Categoria: Liguria

  • Salone Nautico, pronta l’edizione del rilancio. Toti: «Deve essere certezza granitica, come il Natale e la Pasqua»

    Salone Nautico, pronta l’edizione del rilancio. Toti: «Deve essere certezza granitica, come il Natale e la Pasqua»

    salone-nautico-2017La 57a edizione del Salone Nautico organizzata da UCINA Confindustria Nautica a Genova, in programma dal 21 al 26 settembre prossimi, è stata presentata oggi nel capoluogo genovese alla presenza di Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica, con la partecipazione di Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, di Stefano Bernini, Vice Sindaco Comune di Genova, di Paolo Emilio Signorini, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale e di Paolo Odone, Presidente di Camera di Commercio di Genova.

    «Il Salone Nautico compie 57 anni ed è felice di dimostrarli – ha dichiarato in apertura Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica – il nostro futuro ha una grande storia e grazie a questa forza, consolidata negli anni, torniamo a crescere in maniera decisa. Abbiamo obiettivi ambiziosi non lo nascondiamo, ma coerenti con le risposte del mercato».

    La 57a edizione della kermesse sarà rivisitata in tutti i suoi aspetti. «La nuova disposizione degli spazi espositivi – ha spiegato Alessandro Campagna, Direttore Commerciale della manifestazione – risponderà alle esigenze di accresciuta estensione espositiva e accoglierà i visitatori coinvolgendoli in un percorso sempre più esperienziale,  perché il Salone Nautico vuole  che ogni  visitatore torni a casa e sia il primo promotore di questo straordinario settore». Il coefficiente di riempimento della Nuova Darsena registrerà  l’aumento più significativo, rispetto all’edizione 2016, sia in termini di nuovi espositori, sia di ampiezza di gamma esposta. L’area dedicata ai motoryacht e ai superyacht avrà un nuovo layout e una Business Lounge dedicata, cui si accederà attraverso un boulevard riservato che dall’ingresso porterà direttamente al centro della Darsena.

    «Le novità per la prossima edizione del  Salone Nautico non finiscono qui.  – ha concluso la Presidente Demaria – Il Salone, infatti, ha ricevuto un dono importante da Renzo Piano, una visione fatta di mare, sole e vento – di cui siamo onorati – che verrà interpretata dallo studio OBR dell’arch. Paolo Brescia, progettista tra l’altro della terrazza della Triennale di Milano e di altre opere di levatura internazionale, con un progetto di paesaggio e arte pubblica che guida il processo di rinnovamento del Salone. Sarà questo a fare gli onori della 57a edizione, accogliendo i visitatori».

    «Stiamo immaginando una nuova piazza sul mare che offra nuovi motivi di frequentazione e d’incontro – ha detto l’architetto Paolo Brescia –  in cui riscoprire il piacere di ritrovarsi in pubblico celebrando il rito dell’urbanità sul mare.  L’intervento prevede un’istallazione multisensoriale che interagisce con i fenomeni naturali del mare (sole, vento, onde), un giardino mediterraneo aromatico e il riutilizzo della precedente struttura del Redwall ripensata come opera d’arte pubblica collettiva, che coinvolgerà il pubblico dell’evento e gli abitanti della città, sancendo il legame indissolubile tra il Salone Nautico e Genova».

    Il sostegno di Regione Liguria

    Schermata 04-2457854 alle 19.32.14«Dobbiamo smetterla con i balletti su dove si fa il Salone: dopo 57 anni che si fa a Genova è ragionevole che si continui a fare qui, deve essere una certezza granitica, come la Pasqua e il Natale. Il Salone deve essere la punta di diamante di un’offerta integrata della nautica: fatta di tanti settori, per creare importanti sinergie intorno a chi compra una barca. E noi dobbiamo essere pronti a essere una vera capitale della Nautica». Lo ha detto il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti oggi nel corso della presentazione del 57° Salone Nautico di Genova.  «Credo – ha continuato Toti – che abbiamo fatto quello che era il minimo che facessero le Istituzioni di una città che da 57 anni ospita il Salone Nautico e che si vuole candidare ad ospitarlo per altri 57 anni. Conterei di lasciarlo ai figli e ai nipoti di questa città il Salone Nautico. Ormai i tempi sono maturi: abbiamo vissuto un periodo di vacatio di potere dell’Autorità Portuale, soggetta a un’importante trasformazione di sistema e  oggi possiamo ragionare per il futuro, cioè creare le condizioni perché chi oggi produce l’eccellenza in Italia, come la Nautica, possa avere le migliori condizioni per conquistarsi fette di mercato sempre più importanti. Se il Salone dell’anno scorso aveva appena svoltato la china, quest’anno abbiamo messo un po’ di abbrivio».

    «Come Regione stiamo lavorando, insieme a Ucina, all’Autorità Portuale e alle altre Istituzioni per dare continuità e certezze a questo Salone – ha concluso Toti – integrando sempre di più le attività della kermesse con quelle produttive del territorio e anche con quelle di promozione turistica, è questa la strada per lo sviluppo e il successo di questa  Regione».

    Primi segnali incoraggianti

    Le iscrizioni sono state aperte lo scorso 21 marzo e, secondo i dati presentati oggi,  l’82% degli espositori ha già confermato la partecipazione, con il 51% che ha dichiarato di voler ampliare lo spazio o la gamma di imbarcazioni esposte. Il Pad. B terreno, nell’arco di 12 ore, è andato overbooked. Saranno presenti nuove partecipazioni da cantieri esteri, tra i quali Galeon, Regal, SeaRay, Wellcraft, Glastron, Four winns, Scarab Boats”.

    Positivi anche i riscontri del mercato interno: secondo i dati elaborati da Assilea Associazione italiana leasing, si registra un aumento dei contratti 2016 del 26% rispetto al 2015, a conferma dell’impatto registrato sul mercato a valle della scorsa edizione del Salone Nautico. Inoltre gli ultimi dati pubblicati da ICOMIA (la Federazione mondiale della nautica da diporto, alla quale UCINA aderisce) sulla tendenza del mercato nautico mondiale, testimoniano il consolidamento della ripresa del mercato Italiano e il ruolo dell’Italia come hub internazionale per la nautica da diporto. Il vento è tornato a soffiare nelle vele della nautica genovese?

     

  • Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    toti-comanducciPer la prima volta, oltre 200 studenti delle scuole superiori genovesi varcheranno le porte della Regione, a partire dal 7 aprile, per partecipare a percorsi di alternanza scuola lavoro. Parallelamente, verranno anche attivati tirocini per gli studenti universitari che matureranno crediti necessari all’interno del proprio percorso curricolare. E’ il risultato del Protocollo d’intesa siglato questa mattina dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Rosaria Pagano, e dal rettore dell’Università di Genova, Paolo Comanducci.
    «E’ un modo per aprire la pubblica amministrazione, renderla ancor più trasparente, verso il mondo dei giovani che troppo spesso non hanno avuto opportunità di conoscere il mondo del lavoro – commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, come riportato dall’agenzia Dire – è un modo per confrontarsi con un mondo che troppo spesso non ascoltiamo fino in fondo. Un buon modo per costruire il futuro della pubblica amministrazione e anche quello di molti giovani, che non trovano sbocchi in questo ramo in assenza di concorsi e di porte aperte agevolmente». Gli istituti scolastici genovesi che hanno aderito al progetto di alternanza scuola-lavoro sono 14.
    Ogni giovane farà una concreta esperienza di 40 ore presso uno dei dipartimenti e delle direzioni regionali, scelti anche sulla base del corso di studi dello studente: l’obiettivo è quello di iniziare dall’Ente Regione per poi estendere il progetto agli altri soggetti del sistema regionale. «E’ un’opportunità anche per la pubblica amministrazione di aprirsi, farsi conoscere, e indirizzare verso questo lavoro talenti e cervelli che troppo spesso vediamo scappare – conclude Toti – il mondo della pubblica amministrazione ha bisogno di essere svecchiato, ha bisogno di nuovi cervelli e talenti, ha bisogno dell’entusiasmo e della freschezza che portano i giovani nelle loro avventure».
    Sul fronte dei tirocini universitari, invece, il protocollo prevede l’attivazione di 20 posti, che dureranno dai 3 ai 12 mesi, per laureandi sia triennali che magistrali. Tra i percorsi di laurea selezionati: Giurista d’Impresa e dell’Amministrazione (triennale), Economia e Commercio (triennale e magistrale), Scienze Politiche (triennale e magistrale), Ingegneria (triennale e magistrale), Scienza delle Comunicazioni (triennale), Editoria e Giornalismo (triennale). «Per gli studenti dell’Università di Genova, la possibilità di fare dei tirocini presso la Regione Liguria amplia ulteriormente il ventaglio delle esperienze a disposizione – sottolinea il rettore – mi auguro che questa, come quelle stipulate con le altre istituzioni, diventi un utile strumento di formazione per i nostri studenti». Per il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, «l’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria dalla legge sulla Buona scuola, si sta inserendo stabilmente nel curriculum dei ragazzi di tutti gli Istituti superiori, con un coinvolgimento che, sul territorio nazionale, ha ormai raggiunto un milione di studenti. Adesso occorre concentrarsi maggiormente sulla qualità dei percorsi di alternanza, facendo sì che scuola e impresa o struttura ospitante non siano più da considerarsi entità separate, ma integrate tra loro»
  • Liguria, parte la Gestione Integrata delle Reti Ecologiche. Tutela e potenziamento delle eccellenze eco-sistemiche

    Liguria, parte la Gestione Integrata delle Reti Ecologiche. Tutela e potenziamento delle eccellenze eco-sistemiche

    NerviMigliorare la gestione delle aree marino-costiere protette per uno sviluppo sostenibile che coinvolga gli operatori economici e tuteli la biodiversità all’interno dei Parchi. E’ l’obiettivo a cui punta il progetto Girepam del Programma Interreg Marittimo Italia-Francia 2014-2020. Solo per la Liguria il progetto ha previsto 1,7 milioni di euro sui 5,68 milioni di budget complessivo. Un investimento che arriva da una politica europea di sviluppo “green & blue” che vuole portare cambiamenti nel Mar Mediterraneo, contribuire a bloccare la diminuzione della flora e la fauna marina e frenare il degrado dei servizi ecosistemici.

    Il progetto

    Il progetto Girepam, Gestione Integrata delle Reti Ecologiche attraverso i Parchi e le Aree Marine, è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020. Inaugurato il 29 e 30 marzo sull’isola francese di Porquerolles, il progetto ha come capofila la Regione Sardegna, seguita poi da Corsica, Toscana, Liguria, Provence-Alpes-Côte_d’Azur. Il via ufficiale del progetto è stato sancito con la riunione per il primo Comitato di Pilotaggio dei partner italiani e francesi il 30 marzo scorso.

    Il Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 è un progetto transfrontaliero cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) nell’ambito della Cooperazione Territoriale Europea (CTE). Gli obiettivi sono quelli della strategia UE 2020 nell’area del Mediterraneo centro-settentrionale, promuovendo una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il Programma affronta le problematiche delle zone marine, costiere e insulari, e quelle interne

    Nella fase di programmazione precedente (2007-2013), il Programma ha finanziato 87 progetti negli ambiti relativi all’accessibilità, alla competitività e innovazione, alla valorizzazione e protezione delle risorse naturali e culturali, al monitoraggio ambientale e marino.
    Per l’attuale fase di programmazione, il Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 ha una dotazione finanziaria totale di oltre 199 Milioni di euro di cui 169 milioni finanziati dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

    Pianificazione integrata

    Le principali azioni previste dal progetto sono la realizzazione di Piani di Azione per habitat, specie d’interesse e modelli di pianificazione integrata e regolamentazione di aree protette e siti N2000 (Piani di gestione integrati); la mappatura e valutazione dei servizi ecosistemici; l’attuazione dei sistemi di contabilità ambientale, individuazione “green & blue jobs” e l’efficientamento della fruizione sostenibile.

    «Il progetto – spiega l’assessore regionale ai Parchi Stefano Maiha come obiettivo la valorizzazione delle nostre aree protette, mettendo in filiera tutti i soggetti coinvolti, creando opportunità di promozione di turistica, ambientalmente sostenibile, e di sviluppo economico». Per arrivare ai risultati bisogna innanzitutto diffondere le buone pratiche sulle attività sostenibili, migliorare l’efficacia delle azioni pubbliche e conservare, proteggere, favorire e sviluppare il patrimonio naturale e culturale dello spazio di cooperazione. Ma non solo, la strategia sarà condivisa e integrata, le Regioni lavoreranno in sinergia con i parchi e le Aree Marine Protette, per sviluppare soluzioni comuni ai problemi più pressanti. I frutti di questa collaborazione saranno anche il miglioramento dell’efficacia nella gestione delle aree protette dello spazio marino costiero, e la creazione di condizioni favorevoli alla tutela e valorizzazione degli ambiti naturali. Per la Liguria, partner del progetto Girepam, collaboreranno oltre alla Regione il Consorzio di Gestione Area Marina Protetta Portofino, Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, Area Marina Protetta delle Cinque Terre, Ente Parco Naturale Regionale di MontemarcelloMagraVara Parco.

    «Le risorse – conclude l’assessore Mai – che la Regione Liguria, attraverso l’assessorato del collega Rixi, è riuscita a intercettare dai fondi europei, su questo asse di finanziamento, sono strategiche perché ci daranno la possibilità di intraprendere azioni di sviluppo sostenibile all’interno dei Parchi e delle aree marine protette, che negli ultimi anni si sono visti progressivamente tagliare ingenti stanziamenti statali».

    E.C.

  • Slow Fish e la “rete siamo noi”. Presentata la nuova edizione della kermesse dedicata alla cultura del mare

    Slow Fish e la “rete siamo noi”. Presentata la nuova edizione della kermesse dedicata alla cultura del mare

    slow-fish-pescatori-mare-pescaPuntuale come ogni biennio, dal 18 al 21 maggio, torna al Porto Antico di Genova “Slow Fish”, evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare che coniuga la convivialità alla conoscenza scientifica, organizzato da Slow Food Italia e Regione Liguria, in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole. «Non era scontato essere qui anche quest’anno, soprattutto per le difficoltà di bilancio a causa dei tagli del governo – sottolinea il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – questa manifestazione ha un valore anche sovranazionale rispetto ai contenuti che si trattano. Non sarà solo un’occasione conviviale».

    Il tema di questa ottava edizione dell’evento, nato nel 2004, sarà “La rete siamo noi”. Anche quest’anno arriveranno nella città della Lanterna 100 delegati di Terra Madre, a cui i genovesi potranno offrire la propria ospitalità aprendo le porte delle loro case, dando vita a un vero e proprio gemellaggio. «E’ nostro intendimento mantenere l’appuntamento di Genova come primario del nostro mondo– annuncia il presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, come riportato dalla agenzia Dire non vogliamo ridurlo a un appuntamento localista perché sosteniamo l’economia locale in un contesto globale. Slow Fish a Genova deve mantenere il distintivo mondiale e i 100 delegati di Terra Madre sono i nodi di questa rete». La figura simbolo di Slow Food ricorda che «l’unicità di questa iniziativa è data dal lavoro per l’educazione alimentare. Scelte alimentari consapevoli possono aiutare i nostri mari e le piccole comunità di pesca che hanno bisogno della complicità dei cittadini per andare avanti». E per questo motivo lancia un appello alle istituzioni: «Il patrimonio di Slow Fish è l’educazione – sottolinea Petrini- facciamo uno sforzo ciclopico perché vengano a Genova tutte le scuole della Liguria. Dobbiamo fare un’alleanza con le nuove generazioni, altrimenti non c’è storia per i nostri mari e le nostre comunità di pescatori».

    Tra degustazioni e conferenze, anche lo stand della Regione Liguria, 200 metri quadrati caratterizzati dall’ormai consueto marchio #lamialiguria. Lo stand sarà vetrina per tutto l’artigianato ligure. Durante i giorni della manifestazione, saranno organizzati anche percorsi artigianali guidati tra le botteghe storiche del centro di Genova che aderiscono al marchio “Artigiani in Liguria”. Il governatore Toti non perde l’occasione per un’anticipo di campagna elettorale: «Genova in questi mesi e nel prossimo anno tornerà a essere quello che penso meriti anche grazie a manifestazioni come questa – afferma il presidente regionale – a maggio ci sarà anche un forum economico di Ambrosetti, per la prima volta a Genova, la visita del Santo Padre, gli eventi estivi, nell’autunno le Paralimpiadi e all’inizio dell’anno prossimo le finali di Champions League di pallanuoto. Con lo sforzo di tutti, Genova torna ad acquistare centralità qualitativa e quantitativa”. Immediata la risposta di Elena Fiorini, assessore a Legalità e diritti del Comune di Genova: «Slow Fish è simbolo di buona cultura, una manifestazione che punta sull’accoglienza e la globalizzazione in positivo, che si coniuga con una città legata alle sue radici, al tema del mare, ma che guarda al futuro»

  • Infiorata a De Ferrari posticipata a Domenica 26 causa maltempo

    Infiorata a De Ferrari posticipata a Domenica 26 causa maltempo

    invito Infiorata (1) (1)Viste le perduranti condizioni meteo, l‘Infiorata prevista per sabato 25 è stata posticipata a domenica 26, giornata in cui il clima dovrebbe essere maggiormente clemente.

    Di seguito il programma aggiornato:

    – Ore 8: Inizio realizzazione della Infiorata con la posa dei primi petali – a cura dell’associazione “Circolo Giovane Ranzi”

    – Dalle ore 11: Laboratori per piccoli infioratori in erba

    – dalle ore 19: posa dell’ultimo petalo, alla presenza del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti

    – dalle ore 19: Degustazione focaccia con il formaggio – in collaborazione con il Consorzio Focaccia di Recco col Fromaggio

    – dalle ore 20,30: proiezione video mapping sul palazzo di Regione Liguria

    Previsti omaggi floreali per tutte le signore.

    Per maggiori informazioni www.lamialiguria.it

     

     

  • Sviluppo economico, Regione Liguria pronta per il “click day” del 4 aprile. Rixi «Tempestivi per un territorio vitale»

    Sviluppo economico, Regione Liguria pronta per il “click day” del 4 aprile. Rixi «Tempestivi per un territorio vitale»

    porto-industria-d1Chi prima “clicca”, meglio alloggia. Per accaparrarsi la prima tranche degli 80 milioni messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico, le imprese italiane e straniere che vogliano investire nelle aree di crisi industriale non complessa dovranno passare attraverso un “click day”, presentando le domande per i finanziamenti a partire dalle 12 del prossimo 4 aprile sul sito di Invitalia. «Con il click day sarà fondamentale la tempestività del caricamento delle domande da parte delle imprese – spiega l’assessore ligure allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi – non si tratta di un bando regionale ma ministeriale: tutto il territorio nazionale è in aperta competizione. Chi arriva quattro minuti dopo, probabilmente non prende i soldi».
    L’appello dell’assessore alle aziende che hanno intenzione di investire nelle aree di crisi non complessa individuate dalla Regione Liguria è dunque a farsi trovare pronte. «Se nella nostra regione riusciamo a prendere due-tre progetti, sono contento – dice ancora Rixi – vorrei che però i progetti venissero presentati lo stesso perché il ministero non ha ancora deciso come ripartire la seconda tranche di investimenti. Dobbiamo dare la sensazione che il nostro territorio sia vitale». In una seconda fase, che si aprirà a ridosso dell’estate, infatti, saranno disponibili altri 75 milioni di euro per accordi di programma sulle stesse aree. I programmi di investimento ammissibili riguardano nuove unità produttive e ampliamenti finalizzati alla produzione di beni e servizi, tutela ambientale, innovazione e organizzazione.
    L’importo minimo del progetto deve essere di 1,5 milioni di euro e prevedere un incremento occupazionale da realizzarsi entro 12 mesi dal termine degli investimenti. Ammissibili le attività che operano in campo manifatturiero, di produzione di energia, di servizi alle imprese, di estrazione di minerali e di ricettività turistica. «Chiaramente 80 milioni di euro per tutto il territorio nazionale sono molto pochi perché vuol dire avere massimo una cinquantina di progetti finanziati, forse anche meno. E’ assolutamente prioritario che la Liguria sfrutti tempestivamente questa opportunità anche se il click day deciso dal governo non è certo un sistema meritocratico». La aree di crisi industriale non complessa in Liguria riguardano tre province su quattro, dal momento che il savonese e la val Bormida rientrano invece nelle aree di crisi complessa. La popolazione equivalente complessiva delle zone potenzialmente interessate è di poco inferiore alle 400.000 persone e al 25% di tutta la regione.
  • Università, pubblicato il bando per la “Borsa di Studio Francesca Bonello”, istituita da Regione Liguria e ateneo genovese

    Università, pubblicato il bando per la “Borsa di Studio Francesca Bonello”, istituita da Regione Liguria e ateneo genovese

    Palazzo dell'UniversitàAnnunciato lo scorso 7 aprile, viene pubblicato oggi, nell’anniversario della tragica scomparsa, il bando di concorso per l’attribuzione della “Borsa di studio Francesca Bonello”, in memoria della giovane studentessa genovese, iscritta a Medicina, che ha perso la vita il 20 marzo 2016 in Catalogna a causa di incidente del bus sul quale viaggiava assieea ad altri 57 studenti del programma Erasmus, in cui morirono altre 13 studentesse di cui 7 italiane. La borsa di studio è istituita dalla Regione Liguria, in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova.

    «Considerato l’impegno di Francesca come volontaria in Romania e in Africa e la sua scelta di studi universitari sempre orientati al sostegno dei più deboli – spiega l’assessore alla Formazione e alle politiche giovanili, Ilaria Cavo la borsa di studio sarà assegnata allo studente della scuola di Scienze mediche e farmaceutiche che presenterà una tesi di laurea sulle problematiche di malattia legate ai paesi del terzo mondo e ai flussi migratori, con possibili esperienze sul campo». Il bando sarà a breve disponibile sul sito di Alfa, l’agenzia regionale per il lavoro, la formazione e l’accreditamento, ed è aperto a tutti gli studenti in corso che abbiano intenzione di discutere la propria tesi nelle sessioni dell’anno accademico 2017/2018 o 2018/2019 e che entro il 31 maggio di quest’anno, data ultima per la presentazione delle domande, abbiano ottenuto almeno l’80% dei crediti formativi previsti dal proprio piano studi e una media complessiva non inferiore a 26.

    «È il nostro modo di ricordare Francesca, a dire ai ragazzi di continuare ad andare in Erasmus nonostante questo tragico evento – ha spiegato il rettore dell’Ateneo genovese Paolo ComanducciAbbiamo condiviso con la famiglia, quando le due misure sono state illustrate, il messaggio che noi vogliamo dare. Continuare a promuovere tra i ragazzi questa che è un’esperienza fondamentale per la loro formazione come persone e per il loro futuro lavorativo». «Ho pensato che fosse necessario un segno – dice ancora l’assessore Cavo – perché il suo ricordo rimanesse vivo anche per chi non l’ha conosciuta, perché anche altri studenti ereditassero la sua dedizione nello studio e verso il prossimo, la sua capacità di cogliere al meglio ogni occasione della vita senza sprecarla». Previsto anche un premio di laurea istituito sempre dall’ateneo genovese in collaborazione con Iren, società in cui lavora il papà di Francesca Bonello.

  • Turismo, arriva la primavera tra fiori e ponti. Destagionalizzazione e filiera eccellenze portano i primi risultati.

    Turismo, arriva la primavera tra fiori e ponti. Destagionalizzazione e filiera eccellenze portano i primi risultati.

    IMG-20170320-WA0012Aggiornamento: Infiorata posticipata a Domenica 26

    Fiori, ponti ed enogastronomia. Sono questi i tre ingredienti principali della nuova campagna di promozione turistica #lamialiguria primavera, presentata questa mattina a Genova dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dagli assessori a Turismo e Cultura, Gianni Berrino e Ilaria Cavo, e dal general manager dell’agenzia “In Liguria”, Carlo Fidanza. Un occasione per fare il punto “sui numeri” del turismo regionale, che, ancora una volta sono in aumento. Inizio in grande stile con una “infiorata” in piazza De Ferrari in programma sabato prossimo per dare il benvenuto alla nuova stagione turistica, con un mandala di fiori liguri, la degustazione di focaccia e vino, un video-mapping sul palazzo regionale, laboratori per bambini e omaggi floreali alle signore.

    «La primavera è una delle stagioni più belle per visitarci – commenta il governatore, ricordando i due principali fili conduttori della promozione turistica regionale – la destagionalizzazione, che comincia a funzionare con numeri ci rincuorano e ci spingono a perseverare in questo senso, e la messa in filiera delle nostre eccellenze, come l’artigianato di grande qualità che comporrà questi mandala fioriti e l’enogastronomia».
    Promozione che con il marchio #lamialiguria è anche fortemente orientata ai social network. «La nuova campagna – spiega Toti – durerà tutta la primavera con il leit motiv di coinvolgere turisti e cittadini che possono mandare le proprie immagini sul nostro social wall, questa volta ispirate ai fiori e ai ponti della Liguria, un gioco di parole per richiamare il 25 aprile, le festività pasquali, il 1° maggio e il 2 giugno che sono un assaggio di vacanza in vista e della stagione estiva».

    La tradizione dei mosaici floreali

    IMG-20170320-WA0013La composizione floreale, che verrà realizzata nel piazza simbolo di Genova sabato prossimo ad opera dei maestri dell’associazione “Circolo Giovane Ranzi”, si estenderà per 33 metri quadrati, 6,4 metri di diametro, e vedrà utilizzati circa 8.500 garofani di Sanremo, 250 a metro quadrato, con 20 persone al lavoro senza soluzione di continuità dalle 7 alle 19. «Un evento particolare per piazza De Ferrari – conclude l’assessore Berrino – che richiama la tradizione ligure delle infiorate a esaltare i colori e la ricchezza floreale della nostra regione. Un appuntamento che richiamerà l’allegria della primavera e del turismo ligure».

    La tradizione dei mosaici floreali è di origine religiosa e risale al 1600 a Roma, ma è ancora oggi diffusa in molte località italiane e anche in qualche Paese straniero, come le Canarie o il Giappone. A Ranzi frazione di Pietra Ligure (SV) ogni anno si ripete una tradizione che si perde nei ricordi del tempo, “La stella di Ranzi”, una denominazione con cui viene ricordata la realizzazione dell’infiorata. In tanti paesi e non solo d’Italia in occasione del “Corpus Domini” si realizzano lungo le strade o le piazze tappeti di fiori: a Ranzi in una suggestiva piazzetta, di fronte alla cappella della S. Concezione viene realizzato un disegno a forma circolare di circa sette metri di diametro, che ogni anno viene variato e sulla base di questo tracciato nasce “la Stella”, costruita a mano dal centro verso l’esterno.

    I fiori che vengono adoperati sono fiori di campo e sono raccolti ad uno ad uno dalla popolazione, il lavoro è lungo e faticoso, ma la soddisfazione è tanta. La varietà dei fiori in questa stagione è ampia, ma la raccolta si orienta sempre su cinque o sei colori che sono il giallo, il bianco, il viola, il rosa, il verde ed infine l’azzurro delle ortensie. I fiori abbinati ai colori sono rispettivamente, le ginestre, le margherite, le “belle figie”, la “cannella” e l’”erica”, in fioritura in questi giorni, che viene tagliata con le forbici in modo da sminuzzarla il più possibile.

    I dati sul turismo in regione

    Come dicevamo i numeri del turismo regionale segnano ancora una volta numeri in crescita: le presenze sono aumentate dello 0,86% e gli arrivi del 7,24% in Liguria dall’inizio dell’anno. Arrivi complessivi per 316.147 persone, di cui 232.500 italiani che hanno fatto segnare un aumento dell’8,24% rispetto allo scorso anno. Le presenze, invece, superano il milione e 21.000 unità: aumento del 2,73% per gli stranieri (200.387) e dello 0,41% degli italiani sempre rispetto allo stesso periodo del 2016. Prosegue, dunque, il percorso della destagionalizzazione del turismo su cui punta con decisione la Regione Liguria. In quest’ottica, ad esempio, prosegue la costruzione del progetto approvato dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per la realizzazione della “Milano-Sanremo del gusto”, insieme con Piemonte e Lombardia, che partirà come progettazione in primavera e si concluderà con la presentazione ufficiale alle porte dell’autunno.

    «In questa stagione caratterizzata da ponti che cascano bene e possono essere vissuti pienamente con periodi di vacanza – dice il general manager dell’agenzia per il turismo della Regione Liguria, Carlo Fidanza – vogliamo valorizzare i nostri parchi e i nostri borghi, con una forte azione di sostegno ai nostri operatori del settore con iniziative promozionali e commerciali che come agenzia In Liguria stiamo svolgendo su tutti i principali mercati europei». In particolare si punta su Francia e Germania e, più in generale, sui mercati del nord Europa. Particolare attenzione anche a Russia e Nord America. Infine, uno sguardo anche al mercato cinese. «Siamo presenti in maniera importante su tutti i principali social network cinesi – spiega Fidanza – ma è importante fare formazione sugli operatori del territorio anche perché è un turismo difficile da trattare».

     

  • Regione, proposta di divieto di burqa per ospedali e uffici pubblici. La risposta dell’imam: «Motivi da campagna elettorale».

    Regione, proposta di divieto di burqa per ospedali e uffici pubblici. La risposta dell’imam: «Motivi da campagna elettorale».

    ospedale-galliera-pronto-soccorsoFa discutere la proposta dell’assessore alla Sanità di Regione Liguria, Sonia Viale, di vietare l’accesso alle strutture sanitarie della regione per chi indossa il burqa. Sdegnata la reazione dell’imam di Genova, Husein Salah, che ha stigmatizzato l’ipotesi normativa: «Motivo da campagna elettorale». In serata il rilancio del governatore Giovanni Toti: «Applicheremo la norma in tutti gli uffici pubblici regionali»

    «Il burqa è il peggior simbolo della sottomissione della donna all’uomo e la vigilia dell’8 marzo ci sembrava un buon giorno per dire che chi vive in Italia almeno le minime regole di uguaglianza tra uomo e donna le deve saper cogliere e rispettare. Questo regolamento verrà applicato non solo nelle strutture sanitarie ma in tutti gli uffici pubblici regionali della Liguria». Lo afferma il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, cofirmatario assieme alla vicepresidente e assessore alla Sanità, Sonia Viale, della delibera che sarà sottoposta all’approvazione nella prossima riunione di giunta. Una decisione che è destinata a far aumentare le polemiche dopo il coro di no sollevatosi questo pomeriggio in relazione all’annuncio della vicepresidente di vietare l’ingresso alle donne con il velo integrale nelle strutture sanitarie liguri. Per Toti si tratta di «una norma che risponde anche a un elementare principio di sicurezza in un momento in cui il terrorismo minaccia il nostro paese e il mondo». E prova a smarcarsi dalle polemiche. “È ovvio – prosegue il governatore, come riportato dall’agenzia Dire – che le cure verranno sempre garantite, come previsto dalla nostra Costituzione: il diritto alla salute è prioritario e assoluto. Chi afferma che con questa norma si neghino le prestazioni sanitarie dice una grande idiozia e si abbassa alla più vile strumentalizzazione offendendo tutta la categoria degli operatori sanitari”. Per il presidente della Regione Liguria, «si tratta, invece, di stabilire un principio per cui chi vive in una moderna democrazia come l’Italia, dove i diritti degli uomini e delle donne sono uguali per Legge, non può nascondere il proprio viso, rendendosi così non identificabile o riconoscibile, ma si deve adeguare alle nostre regole». La stessa Legge che, sotto forma di normativa comunitaria, prima con l’European Code of Police Ethics, sottoscritto dal comitato dei ministri del Consiglio d’Europa nel 2001, ripreso poi da una risoluzione del Parlamento Europeo prima nel 2012 e poi nel 2014 imporrebbe elementi identificativi anche per gli appartenenti alla forze dell’ordine; prescrizione comunitaria ignorata dal legislatore italiano da almeno sedici anni.

    La proposta

    La proposta avanzata dalla vicepresidente Viale, quota Lega Nord, che sarà presentata alla prossima seduta di giunta, è stata anticipata questa mattina in Consiglio regionale in risposta ad un’interrogazione del capogruppo della Lega Nord, Alessandro Piana. «La nostra preoccupazione – spiega Viale – è bloccare ogni tentativo di discriminazione delle donne. Uno dei simboli della discriminazione femminile è il burqa, un abito che copre la testa, il viso, impedisce la vista perché ha una grata che separa la donna dal mondo. E’ il simbolo dei paesi in cui la democrazia non c’è più e impera il fanatismo, in particolare religioso». Questa iniziativa potrebbe, in una seconda fase, essere allargata anche ad altri luoghi con accesso pubblico e non è probabilmente un caso che il tema torni d’attualità alla vigilia dell’8 marzo, festa della donna. L’anno scorso, infatti, la consigliera regionale della Lega Nord, Stefania Pucciarelli, si era presentata in aula vestendo il tradizionale velo islamico e costringendo il presidente dell’Assemblea, Francesco Bruzzone, a rinviare l’inizio della seduta perché l’abito non era considerato consono ai lavori del Consiglio

    La reazione

    «E’ un dispiacere leggere queste notizie perché è da trent’anni che mi impegno a Genova per portare la comunità islamica a sentirsi parte integrante della città, per una reale inclusione sociale e questi sono atti che riescono a demolire molto del lavoro fatto”. Così riponde l’imam di Genova, Husein Salah, commentando per l’agenzia Dire la proposta: «Quello della sicurezza è un falso problema, una fantasia – ribatte il portavoce della comunità islamica del capoluogo ligure – anche perché a Genova ci saranno forse 5 donne che girano con il velo integrale. Non c’è quel senso di insicurezza per cui deve intervenire la Regione: sono pochissime e tutte mamme di famiglia, l’effetto di questa normativa non esiste però l’effetto psicologico non è bello. E’ un motivo da campagna elettorale”. C’è poi una questione di diritti costituzionali alla cura da garantire. «Se una donna si sente male e chiama i soccorsi – chiede l’imam – se indossa il velo non la caricano in ambulanza o non la fanno entrare al pronto soccorso? Come si dovrebbero comportare i militi della croce rossa o i volontari della pubblica assistenza? Chiamare la polizia per obbligare la donna a togliersi il velo?».

    Viene citato perfino papa Francesco. «Invece che costruire i ponti, si stanno erigendo muri. Invece di incentivare la parte che vuole integrarsi e sentirsi cittadina, si rischia di costruire sempre più difficoltà. E’ il secondo provvedimento di questa giunta regionale che investe in maniera negativa il mondo islamico – ricorda Husein Salah – dopo quella che regolamenta i luoghi di culto. Ci sentiamo cittadini di seconda categoria, presi di mira». Rispedite al mittente anche le accuse di discriminazione per chi indossa il velo: «L’atto discriminatorio – dice l’imam – è obbligare la donna a togliere il velo, non il contrario».