Tag: aree agricole

  • Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Spighe al tramontoQualche tempo fa su Era Superba vi abbiamo raccontato l’iniziativa Il Cammello della Spesa, un servizio di consegna a domicilio di prodotti biologici e km zero organizzato dalla cooperativa sociale La Cruna. Si tratta della possibilità, per gruppi di almeno 3 persone, di ricevere la propria spesa (soprattutto generi alimentari, ma non solo) a casa o sul posto di lavoro favorendo dell’abbattimento dei costi proprio dei gruppi di acquisto solidale: un modo per risparmiare e al tempo stesso sostenere l’attività dei produttori che operano sul territorio.

    Lanciato circa due anni fa, il Cammello della Spesa conta oggi circa 500 iscritti sul territorio genovese. Come ci spiega Elena Corbo, che collabora da novembre con La Cruna nella gestione del servizio, «il numero di iscritti comprende sia gli acquirenti abituali sia quelli occasionali: per capire meglio l’effettiva tenuta del servizio, ogni mese facciamo due ordini ai produttori, con una media di 350 ordinazioni ciascuno da parte dei singoli iscritti».

    Il Cammello della Spesa è nato perché La Cruna già si occupava di attività presso gli uffici, per esempio con il ritiro di toner esausti, e a suo tempo si è voluto conciliare questo lavoro con iniziative più coerenti con gli scopi sociali (vedi la valorizzazione dei prodotti locali). Il buon esito dell’iniziativa ha tuttavia portato la necessità di costituire un’associazione autonoma: «La Cruna basa la sua attività su bandi e appalti, mentre Il Cammello della Spesa è un’attività commerciale che trae il suo finanziamento dalle adesioni di chi richiede il servizio. Pur condividendo i medesimi scopi, questa differenza nella gestione operativa ci ha fatto riflettere – insieme allo staff de La Cruna – sull’esigenza di dare maggiore autonomia al progetto. Io e il mio socio Fabio – che è anche l’ideatore del servizio – abbiamo dunque fondato Associazione Ta’Am – Il profumo della terra, che avrà sede a Genova Cornigliano e sarà inaugurata con un evento venerdì 19 luglio. Abbiamo scelto la formula dell’associazione perché meno onerosa e perché ci consente di organizzare eventi e iniziative in un’ottica non profit: in futuro ci auguriamo di trovare un doppio binario, gestire Il Cammello della Spesa con una cooperativa sociale e mantenere l’associazione per le iniziative non commerciali».

    L’associazione si occuperà sia di gestire Il Cammello della Spesa e garantirne la sostenibilità economica, sia di organizzare iniziative culturali sul tema del consumo critico e consapevole. «Il Cammello della Spesa ha lo scopo di valorizzare i prodotti locali e biologici e renderli accessibili a più persone possibile, anzitutto con prezzi non troppo elevati: riprendendo i valori del commercio equo e solidale, settore in cui ho lavorato per molto tempo, i prodotti acquistati tramite questo servizio hanno un “ricarico” che non va oltre il 30-50% rispetto al prezzo di costo. I negozi “ordinari” hanno invece percentuali superiori. Per farti capire meglio, un negozio che vende beni di lusso stabilisce dei prezzi molto più alti rispetto a quelli con cui li ha acquistati dai fornitori, così che se arrivano due clienti al giorno il guadagno è comunque elevato. Un servizio come il nostro ha invece necessità di un numero molto alto di acquirenti, e affinché questo avvenga i prezzi devono essere bassi: pertanto tendiamo a vendere i prodotti con uno scarso aumento rispetto al prezzo con cui li acquistiamo dai produttori».

    Quali sono i primi eventi in programma dell’associazione? «A ottobre partirà un corso di cucina naturale al Grimaldi Cafè di piazza della Meridiana che sarà tenuto da Alberto Ficarelli, cuoco specializzato in questa materia e che già tiene una rubrica di cucina consapevole sul sito de Il Cammello della Spesa. Vogliamo inoltre organizzare visite guidate alle aziende produttrici che aderiscono al Cammello della Spesa, mentre presso la nostra sede terremo eventi e conferenze aperti a tutti».

    Marta Traverso

  • Linfa: concorso per progetti di agricoltura sostenibile

    Linfa: concorso per progetti di agricoltura sostenibile

    coltivazione-agricoltura-cogornoAGGIORNAMENTO! Il bando è stato prorogato al 30 settembre 2013

    Sono aperte fino al 4 luglio 2013 le iscrizioni a Linfa – Le Idee Nuove Fanno Agricoltura Sostenibile, un bando rivolto a laureati under 35 per cercare nuovi progetti legati al settore agricolo in ogni sua sfaccettatura (produzione agro-forestale, allevamento, pesca e itticoltura).

    I progetti dovranno avere come requisito l’operabilità sul territorio italiano, l’innovazione in ambito tecnico e tecnologico, l’attenzione allo sviluppo sostenibile e alla biodiversità e la creazione di nuove opportunità lavorative.

    Possono partecipare cittadini italiani e stranieri purché operanti in Italia, di età inferiore ai 35 anni e laureati in Università italiane o estere tra l’a.a. 2007-2008 e l’a.a. 2011-2012.

    L’iscrizione avviene caricando sul sito web Idea360 i seguenti materiali (max 2.000 battute ciascuno):
    I. Abstract – contenuto essenziale del progetto proposto
    II. Innovazione tecnologica
    III. Multidisciplinarietà
    IV. Fattibilità tecnica
    V. Fattibilità economica
    VI. Benefici per la collettività e ricadute sul territorio
    VII. Tempi di realizzazione del progetto.
    VIII. Profili occupazionali

    Una giuria online valuterà i progetti fino al 17 luglio: i dieci progetti migliori saranno valutati da una seconda giuria – composta da esperti del settore – ed entro ottobre 2013 sarà proclamato il vincitore. A questo progetto sarà data possibilità di realizzazione con un contributo di 30.000 €.

  • Municipio Levante: sentieri ciclabili e pedonali da Bavari a Sant’Ilario

    Municipio Levante: sentieri ciclabili e pedonali da Bavari a Sant’Ilario

    Tramonto ad ApparizioneAl via il progetto promosso dal Municipio IX Levante e da alcune associazioni territoriali per la valorizzazione e la riqualifica dell’entroterra genovese, nei territori di Bavari, San Desiderio, Apparizione, Monte Moro, Monte Fasce, Colle degli Ometti, San Rocco di Nervi e Sant’Ilario. L’iniziativa è stata presentata lo scorso sabato 20 aprile 2013 nel corso di un incontro illustrativo a Belvedere Pomodoro, di Quarto Alto, dove i rappresentanti dell’amministrazione hanno illustrato alla cittadinanza i loro progetti per la riqualifica dei siti dell’entroterra, allo scopo di rimetterli in sesto e renderli più vivibili sia per i residenti che per turisti e visitatori.

    Tra le varie proposte avanzate, quelle legate alla pulizia e manutenzione territoriale, e alla valorizzazione storico-culturale, per ridare slancio a territori meno frequentati del Levante genovese. Si è partiti con una prima azione partecipata di pulizia dell’area, che ha visto anche la partecipazione delle varie associazioni locali allo scopo di metterle in rete e realizzare sinergie tra le tante realtà presenti in loco, da sempre impegnate per il recupero e la valorizzazione dell’area. Con il duplice intento di dare alle associazioni una maggiore visibilità e mettere al contempo in risalto le varie iniziative, si vuole sensibilizzare la cittadinanza intera su queste problematiche e spingere a una maggiore partecipazione e coinvolgimento.
    Inoltre, l’obiettivo è anche quello di recuperare le radici storiche e le tradizioni popolari di queste aree collinari, con la valorizzazione dei segni, della cultura e delle opere umane accumulatesi nei secoli e che rischierebbero di venire pian piano dimenticate.
    Inoltre, è previsto anche il recupero dei siti abbandonati e la valorizzazione del patrimonio agricolo, con il ripristino e l’incremento delle attività originariamente svolte in questi luoghi. Poi ancora, la creazione di una rete di sentieri ciclo-pedonali per collegare i borghi tra loro e creare percorsi turistico-formativi, alla scoperta delle attività originarie svolte storicamente nell’entroterra, dei manufatti un tempo realizzati e delle curiosità e i retroscena storici nascosti in questi posti poco conosciuti dai più.

    Quella del 20 aprile è stata la prima di una serie di giornate di incontri, che verranno a delinearsi meglio nel tempi e nei modi, man mano che saranno avviate le diverse fasi dell’intero progetto.
    Nella fase iniziale sono previsti interventi a breve termine per la riqualifica storico-naturalistica: si parte con il ripristino dei manufatti storici, la creazione di un percorso pedonale facilmente accessibile e uno per ciclisti di mountain bike, per favorire il collegamento tra i vari siti di interesse storico-paesaggistico e favorire percorsi turistici. Il tutto, in collaborazione con associazioni di quartiere particolarmente attive e di numerosi volontari, che aiuteranno durante lo svolgimento delle operazioni di riqualifica e coordineranno i lavori di restyling. Lungo il tragitto, anche pannelli espositivi, posizionati soprattutto in località Belvedere Pomodoro, che forniranno dati tecnici sulle località interessate. Inoltre, l’apertura al dialogo al confronto con i cittadini e con tutti coloro che vorranno partecipare alle iniziative di recupero territoriale: dall’amministrazione e dagli organizzatori, la disponibilità ad ascoltare ed accogliere le proposte di chiunque voglia dire la sua.

    genova-apparizione-creuza-d1Così commenta queste iniziative Nerio Farinelli, presidente del Municipio IX Levante: «L’iter che abbiamo avviato il 20 aprile scorso interessa tutte le zone collinari del Levante sotto più aspetti: per cominciare, quello ambientale, per cui stiamo cercando di risolvere i problemi legati al degrado e ai danni legati alle alluvioni. Inoltre, vogliamo muoverci per evitare ulteriori danni futuri generati da eventi calamitosi. Inoltre, l’aspetto culturale: vogliamo creare sentieri che permettano a sportivi e non di avventurarsi nei territori dell’entroterra del Levante e per questo motivo vogliamo realizzare appositi sentieri per il trekking, la mountain bike, e altre attività. Infine, non sono state tralasciate nemmeno iniziative storiche e legate alla salvaguardia della memoria popolare di questi luoghi: da parte del Municipio c’è l’idea di creare un istituto per la ricerca storica, in cui saranno organizzate mostre e iniziative culturali varie per raccogliere e preservare tutte le testimonianze storiche di questi luoghi, che altrimenti verrebbero dimenticate. Oltre a questi progetti a medio termine, anche altri più specifici e immediati, di recupero dei siti coinvolti: ad esempio, proprio durante l’incontro dello scorso 20 aprile, abbiamo dato avvio al progetto di pulizia dei sentieri dei territori di Quarto Alto, per dare un contributo effettivo per la manutenzione dei luoghi e soprattutto per dare un segno di concretezza. A pochi giorni dalla presentazione dei vari programmi, siamo contenti di dire che la realizzazione dei programmi sentieristici è in fase avanzata di realizzazione. Per gli altri progetti ci sono già contatti con le varie comunità e associazioni locali: il tutto si nutre dell’interazione tra le parti, e su questo stiamo ancora lavorando».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Valletta Carbonara San NicolaSabato 9 marzo 2013 (ore 20) il Circolo Arci Belleville ospita una cena con i cittadini – giardinieri che da alcuni mesi si stanno occupando della riqualificazione di Valletta San Nicola, lo spazio verde di 20.000 metri quadrati sito alle spalle dell’ex Albergo dei Poveri, un tempo destinata alle serre del Comune e oggi in stato di abbandono. Un progetto creato da un gruppo di cittadini costituito in associazione.

    Questo il programma della serata: cena alle 20 con pizzoccheri e torta di nocciole (costo 8 €, per i bambini 6 €); alle 21 il racconto del progetto e dibattito.

    «Tra i valori fondanti del Circolo Belleville ci sono la promozione di consumo critico e sviluppo sostenibile: molti soci non conoscono tutte le iniziative attuate in città su questi temi, oppure le conoscono ma non sanno come mettersi in contatto o dare il proprio contributo. Eventi come quello di sabato permettono al Circolo di essere amplificatorie di storie e buone pratiche, che vengono presentate in contesti di convivialità», spiega Silvia Melloni, che ha organizzato la serata.

    L’incontro si inserisce nei progetti che Arci sta da tempo effettuando a Genova: molti circoli si adoperano per riqualificare le aree verdi circostanti, che all’occorrenza possono essere trasformate in orti urbani, giardini o spazi gioco per i bambini. Uno degli esempi più virtuosi è Erba Voglio, progetto curato a San Teodoro da Agostino Barletta. «La cittadinanza attiva si esprime anche nel valorizzare la bellezza del territorio»: a questo scopo Arci fa anche rete con realtà simili sul territorio, che operano anche in altri quartieri (per esempio Terra Onlus a Cornigliano e Vesima, Legambiente, Rete If e altre).

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Siviglia, orto collettivoIl metodo di agricoltura sinergica è stato ideato in Spagna da Emilia Hazelip e si basa sull’assunto che il suolo sia un organismo autonomo in grado di auto-rigenerarsi: mentre la terra fa crescere le piante, queste creano a loro volta suolo fertile attraverso il rilascio di residui organici dalle radici (microrganismi, batteri, funghi, etc).

    La coltivazione sinergica si basa dunque su un rispetto assoluto delle condizioni naturali del suolo: se nell’agricoltura “tradizionale” il terreno è arato e modificato a seconda delle stagioni, le colture sinergiche sono invece permanenti e avvengono in aiuole rialzate di circa 30-40 cm rispetto al terreno su cui gli agricoltori camminano e lavorano. Le piante inoltre non vengono estirpate, ma tagliate in modo che le radici si decompongano naturalmente nel terreno, rilasciando gli organismi che ne alimentano la fertilità.

    Questo il metodo portato avanti dall’associazione nazionale Terra! Onlus, che ha base a Genova ma ha contribuito a creare orti sinergici in numerose città italiane. Dal 2004 opera a Vesima, dove è stato creato il primo orto sinergico, mentre dal 2011 Terra! è attiva anche nel quartiere di Cornigliano.

    La referente genovese di Terra! Giorgia Bocca ci illustra il progetto: «Facciamo parte della rete Yepp!, con cui abbiamo ideato un progetto di orto collettivo per la riqualificazione di Valletta San Pietro: al nostro arrivo era un roveto degradato e abbandonato a sé stesso, abbiamo iniziato pian piano a riqualificarlo. Lo spazio è gestito da un gruppo informale, persone che singolarmente o in gruppo coltivano un pezzetto di orto, con un coordinatore che ne supervisiona le attività».

    Tra i progetti futuri un laboratorio didattico con le scuole di Cornigliano e Sestri Ponente, che partirà probabilmente ad aprile 2013, e corsi di autosostentamento per chi vuole vivere in maniera più sostenibile: «Il coinvolgimento delle persone parte da una corretta informazione sulle possibilità e alternative che ci sono nelle scelte quotidiane: chi vuole contribuire come volontario a Terra! deve anzitutto essere beneficiario delle attività che vengono svolte».

    Quanto è importante il legame con le istituzioni per proseguire in questo progetto? «A breve presenteremo al Municipio e alla Società per Cornigliano un progetto di maggiore intervento su Valletta San Pietro, curato dall’architetto Silvia Cama, in vista del Festival degli orti sinergici 2013 che si terrà a metà luglio. Il contributo delle istituzioni è fondamentale, ma la cittadinanza attiva parte anzitutto dal “parlare con il vicino di casa”, che è paradossalmente l’obiettivo più difficile da raggiungere: quando abbiamo iniziato la riqualificazione del parco, gli abitanti della zona ci guardavano dalla finestra, nessuno faceva domande; poi qualcuno ha iniziato a scendere, uscire di casa e parlare con noi; dopo qualche tempo, grazie a un lento e costante passaparola, tutto il quartiere sapeva di noi e molte persone volevano dare una mano. Anche per questa ragione, lo scorso anno, abbiamo deciso di spostare il Festival degli orti sinergici da Vesima e Cornigliano: la partecipazione del quartiere – sia i singoli abitanti sia scuole, Municipio, Arci e associazioni – è stata molto attiva e numerosa».

    Per contribuire alle attività di Terra! è possibile aderire inviando una mail a genova@terraonlus.it.

    Marta Traverso

  • Dismissione aree agricole a favore dei giovani coltivatori

     

    “C’è voluta la piu’ grande crisi dal dopoguerra per chiudere finalmente anche in Italia l’epoca dello Stato contadino che ha sottratto terre fertili agli agricoltori che sono certo in grado di valorizzarli creando ricchezza e nuova occupazione a sostegno della crescita di cui il Paese ha oggi straordinariamente bisogno”.

    E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini nel sottolineare l’importanza dell’accoglimento nel maxiemendamento alla manovra approvata definitivamente dal Parlamento della proposta di Coldiretti di vendere le terre pubbliche prioritariamente ai giovani coltivatori avanzata al Forum di Cernobbio.

    Trecentotrentottomila ettari di terreni agricoli coltivabili per un valore di 6,2 miliardi di euro fanno parte del patrimonio pubblico che è oggetto del programma di dismissioni in una situazione in cui la disponibilità di terra è il principale ostacolo all’ingresso di giovani nel settore primario.

    La cessione di questi terreni – ha proseguito Marini – toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, rende disponibili risorse per lo sviluppo ma soprattutto ha il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita del Paese. E’ certo infatti che nessuno meglio degli imprenditori agricoli è in grado di valorizzare lavorando la terra e generare nuova occupazione“.

    Il provvedimento prevede che “entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con uno o più decreti di natura non regolamentare da adottare d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, individua i terreni a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato”, “nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da alienare a cura dell’Agenzia del Demanio”.

    Si prevede, peraltro, che la vendita avverrà “mediante trattativa privata per gli immobili di valore inferiore a 400 mila euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari o superiore a 400 mila euro”.

    Al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile è riconosciuto – sottolinea la Coldiretti – il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, così come definiti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni. “Le Regioni, le Province, i Comuni possono vendere” “i beni di loro proprietà aventi destinazione agricola” conferendo mandato irrevocabile a vendere all’Agenzia del Demanio che “provvede al versamento agli Enti territoriali già proprietari dei proventi derivanti dalla vendita al netto dei costi sostenuti e documentati”.

    Dal Trentino alla Sardegna, sono diversi gli esempi di proprietà pubbliche sul territorio nazionale che potrebbero essere dismesse e vendute agli agricoltori – spiega la Coldiretti – con benefici sia dal punto di vista delle finanze dello Stato che della stessa produttività delle aree.