Tag: manutenzioni

  • Voltri, inaugurata (finalmente) la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi

    Voltri, inaugurata (finalmente) la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi

    biblioteca-rosanna-benzi-voltri-01Inaugurata oggi la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi di Voltri, che riapre i battenti, con un orario potenziato, dopo più di 3 anni di chiusura a causa di lavori per la messa in sicurezza della struttura. Il servizio sarà a disposizione del pubblico il lunedì e il venerdì dalle 14 alle 19 e martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 19, e comprenderà tra le novità un servizio di autoprestito.

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

    L’attesa della cittadinanza è testimoniata dalla presenza di circa 100 persone all’inaugurazione di questa mattina, a cui hanno partecipato il sindaco Marco Doria, gli assessori Crivello, Boero e Dagnino, oltre al presidente del Municipio 7 Ponente Mauro Avvenente. «Domani dei figuri celebreranno un’epoca in cui i libri venivano bruciati – ha riflettuto il primo cittadino in riferimento al raduno di neofascisti previsto a Sturla – noi vogliamo invece che i libri vengano letti». In tutti gli interventi ritorna il riferimento all’impegno istituzionale degli ultimi anni, che si è tradotto in un investimento di circa 800 mila euro per la ristrutturazione complessiva della biblioteca e dell’adiacente teatro Cargo. I ringraziamenti si sono poi rivolti ai dipendenti comunali che hanno lavorato e lavoreranno alla modernizzazione del servizio, ai privati cittadini che (in tanti) hanno regalato dei volumi e ai 3 dipendenti Ilva che, nell’ambito dei lavori socialmente utili previsti per i lavoratori in cassa integrazione, hanno contribuito alla riapertura dell’impianto.

    Luca Lottero

  • Case popolari, sbloccata la seconda parte dei lavori di manutenzione straordinaria

    Case popolari, sbloccata la seconda parte dei lavori di manutenzione straordinaria

    edilizia-impalcatureDopo pochi giorni dall’annuncio del finanziamento straordinario deciso da Comune di Genova, arrivano le specifiche per la seconda tranche dei lavori: ad annunciarlo l’assessore alle Politiche Socio Sanitarie e della Casa Emanuela Fracassi: «E’ la prima volta che vengono stanziate cifre così ingenti – dichiara – totalmente dedicate alla manutenzione straordinaria delle case di edilizia residenziale pubblica del Comune di Genova». Altri 1,8 milioni di euro, quindi, che vanno ad aggiungersi ai tre milioni già “vincolati” a fine novembre, a seguito del lavoro di mappatura e progettazione portato avanti anche grazie all’assessorato per i Lavori Pubblici.

    Anche in questo caso, gli interventi urgenti di manutenzione straordinaria riguarderanno in particolare gli adeguamenti alla normativa antincendio ed alla normativa sul riscaldamento centralizzato, la riqualificazione degli impianti di riscaldamento e degli ascensori, la sostituzione di serramenti e caldaie non funzionanti, nonché il rifacimento coperture e facciate in vari edifici.

    Gli interventi

    Ecco il dettaglio degli interventi:

    salita del Prione 22, 24 e 26, con un intervento urgente del costo di oltre 492 mila euro che si è reso necessario per il rifacimento delle coperture a seguito del deterioramento diffuso del manto di copertura in ardesia

    via dei Pescatori 2, 8 e 11, con un investimento di quasi un milione di euro per il rifacimento della copertura e l’eliminazione dei pannelli solari non funzionanti che causano infiltrazioni nei sottostanti alloggi, nel risanamento dei prospetti, delle poggiolate e della tettoia, quest’ultime due funzionali all’accesso agli alloggi; la situazione di degrado delle parti comuni dell’edificio mette a rischio l’agibilità degli alloggi stessi , nonostante continui interventi negli ultimi tempi, da parte di ARTE e dei Vigili del Fuoco, volti alla salvaguardia della pubblica incolumità sia degli inquilini sia dei cittadini che transitano nelle vie pubbliche adiacenti all’edificio medesimo;

    – via Brocchi 13-16-19, dove l’intervento di 317 mila euro consente l’inizio di un processo di riqualificazione edilizia dell’intero fabbricato.

     

  • Tubi dell’acqua, l’Università controllerà le rotture. Via alle prime sostituzioni a Sestri e Borzoli

    Tubi dell’acqua, l’Università controllerà le rotture. Via alle prime sostituzioni a Sestri e Borzoli

    Ponte di Cornigliano, lavori in corsoDopo l’incredibile sequenza di guasti che ha”massacrato” la rete idrica di genovese (19 solo da giugno), le istituzioni corrono ai ripari: sarà l’Università di Genova, e in particolare il Dipartimento di Ingegneria meccanica, energetica, gestionale e dei trasporti, a decretare lo stato delle tubazioni idriche genovesi in seguito al nuovo boom di rotture degli ultimi giorni. E, in base ai risultati, la Città metropolitana deciderà come ripartire i fondi per le manutenzioni da programmare per i prossimi anni. Come riportato dall’agenzia Dire, questo è l’esito del tavolo di confronto convocato dal consigliere delegato Enrico Pignone ieri pomeriggio nella sede della Città metropolitana, a cui hanno preso parte anche il Comune di Genova, con l’assessore Italo Porcile, e Iren-Mediterranea delle Acque, gestore del servizio.

    1200 chilometri di tubi

    Lo studio servirà a capire quanto i 1200 chilometri dei tubi dell’acqua genovesi siano vetusti e se sia effettivamente l’anzianità di servizio la causa delle continue rotture. In base alle risultanze che dovrebbero essere consegnate entro fine mese, toccherà poi alla Città metropolitana fare le opportune valutazioni, di comune accordo con Iren, su un piano decennale di investimenti per la sostituzione delle condutture obsolete, eventualmente spostando risorse economiche dal capitolo di spesa che oggi ne assorbe di più, quello della depurazione delle acque. «Ogni anno – spiega alla “Dire” il consigliere Enrico Pignone – abbiamo complessivamente circa 50 milioni di euro da investire sul settore acque ma la gran parte dei soldi viene utilizzata per i depuratori. Tuttavia, la legge impone di recuperare qualsiasi risorsa economica necessaria dalle tariffe: per cui, se voglio fare di più per la manutenzione delle tubature, o ridistribuisco i fondi o aumento le bollette». Un’ipotesi, quest’ultima, che Comune di Genova e Città metropolitana vorrebbero scongiurare. «Per uscire da questa impasse – spiega ancora Pignone – bisognerebbe fare una battaglia nazionale per consentire agli azionisti di obbligare Iren a reinvestire una parte degli utili ad esempio nell’ammodernamento delle infrastrutture e non solo per coprire i propri debiti. Solo toccando i profitti, infatti, si può incidere veramente sulla qualità».

    Richiesta danni

    Sembra scemare, invece, almeno al momento, l’ipotesi di una richiesta di danni da parte del Comune di Genova a Iren per i continui disagi, come accennato nei giorni scorsi dal sindaco Marco Doria. Il Comune, infatti, è il diretto proprietario degli impianti idrici di cui Iren è responsabile solo per la gestione. Inoltre, non va dimenticato che Palazzo Tursi è anche azionista della multiutility per cui, estremizzando, sarebbe un po’ come se facesse causa a se stesso.
    Dal canto suo, intanto, Iren ha annunciato la costituzione di una task force di 8 persone dedicata in modo permanente all’ispezione della rete idrica per individuare conduttore obsolete che necessitino di sostituzione e ha confermato che la prossima settimana inizieranno i lavori di sostituzione delle tubature della zona Borzoli-Sestri ponente per cui sono stati investiti 800.000 euro. Città metropolitana, invece, è al lavoro per la standardizzazione del monitoraggio della rete: «Su Genova ci sono 71 misuratori di pressione a cui al momento accede direttamente solo il gestore – spiega Pignone – io, invece, vorrei che questi dati fossero resi il prima possibile trasparenti e leggibili da parte di tutti». Anche perché, altrimenti, si ricadrebbe nel consueto cul de sac del controllore che coincide con il controllato.

  • Lavori pubblici, 8 milioni per manutenzioni straordinarie. Interventi complessivi per 105 milioni

    Lavori pubblici, 8 milioni per manutenzioni straordinarie. Interventi complessivi per 105 milioni

    lavori-cantiere8,2 milioni di euro per un nuovo piano straordinario delle manutenzioni. È questo uno dei dati più interessanti emersi dalla presentazione dell’elenco annuale dei lavori pubblici inseriti all’interno del programma triennale 2015-2017. Nel 2015 complessivamente saranno investiti poco più di 105 milioni di euro: 42 milioni di mutuo ad hoc acceso da Tursi, poco meno di 8 milioni di entrate proprie del Comune, altri 9,6 milioni stanziati dal prossimo bilancio previsionale, 30,7 milioni di entrate statali, 2,5 milioni di fondi regionali, poco meno di 8 milioni di finanziamenti residui e 4 milioni di altri fondi.

    «Il quadro generale – ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello – mostra la volontà del Comune di indebitarsi nell’interesse della città e del suo futuro. Non dobbiamo dimenticare che nel corso degli anni il quadro di fragilità del territorio con cui abbiamo a che fare è peggiorato radicalmente: nel 2013 è piovuto il 51,25% in più rispetto al 2012, nel 2014 il 74,78% in più del 2013 e il 163,60% in più sul 2012».

    I lavori pubblici del 2015, voce per voce

    Più interessante capire come verranno spesi questi soldi. Lo schema definitivo dei lavori, come di consueto, verrà approvato contestualmente al bilancio previsionale 2015. Un’operazione che non avverrà prima dell’inizio di giugno dato che, per legge, l’elenco dei lavori pubblici viene adesso sottoposto per 60 giorni alle eventuali osservazione dei Municipi e del territorio. Anche per questo motivo non è stato fornito un elenco dettaglio di ogni singolo intervento ma solo la suddivisione in poste più generali. Saranno quasi 26,4 i milioni impiegati per il riassetto del territorio e la difesa della costa (gli interventi più significativi riguardano, per circa 13 milioni, il torrente Chiaravagna in corrispondenza dell’area Piaggio, di via Giotto, del ponte obliquo e dell’area Ilva, a cui si aggiungono la messa in sicurezza dell’area a rischio idrogeologico a Cesino, tombinatura del rio Bisagnetto e la sistemazione del torrente Cantarena).

    14 milioni verranno investiti invece nella manutenzione ordinaria di strade, illuminazione, verde e segnaletica, mentre qualche spicciolo in meno sarà a disposizione per le infrastrutture turistiche, sportive e commerciali.

    via-buozzi-san-teodoro-lavori9 milioni e 680 mila euro andranno al trasporto pubblico: tra questi è in calendario il completamento del deposito della Metropolitana in via Buozzi, con la chiusura del secondo lotto di lavori per la tecnologia interna e la sistemazione del capolinea di Brin (9 milioni complessivi) e la definitiva risistemazione di via Buozzi con il parcheggio di interscambio e la pista ciclabile (2 milioni complessivi). Per quanto riguarda il trasporto pubblico, grande interesse suscita il prolungamento della metropolitana in piazza Martinez, in vista della prosecuzione in direzione di Terralba e dell’Ospedale San Martino: «Il progetto preliminare – ha ricordato l’assessore Dagnino – prevede una spesa di 28 milioni di euro, compresa la fornitura di due nuovi treni. Nel piano triennale, ma non sul 2015, sono stati inseriti 7 milioni di contributo nazionale e 4,8 milioni di cofinanziamento del Comune: il resto è da costruire, sfruttando l’inserimento dell’opera tra gli interventi strategici nazionali previsti dalla nuova finanziaria». Per quanto riguarda il 2015, si dovrebbe arrivare alla redazione del progetto definitivo proseguendo di pari passo le trattative con le Ferrovie per la liberazione delle aree.

    Sfioreranno i 9 milioni gli interventi dedicati all’edilizia abitativa (di cui poco meno di 2 milioni per interventi di manutenzione straordinaria per il recupero alloggi nelle zone di Prà-Voltri e Centro Storico e 1,3 milioni per recupero alloggi di edilizia residenziale pubblica in via Ariosto civici 8 e 10) mentre 5 milioni a testa sono previsti per la prosecuzione di lavori di ripristino dei danni alluvionali (tra cui il ponte del Lagaccio, sistemazione frana in via Costa del Vento, adeguamento idraulico del Rio senza nome a Ca’ di Ventura, sistemazione del cimitero della Biacca e delle frane di via Profondo, via Sambuco e Fiorino) e per la manutenzione di edifici del patrimonio comunale. 4,8 milioni sono le risorse strettamente dedicate alla ristrutturazione degli edifici scolastici, mentre 3,2 milioni saranno accantonati per la progettazione di futuri interventi di manutenzione.

    Impossibile dar conto di tutti gli interventi puntuali ma può valere la pena citare quelli economicamente più significativi: quasi 5 milioni sono stati previsti per l’avvio del collegamento stradale tra via Monaco Simone e Via Shelley; si sale a 7 milioni  per un generico “rifacimento delle infrastrutture della mobilità alla Fiera di Genova” e 500 mila euro per il ripristino del tetto del padiglione Jean Nouvel; 2,5 milioni per il primo lotto della riqualificazione della Piscina Mameli di Voltri, 1,6 milioni per il riordino degli spazi d’ingresso lato fioristi del Cimitero di Staglieno; 450 mila euro a testa per il recupero e completamento dell’oratorio della Scuola di Piazza delle Erbe, la riqualificazione dell’ex Istituto Nautico in Piazza Palermo e della scuola Papa Giovanni XXIII; infine una citazione per 150 mila euro accantonati per la manutenzione straordinaria del Diurno di De Ferrari di cui tanto abbiamo parlato.

    Raddoppiano i fondi per i Municipi

    municipio-circoscrizione-politicaSorridono i Municipi che, oltre ai canonici 281 mila a euro che ciascuna delle 9 delegazioni riceve ormai di consueto in conto capitale per realizzare progetti che devono passare attraverso una progettazione condivisa con il Comune, vedono raddoppiare le risorse straordinarie già stanziate nel 2014 e che per l’anno in corso ammonteranno a 400 mila euro a testa.

    «Gli auspici – ha detto il coordinatore dei presidenti dei Municipi, Mauro Avvenente – erano quelli che il trasferimento di competenze e responsabilità da Tursi ai Municipi si trasferisse dalla carta alle risorse economiche e, in questo quadro, non posso che manifestazione una soddisfazione di carattere generale rispetto all’impianto complessivo del piano: la qualità della manutenzione urbana migliora il biglietto da visita per i turisti».

    Le ex circoscrizioni potranno beneficiare di altri due stanziamenti significativi: la Giunta ha infatti previsto 1,2 milioni di euro per la pulizia e manutenzione dei rivi e più di 800 mila euro per il rifacimento e la sistemazione delle caditoie (una cifra che supera la somma di quanto investito sullo stesso capitolo dal 2012 a oggi). E poi, come detto in apertura, ci saranno ben 8,250 milioni di programma straordinario delle manutenzioni, di cui un capitolo sarà appositamente dedicato al rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, la cui manutenzione ordinaria passerà definitivamente ai Municipi con uno stanziamento ad hoc.

    «È una piccola riedizione dei 30 milioni impiegati in due anni dalla giunta Vincenzi – ha commentato l’assessore Miceli, che di quella giunta già faceva parte – perché la città sta manifestano esigenze di manutenzione incomprimibili. Certo, si tratta di un grande sforzo per il bilancio comunale ma abbiamo ritenuto necessario farlo anche se viene appesantito il patto di stabilità, per non arrendersi alla crisi senza lottare». A detta dell’assessore, comunque, questo nuovo indebitamento non andrà a intaccare eccessivamente il piano di rientro dello stock del debito pubblico del Comune di Genova. «L’obiettivo – ricorda Miceli – è quello di arrivare nel 2017 sotto l’asticella del miliardo di debito: la linea di discesa prosegue ma certamente con le somme urgenze per le ultime alluvioni e questi nuovi investimenti straordinari ha un po’ rallentato».

    «Questi finanziamenti – ha detto l’assessore alla Mobilità, Anna Maria Dagnino – ci consentono di dare respiro alla manutenzione ordinaria e ci danno la possibilità di portare a compimento interventi progettati da anni ma rimasti fermi per mancanza di fondi come l’incontro tra corso Aurelio Saffi e via Fiodor».

    «Più sicurezza in città – ha proseguito Crivello – significa anche proporre un’accoglienza migliore: una maggiore e più efficace manutenzione comporta una crescita della qualità della vita, dell’attrattiva turistica e delle potenziali risorse che si liberano per le imprese locali a patto che si attrezzino per essere competenti nelle varie gare pubbliche indette». Ed effettivamente, il possibile indotto per le imprese locali potrebbe essere molto interessante se si considera che, secondo le stime degli uffici di Tursi, solo 15% delle risorse complessive del piano verranno destinate ad Aster: la partecipata comunale percepirà, infatti, i canonici 13 milioni da contratto di servizio, a cui si vanno ad aggiungere i 2,1 milioni di euro per riqualificazione di caditoie e rivi e i fondi del nuovo piano di manutenzione straordinaria. Tutto il resto sarà appaltato.

    Consuntivo 2014, il Comune corregge: «Avanzati 2,3 milioni, non 20»

    A proposito di bilancio, nel corso dell’ultima seduta di Consiglio comunale, l’assessore Miceli è intervenuto per correggere alcune notizie che sono circolate in merito a una presunta chiusura del consuntivo 2014 con 20 milioni di avanzo. «Non si tratta di un risparmio di spesa merito della Giunta – ha spiegato l’assessore al Bilancio – ma è frutto di un processo tecnico». L’attivo di Tursi derivante da un’accorta gestione ordinaria ammonta “solo” a 2,3 milioni di euro. Gli altri 18 milioni sono risorse liberate da fondo crediti di dubbia esigibilità che ogni anno il Comune è chiamato ad accantonare per coprire gli eventuali ammanchi di entrate previste ma non registrate: «Per fare un esempio – ha spiegato Miceli – negli anni precedenti si potevano scrivere 50 milioni nel bilancio per le multe e incassarne 10: a fine anno ci si sarebbe trovati con buco da 40 milioni da coprire. E ci sono Comuni che sono andati in dissesto finanziario per questo giochino. L’Europa ha previsto allora, di iscrivere tutte le entrate prevedibili nel bilancio previsionale ma attivare anche un fondo, che va a comprimere le spese, pari a una percentuale di inesigibilità dei crediti. Nel bilancio consuntivo, invece, incide la capacità di riscossione di crediti pregressi da parte del Comune che quest’anno è stata molto alta. La differenza tra questa capacità media negli ultimi 5 anni e il fondo di inesigibilità ci ha dato i 18 milioni di “avanzo”». Questo avanzo non può essere liberamente investito dall’amministrazione nel nuovo bilancio previsionale ma deve prioritariamente andare a rimpinguare il fondo di dubbia esigibilità dell’anno successivo.

    Simone D’Ambrosio

  • Sestri Ponente: nuovo sottopasso davanti alla stazione ferroviaria

    Sestri Ponente: nuovo sottopasso davanti alla stazione ferroviaria

    Dopo due anni di lavoro il sottopassaggio che collega via Ferro con la stazione ferroviaria di Sestri Ponente è finalmente pronto. A breve, probabilmente entro i primi di maggio, verrà inaugurato ufficialmente ma in concreto sarà percorribile già subito dopo la Pasqua.

    «L’inaugurazione è stata posticipata in attesa dell’installazione degli ascensori – spiega il presidente del Municipio Medio Ponente, Stefano Bernini – impianti fondamentali per abbattere le barriere architettoniche e consentire il passaggio anche alle persone disabili».

    Quindi, almeno fino a quando non sarà conclusa interamente l’opera, non verrà eliminato l’attraversamento pedonale a raso tra la stazione e via Biancheri.
    «Quando il sottopassaggio potrà essere utilizzato anche dalle persone disabili potremo cancellare il semaforo e l’attraversamento pedonale di via Puccini, conferma Bernini». Risolvendo così il problema del traffico, intensificatosi nel corso del tempo proprio in corrispondenza delle strisce pedonali.

    Ma non solo, entro la fine di aprile termineranno anche i lavori di asfaltatura della sede stradale di via Puccini.
    «L’area adiacente alla stazione potrà tornare ad essere un’area adibita al parcheggio – conclude il presidente del Municipio Medio Ponente – mentre a settembre sarà concluso anche il nuovo mercato di via Ferro».

     

    Matteo Quadrone

  • Darsena, riqualificazione passeggiata adiacente al Galata

    Darsena, riqualificazione passeggiata adiacente al Galata

    «Questo intervento termina il primo ciclo di lavori nella Darsena – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Margini – l’obiettivo è il recupero della zona attigua al Museo del Mare». Parliamo della riqualificazione della passeggiata antistante a Calata Vignoso, una passerella di legno che corre parallela a via Gramsci e conduce fino al Galata.

    La pedana in legno, realizzata nel 2001 con fondi europei, verrà smantellata.
    Gli abitanti della zona, che abitualmente frequentano la passeggiata, hanno fatto notare all’amministrazione comunale le difficoltà relative alla pulizia della struttura, spesso carente soprattutto a causa dell’intercapedine creatasi sotto la pedana e divenuta nel tempo fonte di sporcizia e meta prediletta dei topi.
    Certamente non un buon biglietto da visita della città, considerando che si tratta di un percorso apprezzato non solo dai genovesi ma anche dai numerosi turisti che si trovano a transitare tra il centro storico e lo spazio a mare di via Gramsci.

    Il risanamento della struttura lignea, più volte annunciato, non è mai stato realizzato. La formula dei finanziamenti internazionali prevedeva infatti che, qualora l’opera fosse stata demolita o modificata nell’arco dei dieci anni successivi alla sua costruzione, il denaro utilizzato sarebbe ritornato nelle casse dell’Unione Europea. Ora questo scoglio è superato e l’intervento dovrebbe essere finalmente portato a termine.

    Secondo il progetto di restyling la passeggiata sarà completamente ricostruita utilizzando un asfalto speciale che ne faciliterà la manutenzione. Le panchine ed il resto dell’arredo urbano saranno realizzati con legno riciclato, ovvero quello recuperato dalla vecchia pedana.

     

    Matteo Quadrone

  • AidYourcity, aiuta la tua città segnalando i problemi del territorio

    AidYourcity, aiuta la tua città segnalando i problemi del territorio

    Uno strumento innovativo e gratuito, rivolto alla cittadinanza attiva, che permette di segnalare alle autorità qualsiasi problema presente nel proprio territorio di appartenenza con l’obiettivo di migliorare la vivibilità delle nostre città.

    Parliamo del sito AidYourCity (www.aidyourcity.com), grazie al quale anche il singolo cittadino può fare molto e dare il suo contribuito in maniera concreta. Con una semplice registrazione infatti l’utente sarà in grado di segnalare problemi urbani di varia natura (buche sulla strada, semafori rotti, scarsa illuminazione, auto abbandonate, discariche abusive etc.) entrando in comunicazione direttamente con gli enti locali competenti.

    Ogni segnalazione viene girata al Comune o all’ente di riferimento (ad esempio la Provincia o l’Anas) che è invitato a dare tempestive informazioni in merito alla risoluzione del problema segnalato: ogni passaggio sarà indicato dalla mappa accessibile su ogni pagina di AidYourCity e su tutti i siti partner, così da offrire al cittadino un semplice strumento di controllo dell’operato degli enti pubblici.
    Se l’ente tace, il segnalatore potrà anche inviare un sollecito, mentre se il problema persiste e si aggrava, la segnalazione può essere integrata con nuovo testo ed elementi facoltativi – ma raccomandati quando possibile – come foto e video.

    <<Spesso i Comuni non sono a conoscenza dei singoli problemi di ogni zona del loro territorio – si legge su AidYourcity – non è malafede, semplicemente è impossibile monitorare costantemente ogni metro quadro di una città o di un paese. I cittadini attivi sono quindi chiamati a farsi sentire, ma spesso rinunciano per le oggettive difficoltà di entrare in comunicazione con “chi di dovere”. Grazie ad AidYourCity tutti i passaggi intermedi sono aboliti ed una segnalazione non necessita che alcuni click. Insomma, non ci sono più scuse: se c’è un problema nel tuo territorio, segnalalo al tuo Comune e lo vedrai risolto in un tempo ragionevole. Essendo presente online e con la tracciabilità delle nostre comunicazioni, nessuno potrà più dire “non lo sapevo”>>.
    Matteo Quadrone

  • Sampierdarena: un primo bilancio dei lavori di riqualificazione urbana

    Sampierdarena: un primo bilancio dei lavori di riqualificazione urbana

     

    Raggiunge la rispettabile cifra di 12 milioni di euro, l’investimento complessivo destinato alla riqualificazione urbana di Sampierdarena. 9 provengono dal contributo POR-FESR (Programma operativo per l’utilizzo del Fondo europeo per lo sviluppo regionale), 3 li mette sul banco il Comune.

    Ma oggi qual è lo stato dell’arte dei lavori che interessano il quartiere?

    Il Progetto Integrato di Sampierdarena è uno dei quattro approvati e destinati al finanziamento POR-FESR (gli altri riguardano Prà, per un importo di 11 milioni; Maddalena, quasi 10 milioni; Molassana, 9 milioni).

    L’idea di fondo del progetto è quella di migliorare la vivibilità del quartiere grazie a una serie di interventi che rendano maggiormente funzionale la mobilità e riducano i volumi di traffico.

    I principali interventi sono i seguenti: la riqualificazione di via Cantore, il riassetto della viabilità di via Buranello,la riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto, la pedonalizzazione di via Daste, la realizzazione del nuovo ascensore per Villa Scassi, oltre a una serie di azioni volte al potenziamento dei servizi informativi al cittadino e dei servizi sociali attraverso la creazione di un nuovo asilo, di un centro per anziani e il risanamento del palazzo del Municipio.

    Di questi finora uno soltanto è stato portato a termine. Si tratta della riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto che ha visto realizzarsi l’incremento dei parcheggi e l’ampliamento dei marciapiedi.

    Per quanto riguarda via Buranello, i lavori, della durata di un anno e dal costo complessivo di 2 milioni, fin dal principio sono stati accompagnati dalle polemiche. Il problema è la realizzazione di una corsia unica, promiscua mezzi privati/pubblici e il conseguente ampliamento dei marciapiedi. Secondo i commercianti della zona la presenza del cantiere e la riduzione della carreggiata influiscono negativamente sulle attività commerciali, impedendo un agevole passaggio veicolare e la possibilità di sosta.
    Ma dal Municipo sottolineano come, quando si interverrà per modificare la viabilità su Lungomare Canepa e via Sampierdarena, sarà possibile sedersi a un tavolo e ragionare sulla possibile presenza di una corsia unica per i mezzi pubblici.

    A breve partiranno invece i lavori per il rifacimento completo della pavimentazione di via Daste.
    Mentre in via Cantore si procede, anche se a rilento, nella riqualificazione dei marciapiedi e nella sistemazione del pavimento a mosaico del porticato.

    Ma sono due i progetti più interessanti. Uno che punta su un sistema di trasporto innovativo. L’altro invece vedrà rinascere una scuola dismessa da lungo tempo. Parliamo degli interventi previsti per il rispristino dell’ascensore che collega via Cantore e Villa Scassi e della realizzazione di un nuovo asilo al Campasso.

    La prima è un’operazione fondamentale per favorire l’accesso al vicino ospedale, grazie alla sistemazione di una struttura in disuso da molti anni.

    In pratica verrà eliminato il tratto pedonale che conduceva al vano ascensore. Una galleria risalente all’epoca della seconda guerra mondiale e utilizzata  come rifugio dai bombardamenti, un tunnel buio e decisamente angusto per anziani o persone con problemi di deambulazione.
    L’ascensore è stato riprogettato dalla testa ai piedi e sarà completamente meccanizzato. E’ previsto un tratto iniziale dove la cabina viaggerà in orizzontale e un secondo tratto, dove viaggerà in obliquo. Per concludere il suo breve tragitto e sbucare di fronte al Pronto Soccorso sul lato di Villa Scassi. Il progetto prevede una struttura trasparente e luminosa, grazie a una superficie totalmente vetrata. I tempi di risalita saranno di poco superiori ai due minuti. Sarà un sistema autogestito senza neppure la necessità della presenza di personale, coniugando così l’ottimizzazione dei costi e la fornitura di un servizio migliore. I lavori, che prevedono un investimento notevole (costo del 1° e 2° lotto, 4 milioni e 290 mila euro), cominceranno nel 2012 e dureranno circa 3 anni.

    Anche gli interventi che riguardano l’ex scuola di via Pellegrini al Campasso, devono ancora partire. Qui nascerà un asilo concepito con strutture architettoniche a misura di bambino. Il problema è la presenza di amianto nel tetto del vecchio edificio. Infatti in questi giorni si sta procedendo nella demolizione dell’edificio e nella conseguente bonifica. Per terminare i lavori e veder rinascere un luogo dedicato ai più piccoli, ci vorranno almeno altri 2 anni.

     

    Matteo Quadrone