Tag: volontariato

  • Alluvione in Liguria, la t-shirt degli angeli del fango

    Alluvione in Liguria, la t-shirt degli angeli del fango

    maglietta alluvione genova liguriaCessato l’allarme alluvione in Liguria, inizia la conta dei danni. Non solo: si contano anche le decine di persone, soprattutto ragazzi, che armati di pala e stivali di gomma hanno aiutato le zone più colpite.

    Un gruppo di giovani volontari di Brugnato (SP) ha scelto di andare oltre l’aiuto materiale e le numerose possibilità di donazione già attive, dai sms solidali ai conti correnti: il team di Jexdesign ha creato una t-shirt per aiutare le persone più colpite dal nubifragio. Mani sporche di fango e la scritta Alluvione: campagna del badile …io ci sono!

    Realizzata dalla ditta Serigrafika con sede a Ovada, ha un costo di fabbrica di 7,26 € e viene messa in vendita a 12 €. Le t-shirt sono disponibili nelle taglie S, M, L, XL e XXL, e si possono prenotare inviando una mail all’indirizzo jexdesign@gmail.com.

    Il ricavato sarà devoluto in un bonifico cumulativo su uno dei conti correnti messi a disposizione dagli organismi istituzionali. A raccolta conclusa, tutti coloro che avranno aderito riceveranno via mail la ricevuta del bonifico.

  • Every-One, la campagna di Save the Children

    Every-One, la campagna di Save the Children

    Save the ChildrenUna scia rossa serpeggia lungo l’Italia: è una scia rossa come il sangue ma, fortunatamente, dissimile da quelle che, esecrabili, propongono le immagini dei quotidiani o dello schermo televisivo. E’ una scia di vita, la stessa a cui avrebbero diritto 8 milioni di bambini, sotto i 5 anni, che tutti i giorni muoiono nel mondo, uno ogni 4 secondi.

    Non si tratta dei nostri rubicondi bambini che curiamo con amore, infarciti di vitamine e circondati da giochi tecnologici, parliamo di quelli, dimenticati, in un terzo mondo di miseria dove si muore ancora per banali patologie come dissenteria, polmonite, morbillo, malaria, poliomielite o semplicemente per fame.

    Per loro, si è mobilitato un esercito di vivacissimi palloncini rossi che, in cammino dall’imponente Monte Capitolino romano (Campidoglio), è approdato al Porto Antico genovese, una delle 10 tappe di questo viaggio umanitario.

    Promotore dell’evento l’associazione internazionale Save the Children, nata a Londra nel 1919, per volere dell’infermiera volontaria, Eglantyne Jebb, con l’intento di portare un soffio di speranza in un mondo di morte. Le piazze di Roma, Firenze, Trieste, Pisa, Pescara, Venezia, Milano, Torino, Genova, quindi Cagliari, Palermo, Bari, Napoli hanno aperto i loro spazi, in un abbraccio di solidarietà, in cui i bambini sono stati i protagonisti soffiando, in quei palloncini, un po’ della loro vita per donarla idealmente ad altri.

    Accanto a loro gente comune, autorità, personalità famose, campioni dello sport, navigatori di You Tube o di Facebook, emittenti radio con i loro volti più famosi come Max Giusti, Marco Presta, Antonello Dose, Max Paiella, Luca Barbarossa, Federica Gentile e Michela Andreozzi, Chiara Gamberale, Barbara Palombelli ed altri, tutti per dire un’unica parola: BASTA!

    Genova ha fatto la sua parte: i bambini degli istituti Barabino e Garaventa hanno consegnato alcuni dei loro simboli fiammanti a Giorgio Guerello, presidente del Consiglio comunale, a Milò Bertolotto, assessore provinciale con delega alle iniziative per la pace e a Renata Briano, assessore regionale dell’Ambiente. Gli altri li hanno “imbucati” in un grosso contenitore su cui era scritto “non lasciamoli andare”. Per trattenere queste piccole vite, ha spiegato Elena Avenat, responsabile advocacy internazionale, basta un contributo di 2 euro, via sms, dal cellulare o un apporto di 2-5 euro dalla rete fissa. L’obiettivo è salvare ogni anno 500.000 bambini per arrivare a 50 milioni entro il 2015.

    L’iniziativa genovese, patrocinata da Comune, Provincia e Regione, è stata appoggiata, anche, dalla Uisp, l’Unione Italiana Sport, con una serie di iniziative come quella di domenica, che vedrà i giocatori della squadra di seconda categoria “Liberi sestresi” scendere in campo tra nugoli di sfere vermiglie per una partita a cui noi possiamo partecipare digitando pochi tasti e un semplice click di invio.

    Adriana Morando

  • Legambiente, Operazione Fiumi: si parte dal rio Molinassi a Sestri

    Legambiente, Operazione Fiumi: si parte dal rio Molinassi a Sestri

    operazione fiumi legambienteRiparte oggi dalla Liguria “Operazione Fiumi” la campagna nazionale itinerante di monitoraggio, prevenzione ed informazione per la mitigazione del rischio idrogeologico, realizzata nell’ambito del progetto Ecosistema rischio 2011, di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile. La campagna, giunta alla nona edizione, attraverserà lo Stivale partendo da Sestri Ponente, la località colpita esattamente un anno fa da una tragica alluvione e giungendo, venti giorni dopo, in Sicilia. L’equipaggio della campagna effettuerà sei tappe in altrettante regioni italiane nelle zone a più alto rischio di frane e alluvioni, toccando le sponde di grandi fiumi e di corsi d’acqua minori: il rio Molinassi, il fiume Bacchiglione, il Tevere, l’Aso, il Sele e l’Oreto.

    Le manifestazioni dei fenomeni idrogeologici come frane ed alluvioni rappresentano, infatti, un rischio sempre più rilevante in diverse zone del nostro Paese: secondo il Report del 2008, redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree esposte a rischio idrogeologico.

    La tutela del territorio è un elemento di  importanza strategica per la mitigazione del rischio – spiega Rossella Muroni, Direttrice generale di Legambiente – la nostra campagna, che ha inizio proprio il giorno seguente la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo, si propone di diffondere consapevolezza e informazione sulla fragilità di tante zone della Penisola. E’ urgente dare maggiore spazio alla problematica del dissesto idrogeologico nell’agenda delle priorità nazionali. Sono necessarie e non più rimandabili politiche finalizzate alla prevenzione che vedano agire di concerto le istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, per mettere in atto una corretta pianificazione del territorio e fermare il consumo di suolo che nel nostro Paese aumenta di 500 chilometri quadrati all’anno”. 

    Operazione Fiumi produce e diffonde ogni anno dati aggiornati e inediti che hanno lo scopo di fotografare le condizioni del dissesto in cui vertono le zone a rischio, monitorare l’operato delle Amministrazioni Comunali nelle attività di mitigazione per sollecitare interventi, risolvere inadempienze e lentezze nella prevenzione del rischio idrogeologico, e valorizzare le buone pratiche nella gestione del territorio e nella prevenzione.

    Mediante le iniziative e le attività di educazione, informazione e sensibilizzazione, rivolte in primo luogo alle scolaresche, la campagna promuove il coinvolgimento delle comunità tramite una diffusa consapevolezza e cultura sui temi del rispetto dell’ambiente e della protezione civile.

    In ogni tappa saranno organizzate concrete iniziative di volontariato per la pulizia delle sponde di fiumi e torrenti con l’intento di sostenere e mettere in pratica concretamente la cura del territorio e rendere le aree fluviali più fruibili e tutelate.

     

     

  • Officina delle possibilità 2010: il progetto e i risultati

    Officina delle possibilità 2010: il progetto e i risultati

    Begato a Genova

    L’ “Officina delle possibilità” è un progetto sociale che prevede svariate attività educative. Sono stati presentati i risultati raggiunti dai 5 diversi progetti educativi sviluppati da febbraio 2010 ad aprile 2011 in 5 zone della città (Campasso, Cornigliano, Diamante, Lagaccio e Quezzi).

    Grazie ai finanziamenti dell’assessorato alla città sicura e al lavoro di numerose cooperative sociali e dei centri servizi dei municipi, le attività educative hanno potuto spaziare su più fronti a seconda delle diverse esigenze espresse dagli abitanti dei quartieri coinvolti. E se al Campasso l’ambito d’intervento è stato la prevenzione e la promozione dell’integrazione fra i gruppi di latinos e la comunità residente, al Diamante gli educatori hanno cercato faticosamente di promuovere l’identità femminile.

    A Cornigliano si è intervenuti stimolando le potenzialità di alcuni gruppi di adolescenti etichettati come realtà negativa mentre a Quezzi e al Lagaccio il lavoro maggiore è stato in termini di prevenzione del rischio.

    Tra i risultati raggiunti alcuni sono particolarmente curiosi, come l’avvio del progetto “Bus stop”, una fermata degli autobus abituale ritrovo dei ragazzi del Lagaccio che sarà trasformata in un vero luogo di aggregazione per tutta la comunità. Al Diamante sono stati attivati 12 percorsi individuali di contrasto alla dispersione scolastica e orientamento al lavoro e un prezioso supporto per la costruzione della squadra di calcio del quartiere.

    Alcuni numeri chiariscono l’ampio coinvolgimento suscitato dalle iniziative: 22 gruppi informali di ragazzi; 15 microeventi realizzati; 640 giorni di presenza sulla strada degli educatori e oltre 400 ragazzi coinvolti in tutte le attività. Ma per l’anno 2011, sottolineano gli operatori, trovare fondi pubblici sarà impresa ardua.

    Tra gli ospiti del seminario l’autorevole intervento di Stefano Laffi, sociologo e ricercatore di Milano, ha fornito spunti decisamente interessanti. “Se il mondo fa schifo, il disagio è il sintomo più sano –spiega Laffi – L’oggetto di cura devono diventare sempre di più i contesti di vita e non i ragazzi”. Poi aggiunge: “Il nostro è un mondo di diseguali. Oggi la ricerca dei presunti talenti è considerata la via maestra. Ma seguendo solo le eccellenze si perdono per strada tutti gli altri”. Infine un suggerimento per sconfiggere la paura del diverso: “La paura si sconfigge attraverso la conoscenza e la bellezza. Conoscenza vuol dire più comunità, più appartenenza e più coesione. Bellezza è una parola semplice ma molto potente”.

    Un limpido esempio è il lavoro svolto a Milano con i piccoli rom diventati borseggiatori professionisti. “L’obiettivo era mostrare a questi bambini una bellezza che non riuscivano più a vedere – racconta Laffi – Fotografi professionisti hanno realizzato dei foto ritratti suscitando in loro un incredibile stupore perché così belli non si erano visti mai. Siamo andati in Romania nei paesi da cui sono partiti, spesso affidati a un parente o venduti dalle famiglie e abbiamo mostrato alle madri le foto dei figli. Si è così ricreato un legame attraverso lo strumento fotografico e grazie all’urgenza di bellezza che era stata cancellata dalle condizioni di vita di questi figli e delle loro madri”.
    Matteo Quadrone