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  • Marcia per la Terra: le associazioni genovesi per la difesa del territorio

    Marcia per la Terra: le associazioni genovesi per la difesa del territorio

    autostrada-cemento-impatto-ambientale«Una marcia contro il cemento e a favore della tutela e valorizzazione dei suoli agricoli; una manifestazione contro la speculazione edilizia e a favore del paesaggio come risorsa anche economica». Così si legge nel documento di presentazione della Marcia per la Terra, la prima in Liguria, organizzata dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (coordinamento genovese “Salviamo il paesaggio”) con partenza domenica 21 aprile alle ore 14 da un luogo simbolo come l’Acquasola per raggiungere Valletta Carbonara.

    Con il supporto di una trentina di associazioni cittadine (più una decina a livello regionale) e in concomitanza con analoghi eventi promossi in Piemonte, Lazio Veneto, Puglia e Sicilia con lo scopo di celebrare l’Earth Day (22 aprile, Giornata Mondiale per la Terra promossa dalle Nazioni Unite), la Marcia vuole dire no «al consumo scellerato di suolo che nei decenni ha devastato il capoluogo ligure e l’intera regione, compromettendo in modo irreversibile il paesaggio e i naturali assetti idrogeologici del territorio, con le drammatiche conseguenze che tutti conoscono.»

    «Vogliamo sottolineare la necessità di conservare le risorse naturali e i suoli agricoli e fertili – affermano gli organizzatori – fermando il consumo indiscriminato di suolo. Per restare a Genova, l’elenco dei casi di cementificazione realizzata o minacciata, e talvolta sventata con grandi mobilitazioni, è infinito: dai progetti di parcheggi spuntati ovunque (dopo l’Acquasola ci sono stati fra gli altri le Caravelle di piazza della Vittoria e il Bosco Pelato a San Fruttuoso), alle edificazioni in zone di alto pregio paesaggistico o storico (Valletta Carbonara, l’ex Mercato di corso Sardegna, per non parlare dell’ex Ospedale psichiatrico di Quarto,monumento su cui incombe una gigantesca speculazione).

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    Valletta Carbonara San Nicola

     

     

     

     

     

     

     

    La marcia, come detto, partirà alle 14 dai giardini dell’Acquasola e approderà ai Giardini Pellizzari (sopra l’Albergo dei Poveri) intorno alle 16, con un percorso che si snoderà lungo le vie cittadine e con tappe significative per il tema della giornata. Presso i Giardini Pellizzari ci sarà un momento di festa, con musica (Coro Quattro Canti, Banda Il Ballatoio, Piccola Orchestra della Posta Vecchia), animazioni per bimbi e adulti, danze, dibattiti (con spazi dedicati ai problemi dei territori liguri), merenda dei contadini di Vesima e cibo/bevande che ogni partecipante porterà per condividere.

    Fra i partecipanti Marco Preve, giornalista, impegnato sui temi ambientali, coautore con Ferruccio Sansa del libro ‘Il partito del cemento’, che denuncia i misfatti della speculazione edilizia in Liguria, svelando le complicità di politici e amministratori e Pino Petruzzelli, attore e scrittore impegnato sui temi sociali.

    PROLOGHI: TUTTE LE INIZIATIVE DEL MATTINO E DI SABATO 20
    La manifestazione genovese sarà preceduta al sabato e alla mattina della domenica da iniziative locali in diverse località di Genova e della provincia. I partecipanti a tali iniziative confluiranno poi nella marcia unitaria del pomeriggio.

    1) il Comitato Acquasola a partire dalle 11 di domenica 21 svolgerà iniziative presso il Parco dell’Acquasola, con preparazione di un pic nic.
    2) la Rete per l’ambiente del Golfo Paradiso e del Golfo del Tigullio domenica 21 al mattino farà una marcia non competitiva a Recco con destinazione Villa Ansaldo, bene storico-ambientale minacciato di speculazione. Il percorso, andata e ritorno, partirà alle 9 dalla stazione ferroviaria, percorrerà la storica scalinata verso la Chiesa di Megli (punto di ritrovo alle 9.45 per chi preferisce arrivare in auto), transiterà su via del Pianello e arriverà infine a Villa dell’Alloro e all’antico Ospedale. E’ prevista una breve introduzione storica, con rinfresco sul piazzale della Chiesa di Megli. Sono graditi strumenti per pulire i terreni circostanti. Per adesioni/informazioni: info@creuze.it, tel. 320 – 43 67 069.
    3) i comitati per Pra’, che contrastano lo snaturamento del progetto di trasformazione del vecchio tracciato dell’Aurelia (P.o.r. di Prà), faranno sabato 20 alle 15 un raduno in bicicletta e a piedi, che da Piazza Sciesa si muoverà per occupare pacificamente l’Aurelia e protestare contro lo scempio previsto su quel territorio.
    4) L’Associazione Amici del Chiaravagna, i circoli Arci Barabini di Trasta, Circolo Culturale Fegino e Futuro Primitivo, che si battono contro il traffico pesante originato dall’assegnazione di molte aree della zona a depositi container, oltre che contro la presenza di deposito Amiu e cave, promuovono sabato 20 la camminata ‘Verso la marcia per la Terra’, che partirà alle 15 da Sestri Ponente (Giardini Minoletti, ex Corderia) per arrivare a Trasta.
    5) Il Comitato di protezione del Bosco Pelato e contro il silos di piazza Solari organizzerà un’iniziativa con i bimbi: genitori e maestre parteciperanno alle 11 al raduno dell’Acquasola, dove organizzeranno divertimenti per i bimbi, in particolare pitture a mano su magliette bianche, che saranno indossate dai bimbi, e truccabimbi con disegni sul tema della marcia, come foglie e alberi.
    6) L’Associazione Non Solo Parole il giorno della marcia per la Terra presenterà una raccolta di testimonianze dei negozianti agonizzanti di Via Fereggiano e Via Tortosa, e delle famiglie colpite dall’alluvione del 4 novembre 2011, che hanno vissuto e continuano a vivere nella paura di un’altra tragedia.

    Si può aderire alla Marcia scrivendo a: salviamoilpaesaggiogenova@gmail.com o iscrivendosi al gruppo Facebook

  • Centro Banchi, il progetto Utrophia a Genova: arte e solidarietà

    Centro Banchi, il progetto Utrophia a Genova: arte e solidarietà

    centro-utrophia-piazza-banchi“Botteghe di integrazione ed accoglienza” per aiutare persone con disagi psichici e, allo stesso tempo, ridare vita alle vie genovesi svuotate dalla crisi. Questo, in sintesi, il nuovo progetto pilota che da ormai qualche mese (pensato già dal dicembre 2012, ma avviato a tutti gli effetti dal febbraio 2013) sta prendendo piede nella nostra città.

    Si tratta di un percorso intrapreso ad opera di cinque associazioni volontarie genovesi che, sotto l’egida di Celivo – Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Genova, hanno deciso di coniugare aiuto alle persone con disabilità e rinnovamento del contesto urbano. Il progetto, già sperimentato in terra anglosassone con il nome di Utrophia, prevede lo riutilizzo di spazi lasciati vacanti da negozi e uffici -costretti alla chiusura in questo periodo di crisi economica generale- e la loro trasformazione in temporanee sedi e piattaforme per iniziative aventi come protagonisti persone con disabilità e disagi psichico-relazionali.

    In particolare, le realtà che hanno deciso di prendere parte all’iniziativa sono ALFAPP, Associazione Gigi Ghirotti, Le Querce di Mamre, Prato e Semplicemente: tutte associazioni onlus che operano nel contesto genovese da molti anni e che affrontano situazioni di disagio psichico o che, come la Gigi Ghirotti, vivono a stretto contatto con malati di tumore. Tutte diverse, ognuna di loro ha sviluppato una propria attività in questi decenni di presenza sul territorio, ma tuttavia hanno saputo mettere da parte le proprie peculiarità per provare a lavorare a un progetto comune: quello di “colorare insieme la città”. Fino ad ora, già qualche progetto ultimato: il restyling delle due vetrine del Centro Banchi (sempre nei pressi dell’omonima Piazza, in Vico delle Compere 26), in cui le associazioni riunite hanno insediato il loro quartier generale. Siamo andati proprio al Centro Banchi, a fare visita ai pazienti, ai volontari e ai promotori dell’iniziativa, e ad ammirare le loro realizzazioni.

    IL PROGETTO

    centro-utrophia-piazza-banchi3Precursore di questa iniziativa genovese, il progetto Utrophia, nato in Gran Bretagna ormai dieci anni fa su iniziativa di Stephen (Steve) Molyneux che, con un gioco di parole tra “utopia” ed “eutrofizzazione” (dal greco, eu: buono, trophòs: nutrimento, concetto usato anche in biologia marina), ha ridato vita alle vie britanniche dello shopping svuotate dalla crisi, occupando i negozi sfitti e trasformandoli in punti d’incontro creativi per artisti e per venire incontro alle esigenze di quartieri con forti criticità. Il tutto, in un lavoro sincronico tra comunità locali e amministrazioni, che hanno permesso l’”occupazione” dei locali abbandonati e la loro trasformazione in qualcosa d’altro, socialmente utile e dal gradevole valore artistico.

    Oggi tutto questo arriva anche a Genova, spesso accusata di essere poco pronta a recepire le suggestioni provenienti dagli altri paesi. E invece il capoluogo ligure dallo scorso dicembre è diventato promotore di un’iniziativa analoga al precedente britannico (con cui è, tra l’altro, ufficialmente gemellata), che coniuga spirito volontaristico e aiuto alle disabilità, con la voglia di abbellire una città colpita dalla crisi economica, che ormai ci ha abituato a vetrine sbarrate e saracinesche abbassate. Qui, grazie all’iniziativa di Danilo Martino, Presidente dell’Associazione di volontariato Semplicemente, dal febbraio 2013 ha preso avvio ufficialmente il progetto pilota che ha reso Genova capofila in questa sperimentazione: la sua idea, quella di prendere in gestione per un tempo determinato (in collaborazione con i proprietari e fino a quando non si presenteranno nuovi acquirenti e altri interessati) gli esercizi sfitti, per riallestirne in modo creativo e colorato le vetrine grazie al lavoro di persone disabili, che potranno svolgere un iter artistico seguito passo passo dai volontari delle cinque associazioni coinvolte. Ad aiutare in questo percorso, anche l’artista genovese Francesco Musante, famoso in tutta la Liguria e apprezzato in tutta la penisola per le sue realizzazioni di serigrafie e acquerelli dai personaggi inconfondibili, tra mondo fiabesco e realtà (a tale proposito, per chiunque si fosse chiesto, cosa fossero le colorate installazioni che hanno fatto la loro apparizione qualche mese fa proprio davanti alla Chiesa di San Pietro in Banchi e ora improvvisamente scomparse, ecco svelato –dopo mesi- l’arcano: si trattava delle realizzazioni del pittore, per promuovere questo progetto).

    Dunque, una valenza molteplice: da una parte, l’aiuto a persone con disagi psichici nell’intraprendere un percorso artistico e rivolto alla socialità, dall’altra la possibilità per le associazioni di portare il loro lavoro nelle strade, nelle piazze, tra la gente; tramite l’allestimento delle vetrine, si vuole attirare un numero crescente di persone, per offrire loro aiuto o per accogliere nuovi volontari a rinfoltire le fila attuali. Inoltre, ultimo punto non meno trascurabile, il servizio svolto alla città intera e l’aiuto dato ai proprietari dei negozi che, grazie ai volontari delle onlus e ai “pazienti”, vedono i loro esercizi –salvi dall’altrimenti inevitabile degrado- tornare alla vita.

    Oggi, i volontari delle cinque associazioni sono ospitati nei locali del Centro Banchi, tra Vico delle Compere e Piazza De Marini, negli spazi della Chiesa di San Pietro in Banchi. Luogo d’ascolto attivo da decenni, fiore all’occhiello della Curia genovese, il centro è stato voluto da Monsignor Marco Granata, rettore della Chiesa di Nostra Signora della Guardia, lo stesso che ha sostenuto l’attività dei volontari e li ha aiutati a realizzare il loro sogno, offrendo loro uno spazio in cui operare: dallo scorso 4 febbraio, tutti i lunedì il Centro accoglie coloro che vogliono prendere parte al progetto volontaristico e vede anche l’allestimento di un Laboratorio Artistico Integrato, per la realizzazione e il riaddobbo delle due vetrine dello stesso Centro Banchi.

    Una è stata terminata proprio in questi primi mesi di attività, ed già possibile vederla passeggiando tra Vico delle Compere, Piazza De Marini e Piazza Banchi. L’estrema novità del progetto è dimostrata anche dal fatto che fino ad ora non è stato scelto un nome vero e proprio: i volontari vorrebbero un nome diverso dal britannico Utrophia, ad indicare la carica innovativa del progetto declinato in versione nostrana. Finora, qualche proposta non ancora ufficialmente avvallata, tra cui una delle più accreditate è “mandillo”, ovvero “fazzoletto” in dialetto genovese: «Difficile trovare il nome per il progetto -ci spiegano i volontari- per ora, tra le opzioni che ci piacciono c’è questa di “mandillo”: come un fazzoletto, anche noi come gruppo vogliamo prestarci a molteplici usi e intraprendere vari progetti. Partendo dalla riapertura dei negozi, vogliamo aprirci ad altro, assumendo una portata più vasta e globale». Per ora, lo slogan usato per descrivere l’iniziativa resta “Coloriamo insieme la nostra città”, motto che non cela l’obiettivo di recuperare il contesto urbanistico, nei suoi lati più critici.

    Anche questo progetto, come il precursore inglese, cerca un contatto con le amministrazioni e chiede un appoggio istituzionale sempre più consolidato, che aiuti a promuovere l’iniziativa e lanciare il messaggio che si tratta di un’opportunità per salvare alcuni luoghi della città dal deterioramento. Inoltre, il progetto si sta aprendo sempre più al coinvolgimento degli ambulanti della piazza: uno tra tutti, il signor Gaetano, gestore della banco di quadri e cornici, che lamenta il disagio che si è venuto a creare con la chiusura di molti negozi, alcuni dei quali anche storici (si pensi alle recenti vicende di Assolibro e altri casi tristemente analoghi), e ha accolto subito di buon occhio l’iniziativa di “colorare la città”, accodandosi al progetto.

    LE PROSPETTIVE FUTURE

    centro-utrophia-piazza-banchi2Dopo aver ultimato le prime due vetrine, adesso in programma altre iniziative: il 7 maggio sarà inaugurata una mostra, sempre in Piazza Banchi, nei locali della Loggia della Mercanzia, di fotografia e arte. All’esterno, grandi sagome in legno realizzate da Musante e raffiguranti i componenti di una banda musicale: le associazioni insieme devono essere come le note che compongono una melodia, in cui ciascuna si occupa di necessità umane diverse e ha una propria identità, ma va a confluire nel progetto più ampio di “colorare la città”. All’interno, invece, la documentazione fotografica per spiegare agli interessati il lavoro che i volontari delle onlus e i ragazzi disabili svolgono nel Centro Banchi. Inoltre, anche il totem realizzato dai ragazzi nel corso dei laboratori creativi del Centro. A collaborare con il gruppo, anche l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, che ha mostrato interesse per l’iniziativa, e il corso di Design della Facoltà di Architettura che, guidato dal professor Carlo Vannicola, ha prestato le proprie competenze e manodopera, guidando i ragazzi e i volontari nel percorso laboratoriale. La mostra proseguirà fino al 10 maggio 2013.

    Dopo, ancora altre proposte in cantiere: sarà il turno dell’edicola –oggi dismessa- della vicina Piazza Senarega, che sarà trasformata in sportello informativo finalizzato alla promozione del progetto, e poi del loggiato della Chiesa, messo a disposizione per farne un luogo vivo, di animazione e aggregazione, con l’organizzazione di iniziative.

    Così il Presidente di Semplicemente e promotore del progetto di “colorare insieme la nostra città”, Danilo Martino: « Ci stiamo muovendo per portare una ventata d’aria fresca nella nostra città, in un centro ormai spento, nel triste scenario di negozi che chiudono uno dopo l’altro: vogliamo arginare questa situazione, diffondendo la gioia della creazione artistica. Prima le sedi delle nostre associazioni erano dislocate sul territorio (ad esempio, Semplicemente si trova in Via Sampierdarena 32, n.d.r.), ma in questi mesi abbiamo deciso di unirci tutte sotto lo stesso tetto, almeno per un giorno a settimana, e di fare di Piazza Banchi il nostro centro direzionale: penso sia la  postazione giusta da cui cercare un contatto con i cittadini. Così centrale, questa piazza ha un valore simbolico, oltre che logistico: era il nucleo primordiale della Genova antica, da cui passavano le mura della città e in cui ancora si respira tutta la storia gloriosa della Superba. Da qui vogliamo partire, per estenderci a macchia d’olio in tutta la città, portando il nostro colore e la nostra arte, per avvicinare le persone alle problematiche psichiche e abbattere il pregiudizio. Abbiamo capito che il modello dell’associazione volontaristica chiuso nella sua roccaforte non funziona: per quanto degno di plauso il fine perseguito, il progetto rischia di morire atrofizzato. Per questo abbiamo deciso di muoverci, andare direttamente tra la gente, con gioia, a portare la nostra arte e a farci conoscere: quello che serve è l’apertura a quello che c’è fuori, il calarsi nella realtà che ci circonda».

     

    Elettra Antognetti

  • Castelletto, circolo Primo Maggio: un impegno per il quartiere

    Castelletto, circolo Primo Maggio: un impegno per il quartiere

    castelletto-oregina-circonvallazione-monteA Castelletto, nell’antico Borgo Carbonara di San Nicola, sorge il circolo ARCI Primo Maggio, un centro presente a Genova dal secondo dopoguerra, punto di riferimento per il quartiere, e non solo. La sede si trova nella storica Villa Rovereto, tra la crêuza di San Nicolò e corso Firenze, accanto ai locali dell’azienda Emanuele Brignole.

    I circa 180 soci del circolo – “centro permanente di vita a carattere volontario”, come si legge nello statuto – operano nei campi della cultura, della comunicazione, della ricreazione, della formazione, del tempo libero, dello sport e della solidarietà, con lo scopo di creare nel quartiere un punto d’incontro per tutti i cittadini, proponendo programmi di iniziative vasti e di valore formativo e culturale. Il circolo è gestito da volontari e promuove una gestione di “impresa sociale” senza scopo di lucro.

    Abbiamo incontrato il presidente, Vittorina Bruzzone, dal 1986 nel Consiglio di Amministrazione e prima ancora socia e volontaria molto attiva nel quartiere: «I nostri programmi bimestrali propongono appuntamenti fissi e creano una periodicità e continuità, che permette di richiamare molte persone, del quartiere e anche da fuori. Contando i nostri soci, gli “amici” e i frequentatori non tesserati, gli iscritti ai corsi di sport, o chi frequenta le altre associazioni ospitate a Villa Rovereto, siamo più di mille, ed è un gran risultato per il quartiere».

    Tutte le iniziative – tranne quelle sportive, gestite da UISP, e i corsi di musica, a cura della scuola Music Line– sono svolte da volontari e appassionati. «I nostri incontri sono quasi tutti liberi e per partecipare non è indispensabile diventare soci».

    La direttrice ci racconta la storia recente del circolo Primo Maggio; dagli anni ’60 nella sede di Villa Rovereto –prima gestita dal PCI-, inizialmente questo ARCI si limitava a organizzare eventi, balli, pranzi e feste di quartiere, a discapito della parte culturale. Nel corso degli anni, però, si è ampliato sempre di più, richiamando un numero crescente di persone, con esigenze diverse e più complesse. Soprattutto dai tardi anni ’80, l’attività riserva maggiore attenzione al settore culturale: si è iniziato a dar vita a programmi di incontri, conferenze, eventi, in ossequio al motto del circolo “conoscere per capire”. Nello specifico, le iniziative culturali sono curate da un coordinamento per la cultura e tempo libero, formato da volontari, e prevedono anche visite guidate e gite, con percorsi insoliti alla scoperta di una Genova poco nota, cineforum e incontri per la lettura e la conversazione in inglese, incontri di poesia e circoli di lettura in cui si discutono insieme testi di scrittori contemporanei. Inoltre, una volta al mese, la “Finestra sull’Attualità”, per discutere dei temi all’ordine del giorno.

    Nel corso degli anni – oltre alla creazione del campo da tennis (nell’area dove un tempo c’era stata la pista da ballo usata per le feste), di recente ristrutturato con il contributo della Fondazione Carige e di volontari – il circolo ha acquisito progressivamente spazi di proprietà dell’Azienda Brignole e ha potuto creare una piccola biblioteca, una saletta per corsi di musica, gioco del bridge e giochi di carte, e una palestra per i corsi organizzati dalla Polisportiva 1°Maggio.

    Elettra Antognetti

  • Lagaccio, Centro Sociale Antea: volontari al servizio del quartiere

    Lagaccio, Centro Sociale Antea: volontari al servizio del quartiere

    lagaccioNel quartiere del Lagaccio, sulla strada principale, via del Lagaccio, sorge al numero 82r il Centro Sociale Antea, da ormai 13 anni un punto di riferimento per gli abitanti della zona, gestito da un gruppo di volontari e aperto 365 giorni l’anno. Una particolarità non da poco, quest’ultima, che qualche anno fa aveva anche attirato l’attenzione della trasmissione televisiva Striscia la Notizia, con tanto di “tapiro” consegnato da Valerio Staffelli.

    Antea è centro di ritrovo per gli anziani, ma anche punto di riferimento per i giovani e per le persone in difficoltà. Viene offerto ogni giorno un pasto caldo, un posto dove stare insieme e ritrovarsi, giocando a carte, socializzando, dando una mano nella gestione. Oltre ai pranzi, alle cene, ai balli, le feste (la prossima, domenica 17 febbraio, in occasione del Carnevale), Antea è molto di più. Sono organizzate attività infrasettimanali specifiche per coinvolgere e impegnare i frequentatori in vari progetti per la gestione del circolo.

    Tutti danno una mano. Antea raccoglie soprattutto persone del posto, ma è aperto a tutti, non chiede alcun contributo in denaro ed è sempre lì, aperto e pronto ad accogliere chiunque. Quando entriamo nei loro locali troviamo molte persone, alcune delle quali ci raccontano di abitare a Quarto ma di essere al Lagaccio anche in questo freddo pomeriggio invernale, in cui alla rigidità climatica si aggiunge lo sciopero dei mezzi pubblici.
    Molti dei collaboratori si occupano di gestire le questioni pratiche: persone in difficoltà economica che chiedono un piccolo aiuto; anziani che non sanno come pagare le bollette o semplicemente rimasti soli e senza punti di riferimento; giovani che, privati di ogni possibilità di impiegare il loro tempo in attività di doposcuola o simili e costretti in un quartiere che non si cura di creare infrastrutture per loro, si recano al centro, fanno festa, collaborano. Nel weekend, come detto, Antea organizza anche attività di intrattenimento, coinvolgendo ballerini, prestigiatori, comici, per invogliare i ragazzi del Lagaccio (e non solo) a partecipare.

    ex sati (1)Abbiamo incontrato Anna e Biagio, due dei gestori “storici” del circolo di via del Lagaccio 82r. Incarnazione dell’attivismo e della voglia di riscatto del quartiere, Anna e Biagio raccontano la loro amarezza per la pubblicità negativa di cui è vittima il Lagaccio: «Ogni volta che i media si interessano a noi –racconta Anna- lo fanno solo per mettere in luce il degrado, le polemiche, la violenza. Ma il Lagaccio non è solo questo, c’è anche molto altro. C’è chi, come noi, si impegna ogni giorno per dare un tetto agli anziani, occupare i giovani con attività “sane”, risolvere i piccoli problemi quotidiani, come il pagamento delle bollette e delle tasse, ecc. La percezione che creano i media è distorta. Qui noi ci battiamo per fare in modo che il Lagaccio torni ad essere il polo industriale e il centro di aggregazione che era 40 anni fa, quando ero ancora troppo piccola per capire cosa ci stava succedendo. Qui ci sono tanti esempi di persone genuine e altruiste che si battono per il loro quartiere. Primi tra tutti, proprio i giovani: i miei figli, ad esempio, oggi poco più che trentenni, hanno un lavoro dignitoso, mandano avanti una famiglia, e trovano il tempo di dedicarsi al volontariato per la loro città. Parliamo più spesso di queste realtà, per togliere al quartiere la brutta nomea che si è –a volte a torto- aggiudicato».

    Tutte le persone che orbitano attorno al centro sono volontari. Circa 50 persone che ogni giorno lavorano per mandare avanti questa realtà importante per il quartiere. Unica pecca: gli spazi a disposizione. Si tratta di locali troppo piccoli per gestire la mole di persone che il centro riesce a coordinare. Sempre Anna, una delle più attive e presenti in Antea, ipovedente, innamorata del suo quartiere, ci racconta che il Municipio ha messo a loro disposizione 13 anni fa gli spazi in uso attualmente, che constano di due grandi sale e di un altro spazio poco lontano, sempre su via del Lagaccio, adibito ad uffici amministrativi. L’affitto che devono pagare è prettamente simbolico: 100 euro mensili. Ma senza alcuna agevolazione su bollette e spese varie. E tutto questo non basta per un’associazione esclusivamente volontaria, che vive di niente, se non del lavoro e della manodopera dei suoi membri.

    Il denaro che si riesce a ricavare, raccontano Anna e Biagio, viene reinvestito per altre attività o per la gestione del centro. Nessuno ne ricava nulla. Ciò che lamenta Antea è che il Comune, da 13 anni, con l’alternanza di varie giunte, continui a ignorare la loro richiesta di occupare i locali dell’ex Sati, poco distanti da lì: circa 7.000 metri quadri inutilizzati dal lontano 1974. Oggi, i locali versano nel degrado più totale, e nessuno fa niente per procedere a un risanamento. La palazzina, composta da 4 piani, è affittata nei due piani superiori, mentre i due piani più bassi sono totalmente abbandonati. Dopo decenni d’immobilità, una delibera  risalente al maggio 2012  ha destinato l’edificio a parcheggi e ad alcune migliaia di metri quadri a realizzazione di appartamenti ad uso sociale. All’epoca, l’ex assessore Margini e l’ex assessore Pastorino in occasioni pubbliche avevano espresso la volontà di rispondere alle esigenze dei cittadini di poter avere in gestione quei locali, così da creare, ad esempio, una sala che potesse ospitare incontri pubblici, riunioni e spazi per le attività di animazione sociale per anziani e ragazzi. I volontari di Antea si offrono di occupare i locali ex Sati e rimetterli a nuovo senza chiedere alcun contributo al Comune.

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    Anna ci accompagna all’interno dell’edificio per farci rendere conto delle condizioni di abbandono in cui versa. Il degrado è sorprendente, così come il potenziale offerto dagli appartamenti, la cui antica bellezza architettonica si può ancora evincere. Gli arredi sono ancora quelli tipici degli anni ’70, così come l’uso del vetro-cemento e di separé in vetro. Soltanto che ora per terra ci sono resti di porte scardinate o di vetri rotti. Gli spazi, inoltre, non sono così difficilmente accessibili da parte di estranei, e ciò genera paura e diffidenza da parte degli inquilini dei piani superiori del condominio, i quali raccontano la loro paura nelle ore notturne.

    Oggi la situazione è ancora ferma: le risposte ancora non arrivano per le sorti della ex Sati; il centro Antea ancora non ha ottenuto gli spazi che chiede da anni. Nonostante tutto, raccontano sempre Anna e Biagio: «Noi siamo determinati a non demordere. Crediamo fermamente in questo quartiere, un posto vero, con tante realtà meritevoli di essere raccontate e di saltare all’attenzione positiva dei media. Continueremo a svolgere la nostra attività come abbiamo sempre fatto, nella speranza che prima o poi qualcosa per noi cambi».

     

    Elettra Antognetti

  • In Scia Stradda: il negozio confiscato alla mafia compie un anno

    In Scia Stradda: il negozio confiscato alla mafia compie un anno

    in scia straddaIL PRECEDENTE

    26 gennaio 2012: in vico Mele, nel quartiere Maddalena del Centro Storico di Genova, inaugura In Scia Stradda. Si tratta del primo e unico locale in Liguria ricavato da un bene confiscato alla mafia, ristrutturato dal Comune con una spesa di 22.000 € (fondi disponibili nell’ambito del Patto per lo Sviluppo della Maddalena) e dato in gestione tramite bando alla cooperativa sociale Il Pane e le Rose, nata nel 1987 dalla costola della Comunità San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo. La cooperativa è stato l’unico ente a presentarsi per questo bando e ha ottenuto gli spazi in comodato d’uso gratuito.

    All’interno di In Scia Stradda è possibile acquistare prodotti alimentari equosolidali, a km zero e provenienti dai territori confiscati alle mafie, ma anche libri e dvd, abbigliamento, manufatti prodotti all’interno della Comunità San Benedetto al Porto, e infine quelle che i gestori chiamano cianfru (da “cianfrusaglie”), oggetti portati da persone che non li utilizzano più, per favorire una cultura dello scambio e del riuso.

    Obiettivo di In Scia Stradda non è solo quello di essere un’attività commerciale per chi vuole acquistare in maniera consapevole, ma anche diventare un punto di riferimento per contrastare la criminalità e microcriminalità nel centro storico, riqualificare il quartiere e portare avanti le esperienze che a partire dalla Casa di Quartiere Ghettup stanno portando i cittadini della Maddalena ad attivarsi per migliorare la zona in cui vivono.

    La gestione del negozio, a cura della cooperativa, è in collaborazione con la sezione genovese di Libera Contro le Mafie e il presidio Francesca Morvillo, Banca Etica, Bottega Solidale e la Cooperativa Sociale Il Laboratorio.

    IL PRESENTE

    A un anno dall’inaugurazione, quali obiettivi sono stati portati a termine dai gestori di In Scia Stradda?

    Il bilancio del 2012 è nettamente positivo, come ci spiega Domenico Chionetti della Comunità San Benedetto al Porto: «Le vendite sono state molte, soprattutto nel periodo natalizio. Abbiamo chiuso l’anno in attivo, così da poter reinvestire i soldi nelle attività delle associazioni coinvolte: le uniche spese del negozio sono infatti le bollette della luce e della connessione Internet, i prodotti venduti arrivano dalle nostre cooperative e tutti coloro che lavorano a In Scia Stradda sono volontari non professionisti».

    L’obiettivo di questo anno è una maggiore sinergia con le istituzioni, per riconfermare ed espandere le attività in corso, soprattutto visto l’ottimo rapporto con le associazioni della Maddalena e con i suoi abitanti.

    Una sinergia fondamentale anche per garantire l’apertura di altre attività in locali confiscati alla mafia: come recentemente presentato in un rapporto di Libera Contro le Mafie e Legacoop Liguria, in Liguria ci sono 40 edifici confiscati alla mafia, di cui solo 12 all’interno del Comune di Genova. Il processo che porta a una loro ri-destinazione a uso sociale è tuttavia molto lungo, come ci illustra Simone Busi di Libera: «La normativa prevede che lo Stato valuti in primo luogo se ha necessità dei luoghi per propri fini: per esempio, il Centro di Giustizia Minorile di Genova ha alcuni locali proprio in edifici confiscati. In secondo luogo, se non vi è questa necessità, si procede all’assegnazione per fini sociali. Attualmente però non c’è alcun edificio con queste caratteristiche, sebbene vi siano processi in corso che – se si concluderanno con una sentenza definitiva di condanna – porteranno all’acquisizione di nuovi locali».

    L’auspicio di Libera (e anche il nostro) è proprio che nel tempo sia possibile ristrutturare e donare alla città altri locali, come avvenuto per quello di vico Mele, e che associazioni e cooperative sociali si impegnino a ridare loro vita.

    Marta Traverso

    [foto tratta dalla pagina Facebook In Scia Stradda]

  • Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    IL PRECEDENTE

    Gennaio 2012: la Corte di Cassazione esamina il caso di un ragazzo nato in Pakistan, che vive in Italia da 15 anni ma non ha potuto fare domanda per il servizio civile nazionale, non essendo in possesso della cittadinanza: il  ricorso di Shahzad Sayed è stato accolto con una sentenza che ha definito “discriminatoria” l’esclusione di ragazzi non italiani dal bando.

    Nelle motivazioni della sentenza si legge che “l’uso del termine “cittadino“, previsto tra i requisiti necessari per l’accesso al servizio civile nazionale, va inteso non con riferimento al soggetto munito di cittadinanza ma al soggetto che appartiene in maniera stabile e regolare alla comunità e che in quanto tale può vedersi esteso anche a lui il dovere di difesa della patria, quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale ex articolo 2 della Costituzione“.

    Il Ministro Andrea Riccardi (con delega alla Cooperazione internazionale e l’Integrazione) ha presentato a sua volta un ricorso dopo pochi giorni, per evitare che il bando fosse invalidato e venisse impedito l’avvio del servizio civile per i volontari già selezionati dai colloqui.

    FEBBRAIO 2012: se il ricorso del Ministero ha reso possibile l’avvio in servizio dei volontari, l’inizio di tutti i progetti sul territorio nazionale viene scaglionato nel corso dell’anno, perché la scarsità di fondi impedisce di retribuire con regolarità i volontari.

    APRILE – AGOSTO 2012: nel corso dei mesi si alternano voci su un possibile stop definitivo al bando di servizio civile, a causa dei finanziamenti sempre più esigui ai progetti. A giugno l’Assessore Regionale alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi comunica ufficialmente che non uscirà alcun bando per il 2012, mentre è molto probabile l’apertura di un nuovo bando nella primavera 2013.

    31 OTTOBRE 2012: scade il termine per gli enti che vogliono presentare progetti di servizio civile in vista del bando nazionale 2013.

     

    IL PRESENTE

    Il 2012 è trascorso senza che sia stato emesso alcun bando di servizio civile nazionale, per la prima volta da quando è stato istituto con la legge 64 del 2001.

    Si prevede l’apertura di un bando ad aprile 2013, ma non ci saranno certezze fino a dopo le elezioni del 24-25 febbraio e l’insediamento del nuovo governo. Questo per due ragioni, come ci spiega Sandra Bettio, responsabile Arci Servizio Civile Genova: «La sentenza dello scorso anno obbliga l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ad ammettere al prossimo bando anche cittadini stranieri, senza attendere la modifica della legge. Inoltre si dovrà attendere il risultato delle elezioni politiche, per capire da chi sarà composto il nuovo governo e quali saranno le intenzioni per sostenere il servizio civile».

    La campagna elettorale è in pieno svolgimento, ma nessun movimento politico ha inserito esplicitamente nel programma il sostegno al servizio civile (le uniche iniziative in merito sono da parte di singoli parlamentari). A questo scopo Arci Servizio Civile ha preparato un appello dal titolo Un’alleanza per il futuro, da sottoporre ai candidati e ai membri del futuro governo, una volta che sarà insediato. Temi chiave dell’appello, sottoscritto in un convegno dello scorso dicembre a Firenze, sono:
    1- servizio civile accessibile a tutti coloro che vogliono partecipare (eliminare dunque i requisiti di accesso, a partire da quello di cittadinanza);
    2- modificare la legge per garantire un impegno finanziario stabile da parte dello Stato, per evitare che di anno in anno i fondi per il servizio civile subiscano variazioni sostanziali;
    3- lo Stato deve farsi promotore della difesa della patria con mezzi non militari, come previsto dalla legge istitutiva del servizio civile, in particolare stanziando adeguati fondi per ogni forma di difesa civile, rispetto a quelli per la difesa miliare;
    4- promuovere la difesa della patria e la cittadinanza attiva quali obiettivi principali del servizio civile, che deve essere anzitutto un’esperienza di educazione alla pace e alla non violenza.

    L’unica certezza in merito è invece per il bando regionale, ossia un bando che esula dal servizio civile nazionale ma viene stabilito in base alle leggi di ciascuna Regione sul tema. Il bando della Liguria è da poco stato pubblicato ed è stato presentato un invito agli enti che vogliono aderire al progetto. A differenza del bando di servizio civile nazionale, i bandi regionali sono aperti anche a ragazzi minorenni (studenti delle scuole superiori), con cittadinanza non italiana e – caso unico in Liguria – con precedenti penali.

     

    Marta Traverso
    [foto di Roberto Manzoli]

  • Angeli alle fermate Genova: un libro racconta l’associazione

    Angeli alle fermate Genova: un libro racconta l’associazione

    Angeli alle fermateDomenica 23 dicembre 2012 alle 16, presso il laboratorio sociale di vico Papa alla Maddalena, avrà luogo la presentazione di un libro che racconta le attività dell’associazione Angeli alle fermate: dopo 3 anni di vita a Genova e 6 a Bologna, 270 pagine per rivivere le storie raccolte dagli “angeli” durante le loro uscite notturne.

    Questa la scheda di introduzione al testo.

    Durante quelle lunghe notti, esposti a tutte le intemperie del caso, abbiamo conosciuto tanti esseri umani che popolano le fermate di notte. Chi ci passa e basta, chi ci vive, chi vi cerca la felicità o solo un po di compagnia, chi ci passa ma vorrebbe fermarsi, chi è fermo da tempo e vorrebbe ripartire.

    Storie allegre, storie tristi, ricordi, sogni, pezzi di vita intima, dolori, confessioni, segreti. I passeggeri alle fermate ci hanno raccontato di tutto, col cuore in mano, e così noi angeli abbiamo deciso di dare spazio a queste storie, viste attraverso i nostri occhi, e di stamparle.

    Un libro scritto a tante mani, o a tante ali, che dir si voglia. tanti racconti, spassosi, malinconici, intensi, da portarsi in treno o dal barbiere, in posta o al bar, quando aspettare può diventare un momento pieno e non una perdita di tempo, come l attesa del bus, che a volte, insieme agli angeli, è diventata più leggera, scherzosa, divertente e magica.

    Perchè il progetto degli angeli alle fermate possa riprendere, perchè gli angeli tornino a posarsi, come fiocchi di neve, sulle pensiline fredde e monotone di questa nostra stupenda città.

    Per acquistare una copia del libro e sostenere le attività dell’associazione è ufficiostampa@angeliallefermate.it.

  • Mani Tese a Feltrinelli: volontari cercasi per Natale 2012

    Mani Tese a Feltrinelli: volontari cercasi per Natale 2012

    Come ogni anno Mani Tese sarà presente nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia, nel corso del mese di dicembre, con l’iniziativa Molto più di un pacchetto regalo: un gruppo di volontari confezionerà pacchetti natalizi con gli oggetti acquistati in libreria e chiederà in cambio una piccola offerta che andrà in beneficenza ai progetti sostenuti dall’associazione.

    Mani Tese pertanto cerca volontari per la libreria Feltrinelli di Genova: è sufficiente fare anche solo un turno nel periodo tra l’1 ed il 24 dicembre. I turni sono suddivisi in due fasce: mattina (ore 10-15) e pomeriggio (ore 15-20), inclusi i fine settimana.

    Quest’anno il ricavato dell’iniziativa sosterrà la campagna “Dalla strada alla scuola” promuovendo l’istruzione dei ragazzi di strada, nelle periferie di alcune città della Cambogia, del Bangladesh, dell’India e del Brasile, offrendo loro l’opportunità di un riscatto sociale.

    Per aderire all’iniziativa contattare l’indirizzo mail Genova@manitese.it.

  • Volontariato a Genova: la proposta del Museo Cappuccini

    Volontariato a Genova: la proposta del Museo Cappuccini

    museo beni culturali cappucciniIl volontariato va oltre le attività legate al sociale: queste figure sono molto importanti anche per sostenere attività e servizi culturali, per esempio quelle legate ai musei.

    A questo scopo, il Museo Beni Culturali Cappuccini (via IV Novembre, ingresso alle spalle del Pammatone) organizza un corso gratuito di formazione per volontari museali per creare figure di supporto nello sviluppo di nuovi servizi e attività, con buone conoscenze in campo artistico e culturale.

    Le lezioni si terranno presso il museo nel mese di novembre, ogni martedì con orario 15-17.

    Questo il programma delle lezioni.

    6 novembre
    Presentazione corso e struttura museo: accoglienza, visite guidate e custodia

    13 novembre
    Ricercatore: ricerche storico-artistiche , fotografie e pulizia oggetti d’arte, catalogazione interna del Museo su schede OA

    20 novembre
    Incontro col restauratore: principi base di restauro ed elementi di manutenzione ordinaria dei beni e delle strutture museali

    27 novembre
    L’impatto economico degli eventi: sponsoring

    Per info e iscrizioni Ufficio Beni Culturali Cappuccini 010 8592759 o info@bccgenova.org.

  • Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Domenica 4 novembre 2012 sarà un anno dall’alluvione a Genova, che ha provocato gravi danni nel quartiere di Marassi e nel centro città.

    Il gruppo “Angeli col Fango sulle Magliette”, in collaborazione con il Municipio Centro Est di Genova, celebrerà questa ricorrenza con un progetto di adozione del verde pubblico: Dai diamanti non nasce niente è un evento che partirà alle 12 in via XX Settembre, per adottare le aiuole adiacenti a Via Fiume e Viale Brigata Liguria, presso il sottopassaggio ancora chiuso, e dare ufficialmente inizio ai lavori per la riqualificazione.

    Adottare un’aiuola è un piccolo gesto d’amore verso la città, un contributo per rendere più vivibili e a misura d’uomo le strade che attraversiamo ogni giorno.

    Tutti sono invitati a partecipare, presentandosi alle 12 di domenica con un paio di guanti, forbici da giardinaggio e abbigliamento adeguato.

    I lavori di manutenzione proseguiranno per tutto l’anno con cadenza regolare coordinati dai tecnici del Municipio Centro Est.

  • Servizio civile bando 2013: scaduto il termine per i progetti

    Servizio civile bando 2013: scaduto il termine per i progetti

    Nuovi sviluppi per i numerosi giovani che ancora non hanno svolto l’esperienza di servizio civile e attendono di capire se, a fronte di tagli e modifiche alla legge, nel 2013 sarà aperto un nuovo bando.

    Oggi alle 14 (31 ottobre, ndr) è scaduto il termine per enti e associazioni che intendono presentare un progetto all’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile: nei prossimi mesi verranno analizzati tutti i progetti, in modo da valutare – in base a una graduatoria di merito e ai fondi disponibili – quali effettivamente partiranno in vista del prossimo bando.

    Sono in arrivo anche novità positive rispetto ai finanziamenti al servizio civile: lunedì scorso, 29 ottobre, è stata approvata alla Commissione Affari sociali della Camera un emendamento del Partito Democratico che attribuisce ulteriori 20 milioni di euro rispetto ai fondi già stanziati per il servizio civile. Ora la palla passerà alla Commissione Bilancio, a cui spetta il compito di approvare definitivamente lo stanziamento.

    Sembrano al momento confermate le tempistiche di cui vi avevamo già dato notizia: il bando partirà nella primavera 2013 e i volontari prenderanno servizio a settembre.

    Marta Traverso

  • Gruppo Città di Genova e Villa Gruber: un rapporto di cittadinanza attiva

    Gruppo Città di Genova e Villa Gruber: un rapporto di cittadinanza attiva

    Simbolo Comune Genova risseuIl Gruppo Città di Genova nasce nel 1986 come gruppo podistico amatoriale che oggi conta più di 230 atleti/soci; da subito la sua attività non si ferma alla vocazione sportiva, ma si estende in campo culturale e sociale.

    Così, quando diversi anni fa, viene attribuito loro un piccolo locale dalla circoscrizione a Villa Gruber, questi ne fanno il punto di riferimento e da subito decidono di non essere semplici fruitori di un spazio pubblico ma di “curarlo e rispettarlo fino a che l’amministrazione non li separi”.

    Fortunatamente questo è un matrimonio all’antica e pur con qualche difficoltà, continua a durare nel tempo.

    Villa Gruber è un’oasi verde con alberi secolari nel cuore della città a metà strada tra Piazza Manin ed il belvedere di Castelletto, molto frequentata da anziani e bambini nei pomeriggi di sole. In essa sono situati due edifici storici: Villa Gruber progettata in stile liberty dal grande architetto Coppedè, con meravigliose fattezze di torrette, cornicioni, poggioli e ferri battuti, che oggi in abbandono mostrano lo spettro di se stessi e la cinquecentesca villa De Mari con la sua torre e la facciata neoclassica, già sede del museo americanistica di G. Lunardi, anch’essa in semiabbandono.

    Fin dall’inizio il Gruppo Città di Genova promuove manifestazioni per animare il parco, in campo culturale sono già 25 anni che  svolge “Genova Gioca” un fine settimana in cui rivivono gli antichi giochi genovesi, come la lippa (antenata del baseball), la ziardoa (la trottola) e le grette (i tappini, gioco con cui il gruppo ha fondato la Federazione del Ciclotappo con cui porta avanti un campionato con tappe in vari luoghi d’Italia). In campo sportivo ogni anno in novembre si svolge la Superighi, gara podistica amatoriale.

    L’unione del Gruppo Città di Genova con Villa Gruber si è orientata da subito anche sulla sicurezza quotidiana del luogo aderendo al progetto dei tutor d’area istituito dal Comune di Genova: in pratica tre volontari appartenenti all’associazione, dotati di divisa e cellulare per le chiamate d’emergenza, sorvegliavano nel pomeriggio i giardini  facendo da deterrente a malintenzionati e fungendo da punto di riferimento per mamme e bambini fruitori del parco.

    In seguito si sono portati avanti progetti per impreziosire l’aspetto della villa, in collaborazione con i ragazzi ed insegnanti del liceo artistico P. Klee, che hanno realizzato due riproduzioni: un’opera di Klee ed una di Kandinsky, che sono state installate nelle arcate del muraglione prospiciente i giochi.

    La frequentazione della villa ha permesso di conoscere un anziano signore, Giovanni Ricci, che si è rivelato prezioso; costui ha passato la vita a decorare giardini con la tecnica dei risseu, i mosaici fatti con i ciottoli tondi bianchi e neri, che decorano tanti sagrati delle nostre chiese; con simpatia e pazienza ha accettato di insegnare e aiutare i volontari a ripristinare parte dei risseu che costeggiano i viali e inoltre ha messo a servizio la sua arte nel risseu per realizzare un medaglione di oltre un metro di diametro con il simbolo del comune di Genova che adesso decora l’arcata della scalinata centrale.

    Qualche anno fa la burocrazia ha messo lo zampino nel bel progetto dei tutor d’area obiettando che i “nonni vigile” avrebbero dovuto essere “militarizzati” (ex carabinieri o poliziotti o vigili) per la loro funzione, così un progetto positivo, economico ed intelligente è naufragato, con il risultato che in molti casi il degrado ha avuto la meglio sul decoro del parco.

    A quel punto il gruppo Città di Genova non si è perso d’animo e ha proposto al municipio Centro Est di collaborare al mantenimento del verde della Villa, questo ha accettato fornendo all’associazione i piccoli attrezzi per la pulizia ed il riordino di viali e piante. Così da qualche anno una serie di volontari si vedono un giorno alla settimana: c’è chi spazza, chi riordina le siepi, chi, cavandosela col bricolage, fa piccole riparazioni; tra un lavoro e l’altro si scambiano due parole e un sorriso col sapore dentro di partecipare a qualcosa che sa di buono, ancor più in quest’ultimo anno che le giornate di volontariato sono state arricchite da un gruppo di ragazzi dell’ANFASS che con gioia ed entusiasmo hanno dato una mano insieme ai loro accompagnatori, ma anche per loro “mala tempora currunt” e dovendo cambiare sede, difficilmente potranno continuare questa splendida esperienza.

    Questo gruppo di persone donando in totale gratuità un po’ della loro fatica ricevono in cambio una giornata passata tra il verde, in compagnia, con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile per gli altri e tornano a casa stanchi ma sereni e soddisfatti.

    Forse un po’ di sano volontariato in questo mondo sempre più chiuso in se stesso  andrebbe prescritto dalla Asl al posto di tanti antidepressivi.

    Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento o partecipare alle attività del Gruppo, può consultare il sito www.gruppocittadigenova.it, oppure inviare una mail all’indirizzo vamereta@hotmail.it o ancora vedere la  presentazione su YouTube  http://www.youtube.com/watch?v=47ZcCG1cOHw

     

    Monica Astengo

     

    (I.P.)

  • Volontariato a Genova: opportunità e corsi di ottobre

    Volontariato a Genova: opportunità e corsi di ottobre

    Sono molte a Genova le occasioni per fare volontariato, attraverso la fitta rete di Onlus e associazioni che fanno capo a Celivo.

    Vi segnaliamo alcune richieste che prevedono l’avvio in servizio di nuovi volontari entro breve.

    Sabato 13 e domenica 14 ottobre si tiene in 300 piazze italiane una nuova edizione dell’evento Una mela per la vita: a questo scopo la sezione di Genova di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) cerca volontari che possano presidiare le postazioni nelle piazze di Genova. Per informazioni e aderire si può telefonare al numero 010 4695886.

    L’Associazione Il Ce.Sto cerca volontari dai 16 anni in su che possano impegnarsi all’interno del Centro Sociale per Minori – un pomeriggio a settimana (dalle 15 alle 18,30 circa) in attività educative, ricreative e aggregative per bambini e ragazzi – e della Casa Di Quartiere GhettUp – attività di insegnamento dell’italiano ad adulti stranieri (martedì e/o giovedì dalle 18,00 alle 19,30). Si accettano inoltre proposte di realizzazione di attività sportive e di animazioni per il quartiere tenute da volontari. Per informazioni telefonare allo 010 8696609 o scrivere una mail a associazione@assilcesto.it.

    Chi vuole impegnarsi nell’assistenza a persone senza dimora può contattare invece l’associazione Auxilium, alla ricerca di volontari nei settori di cucina e docce (impegno: 2-3 ore al mattino) e dormitorio (turno di notte) e per l’organizzazione di corsi di italiano rivolti a persone rifugiate e richiedenti asilo. Per informazioni contattare il numero 010 5299528 o scrivere all’indirizzo volontariato@1000auxilium.it.

    [foto di Diego Arbore]

  • Volontariato in ospedale con i bambini: corso gratuito al Gaslini

    Volontariato in ospedale con i bambini: corso gratuito al Gaslini

    Avete mai pensato di fare attività di volontariato con i bambini ricoverati all’ospedale pediatrico Gaslini? ABIO Italia – Fondazione per il bambino in ospedale vuole avviare questo servizio presso il polo di Quarto a partire dal prossimo autunno, e per questo scopo ha organizzato un corso di formazione gratuito per preparare i volontari ad assistere i bambini nel modo migliore.

    Il corso partirà a partire da settembre 2012, non appena sarà raggiunto un numero minimo di 30 iscritti, e sarà composto da cinque lezioni:
    – un incontro informativo
    – un incontro di selezione – autovalutazione
    – lezioni su aspetti igienico-sanitari-comportamentali e importanza del gioco
    – seminario psico – motivazionale
    – 60 ore di tirocinio in ospedale.

    L’iscrizione è gratuita e deve avvenire via telefono presso la segreteria della Fondazione ABIO Italia Onlus, al numero 02 45497494.

  • Legambiente: bando ricerca volontari per l’estate 2012

    Legambiente: bando ricerca volontari per l’estate 2012

    Legambiente sta cercando giovani volontari a cui verranno assegnati voucher per partecipare gratuitamente a due campi di volontariato ambientale, che si terranno nelle seguenti date:
    – dal 18 al 27 agosto a Caprile (Ge)
    – dall’1 al 10 settembre a Molini di Triora (Im).

    Il bando Naturalmente volontario è rivolto a giovani dai 18 ai 30 anni residenti o domiciliati in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana. Oltre ai due campi organizzati in Liguria i volontari hanno la possibilità di utilizzare i loro voucher per altri campi in Italia o all’estero: la destinazione verrà scelta da Legambiente stessa in base al numero di posti disponibili e alle domande pervenute.

    La scadenza per presentare la domanda è il 15 luglio 2012 e tutte le informazioni si possono reperire sui siti ufficiali della Provincia di Imperia e della Provincia di Savona. I candidati provenienti dalle province di La Spezia e Genova e dalle regioni Toscana ed Emilia Romagna dovranno inviare la documentazione a europe.direct@provincia.sp.it, mentre i candidati provenienti dalle province di Imperia e Savone e dalla regione Piemonte dovranno scrivere a programmazione_progetti@provincia.imperia.it.

     

    [foto di Diego Arbore]