Autore: erasuperba

  • Intervista a Irene Fornaciari: il Festival di Sanremo e la nuova vita a Righi

    Intervista a Irene Fornaciari: il Festival di Sanremo e la nuova vita a Righi

    Irene FornaciariSotto il sole di mezzogiorno incontro Irene Fornaciari, classe 1983, cantante, figlia del famoso Zucchero. Lei da qualche anno vive a Genova con il compagno, musicista anch’egli.

    Ciao Irene, partirei con una domanda sulla tua recente partecipazione al Festival di Sanremo, sei soddisfatta?

    “Sono contenta, ho provato vibrazioni positive sul palco. L’importante era suonare il pezzo più volte e direi che ci siamo riusciti arrivando in semifinale”.

    La collaborazione con I Nomadi come la giudichi?

    “Collaborare con I Nomadi è stata un’esperienza indimenticabile e non solo dal punto di vista artistico, ma anche umanamente, sono stati dei compagni di viaggio fantastici, ogni sera li ringraziavo”.

    Cosa ne pensi della manifestazione sanremese, la consideri un’esperienza importante per un artista?

    “Io sono sempre stata pro festival. Per me rappresenta ancora oggi, nonostante le critiche, la storia della musica italiana. Per affrontare il palco dell’Ariston ci vuole preparazione. Le emozioni che ho vissuto all’Ariston sono le più forti, nemmeno all’Olimpia di Parigi le ho provate”.

    Che rapporto hai con la nostra città?

    ” Vivo a Genova da qualche anno, sulle alture del Righi, un posto con un panorama splendido, ho un solo rammarico vivo poco la città perché sono sempre in giro per lavoro. Esco raramente anche per via del mio carattere, spesso quando torno preferisco stare a casa e rilassarmi guardando il mare dalla mia finestra”.

    Quali luoghi della città apprezzi in particolare?

    “Il porto antico è bellissimo, poi in generale amo stare in mezzo alla natura, passeggiare nel parco del Righi con il mio cane e soprattutto avere il mare vicino è per me fonte di ispirazione”.

    Per concludere vorrei un giudizio sui genovesi…

    “E’ incredibile come nella mia esperienza abbia riscontrato il contrario dei luoghi comuni che vi descrivono come chiusi, scontrosi e diffidenti. In realtà quando aprite il cuore ad una persona siete generosissimi, ho conosciuto sempre persone disponibili”.

    Quindi è un ritratto più che positivo, hai invece qualche critica?

    “Un consiglio: dare più spazio alla musica live a Genova. Uno spazio come il porto antico andrebbe sfruttato maggiormente, si potrebbero organizzare più concerti”.

    Matteo Quadrone

  • Parco avventura Genova Righi, il primo in un contesto urbano

    Parco avventura Genova Righi, il primo in un contesto urbano

    Parco Avventura Genova RighiIl Parco Avvrentura di Genova, a Righi nel parco del Peralto, è un insieme di percorsi sospesi a diverse quote da terra, installati su alberi ad alto fusto o, in loro mancanza, su pali di legno o pareti di roccia.

    Spostamenti con corde, piattaforme installate ad altezze differenti, salite e discese tra i rami appesi a carrucole, tutto nella massima sicurezza, garantita da un’istruzione teorica impartita agli utenti al loro ingresso nel parco, e dall’uso di un’attrezzatura simile a quella per alpinismo (imbragatura, moschettoni, casco, guanti).

    Le caratteristiche principali sono ovviamente il contatto con la natura, ma anche il basso impatto ambientale: nessun mezzo motorizzato, nessun rumore, nessuna emissione di gas, un modo intelligente per divertirsi rispettando il territorio.

    Il progetto di Romolo Benvenuto, ex deputato Ulivo – PD, a capo della società “Righi outdoor” che gestirà il parco, prevede la riqualificazione di due ettari di area boschiva attraverso la pulitura e lo sgombero delle discariche abusive che si estendono in zona. L’idea trova il favore della Rete Puin che si occupa della valorizzazione del parco del Peralto e di Legambiente Liguria.

    La speranza è che diventi un’occasione per restituire alla città una porzione di parco non più fruibile e mantenere costante nel tempo il monitoraggio e la difesa di questo patrimonio verde.

    L’apertura è prevista a maggio con cinque percorsi di difficoltà variabili, ma già si pianifica un ampliamento graduale di servizi e percorsi. La riqualificazione porterà posti di lavoro per istruttori preparati che si occuperanno della teoria e delle esercitazioni pratiche, e dopo una breve formazione gli utenti potranno cominciare ad arrampicarsi e a saltare da un albero all’altro, ammirando da posizioni privilegiate il profilo della città vecchia.

    Matteo Quadrone

  • La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    Mercato Comunale CarmineEsperimento sociale ma non solo, questo originale laboratorio e’ stato presentato in operazione “antimugugno” per una citta’ che sui “mugugni” non lesina di certo…Il responsabile dell’Associazione, Stefano Bruzzone, ha parlato pubblicamente di questa iniziativa con l’intento di coinvolgere, proporre e creare una genuina partecipazione della cittadinanza a 360 gradi, in un quartiere dove le problematiche sociali sono tutt’altro che sottili.

    Il 23 gennaio 2008 Stefano Bruzzone e’ apparso nell’area forum della FNAC di Genova e, alla domanda circa gli obiettivi che il Cantiere si e’ posto, ha risposto: “Quello che vogliamo e’ gettare un seme, sperando che da qualche altra parte della citta’ si possa avvertire un segnale di cambiamento“.

    A differenza di altri centri italiani e capitali europee, Genova non ha una piazza libera aperta a pittori ed artisti e piazza del Carmine, una volta pedonalizzata, per dimensioni e posizione potrebbe rivelarsi un luogo adatto e particolarmente azzeccato.

    Cantiere di Idee del Carmine” propone di creare all’interno del capannone del Mercato Comunale da tempo semi dismesso, con un solo banco in attività, un polifunzionale Centro Culturale di due piani dedicato a pittori, scultori, musicisti e letterati (scuole e gallerie d’arte, laboratori di artisti, ecc.), con un soggetto credibile in grado di garantirne la gestione (il Teatro del Mediterraneo di Carla Peirolero e’ una delle ipotesi al vaglio).

    Il Carmine diventerebbe cosi’ la cittadella dell’arte a Genova, un quartiere ripopolato da artisti al lavoro e da piccole gallerie d’arte, botteghe artigiane e zone espositive nei tanti locali e fondi della zona attualmente inutilizzati.

    Una mostra fotografica e’ gia’ stata allestita all’interno di questo mercato che troneggia affianco alla chiesa e, per il futuro prossimo, sono in previsione molteplici iniziative, perfettamente coerenti e contestualizzate nel piano cardine di questo laboratorio che si espandera’, appunto, in quelle creuze storiche oggi piegate dal degrado e nei box inutizzati del mercato.

    Gia’ pochi giorni dopo la “Chiamata alle Arti”, una coppia di pittori ha preso in affitto in Salita Carbonara un locale da tempo inutilizzato: sara’ la prima bottega di pittori nel quartiere.

    Immagino un quartiere che si trasforma in contenitore culturale, sempre attento alle esigenze e ai mutamenti di una Genova sopita, distratta e mugugnona. Il tutto condito – continua Bruzzone – con memoria storica, tradizione popolare, aggregazione e massima creativita’, esulando dall’ottica miope di un comitato di quartiere“.

    La collina del Carmine come Montmartre? Certo, si puo’. Il capannone del mercato ormai praticamente inutilizzato come la Place du Tertre, la piazza dei pittori e degli artisti della famosa “butte” parigina? Certo che si, tutto si puo’! Il sogno e’ quello di un’invasione di pittori, scultori, disegnatori ed altri artisti per ridare vita a un angolo dimenticato della nostra citta’, un borgo ricco di storia e tradizione.

    “L’amministrazione per quanto riguarda questa zona sonnecchia un po’ troppoconclude Stefano Bruzzone – non c’e’ solo il problema del Mercato da risolvere: siamo vicini ad un anno dalla consegna di oltre 340 firme per l’attesa pedonalizzazione di piazza del Carmine, le salite con le pavimentazioni storiche stanno cedendo ed anche la grande edicola votiva in piazza del Carmine perde i pezzi. In tempi disgregati quali quelli attuali, con la depressione collettiva che c’e’, un progetto come questo, che intende programmare un futuro percorribile per il borgo e che arriva dai cittadini, dovrebbe essere salutato dai nostri amministratori quantomeno come un segnale molto positivo”.

    Per chiunque volesse saperne di piu’, l’Associazione “Cantiere di Idee del Carmine” e’ contattabile all’indirizzo mail liberotempo@gmail.com.

     

    Laura Di Gregorio