Mese: Gennaio 2013

  • Centro Est, giustizia riparativa: Municipio partner progetto Ripara e Impara

    Centro Est, giustizia riparativa: Municipio partner progetto Ripara e Impara

    Sentenza del TribunaleL’intesa siglata tra Municipio Centro Est e ARCAT LIGURIAl’Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento che dal 1986 opera sul territorio ligure nel campo del trattamento dei problemi alcol correlati (attualmente i CAT diffusi in Liguria sono una cinquantina e, nell’arco dei 24 anni di attività, si calcola vi siano transitate circa 5.000 famiglie, la gran parte delle quali ha risolto definitivamente il problema legato alle bevande alcoliche – inaugura una preziosa collaborazione nell’ambito del progetto “Ripara e Impara” che ARCAT LIGURIA svolge in convenzione con il Tribunale penale di Genova.

    Parliamo di un progetto sperimentale di sostituzione della pena con prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività. La L. 120/2010 di Riforma del Codice della Strada ha introdotto – con l’art. 186 c. 9 bis – la possibilità che la pena detentiva e pecuniaria per guida in stato di ebbrezza possa essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del Decreto Legislativo 28 agosto 2000 n. 274, e del D.M. 26 marzo 2001, in modalità consistente nella prestazione di una attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso, tra l’altro, organizzazioni di volontariato.

    «“Ripara e Impara” prevede la possibilità di convertire in lavoro socialmente utile le pene detentive e pecuniarie assegnate a chi è stato fermato alla guida in stato di ebbrezza – spiega l’assessore del Municipio Centro Est, Maria Carla Italia che ha presentato la delibera di Giunta che dà il via libera alla collaborazione – I soggetti inseriti nel programma potranno svolgere l’attività lavorativa gratuita in sostituzione della pena mediante la partecipazione a lavori di pubblica utilità del Municipio Centro Est. Un segnale importante per contrastare recidive e favorire il reinserimento di chi ha subito condanne nel tessuto sociale».

    Il titolo “Ripara e Impara” vuole evocare la duplice valenza dell’iniziativa: da un lato si inscrive nel filone di ricerca e di applicazione della “giustizia riparativa”, la quale ritiene indispensabile che la pena costituisca innanzitutto il momento di ricucitura del legame sociale rotto dalla messa in atto della condotta illegale. Inoltre partecipare al programma permette alla persona di assumere un nuovo punto di vista circa l’uso di alcol e i problemi ad esso correlati, oltreché conoscere da vicino nuove realtà che operano attivamente sul territorio.

    Gli obiettivi del progetto sono, non solo offrire al singolo la possibilità di una pena alternativa, ma soprattutto collaborare a ridurre il rischio di recidiva, aumentare la consapevolezza e migliorare la sicurezza della comunità, almeno sotto il profilo dei rischi alcol-guida correlati.

     

    Matteo Quadrone

  • Count Basie Jazz Club: i concerti della settimana

    Count Basie Jazz Club: i concerti della settimana

    JazzQuesti gli appuntamenti in programma al Count Basie Jazz Club (vico Tana) dal 3 al 5 gennaio 2013

    Giovedì 3 gennaio (ore 21.30): Happy jazz – Jam Session jazz
    Ogni Giovedì il Count Basie Jazz Club offre agli appassionati di jazz l’atmosfera delle “amicizie
    musicali” delle jam session: le performance di improvvisazione che furono leggendarie negli anni
    quaranta a New York City e che significano proprio “insieme in concerto”.
    Ingresso libero.

    Venerdì 4 gennaio (ore 21.30): Enjoy the blues – concerto e jam session blues
    Una serata nel segno del Blues. Gli appassionati di blues si incontrano al Count Basie jazz club con
    le performance trascinanti della serata “Enjoy the blues”: ogni ultimo venerdì del mese è più che
    mai “insieme in concerto”.
    Ingresso libero.

    Sabato 5 gennaio (ore 21.30): Paolo Bonfanti, concerto per voce e chitarra
    Genovese, classe 1960, Paolo ha iniziato a suonare la chitarra nel 1975, perfezionandosi con Armando Corsi e Beppe Gambetta.
    Dal 1985 al 1990 è stato il front man di uno dei gruppi più importanti della scena rock-blues italiana, i Big Fat Mama.
    Nel 1994 partecipa – come unico musicista italiano – alla rassegna “South by Southwest” ad Austin, Texas. Fonda poi il gruppo Downtown con alcune leggende del blues britannico e con Beppe Gambetta parte in tour alla volta degli U.S.A. Dal 1990 si esibisce con una propria band. Dal 2002 la band accompagna regolarmente il grande Roy Rogers, produttore di John Lee Hooker nei suoi tour italiani. Dal 2004 è membro della super-band, Slow feet insieme a Reinhold Kohl, fotografo/bassista bolzanino e ad alcuni grandi del rock italiano come Franz di Cioccio, Lucio Fabbri e Vittorio De Scalzi. Moltissime sono le sue eccellenti collaborazioni in ambito blues, tra le quali annoveriamo quella con il sassofonista Dick Heckstall-Smith, il batterista Mickey, il bassista Bob Brunning, Fabio Treves e la sua band, Red Wine, Beppe Gambetta e molti altri Molto intensa anche la sua attività didattica e discografica.
    Ingresso 10 €.

    Per entrare è necessario avere la tessera Arci (è possibile sottoscriverla in loco). Info e prenotazioni 345 2650347 – info@countbasie.it.

  • Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    L’anno nuovo inizia con un buon auspicio per chi ha scelto la bicicletta come mezzo per spostarsi nel territorio di Genova: il Comune ha infatti approvato un piano per favorire la mobilità su due ruote e si impegna entro i prossimi mesi a realizzare sei chilometri di pista ciclabile, sette nuove ciclostazioni, l’acquisto di nuove bici tradizionali ed elettriche per favorire l’utilizzo del servizio di bike sharing e l’installazione di novanta rastrelliere presso altrettanti punti della città, non solo in centro ma dislocate in tutti i Municipi.

    Quest’ultimo punto è stato fortemente voluto dall’Assessore alla Mobilità Anna Dagnino e prevede l’installazione di una novantina di rastrelliere nei punti di interesse pubblico delle diverse zone della città, che saranno acquistate dalla direzione Mobilità attingendo alle risorse per la realizzazione del Piano Urbano della Mobilità e distribuite ai singoli Municipi, ai quali spetta il prendersi carico della loro installazione, cura e manutenzione.

    Inoltre, a seguito di una delibera di Giunta adottata lo scorso novembre, gli esercenti di attività commerciali che porranno rastrelliere all’esterno dei locali non dovranno pagare la tassa di occupazione suolo pubblico.

    Queste le zone di Genova in cui verranno installate le rastrelliere.

    Municipio I, Centro Est
    – Caricamento Metrò
    – Sarzano – Facoltà di Architettura
    Piazza del Carmine
    – Via San Vincenzo – Liceo artistico P. Klee/Liceo scientifico Cassini
    – Piazza della Meridiana – Centro Storico
    – Piazza della Nunziata – Università
    – Piazza del Principe – Metrò FS.

    Municipio II, Centro Ovest
    – Di Negro Metro – Zona Mercato
    – Via Dino Col – Istituto Gastaldi
    – Matitone (Angolo Cantore via di Francia)
    – Via Pacinotti Stazione Fs e/o via Pondero sottopasso FS
    – Via di Francia: marciapiede stazione FS o marciapiede WTC
    – Centro Civico Buranello
    – Municipio
    – Largo Gozzano anche come dissuasore all’ingresso della piazza
    – Via Cantore – scuole Barbino
    – Via Degola – Giardini Jursè
    In subordine, nel caso non fosse possibile realizzare uno o più siti del primo elenco:
    – Via Ulanowski – liceo Fermi
    – Giardini Ravanello – Liceo Mazzini
    – Via Spataro – Ist. Gobetti
    – Via Rolando – ang. Via Storace
    – Piazza del Monastero
    – Piazza Montano.

    Municipio III, Bassa Val Bisagno
    – Piazza Raggi (in corrispondenza nuova stazione metro)
    – Piazza Romagnosi (o zone adiacenti)
    – Via Albero d’oro (presso ingresso Villa Imperiale, che ospita la biblioteca Lercari)
    – Piazza G. Ferraris (in prossimità ingresso scuole medie ed elementari)
    – Piazza Martinez (presso i giardini)
    – Piazza Terralba (presso i giardini adiacenti al mercato comunale)
    – Zona Stadio L. Ferraris (adiacente a scuole Firpo – Buonarroti, lato via Monnet)
    – Corso Sardegna (presso l’area dell’ex mercato, in attesa di trasformazione).

    Municipio IV, Media Val Bisagno
    – Piazza Suppini
    – Doria – Casa di riposo, Via Struppa
    – Nuova sede municipio – Piazza dell’Olmo 3
    – Piscina Sciorba – via Adamoli
    – Piazzale Bligny
    – Lungo Bisagno Dalmazia – altezza via Ponte Carrega
    – Via Piacenza – altezza Chiesa di San Gottardo
    – Piazza Giardini Cavagnaro
    – Via Piacenza altezza via Lodi
    – Piazzale Resasco.

    Municipio V, Valpolcevera
    – Piazzale Palli (ex Filea)
    – Stazione metrò Brin
    – N. 4 stazioni ferroviarie (Rivarolo, Bolzaneto, Pontedecimo, S. Quirico)
    – Villa Carrega (sede Municipio)
    – Area Piscina Pontedecimo
    – Biblioteca Cervetto (Castello Foltzer)
    – Area Raiola Pontedecimo
    – Giardini Morchio.

    Municipio VI, Medio Ponente
    – Via Aviatori e Pionieri d’Italia (Marina di Sestri P.)
    – Via Cibrario (Marina di Sestri P. adiacenze Azienda Piaggio)
    – Piazza Poch (adiacenze ingresso Villa Rossi)
    – Piazza Baracca
    – Piazza Di Vittorio
    – Via S. Alberto (inizio incrocio Via Merano)
    – Giardini Melis
    – Piazza E. Savio (adiacenze stazione ferroviaria Cornigliano)
    – Via San Giovanni d’Acri (adiacenze ingresso Villa Bombrini)
    – Area Campi

    Municipio VII, Ponente
    Pegli
    – Largo Calasetta
    – Molo Archetti
    – Piazza Rapisardi
    – Piazza Porticciolo
    Prà
    – Stazione di Prà
    – Via Fusianto (De Cristoforis)
    – Villa de Mari
    Voltri
    – Piazza Villa Giusti
    – Piazza Odicini
    – Piazza Caduti Partigiani Voltresi

    Municipio VIII, Medio Levante
    – Brignole Fs
    – Brigata Bisagno – Pisacane
    – Brigate Partigiane – Cecchi
    – Torino – Trebisonda
    – Rimassa – Cecchi
    – Italia – Piave
    – Italia – Campanella
    – Italia – Boccadasse
    – Palermo
    – Tommaseo – Crimea
    – Leopardi
    – Valletta Cambiaso
    – Merani
    – Da Novi
    – Vittoria
    – Benedetto XV – Gastaldi
    – Remondini

    Municipio IX, Levante
    – N. 4 rastrelliere in prossimità delle stazioni ferroviarie (Nervi, Quinto, Quarto, Sturla)
    – N. 2 rastrelliere in prossimità degli inglesi ai Parchi di Nervi
    – N.1 rastrelliera in zona Quinto /Bagnara
    – N.1 rastrelliera zona Sturla Mare
    – N.1 rastrelliera Borgo Vernazzola
    – N.1 rastrelliera zona Villa Gentile.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Concorso arte contemporanea 2013: Galleria Studio 44, Multiplo

    Concorso arte contemporanea 2013: Galleria Studio 44, Multiplo

    La galleria d’arte e associazione culturale Studio 44 (vico Colalanza, adiacente a via San Luca) ha aperto le iscrizioni per un bando di concorso artistico internazionale volto a sostenere l’attività dell’artista vincitore attraverso un premio in denaro.

    Il concorso Multiplo 2013 prende il nome dall’omonima opera, che dovrà essere realizzata in tiratura limitata da ciascun partecipante.

    Chi vuole inviare la propria proposta deve scrivere una mail a multiplo2013@gmail.com con oggetto “Multiplo2013 – NOME COGNOME” entro il 15 gennaio 2013, contenente:
    – una sola immagine dell’opera (di qualsiasi tipo) di 1000px massimo sul lato più lungo, formato JPG, con nome file: NOME_COGNOME-Titolo.jpg;
    – breve nota biografica e descrizione del progetto / proposta artistica.

    È prevista una quota di iscrizione di 5 € (da inviare via Paypal o bonifico bancario).

    Una commissione deciderà l’artista vincitore, che dovrà fornire 50 stampe originali dell’opera (tipo e grandezza della stampa da definirsi), numerate da 1/50 a 50/50 e firmate dall’autore, da spedire o consegnare a mano alla Galleria.

    Il vincitore avrà un premio in denaro di 500 € per sostenere il suo lavoro / progetto artistico.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Daniele Raco, cabaret a Portofino: “È tutto grasso che vola”

    Daniele Raco, cabaret a Portofino: “È tutto grasso che vola”

    Teatro GarageMercoledì 2 gennaio 2013 al teatro comunale di Portofino va in scena uno spettacolo di cabaret organizzato da La Perla del Tigullio Teatro, ispirato al libro del comico genovese Daniele Raco dal titolo È tutto grasso che vola.

    La serata è a ingresso libero.

    Questo il tema del libro/spettacolo.

    Fino a ieri imperversava la dieta a zona, oggi va di gran moda la Dukan. Cambiano i nomi e i metodi, ma alla fine si tratta sempre e soltanto di faticosi tentativi di diventare insensibili al richiamo del cibo per riuscire a entrare nei vestiti senza essere campioni mondiali di apnea. Tentativi faticosi e inutili: una montagna di sacrifici per perdere due chili in un mese vanificati dalla prima pizza con patate e salsiccia. Ma si può dire basta all’assurda schiavitù sociale di essere tutti magri come una modella di Armani. Anche chi è pingue ha il suo fascino e la gola è un peccato che è un vero peccato non soddisfare. E pazienza se si dovrà correre ai ripari in sartoria o scavare l’ennesimo buco nella cintola: “È tutto grasso che vola” come insegna allegramente Daniele Raco. L’autore di questo libro, che di mestiere fa il comico, è grasso fin da piccolo, ma è proprio grazie a questa dimensione (una XXL) che ha sviluppato una felicissima filosofia di vita. Raco passa da una sagra della porchetta all’altra senza badare alle urla di dolore della bilancia. Lui mangia e ingrassa, ma è felice così, alla faccia delle diete, dei dietologi e dell’estetica imperante. La sua è una condizione esistenziale strappata con i denti perché, come tutti i ciccioni, ha subito fin dalla giovane età ogni sorta di angheria. Da bambino, Raco non poteva giocare a nascondino perché la sua pancia spuntava sempre da dietro l’albero.

  • Stefania Chessa, Videoscrittori: “300 sigarette”

    Stefania Chessa, Videoscrittori: “300 sigarette”

    Stefania Chessa, blogger e scrittrice genovese. Il suo blog si chiama “Zollette di Yogurt“, ha partecipato alla rubrica Videoscrittori e ci è venuta a trovare in redazione.

    Dal tuo racconto esce forte e nitido il tema del distacco come lacerazione e poi la rinascita…

    «E il tempo che cura… Il tempo può trasformare la lacerazione in una sensazione più sana e consapevole e favorisce il distacco dalle cose fondamentale per andare avanti».

    Cosa c’è in mezzo, fra ieri e domani…?

    «Ci sei tu. Aggrapparsi a cose esterne può essere pericoloso. Io credo ci sia la propria forza e il lavoro che si trasformerà in futuro».

    E la scrittura in questo che ruolo può avere?

    «La scrittura è anche isolamento e la solitudine non è semplice, ma allo stesso tempo ti da la possibilità di vomitere il dolore che hai dentro…»

    Però tu non scrivi solo per vomitare…

    «No certo, scrivo anche per ironizzare su me stessa. So anche essere più leggera, ma il sottofondo di riflessione non manca anche quando si affrontano temi come evasione e divertimento».

     

    a cura di Marcello Cantoni

     

    stefania-chessa“300 Sigarette” di Stefania Chessa

    The objects in the mirror are closer than they appear.

    Gli oggetti nello specchietto sono più vicini di quanto appaiano.

    Sono in macchina da un’ora, ho fumato trecento sigarette e ancora non so dove sto andando, sto girando su me stessa materialmente, ricopiando con queste quattro ruote scassate le traiettorie imprevedibili dei miei pensieri.

    E’ tornato ed io sono scappata via come una bambina impaurita.

    Prima però sono andata in bagno a vomitare la cena di ieri sera.

    Uno dovrebbe annunciarsi prima di arrivare così, almeno io — come dice la volpe ne “Il piccolo principe” — io mi sarei preparata il cuore o, per meglio dire, il cuore e lo stomaco.

    Invece non ero pronta e ho vomitato l’anima.

    Il passato quando si avvicina fa scattare meccanismi che mi proiettano paradossalmente nel futuro, così ho cominciato a chiedermi: “E ora, che ne sarà di me? Cosa farò? Cosa faremo?”

    Poi sono scattate anche tutte le altre mie serrature, prima di tutto quella dell’autodifesa e quella dell’autoconservazione, perché chi torna a volte, torna solo per finire il lavoro che ha lasciato a metà. E se quel lavoro era distruggerti, bè non c’è da rallegrarsi.

    Così me ne sono stata chiusa nel mio bagno, seduta in terra con la testa appoggiata alla tazza, ad aspettare che lui se ne andasse, incurante delle sue parole che cercavano di convincermi di uscire dal mio rifugio. Quella voce non era più quella che ricordavo, e non poteva essere soltanto perché l’ascoltavo filtrata da una porta di legno chiusa a doppia mandata, ma perché non la riconoscevo più, così radicata in un passato che non mi assomigliava più. Ma, come mi ricorda anche la mia povera, scassatissima automobile, “the objects in the mirror are closer than they appear”.

    Finché vivevo nel passato, sospesa nel ricordo di cui sentivo ancora l’odore e i sapori, non riuscivo a sopportare le pugnalate prese ascoltando le sue assurde spiegazioni sul perché lasciava la nostra casa. Quando poi ho scoperto che quelle costruzioni demenziali altro non erano che il suo modo di nascondere il più banale e scontato dei motivi, un tradimento, il dolore ha cambiato traiettoria, passando da un picco acuto ad una curva bassa, silenziosa, scemando fino a diventare piccolo piccolo col passare dei mesi.

    Il potere del tempo che passa svela la mediocrità delle cose accadute e i due concetti insieme rendono più facile il guardare avanti.

    Ridendo e scherzando mi sono buttata in autostrada, e ancora non so dove sto andando. A casa rientrerò più tardi, faccio passare un po’ di tempo sperando che lui, prima o poi si stufi di stare seduto da solo sul mio divano ad aspettarmi — è lì che l’ho lasciato — e che decida di tornare dalla sua donna, o da quello da cui vorrà tornare. Io di sicuro non tornerò da lui.

    Guardo nello specchietto retrovisore, metto la freccia a sinistra e accelero che qui c’è tanta strada da fare.