Mese: Aprile 2017

  • Settimanale di Fotografia, tutto pronto per la terza edizione. Reportage, fotografia di moda e ritrattistica d’autore

    Settimanale di Fotografia, tutto pronto per la terza edizione. Reportage, fotografia di moda e ritrattistica d’autore

    locandina generale Lasett WEBDopo il successo delle due precedenti edizioni, torna La Settimanale di Fotografia, il grande contenitore di eventi legato al vasto mondo della fotografia, declinata in tutti i suoi aspetti. Cambia la formula: gli eventi quest’anno saranno condensati in dieci giorni, dal 9 al 19 maggio, tra conferenze, workshop, proiezioni e musica. Si rinnova, quindi, la possibilità di approfondire le tematiche legate alla fotografia direttamente con professionisti di livello internazionale: le dinamiche legate alla produzione dei reportage, il vasto e sofisticato mondo della fotografia di moda e la genesi dello scatto d’autore.

    La Settimanale di fotografia 2016: tutte le interviste di Era Superba

    Come di consueto, la sala del Munizioniere di Palazzo Ducale accoglierà gli incontri con tre fotografi di fama internazionale: si comincia venerdì 12 maggio alle 19 con Martina Bacigalupo, fotoreporter di origine ligure che oggi fa parte della nota agenzia VU di Parigi, si continua sabato 13 con Ferdinando Scianna, fotografo siciliano che ha fatto la storia della disciplina e si conclude domenica 14 con Mustafa Sabbagh, artista di origine giordana noto per le sue immagini forti e provocatorie. Dal reportage, quindi, alla fotografia di moda e alla ritrattistica d’autore. Era Superba documenterà questo grande evento genovese.

    La Settimanale di Fotografia è un’associazione che nasce con l’intento di sviluppare attività culturale legata alla fotografia, sempre più importante e costante a Genova. «Esistono molte realtà a Genova legate al mondo della fotografia, spesso portatrici di ottime iniziative – spiega Veronica Onofri, fotografa e presidente dell’associazione, già nota ai lettori di Era Superba grazie alla sua seguitissima rubrica fotografica “Con quella faccia un po’ così..”ma che tuttavia da sole non riescono a emergere come meriterebbero”. Cercando di interpretare un desiderio comune, l’idea è quella di creare una rete per mettere a fattor comune le forze e l’esperienza di tutti.

    «Eventi come la Settimanale di fotografia – continua Veronica – caratterizzati da contenuti di alta qualità e da ospiti importanti del panorama fotografico internazionale, vogliono essere un’occasione per incontrarsi, conoscersi e gettare le premesse per fare di Genova una protagonista della cultura fotografica». La Settimanale, quindi, oltre agli appuntamenti di maggio elabora un progetto più ampio e ambisce ad essere un punto di riferimento importante per gli appassionati di fotografia in città e in Italia.

    Il programma integrale del festival sarà presentato martedì 9 maggio alle ore 18.30 ai Giardini Luzzati, in un momento informale di aperitivo accompagnato da proiezioni, curiosità e musica dal vivo.

     

    IL PROGRAMMA IN SINTESI

    Martedì 9 maggio alle 18.30 ai giardini Luzzati
    Inaugurazione e presentazione del programma de La Settimanale 2017
    con proiezioni e musica dal vivo

    Mercoledì 10 maggio alle 19 al Feellove, stradone S.Agostino 17r
    Aperitivo-approfondimento sulle mostre fotografiche in esposizione a Palazzo Ducale (Henri Cartier-Bresson ed Elliott Erwitt) a cura di Gloria Viale, storica della fotografia

    Giovedì 11 maggio alle 19 al Kowalski, via dei Giustiniani 3r
    Inaugurazione della mostra Ucraina di Giuseppe Maritati e dibattito sulla professione del fotoreporter.

    Venerdì 12 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Martina Bacigalupo. Modera Maurizio Garofalo.

    Sabato 13 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Ferdinando Scianna. Modera Maurizio Garofalo.

    Domenica 14 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Mustafa Sabbagh. Modera Maurizio Beucci.

    Lunedì 15 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Mapplethorpe: Look At The Pictures 3
    di Fenton Bailey, Randy Barbato, documentario, 108’, USA-Germania 2016.

    Martedì 16 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Obiettivo Annie Liebovitz
    di Barbara Leibovitz, documentario, 82′, USA 2007

    Mercoleldì 17 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Dont blink. Robert Frank
    di Laura Israel, documentario, 82’, Canada-USA-Francia 2015

    Ingresso euro 5, ridotto euro 4 per i possessori delle tessere Campus, Cus, Young del Circuito Cinema Genova.

    Sabato 20 e domenica 21 maggio
    Spazio Lomellini 17, via Lomellini 17/4
    Workshop con Martina Bacigalupo
    per info e iscrizioni: lasettimanale@gmail.com

    Sabato 27 e domenica 28 Maggio
    Spazio Lomellini 17, via Lomellini 17/4
    Workshop con Mustafa Sabbagh

    per info e iscrizioni: lasettimanale@gmail.com
    Dove non diversamente specificato, le iniziative sono ad ingresso gratuito

     

    I PROTAGONISTI

    Martina BacigalupoMartina BACIGALUPO è nata nel 1978 a Genova. Dopo aver studiato letteratura e filosofia a Genova Martina studia fotografia al London College of Communication di Londra. Nel 2007 parte in Africa dell’Est, dove ha vissuto e lavorato per gli ultimi dieci anni come fotografa indipendente, prevalentemente sulle problematiche riguardanti i diritti dell’uomo, in collaborazione a varie organizzazioni internazionali (tra cui Human Rights Watch, Médecins Sans Frontières, il Comitato Internazionale della Croce Rossa, Amnesty International). Dal 2010 Martina è membro dell’Agence VU di Parigi. Il suo lavoro e’stato pubblicato su The New York Times, The Sunday Times Magazine, Liberation, Le Monde, Vanity Fair, Internazionale, Esquire, Jeune Afrique e esposto in varie fiere internazionali d’arte: Paris Photo (2013), Unseen (Amsterdam 2014), Aipad (New York 2014). Ha vinto il Premio CANON per la fotogiornalista dell’anno nel 2010 e il Premio FNAC per la creazione fotografica nel 2011. Nel suo ultimo lavoro, “Gulu Real Art Studio” (Steidl 2014) Martina esplora il ruolo della fotografia nel mondo contemporaneo e in particolare il suo ruolo di fotografa occidentale nel continente africano.

    Ferdinando SciannaFerdinando Scianna ha cominciato ad occuparsi di fotografica negli anni Sessanta, quando era studente di Lettere e Filosofia all’Università di Palermo: è allora che ha cominciato a lavorare sistematicamente sulla Sicilia e sui siciliani. Il suo reportage Feste Religiose in Sicilia del 1965, aggiudicatosi il Premio Nadar nel 1966, conteneva un saggio di Leonardo Sciascia, preludio di una fruttuosa collaborazione con molti celebri autori. Nel 1966 Scianna si sposta a Milano e l’anno seguente comincia a lavorare per il settimnale L’Europeo, inizialmente come fotografo e poi, dal 1973, come giornalista. Da allora ha scritto anche per Le Monde Diplomatique e di letteratura e fotografia per La Quinzaine Littéraire. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens e La Villa Dei Mostri in Italia. In questo periodo incontra Henri Cartier-Bresson e nel 1982 entra a far parte della Magnum. Alla fine degli anni Ottanta comincia ad occuparsi di moda e pubblica la retrospettiva Le Forme del Caos (1989). Scianna torna ad indagare il significato dei riti religiosi con Viaggio a Lourdes (1995), due anni più tardi pubblica una collezione di immagini di persone addormentate: Dormire Forse Sognare. Nel 1999 pubblica una serie di ritratti dello scrittore argentino Jorge Luis Borges e nello stesso anno la sua mostra Niños del Mundo fa conoscere al mondo i volti dei bambini di tutto il pianeta. Nel 2002 Scianna portaa termine Quelli di Bagheria, sulla sua città natale in Sicilia, dove tenta di ricostruire l’atmosfera della gioventù attraverso scritti e immagini di Bagheria e delle persone che la abitano.

    Mustafa SabbaghMustafa Sabbagh è nato in Giordania, ad Amman, da famiglia italo-palestinese. Consegue la laurea in architettura all’Università IUAV di Venezia e si trasferisce a Londra, dove si forma come assistente di Richard Avedon, collaborando anche con il Central Saint Martins College of Art and Design. Al ritorno in Italia si stabilisce a Ferrara, ma è spesso impegnato in varie parti del mondo sia come docente in workshops fotografici, sia per la realizzazione di shootings pubblicati su diverse riviste – quali The Face, Vogue, Sport & Street. Dal 2005 si concentra sull’arte figurativa; le sue opere sono incentrate sulla pelle come “diario dell’unicità dell’individuo”, che spesso dipinge di nero come critica sociale e sfida tecnica, e su mises en scène atte soprattutto a contestualizzare nel contemporaneo le allegorie della storia dell’arte (principalmente fiamminga e barocca). Nel 2013, nella serie Fotografi di Sky Arte HD, è stato definito uno degli “otto artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo”. Secondo il curatore e storico dell’arte Peter Weiermair, Sabbagh è “uno dei cento fotografi più influenti al mondo”, e l’unico italiano fra i quaranta ritrattisti di nudo più importanti su scala internazionale. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei italiani e stranieri. Tra queste, risale al dicembre 2014 l’acquisizione di un suo dittico nella Collezione Farnesina.

  • Una casa di bambola, uscire dall’infanzia per diventare persone. Al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile

    Una casa di bambola, uscire dall’infanzia per diventare persone. Al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile

    © Foto di Tommaso Le Pera
    © Foto di Tommaso Le Pera

    Due “ perfetti sconosciuti”, ma lei non ci sta : sventrata la liturgia dell’apparenza. Su questo lavoro di Henrik Ibsen (Skien, Norvegia 1828-1906 ), uno dei più discussi del teatro contemporaneo, molto è stato scritto, fin dalle sue prime rappresentazioni (Copenaghen,1879 ), dove lo stesso autore si costrinse a cambiarne il finale, facendo rientrare in casa la protagonista Nora, dopo che ne era uscita: si piegò ai voleri della mentalità corrente che privilegiava la famiglia e il “bene” dei bambini alla sostanza del rapporto coniugale.

    Chi esalta Nora come fulgido esempio di femminismo, chi la denigra perchè irrispettosa dell’unità familiare di facciata, per la quale varrebbe la pena di vestire per sempre il lindo abitino della sposa-bambola. Chi sostiene che in realtà è lei la furba manipolatrice di un marito rivolto all’esterno: c’è anche chi ha creduto di cogliere il fulcro del dramma nella libertà umana ed anche femminile di scegliere la propria linea di vita e di coppia conformemente alla propria vera indole, “paritaria” o sottomessa che sia. In effetti la questione femminile, da quella mela e quel serpente, è tuttora aperta e forse non ha una soluzione sociale confezionata, ma solo individuale (qualcuno disse che sono più diverse le donne tra di loro che gli uomini dalle donne…).

    © Foto di Tommaso Le Pera
    © Foto di Tommaso Le Pera

    Già, ma qui si parla di coppia. Ibsen, con un implacabile sguardo di nordico osservatore e uno straordinario pensiero oltre gli argini sociali, non offre soluzioni compiacenti, si inchina solo alla libertà ed alla verità, pur avvertendo che così non si va a vincere, anzi, il cammino verso la propria crescita è sempre in salita e può portare alla solitudine. Ciò che l’autore ha voluto dire lo ha scritto nei propri appunti: «Nora… perde la fede nella sua correttezza morale e nella sua capacità di crescere i suoi figli». E ancora ci ricorda, qualora ce ne fosse bisogno, che uomo e donna sono due mondi completamente diversi ma giudicati dalle stesse leggi, fatte però a misura di uomo/ maschio. Dice Nora : «Io ho falsificato per un atto d’amore verso di te tu non lo hai capito: per te il mio comportamento è giusto o sbagliato a seconda che sostenga o meno la facciata del rispetto sociale. Un rapporto così fondato è un rapporto che non esiste».

    Due coniugi che hanno giocato alle bambole, come i bambini, mentre Nora ora si rende conto, e lo proclama, di volere la cosa meravigliosa, un matrimonio fondato su un rapporto autentico, che cominci dalla conoscenza e dalla consapevolezza del proprio essere, al di là e al di fuori delle lusinghe e del consenso sociale. Dalla consapevolezza, dicevamo: infatti solo ora la protagonista si rende conto della gravità dell’illecito commesso, che mai aveva voluto rivelare al marito, e non si assolve, anzi, ricomincia dalla critica di sé stessa, vuole uscire dall’infanzia e dalla confusione e diventare una persona. Un lavoro reso imperdibile dalla bravura e dal coinvolgimento degli attori, sullo sfondo di una scena elegante e tradizionale, di costumi perfettamente allineati agli arredi, non privo di spunti ironici, che non spezzano, anzi incrementano la profonda riflessione che si propone al pubblico.

    Elisa Prato

    + “Una casa di bambola” di Henrik Ibsen, al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile
    Una produzione Teatro Franco Parenti e Teatro della Toscana, regia di Andrée Ruth Shammah, con Filippo Timi e Marina Rocco

  • Via Bertani, valore immobiliare dimezzato in un anno. Tra mercato, improcrastinabilità amministrativa e urgenza politica

    Via Bertani, valore immobiliare dimezzato in un anno. Tra mercato, improcrastinabilità amministrativa e urgenza politica

    Via Bertani 1
    Via Bertani 1, il Comune vende l’immobile

    Passa in Consiglio comunale il deprezzamento dello stabile di via Bertani che ospitò la Facoltà di Economia dell’Università prima e l’occupazione del Laboratorio Sociale Buridda dopo. La delibera che fissa il nuovo valore di vendita dell’immobile arriva dopo l’offerta di una Società di Gestione del Risparmio, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha proposto un prezzo poco più che dimezzato. La congruità dell’offerta è stata certificata dall’Agenzia delle Entrate. Andamento del mercato e condizioni dell’edificio sono le “cause” ufficiali del ribasso.

    La genesi del prezzo

    Dopo l’impasse delle aste andate deserte in passato, la svolta arriva il maggio scorso quando la Società per la Gestione del Risparmio Invimit fa sapere al Comune di essere interessata all’edificio di via Bertani. Viene presentato anche un ipotetico prezzo di acquisto, frutto di una relazione affidata dalla società ad un esperto: l’ammontare è pari a 3.100.000 euro. A questo punto Comune di Genova, visto che la quantificazione è ben oltre la metà dell’ultima fissata (6.298.500 euro nel 2015) chiede all’Agenzia delle Entrate di fare una valutazione del valore dell’immobile: «è l’ente competente in materia – afferma l’assessore allo sviluppo economico Emanuele Piazzail quale si occupa di valutare gli immobili degli enti pubblici destinati alla vendita». La valutazione restituita dall’agenzia determina un prezzo poco più alto cioè 3.498.000 euro, con la possibilità di un ulteriore ribasso tra 5 al 10% in base a eventuali subentrate esigenze. Gli uffici tecnici del Comune confermano un ribasso del 7,5%; durante la discussione in Sala Rossa, grazie un emendamento della giunta stessa, però lo si elimina, per determinare il prezzo come da precedente valutazione dell’Agenzia delle Entrate

    Deprezzamento

    Nella delibera, tra le premesse, viene evidenziata la necessità, nell’interesse pubblico, di vendere l’immobile, non essendo più “procrastinabile ulteriormente la situazione del mantenimento di un immobile di tali dimensioni nel pieno centro cittadino, inutilizzato ed esposto a possibili occupazioni abusive sia ad un progressivo degrado anche manutentivo”. Ma se nel 2008 il primo prezzo fissato fu di 7,8 milioni di euro, e nel 2015 il ribasso arrivò a 6,2 milioni, come ha fatto, nel giro di pochi mesi, il valore dello stabile a “precipitare” in questo modo? «Probabilmente la prima valutazione fu fatta su una coda di un mercato immobiliare ancora solido – spiega Piazza – oggi quel mercato è molto cambiato, come è noto». Crollato, sarebbe meglio dire, visto che un immobile di pregio, in pieno centro città, ha perso il 50% del suo valore in pochi mesi. Sicuramente le condizioni dello stabile hanno contribuito, ed evidentemente le precedenti aste non andate a buon fine sono un segno evidente di una “proposta” poco appetibile. Va notato però che questa volta la procedura è stata diversa: se prima era l’amministrazione a fissare un valore, in questo caso l’input del prezzo è arrivato dal potenziale acquirente.

    Invimit, (Investimenti Immobiliari Italiani Sgr SpA) è una società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nata nel 2013 per “cogliere le opportunità derivanti dal generale processo di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, attraverso l’istituzione, l’organizzazione e la gestione di fondi comuni di investimento chiusi immobiliari”. Stando allo statuto della società, l’operatività di Invimit Sgr fa parte di un più ampio processo di “razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio dello Stato, degli Enti Pubblici Territoriali e dagli altri Enti pubblici”, al fine di “contribuire alla riduzione dello stock del debito pubblico”. Dopo una prima fase di start up, la società sta iniziando a produrre buoni risultati, gestendo “masse” per 800 milioni l’anno, come dichiarato pochi giorni fa dal presidente Ferrarese.

    La particolarità dell’operazione è che, sia chi a proposto il prezzo, sia chi ha “controllato” il valore dell’immobile in questione, fa capo, seppure con meccanismi e autonomie molto diverse, allo stesso ente, cioè il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Se l’Invimit è controllata al 100% dal MEF, l’Agenzia delle Entrate, da statuto, è sottoposta alla vigilanza del Ministero, che ne detiene l’indirizzo politico, attraverso una convezione triennale che fissa obiettivi e relative risorse, pur essendo dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.

    Il voto dell’aula

    Per la cronaca, la delibera che ha stabilità il nuovo prezzo è stata approvata con 17 voti favorevoli (Farello, Canepa, Guerello, Lodi, Pandolfo, Russo, Veardo e Villa del Partito Democratico; Comparini e Gibelli di Lista Doria; Malatesta di Possibile; Caratozzolo, Gozzi e Vassallo di Percorso Comune, Chessa di Sel, De Pietro di Effetto Genova e il sindaco Marco Doria), 7 contrari (Bruno e Pastorino di Fds; Musso Enrico e Musso Vittoria di Lista Musso; Grillo del Pdl; Nicolella e Pederzolli di Lista Doria) e 11 astenuti (Balleari, Baroni, Lauro del Pdl, Boccaccio del M5s, Putti, Burlando, Muscarà di Effetto Genova, Gioia e Repetto dell’Udc, De Benedictis del Gruppo Misto e Salemi di Lista Musso). Una composizione, quindi, molto eterogenea delle posizioni sul provvedimento che oscillavano dalla contrarietà di Guido Grillo motivata da «Un prezzo da svendita», alla opposizione più squisitamente politica di Antonio Bruno, che ha ricordato come questa operazione derivi da una «rottura della amministrazione con una parte della città che aveva allacciato un accordo attraverso un protocollo di intesa, accordo rotto a seguito di uno sgombero dettato da necessità economiche oggi dimezzate».

    Vendita/assist

    L’operazione, se andasse a buon fine, quindi, chiuderebbe un capitolo molto discusso della storia recente della nostra città. L’offerta nei fatti salva l’amministrazione (e anche quella che verrà) dal gestire una “patata bollente” sia dal punto di vista dei costi, sia dal punto di vista politico, dato che la sorte incerta dei ragazzi del Buridda (e della città che, ci piaccia o meno, rappresentano), oggi nuovamente a rischio, è iniziata proprio dallo sgombero di via Bertani. Oggi tutto ciò ha un valore, che è 3,4 milioni di euro; il prezzo è congruo?

    Nicola Giordanella

  • Blueprint, la “Competition” finisce nei fondi di Palazzo Rosso. Doria: «Sfruttare i 28,5 mln del Governo entro fine anno»

    Blueprint, la “Competition” finisce nei fondi di Palazzo Rosso. Doria: «Sfruttare i 28,5 mln del Governo entro fine anno»

    Il waterfront nel Blueprint di Renzo Piano
    Il waterfront nel Blueprint di Renzo Piano

    Il Blueprint finisce nei fondi di Palazzo di Rosso. Dopo il concorso internazionale di idee che si era concluso a febbraio senza designare alcun vincitore, il grande progetto di riqualificazione del waterfront di Genova e, in particolare, delle aree ex proprietà di Fiera, prosegue la fase di stallo in attesa della concretizzazione degli interessi di investitori privati. Come promesso dal sindaco Marco Doria, il Comune ha organizzato un’esposizione di tutti i 76 progetti che hanno partecipato al contest: ci sono anche quelli scartati dal concorso perché non rispondenti a requisiti di anonimato, presentati in rigoroso ordine alfabetico e senza distinguere neppure i primi 10 della graduatoria che hanno ricevuto 12.000 euro ciascuno, con 443 persone coinvolte oltre ai collaboratori che non compaiono tra i firmatari dei progetti.

    Approfondimento: Spim a rischio default dopo il flop della “Competition”

    «Non ci sono santi – dice il primo cittadino all’inaugurazione dell’esposizione – la Fiera di Genova non avrebbe più avuto bisogno di questi spazi, che sono centralissimi: non possono restare un vuoto urbano e queste 76 proposte danno altrettante idee per ritrasformalo in un pezzo di città». L’obiettivo è dare vita a «una ricucitura degli spazi urbani urbani in un quartiere che non potrà più essere fieritistico ma ha enormi potenzialità – ribadisce Doria, come riportato dalla agenzia Dire – è un progetto che deve esserci a prescindere dal colore del prossimo ciclo amministrativo». Ma la mostra a Palazzo Rosso rischia di essere l’ultimo atto di questo ciclo amministrativo, ormai in scadenza, che riguarda il Blueprint. Anche se Doria assicura che gli uffici nel frattempo non stanno con le mani in mano. «Il Comune ha il dovere di iniziare a mettere a frutto i 28,5 milioni concessi dal governo attraverso il ‘Patto per Genova’ (13,5 milioni) e il ministero dei Beni culturali (15 milioni)», ricorda il sindaco. Tra i primi interventi, la bonifica dell’area dall’amianto e l’abbattimento del palazzo ex Nira, la riqualificazione della Batteria Stella vincolata dalla Sovrintendenza, l’abbassamento della sopraelevata nel tratto terminale, la realizzazione del nuovo canale vicino al percorso pedonale che dovrà collegare l’area della Foce a quella del Porto antico, passando all’interno delle zone portuali. Tutti interventi che dovrebbero partire entro la fine dell’anno, nuova amministrazione permettendo, a cui spetterà anche la partita più complicata, ovvero la ricerca di risorse private per riqualificare l’area.
    «Le risorse private – spiega Doria – sarebbero servite a prescindere dall’esito del concorso e, anzi, questa situazione senza nessun vincitore ma con 76 idee potrebbe lasciare più spazio agli investitori potenziali. Abbiamo già una serie di contatti ma dobbiamo aspettare proposte formali». Non proprio della stessa idea l’assessore comunale al Patrimonio, Emanuele Piazza: «Un vincitore avrebbe dato più entusiasmo e un percorso più ordinato».
    Intanto, l’amministrazione sta studiando come poter gestire le aree in maniera più uniforme rispetto all’attuale, con la proprietà suddivisa tra Spim (immobiliare in house dell’amministrazione comunale) che sta già pagando le rete del mutuo per gli spazi acquistati da Palazzo Tursi, e il Comune stesso (padiglione Jean Nouvel, palazzo ex Nira e rispettive aree pertinenziali). «Stiamo ragionando su un nuovo soggetto giuridico che raduni tutte le aree – spiega il presidente e amministratore delegato, Stefano Franciolini – per gestire il compendio immobiliare con un approccio più ordinato. Sarà una società pubblica, magari una società di trasformazione urbana, strumento poco utilizzato in Italia»
  • Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    toti-comanducciPer la prima volta, oltre 200 studenti delle scuole superiori genovesi varcheranno le porte della Regione, a partire dal 7 aprile, per partecipare a percorsi di alternanza scuola lavoro. Parallelamente, verranno anche attivati tirocini per gli studenti universitari che matureranno crediti necessari all’interno del proprio percorso curricolare. E’ il risultato del Protocollo d’intesa siglato questa mattina dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Rosaria Pagano, e dal rettore dell’Università di Genova, Paolo Comanducci.
    «E’ un modo per aprire la pubblica amministrazione, renderla ancor più trasparente, verso il mondo dei giovani che troppo spesso non hanno avuto opportunità di conoscere il mondo del lavoro – commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, come riportato dall’agenzia Dire – è un modo per confrontarsi con un mondo che troppo spesso non ascoltiamo fino in fondo. Un buon modo per costruire il futuro della pubblica amministrazione e anche quello di molti giovani, che non trovano sbocchi in questo ramo in assenza di concorsi e di porte aperte agevolmente». Gli istituti scolastici genovesi che hanno aderito al progetto di alternanza scuola-lavoro sono 14.
    Ogni giovane farà una concreta esperienza di 40 ore presso uno dei dipartimenti e delle direzioni regionali, scelti anche sulla base del corso di studi dello studente: l’obiettivo è quello di iniziare dall’Ente Regione per poi estendere il progetto agli altri soggetti del sistema regionale. «E’ un’opportunità anche per la pubblica amministrazione di aprirsi, farsi conoscere, e indirizzare verso questo lavoro talenti e cervelli che troppo spesso vediamo scappare – conclude Toti – il mondo della pubblica amministrazione ha bisogno di essere svecchiato, ha bisogno di nuovi cervelli e talenti, ha bisogno dell’entusiasmo e della freschezza che portano i giovani nelle loro avventure».
    Sul fronte dei tirocini universitari, invece, il protocollo prevede l’attivazione di 20 posti, che dureranno dai 3 ai 12 mesi, per laureandi sia triennali che magistrali. Tra i percorsi di laurea selezionati: Giurista d’Impresa e dell’Amministrazione (triennale), Economia e Commercio (triennale e magistrale), Scienze Politiche (triennale e magistrale), Ingegneria (triennale e magistrale), Scienza delle Comunicazioni (triennale), Editoria e Giornalismo (triennale). «Per gli studenti dell’Università di Genova, la possibilità di fare dei tirocini presso la Regione Liguria amplia ulteriormente il ventaglio delle esperienze a disposizione – sottolinea il rettore – mi auguro che questa, come quelle stipulate con le altre istituzioni, diventi un utile strumento di formazione per i nostri studenti». Per il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, «l’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria dalla legge sulla Buona scuola, si sta inserendo stabilmente nel curriculum dei ragazzi di tutti gli Istituti superiori, con un coinvolgimento che, sul territorio nazionale, ha ormai raggiunto un milione di studenti. Adesso occorre concentrarsi maggiormente sulla qualità dei percorsi di alternanza, facendo sì che scuola e impresa o struttura ospitante non siano più da considerarsi entità separate, ma integrate tra loro»
  • Slot, dopo la proroga da parte di Regione Liguria, Comune di Genova al contrattacco su orari di apertura

    Slot, dopo la proroga da parte di Regione Liguria, Comune di Genova al contrattacco su orari di apertura

    new_slot_doubleRegione Liguria, durante l’ultima seduta di Consiglio, ha approvato l’emendamento che sposta di un anno l’entrata in vigore della legge anti-slot del 2012, promettendo un tavolo per affrontare l’argomento e preparare il territorio. Nel frattempo Comune di Genova continua la sua offensiva, pensando a limitare gli orari, come previsto dal regolamento comunale vigente.

    Approfondimento: il regolamento Comunale anti-slot

    A dirlo in Sala Rossa è l’assessore alla Legalità Elena Fiorini, in risposta ad una interrogazione della consigliera Clizia Nicolella (Lista Doria, presidente dellaConsulta contro il gioco in denaro), che ha chiesto quali siano le intenzioni della giunta a seguito della decisione presa dal Consiglio regionale, ricordando la grande partecipazione alla manifestazione dei giorni scorsi: «La linea di questa amministrazione è chiara e non abbiamo intenzione di recedere – ha dichiarato l’assessore Fiorini – oggi non abbiamo notizia della convocazione del tavolo promesso da Regione Liguria, e nel frattempo stiamo valutando come portare avanti la nostra politica di contenimento dell’offerta di gioco».

    L’amministrazione civica, quindi, porta avanti la sua battaglia contro le slot: nei “piani” del Comune rimane il pressing verso Stato e Regione, anche attraverso Anci, nel perseguire l’obiettivo del contenimento delle patologie legate all’azzardo, con una regolamentazione più rigoroso dell’offerta di gioco. L’arma, però, più “affilata” ad oggi è la regolamentazione degli orari di apertura delle sale da gioco, argomento di competenza diretta del Sindaco, come previsto dal regolamento comunale e confermato dalla sentenza del Tar del Molise che ha respinto una sospensiva di una ordinanza simile del Comune di Campobasso.

    Stando al testo del regolamento comunale, approvato nel 2013, le sale slot dovrebbero attenersi all’orario di apertura previsto dalle 9 alle 19,30, cosa che, come evidente, eliminerebbe il “servizio notturno”. Nei prossimi giorni, quindi, potrebbe arrivare l’ordinanza del Sindaco che impone orari limitati per le sale slot.

    Nicola Giordanella

  • Sturla, presentato il piano di Valorizzazione per la Casa del Soldato: nel 2022 l’apertura. Nel progetto anche un ascensore pubblico

    Sturla, presentato il piano di Valorizzazione per la Casa del Soldato: nel 2022 l’apertura. Nel progetto anche un ascensore pubblico

    casa-soldato-sturla-03Presentato in commissione consiliare il Piano di Valorizzazione dedicato alla struttura conosciuta come Casa del Soldato di Sturla. Il documento, che servirà per perfezionare il passaggio a titolo non oneroso da Demanio a Comune, prevede una serie di ristrutturazioni dell’edificio e dei suoi spazi, con diversi adeguamenti necessari per poter diventare Casa di Quartiere. I lavori dovrebbero concludersi nel 2022, terminati i quali si procederà con l’assegnazione di alcuni spazi.

    Il programma di valorizzazione prevede l’utilizzazione delle immobile con destinazione a spazi pubblici ed ad uso collettivo integrandolo nel tessuto sociale ed urbanistico del quartiere con un ruolo di aggregazione riconoscibile a livello locale oltre che di sviluppo culturale a livello cittadino, in quanto esempio di architettura razionalista unico nel suo genere. Il programma di valorizzazione prevede la destinazione degli immobili a Casa di Quartiere, nella quale possono essere individuate destinazioni quali attività di formazione, coworking e servizi connessi akla realizzazione di un polo informativo documentario dedicato l’architettura razionalista ed in particolare al l’opera dell’architetto Luigi Carlo Daneri, dalla cui matita nacque l’edifico.

    Il programma contempla inoltre che gli spazi esterni della palazzina possono costituire sede di un impianto di collegamento non solo fra le sue diverse quote ma anche fra le parti del quartiere a monte della Aurelia e quelle che si sviluppano verso mare: un ascensore pubblico, di gestione comunale, che possa collegare piazza Sturla con via Chighizola.

    Gli interventi e il progetto

    casa-soldato-sturla-01Il Comune di Genova interverrà con opere di messa in sicurezza: impermeabilizzazione e rifacimento alla copertura piana, restauro e sostituzione di tutti gli infissi di facilmente di tutti gli impianti avvalendosi di sistemi di contenimento del risparmio energetico, restauro delle facciate e opere edili finalizzate adeguamento degli spazi interni opere di coloritura interna realizzazione nuovo impianto di collegamento verticale esterno e sistemazione degli spazi esterni per quanto concerne l’impianto di collegamento verticale esterno visto la sua funzione collettiva cognitiva livello cittadino e se dovrà essere gestito con le stesse modalità di questa tipologia di impianto incarico alla pubblica amministrazione

    Il progetto propone ripristino degli ambienti originali della Casa del Soldato, attraverso la demolizione di alcuni tramezzi, l’inserimento di una “sala caffè” ovvero un punto di incontro e di socializzazione. Stando al documento il piano porticato potrà tornare ad essere, come nella sua originale vocazione, un punto di ritrovo e di aggregazione per gli abitanti del quartiere; in una parte del primo livello sottostrada sono previste attività ludiche e di socializzazione riservate la fascia più giovane di cittadini; nella restante parte del piano si sono ipotizzate aule da destinare alla formazione e al co-working. Il locale sala polivalente, la palestra, potrà essere usato come spazio dove organizzare eventi sia pubblici che privati.

    La prima fase delle opere di messa in sicurezza e di recupero del manufatto sarà completata tra l’anno 2017 e il 2018 e prevede le prime opere di messa in sicurezza del bene. La seconda fase prevista tra il 2019 e il 2020 prevede l’impermeabilizzazione e rifacimento della copertura restavo la sostituzione di tutti gli infissi e rifacimento di tutti gli impianti. La terza fase, prevista per il 2020/2021, prevede restauro delle facciate la realizzazione di opere edili finalizzata l’adeguamento degli spazi interni e la messa a norma dei locali e il rifacimento dei servizi igienici oltre alle opere di coloritura interna. La quarta fase, prevista tra il 2021 e il 2022, prevede la realizzazione del nuovo impianto di collegamento verticale esterno e la sistemazione degli spazi esterni. Solo successivamente si potrà passare alla fase di affidamento dell’edificio: la regia sarà del Municipio competente.

    La perizia del Comune

    casa-soldato-sturla-02Secondo la perizia fatta dal Comune di Genova, l’immobile si presenta in discreto stato di conservazione generale; gli elementi che compongono la struttura, pilastri, traversi solai e tamponamenti, si presentano in buone condizioni di conservazione, privi di fessurazioni o di altre evidenti deformazioni. All’interno dell’immobile si rilevano alcune zone interessate da infiltrazioni d’acqua conseguenti alle forti piogge e la mancanza di tenuta degli infissi, che allo stato attuale appaiono fortemente degradati. L’intonaco esterno si presenta in discreto stato di conservazione e apparentemente coeso a supporto murario; si evidenziano invece fenomeni di dilavamento dovuti sia al malfunzionamento dei pluviali che ha l’assenza di cornicioni e sporgenze dalla copertura in grado di preservare le facciate dall’esposizione diretta e fenomeni atmosferici. Il giardino a cui si accede attraverso un cancello di via Chighizola allo stato attuale si presenta incolta e priva di alberatura ad alto fusto di particolare pregio

    La genesi del progetto

    L’idea di valorizzare la palazzina razionalista di Sturla per arrivare a realizzare un casa di quartiere, è nata da alcuni comitati operanti sul territorio in condivisione con Municipio IX Levante, e poi accolta favorevolmente dall’amministrazione civica. Questa strada rappresenta il riconoscimento di un ruolo che la costruzione ha assunto fin dall’origine, cioè come luogo di ritrovo di una comunità, sulla scorta di quanto erano state le case del popolo, viziato, come è noto, dall’utilizzazione al fine di propaganda e controllo del regime fascista.

    La Palazzina si colloca in una posizione strategica all’interno del quartiere che ad oggi lamenta la mancanza di uno spazio pubblico destinato alla socializzazione e all’aggregazione. La continuità con il, centro parrocchiale da un lato e la prossimità col borgo di Vernazzola dall’alto rendono l’edificio un elemento di cerniera in grado di offrire locali per attività associative non profit e un punto di ritrovo per tutti gli abitanti del quartiere.

     

  • Liguria, parte la Gestione Integrata delle Reti Ecologiche. Tutela e potenziamento delle eccellenze eco-sistemiche

    Liguria, parte la Gestione Integrata delle Reti Ecologiche. Tutela e potenziamento delle eccellenze eco-sistemiche

    NerviMigliorare la gestione delle aree marino-costiere protette per uno sviluppo sostenibile che coinvolga gli operatori economici e tuteli la biodiversità all’interno dei Parchi. E’ l’obiettivo a cui punta il progetto Girepam del Programma Interreg Marittimo Italia-Francia 2014-2020. Solo per la Liguria il progetto ha previsto 1,7 milioni di euro sui 5,68 milioni di budget complessivo. Un investimento che arriva da una politica europea di sviluppo “green & blue” che vuole portare cambiamenti nel Mar Mediterraneo, contribuire a bloccare la diminuzione della flora e la fauna marina e frenare il degrado dei servizi ecosistemici.

    Il progetto

    Il progetto Girepam, Gestione Integrata delle Reti Ecologiche attraverso i Parchi e le Aree Marine, è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020. Inaugurato il 29 e 30 marzo sull’isola francese di Porquerolles, il progetto ha come capofila la Regione Sardegna, seguita poi da Corsica, Toscana, Liguria, Provence-Alpes-Côte_d’Azur. Il via ufficiale del progetto è stato sancito con la riunione per il primo Comitato di Pilotaggio dei partner italiani e francesi il 30 marzo scorso.

    Il Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 è un progetto transfrontaliero cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) nell’ambito della Cooperazione Territoriale Europea (CTE). Gli obiettivi sono quelli della strategia UE 2020 nell’area del Mediterraneo centro-settentrionale, promuovendo una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il Programma affronta le problematiche delle zone marine, costiere e insulari, e quelle interne

    Nella fase di programmazione precedente (2007-2013), il Programma ha finanziato 87 progetti negli ambiti relativi all’accessibilità, alla competitività e innovazione, alla valorizzazione e protezione delle risorse naturali e culturali, al monitoraggio ambientale e marino.
    Per l’attuale fase di programmazione, il Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 ha una dotazione finanziaria totale di oltre 199 Milioni di euro di cui 169 milioni finanziati dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

    Pianificazione integrata

    Le principali azioni previste dal progetto sono la realizzazione di Piani di Azione per habitat, specie d’interesse e modelli di pianificazione integrata e regolamentazione di aree protette e siti N2000 (Piani di gestione integrati); la mappatura e valutazione dei servizi ecosistemici; l’attuazione dei sistemi di contabilità ambientale, individuazione “green & blue jobs” e l’efficientamento della fruizione sostenibile.

    «Il progetto – spiega l’assessore regionale ai Parchi Stefano Maiha come obiettivo la valorizzazione delle nostre aree protette, mettendo in filiera tutti i soggetti coinvolti, creando opportunità di promozione di turistica, ambientalmente sostenibile, e di sviluppo economico». Per arrivare ai risultati bisogna innanzitutto diffondere le buone pratiche sulle attività sostenibili, migliorare l’efficacia delle azioni pubbliche e conservare, proteggere, favorire e sviluppare il patrimonio naturale e culturale dello spazio di cooperazione. Ma non solo, la strategia sarà condivisa e integrata, le Regioni lavoreranno in sinergia con i parchi e le Aree Marine Protette, per sviluppare soluzioni comuni ai problemi più pressanti. I frutti di questa collaborazione saranno anche il miglioramento dell’efficacia nella gestione delle aree protette dello spazio marino costiero, e la creazione di condizioni favorevoli alla tutela e valorizzazione degli ambiti naturali. Per la Liguria, partner del progetto Girepam, collaboreranno oltre alla Regione il Consorzio di Gestione Area Marina Protetta Portofino, Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, Area Marina Protetta delle Cinque Terre, Ente Parco Naturale Regionale di MontemarcelloMagraVara Parco.

    «Le risorse – conclude l’assessore Mai – che la Regione Liguria, attraverso l’assessorato del collega Rixi, è riuscita a intercettare dai fondi europei, su questo asse di finanziamento, sono strategiche perché ci daranno la possibilità di intraprendere azioni di sviluppo sostenibile all’interno dei Parchi e delle aree marine protette, che negli ultimi anni si sono visti progressivamente tagliare ingenti stanziamenti statali».

    E.C.