Cibi e bibite equosolidali nei distributori automatici: perché no?

equo solidale

equo solidaleQuanti grassi, calorie e conservanti di più o meno dannosa natura stanno dentro agli snack e alle bibite che troviamo nei distributori automatici? Un boom sempre più diffuso, che dopo aver monopolizzato le stazioni ferroviarie sta lentamente occupando anche le strade delle città. Qui a Genova un esempio lampante sta nelle catene di distributori multipli installate al posto di negozi chiusi in via San Vincenzo e in altre zone del centro storico.

Un’altra faccia di questo boom è sfruttarlo per promuovere la diffusione di prodotti meno “nocivi” dal punto di vista calorico e che provengono dal commercio equo e solidale. Un esperimento partito da alcuni anni e che ha coinvolto molte città italiane – l’ultima in ordine di tempo è Cuneo – che proprio in questi giorni ha installato i primi distributori automatici equosolidali nell’ambito dell’adesione alla campagna Città Equosolidali.

La Regione Liguria ha aderito a questo progetto nel 2008, e i Comuni che hanno già al loro interno snack equosolidali sono Savona, La Spezia, Lavagna, Sestri Levante, Serra Riccò e Finale Ligure. Non sarebbe bello trovare un’iniziativa del genere anche a Genova?

Marta Traverso

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