Mese: Marzo 2013

  • Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    teatro palcoscenicoSabato 2 marzo 2013 (ore 21) al Teatro dell’Ortica il Gruppo Limpido – Banda Kurenai porta in scena l’anteprima di My name, spettacolo scritto e diretto da Raffaella Russo e interpretato da Carlo Strazza.

    Nata nel 2008 come costola dell’associazione Gruppo Limpido, Banda Kurenai è una compagnia indipendente che costruisce i propri spettacoli intorno a uno spazio neutro, dando priorità al corpo e alla voce dell’attore prima che alle scenografie eclatanti e agli effetti speciali.

    Il nome è ispirato al romanzo La banda di Akasusa del giapponese Premio Nobel Yasunari Kawabata, che narra le vicende di una banda (appunto la banda Kurenai) dedita al teatro e ai piccoli crimini: in particolare, Yumico e i suoi compari sono soliti lasciare bigliettini in giro per la città con l’annuncio delle rappresentazioni.

    La compagnia forma “attori non convenzionali” ed è formata da Raffaella Russo (regista e formatrice teatrale), Carlo Strazza (attore), Anna Russo (organizzazione) e Davide Aloi (parte tecnica).

    Banda Kurenai aderisce a TILT teatro indipendente ligure, di cui condivide lo spirito emerso dall’assemblea pubblica dIstruzioni per l’uso. Così spiega Raffaella Russo, nel commentare la situazione del teatro genovese: «TILT è nato dalla consapevolezza di come sia più utile e fruttuoso collaborare. Io credo che TILT possa fare molto proprio in virtù di questa bella parola: collaborazione. Non è per niente facile, anzi. A tratti è scoraggiante, le difficoltà sono in agguato ovunque: non trovare uno spazio adeguato alla Vetrina Tilt 2013 è una cosa che, francamente, non dovrebbe accadere. Una proposta come quella di TILT andrebbe ascoltata con maggiore attenzione non solo dalle istituzioni, ma anche e soprattutto dai grandi teatri genovesi».

    Tema dello spettacolo My name, che dopo l’anteprima all’Ortica sarà ospitato sabato 9 marzo al festival NIN di Sarzana.

    L’attore come un’ombra si muove dentro uno spazio aldilà del tempo… come un’ombra danza, illumina, corre e scontra corpi, scontra vite, scontra le sue stesse ombre e tutto ciò che lui non è, non è stato, non sarà. Perché così ha deciso.

    Una voce accompagna il pubblico e lo invita a osservare l’attore sul palco come un animale da documentario, come un esperimento… un nome che non sarà mai pronunciato, una vita che non sarà spiegata, un personaggio senza una storia.

    Info e prenotazioni: 010 8380120.

  • Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    barattoNello spiegare le attività di Le Club, Alessandra Cecchini racconta che «è iniziato tutto quasi per “gioco” ed eccoci qui a gestire telefonate, prenotazioni, mail… Sono davvero felice che Genova risponda».

    Nata nel 2010 a Sampierdarena (la sede è in vico del Bozzolo, vicino al capolinea del bus 18), l’associazione fa parte del circuito nazionale Turispot e si occupa di organizzare serate musicali e attività culturali, con un particolare occhio di riguardo a baratto e riciclo creativo.

    A questo scopo, l’associazione organizza per sabato 2 marzo un mercatino dell’usato presso la propria sede: un’occasione per conoscere le attività di Le Club, sottoscrivere la tessera 2013 e partecipare a incontri e laboratori. La tessera annuale costa 15 €, di cui 10 per l’iscrizione vera e propria e 5 saranno devoluti a un’altra associazione (scelta di volta in volta dagli organizzatori) per sostenerne l’attività.

    I partecipanti al mercatino possono portare vestiti, scarpe, accessori femminili, maschili e per bambini, oggettistica e mobili, insomma ogni genere di prodotto che desiderano barattare. Sono inoltre in programma laboratori di riciclo creativo a cura di Atelier Riciclabò Design.

    Il mercatino si ripeterà ogni primo sabato del mese.

    Inoltre ogni socio può proporre idee o iniziative, in particolare sul tema del riciclo e della green economy, che saranno valutate e realizzate dall’associazione.

    Un modo per liberarsi di ciò che non si usa più e al tempo stesso contribuire alle attività del quartiere. Per informazioni 348 9035504 o leclub.genova@libero.it.

  • Peripheria, Genova: i progetti per Santa Tecla e villa Pallavicini

    Peripheria, Genova: i progetti per Santa Tecla e villa Pallavicini

    villa-pallavicini-pegli-d6Il Comune di Genova, nell’ambito del programma Smart City, aderisce all’iniziativa europea Periphèria che ha come scopo quello di promuovere una migliore vivibilità e accessibilità degli spazi pubblici all’aperto, mediante l’impiego di nuove tecnologie informatiche. Ogni città-partner deve innanzitutto scegliere uno tra i cinque ambienti urbani previsti dal programma Periphèria (quartieri, strade, piazze, municipio, parchi e musei), successivamente individuare un’area di intervento, che prende il nome di “arena”, e sviluppare una proposta utilizzando le potenzialità della tecnologia e di internet per la connessione di persone, servizi, oggetti.
    Oltre all’Italia, uniche adesioni Genova e Milano, partecipano altri 4 paesi europei: Portogallo, Grecia, Germania e Svezia.

    Genova ha deciso di puntare su parchi e musei e ha individuato come aree d’azione villa Pallavicini a Pegli e il Forte di Santa Tecla sulle alture di San Martino. Il progetto genovese (in collaborazione con il Comune di Atene e di Palamela, Alfamicro, Politecnico di Milano, Università di Malmo) prende il nome di “Museo e Parco Smart”.

    IL PROGETTO, MAGGIO 2012

    L’adesione ufficiale del Comune di Genova a Peripheria è arrivata nel maggio dell’anno scorso. Cerchiamo di ripercorrere quanto è accaduto sino ad oggi.
    Per conoscere l’opinione dei cittadini sui luoghi da riqualificare, si è in un primo momento sollecitata la compilazione di un questionario online, che ha permesso di raccogliere alcuni contributi anonimi. Le informazioni hanno aiutato l’amministrazione a individuare le zone di maggiore interesse e a definire meglio attività e interventi da realizzarsi in queste aree. Il questionario è stato a disposizione dei cittadini dal 29 maggio al 14 settembre 2012. In base agli esiti, si è poi deciso di concentrarsi in particolare su alcune opzioni: dall’installazione di strumenti per la sicurezza e l’informazione turistica, al risanamento delle aree verdi della villa e del forte.

    villa-pallavicini-pegli-d7Per quanto riguarda Villa Pallavicini, Periphèria si inserisce nel percorso di recupero e ristrutturazione, con diverse proposte. Fino ad ora, ad essere state attuate sono: l’inserimento di telecamere anti-vandalismo e di un sistema di videosorveglianza; la creazione di un’isola wifi (già funzionante nel museo e nel piazzale, da estendersi al parco e all’orto); il posizionamento in corrispondenza dei siti più rilevanti del parco (lago, arco, ecc.) di QR-code per collegarsi a pagine web con informazioni sulla villa; la creazione di una app geo-referenziata che permette di reperire informazioni su questi siti e ripercorrerne i percorsi storici. Inoltre, altri QR-code sono già stati predisposti anche per le sale interne della villa, ma non tutte sono oggi operative dal momento che sono in corso lavori di ristrutturazione. Le nuove tecnologie dovrebbero permettere uno snellimento e una maggiore velocità anche nell’inserimento di nuovi dati e nell’ampliamento delle informazioni (storiche, architettoniche, artistiche) a disposizione.

    Per quanto riguarda invece Forte Santa Tecla, si è pensato di unire la riqualifica del forte (col recupero delle sue funzioni originarie di difesa e monitoraggio della zona) a quella delle aree verdi. La ristrutturazione si inserisce all’interno di una disputa burocratica più antica tra Comune e demanio civile: proposte di recupero del sistema dei forti genovesi erano già state avanzate, ma non saranno attuate fin quando la proprietà dei forti passerà all’amministrazione comunale (che ne ha fatto richiesta con decreto legislativo n.85/2010 per il “trasferimento agli Enti Territoriali di beni demaniali nell’ambito di specifici accordi di valorizzazione”, e ha richiesto l’autorizzazione al Ministero dei Beni Ambientali e Culturali di avviare i lavori per la fruibilità pubblica). Gli interventi oggi ultimati sono: il recupero dall’area verde e la messa in sicurezza della zona; l’inserimento di giochi “intelligenti” per bambini, pensati per stimolarne la fantasia, la creatività e l’interazione; l’uso di telecamere a infrarossi, utilizzabili anche di notte; l’apertura alle nuove tecnologie (QR-code e isola wifi free). Anche qui, come nella Villa, è stata inserita una bacheca informativa per turisti e visitatori. In più, la presenza della sede dell’associazione di volontariato di protezione civile Associvile consente una migliore tutela del territorio e la prevenzione contro incendi boschivi (si pensi ai recenti incendi di grandi dimensioni che hanno interessato le colline genovesi nel settembre 2009, colpendo un territorio compreso tra Nervi, Quarto, Marassi, Quezzi). Anche la cinta muraria, all’interno del progetto, è di grande interesse: il complesso della cinta è una delle componenti fondamentali dell’immagine della città, sia storica che contemporanea.

    I fondi stanziati dall’UE per la città di Genova sono pari a 178.698 €.

    Forte di Santa Tecla

    Il metodo di realizzazione è quello dei “living labs“, o “laboratori viventi”: si tratta di momenti di confronto tra cittadini, istituzioni e aziende per costruire ipotesi progettuali nelle aree identificate dal Comune e favorire il dialogo tra i soggetti interessati. A Genova, per quanto riguarda l’area del Forte, il ciclo di living labs è partito ufficialmente il 5 ottobre 2012, al circolo ricreativo Cianderlin, in cui rappresentanti dell’amministrazione, di associazioni, e privati cittadini si sono incontrati per discutere i progetti e vagliare le proposte. Questo incontro era stato però anticipato da un altro, svoltosi al Municipio Medio Levante e riservato a operatori comunali, municipali (il forte, pur di competenza del Municpio Bassa Val Bisagno, per la sua particolare collocazione geografica interessa anche quello di Medio Levante e Valle Sturla) e associazioni. Questo, allo scopo di creare una sinergia tra i soggetti coinvolti e perfezionare le proposte, prima di presentarle alla cittadinanza.

    Lo stesso per quanto riguarda la situazione di Villa Pallavicini: anche qui, il primo incontro ufficiale (a Pegli, nel luglio 2012) era stato anticipato da una convocazione di addetti dell’amministrazione e associazioni, per mettere a punto i vari progetti. Ad oggi, non esiste un vero e proprio calendario di incontri o un ciclo di living labs: il Comune ha coinvolto attivamente i vari municipi di riferimento, i quali operano come interfaccia tra amministrazione e cittadini, raccogliendo le proposte dei singoli, interagendo con i comitati di quartiere.

    Abbiamo chiesto alla Direzione Città Sicura del Comune di Genova come procedono i lavori per quanto riguarda progetto Periphèria: «La nostra idea era quella di migliorare la fruizione delle due aree prescelte, di grande prestigio per la nostra città ma oggi lasciate al degrado. Grazie alla collaborazione di municipi, associazioni privati e cittadini, molto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare, e il sostegno di tutte le parti è importantissimo. Siamo soddisfatti del nostro operato, ma non nego che ci siano state –e ci siano tuttora- delle difficoltà e degli stop: questioni burocratiche, vincoli paesaggistici, architettonici, problemi demaniali, e altro, non ci permettono di procedere velocemente come vorremmo. Si pensi al caso di Villa Pallavicini: da tempo premiamo per la creazione dell’isola wifi nel parco, ma ci è vietato inserire cavi nel giardino, per non danneggiare la bellezza del sito e per ora siamo fermi al Museo e al piazzale antistante. Oppure si pensi al forte di Santa Tecla: abbiamo realizzato una recinzione –che funziona anche da panchina- utilizzando le pietre trovate in loco, dal momento che non è permesso utilizzare materiali diversi per non deturpare l’area. Noi non demordiamo e procediamo un passo alla volta: ora, ad esempio, lavoriamo –insieme a un’associazione di bikers genovesi- al recupero di vecchi percorsi che, dall’area di Santa Tecla, si snodano tra i sentieri verso il Levante e la valle dello Sturla. E poi, sempre al forte, ci piacerebbe creare delle piattaforme per attività sportive, ad esempio per il tiro con l’arco, in modo da richiamare sempre più persone. Stiamo solo aspettando l’ok dal genio civile, cui abbiamo già avanzato apposita richiesta».

     

    Elettra Antognetti

  • Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    cinema-provini-castingCome ogni anno apre il bando per il Genova Film Festival 2013, che raggiunge la 16a edizione e si svolgerà dal 1 al 7 luglio ed è organizzato dall’associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Il concorso è suddiviso in due sezioni: una Nazionale (per autori residenti in Italia) e Obiettivo Liguria, dedicata agli autori liguri.

    La partecipazione è aperta ad opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, realizzate dopo il 1 gennaio 2011 e della durata massima di 45’ per la fiction e di 60’ per il documentario.

    Le opere dovranno pervenire in DVD, accompagnate
    dalla scheda di iscrizione compilata e firmata, entro il 15 aprile 2013 all’indirizzo Segreteria e Archivio del Genova Film Festival – Palazzo Ducale – Piazza Matteotti 9, 16123 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita.

    La giuria assegnerà i seguenti premi:
    – Premio per la Miglior Opera di Fiction
    – Premio per il Miglior Documentario
    – Premio per la Miglior Colonna Sonora

    Oltre ai premi della giuria ufficiale verranno assegnati i seguenti riconoscimenti:
    – Premio della Critica, assegnato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Ligure
    – Premio DAUNBAILÒ, assegnato dall’Organizzazione del Festival
    – Premio del Pubblico attribuito mediante votazione popolare

    Il montepremi e la lista delle opere che saranno proiettate verranno segnalati sul sito Internet del Festival.

  • Casinò a Pegli: la protesta sveglia il Comune che blocca l’apertura

    Casinò a Pegli: la protesta sveglia il Comune che blocca l’apertura

    slot-house-bailammeAlla fine il Comune è riuscito a trovare il modo per rinviare, almeno per ora, l’inaugurazione della più grande sala giochi della città nei locali dell’ex Bailamme in via Ronchi 66 fra Pegli e Multedo. Dopo le proteste dei cittadini e l’iniziativa CASI-NO della comunità di Don Gallo (manifestazione in programma oggi alle ore 18 davanti al locale), è arrivata la decisione, già anticipata ieri nel corso della nostra diretta twitter da palazzo Tursi,  presa congiuntamente dall’assessorato allo Sviluppo Economico insieme all’assessorato Legalità e Diritti: «Vi sono delle irregolarità edilizie di cui non è stata richiesta la sanatoria – conferma a margine del Consiglio Comunale l’assessore Fiorini – e da questa istruttoria risulta che non sono presenti i posteggi, che devono essere presenti sulla base dell’articolo 17 del PUC, e inoltre, ex articolo 1 della legge regionale 17, va richiesta l’autorizzazione sindacale che può essere rilasciata solo se sussiste una distanza da alcuni luoghi sensibili come le scuole e i centri di aggregazione giovanile».

    Un provvedimento, quindi, che potrebbe essere solo temporaneo. In realtà, spiega l’assessore Fiorini, bisognerà vedere se la situazione è sanabile, capire se vi sono gli spazi per creare questi posteggi e se vi è una distanza sufficiente dai luoghi sensibili citati in precedenza. «Se questa sala fosse ubicata in un’area in cui non fosse consentita l’apertura, va da se che non sarebbe possibile».

    Ma come si spiegano le tempistiche di questo intervento del Comune all’ultimo minuto? È forse una risposta un po’ tardiva dovuta soprattutto all’inaspettata crescita della protesta? L’assessore Fiorini risponde sostenendo che in effetti «non c’era stata alcuna domanda e questa sala aveva iniziato un iter quando ancora questa Giunta non si era insediata». 

    Una situazione che conferma la debolezza degli enti locali nell’impedire la proliferazione di attività che possono comportare un grave rischio sociale. «C’è una normativa nazionale piuttosto ampia – spiega l’assessore – della quale l’ANCI aveva chiesto una modifica proprio per consentire maggiori poteri di intervento ai Comuni». Questi ultimi, però, hanno addirittura perso la possibilità di intervenire sugli orari di apertura a causa del decreto sulle liberalizzazioni, potendo adesso intervenire solo attraverso il PUC. «Per quanto riguarda le nuove aperture – conclude Fiorini – noi abbiamo un tavolo comune con la Questura e quindi la nostra direzione delle attività produttive riceve tutte le richieste di apertura aggiornate e siamo in grado di effettuare un controllo maggiore».

    Tuttavia il vicesindaco Bernini ieri ha  evidenziato la necessità di una nuova regolamentazione in materia e ha ammesso che l’autorizzazione per queste attività, rilasciata dalla Questura, dovrebbe essere sottoposta al vincolo del Piano Urbanistico Comunale, ma di fatto ciò non avviene.

    Le speranze erano state riposte nell’ormai noto decreto Balduzzi, ex ministro della Sanità, in cui inizialmente erano presenti norme particolarmente rigide sul tema delle sale gioco, ma che ha finito per essere profondamente ridimensionato e ammorbidito anche per ciò che riguarda i poteri da attribuire ai comuni su questa materia.

     

    Federico Viotti

  • Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Festival a GenovaVenerdì 1 marzo 2013 (ore 17) la Sala Chierici della Biblioteca Berio ospita un incontro pubblico a ingresso libero con Suq Genova: chiunque può partecipare per contribuire con idee, proposte e adesioni alla 15a edizione del Festival delle Culture, che si svolgerà dal 13 al 24 giugno 2013 al Porto Antico.

    L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. La partecipazione della cittadinanza e delle associazioni è molto importante, per portare avanti il Festival nonostante le molte incertezze economiche. Chi non può partecipare ma desidera inviare la propria idea può scrivere a festival@suqgenova.it.

    Nel corso dell’incontro saranno inoltre presentate le iniziative gratuite a cura del Suq, che si svolgeranno nei prossimi mesi. Questo il programma:

    Cooperamiamoci: una serie di incontri, laboratori e attività artistiche nelle Scuole della Liguria sul tema dell’educazione alla mondialità e del dialogo tra popoli e culture. L’iniziativa culminerà durante il Festival 2013 nell’evento Student’s Bazar.

    L’intercultura va a scuola e all’Università: i linguaggi teatrali e artistici incontrano le nuove generazioni per l’educazione alla non violenza e all’incontro tra i popoli.

    Suq e Università, incontro in città: dialoghi, incontri e letture sulla città e per la città con la partecipazione di esponenti del mondo accademico e delle istituzioni. Tutti gli incontri si terranno alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi alle ore 17.
    – 6 marzo, Dentro e fuori
    Dinamiche di inclusione ed esclusione negli spazi urbani. Valeria Ottonelli, don Virgilio Colmegna, Simone Leoncini, Sergio Rossetti, Giovanni B. Pittaluga
    – 20 marzo, La casa e la strada
    L’intreccio degli spazi pubblici e privati nella mappa della città. Ferruccio Pastore, Paola Dameri, Andrea Torre
    – 9 aprile, Centro e Periferia
    Appendici degradanti o nuovi luoghi di aggregazione urbana? Davide Papotti, Maria Luisa Gutierrez-Ruiz, Cristina Notarangelo
    – 17 aprile, Dimensione di genere in città
    Gisella Bassanini, Annalisa Marinelli, Silvia Neonato
    – 8 maggio, Il mercato e la città
    Marco Aime, Ilda Curti, Carla Sibilla, Lucy Ladikoff, Carla Peirolero, Giacomo D’Alessandro
    – 15 maggio, Naturale e Costruito
    Nuove configurazioni territoriali. Antida Gazzola, Costanza Pratesi, Mario Paternostro
    – 22 maggio, Lo sport e la città
    Bruno Barba, Fabrizio De Meo, Pino Boero, Domenica Canchano

    Il coro delle badanti: incontri e lezioni di canto gratuite rivolte in modo particolare alle badanti e alle persone da loro accudite. Gli incontri si tengono a partire dall’11 marzo 2013, ogni lunedì ore 15-17 in Villa Piaggio (corso Firenze 24).

    Nonne nanne: antichi saperi e nuove cittadinanze si incontrano. Ninne nanne e favole in molte lingue da scambiarsi e da imparare per poi offrirle al pubblica in una festa-evento finale. Incontro ogni giovedì dalle 16 alle 18, a partire dal 14 marzo, presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14).

  • Il Knot Garden: giardino londinese nel primo museo di giardinaggio al mondo

    Il Knot Garden: giardino londinese nel primo museo di giardinaggio al mondo

    Knot Garden 01Come abbiamo detto la scorsa settimana, il Knot Garden, delle cui caratteristiche generali abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo, è sito nella parte centrale del giardino. Esso è stato creato nel 1980, nello stile del periodo (dalla metà del cinquecento alla metà del seicento circa) in cui vissero i Tradescant, dall’allora Presidentessa del Garden Museum la Marchesa di Salisbury. La nobildonna trasse ispirazione dai progetti che stava, all’epoca, predisponendo presso la propria, splendida tenuta di Hatfield House nello Hertfordshire, dove intendeva realizzare incredibili ed intricati Knot Garden ed aiuole ornamentali.

    La Knot Garden 02storia dei Tradescant è poi strettamente legata a quella di questa spettacolare tenuta di campagna (una delle più ampie di Inghilterra): il più anziano dei due giardinieri era stato infatti, da giovane, alle dipendenze di Robert Cecil, primo Conte di Salisbury, proprio presso la succitata proprietà.
    La realizzazione del Knot Garden è stata inoltre attuata tramite l’impiego di specie introdotte in Gran Bretagna dai Tradescant o fatte crescere da loro nel giardino di Lambeth, purtroppo scomparso molto tempo addietro.
    Una peculiarità del giardino consiste nel fatto che le attuali giovani piante del museo sono state tutte donate da vivaisti di ogni parte del Paese. Oggi il piccolo parco è poi abilmente ed attentamente curato da un folto gruppo di volontari sotto la guida di un esperto orticultore che cambia di anno in anno e del Capo del

    Dipartimento di Orticultura del Museo.Knot Garden 03
    Dalla visita si evince che vi è un costante impegno a mantenere questo importante giardino in perfette condizioni, non solo per il suo significato storico ma anche per il suo notevole contributo nel portare colore e vita in questo piccolo angolo nel centro di Londra nonché per il semplice piacere dei suoi visitatori.
    Non ricevendo il giardino del museo alcun contributo pubblico e non disponendo di lasciti o donazioni, la sua sussistenza dipende interamente dal denaro proveniente dalla vendita dei biglietti di accesso all’esposizione, dai proventi del piccolo ma suggestivo negozio, della “tea room” in stile

    Knot Garden 04shabby chic” e dalle donazioni dei benefattori. Gli oneri di gestione e mantenimento del complesso sono, infatti, piuttosto elevati, tenuto anche conto che il solo costo di un bulbo di tulipano di specifiche varietà dell’epoca dei Tradescant costa oltre una sterlina. Nel giardino ne sono però impiegate, collocate e curate svariate centinaia, unite a mille altre bulbose, rizomatose ed erbacee perenni, ovviamente oltre a cespugli e piccoli alberi!
    Knot Garden 05

    La prossima volta che capitate a Londra, fate quindi un salto in questo piccolo museo, sito quasi di fronte alla Houses of Parliament e definito dalla stampa londinese “One of London’s best small museums”. La vostra visita vi permetterà di contribuire al mantenimento di un angolo di verde nel centro cittadino e, al di là del piacevole percorso, vi farà comprendere, in tema di rapporto uomo-natura e tutela del Paesaggio, quali sia l’approccio, la sensibilità e lo spirito di una Nazione.

                                                                                                                                                                                     .

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com