circolare in libertà le biciclette nello snodo centrale della città: i veicoli privati dovranno obbligatoriamente seguire l´itinerario via Dante – piazza Dante – Galleria Colombo – via Macaggi. Lasciando inalterato, ovviamente, lo spazio riservato al transito di autobus e taxi.

    IL PRESENTE

    Aprile 2012: via Venti è ancora dominata dal traffico delle auto. Di quell’ordinanza pronta tre anni fa sono sparite le tracce, e il solo esperimento messo in atto per abbattere gli ingorghi del centro città è stata una rambla che attorno a sé ha saputo muovere solo polemiche. Senza dubbio la pista ciclabile sarà uno dei progetti al centro del concorso di idee che Comune e Università hanno lanciato lo scorso autunno in merito alle sorti della strada, ma del cui esito ancora non si sa nulla.

    Marta Traverso