Sapevate che a Genova c’è una palestra della matematica, attiva dalla primavera 2006 e che propone per tutto l’anno laboratori didattici, conferenze, eventi e spettacoli per tutti gli amanti delle materie scientifiche?
Si chiama Matefitness ed è un progetto del Consiglio Nazionale delle Ricerche a cura di Manuela Arata (presidente dell’Associazione Festival della Scienza), Giuseppe Rosolini (docente presso l’Università di Genova) e Giovanni Filocamo (autore di libri che illustrano la scienza giocando, come Mai più paura della matematica). Un vero e proprio laboratorio in cui si sviluppano giochi e attività non solo per le scuole, ma per chiunque voglia riscoprire nuovi modi di imparare le matematica: se volete saperne di più su Matefitness e le sue attività, la loro sede è a Palazzo Ducale (cortile maggiore, ultima porta a sinistra).
Proprio in questi giorni Matefitness sta cercando di ampliare la sua squadra di animatori scientifici. In particolare sta cercando dieci ragazzi/e di età superiore ai vent’anni, che studiano all’Università o sono laureati in materie scientifiche, interessati a lavorare a contatto con il pubblico e ad andare in giro per Genova e l’Italia in occasione di eventi scientifici e progetti con le scuole. E naturalmente – anche se forse non è il caso di ribadirlo – con una forte, fortissima passione per la matematica.
Chi è interessato a questa opportunità può inviare il curriculum entro il 30 novembre 2011 a info@matefitness.it.
L’associazione Ecce Onlus è stata creata nel 2011 da un gruppo di ex volontari di Servizio Civile Nazionale del Comune di Genova, allo scopo di mantenere vivi i valori del servizio civile e al tempo stesso creare una rete di giovani attivi sul territorio .
Dopo aver partecipato all’evento Genova si muove, i ragazzi dell’associazione hanno deciso di organizzare un incontro aperto a tutti i giovani, sia singoli che organizzati a loro volta in gruppi e associazioni. Obiettivo è portare avanti il progetto di una rete formata dalle associazioni giovanili di Genova e della Liguria, fino a creare una vera e propria federazione a livello nazionale.
L’incontro si terrà giovedì 24 novembre (ore 17) presso la sala A del palazzo della Regione Liguria in via Fieschi 15, all’interno dei giardini Baltimora. Chiunque abbia proposte, idee o semplicemente voglia di ascoltare il progetto dell’associazione potrà partecipare all’evento.
La presenza va confermata via mail entro martedì 22 novembre all’indirizzo –dew–@libero.it, che si può contattare anche per maggiori informazioni sulle finalità dell’associazione e sui contenuti dell’incontro.
La kermesse giunta alla sua II edizione avrà luogo presso i locali del Centro Civico Buranello di San Pier D’Arena dal 21 al 27 novembre.
L’Expo è una manifestazione ricca ed articolata, che vede l’adesione quasi totale di tutte le Associazioni che operano sul territorio e che da sempre collaborano con le attività del Municipio Centro-ovest, le presenze quindi saranno molteplici e svariate e si snoderanno tra tutte le Associazioni, da quella sportiva a quella culturale, dal sociale al volontariato, al verde, passando persino dalle diverse rappresentanze religiose e dai c.i.v.
Sarà un contenitore che partendo da stand espositivi presidiati, darà la possibilità al cittadino di conoscere e prendere contatto con tutte queste diverse realtà, risorse fondamentali e necessarie ora più che mai, al mantenimento di alcuni servizi sociali ed al recupero ed all’incremento del tessuto sociale, fondamenta di un territorio funzionale e coeso.
La manifestazione si articolerà interagendo su tutti i diversi spazi previsti al suo interno, spazi che prevedono convegni, incontri e dibattiti, laboratori didattici, con word shop tutte le mattine e poi spettacoli e concerti che si terranno nell’auditorium, trasformato in un vero e proprio teatro con palco, quinte e luci, tornei sportivi tra tutte le diverse discipline e categorie, con quadrangolari di calcetto, tornei di burraco e scacchi, spazio riservato alla danza, che prevede l’esibizione di famose scuole di ballo e un’area balera che consentirà anche di poter far ballare i nostri visitatori ed infine fiore all’occhiello, offriremo anche un servizio di catering giornaliero, inviteremo quindi a cena tutti i nostri visitatori che potranno intrattenersi piacevolmente aspettando gli spettacoli della fascia serale.
Tra gli ospiti si segnalano Franco Bampi e Maria Viez,Roby Carletta con Marco Arena, Marco Rinaldi dei “Soggetti Smarriti”, i “Buio Pesto” e poi ancora tante esibizioni e sorprese.
Durante la settimana si terranno anche alcuni eventi legati alla ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. In questa occasione, come per i laboratori ed i word shop è prevista la fattiva partecipazione di alcune classi delle scuole del territorio.
Sono previste da parte del Municipio in chiusura di tutta la manifestazioni, alcune significative premiazioni ad Associazioni e persone che si sono distinte per atteggiamenti virtuosi nell’ambito del sociale.
Da alcuni giorni circola una notizia che riguarda uno dei centri culturali più interessanti del centro storico: la Galleria Studio 44 rischia di chiudere i battenti. L’associazione culturale e galleria d’arte ha sede in vico Colalanza, traversa di via San Luca, ossia in pieno centro storico.
I locali sono stati messi a disposizione nel 2004 dall’artista svizzero Schang Hutter, che viveva proprio in quell’edificio: lo spazio oggi occupato dalla galleria è stato inutilizzato per circa 40 anni prima dell’entrata in gioco della squadra formata da cinque persone (un medico e quattro artisti), che il 1 settembre 2005 inaugurano ufficialmente l’Associazione Culturale Studio Galleria 44.
Sul sito dell’associazione non traspare nulla, ma la mail circolata nei giorni scorsi parla chiaro: uno dei soci fondatori sta per lasciare Genova, e se nessuno prenderà il suo posto l’associazione rischia la chiusura. Tutti coloro che hanno idee o proposte per valorizzare questo spazio possono scrivere una mail a galleria_studio44@yahoo.it.
Oggi in Italiamandare il proprio figlio all’asilo nido comunale costa mediamente 302 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a più di 3.000€.
Ma tra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche, può capitare che in una provincia la spesa mensile media per il tempo pieno sia tre volte superiore rispetto a quella di un’altra provincia.
Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 537€, è 6 volte più cara rispetto a Catanzaro (80€), il triplo rispetto a Roma (146€) e più che doppia rispetto a Milano (232€).
Dal 2005 ad oggi le tariffe sono aumentate in media del 4,8%.
L’analisi, svolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200€ e relativo Isee di 19.900€.
I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2009/10 e 2010/11) delle Amministrazioni comunali interessate all’indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.
A più di trent’anni dalla legge 1044/1971 che istituì gli asili nido comunali, se ne contano 3.424 (a fronte dei 3.800 asili pubblici previsti già per il 1976), un numero insufficiente benché in crescita rispetto ai 3.184 registrati nel 2007. Di essi, il 44% è concentrato nei capoluoghi, per complessivi 141.210 posti disponibili (circa la metà presso città capoluogo).
Il servizio di asilo nido pubblico è presente solo nel 18% dei comuni italiani; nel loro insieme il 60% è concentrato nelle regioni settentrionali, il 27% al Centro e solo il restante 13% al Sud.
In media il 25% dei richiedenti rimane in lista d’attesa. Il record va alla Sicilia con il 42% di bimbi in lista di attesa, seguita da Toscana e Puglia (33%).
Confrontando i posti disponibili e la potenziale utenza (numero di bambini in età 0-3 anni) in media in Italia la copertura del servizio è del 6,2% (percentuale che sale all’11,7% se consideriamo solo i capoluoghi di provincia) con un massimo del 15,7% in Emilia Romagna ed un minimo dell’1% scarso in Calabria e Campania.
E in Liguria com’è la situazione ? Per quanto riguarda i costi la media si attesta sui 322 euro al mese. La lista d’attesa raggiunge invece quota 21% . Mentre la percentuale di copertura del servizio è dell’8,9%.
L’Italia è dunque ben lontana dall’obiettivo comunitario che fissa al 33% la copertura del servizio, ma anche dal resto dei Paesi europei: Danimarca, Svezia e Islanda si contraddistinguono per il più alto tasso di diffusione dei servizi per la prima infanzia (con una copertura del 50% dei bambini di età inferiore ai tre anni), seguiti da Finlandia, Paesi Bassi, Francia, Slovenia, Belgio, Regno Unito e Portogallo (con valori tra il 50% e il 25%). Percentuali comprese tra 25 e 10% si registrano, oltre che nel nostro Paese, in Lituania, Spagna, Irlanda, Austria, Ungheria e Germania.
“In tema di asili nido comunali – commenta Antonio Gaudioso, vicesegretario generale e responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – l’Italia sconta un ritardo strutturale ormai conclamato, espressione di una attenzione alle esigenze delle giovani coppie vera solo sulla carta, pur se sbandierata ad ogni campagna elettorale. Purtroppo i tagli agli enti locali previsti dall’attuale manovra finanziaria non faranno che peggiorare la situazione dal punto di vista sia della qualità del servizio che dei costi. Il dato di fondo resta sempre l’enorme scarto esistente tra le esigenze delle famiglie e la reale possibilità di soddisfare tali esigenze, tenuto anche conto che ormai per una famiglia la spesa media mensile per la retta del nido comunale ammonta al 12% della spesa media mensile totale”.
La scorsa settimana tra il 12 ed il 15 di ottobre, l’Anai (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), in collaborazione con la Società Italiana degli Storici Medievisti (SISMED), la Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna (SISEM) e la Società italiana per lo Studio della Storia contemporanea (SISSCO), ha promosso una quattro giorni di orgoglio archivistico con l’organizzazione di numerose iniziative ed eventi su tutto il territorio nazionale per richiamare l’attenzione di tutti i cittadini sulla drammatica situazione degli archivi e degli archivisti.
Un appello all’opinione pubblica per sottolineare quanto sia fondamentale l’attività di questi professionisti della memoria.
La politica appare assente e disinteressata e oggi gli archivi italiani sono sottoposti a una massiccia riduzione degli organici.
L’opuscolo “… E poi non rimase nessuno” predisposto dall’associazione lancia un pesante monito: “Gli archivi sono come i ricordi di una persona: tutti sanno che perdere la memoria è una delle peggiori tragedie”.
Francesca Imperiale, della Soprintendenza Archivistica della Liguria ha commentato: “Gli interlocutori dovrebbero essere i politici, gli amministratori locali. Ma c’è indifferenza”.
Poi ha ricordato l’mportanza degli archivi non statali, fondi archivistici fondamentali per la nostra identità, costituiti da una pluralità di soggetti.
In particolare Genova è interessata dalla questione: il Centro Ligure di Storia Sociale, fondato nel 1955 come centro per la storia del movimento operaio e contadino in Liguria, attraversa infatti un periodo di grande difficoltà e la sua operatività è ferma ormai da diversi mesi a causa di una grave situazione debitoria che ne impedisce l’attività. E dal 15 ottobre è sospeso temporaneamente il regolare orario di apertura del centro.
A rischio dispersione c’è la memoria della storia del movimento operaio genovese.
La Cgil ha depositato presso il Centro il suo archivio storico. E numerose altre singole associazioni hanno affidato al Centro Ligure decine di migliaia di documenti e testimonianze, scritte orali e iconografiche, per salvarle dall’oblio e renderle disponibili agli studiosi.
Approda anche in Liguria la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), l’organizzazione a cui fanno riferimento le principali associazioni di persone con disabilità e dei loro famigliari, nota in Italia per la sua intensa attività di tutela e promozione dei diritti delle persone diversamente abili.
Il 6 ottobre scorso una parte significativa delle associazioni liguri ha ufficialmente costituito la FISH Liguria, formalizzando un lavoro comune che già esiste da anni e che consente il confronto fra le diverse peculiarità e caratteristiche associative. A presiedere il Consiglio Direttivo della FISH Liguria è stato scelto Antonio Cucco (Associazione Paratetraplegici Liguria).
“In un momento particolarmente drammatico per le politiche sociali in Italia, negativamente condizionate da tagli e da recessive riforme in arrivo, la FISH ligure non mancherà di motivi immediati di azione che si aggiungono agli obiettivi storici ed istituzionali: la tutela dei diritti umani e civili e la promozione della cultura dell’inclusione e delle pari opportunità”, sottolinea l’associazione in un comunicato.
L’ultima battaglia intrapresa dalla FISH è quella per avere libero accesso a tutti i dati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane. Da oltre due anni il Ministero della Pubblica istruzione non pubblica i dati aggiornati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane. Sarebbe invece necessario conoscere quanti sono, dove sono, quanti siano effettivamente gli insegnanti di sostegno, come siano composte le classi, il numero di alunni per classe e il numero di disabili per classe.
Il costante monitoraggio sulla qualità dell’inclusione scolastica è un obbligo previsto per legge e confermato dalla Convenzione ONU ratificata anche in Italia nel 2009. Un obbligo di chiarezza e trasparenza verso il Paese, verso lo stesso Parlamento che si attende una relazione annuale, non estemporanee dichiarazioni settimanali e sopratutto verso l’opinione pubblica. Una condizione imprescindibile per poter programmare e correggere interventi e politiche.
Finalmente la politica si è occupata della questione grazie all’Onorevole Letizia De Torre che il 28 settembre scorso ha presentato una specifica interrogazione al Ministro della Pubblica istruzione, richiedendo i dati aggiornati. Non resta che attendere una risposta sperando che il Ministero non continui nel suo atteggiamento oscurantista.
L’associazione culturale True Love ha recuperato, riqualificato e portato a nuova vita l’ex macello comunale di Piazzale Amburgo, nel quartiere di Legino a Savona, costruito negli anni novanta e mai utilizzato, trasformandolo in uno spazio espositivo: è già stato definito come “il carnaio dell’arte”. Nasce così “Meating“, uno spazio dedicato a esposizioni, installazioni e concerti.
“La nostra sede– spiega Grazia, fondatrice di True Love e ideatrice di Meating-si trova in Piazza Vacciuoli, a Savona, ed è un punto d’incontro per diverse realtà artistiche e culturali fuori dagli schemi dove realizziamo già un evento espositivo al mese. La nostra filosofia è sempre stata quella di riqualificare e restituire alla città tutti gli spazi urbani in disuso o non utilizzati: chiamiamo queste iniziative “Le invasioni di True Love”.
“Nel 2008, ad esempio, abbiamo realizzato il progetto teatrale Petramala negli spazi sotterranei sino ad allora chiusi al pubblico della fortezza del Priamar. Per Meating, abbiamo chiamato gli artisti provenienti dall’arte urbana, che è tutto quello che nasce dalla strada ed è visibile dalla strada, quasi sempre poco considerati o snobbati dall’arte ufficiale e che sono invece artisti veri e propri: la street art, gli stickers, il parcourt, lo skateboard, una realtà in Italia di nicchia che nell’ex macello di Legino potrà trovare una rampa al coperto dipinta da artisti di fama internazionale; nell’arte urbana c’è anche molta commistione tra arte e sport. Nella galleria di Piazza Vacciuoli abbiamo esposto opere di artisti che, partendo dal tatuaggio, sono arrivati al lavoro su tela”.
Meating è stato allestito con un occhio di riguardo alle caratteristiche del luogo, con una continua evocazione dei temi della carne e della cucina.A partire da Dicembre, ogni mese Meating ospita una nuova installazione affiancata da un’inaugurazione musicale: proprio la sera del 25 Dicembre è stato aperto, con il concerto di MGZ e l’opera dell’esponente della street art bolognese Ericailcane, che, dopo aver dipinto le mura del capoluogo emiliano, da alcuni anni ha iniziato ad esporre in diversi musei e galleria in Italia e Francia: una serie di dipinti di grandi dimensioni raffiguranti figure ibride tra animali e ortaggi che possiamo interpretare come un’evocazione della destinazione originaria degli spazi e una velata provocazione nei confronti della prassi di mangiare la carne: animali e ortaggi nella nostra società sono considerati “cibo” allo stesso modo, e quindi rappresentati attraverso questi “mostruosi” ibridi.
Le inaugurazioni musicali rappresentano uno dei tratti distintivi di Meating: “Gli eventi artistici sonostati inaugurati la sera, e non il pomeriggio– spiega Grazia- perché la nostra idea era quella di attrarre gente che normalmente non va ai vernissages o a visitare mostre. Volevamo fare in modo che la gente non venisse qui per fare una cosa sola, ma che potesse trovare uno spazio anche per parlare o chiacchierare come non si può fare ai normali concerti, ascoltare la musica, visitare le installazioni. Il luogo è molto particolare e vasto, e può essere utilizzato facendovi più cose diverse contemporaneamente.
Attualmente ospita la serie di stencils Human Bodies, personaggi dello star system o grandi leaders politici rappresentati come decorticati o mostrificati, ma sempre riconoscibili. Il percorso degli Orticanoodles, artisti che praticano la street art con le diverse tecniche dello stencil, dello sticker del poster e della campagne di antipubblicità, consacrati da una personale alla Galleria Itinerance di Parigi nell’Aprile 2010, si propone di privare questi personaggi del loro lato più visibile, della loro “maschera sociale” per renderli in fondo più umani. Un tema apparentemente macabro, in perfetta sintonia con il luogo, in realtà caratterizzato da un’estetica spiccatamente pop che lo sdrammatizza; a Human Bodies si affianca Skate or die, la rampa di lancia pensata per le performance dell’associazione di skaters JF Club dipinta dagli Orticanoodles.
L’iniziativa di Meating porta a conoscenza di un pubblico potenzialmente vasto aspetti dell’arte urbana e delle arti applicate decisamente poco noti al grande pubblico, escluse dai circuiti tradizionali, e anche culture come quella dello skateboarding che in Italia sono ignorate o guardate con malcelata sufficienza.
La ricerca artistica e culturale proposta da Meating e True Love sono particolarmente preziose in un territorio come quello della Liguria che tutti conosciamo come non particolarmente incline all’innovazione e alla sperimentazione, anche se non privo di un fermento intellettuale e culturale che fatica ad emergere.
C’è un altro aspetto che merita di essere sottolineato ed è quello della rinascita a nuova vita di spazi urbani mai utilizzati o caduti in disuso con la progressiva dismissione dell’apparato dell’industria pesante che ha caratterizzato la Liguria e il territorio di Savona a partire dagli anni novanta: queste strutture, assai numerose nella nostra regione, possono essere riconvertite e valorizzate come spazi espositivi, basti pensare all’esempio dell’ex centrale elettrica Montemartini in Via Ostiense a Roma, nella quale l’archeologia tradizionale esposta proveniente dai Musei Capitolini, ha fatto rinascere un luogo di “archeologia industriale” che altrimenti sarebbe stato destinato all’abbandono e al degrado.
Meating proseguirà anche nei prossimi mesi con nuove inaugurazioni: la prossima mostra, che concluderà il ciclo espositivo, sarà una mostra itinerante in città che si terrà su cartelloni pubblicitari. Per Marzo True Love ha anche indetto un concorso sugli stickers, adesivi murali che si possono vedere in strada, adesivi personalizzati, fatti a mano, vere e proprie opere d’arte di tutte le forme e dimensioni, da quelli in miniatura a quelli tradizionali. Rimarranno visitabili anche le installazioni Human Bodies di Orticanoodles e quellla di Ericailcane, già presenti. e rimarrà utilizzabile la rampa per lo skateboard. Da Marzo a Giugno, l’ex macello rimarrà aperto a disposizione di tutti coloro che avranno qualcosa da dire, non solo alle varie forme espressive dell’arte urbana, come sede di un’arte, una creatività, una cultura un po’ meno ufficiali, punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti.
L’ultima inaugurazione non sarà musicale, ma sarà una cena. True Love ha recuperato e rimontato gli arredi interni, tavoli, sedie, cucine, sgabelli e altri arredi di cucina, che a differenza del macello inutilizzato hanno avuto una lunga storia come arredi di una colonia estiva per bambini che ora è stata chiusa. Tre artisti ridipingeranno le cucine e gli arredi della colonia riportandoli a nuova vita e l’ultima settimana di Febbraio l’inaugurazione di quest’installazione e della mostra itinerante concluderà il ciclo espositivo del progetto Meating.