Anno: 2011

  • Alluvione in Liguria, 29-30 novembre 2009: per non dimenticare

    Alluvione in Liguria, 29-30 novembre 2009: per non dimenticare

    AlluvioneIL PRECEDENTE

    29 novembre 2009 – In alcune località della Liguria parte l’allerta meteo 2 per il rischio di forti piogge e mareggiate. L’allerta inizia alle 15 di domenica 29 novembre e durerà fino alle 18 di lunedì 30 novembre. Le zone coinvolte sono il Tigullio e lo Spezzino, i fiumi a rischio esondazione sono rispettivamente l’Entella e il Magra.

    Anche Genova è coinvolta: allagamenti in via Fereggiano a Marassi e in via Era a Sturla a causa di alcuni tombini intasati.

    Si prevedono forti piogge e raffiche di vento, grandine qua e là, mareggiate e spruzzate di neve sulle alture.

    30 novembre 2009- Allerta 2 prorogata fino alla mezzanotte: nelle ultime 24 ore la media di acqua piovana si aggira intorno ai 160-170 millimetri. L’Entella e il Petronio sono in piena, il Tigullio è sul chi vive per il rischio esondazione. Stessa situazione nello Spezzino, dove i lavori di arginatura del Magra non sono ancora finiti. Nessun danno grave: solo smottamenti, alberi caduti e qualche allagamento dovuto alle mareggiate.

    IL PRESENTE

    29 novembre 2011 – Un mese fa lo Spezzino e Genova sono state colpite da due alluvioni, a circa dieci giorni una dall’altra. L’allerta meteo 2 è rimasta in vigore per diversi giorni.

    Il 25 ottobre nelle Cinqueterre e in Lunigiana sono caduti 520 millimetri di pioggia in meno di sei ore. Dodici vittime e un disperso. Il 4 novembre 2011 Genova è stata sommersa da 365 millimetri di acqua piovana in dodici ore. Sono morte sei persone.

    Nessuno ce lo ha insegnato, ma pare che quando c’è allerta meteo 2 certe cose possano accadere.

    Marta Traverso

  • Angeli del fango, pronti per la foto di gruppo?

    Angeli del fango, pronti per la foto di gruppo?

    genova alluvione t-shirt fangoNon si ferma la gara di solidarietà che dopo l’alluvione del 4 novembre ha portato moltissimi genovesi a dare il loro contributo per aiutare le persone e le attività commerciali colpite.

    L’esempio più eclatante è stato quello delle magliette Non c’è fango che tenga, che sono state vendute in molte piazze della città e ancora in questi giorni sono disponibili presso la parrocchia di S. Margherita di Marassi, in via Bertuccioni.

    Il successo dell’iniziativa ha portato l’idea di fare un ultimo passo a dimostrazione di quanto i genovesi siano stati uniti in queste settimane: un flash mob per domenica 4 dicembre, a un mese esatto dal nubifragio, per posare in una foto di gruppo con addosso le magliette.

    Il luogo non è stato ancora deciso, ma è probabile che alle centralissime piazze De Ferrari, Matteotti o della Vittoria si preferirà un luogo simbolico per quanto accaduto, come piazza Galileo Ferraris.

    Marta Traverso

  • “Giorno della lenticchia” e “Natale per la natura” al Berio Cafè

    “Giorno della lenticchia” e “Natale per la natura” al Berio Cafè

    Giorno della lenticchiaQuesta settimana sono in programma due appuntamenti al Berio Cafè, il locale all’interno della Biblioteca Berio in via del Seminario 16.

    Si inizia giovedi 1 dicembre con “Il giorno della lenticchia”,  un pranzo ben augurale a base di  lenticchie: dalle ore 12,30 alle ore 14,30 sarà possibile gustare i legumi e a tutti i clienti ne verrà offerto un cucchiaio per augurare fortuna e ricchezza nel 2012.

    Nel menù del giorno la cuoca Franca inserirà la tradizionale zuppa di lenticchie e salsiccia con lenticchie. Prenotazioni telefonando allo 010 5705416

    Le lenticchie sono prodotte da “La Terra e il Cielo” cooperativa che coltiva esclusivamente biologico e che partecipa alla campagna nazionale  della LIPU “Un natale per la natura !“, altro appuntamento della settimana nel locale gestito da Paolo Vanni.

    Sabato 3 dicembre infatti  la Lipu ( Lega Italiana protezione uccelli ) sarà al BerioCafè per proporre l’acquisto di prodotti biologici (lenticchie e vino) per raccoglire fondi a sostegno delle attività istituzionali della Associazione.

    Alle ore 17 verrà proiettato un video naturalistico sulla fauna del Parco Regionale del Beigua con particolare attenzione all’Aquila Reale e al Corvo Imperiale presenti nell’area protetta.

     

  • Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    cucitoIl fai da te ormai non è più solo un hobby: in questi tempi di crisi in cui bisogna stringere i denti e allentare i consumi, produrre da sé quanto serve per vivere è diventato quasi una vocazione.

    Non tutti però sono nati con una naturale predispozione ai fornelli, al cucito o al bricolage. Proprio per questo spuntano come funghi corsi che insegnano i rudimenti dell’arte di arrangiarsi.

    Ultimo in ordine di tempo è un atelier che ha da poco inaugurato nel centro storico di Genova, in via David Chiossone: a Dietro le quinte due donne con alle spalle esperienze di lavoro nella moda milanese – Rossana Pagliarini e sua figlia – hanno aperto un centro per mostrare (e vendere, of course) le loro opere e organizzare lezioni di cucito di due ore ciascuna, che spaziano da com’è fatta una macchina per cucire a tutti i segreti per realizzare stoffe perfette.

    Insomma, se non avete ancora deciso cosa regalarvi per Natale, perché non lasciate perdere i soliti cesti alimentari o confezioni regalo da profumeria e optate per una serie di lezioni utili e divertenti?

    Marta Traverso

  • Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Qualche settimana fa vi avevamo parlato del rischio chiusura per uno dei musei del centro di Genova, ovvero il Museo dell’Accademia di Belle Arti.

    Oggi scopriamo che non si tratta dell’unico polo culturale genovese che potrebbe presto chiudere i battenti: l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri, alla mano i dati delle visite nel 2011, ha stilato un libro nero dei musei civici. I circa mille visitatori del Museo dell’Accademia si sommano ai poco più di 4.000 del Luxoro di Nervi e ai circa 1.700 del Museo Navale a Pegli.

    Sono appunto queste tre le strutture attualmente più a rischio: per il momento si prevedono aperture limitate, per esempio il Luxoro potrebbe essere visitabile solo nel periodo natalizio. Incerta anche la situazione della Gam – anch’essa con una media di 5.000 visite all’anno – e di un altro museo di Nervi, la Wolfsoniana. Si tratta di musei periferici, che contano un minore passaggio casuale rispetto a quelli del centro città e che di rado spiccano con mostre o eventi che possano attirare un flusso maggiore di visitatori.

    Indignati? È naturale. Fermiamoci però a riflettere un momento: noi che a Genova ci siamo nati e cresciuti, e che magari fra gite scolastiche e vacanze abbiamo girato mezzo mondo, quanti musei della nostra città abbiamo visitato?

    Marta Traverso

  • Euro: il rischio recessione è concreto, urge strategia condivisa

    Euro: il rischio recessione è concreto, urge strategia condivisa

    EuropaQuesti giorni saranno cruciali per il destino dell’euro. O si trova una soluzione veloce per dare fiducia ai mercati garantendo un salvagente di qualche tipo per i debiti delle economie europee, oppure lo scenario sarà davvero fosco. C’è il concretissimo rischio che l’Europa esploda ricatapultandoci indietro di vent’anni e scaraventandoci in una recessione economica paurosa, che avrà ripercussioni planetarie.

    In termini concreti questo potrebbe significare: chiusura del credito alle imprese, fallimento a catena delle aziende, disoccupazione a livelli record e misure draconiane di taglio alla spesa pubblica che deprimerebbero l’economia del nostro paese per molti anni. E’ questo che ci stiamo giocando forse già questa settimana.

    Al punto in cui siamo potrebbe bastare un incidente qualsiasi (tipo un’asta di titoli di Stato andata male) per scatenare il panico e il fuggi-fuggi generale, con i tassi d’interesse dei Btp che schizzano alle stelle e il governo italiano che deve chiedere aiuto alla Bce o al Fmi per finanziarsi. In pratica, la bancarotta. E una volta crollata la terza economia europea, il destino del resto dell’Europa sarebbe segnato, perché l’eurozona perderebbe definitivamente credibilità.

    Eppure, paradossalmente, proprio il fatto che lo scenario sia così concretamente catastrofico induce molti a pensare positivo. Infatti, dato che è difficile che qualcuno possa prevedere di guadagnarci qualcosa in tutto questo, è più realistico supporre che la pressione delle diplomazie internazionali riesca a vincere gli egoismi dei singoli Stati europei fino a produrre una strategia risolutiva condivisa da tutti.

    Ormai persino gli Stati Uniti e la Cina, che da una caduta dell’euro rischierebbero fortissimi contraccolpi, dato che esportano tantissimo nell’eurozona, si sono mossi per fare pressioni sui partner del vecchio continente. Pechino, ad esempio, si è detta disponibile ad investire nelle infrastrutture europee: non significa che comprerà il debito dell’eurozona, ma è un segnale che gli Americani non hanno sottovalutato. Infatti Obama, da tempo preoccupato che i cinesi possano intervenire in Europa, comprandosi insieme con il debito anche una larga influenza sulla politica europea, si è addirittura spinto fino al punto di impicciarsi nelle discussioni tra Francia, Italia e Germania raccomandando caldamente gli eurobond (i famigerati titoli di Stato europei che, secondo alcuni, sarebbero al riparo dai timori di insolvenza e dagli attacchi speculativi).

    Queste interferenze, paradossalmente, sono segnali positivi: sono indici del fatto che un crollo dell’eurozona significherebbe una recessione globale che nessuno vuole. E più ci avviciniamo al punto di non ritorno, più è facile che la soluzione salti fuori. Tutto questo ricorda un po’ uno di quei “giochi” che facevano i teppisti degli anni ’80: rubare una macchina, lanciarsi giù da una scarpata a motore spento e fare a gara a chi scende dall’auto per ultimo. Più si avvicina il punto dell’impatto, più è probabile che uno dei “giocatori” apra la portiera e si catapulti fuori. Ma il rischio che si salti troppo tardi e che ci scappi il morto è sempre presente.

    Speriamo ovviamente che ciò non avvenga. Ma se per caso dovessimo riuscire a venirne fuori, non dovremo commettere l’errore di pensare di avere risolto tutti i nostri problemi. Non esiste una soluzione immediata e definitiva: esistono provvedimenti che possono dare ossigeno e “comprare” dai mercati il tempo che ci serve per intraprendere cambiamenti più radicali. Molti economisti dicono che il problema dell’euro è quello di una moneta unica che non ha una politica monetaria unica. O meglio: in teoria ce l’avrebbe, ma in pratica i veti incrociati dei singoli Stati fanno fallire gli accordi. Il che è più o meno quello che sta succedendo in questi giorni, con la Germania che (non proprio senza motivo, in verità) si oppone a quelle soluzioni che gli altri sembrerebbero anche disposti a condividere.

    La questione appare strettamente economica, ma in realtà è molto più ampia. Il punto è politico. Fare un’unione di mercati con una moneta unica è stato relativamente facile, perché era conveniente un po’ per tutti. I governi non potevano più svalutare la moneta (come ha fatto l’Italia fino agli anni ’90), ma comunque si agganciavano ad un mercato comune forte e prospero, in cui le importazioni e le esportazioni erano agevolate e l’economia ne poteva beneficiare largamente. Ma tutto il resto è passato in secondo piano.

    Oggi dovremmo aprire un largo dibattito su cos’è l’integrazione europea, per non buttar via quello che abbiamo costruito fin qui. In passato non siamo riusciti a fare una politica estera condivisa nemmeno nelle linee generali: un campanello d’allarme sottovalutato semplicemente perché, detto francamente, l’economia andava bene e a tutti questo bastava. Quasi che i tanti secoli di guerre che tutti gli Stati europei avevano attraversato per giungere ad un’unità politica e territoriale non avessero insegnato che il fatto di essere uniti e di sapere rispondere insieme alle difficoltà è un risultato politico nel contempo indispensabile e straordinario, che si raggiunge solo faticando molto. Invece, una costituzione che mette al centro il mercato comune e non i diritti e l’unione politica, alla lunga è controproducente.

    Oggi l’Europa non parla ad una voce perché è divisa: ha un mercato e un’economia comuni da proteggere, ma non ha una politica comune per farlo. Questo è il problema. Ovvio che non si possa pensare di sopravvivere rimanendo così come siamo: o si rimette in moto una politica di unione confederale, a scapito di pezzi di sovranità dei singoli Stati, oppure si muore. Ecco perché questa tempesta economica e finanziaria, oltre che un rischio enorme, può essere anche una grande occasione. Sempre che vogliamo dimostrare di avere ancora un futuro, come Europei.

    Andrea Giannini

  • Andrea Ceccon, il poliedrico: musica, teatro e televisione

    Andrea Ceccon, il poliedrico: musica, teatro e televisione

    Andrea CecconAndrea Ceccon e’ uno che riesce a sorprendere. Sorprende soprattutto perche’, anche in una chiacchierata privata, si rivela capace di spunti e considerazioni in grado di strappare il sorriso, ma non prive di un certo acume. Benche’ gia’ piuttosto conosciuto in Liguria e non solo, Ceccon ha raggiunto la piu’ vasta notorieta’ partecipando a Colorado Cafe’ insieme agli amici/colleghi Enrique Balbontin e Fabrizio Casalino (con i quali ha dato vita a popolari sketch come i savonesi, il maestro di vita Rabartha e gli scontrosissimi operatori turistici liguri, con la proverbiale “torta di riso” sempre finita).

    Ma Ceccon non e’ solo questo… Trombettista, cantante, attore di teatro, compositore, ha lavorato con Giorgio Gaber e i Matia Bazar, ha vinto due volte il premio Tenco, ha fatto parte dei “Mau Mau” e dei “Cavalli Marci”, ha fondato le “Voci Atroci” (con cui ha vinto il premio Quartetto Cetra) e recentemente ha scritto anche un libro, “Vapfan-ghala”, edito da DeAgostini. Un personaggio poliedrico.

    Andrea, cominciamo dai tuoi esordi. Oggi sei un comico, ma in realta’ nasci musicista….
    Ho studiato tromba al conservatorio, ma piu’ che altro ho sempre scritto “belinate”!

    Cioe’…?
    Si, insomma: cose che facciano ridere. Vedi, per me la musica e’ una cosa seria: mi hanno sempre insegnato che il musicista sta nella buca dell’orchestra. Ho scritto tantissime canzoni, ma la canzone non e’ solo musica: e’ anche parole. E le parole hanno un livello di comunicativita’ differente: e’ piu’ facile per la gente seguirle. Oggigiorno “La Musica” la capiscono in pochi.

    Hai studiato anche recitazione…
    Si, allo Stabile. Per me il teatro e’ piu’ affascinante della musica, piu’ vario. Nel teatro hanno la loro importanza anche cose che non ti aspetteresti: che so, ad esempio la falegnameria! Quando ho conosciuto Balbontin lui faceva gia’ quelle cose su Savona, ma io all’epoca stavo ancora lavorando con la Finocchiaro, se non ricordo male. Sai, all’inizio… mettersi a fare quelle “macchiette”, per chi viene dal teatro… Insomma: per trascinarmi, me l’hanno dovuto menare!

    Nelle vostre parodie spesso viene fuori lo stereotipo del genovese. Qual e’ il tuo rapporto con la citta’?
    Per me Genova e’ una citta’ unica: davvero, non riesco a parlarne male… Vedi, anche quando facciamo gli sketch tipo “torta di riso”, non e’ che non ci sia della verita’ dietro: vai in giro e ti rendi conto che la gente e’ proprio cosi’… Ma sotto sotto mi piace.

    Ti piace…??
    Si! Non che ogni tanto un sorriso in piu’ non guasti… Ma mi rendo conto che anch’io sono cosi’: se mi chiedi una cosa due volte, la seconda ti ho gia’ mandato a fare in culo! In fin dei conti, questo non mi dispiace completamente: mi piacciono i genovesi testardi, duri come sassi e indipendenti; mi piace il fatto che in generale non siamo “fighetti”. Se prendi Bologna, noti che tutto si standardizza dopo un minuto: la gente nelle mode ci crede veramente. Genova certo non le nega: le assorbe. Ma e’ anche in grado poi di filtrarle.

    Non l’avevo mai vista in questa prospettiva… Ma non e’ strano che tra i genovesi, che sono percepiti (e si percepiscono) come un popolo scontroso, di “musoni”, siano venuti su tanti comici?
    Nient’affatto: Genova e’ il migliore habitat culturale.

    In che senso, scusa…?
    Perche’, come ti dicevo prima, sono tutti cocciutamente indipendenti. Ognuno si tiene il suo modo di pensare, si intestardisce, non assimila. E questo crea un crogiuolo di opinioni diverse che mantiene l’ambiente vivace. Col risultato che anche i discorsi che si sentono al bar, a ben vedere, sono interessanti e seguono quasi sempre una certa logica.

    In effetti… Cosa mi dici, infine, del tuo rapporto con la televisione? Tu sei un comico che viene definito “di sinistra”: com’e’ lavorare a Mediaset?
    Guarda, le mie idee politiche sono ben note… Pero’ io sono per lo humor, non per la politica. Certo, ho visto “censurare” qualche battuta su Berlusconi, ma, alla fine della favola, solo perche’ erano volgari e gratuite. A me non piace parlare di queste cose: non mi piace la televisione che parla della televisione. La TV a casa non ce l’ho nemmeno! Quando mi presentano gente conosciuta, il famosissimo tal dei tali, io molte volte non lo riconosco: per me vale come un gatto schiacciato dal camion!

    Andrea Giannini

  • Farmaci contraffatti: sul web dilagano i guadagni illeciti

    Farmaci contraffatti: sul web dilagano i guadagni illeciti

    L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) lancia l’allarme sui farmaci contraffatti acquistabili su internet.

    Un’abitudine, quella del ricorso al web magari per risparmiare pochi euro, che fa correre un rischio altissimo per la salute dei cittadini.

    Parliamo di una pratica illegale in Italia ma che, come dimostra una ricerca elaborata dall’Aifa in collaborazione con la Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), è poco conosciuta anche ai medici: su 613 medici di famiglia è infatti emerso che solo 1 camice bianco su 4 sa che in Italia è illegale acquistare medicinali tramite web. Mentre oltre il 40% dei medici ritiene che i propri pazienti potrebbero averlo fatto.

    Per combatterla, secondo l’Aifa è necessario far lavorare in stretta cooperazione istituzioni sanitarie, forze di polizia e dogane per mettere in campo azioni di contrasto efficaci e favorire lo sviluppo di norme comuni e di una comunicazione qualificata rivolta a cittadini e operatori.

    Oggi per quanto riguarda il commercio illegale di medicinali, come spiegano i Nas, il dato stimato in circa l’1% di consumo sul territorio italiano potrebbe essere gravemente sottostimato.

    Investire 1 euro nel business dei farmaci contraffatti può portare a guadagnare fino a 2.500 euro. Cifre da capogiro considerando che per le sostanze stupefacenti il rapporto è di 1 a 16.

    Nel prossimo futuro, come spiega l’Aifa, l’iniziativa di contrasto più rilevante sarà l’acquisizione di un dominio “.pharmacy” da concedere solo a quelle attività che abbiano tutte le carte in regola per poter commerciare legalmente medicinali.

  • Il Salone del libro e dell’editoria di Montagna a Pontedecimo

    Il Salone del libro e dell’editoria di Montagna a Pontedecimo

    MontagnaDall’1 al 4 dicembre alla Casa del Capitanato, Via Beata Chiara, nel Borgo Antico di Pontedecimo, si svolge la prima edizione del Salone del Libro e dell’editoria di Montagna “Leggere la montagna”,  organizzato dal Club Alpino Italiano, Sezione di Bolzaneto con l’appoggio del Municipio V Valpolcevera.

    Un evento di riferimento per gli amanti liguri della montagna, che prevede anche due “incontri con l’autore” al giorno e tra questi sono presenti autori locali e nazionali.

    Tra gli incontri previsti, quello con Alessio Schiavi che presenta il libro “Siamo andati in Antola”. Ecco il programma completo:

    Giovedì 1 dicembre 2011

    ore 18 Marcellino Dini / ore 20.30 Andrea Parodi

    Venerdì 2 dicembre 2011

    ore 18 Guido Paliaga / ore 20.30 Christian Roccati

    Sabatto 3 dicembre 2011

    ore 18 Alessio Schiavi e Fabrizio Capecchi

    ore 20.30 Massimo Campora e Eugenio Poggi

    Domenica 4 dicembre 2011

    ore 18 Dario Gardiol

    ore 20.30 Alessandro Gogna

    L’ingresso è libero e il salone è aperto dalle ore 18 alle ore 23

  • Buridda arrivederci, inizia il trasloco al mercato del pesce

    Buridda arrivederci, inizia il trasloco al mercato del pesce

    Via Bertani 1Una vicenda che si portava avanti da mesi, fra tira e molla e strascichi di polemiche che sembravano non finire mai: il centro sociale Buridda costretto a lasciare la sua sede in via Bertani, con trasferimento nei piani alti del mercato del pesce in piazza Cavour.

    La svolta è arrivata nei giorni scorsi, grazie al tramite di Don Andrea Gallo e della sua associazione Spazi sociali, che si è promossa come garante perché venga firmato il protocollo d’intesa tra il Comune e i gestori dei quattro centri sociali genovesi (Buridda, Terra di Nessuno, Pinelli e Zapata), che permetterà di avere un regolare contratto d’affitto per la propria sede.

    Il primo centro sociale in regola con il Comune è il Pinelli, che da gennaio ha una nuova sede in via Fossato Cicala. Sistemati i passaggi burocratici, anche il Buridda avrà la sua casa ufficiale e il trasloco partirà nei prossimi giorni. Il nuovo Buridda sarà ospitato in un’area su due piani, per un totale di circa 500 metri quadrati.

    Cosa accadrà invece agli altri due centri sociali? Lo Zapata sta ultimando le pratiche per il trasloco definitivo ai Magazzini del Sale di Sampierdarena, mentre il futuro di Terra di Nessuno è legato a doppio filo alla costruzione (se mai avverrà…) della moschea al Lagaccio.

    Marta Traverso

  • Teatro della Gioventù, stagione e nuova gestione al via nel 2012

    Teatro della Gioventù, stagione e nuova gestione al via nel 2012

    teatro della gioventuLa nuova gestione del Teatro della Gioventù in via Cesarea aveva scatenato fior di polemiche nei mesi scorsi. Lo spazio era noto per la sua particolare attenzione alla commedia dialettale, ma la musica è decisamente cambiata dopo che è stato affidato alla Hurly Burly di Massimo Chiesa dopo una gara d’appalto indetta dalla Regione lo scorso febbraio. Non senza polemiche, Chiesa ha  infatti scelto di seguire una linea completamente diversa: largo alla musica, alle compagnie giovani e al teatro contemporaneo.

    La stagione teatrale partirà nel 2012 e il cartellone sarà annunciato nei prossimi giorni, giusto il tempo di ultimare i lavori di ristrutturazione della sala. Nessuna indiscrezione sui titoli degli spettacoli, ma il nuovo direttore artistico è stato molto chiaro su ciò che ci attende: nessuna opera in dialetto, molto spazio alla musica con concerti jazz, rock e blues, alle compagnie teatrali giovani – Chiesa ha dichiarato che avrebbe assunto 30 ragazzi nella sua compagnia – e tanti spettacoli nuovi rispetto a ciò che comunemente rappresentato negli altri teatri genovesi, in modo da non creare nessuna forma di concorrenza diretta.

    Non ci resta dunque che scoprire il calendario degli spettacoli per scoprire se sarà così. Certo, i nostalgici delle commedie dialettali avranno di che mugugnare, ma si spera che il gioco valga davvero la candela.

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi

  • Castagnata solidale in piazza Martinez sabato 4 dicembre

    Castagnata solidale in piazza Martinez sabato 4 dicembre

    CastagnataDopo la tragica alluvione del 4 Novembre, in cui la sede della P.A. Volontari del Soccorso di San Fruttuoso  è stata distrutta, è stato organizzata una castagnata solidale con castagne, torte, musica e divertimento per dimenticare l’alluvione e ripartire.

    In piazza troverete tante caldarroste, castagnaccio, torte, crostate, bevande, prodotti di castagne, tanta musica con diversi gruppi musicali, soprattutto tanta voglia di rialzarsi dall’alluvione.

  • Facciamo Eco, un incontro con Roberto Cavallo al Mercato Orientale

    Facciamo Eco, un incontro con Roberto Cavallo al Mercato Orientale

    Facciamo EcoGiovedì 1 dicembre alle ore 1730, al Mercato Orientale di Genova, si tiene l’incontro con Roberto Cavallo nell’ambito di “Facciamo Eco”, organizzata da “La formica”.

    A partire dal suo ultimo libro “Meno 100 Chili – Ricette per la dieta della nostra pattumiera, l’autore racconta come ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro.

    In Italia ogni anno si producono circa 530 kg di rifiuti a persona: nel suo libro, alternando l’approfondimento scientifico con racconti e aneddoti, Cavallo passa al setaccio le azioni che compongono la nostra quotidianità e per ognuna ci indica come ridurre la quantità di spazzatura che potrebbe generarsi, con l’idea che il miglior rifiuto è quello che non è stato prodotto.

    Una partenza molto concreta dunque per il ciclo di incontri green dal titolo facciamo Eco: «Abbiamo scelto di svolgere questo primo incontro al Mercato Orientale – spiega Filippo Repetto, responsabile de “la formica” – proprio per calarci nella realtà delle scelte quotidiane e della gestione della casa, ma anche per lanciare l’idea che si può fare cultura ovunque, anche facendo la spesa».

    La riduzione dei rifiuti e in generale degli sprechi è uno dei nodi centrali del nostro tempo che – nelle diverse crisi che viviamo – deve sollecitare tutti noi a trovare soluzioni di cambiamento. É proprio il caso di dire che, a partire dalla propria pattumiera, ognuno di noi può fare molto: ecco un’occasione per saperne di più.


  • Lotta all’Aids, cancellati i finanziamenti per nuovi progetti

    Lotta all’Aids, cancellati i finanziamenti per nuovi progetti

     

    Il Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria annuncia lo stop ai nuovi progetti.

    I finanziamenti, a causa delle crisi economica, sono stati cancellati, fino a nuovo ordine. All’ultima conferenza dei donatori il Fondo, che e’ una societa’ mista pubblica-privata, ha raccolto circa meta’ dei 20 miliardi di dollari necessari per ampliare i progetti contro le tre malattie.

    Nel periodo da qui al 2014 verranno assicurate le terapie gia’ in atto negli oltre 600 progetti portati avanti, ma non sara’ possibile fornirne di nuove.

    “Gravi problemi finanziari hanno colpito le nazioni che di solito colmano il fondo. Questo, insieme ai tassi di interesse bassi, ha avuto effetti devastanti sulle risorse disponibili per i nuovi progetti”, spiega una nota diffusa dal Fondo Globale.

    “C’è un incongruenza incredibile tra le promesse della scienza e della politica per la lotta all’Hiv/Aids e la mancanza di fondi che sta portando la ricerca sul baratro – ha detto Tido von Schoen-Angerer, direttore esecutivo della campagna per l’accesso alle medicine essenziali di Medici Senza Frontiere – Le persone che convivono con queste terribili malattie ora si sentiranno mancare la terra sotto i piedi, i donatori devono rendersene conto. E ciò succede proprio in un momento in cui invece avremmo dovuto fare un balzo in avanti, fornire più farmaci, salvare la vita ad ancora più pazienti”.

    L’Italia era uno dei paesi fondatori dell’agenzia, ma recentemente e’ uscita dal consiglio di amministrazione a causa del mancato versamento dei fondi promessi, 160 milioni di euro nel 2009 e nel 2010.

     

     

  • Casa albergo a Begato, ritorna la tensione

    Casa albergo a Begato, ritorna la tensione

    Begato a GenovaLa casa-albergo di via Linneo, a Begato, proprietà di Egi (società controllata da Poste italiane), torna al centro delle polemiche dopo mesi di sfratti prima intimati poi rinviati grazie anche all’intervento degli attivisti dello Sportello per il diritto alla casa e dell’assesssore comunale alle Politiche della casa, Bruno Pastorino che sta seguendo da vicino la vicenda.

    Il vostro immobile è inagibile mancando i requisiti minimi di sicurezza in seguito alla mancata manutenzione straordinaria. Entro il 29 corrente mese siete tenuti a riconsegnare gli immobili liberi da persone e cose e a partire da quella data sarà bloccata l’erogazione di energia elettrica e del gas”. Questo il testo della raccomandata inviata da Gesta srl, la società che gestisce l’immobile per conto di Poste italiane e ricevuta pochi giorni fa dalle numerose famiglie che abitano lo stabile.

    All’origine della questione ci sarebbe un contenzioso tra Gesta srl ed Egi per il mancato accordo sulla titolarità economica degli interventi di manutenzione straordinaria.

    “Si sta creando un focolaio di tensione sociale, tra gli abitanti ci sono molti bambini e persone in condizioni disagiate – spiega Bruno Pastorino – Queste raccomandate sono un gesto unilaterale minaccioso e irresponsabile. La Egi deve fare la sua parte come la sta facendo il Comune impegnato nella ricerca di una casa per le famiglie che hanno i requisiti. Ma per gli altri occorrono atteggiamenti responsabili da parte di chi li sta ospitando”.

    L’assessore invoca un intervento diretto di Poste italiane affinchè la vicenda non sfoci in problemi di ordine pubblico.

    Intanto ieri mattina  i 6 dipendenti di Poste italiane ancora alloggiati nella struttura (concepita in origine proprio per ospitare i dipendenti) si sono recati in questura accompagnati da un avvocato e hanno presentato un esposto contro Gesta srl. L’ipotesi di reato è interruzione di pubblico servizio vista l’annunciata previsione di blocco delle utenze.

    I lavoratori postali denunciano il fatto che Poste italiane non si sia neppure preoccupata di trovare per loro una sistemazione alternativa.

    Anche gli altri abitanti della casa-albergo si stanno organizzando per studiare forma di resistenza entro i limiti della legalità.

     

     

    Matteo Quadrone