Tag: volontariato

  • Assefa, un pezzo di India nel cuore di Genova: incontro con Itala Ricaldone

    Assefa, un pezzo di India nel cuore di Genova: incontro con Itala Ricaldone

    India, SivakasiLa vicenda, tuttora in corso, dei due marò imprigionati nel Kerala. Il rapimento e il successivo rilascio dei due turisti nello stato dell’Orissa.  L’India ultimamente sembra al centro dell’attualità italiana, continuamente presente in vicende che riguardano nostri connazionali. L’interesse generale nei confronti dell’immenso paese asiatico è forte da decenni ormai, specialmente in virtù degli alti tassi di crescita, spesso vicini al 10%, che collocano l’India nei cosiddetti paesi BRICS (acronimo di Brasile-Russia-India-Cina-SudAfrica), i nuovi paesi, ormai non più emergenti, ma centri alternativi del potere politico ed economico mondiale.

    La “più grande democrazia del mondo” tuttavia, nonostante dati del Pil che in Europa appartengono ad un passato lontano e atti politici da neopotenza globale, presenta ancora disuguaglianze sociali fortissime, sebbene molti sembrano essersene improvvisamente dimenticati. Assefa Genova Onlus (Association of Sarva SEva FArms – Associazione delle Fattorie al Servizio di Tutti) , associazione di volontariato iscritta al registro regionale nel 2008 ma attiva ufficialmente già dal 1993, opera da un ventennio per alleviare questi forti divari nel Tamil Nadu,  grande stato meridionale affacciato sull’Oceano Indiano. Ne abbiamo parlato con Itala Ricaldone, presidente di Assefa Genova Onlus.

    Assefa in Liguria inizia la sua attività a metà degli anni ’80. L’India e la Liguria sono da anni ormai legate da una cooperazione che ha come obiettivo ultimo l’autosviluppo economico e sociale di piccole comunità rurali del Tamil Nadu. Quali idee sono alla base delle attività di Assefa e come si mettono in pratica nei progetti realizzati?
    «Assefa nasce in India alla fine degli anni ’70, in seguito all’incontro tra un professore sanremese in pensione, Giovanni Ermiglia, e un seguace di Gandhi, Loganathan, che attuarono una forma di prestito agevolato, quello che oggi chiameremo microcredito, a 25 contadini nullatenenti del Tamil Nadu. Alla base dell’azione di Assefa ci sono i principi gandhiani di condivisione, aiuto reciproco, approccio basato sulla partecipazione della gente e auto-sviluppo per assicurare il benessere di tutti partendo dai più poveri. Assefa ha intrapreso un modello di autosviluppo che integra lo sviluppo economico a quello spirituale e sociale: fine ultimo è l’autonomia delle comunità d’intervento attraverso una responsabilizzazione di tutte le componenti sociali. Dopo più di 40 anni, Assefa India è una delle ONG più importanti del Paese, con attività in più di 8 stati indiani, 900.000 famiglie e più di 4.000.000 di persone coinvolte.»

    «I progetti di Assefa sono particolarmente attenti alla promozione della condizione femminile per ridurre l’emarginazione delle donne in ambito rurale: nascere donna nelle campagne significa infatti essere già condannata a rimanere analfabeta e per di più ad essere considerata un peso per la famiglia, a causa della ricca dote da consegnare allo sposo al momento del matrimonio. Attraverso la creazione di Gruppi femminili autogestiti (Self Help Groups – SHGs) le donne lavorano su progetti specifici (specialmente di tipo caseario e artigianale) e ciò permette loro di rompere l’isolamento in cui vivono, di mettersi alla prova diventando piccole imprenditrici autonome economicamente e di affermare la propria dignità di fronte a tutta la comunità.»

    «L’altro asse d’intervento prioritario è l’educazione scolastica e la realizzazione di programmi che permettano ai beneficiari di avere una formazione globale e soprattutto permetta loro di diventare cittadini responsabili. Nei villaggi dove Assefa opera la scolarizzazione obbligatoria di bambine e bambine – senza distinzione di casta e religione – dall’asilo fino alle scuole post-diploma, permette alle nuove generazioni di affrancarsi dalla miseria e dallo sfruttamento, inserendosi a pieno titolo nel mondo del lavoro.»

    Assefa Italia è composta da 9 gruppi territoriali sparsi in tutta la Penisola, svolge una funzione di coordinamento e collaborazione con i dirigenti indiani. La sezione genovese è attiva dal 1993. Quali attività promuove Assefa Genova Onlus a sostegno delle iniziative realizzate in India?
    «Ogni anno Assefa Genova Onlus si fa carico, su indicazione di Assefa India, di contribuire al finanziamento di un nuovo progetto da realizzare nel Tamil Nadu; la nostra filosofia è aiutare amici, non fare beneficienza, e ogni progetto realizzato è calibrato sulle esigenze del posto. L’attuale progetto che sosteniamo, per il 2012-2013, consiste nella realizzazione di un impianto di lavorazione e trasformazione della frutta fresca in succhi conservati, destinato ad aiutare i contadini e le donne della zona di Vembarali, che saranno occupate nella fabbrica. L’anno scorso invece abbiamo contribuito alla costruzione di una nuova scuola elementare per la scolarizzazione di almeno 250 bambini a rischio di lavoro minorile, altamente pericoloso, nelle fabbriche di fiammiferi e fuochi artificiali, prodotti a mano del distretto di Sivakasi; anche la Provincia di Genova ha provveduto a finanziare parte del progetto. Assefa Genova inoltre propone il sostegno a distanza di bambini svantaggiati individuati all’interno delle comunità d’intervento, per permettere a tutti i potenziali studenti di poter frequentare la scuola. Sono oltre 2.000 i sostegni realizzati ad oggi.»

    L’associazione ha all’attivo diverse iniziative realizzate o tuttora in corso anche a Genova. Quali sono state le più significative?
    «Abbiamo organizzato diversi convegni, in collaborazione con l’Università di Genova, di cui uno dei più importanti lo scorso autunno in occasione dei 150° dell’Unità d’Italia sulle figure di Gandhi e Mazzini. Questa primavera invece abbiamo organizzato un concerto di musica gospel, del Millelire Gospel Choir, allo scopo di finanziare il progetto di Vambarali. Con lo stesso obiettivo a fine aprile abbiamo invitato la cittadinanza a prendere parte ad un pranzo in cui abbiamo condiviso con tutti il nostro ultimo viaggio in India. Assefa Genova ospita inoltre tirocinanti universitari, per lo più di Scienze della Formazione e Scienze per la pace di Pisa; l’ultima stagista Rebecca, che ha partecipato anche alla nostra missione in India, era una ragazza irlandese. Attualmente infine è attivo un corso di lingua tamil tenuto da una ragazza dello Sri Lanka così da facilitare le comunicazione tra soci, specie se genitori adottivi, e i nostri beneficiari indiani.»

    Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate a livello cittadino nella promozione della vostra associazione?
    «Attualmente abbiamo una certa difficoltà ad entrare nelle scuole genovesi dove vorremmo raccontare la nostra esperienza e soprattutto mostrare ai bambini e ai ragazzi della città cosa significa essere persone consapevoli e attente, come i loro coetanei indiani educati all’interno delle scuole Assefa. Il nostro corpo volontari manca di insegnanti ed educatori che si possano prendere carico, con competenza e maggior cura, di percorsi didattici legati all’educazione alla non-violenza: lancio quindi un appello a persone che operano nel settore a venire a trovarci! Un’altra difficoltà è legata infine all’atteggiamento dei cittadini indiani in Italia che spesso, per vergogna o disinteresse, non mostrano alcuna volontà a cooperare o scambiare idee con l’organizzazione. L’India certo è cresciuta molto negli ultimi anni, ma il lavoro che resta da fare è ancora tanto e questo non lo diciamo noi ma Assefa India che, di anno in anno, elabora e ci propone un nuovo progetto da finanziare.»

    Prossime iniziative?
    Abbiamo intenzione di organizzare la presentazione di un libro di grande attualità, “Economia della condivisione. Come uscire dalla crisi mondiale” di Jospeh Kumarappa. Un libro che parla di attivismo civile, di iniziativa personale, di energie locali: un libro insomma con alcune proposte per affrontare gli enormi problemi degli ultimi anni.

     

    Antonino Ferrara

    Contatti: ASSEFA GENOVA ONLUS Galleria Mazzini 7/5 A TEL. 010 591 767 – 334 304 0290 info@assefagenova.org, www.assefagenova.org

     

     

  • Servizio civile: confermato il bando 2013 per 15.000 volontari

    Servizio civile: confermato il bando 2013 per 15.000 volontari

    Dopo le numerosi voci e smentite che si sono rincorse negli ultimi mesi in merito alle sorti future del servizio civile, pare che si sia giunti a una svolta per tutti quei ragazzi che non hanno ancora avuto la possibilità di accedere a questa esperienza.

    Nei giorni scorsi è finalmente arrivato l’annuncio ufficiale della Consulta nazionale: bando nella primavera del 2013, partenze a settembre del medesimo anno. Il bando sarà rivolto ad almeno 15.000 giovani, che potranno accedere al servizio civile “con i 40 milioni di euro del fondo residuo del 2013 e gli 83 milioni già stanziati per il 2014”, come dichiarato dal presidente dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile Federico Fauttilli.

    I progetti dovranno essere depositati dagli enti tra il 1 luglio e il 30 settembre 2012, mentre entro la primavera uscirà il bando vero e proprio: le partenze saranno effettuate tutte in una volta, e non più con lo spiacevole meccanismo degli scaglioni attuato quest’anno.

    È difficile stabilire se dopo il 2014 si troveranno nuovi fondi per il servizio civile, e anche se il numero dei volontari potrà in qualche modo aumentare. Tuttavia, questo annuncio porta un barlume di speranza per le sorti di questa importante opportunità.

    Marta Traverso

  • Celivo, a maggio ripartono i corsi di introduzione al volontariato

    Celivo, a maggio ripartono i corsi di introduzione al volontariato

    celivoCelivo ha aperto le iscrizioni per una nuova tornata dei suoi corsi di introduzione al volontariato, che si terranno nella sua sede di piazza Borgo Pila (accanto al Teatro della Corte) il 10, 15 e 17 maggio 2012.

    Il corso si propone di informare, orientare e accompagnare tutti i cittadini interessati a conoscere e/o entrare nel mondo del volontariato, che potranno scoprire gli aspetti fondamentali dell’attività volontaria, i settori di intervento delle organizzazioni di volontariato (socio-assistenziale, sanitario, educativo – formativo, culturale, protezione civile, ambientale, ricreativo, difesa e tutela degli animali, sportivo, tutela e promozione dei diritti) e fare un colloquio conoscitivo per essere inseriti in una delle tante attività volontarie presenti sul territorio genovese.

    Questi i contenuti dei tre incontri del corso:
    1° incontro (10 maggio, ore 17.30-19-30): aspettative dei partecipanti, approfondimento sulla figura del volontario (motivazioni, valori, gratuità prestazioni, tipologia servizio, etc);
    2° incontro (15 maggio, ore 17.30-19-30): “mappa” del volontariato genovese (n° organizzazioni di volontariato della provincia di Genova, dislocazione sul territorio, settori di intervento, n° volontari, attività, destinatari, etc.);
    3° incontro (17 maggio, ore 17.30-19-30): proiezione video sul volontariato, illustrazione e consegna degli strumenti (Bacheca del Volontariato, Banca Dati, Colloqui di Orientamento individuali, etc.).

    Per partecipare occorre essere maggiorenni: l’iscrizione avviene scaricando dal sito di Celivo la scheda di iscrizione e consegnandola al centro. Numero massimo partecipanti: 25. I corsi saranno attivati con un numero di iscritti pari o superiori a 10.

    La partecipazione al corso è gratuita.

    Per maggiori si può contattare Celivo a celivo@celivo.it o al numero 010 5956815.

  • Giardini Luzzati, nasce una Nuova Associazione per riqualificarli

    Giardini Luzzati, nasce una Nuova Associazione per riqualificarli

    giardini luzzatiIl rinnovamento dei Giardini Luzzati passa attraverso il lavoro di un gruppo di volontari, che ha di recente formalizzato la propria attività sotto la denominazione di Nuova Associazione.

    Scopo di questo gruppo è creare e aprire spazi di integrazione culturale e aggregazione sociale all’interno del centro storico: mentre la zona intorno a piazza delle Erbe è conosciuta più che altro per la movida e per i numerosi locali, l’area dei Giardini Luzzati è meno frequentata, anche a causa di alcuni episodi legati al piccolo spaccio, al consumo di alcol e a piccole risse.

    L’associazione si prefigge dunque l’obiettivo di contrastare e prevenire un utilizzo passivo della piazza offrendo al contempo un’alternativa alla “movida” basata sulla cultura, l’intercultura, la convivenza pacifica e la cittadinanza attiva.

    Questi i destinatari dei progetti e le attività previste, come riportato dalla pagina Facebook dell’associazione:
    1- Bambini e famiglie. Creare spazi educativi attraverso attività ricreative, sportive e culturali rivolte ai minori e rendere l’area più vivibile e fruibile incentivandone in questo modo la frequentazione da parte delle famiglie. Attività sportive, laboratori teatrali e musicali, attività ludiche, realizzazione di un’area gioco, organizzazione di feste di compleanno, realizzazione spazio nursery all’interno del circolo da mettere a disposizione delle mamme.

    2- Giovani. Rispondere all’esigenza dei giovani di trovare spazi di aggregazione positiva, di integrazione, di ascolto e di sviluppo delle proprie potenzialità. Visti i bisogni dei giovani del quartiere si prevedono attività di tipo sportivo e aggregativo: tornei sportivi, arrampicata, cineforum, concerti, teatro per i giovani. Inoltre creeremo uno “spazio ascolto”. Le professionalità dei nostri operatori saranno a disposizione dei giovani.

    3- Anziani. Accogliere e rispondere ai bisogni di relazione e socializzazione degli anziani, valorizzando al contempo le loro esperienze mettendole a disposizione della comunità. Realizzazione campo da bocce, spazi ludici, trekking per anziani, realizzazione di attività ed eventi su loro iniziativa.

    4- Popolazione straniera. Favorire l’integrazione dei cittadini stranieri nel tessuto socio-culturale genovese, promuovendo l’incontro e lo scambio tra le differenti realtà presenti sul territorio. Realizzazione di feste tradizionali, attivazione di percorsi di partecipazione e cittadinanza delle comunità straniere, realizzazione di incontri formativi sulle realtà attuali e storiche dei paesi di provenienza.

    5- Scuola. In vista del trasferimento degli istituti scolastici del quartiere nelle immediate vicinanze dei Giardini Luzzati, ci si propone l’obiettivo di continuare a collaborare con la scuola offrendo la struttura come strumento didattico. Vista la stretta collaborazione tra Scuola Garaventa e Baliano e Associazione Il Ce.Sto attraverso il centro sociale, si metteranno le strutture della piazza a disposizione della scuola. In particolare si proporrà: utilizzo del campo sportivo per lo svolgimento dell’educazione fisica, utilizzo del tendone per la realizzazione di spettacoli, eventi, mostre, feste.

    6- Enti e Associazioni. Intensificare la collaborazione con le altre realtà associative e comunitarie del territorio e con le Istituzioni Pubbliche. Si metteranno a disposizione delle associazioni e dei cittadini che lo richiederanno gli spazi e le strutture. Sono già in previsione attività quali mercatino delle pulci una volta al mese, cucina multietnica, feste di quartiere, sagre, manifestazioni, convegni e formazioni, proiezioni.

    Per maggiori informazioni sull’associazione e le sue attività si può contattare il numero telefonico 010 8696609.

  • Fare volontariato a Genova: partono i corsi gratuiti di Celivo

    Fare volontariato a Genova: partono i corsi gratuiti di Celivo

    celivoCelivo – il centro genovese che si occupa di coordinare tutte le associazioni di volontariato del capoluogo e provincia – organizza due volte l’anno una serie di corsi gratuiti di introduzione al volontariato: nel corso di tre incontri vengono illustrati il panorama delle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, i settori in cui operano, l’impegno e le attività richieste ai volontari.

    Il prossimo ciclo di incontri si terrà il 22, 27 e 29 marzo 2012 (con orario 17:30 – 19:30) presso la sede di Celivo in piazza Borgo Pila. Il corso è riservato ai maggiorenni e sarà attivato per un minimo di 10 partecipanti e un massimo di 25.

    Questo nel dettaglio il contenuto di ciascuna lezione:
    1° incontro: aspettative dei partecipanti, approfondimento sulla figura del volontario (motivazioni, valori, gratuità prestazioni, tipologia servizio, etc);
    2° incontro: “mappa” del volontariato genovese (n° organizzazioni di volontariato della provincia di Genova, dislocazione sul territorio, settori di intervento, n° volontari, attività, destinatari, etc.);
    3° incontro: proiezione video sul volontariato, illustrazione e consegna degli strumenti (Bacheca del Volontariato, Banca Dati, Colloqui di Orientamento individuali, etc.).

    Per maggiori informazioni si può contattare Celivo al numero 010 5956815.

    Marta Traverso

  • Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    «L’esigua disponibilità di fondi assegnati al servizio civile, notevolmente ridotti dalle manovre finanziarie degli ultimi anni, non permetterà, se non ci saranno nuove risorse, la partenza dei volontari nel corso del 2013». Con queste parole il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi – che ha la delega per quanto riguarda il servizio civile – nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera ha sciolto ogni dubbio circa la difficile situazione in cui si trovano gli enti e i ragazzi che ogni anno beneficiano di questa opportunità.

    La dichiarazione arriva al termine di un periodo molto complesso, che ha portato alla messa a rischio anche per i progetti già in fase di avvio: da un lato la mancanza di fondi sufficienti per retribuire tutti i volontari, dall’altro una sentenza che impone l’apertura del bando anche agli stranieri, hanno portato a un blocco dell’avvio in servizio dei volontari e a partenze che saranno scaglionate per tutto il 2012.

    A oggi molti enti e molti ragazzi sanno che i progetti partiranno entro la fine del 2012, ma senza alcuna certezza precisa sulla data. Al momento il sito ufficiale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile pubblica di mese in mese l’elenco degli enti che possono avviare i progetti.

    Marta Traverso

  • Facciamo girare i tappi: un progetto di solidarietà sostenibile

    Facciamo girare i tappi: un progetto di solidarietà sostenibile

    tappiCreare occasioni di lavoro, differenziare in modo corretto la plastica e aiutare chi ha bisogno: con questi tre scopi il Centro d’Ascolto Marassi-Quezzi porta avanti dal 2007 un progetto di riciclo di tappi di plastica, che dal 2008 si è trasformato nell’associazione Non solo parole.

    Come funziona il progetto? L’associazione raccoglie tappi di plastica da privati, aziende, associazioni e parrocchie tramite il lavoro di persone in difficoltà economiche seguite dal Centro d’Ascolto, e li raduna in un deposito a Pianderlino – San Fruttuoso. L’ultimo sabato di ogni mese Amiu preleva i tappi e li consegna a un’azienda di Cuneo che si occupa del loro riciclo.

    Grazie a questo progetto ogni mese vengono raccolte circa 2 tonnellate di plastica, divise in grossi sacchi da 5 o 10 chili ciascuno. Il ricavato viene destinato dal Centro d’Ascolto a famiglie in difficoltà del quartiere.

    Per avere maggiori informazioni sul progetto e sapere dove è possibile destinare i tappi, si può contattare direttamente la responsabile dell’associazione al numero 347 3165682.

    Marta Traverso

  • Liguria, Fondo Sociale Europeo: 15 mln per dare lavoro a soggetti in difficoltà

    Liguria, Fondo Sociale Europeo: 15 mln per dare lavoro a soggetti in difficoltà

    Quindici milioni di euro per la realizzazione di interventi utili all’inserimento lavorativo delle persone a rischio di esclusione sociale.

    Lo ha deliberato la Giunta regionale su proposta degli assessori al bilancio e alle politiche sociali, Pippo Rossetti e Lorena Rambaudi. Si tratta di finanziamenti del fondo sociale europeo, la seconda fase di un percorso che ha preso il via nel 2010 e che è proseguito nel 2011 con una serie di incontri che hanno visto il coinvolgimento dei principali soggetti che si occupano di inclusione sociale.

    “Il bando – spiegano in una nota gli assessori Rossetti e Rambaudi – si rivolge ad amministrazioni pubbliche, escluso le Province, sindacati e associazioni di categoria, enti di volontariato, cooperative sociali che potranno presentare i progetti non singolarmente, ma in forma di partenariato”.

    Gli enti destinatari avranno tempo 45 giorni dalla pubblicazione del bando per la presentazione dei progetti che si trasformeranno in percorsi concreti a partire dalla metà dell’anno in corso. I progetti da presentare potranno avere un valore minimo di 150.000 euro fino ad un limite massimo di 1 milione di euro.

    Il bando attualmente non è ancora disponibile, la Regione ci informa che in queste ore in via Fieschi si sta lavorando per delineare la metodologia operativa. Attendiamo nei prossimi giorni aggiornamenti.

  • Angeli del fango: mostra in ricordo dell’alluvione del 4 novembre

    Angeli del fango: mostra in ricordo dell’alluvione del 4 novembre

    AlluvioneDopo l’aiuto prestato via web nei giorni successivi all’alluvione del 4 novembre, segnalando tramite la loro pagina Facebook tutte le emergenze in corso e tutte le zone della città in cui c’era bisogno di volontari, gli Angeli del fango hanno scelto di ricordare quei giorni in una mostra fotografica.

    Artisti e videomaker che hanno immortalato quanto successo in quel periodo sono presenti con oltre cento immagini nella mostra Fango sull’obiettivo, che viene inaugurata nello spazio incontri della Regione Liguria (piano terra, angolo con via Petrarca) martedì 31 gennaio alle 15 e rimarrà allestita fino a venerdì 10 febbraio con ingresso libero.

    Marta Traverso

  • Servizio civile: stop alla sentenza, i volontari possono partire

    Servizio civile: stop alla sentenza, i volontari possono partire

    Il Servizio Civile in LiguriaUn primo sospiro di sollievo per tutti i ragazzi e le ragazze che sono stati selezionati nei vari progetti di servizio civile in Italia. La Corte d’Appello di Milano ha infatti ordinato la sospensione della sentenza che, a seguito del ricorso vinto da un ragazzo pachistano, imponeva di annullare l’ultimo bando per consentire l’accesso anche ai non cittadini italiani. Dal prossimo bando la legge andrà modificata, ma nessun effetto sarà avvertito nel bando già concluso e i cui volontari stanno aspettando di conoscere la loro sorte.

    Come si legge sul sito ufficiale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, una prima tranche di volontari potrà iniziare il proprio anno di attività: per la precisione quelli il cui avvio in servizio era previsto per il 1 febbraio 2012.

    Resta naturalmente il problema dei fondi, che prima ancora della sentenza ha portato a dover scaglionare per tutto il 2012 le partenze dei volontari. Una questione molto complessa, che non fa ben sperare sulle sorti future di una realtà preziosa come il servizio civile.

    Marta Traverso

  • Servizio civile a rischio: l’avvio dei volontari slitta a ottobre?

    Servizio civile a rischio: l’avvio dei volontari slitta a ottobre?

    Clima natalizio e speranze per il nuovo anno ridotte al minimo per gli oltre ventimila giovani italiani che nelle scorse settimane sono stati selezionati con il bando 2011 di servizio civile nazionale, un anno di volontariato retribuito (433,80 € al mese) presso enti pubblici, associazioni no profit e realtà del terzo settore.

    L’avvio in servizio dei volontari su tutto il territorio nazionale avrebbe dovuto tenersi nei primi mesi del 2011, garantendo così a molti giovani non solo un’interessante esperienza formativa e umana, ma anche un anno di tranquillità sul fronte della ricerca di lavoro e un’occasione per arricchire il curriculum.

    Pochi giorni prima di Natale, l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ha tuttavia annunciato una dilazione dell’avvio in servizio fino a ottobre, perché la carenza di fondi renderebbe impossibile retribuire tutti i volontari attivi (che come ogni lavoratore ricevono il loro rimborso alla fine di ogni mese). E se un tempo le polemiche trovavano il contraltare in un eccesso di spese militari, oggi la crisi colpisce davvero tutti, tanto che anche la mini naja è a rischio estinzione.

    Gli unici enti che avranno garantito l’avvio a gennaio sono quelli che hanno presentato l’elenco definitivo dei volontari entro il 4 novembre: si tratta di una manciata di enti, perché il bando è stato chiuso il 21 ottobre e per quasi tutti è stato necessario un tempo più lungo per procedere ai colloqui di selezione e stilare la graduatoria definitiva.

    L’esito di tutto questo è che a oggi molti volontari non sanno quando inizierà il loro anno di servizio civile. Tra questi i giovani che avrebbero dovuto svolgere questa esperienza nei Comuni di Trento e di Modena, che si sono appellati al Ministro Riccardi con una lettera aperta.

    Eccone un breve estratto: «Abbiamo scelto il servizio civile credendo in uno Stato che incentiva i giovani ad attivarsi, che promuove progetti con determinati programmi e tempi e che in sostanza prende un impegno verso tutti noi. Concretamente però non vediamo lo sforzo necessario per investire su noi giovani e nel sostegno di questi progetti, visto che si è venuta a creare una situazione che determina incertezza verso la reale possibilità di partire (…) Vogliamo iniziare quanto prima questo servizio civile, perché ci sono progetti funzionali a determinati periodi dell’anno. Che senso avrebbe per esempio cominciare un progetto di lavoro nelle scuole quando le stesse scuole stanno terminando?».

    Marta Traverso

  • Angeli del fango, pronti per la foto di gruppo?

    Angeli del fango, pronti per la foto di gruppo?

    genova alluvione t-shirt fangoNon si ferma la gara di solidarietà che dopo l’alluvione del 4 novembre ha portato moltissimi genovesi a dare il loro contributo per aiutare le persone e le attività commerciali colpite.

    L’esempio più eclatante è stato quello delle magliette Non c’è fango che tenga, che sono state vendute in molte piazze della città e ancora in questi giorni sono disponibili presso la parrocchia di S. Margherita di Marassi, in via Bertuccioni.

    Il successo dell’iniziativa ha portato l’idea di fare un ultimo passo a dimostrazione di quanto i genovesi siano stati uniti in queste settimane: un flash mob per domenica 4 dicembre, a un mese esatto dal nubifragio, per posare in una foto di gruppo con addosso le magliette.

    Il luogo non è stato ancora deciso, ma è probabile che alle centralissime piazze De Ferrari, Matteotti o della Vittoria si preferirà un luogo simbolico per quanto accaduto, come piazza Galileo Ferraris.

    Marta Traverso

  • Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    bibliotecaUna biblioteca e mediateca che contiene solo opere sul tema della disabilità: questo l’ambizioso progetto messo in atto dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità, che proprio in questi giorni ha inaugurato la struttura nella sua sede di Milano (via Livigno, 2).

    L’associazione è attiva dagli anni Ottanta con una Mediateca, considerata la più grande raccolta europea di materiale audiovisivo e multimediale su questo tema, alla quale – grazie al contributo della Regione Lombardia – riesce oggi ad affiancare una sezione interamente dedicata alla narrativa.

    Scopo del progetto è avvicinare la gente comune alla disabilità tramite la voce a chi con essa convive ogni giorno.

    Si tratta di un progetto ancora in fase embrionale, a cui tutti sono chiamati a partecipare. Sono due le azioni che è possibile fare per contribuire:

    1- segnalare libri sul tema della disabilità e non ancora presenti nel catalogo. A oggi i testi della biblioteca sono un centinaio, divisi tra racconti brevi e romanzi e con un occhio di riguardo alla narrativa per l’infanzia.

    2- recensire testi del catalogo. Le recensioni potranno essere inviate all’indirizzo mediateca@ledha.it e saranno pubblicate sulla testata online dell’associazione.

    Per prendere in prestito i volumi basta registrarsi gratuitamente al sito, mentre i libri dovranno essere ritirati di persona presso la  sede dell’associazione.

    Marta Traverso

  • Servizio civile: una petizione online contro i tagli

    Servizio civile: una petizione online contro i tagli

    Proprio in questi servizio civile nazionalegiorni si sono svolte a Genova le selezioni per i nuovi progetti di Servizio Civile Nazionale, a seguito dei bandi 2011 scaduti lo scorso 21 ottobre.

    Proprio in questi giorni una delle più interessanti opportunità formative, di lavoro e di servizio agli altri per i giovani italiani rischia di vedere seriamente ridimensionate le sue risorse: la recente Legge di Stabilità, ultimo provvedimento approvato in Parlamento prima delle dimissioni del governo Berlusconi, ha tagliato del 40% i fondi destinati al servizio civile nazionale.

    Sul sito petizionionline.it è stata promossa Non tagliare il futuro dell’Italia, una raccolta di firme per chiedere l’annullamento dei tagli, indetta e sostenuta dalle associazioni del Terzo Settore, dalla Cnesc (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) e dalla Rappresentanza Nazionale dei Giovani in Servizio Civile.

    Firmare è gratuito e richiede meno di un minuto. È importante dare il proprio contributo perché molti giovani possano continuare a beneficiare di questa opportunità, e che enti e associazioni possano continuare quelle attività che solo grazie ai volontari di servizio civile diventano possibili.

    Marta Traverso

  • Non c’è fango che tenga: t-shirt ancora in vendita

    Non c’è fango che tenga: t-shirt ancora in vendita

    genova alluvione t-shirt fangoSi può definire un vero e proprio boom quello della t-shirt Non c’è fango che tenga, un’idea del parroco di Santa Margherita di Marassi per aiutare le famiglie e le aziende colpite dall’alluvione del 4 novembre.

    Lo scorso fine settimana sono state realizzate oltre 14.000 magliette, messe in vendita presso alcune Chiese dei quartieri colpiti e il Duomo di San Lorenzo, e che sono state tutte vendute.

    Il successo dell’iniziativa ha spinto la parrocchia a voler continuare questa gara di solidarietà, facendo stampare circa 17.000 nuove t-shirt che saranno vendute in vari quartieri genovesi nel corso di questo fine settimana, sabato 19 e domenica 20 novembre.

    Queste le aree in cui sarà possibile acquistare la t-shirt con un contributo minimo di 10 €.

    Centro città e centro storico: piazza De Ferrari, via XII Ottobre, piazza san Lorenzo, piazza Campetto, via XX Settembre (angolo Coin, Mercato Orientale e angolo via San Vincenzo), Porto Antico (Magazzini del cotone e Bigo);

    Levante: corso Italia e Boccadasse, Priaruggia, passeggiata di Nervi e parrocchia dell’Assunta a Nervi;

    Ponente: via Sestri (Giglio Bagnara), centro commerciale Fiumara (Mediaworld);

    Valbisagno: corso de Stefanis (Centro Commerciale il Mirto e angolo via Tortosa), piazza Galileo Ferraris, via Bertuccioni (parrocchia Santa Margherita di Marassi).

    Marta Traverso