Mese: Marzo 2014

  • Genova Città metropolitana: a che punto siamo? Intervista al sindaco Marco Doria

    Genova Città metropolitana: a che punto siamo? Intervista al sindaco Marco Doria

    Marco DoriaLa riforma del titolo V della Costituzione entrata in vigore nell’ormai lontano 2001 introdusse all’articolo 114 una nuova figura istituzionale denominata Città metropolitana, per la verità già prevista dalla legge n. 142/1990 sull’ordinamento degli enti locali e richiamata dall’art. 23 del Testo unico degli enti locali (d. lgs. n. 267/2000). Ma dopo 24 anni dalla loro prima menzione di Città metropolitane si continua a parlare solo sulla carta, nonostante l’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio già ministro per gli Affari regionali con Enrico Letta, Graziano Delrio, ne abbia fatto un proprio cavallo di battaglia. L’obiettivo dell’ex sindaco di Reggio Emilia, sostanzialmente appoggiato dal premier Matteo Renzi, è chiaro: accelerare al massimo la legge che sancisca l’addio alle Province, altrimenti 60 su 86 a statuto ordinario dovrebbero andare al voto la prossima primavera, e dia ufficialmente il benvenuto alle Città Metropolitane (oltre a Genova, i capoluoghi interessati sono Bari, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Venezia, con un capitolo a parte per Roma Capitale e in attesa di definire meglio la situazione amministrativa di Reggio Calabria). Mentre la legge – approvata dalla Camera – è sotto esame al Senato (che eventualmente può apportare modifiche e rimandare il testo a Montecitorio), abbiamo chiesto al sindaco Marco Doria di aiutarci a fare il punto della situazione per capire che cosa potrebbe cambiare per Genova, e non solo (le città metropolitane coprono il 17% del territorio italiano per circa 20 milioni di abitanti – dati Anci), nei prossimi mesi.

    Sindaco, a che punto siamo nel cammino che porterà Genova a trasformarsi ufficialmente in Città metropolitana?

    «Quello della Città metropolitana è un grande tema e direi anche una grande sfida. Per certi aspetti, quantomeno dal punto di vista normativo, siamo ancora prima dell’inizio nel senso che è in discussione in Parlamento la legge che deve formalmente istituire le Città metropolitane, previste dalla nostra Costituzione. L’approvazione della legge è un primo passaggio ineludibile che mi auguro possa avvenire in tempi rapidi. Vorrei che il nuovo governo desse una spinta forte e decisiva in questa direzione, anche se la sfida si sta giocando in Parlamento».

    In che senso parla di grande sfida?

    «È una sfida importante perché le Città metropolitane sono una struttura dello Stato assolutamente fondamentale per il futuro. Le grandi città hanno un’interazione col territorio circostante talmente forte da creare naturalmente un’area metropolitana che deve essere dotata di specifiche forme di governo unitario. Non basta la somma dei Comuni che la compongono né la semplice assunzione da parte di questi delle competenze prima in carico alla Provincia. Bisogna aggiungere qualcosa di più nel senso che il nuovo ente non potrà essere solo una formale e magari anche fittizia unione di territori confinanti dove manca una grande realtà urbana. Torino, Milano, Genova, Firenze, Bologna, Roma, Napoli… sto facendo nomi di grandi città proprio perché la Città metropolitana dovrà essere costituita dall’interazione tra una grande realtà urbana e il territorio che la circonda. Tutti i singoli Comuni che la comporranno dovranno avere relazioni forti e strette con la città di riferimento che già ora funziona come polo di attrazione, calamita per la mobilità delle persone e i servizi che vengono erogati».

    Ma, allora, a livello concreto cambierà poco o nulla, soprattutto per città come Genova che ha già di per sé una vocazione metropolitana, non foss’altro che per la sua particolare conformazione geofisica e urbanistica.

    «Nel caso di Genova non dobbiamo pensare alla nuova Città metropolitana come il Comune di Genova che diventa più grande o che si somma ad altri Comuni, ma è qualcosa di radicalmente diverso. Cambia che questo ente nuovo rappresenterà un’aggregazione territoriale che avrà organi di governo specifici, che assumerà le funzioni della Provincia ma avrà soprattutto compiti di programmazione dello sviluppo del territorio e di pianificazione urbanistica territoriale allargata e condivisa. Insomma, si avrà una programmazione sui punti chiave per l’amministrazione del territorio non più a livello di singoli comuni, grandi o piccoli che siano, ma in un’ottica unitaria e comunitaria».

    Quindi servizi più efficienti che riescano a superare la crisi economica potendo potenziarsi su un territorio più ampio? Un po’ come si sta cercando di fare con il trasporto pubblico regionale?

    «È corretto osservare questo perché significa evidenziare quanto cammino abbiamo ancora da fare. Per restare sull’esempio del trasporto pubblico locale, abbiamo ormai dimensioni ed esigenze di comunicazione che non possono più essere affrontate a livello di singoli Comuni e nemmeno soltanto di area provinciale. Nel nostro caso, abbiamo oggi due aziende, una comunale e una provinciale, entrambe in grande difficoltà. È stata approvata una legge regionale che prevede la costituzione di un’agenzia unica per il trasporto locale a livello regionale, una sorta di authority regionale che deve dare una disciplina unitaria. E questa è la strada giusta, all’interno della quale possono avere una funzione molto più incisiva le nuove Città metropolitane e, nel caso specifico della Liguria, la Città metropolitana genovese».

    Simone D’Ambrosio

  • Nuovo gestore della linea telefonica: cosa bisogna sapere, i diritti del consumatore

    Nuovo gestore della linea telefonica: cosa bisogna sapere, i diritti del consumatore

    TelefoniCerte volte temo di sembrare ripetitivo, ma il fatto è che, volente o nolente, si ripetono determinate situazioni cui affibbiare l’aggettivo rognose sembra quasi riduttivo. Ebbene sì, avete capito bene, ancora una volta mi tocca fare delle puntualizzazioni in materia di telefonia.

    Per la precisione, affronto due temi:

    1. Quando si cambia gestore, certamente allettati dalla bontà dell’offerta, capita sovente di rimanere alcuni giorni (mesi) senza linea telefonica. Poi, un bel giorno, arriva il tanto sospirato modem e la linea inizia a funzionare. Vorrei fare presente che il tempo in cui siete rimasti senza linea telefonica va risarcito, anzi, deve essere risarcito.
    Esiste una sorta di tariffario predisposto dall’Authority cui le compagnie telefoniche si debbono adeguare nel momento in cui viene corrisposto un risarcimento.

    2. Da tempo immemore vi parlo del diritto di recesso esercitabile entro 10 giorni lavorativi da quando sottoscrivete un contratto fuori dai locali commerciali.
    In altre parole, passati i fatidici 10 giorni, siete vincolati alla durata di un contratto, pena la penale! Anzi, no. Adesso la chiamano in mille altri modi (contributo cessazione linea è il più… gettonato), ma di penale trattasi.
    Ebbene, la maggior parte dei gestori, pur di accaparrarsi nuova clientela, promettono (e mantengono) di contribuire loro stessi a saldare il contributo di cessazione linea al vecchio gestore (guardate quanti bei giochi di parole si possono fare utilizzando i termini delle nostre deliranti normative).
    E quindi? Quindi, la normativa sul recesso (diritto di ripensamento) passa in secondo piano nonostante sia un bene il fatto che essa esista per tutelare i consumatori.

    Come dice il vecchio (neanche tanto) adagio: trovata la legge trovato l’inganno.
    E più che adagio direi velocemente.

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Alberto Marubbi]

  • Make Your Sound! e Make Your Idea!: bandi sulla musica elettronica a cura di Forevergreen.fm

    Make Your Sound! e Make Your Idea!: bandi sulla musica elettronica a cura di Forevergreen.fm

    Dj set musicaL’associazione culturale Forevegreen.fm lancia in occasione del festival di musica elettronica e arti visive Electropark 2014 (qui tutte le informazioni sull’evento) due bandi rivolti ad artisti musicali e ai cosiddetti “makers” o artigiani digitali: Make Your Sound! (MYS) e Make Your Idea! (MYI).

    Il focus è l’elettronica come media di produzione musicale e come mezzo per lo sviluppo e la produzione di un prototipo o un progetto innovativo.

    I due concorsi si compogono di una fase online di selezione e di due appuntamenti a marzo e ottobre presso la Sala Dogana a Palazzo Ducale.

    A tutti i progetti finalisti viene offerto gratuitamente uno spazio performativo/espositivo aperto al pubblico ad ingresso libero.

    Make your Sound!

    La terza edizione del concorso è focalizzata su ambiti artistici e tecnici e accolgono le esibizioni live di talenti e artisti emergenti italiani con l’obiettivo di incentivare la loro vena artistica tramite la diffusione delle loro produzioni.
    Il focus è l’elettronica come media di produzione musicale e lo sviluppo di progetti sonori legati alla produzione e alla diffusione della cultura musicale emergente. Workshop e dimostrazioni live sulle tecniche di produzione musicale da parte di esponenti della cultura musicale elettronica moderna completano il programma legato al bando Make Your Sound!

    E’ accettata qualunque proposta e forma di produzione della musica elettronica attraverso l’utilizzo (esclusivo e non) di: circuiti, DAW, dispositivi e componenti elettroniche/MIDI (anche auto-costruiti), oggetti di uso comune riadattati all’utilizzo musicale, software/VST/Comeponent MAX (anche auto-sviluppati), microfoni e riprese live di venti sonori, sintetizzatori e strumentazione analogica, integrazione di componenti video propri.

    Possono partecipare soggetti di età compresa tra 18 e 35 anni: artisti audio, sound designer, audio engineer, audio software developers, produttori di musica dance/elettronica, musicisti interconnessi al mondo dell’elettronica, label, net label, etichette digitali

    Make Your Idea!

    Il bando è rivolto ad artigiani digitali, creativi, designers e “makers” che da strumenti fisici/digitali, piattaforme hardware/software/web, dal riutilizzo di oggetti comuni, da circuiti, sensori o materiali di qualsiasi genere danno vita ad un’idea realizzando un prototipo o un progetto innovativo.
    Obiettivi del bando sono:
    incentivare e valorizzare la corrente del cosiddtto DIY (Do it yourself) sul territorio locale e nazionale;
    valorizzare progetti, idee e creatività giovane, fornendo loro visibilità tramite i canali a disposizione di Forevergreen.fm e dei suoi partner nazionali ed internazionali (istituzionali e culturali) mettendo in contatto i partecipanti con possibili enti/istituti finanziatori per lo sviluppo e l’eventuale evoluzione dei progetti presentati anche in un’ottica di start-up o di brevetto dell’idea;
    dare la possibilità ai partecipanti di esporre il proprio progetto durante l’evento Electropark e in altri festival di caratura nazionale.

    Possono partecipare soggetti tra i 18 e i 40 anni: giovani creativi legati al movimento dei “makers”; giovani studenti impegnati alla comprensione delle nuove tecnologie per la produzione di prototipi innovativi; artigiani digitali; start-upper o aspiranti start-upper che vogliano presentare la propria idea innovative; designers; sviluppatori o progettisti software o hardware.

    Iscrizioni, tempistiche e premiazioni

    Le iscrizioni sono aperte fino al 2 maggio 2014; è possibile inviare la propria candidatura all’indirizzo mail makeyoursound@forevergreen.fm e reperire tutte le informazioni utili legate ai bandi qui.

    A giugno partirà poi la fase di votazione on line delle proposte sulla pagina facebook Forevergreen.fm. e sul sito forevergreen.fm e il 7 settembre verranno comunicati i 3 finalisti.

    La fase “live” si svolge nello spazio di Sala Dogana a Palazzo Ducale durante l’evento Electropark 2014 di cui il concorso Make Your Sound! è parte integrante, i giorni:
    -Venerdì 7 e sabato 8 marzo: prime esibizioni live di alcune proposte fino a quel momento ricevute: Progetto “Cabotronium a cura di Emilio Pozzolini, Martino Sarolli e Alessandro Quaranta, progetto “Mama: metodologie abilitanti per la musica a cura di Roberto Mantovan [51beats], progetti a cura di Scuola di robotica.
    -Sabato 25 ottobre: esibizioni live e presentazione delle tre proposte finaliste (Make Your Sound!) oppure esibizioni live e presentazione delle 5 Proposte finaliste (Make Your Idea!)

    Bando Call 4 Proposal

    E’ rivolto a giovani appassionati, associazioni culturali o professionisti nell’ambito culturale a cui interessa partecipare alla fase organizzativa del festival in qualità di volontario e/o responsabile di un’area.

    L’età richiesta dei soggetti partecipantiè tra i 18 e i 35 anni.

    Le iscrizioni sono sempre aperte da febbraio a ottobre 2014.

  • Maddalena, bando del Comune per l’assegnazione di quattro locali a canone agevolato

    Maddalena, bando del Comune per l’assegnazione di quattro locali a canone agevolato

    maddalena-D2Con una nota stampa, il Comune di Genova informa che si aprirà nella giornata di domani, martedì 4 marzo, il bando pubblico per l’assegnazione di quattro locali a canone agevolato – situati in via della Maddalena 31, via della Posta Vecchia 15, vico del Fornaro 16 e vico del Duca 23 – di proprietà di RigeNova srl (società pubblica controllata dal Comune di Genova).

    “Il bando, che si inserisce nell’ambito del progetto europeo “Port et Identite-Port”, è una delle azioni previste dal piano d’interventi “Ti Porto nei Caröggi”, promosso dall’assessorato alla Legalità e ai Diritti per rafforzare i processi di riqualificazione e migliorare la vivibilità nel Sestiere della Maddalena”, si legge nella nota.
    I locali ristrutturati saranno assegnati ad attività “in grado di contribuire allo sviluppo sociale e culturale dell’area, di promuovere presidi territoriali per contrastare il degrado fisico e sociale, di ampliare l’offerta di servizi ai cittadini e di stimolare la creatività, soprattutto tra i giovani”.

    Le proposte, da inviare entro il 4 aprile, potranno riguardare produzioni artistiche e attività culturali, nuovi servizi rivolti alla cittadinanza, attività ricreative e di promozione sociale, attività educative, formative e aggregative.

    Il bando e i relativi moduli si possono scaricare dal sito www.comune.genova.it.

  • Trasporti pubblici e tariffa integrata: il contro-sondaggio delle associazioni dei consumatori

    Trasporti pubblici e tariffa integrata: il contro-sondaggio delle associazioni dei consumatori

    autobus-amt-2La settimana scorsa Comune, Regione e Università hanno presentato uno studio sull’utilizzo del Trasporto Pubblico Locale a Genova con particolare riferimento all’utilizzo della tariffa integrata treno – bus (qui l’approfondimento). A poche ore dalla presentazione, il CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti) e ADIRCONS (Agenzia per i Diritti dei Consumatori), denunciando il mancato coinvolgimento nella fase di elaborazione dei dati, divulga un’analoga indagine “proposta online sul sito www.consumatoriliguria.it, dall’08 al 30 gennaio 2014 ed eseguita a costo zero per la collettività, con risultati di dati differenti, presentati in conferenza stampa”, si legge nella nota stampa. E ancora: “L’esclusione delle associazioni è avvenuta in deroga a quanto disposto dalle Leggi in attuazione attualmente in vigore”.

    Le associazioni dei consumatori hanno dunque “proceduto per via autonoma ad effettuare un sondaggio on-line sulla utilizzazione dei servizi di trasporto nell’area metropolitana genovese in quanto l’amministrazione comunale le aveva escluse da quello promosso dal 18 al 28 novembre 2013, per altro limitato all’area urbana, che è costato 27.000 euro”.

    Il sondaggio dei “dissidenti”

    questionario-amt-associazioni-consumatori

    “Sono state considerate quattro fasce di età (under 18; 19-26 anni; 27-65 anni; over 65) e si è analizzato separatamente l’utilizzo del biglietto singolo dal carnet (dall’aprile 2013 il biglietto singolo è titolo di viaggio che ha sia la versione di corsa “solo AMT” che “AMT Trenitalia”); si sono considerati  i cinque bacini principali di mobilità al fine di valutare in maniera più diretta sia i comportamenti della tipologia di viaggiatori “one trip” che di quelli della fascia 19-26, analizzando inoltre la propensione alla mobilità per provenienza dal macro bacino”.

    Il sondaggio in questione non è un’indagine CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) né un’indagine CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), bensì effettuato esclusivamente con accesso al sito www.consumatoriliguria.it “unicamente al termine della compilazione del questionario era richiesto di fornire l’indirizzo e.mail dell’utente; è quindi palese come il sondaggio non fosse predestinato a liste particolari di potenziali rispondenti”.

    Le risposte fornite sono state 2551 e i valori raccolti sono stati ripartiti, per compararli con la ricerca del Comune di Genova, nelle fasce “genere”, “titolo di viaggio utilizzato”, “bacino di provenienza”, fascia di età”, condizione professionale”.

    “Proprio sul punto focale del sondaggio, i dati delle Associazioni dei Consumatori differiscono dai dati ricavati dall’Università: sulle modalità di utilizzo dei mezzi di trasporto questo sondaggio evidenzia chiaramente che un terzo dei rispondenti (33,6) sceglie il sistema integrato mentre secondo il Dipartimento di Economia, l’83% dei viaggiatori utilizza esclusivamente mezzi AMT o Trenitalia. Quindi il risultato a cui si giunge dai dati dell’Università (17%) è esattamente la metà rispetto a quello in possesso delle Associazioni dei Consumatori. Si evince pertanto che la quota di genovesi che utilizza il biglietto integrato bus+treno è ragionevolmente più elevata”.

    “È importante sottolineare che solo il sondaggio promosso dalle Associazioni dei Consumatori ha valutato anche il grado di soddisfazione ed i problemi riscontrati dagli utenti del trasporto pubblico. Appena il 10% dichiara che il servizio offerto risponde alle proprie aspettative mentre il 52% ne denuncia l’inadeguatezza. La frequenza dei mezzi di trasporto è il problema più sentito dai genovesi che non transigono sulla pulizia (60,8%) mentre solo, si fa per dire, il 49% si lamenta della puntualità”.

  • Borgoratti: interrogazione in Regione, si torna a discutere dello scandalo di via Bocciardo

    Borgoratti: interrogazione in Regione, si torna a discutere dello scandalo di via Bocciardo

    via-bocciardo-borgoratti-lucchetto-chiusura-sequestro-sgomberoLa storia è nota. O, perlomeno, è sicuramente nota ai lettori di Era Superba: dal momento della frana del dicembre 2011 abbiamo più volte denunciato la vergogna del civico di via Bocciardo 1 a Borgoratti (qui l’ultimo approfondimento). Sei famiglie fuori casa a spese proprie, per colpa di un cantiere maledetto per la costruzione di box interrati su un territorio a rischio idrogeologico.

    «L’assessore Cascino si è impegnato a sensibilizzare il Comune di Genova affinché trovi finalmente una soluzione una vicenda tanto tragica quanto paradossale, che vede 15 cittadini fuori dalle proprie abitazioni dal 4 dicembre 2011; speriamo – commenta il consigliere Pellerano – sia quel passo in avanti tanto atteso e finalmente decisivo per uscire da questo imbarazzante e dannoso stallo che dura da più di due anni». 

    via-bocciardo-borgoratti (5)
    Nell’ottobre scorso l’amministratore del condominio raccontava ad Era Superba: «La situazione è ferma e non ci sono evoluzioni in vista. Tutti stanno a guardare lo scempio che si compie, nessuno ci dà una mano. Abbiamo richiesto un incontro al sindaco, stiamo attendendo una risposta». Ad oggi l’incontro con il sindaco non è ancora avvenuto.

    Le autorizzazioni a costruire rilasciate dal Comune di Genova (con assenso della Provincia) sono state ritirate dopo il cedimento del pilastro durante la frana del 2011, nel frattempo, una sentenza del Tribunale Civile di Genova ha obbligato la società B & C Group e la ditta esecutrice SCA a eseguire tutte le opere necessarie a garantire la sicurezza dell’edificio condominiale e dell’area di cantiere (in parallelo si apre anche un procedimento  in sede penale dopo una formale denuncia di querela, qui l’inchiesta di Era Superba del dicembre 2012 che ricostruiva nel dettaglio la situazione). Ma la messa in sicurezza non è mai stata effettuata.

    «Visto il lungo tempo trascorso senza che siano stati compiuti i lavori di messa in sicurezza del sito – spiega Pellerano – la situazione di pericolosità permane e rischia di estendersi agli edifici circostanti». L’auspicio del consigliere Pellerano e, da più di due anni, anche quello degli inquilini, è un immediato stop alla pratica dello scarica barile e una decisa presa di posizione di Comune e Regione (in particolare un’assunzione di responsabilità da parte del Comune) aldilà del contenzioso fra ditta e condominio.

    «Ormai è assodato che le imprese costruttrici del park in questione non hanno le risorse finanziarie necessarie alla messa in sicurezza del cantiere e che il Comune – che aveva la responsabilità di verificare che i lavori fossero svolti nel rispetto delle leggi e del progetto – ha espressamente dichiarato che sono necessarie opere che mettano al riparo la zona, è impensabile che gli enti pubblici temporeggino ulteriormente».

  • Carta fatta a mano, tè e caffè: “Drina A12”, i ritratti dell’artista genovese Grazia Buongiorno

    Carta fatta a mano, tè e caffè: “Drina A12”, i ritratti dell’artista genovese Grazia Buongiorno

    drina-a12-grazia-buongiorno-2Immaginate di essere artisti. Immaginate poi di lavorare in un’antica cartiera seicentesca, e di ritrovarci una vecchia partita di bellissima e antica carta fatta a mano, su cui liberare tutta la vostra creatività. Questo è ciò che è successo a Grazia Buongiorno, artista genovese nonché direttore artistico dell’associazione culturale Cartiera41 di Mele (associazione nata proprio negli spazi della cartiera, acquistata e restaurata a partire dal 2000 – dopo anni di abbandono – dalla famiglia Buongiorno-Canepa).

    Grazia ha infatti ritrovato queste vecchie giacenze nello stenditoio della cartiera (dove si lasciavano ad asciugare i fogli appena confezionati e quindi ancora bagnati) e ha compreso subito l’unicità del materiale e le possibilità che esso offriva: la carta fatta artigianalmente a partire dagli stracci, come si faceva anticamente prima dell’avvento della cellulosa, è estremamente pregiata e resistente e si presta perfettamente ad essere utilizzata come supporto per dipingere, per non dire del fatto che le qualità tattili e visive ne fanno un elemento di composizione se non alla pari, quanto meno al secondo posto dopo la mano dell’artista: «Lavorare su del materiale così risulta una cosa parecchio esaltante» racconta Grazia, che ha cominciato il suo viaggio nell’arte da bambina: «dai racconti di mia madre pare che anche quando si andava in giro e non si aveva la possibilità del foglio partivo alla ricerca dei classici pezzi di mattone e li utilizzavo a mo’ di matita in ogni dove».

    Da lì agli studi d’arte il passo è breve, e l’attività creativa nelle sue declinazioni più ampie diventa una costante sospesa solo per un anno: «ho provato a vedere come si viveva senza la presenza costante del disegnare, dipingere, inventare e costruire (e in tutta sincerità non mi è piaciuto molto); il resto è stato una continua evoluzione o involuzione  – a seconda di come si vuole leggere il percorso – ho continuato, continuo e immagino continuerò a disegnare, dipingere, inventare e costruire». D’altronde per lei queste attività sono parte imprescindibile della sua vita: «È semplicemente il mio modo di esistere, non potrebbe essere altrimenti» aggiunge.

    drina-a12-grazia-buongiorno-3Il progetto che Grazia ha sviluppato e sta portando avanti tutt’ora a partire proprio dalla carta fatta a mano si chiama Drina A12 ed ha la peculiarità di avere una durata di vita limitata alla disponibilità dei fogli rinvenuti in cartiera: esaurita questa la serie di opere “driniane” sarà inevitabilmente conclusa: «Ogni volta che mi propongo con qualche cosa di nuovo inizio da capo con tutto, dimentico gli allori precedenti se ce ne sono stati, dimentico il nome, la tecnica, lo stile, mi piace ricominciare e mi piace farlo da zero, mi sembra un bel gioco e una giusta sfida, è un rinnovamento della pelle» racconta Grazia.

    Nello specifico del nome scelto per questo progetto «Drina è un fiume della penisola balcanica che segna il confine tra Bosnia ed Erzegovina e Serbia, in passato era la linea di demarcazione tra Impero Romano d’Oriente e Impero Romano d’Occidente. A12 è l’autostrada Genova-Roma; sono entrambi due passaggi, due cammini, due vie di comunicazione, sono un percorso».

    La tecnica che Grazia usa per le sue opere “driniane” non è affatto semplice: le mezzetinte che caratterizzano l’immagine di partenza vengono sostituite da puri bianchi e neri (ma sarebbe meglio dire beige e neri) ottenendo un soggetto ipercontrastato e ridotto all’essenziale, con un effetto finale che ricorda molto i poster.

    A questa modalità esecutiva l’artista è giunta per gradi: «Prima che nascesse Drina A12 non ho dipinto per un po’ di anni. In questo periodo da buona curiosa ho sentito il bisogno di conoscere nuove cose, ho imparato a costruire mobili e a progettarli, ho studiato ceramica ad alta temperatura e dico studiato perché mi sono rimessa sui libri e ho fatto delle abbuffate di chimica (che tra l’altro prima di allora non sopportavo,  invece applicata è una cosa meravigliosa) insomma mi sono buttata in un mondo rigoroso e pieno di regole ferree ma felice di poter sperimentare un materiale così complesso e affascinante».

    drina-a12-grazia-buongiorno-4È interessante sentire come Grazia racconta la genesi del nuovo stile. Praticamente una sorta di presa di coscienza del necessario cambiamento che l’imparare cose nuove produce dentro di lei: «Nel mio caso quando capisco di avere una soddisfacente conoscenza del mezzo o del materiale ritengo concluso il periodo di apprendimento. Il guaio – o la fortuna – è che a quel punto non si è più quelli di prima, nonostante la voglia di disegnare sia sempre la medesima. L’istinto è quello di misurarsi con l’atto creativo nella maniera più semplice, “faccio quello che già so fare”» ma non è più la stessa cosa:  «Il cambiamento ormai si è insinuato e quello che era semplice prima diventa un gesto sconosciuto adesso; attendo il nuovo personaggio, la nuova tecnica, il nuovo stato d’animo… so che sta per arrivare, è già qui! Bisogna solo trovare il momento giusto perché esca. Poi un giorno qualsiasi mentre scarabocchio, coloro o non so, improvvisamente arriva la soluzione, guardo e so che quella è la strada giusta da seguire».

    Ed ecco come il cambiamento si è manifestato dalla serie precedente a Drina: «I lavori precedenti sono assolutamente coloratissimi, astratti, giocosi, istintivi, progettati nella forma ma non nell’accostamento dei colori. Drina è esattamente l’opposto: rigorosa, scura, con una progettualità lunghissima al punto che l’atto creativo non si attua nella realizzazione ma nella progettazione».

    drina-a12-grazia-buongiorno-5Partendo da una fotografia, Grazia semplifica le forme «fino a trasformarle in macchie mantenendo la fisionomia del volto; finito questo passaggio cerco di semplificare ulteriormente fino ad arrivare ai minimi termini» al punto che spesso i lavori visti da vicino perdono leggibilità e finiscono nell’astrazione, così che per cogliere senso e interezza dell’immagine bisogna osservarli alla giusta distanza.

    [quote]Alle persone vorrei arrivasse ciò che vogliono che gli arrivi, Drina è solo il mezzo. Ognuno di noi fruisce le immagini in base alle proprie esperienze e alla propria sensibilità, è inutile fare tante parole e dare tante spiegazioni, un lavoro quando è finito non appartiene più al suo ideatore ma a tutti».[/quote]

    In queste immagini primi piani di volti, lettere singole e numeri si affastellano creando una bellezza prima di tutto grafica, un vero e proprio “piacere visivo”:  «A volte le scritte hanno un significato preciso – soprattutto quando il personaggio ritratto mi è familiare – allora lì mi diverto a nascondere messaggi; altre volte invece lettere e numeri hanno una funzione puramente grafica».
    Ma nei dipinti di Drina compaiono anche improvvise chiazze di colore, rivoli spesso vermigli, lampi inquietanti che a prima vista ricordano il sangue e, almeno in chi scrive, rievocano certe foto di guerra dove il sangue scende a rivoli da corpi coperti di polvere. Grazia spiega che «ogni tempo ha le sue immagini. Queste sono le immagini del mio tempo, quello attuale e quello passato sono la somma di quello che si è stati e di quello che siamo, di quadri tutti colorati e giocosi, di strisciate rosse sopra volti stinti, di regole ferree e seghetti alternativi per costruire cose; sono la somma della mia vita, tra dieci anni Drina forse non esisterà più, ci saranno altre immagini, un altro nome, un nuovo percorso e questo è bene perché vuole dire che non mi sono fermata. Si va avanti, sempre».

    drina-a12-grazia-buongiornoUna parte altrettanto suggestiva del lavoro riguarda i materiali utilizzati sul fondo di carta di stracci: insieme a pastelli ad olio e colori acrilici, Drina usa tè e caffè: «Quello di usare generi alimentari per dipingere è un vizio che mi porto dietro un po’ da sempre. In precedenza utilizzavo farina, pane grattato ed altro per fare i fondi dei quadri, oggi uso caffè e tè in egual maniera per i fondi a più strati». Una vera e propria tecnica anche questa: «Faccio un miscuglio di caffè e tè che faccio marcire: è poco carino da raccontare ma i due elementi andando a male creano una serie di sedimenti che lasciano delle macchie sulla carta che mi piacciono da matti, in seconda mano faccio le colature di caffè – l’unica cosa più o meno casuale in tutta la realizzazione del lavoro – dopodiché faccio la tracciatura delle macchie e di conseguenza il riempimento con l’acrilico che in realtà non è nero ma un tono di marrone scurissimo che si vede solamente con il sole diretto sul quadro, tutto questo sulla carta fatta a mano dai mastri cartai che lavoravano nella vecchia cartiera dove abito». Come già detto «finita questa scorta, finita Drina che lavora su carta fatta a mano. Ho già in mente un nuovo supporto, ma questa è un’altra storia».

    Con questa serie, comprensiva di pezzi eseguiti su commissione, l’artista ha esposto in alcune gallerie genovesi e si prepara a partecipare ad altri eventi: «Ultimamente lavoro spesso con Satura, recentemente ho partecipato a Venti d’Arte e a Arte Genova 2014, in futuro di sicuro c’è “Venti d’Arte l’esperienza del contemporaneo” presso il MAEC Milan Art & Event Center a marzo e Satura International Contest a maggio».

    Claudia Baghino

  • Sanità e appalti: servizio ristorazione strutture ospedaliere, in ballo 114 mln

    Sanità e appalti: servizio ristorazione strutture ospedaliere, in ballo 114 mln

    Palazzo della RegioneQuattro lotti per un maxi appalto da 114 milioni di euro complessivi e un contratto da 9 anni destinato a cambiare definitivamente le modalità di gestione del servizio di ristorazione per pazienti ricoverati in strutture ospedaliere e territoriali (residenziali/semi-residenziali) di buona parte della Liguria e per le mense interne dei dipendenti, tramite l’affidamento a soggetti esterni privati. Il bando di gara, di cui si parla da almeno 2 anni, è stato predisposto – su impulso della Regione – dalla Centrale Regionale di Acquisto (organo costituito in seno all’Agenzia Regionale Sanitaria con la mission di gestire in maniera efficace gli approvvigionamenti del Servizio Sanitario regionale mediante lo sviluppo di processi centralizzati e standardizzati e il raggiungimento di sinergie ed economie di scala) ma la data di scadenza per la presentazione delle domande «È stata prorogata al 12 marzo – spiega il direttore di area della Centrale Regionale di Acquisto, Giorgio Sacco – anche perché alcune possibili aziende partecipanti, ancora in questi giorni, hanno chiesto informazioni per poter eseguire dei sopralluoghi. Si tratta di un appalto complesso e significativo dal punto di vista economico, per questo motivo ci stiamo muovendo nell’ottica di garantire massima trasparenza in un contesto di aperta concorrenzialità. Le posso dire che sono diverse le società che hanno manifestato interesse e visitato i siti. Il fatto che alcune di esse siano tuttora in fase di sopralluogo, però, deve esser tenuto in debita considerazione». Seppur implicitamente il direttore Sacco ammette che i tempi potrebbero allungarsi e non sarebbe dunque da escludersi un’ulteriore proroga «Comunque noi puntiamo a veder avviato il servizio in affidamento esterno entro gennaio 2015». Tempo ragionevole considerando gli assai probabili ritardi legati a ricorsi e controversie giudiziarie, spesso immancabili in gare di questo tipo.

    Claudio Montaldo, assessore regionale alla Sanità, senza sbilanciarsi più di tanto, aggiunge «Proprio di recente abbiamo incontrato i sindacati e le associazioni di categoria delle imprese. Stiamo valutando come procedere e per il momento non posso dirle molto di più. È sicuramente una gara importante che dunque richiede la massima attenzione. L’appalto unificato persegue l’indirizzo generale previsto per questi servizi che già oggi, in gran parte non sono più gestiti dal settore pubblico. Da un lato c’è legittima preoccupazione per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Dall’altro occorre garantire che il servizio sia reso in condizioni ottimali, soprattutto in merito alla qualità. In questo senso, per quanto riguarda il Lotto 1 (che riguarda l’area metropolitana genovese, ovvero Asl 3, Ente Ospedaliero Galliera, Ospedale Evangelico Internazionale sede di Castelletto e di Voltri, ndr) riteniamo che il nuovo centro cottura esterno (la cui realizzazione sarà a carico della ditta vincitrice, ndr) non dovrà essere molto distante dai luoghi di consumo dei pasti onde evitare le problematiche legate alla distribuzione del cibo. Sono aspetti che stiamo verificando puntualmente per decidere se adottare eventuali accorgimenti».

    Il maxi appalto: i 4 Lotti

    sanita-ospedaleIl Lotto n. 1 area metropolitana genovese riguarda la fornitura dei pasti/giornate alimentari (parametro principale sul quale si forma la base d’asta, come vedremo in seguito) per l’E.O. Galliera, per l’O. Evangelico Internazionale e per l’Asl 3 Genovese (presidi ospedalieri, R.S.A. e strutture territoriali). L’impresa offerente dovrà: adeguare i locali mensa del Galliera, con annesso centro cottura, messi a disposizione dall’ente per la preparazione dei pasti per i dipendenti, mentre relativamente alla fornitura dei pasti per i degenti “…potrà optare per ristrutturare con la necessaria messa a norma dei locali cucina messi a disposizione, o veicolare i pasti da uno o più centro cottura esterno”, si legge nel Capitolato tecnico Sezione A (reperibile sul sito web della Centrale Regionale di Acquisto); veicolare i pasti da un centro cottura esterno per degenti e dipendenti dell’Ospedale Evangelico (sede di Voltri e sede di Castelletto), oltre ad effettuare la ristrutturazione\messa a norma dei locali mensa dei due presidi; preparare i pasti da veicolare da un centro cottura esterno (le ditte offerenti potranno prevedere anche più centri cottura in base alla loro organizzazione) alle strutture Asl 3, e ristrutturare i locali mensa dell’Ospedale Villa Scassi di Sampierdarena con annessa linea self service.
    Per quanto concerne la predisposizione del centro cottura “…la ditta aggiudicataria potrà utilizzare le apparecchiature presenti nei centri cottura dei due Presidi Ospedalieri e quelle presenti nei centri cottura del O. Evangelico Internazionale di Voltri e della struttura di via G. Maggio 6 Ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, ed attualmente di proprietà della Asl 3 – continua il capitolato – Tali apparecchiature saranno cedute alla ditta stessa. Nel caso in cui la ditta offerente ritenesse opportuno approntare i pasti per i degenti dell’ E.O. Galliera da un centro cottura esterno, questo potrà essere unico con quello previsto per l’Asl 3 e per l’O. Evangelico Internazionale. Ovviamente in questo caso la ditta potrà utilizzare tutte le apparecchiature presenti sia nei centri cottura del E.O. Galliera e della Asl 3 Genovese”.
    Le giornate alimentari/anno stimate per l’Asl 3 (ospedali Gallino di Pontedecimo, Padre Antero Micone di Sestri Ponente, Villa Scassi di Sampierdarena, La Colletta di Arenzano e strutture territoriali quali R.S.A., residenziali e semi-residenziali, ecc.) sono 339.049; ospedale Evangelico: 39.550; Galliera: 137.898. Il totale del Lotto 1 supera le 500 mila giornate alimentari annue, a cui si aggiungono circa 140 mila pasti/anno per le mense aziendali e 25 mila per i centri diurni Asl 3.

    Lotto n. 2 Asl 1 Imperiese: la ditta aggiudicataria, previa sistemazione e messa a norma dei tre locali cucina già esistenti presso la sede Asl di Bussana (frazione di Sanremo), ospedale di Imperia e ospedale di Bordighera, dovrà organizzare il servizio di ristorazione prevedendo il mantenimento del punto cottura per la mensa ospedale di Sanremo.
    Lotto n. 3 Asl 4 Chiavarese: la ditta vincitrice dovrà procedere alla predisposizione di un centro cottura esterno per preparazione/veicolazione pasti e si occuperà della consegna presso stabilimenti ospedalieri e strutture territoriali Chiavari Lavagna, Rapallo, Sestri Levante.

    Il Lotto n. 4 riguarda esclusivamente l’Irccs Gaslini: la ditta vincitrice dovrà procedere: alla predisposizione di un centro cottura interno mediante la ristrutturazione con conseguente messa a norma dei locali cucina attualmente in uso e messi a disposizione dall’IRCCS Gaslini; alla concessione degli spazi per la predisposizione\allestimento (comprensivi di arredi e attrezzature) e gestione di due punti bar ristoro (la società aggiudicataria dovrà farsi carico di tutte le autorizzazioni e licenze); alla predisposizione di un nuovo spazio mensa con organizzazione ad isole comprendente tutte le attrezzature\arredi. La stima totale dei costi – comprendente opere edili, opere impiantistiche, oneri per la progettazione e oneri di sicurezza – è pari a 1 milione e 500 mila euro.
    Le giornate alimentari/annue stimate sono 110 mila; per i dipendenti, invece, sono stimati circa 118 mila pasti e circa 40 mila sono i pasti per terzi (familiari degenti, ecc.).

    All’articolo 2 il capitolato precisa “La durata dell’appalto è fissata in nove anni, decorrenti dalla data di stipula del contratto”.
    L’importo complessivo a base dell’appalto è stimato in presunti: Lotto n° 1: € 57.182.805,18; Lotto n° 2 € 22.802.940,90; Lotto n° 3 € 13.965.768,00; Lotto n° 4 € 20.387.821,50 – sempre con I.V.A. Esclusa – a cui si deve aggiungere, solo per il Lotto n° 4, l’importo relativo alla concessione (€ 2.709.000,50). Per un totale di € 114.339.335,58.

    Asl 3: l’azienda propone di unificare gli attuali 2 centri cottura nell’unico polo di Quarto

    Manicomio di QuartoOggi l’Azienda sanitaria locale genovese (Asl 3) può contare sul centro cottura dell’Ospedale Evangelico di Voltri che serve il Ponente, quindi le sedi di Voltri e Castelletto, il Padre Antero Micone di Sestri Ponente, il Gallino di Pontedecimo, oltre a diverse R.S.A., e sul centro cottura di Quarto (nell’ex ospedale psichiatrico) che serve praticamente tutto il Levante.
    Ma come racconta Antonella Bombarda, segretario della Cgil-Funzione pubblica «Il 19 febbraio scorso, in sede di trattativa, l’amministrazione dell’Asl 3 ha proposto un progetto di unificazione degli attuali 2 centri cottura nell’unico polo di Quarto. Noi non siamo d’accordo. Anche perché occorre un investimento in termini di acquisto dei macchinari e di riorganizzazione delle strutture per poter produrre e fornire un maggior numero di pasti».
    In effetti – proprio nel momento in cui si appresta a partire il maxi appalto cucine – investire in un simile progetto appare un’operazione antieconomica. «È pur vero che il centro cottura di Voltri presenta delle difficoltà a livello di forza lavoro, infatti, già adesso è necessario fare ricorso a personale interinale (4-5 persone) per garantire il servizio – riconosce Bombarda, Cgil-Fp – Però, secondo noi, sarebbe più opportuno andare avanti con entrambi i centri cottura, in attesa di vedere gli sviluppi della gara. Tra l’altro, l’Asl 3 afferma che il trasferimento dei lavoratori da Voltri a Quarto avverrà su base volontaria. A breve ci confronteremo con i lavoratori. Ma nel caso dovesse emergere la loro contrarietà, che cosa potrà succedere? C’è il rischio concreto che l’azienda decida di affidare a soggetti esterni, magari in anticipo rispetto ai tempi dell’appalto, la singola gestione del centro cottura di Voltri»
    «L’unificazione, dal punto di vista del risparmio delle risorse, sarebbe una scelta condivisibile – sottolinea Mario Iannuzzi, segretario genovese del sindacato autonomo Fials – Ma non bisogna dimenticare che le cucine di Quarto sono ubicate all’interno dell’area già venduta dell’ex ospedale psichiatrico».
    «Il problema è esclusivamente la mancanza di personale – aggiunge Emilio De Luca, delegato rsu Asl 3 della Uil Funzione Pubblica – Il progetto di unificazione dei centri cottura nell’unica sede di Quarto prevede anche l’acquisto di nuovi macchinari. Nel capitolato di gara, però, è scritto a chiare lettere che l’impresa vincitrice diventerà proprietaria delle apparecchiature». Ogni nuova acquisizione, dunque, diventerà una sorta di regalo ai privati futuri gestori.

    Tutti i dubbi sul maxi appalto

    SanitàLa tendenza prevalente, in atto ormai da anni sul territorio genovese, è quella di appaltare all’esterno la gestione di centri cottura e mense di presidi ospedalieri e strutture sanitarie, come confermano i casi degli ospedali San Martino, Galliera e, per quanto riguarda l’Asl 3, Villa Scassi (il primo ad agire in questo senso, una decina d’anni fa). «Oggi gli unici ospedali che conservano le cucine a gestione diretta sono il Gaslini e l’Evangelico di Voltri – spiega Mario Iannuzzi del sindacato autonomo Fials – Adesso, con la gara voluta fortemente dalla Regione Liguria, si completerà il quadro dell’affidamento del servizio di ristorazione ad imprese private. Noi siamo fermamente contrari perché riteniamo che il costo finale sarà più alto rispetto a quello odierno». Secondo Iannuzzi «Non c’è stata alcuna trattativa. L’amministrazione regionale ha deciso per conto suo».
    Considerati i consueti tempi lunghi di gara «Sarà necessario perlomeno un anno prima di conoscere i nuovi soggetti gestori – continua il rappresentante Fials – Nel frattempo saranno smantellate tutte le cucine esistenti nei presidi sanitari. Così facendo, però, non avremo più un metro di paragone tramite il quale valutare i costi/benefici di tale scelta. La novità del maxi appalto è rappresentata dal fatto che il soggetto vincitore dovrà realizzare un nuovo centro cottura, con ogni probabilità esterno. Fino ad ora, invece, Galliera, San Martino e Villa Scassi, pur affidando il servizio a ditte esterne, hanno continuato ad utilizzare i centri cottura interni. Un domani, senza più impianti pubblici, saremo in balia dei privati che avranno totale campo libero. Il primo anno, magari, si potrà ottenere anche un prezzo favorevole, ma in seguito è evidente che il prezzo lo stabiliranno univocamente i soggetti gestori».
    Per quanto riguarda le ripercussioni sui lavoratori «Nell’Asl 3 saranno coinvolti circa 40 lavoratori, fortunatamente tutti ricollocabili con procedure interne a patto che siano approntati adeguati percorsi di formazione, oltre ad una trentina dell’Ospedale Gaslini», sottolinea il segretario Fials.
    «La Regione avrebbe dovuto investire per mantenere il servizio di ristorazione all’interno del perimetro pubblico, raggiungendo sul lungo periodo un risparmio di costi – racconta Iannuzzi – L’affidamento ai privati, invece, tra non molto tempo farà emergere un aumento di spesa».
    Tuttavia, oltre alla carenza di risorse per effettuare un ipotetico investimento iniziale, esiste pure il problema legato al blocco delle assunzioni «La Regione ovviamente afferma “preferiamo assumere infermieri piuttosto che cuochi” – chiosa Iannuzzi – ma a dire il vero, anche in questo campo, eventuali assunzioni avvengono con il contagocce».

    Francesco Rossello, membro della segreteria regionale Cgil Liguria, ha seguito da vicino la questione dell’appalto «La nostra richiesta, in sintonia con le associazioni di categoria delle aziende, è quella di rivedere i contenuti dei capitolati di gara e possibilmente prorogare il termine ultimo di presentazione delle domande (previsto per il prossimo 12 marzo). Ma la Regione ci ha fatto intendere di non essere d’accordo e pare voler andare avanti per la sua strada».
    Leggendo i capitolati, secondo Rossello, emergono alcuni punti critici. Innanzitutto «La base d’asta per giornata alimentare (10,50 euro) è molto simile in almeno 3 lotti (numeri 1-2-3, che riguardano rispettivamente Asl 3 Genovese, Asl 1 Imperiese e Asl 4 Chiavarese). Ci chiediamo come sia possibile, viste le diverse caratteristiche di ogni territorio, anche a livello di organizzazione delle singole aziende sanitarie locali».
    Inoltre – dato che la giornata alimentare in linea di massima oggi costa di più rispetto alle basi d’asta previste – la Cgil si domanda «Su quali leve agirà il privato per contenere i costi?» L’esempio dell’Istituto Gaslini, in tal senso, è illuminante. Attualmente, infatti, la giornata alimentare costa circa 16, 50 euro. La base d’asta per giornata alimentare del Lotto n. 4, invece, è stimata in circa 11,10 euro.
    «Il rischio, insomma, è che i privati agiscano sul costo del lavoro – sottolinea Rossello – Non tanto in termini di riduzione sostanziale della forza lavoro, ma piuttosto attraverso la definizione di condizioni contrattuali non consone al contesto».
    «Oggi al Gaslini lavorano circa 50 persone (tra i quali 17 con contratti interinali) – conclude il rappresentante sindacale – In tal senso abbiamo chiesto che l’azienda vincitrice garantisca la salvaguardia occupazionale sia per i dipendenti, che dovranno essere riqualificati, sia per gli interinali. E lo stesso vale per i lavoratori dell’Asl 3 coinvolti dal Lotto n. 1. Ma bisogna capire con quanto personale, a livello numerico, i privati futuri gestori, decideranno di effettuare il servizio di ristorazione».

    Matteo Quadrone

  • Taxi: concorso fotografico a cura della Cooperativa Radio Taxi Genova

    Taxi: concorso fotografico a cura della Cooperativa Radio Taxi Genova

    Taxi in piazza De FerrariLa Cooperativa Radio Taxi Genova lancia a partire dal primo marzo il concorso fotografico Taxi! dedicato alle “auto bianche” di Genova.  Il tema del concorso consiste nel rappresentare il legame tra Genova, genovesi e il sistema di mobilità dei Taxi nella realtà urbana nei suoi vari aspetti

    In palio una crociera Msc, una fotocamera Reflex Nikon e un corso di fotografia dell’associazione 36° Fotogramma. Gli scatti migliori verranno esposti in una mostra pubblica, dedicata alle “auto bianche” genovesi.

    L’iscrizione è gratuita; per partecipare è necessario iscriversi tramite il sito internet della Cooperativa www.5966.it/concorso e inviare le proprie fotografie scattate nel territorio del Comune di Genova (digitali, a colori o in bianco e nero, realizzate con qualsiasi strumento) in formato JPG entro il 15 maggio 2014 all’indirizzo concorsoradiotaxigenova@gmail.com.

    Entro il 10 giugno, la giuria deciderà l’assegnazione dei premi e le immagini che saranno esposte in una mostra dedicata. Entro il 30 giugno si conosceranno i nomi dei vincitori del concorso.

    Il concorso è organizzato nell’ambito delle manifestazioni del quarantennale del sistema “Radio Taxi”, e in collaborazione con l’associazione culturale 36° Fotogramma.

     

     

  • I Selton live a La Claque, quando alla malinconia “o remédio è cantar”

    I Selton live a La Claque, quando alla malinconia “o remédio è cantar”

    selton-concerto-live-claqueLe lingue delle loro canzoni sono il portoghese, lingua madre; l’inglese, lingua franca; e l’italiano, lingua d’adozione. Le città della loro avventura sono Porto Alegre, in Brasile, Barcellona e Milano. Nella prima si conoscono, compagni di scuola già con la passione per la musica; nella seconda si rincontrano casualmente, e celebrano la coincidenza formando il gruppo, battezzandolo Selton e riproponendo i Beatles in chiave – ovviamente – bossanova nello scenario gaudìano del Parco Güell. Nella terza ci finiscono perché, partecipando nel 2006 al programma di Fabio Volo ItaloSpagnolo, ottengono la possibilità di registrare con Gaetano Cappa (vocal coach a X Factor) il primo disco “Banana à Milanesa”, uscito nel 2008.

    Ricardo Fischmann, (chitarra, voce), Ramiro Levy (chitarra, ukulele, voce), Eduardo Dechtiar (basso, voce) e Daniel Plentz (percussioni, voce) proseguono il loro percorso musicale con il secondo album, omonimo, datato 2010. “Selton” viene accolto positivamente dalla critica, celebrato come uno dei più intelligenti dischi melodici italiani dell’anno. Nel 2012 la loro carriera vanta, oltre alla partecipazione al disco di cover di Max Pezzali “Con due Deca” con la canzone “Come deve andare”, l’esibizione al Premio Tenco a Sanremo, nella quale accompagnano Daniele Silvestri. L’ultima fatica discografica arriva nel 2013 con “Saudade”, un disco che riprende il discorso iniziato con l’album d’esordio, senza ovviamente rinnegare il potenziale alternativo del secondo disco. Come racconta la band a proposito dell’album, «è talmente tanto tempo che siamo lontani da casa, che quasi non sappiamo più dove sia: ci mancano le spiagge del Brasile e i concerti per strada a Barcellona. Con il nuovo disco raccontiamo proprio questo: “saudade” in portoghese significa appunto “malinconia”. Raccontiamo i nostri sentimenti e le nostre nostalgie, e ci rendiamo conto che l’unico momento in cui non ci manca più niente è proprio quando suoniamo insieme».

    claqueA La Claque, uno dei palcoscenici genovesi migliori per la musica live, l’atmosfera è di grande impatto: piccoli tavolini disseminati davanti al palco già pronto per la performance, luci soffuse e fumose e un già numeroso pubblico che vocifera e brinda. Il concerto inizia e immediatamente tutto il locale è a proprio agio: l’accuratezza dei suoni è nitida e la simpatia della band è coinvolgente. I lavori in studio dimostrano la precisione esecutiva e compositiva dei musicisti; e si dimostrano subito tanto melodici e composti in sala di registrazione quanto divertenti ed energici dal vivo!

    A ogni brano le persone che iniziano a ballare si moltiplicano, incoraggiati dai ragazzi e da pezzi come l’irresistibile “Non lo so” e la cavalcante “Across the Sea”, così squisitamente ritmiche che è impossibile restare fermi. I coretti, ben dosati e mai pretenziosi, rendono ogni pezzo elegante e leggero, ma mai banale, richiamando alla mente le atmosfere dei Vampire Weekend. “Piccola Sbronza”, pezzo scritto con la collaborazione di Dente, vede addirittura l’invasione del palco da parte delle manifestazioni forse troppo affettuose di una fan. E se durante l’esibizione fanno salire una ragazza scelta a caso a suonare il tamburello con loro, che vince subito la timidezza grazie alla loro calorosità, quasi a fine concerto è la band a saltare giù dal palco, per cantare in mezzo a tutti “Eu Nasci no Meio de um Monte de Gente”, per poi finire in gran bellezza con “Nuoto nuoto e niente più”, rocksteady giamaicano con un’eccezionale coreografia dei musicisti, che sanno anche, da ottimi polistrumentisti, scambiarsi di posto. Il gruppo vanta, inoltre, la collaborazione del compianto Enzo Jannacci, dalla quale nasce la cover tutta brasileira di “Vengo anch’io. No, tu no”, divertentissimo momento nazionalpopolare d’effetto assicurato, così come per le due cover di Cochi e Renato: “Canzone intelligente” e “La Gallina”.

    Nel post concerto il pubblico si accalca per i complimenti e gli autografi; ne approfittiamo per avvicinare Ricardo, al quale rivolgo subito una domanda sul significato del nome del gruppo. «Selton è una parola inventata, che assume un significato preciso e importante tra di noi, che oltre a essere un gruppo siamo innanzitutto un gruppo di amici. Selton si potrebbe tradurre con sintonia». Per quanto riguarda Genova, «è una città per noi ancora tutta da scoprire. Non è la prima volta che veniamo qui, ma sicuramente la sua fama la precede, visto che è la città che ha dato i natali a Colombo, una sorta di eroe per noi del Nuovo Continente. Il potenziale della città è sicuramente altissimo, vista la sua scuola di cantautori; ma l’impressione è che la musica live, qui come spesso accade anche altrove, faccia fatica a trovare spazi e riconoscimenti».

    I Selton sono una piacevolissima scoperta in un venerdì sera piovoso; un gruppo che fa della propria malinconia la sua ragione d’essere, cantata in maniera che ne risalti la gioia e la felicità dietro ai ricordi lontani di casa propria, e per la quale “o remédio è cantar”.

    Nicola Damassino

  • Liguria Terra Fragile, l’incontro in Provincia e l’appello di WWF e Legambiente alla politica

    Liguria Terra Fragile, l’incontro in Provincia e l’appello di WWF e Legambiente alla politica

    autostrada-impatto-ambientale-grandi-operePoteva essere il tanto atteso faccia a faccia fra la politica e gli ambientalisti sul tema delle grandi opere e del consumo del territorio, per alcuni sarebbe potuto essere addirittura il giorno della presa di posizione del sindaco Doria sulla Gronda, e invece niente di fatto. Assenti sia il sindaco che l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita, l’incontro pubblico “Liguria terra fragile” promosso da Legambiente e WWF con il patrocinio della Provincia, svoltosi ieri nella sale del consiglio della Provincia di Genova, ha perso molto della sua logica iniziale. Le associazioni ambientaliste hanno comunque lanciato un appello alla politica affinché abbandoni il “totem” grande opera in favore di una discussione fondata sul merito delle questioni.

     «Usiamo la parola “fragile”, ma questo termine viene sovente utilizzato in maniera impropria come se la nostra regione fosse da sempre in questa situazione – sottolinea Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria – in realtà è l’intervento dell’uomo che ha reso via via più fragile il territorio, e questo fattore non deve essere mai dimenticato». A tal proposito «Bisogna rimettere in discussione le scelte del passato – continua Grammatico – in particolare quella relativa all’impermeabilizzazione sfrenata del suolo che dà luogo a disastri ai quali ormai siamo tristemente abituati. Un dato emblematico, estratto da un dossier di Uniontrasporti, ricorda come in Liguria siano presenti ben 98 Km di strade (comunali, provinciali, statali, autostrade, ecc.) che coprono complessivamente 300 Km quadrati di territorio. È evidente come la situazione sia satura, quindi è necessario investire sulla rete stradale esistente e non puntare sulla realizzazione di nuove opere che andrebbero a tagliare ulteriormente i versanti montuosi».

    Oggi la discussione verte sulle “infrastrutture” e sul cemento necessario per costruirle, senza entrare quasi mai nel merito delle diverse questioni, magari con il supporto di analisi costi/benefici indipendenti. E il panorama ligure non si discosta più di tanto da quello nazionale. Questo il senso dell’appello lanciato dalle associazioni, come spiega Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente: «In Italia la vera questione è cambiare i termini del dibattito sulle opere infrastrutturali che, invece, sembra essere tuttora ancorato al contesto pre-crisi quando, a partire dal 2001, intorno alla Legge Obiettivo (Legge n. 443 del 2001, programma delle infrastrutture strategiche) si è costruita una bolla di sogni in cui tutto sembrava possibile, ed ogni realtà italiana ha provato a candidarsi, ciascuna con la sua grande opera, per entrare dentro quel percorso».
    In questo momento in Italia si dovrebbero costruire ben 175 opere trasportistiche per un totale di circa 375 miliardi di euro. «Il Paese probabilmente non ha neppure 1/10 di tali risorse – continua Zanchini – Tra l’altro sono costi sottostimati perché, quasi nella totalità dei casi, si tratta di progetti preliminari. Tuttavia, sono opere che vanno avanti, perlomeno sulla carta. Evitando che la politica, a tutti i livelli, dai singoli Comuni al Governo, si assuma la responsabilità di dire “No quest’opera non si può fare, quest’opera non è concretamente finanziabile”. Tutto ciò è stato superato grazie alla Legge Obiettivo che permette di costruire per lotti costruttivi (ovvero intanto si apre il cantiere e poi si attendono le risorse per proseguire), è il caso di Gronda e Terzo Valico a Genova».

    Per Stefano Lenzi del WWF Italia «La Legge Obiettivo è la più grande operazione clientelare portata a termine in Italia, in cui si realizza la connivenza tra gli studi di progettazione delle grandi società ingegneristiche e la politica. La Legge Obiettivo stato un macroscopico fallimento, è servita soltanto per mettere timbri su progetti dissennati, infilarli nel cassetto e nel frattempo soddisfare le clientele locali». Secondo Lenzi «Lo Stato ha abdicato alla sua capacità di pianificazione e programmazione. Oggi, secondo il rapporto del servizio studi della Camera, risultano effettivamente pagati per opere concluse soltanto 9 miliardi sul monte di 375 miliardi di euro, cioè il 2% del costo complessivo».

    Ma quali sono le priorità sulle quali occorre al più presto concentrarsi? «Il tema delle città e della mobilità urbana, ad esempio, è completamente assente nella Legge Obiettivo – sottolinea Zanchini – Le linee dei tram e delle metropolitane, insomma, non hanno alcuna speranza di essere realizzate. Altro tema fondamentale è il trasporto merci. La politica pensa ai grandi collegamenti come la Tav in Val di Susa, il Valico del Brennero, il Terzo Valico, ecc., così il dibattito riguarda esclusivamente le infrastrutture a scapito dell’analisi sulle dinamiche del traffico merci. Prendiamo il caso del Terzo Valico che, nella migliore delle ipotesi, sarà completato tra 20 anni. Nel frattempo non si fa nulla di altro. La discussione dovrebbe concentrarsi sul sistema portuale genovese nel suo complesso (qui l’approfondimento di Era Superba, ndr), sulle strategie per semplificare entrata/uscita delle merci dai terminal portuali, sul rendere più efficiente la gestione del trasporto ferroviario all’interno dello scalo, ecc. E solo successivamente potremmo ragionare sulle linee di valico in un’ottica regionale e non solo genovese».

    Matteo Quadrone