Tag: associazioni

  • Pasta madre: spacciatori di mangiare sano si incontrano sul web

    Pasta madre: spacciatori di mangiare sano si incontrano sul web

    PaneInternet mette davanti a noi le opportunità più impensabili: sul fronte gastronomico, per esempio, sono sempre più numerose le comunità che fanno fronte comune per riscoprire il mangiare sano. Un esempio è la comunità del cibo Pasta madre, fondata da Riccardo Astolfi e che conta oltre 300 aderenti in tutta Italia fra produttori agricoli, mugnai, panificatori e appassionati di buona cucina.

    Cos’è la pasta madre? Si tratta di un lievito naturale composto da farina e acqua, che con un insieme di lieviti e batteri fermentati produce acidi organici che rendono i prodotti (pane, dolci, ecc) più facilmente digeribili e conservabili. Si tratta di un prodotto difficilmente reperibile nei supermercati e nei negozi bio, ed è questa la ragione per cui è stata necessaria una mappa di chiunque possieda la pasta madre, non soltanto per regalarla ma anche per mettere a disposizione le conoscenze su come questo prodotto può cambiare il modo di vivere la propria alimentazione.

    Anche Genova e la Liguria ospitano una buona parte di questa comunità, che lo scorso dicembre si era radunata in un grande evento in occasione del Pasta madre day, una giornata in cui chiunque poteva scendere in piazza a scambiarsi simbolicamente del lievito naturale e condividere idee, ricette, buone pratiche alimentari.

    Marta Traverso

  • Guardare Maddalena: foto-diario di viaggio con Disorder Drama

    Guardare Maddalena: foto-diario di viaggio con Disorder Drama

    Tra i vincitori del bando indetto dal Comune di Genova I Giovani per i Giovani c’è l’associazione culturale Disorder Drama, attiva dal 2000 (prima come gruppo informale e poi come associazione) per l’organizzazione di concerti di band italiane e straniere sul territorio genovese e per la promozione dell’arte e della cultura tramite eventi, fanzine e spazi sul web.

    Lo scorso autunno l’associazione ha indetto il concorso fotografico Guardare Maddalena – Nuove topografie ad altra fedeltà, aperto ad artisti dello scatto di età compresa tra i 18 e i 29 anni e che mira a osservare con occhi nuovi una delle aree più complesse del centro storico.

    Un concorso che avrà il suo culmine in una pubblicazione ad hoc e in una mostra – inaugurazione prevista a marzo 2012 – e che grazie ai finanziamenti ottenuti dal Municipio Centro Est tramite il bando potrà godere di una forte visibilità.

    Marta Traverso

  • Rifiuto con affetto: contenitori di strada per baratto pubblico

    Rifiuto con affetto: contenitori di strada per baratto pubblico

    rifiuto con affettoQuante volte ci capita di trovare nei cassonetti dell’immondizia oggetti in perfetto stato, che magari sono stati gettati via solo per noia o perché rimpiazzati da qualcosa di più alla moda?

    Tre giovani artiste di Macerata hanno voluto rimediare a questo diffuso fenomeno trasformando il buttare via in arte e al tempo stesso dando vita a una nuova forma di baratto: Rifiuto con affetto è un sistema di contenitori analogo ai cassonetti dell’immondizia, dove però vengono depositati oggetti ancora funzionanti o in buono stato, perché qualcun altro li prenda e possa farne buon uso. I contenitori sono gialli, grandi come un tavolino e chiusi da una vetrata scorrevole.

    Un’idea analoga alle varie forme di crossing (la più nota senza dubbio è il book crossing) che già esistono nelle nostre città, e che le tre ragazze aspirano a portare in tutta Italia. Scopo del progetto è allungare il ciclo di vita degli oggetti, ridurre l’apporto delle discariche e evitare l’inquinamento dovuto alla continua produzione di nuovi oggetti, quando basterebbe scambiarsi quelli già esistenti.

    Che ne dite, non sarebbe bello avere un Rifiuto con Affetto anche a Genova? Ecco come fare: associazioni, enti pubblici, aziende o privati cittadini possono contattare le artiste all’indirizzo info@rifiutoconaffetto.it.

    Marta Traverso

  • Italia Nostra: cento sentinelle segnaleranno i rischi per i beni comuni

    Italia Nostra: cento sentinelle segnaleranno i rischi per i beni comuni

    Chiesa S.DonatoCreare una rete di cittadini attivi sul territorio, pronti a segnalare criticità e situazioni di pericolo per l’ambiente, il paesaggio ed il patrimonio culturale della città. Questo l’obiettivo della campagna lanciata sabato dalla sezione genovese dell’associazione Italia Nostra in occasione dell’assemblea ordinaria dei soci.

    Il 2012 segna l’avvio di una fase dedicata a far sì che Italia Nostra – anche attraverso l’uso dei nuovi sistemi di comunicazione – diventi più visibile ed aumenti in maniera esponenziale il suo radicamento a Genova.
    Una delle attività principali sarà proprio l’organizzazione e la formazione di un centinaio di “sentinelle” che rappresenteranno gli occhi dell’associazione in ogni angolo della città. Cittadini che sapranno come agire e a chi rivolgersi  per denunciare eventuali rischi a danno dei beni comuni, in maniera tale da intervenire prima che sia troppo tardi.

    Tra i temi che quest’anno vedranno impegnata in prima fila Italia Nostra, ovviamente non può mancare il nuovo Piano Urbanistico Comunale.
    <<Sicuramente presenteremo delle osservazioni al Puc – spiega la sezione genovese di Italia Nostra – ma sarà interessante vedere quale sarà l’evoluzione del Piano Urbanistico Comunale, a seconda dell’amministrazione che si insedierà a Palazzo Tursi dopo le elezioni>>.
    Ma anche sul fronte della questione mobilità <<Siamo pronti a dire la nostra – continua la sezione genovese di Italia Nostra – a maggior ragione perché sembra che l’amministrazione sia intenzionata ad aggiornare il Piano Urbano della Mobilità>>.

    Infine continuerà la battaglia – che ha già visto schierata Italia Nostra nei mesi scorsi – contro la nuova strada che il Comune vuole realizzare a Sant’Ilario. Il tracciato, secondo le ultime ipotesi, dovrebbe attraversare parte dei terreni dell’Istituto agrario Marsano mettendo a rischio – questo il parere di ambientalisti, di una parte degli abitanti e della Scuola – l’integrità del podere Costigliolo, proprietà del Marsano, inserito da Italia Nostra fra i “paesaggi sensibili”. Ma non solo, secondo il comitato del no, nonostante i vincoli urbanistici esistenti, il progetto della nuova strada potrebbe favorire un’ulteriore cementificazione della collina di Sant’Ilario.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Liguria, Fondo Sociale Europeo: 15 mln per dare lavoro a soggetti in difficoltà

    Liguria, Fondo Sociale Europeo: 15 mln per dare lavoro a soggetti in difficoltà

    Quindici milioni di euro per la realizzazione di interventi utili all’inserimento lavorativo delle persone a rischio di esclusione sociale.

    Lo ha deliberato la Giunta regionale su proposta degli assessori al bilancio e alle politiche sociali, Pippo Rossetti e Lorena Rambaudi. Si tratta di finanziamenti del fondo sociale europeo, la seconda fase di un percorso che ha preso il via nel 2010 e che è proseguito nel 2011 con una serie di incontri che hanno visto il coinvolgimento dei principali soggetti che si occupano di inclusione sociale.

    “Il bando – spiegano in una nota gli assessori Rossetti e Rambaudi – si rivolge ad amministrazioni pubbliche, escluso le Province, sindacati e associazioni di categoria, enti di volontariato, cooperative sociali che potranno presentare i progetti non singolarmente, ma in forma di partenariato”.

    Gli enti destinatari avranno tempo 45 giorni dalla pubblicazione del bando per la presentazione dei progetti che si trasformeranno in percorsi concreti a partire dalla metà dell’anno in corso. I progetti da presentare potranno avere un valore minimo di 150.000 euro fino ad un limite massimo di 1 milione di euro.

    Il bando attualmente non è ancora disponibile, la Regione ci informa che in queste ore in via Fieschi si sta lavorando per delineare la metodologia operativa. Attendiamo nei prossimi giorni aggiornamenti.

  • Crowdfunding: i finanziamenti alla cultura nell’era del web

    Crowdfunding: i finanziamenti alla cultura nell’era del web

    Spese e debito pubblicoGli effetti dei tagli alla cultura sono sotto gli occhi di tutti: Pompei si sta sbriciolando, i musei rischiano la chiusura in molte città italiane (Genova, Napoli e Palermo), i teatri hanno sempre meno soldi e gli artisti non sempre trovano spazio che meritano.

    Che fare se i finanziamenti da parte di Governo ed enti locali sono sempre meno? Una soluzione è il finanziamento collettivo attraverso il web: se ciascuno investe una piccola somma in un progetto, e contribuisce a diffondere l’appello tramite i numerosi strumenti che la Rete offre a costo zero – a partire da mail e social network – si possono realizzare progetti culturali che non troverebbero spazio con i fondi tradizionali.

    Sono molti i siti web che radunano progetti artistici e culturali alla ricerca di finanziatori: un esempio è Produzioni dal basso, una piattaforma dove chiunque può far conoscere un progetto e attivare una raccolta fondi attraverso una sottoscrizione che parte dal sito stesso. Produzioni dal basso ha finanziato negli ultimi mesi la realizzazione di libri, documentari e festival.

    Marta Traverso

  • “Galleria 44 Days”: cercasi fotografi entro il 18 febbraio

    “Galleria 44 Days”: cercasi fotografi entro il 18 febbraio

    “Galleria 44 Days” è il concorso fotografico promosso dallo staff della Galleria Studio 44. Ogni giorno verranno pubblicate sul sito della galleria (www.galleriastudio44.it) e sul blog internazionale di fotografia 591 Photography le immagini di un fotografo selezionato. Per partecipare non è necessario essere un artista professionista, è lo stesso Paolo Saccheri, referente dell’associazione e fotografo, a confermarlo: “Cerchiamo nuove visioni concentrandoci sull’immagine ed il suo perché piuttosto che sul come sono state realizzate”.

    Si tratta di una buona opportunità per fotografi e appassionati, il blog 591 Photography ha infatti un alto numero di visitatori al giorno ed è gestito da un gruppo internazionale di editors che pubblica fotografie provenienti da tutto il mondo. “Invitiamo tutti voi fotografi amici della 44 a fare la Vostra selezione e inviarla, nei termini sotto specificati, entro e non oltre sabato 18 febbraio 2012 all’indirizzo mail galleria_studio44@yahoo.it specificando nell’oggetto Galleria 44 Days”, si legge nella nota dell’associazione.

    Per partecipare:

    – inviare al massimo 5 fotografie
    – le foto devono essere ridimensionate 600 pixel minimo – 800 pixel massimo sul lato più lungo
    – i files devono essere consegnati in formato .jpg nominati col nome e cognome dell’autore e il titolo. Es.: “nome_cognome-titolo.jpg”
    – colore o B/N
    – soggetto libero
    – poche righe di testo che illustrino voi e il vostro lavoro (opzionale)

    L’inaugurazione del “Galleria 44 Days” è prevista per domenica 26 febbraio 2012.

  • Luoghi d’arte: a Genova nasce una nuova associazione culturale

    Luoghi d’arte: a Genova nasce una nuova associazione culturale

    luoghi arte genovaGiovedì 26 gennaio 2012 alle 17.00 inaugura a Palazzo Ponzone (via Bensa 2) una nuova associazione culturale, il cui obiettivo è valorizzare e far riscoprire il patrimonio culturale di Genova nelle sue molteplici forme, dai musei ai palazzi antichi al paesaggio.

    L’associazione Luoghi d’arte è formata da rappresentanti di musei, gallerie d’arte, associazioni culturali ed enti no-profit, che si sono posti l’obiettivo di valorizzare tutti gli elementi di valore nel patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico di Genova attraverso molte iniziative. Incontri e conferenze, itinerari guidati, attività didattiche, pubblicazioni e molto altro ancora.

    Uno degli scopi di Luoghi d’arte è inoltre diventare trait d’union per tutto ciò che avviene a Genova in ambito culturale – mostre, presentazioni, convegni, spettacoli teatrali e così via – informandone i soci tramite i propri canali.

    Marta Traverso

  • “Sottopassi e Dintorni” e “I Giovani per i Giovani”, i risultati dei bandi

    “Sottopassi e Dintorni” e “I Giovani per i Giovani”, i risultati dei bandi

    Domani, mercoledì 25 gennaio, alle ore 15 presso la Loggia di Banchi vengono presentate  le pubblicazioni dedicate ai progetti “Sottopassi & Dintorni” e “I Giovani x i Giovani” che il Comune di Genova aveva lanciato nel 2011 per promuovere la creatività giovanile nell’ambito del Piano Locale Giovani collocato nel più ampio programma del Ministero della Gioventù.

    L’assessore alla Cultura del Comune Andrea Ranieri, insieme a Pasquale Ottonello assessore ai Municipi, presenta la raccolta documentale delle due iniziative. Il programma comprendeva una serie di bandi e concorsi d’idee per la produzione di opere, imprese e progetti in collaborazione stretta con il territorio e i Municipi.

     

    – SOTTOPASSI & DINTORNI

    Con la collaborazione della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e con l’Accademia Ligustica di Belle Arti, “S&D” ha portato alla progettazione di sette interventi di miglioramento urbanistico in aree indicate dai Municipi. Le proposte dovrebbero permettere un maggior utilizzo da parte della popolazione residente, fondamentale è stato il contributo delle associazioni locali  al fine di avere una continuità di uso dello spazio identificato e delle strutture realizzate (Arci, Link, x-Pression, Arci Quezzi Rino Barighini, Consorzio Agorà, ass.ne La Stanza e la Comunità di S. Benedetto). Ecco i progetti per ogni Municipio:

    Centro Est: intervento di Public Art nel sottopasso dell’Annunziata a cura dell’Accademia Ligustica (Prof. Alessandro Fabbris). Il progetto vede il coinvolgimento degli abitanti del Ghetto e della Comunità di S. Benedetto.

    Centro Ovest: realizzazione di murales nel sottopasso di piazza Montano. A cura dell’ARCI ragazzi che ha coinvolto alcune scuole di Sampierdarena.

    Bassa Valbisagno: intervento nell’area della Pista Rossa di Quezzi. Lo studio dell’area e la produzione di progetti sono della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova. I progetti (otto) sono stati presentati il 16 giugno da 8 gruppi di studenti e il progetto vincitore è stato scelto dagli abitanti del quartiere invitati a partecipare dalle due associazioni ARCI Quezzi Rino Barighini e il Comitato Genitori. Queste associazioni realizzeranno il progetto in collaborazione con gli studenti.

    Valpolcevera: realizzazione di una pista di biciclette BMX nell’area dei Giardini di Morego. A cura di un gruppo di giovani che si è costituito in associazione e affiliato all’’Associazione LINK.

    Medio Ponente: intervento nell’area dei Giardini Melis di Cornigliano. Presso il gazebo nella parte alta dei giardini verrà costruito un piccolo palco con materiale edile di recupero per esibizioni “contenute” e piccole performance. Il progetto è a cura dell’Accademia Ligustica. L’associazione che collabora si chiama “la Stanza” e da anni lavora nell’area con interventi a favore dei ragazzi.

    Medio Levante: intervento nell’area del cosiddetto “Spazio Magico” presso piazza Palermo. Realizzazione di una “Merenda Artistica” – animata da laboratori di pittura murale – a favore dei ragazzi delle scuole medie ed elementari, gestiti dagli studenti dell’Accademia Ligustica, oltre all’intervento di writers della Valpolcevera

    Levante: intervento nell’area di Quarto Alto. L’associazione X-Pression ha organizzato una festa domenica 2 ottobre durante la quale sono stati organizzati intrattenimenti per ragazzi ed è stato realizzato un murales su una parete di cemento.

     

    “I GIOVANI X I GIOVANI”

    Si tratta di un concorso di idee su base municipale con lo scopo di favorire l’aggregazione sociale. Le proposte potevano essere di vario tipo, dal recupero e riuso di spazi da destinare ad eventi alla progettazione di rassegne, alle proposte di utilizzo di locali per attività sociali. In alcuni casi gli interventi si connotano come veri e propri start up di attività. Nei 9 Municipi 9 commissioni hanno premiato 18 progetti – 2 per Municipio – presentati da giovani fino a 29 anni.

    Al bando hanno partecipato 96 progetti, distribuiti sul territorio della città (il Centro e il Ponente hanno visto una partecipazione di poco più numerosa della media cittadina). Sono stati scelti durante il periodo estivo, da commissioni locali con il supporto della Direzione Cultura, 18 progetti (2 per Municipio) per un totale di 72.000€ di sostegno alla realizzazione degli stessi.

    Ecco, in breve, i progetti vincitori divisi per Municipio:

    Centro Est
    1) rivitalizzazione del quartiere della Maddalena attraverso un concorso e una mostra fotografica;
    2) attivazione di un laboratorio tipografico per la stampa di tessuti anche riciclati
    Centro Ovest
    1) realizzazione di un evento musicale a supporto della pubblicazione e distribuzione di un volume sulle giovani culture del territorio
    2) avvio di una sala musica presso il centro civico Cornigliano
    Bassa Valbisagno
    1) laboratorio di sartoria dedicato alle giovani del territorio
    2) laboratorio e eventi di giocolerie e arte di strada
    Media Valbisagno
    1) laboratorio teatrale di comunità
    2) eventi culturali con il coinvolgimento di giovani anche non italiani
    Valpolcevera
    1) realizzazione di una pista per bicicross
    2) realizzazione di murales al quartiere Diamante
    Medio Ponente
    1) percorso formativo sulle multimedialità volto a realizzare un video
    2) evento musicale hip hop con realizzazione di un DVD
    Ponente
    1) realizzazione di un database delle opportunità locali, istituzionali e non, per i giovani
    2) eventi temporanei di recupero partecipato di aree del territorio con progettazione partecipata
    Medio Levante
    1) recupero dello skate park dei Giardini Govi
    2) realizzazione di un laboratorio musicale multietnico diretto ad un evento pubblico
    – Levante
    1) recupero di un’area urbana di Quarto Alta con il coinvolgimento di abitanti e giovani
    2) evento di danza a Nervi

    A metà ottobre è iniziata la fase realizzativa di tutti i progetti con il supporto dell’operatore e degli uffici sia dei Municipi che della Direzione Cultura. Sempre in questa fase si stanno raccogliendo i materiali per realizzare la pubblicazione di supporto e promozione delle attività. Si prevede la conclusione delle attività per almeno i 2/3 dei progetti per i primi mesi del 2012.

  • Suq 2012, nuove idee cercasi: un incontro alla Biblioteca Berio

    Suq 2012, nuove idee cercasi: un incontro alla Biblioteca Berio

    suq genovaCercasi idee e proposte sugli eventi da organizzare nel bazar del Suq 2012, che si terrà al Porto Antico dal 13 al 24 giugno prossimi. Cercasi artisti di ogni campo – danza, teatro, musica e così via – che siano in grado di esprimere attraverso la loro opera i temi della multiculturalità. Cercasi sostenitori, non solo per la nuova edizione del Festival delle Culture, ma anche per la campagna di raccolta firme per donare a Genova un Suq permanente, un centro interculturale che promuova la sostenibilità ambientale e sociale.

    La Compagnia del Suq vanta circa 500 associati, il patrocinio Unesco e le oltre 65.000 presenze in occasione dell’edizione 2011. Nei giorni scorsi è partita la raccolta di suggerimenti dalla Biblioteca Berio, dove questo pomeriggio (lunedì 23 gennaio ore 17, ndr) incontrerà chiunque voglia partecipare per dare il proprio contributo ai progetti presenti e futuri. Lo slogan del Suq 2012 sarà Suq Genova: una BELLA confusione.

    Chiunque abbia proposte può anche contattare direttamente la Compagnia all’indirizzo mail info@suqgenova.it.

    Marta Traverso

  • Scrittura creativa: un weekend di stage con Maniman Teatro

    Scrittura creativa: un weekend di stage con Maniman Teatro

    sceneggiatura

    A Genova finalmente qualcosa sembra muoversi per chi è appassionato di scrittura creativa e sogna di trasformare questo semplice hobby in una professione: dopo l’annunciato laboratorio Officina letteraria – che si terrà a partire dal 2 febbraio presso il Cinema Sivori – un nuovo appuntamento per chi ama esprimersi con la penna.

    L’associazione Maniman Teatro organizza infatti, in collaborazione con Andy Ferrari(docente presso la scuola di improvvisazione teatrale milanese Teatribu), un weekend di scrittura creativa presso l’hammam Le mille e una notte in via del Molo. Lo stage si svolgerà sabato 4 (ore 14-18) e domenica 5 febbraio (ore 10-17) per un totale di dieci ore, pranzo domenicale incluso.

    Il costo del corso è di 90 Eu più 30 Eu di iscrizione all’associazione. Chi si iscriverà entro giovedì 26 gennaio potrà usufruire di uno sconto del 10%.

    Per maggiori informazioni e prenotarsi si può contattare direttamente l’associazione Maniman Teatro al numero 345 3459395 o all’indirizzo mail info@manimanteatro.it.

    Marta Traverso

  • Teatro Sociale di Camogli: cantiere abbandonato, non ci sono i soldi

    Teatro Sociale di Camogli: cantiere abbandonato, non ci sono i soldi

    Teatro Sociale Camogli

    (Aggiornamento febbraio 2012. In arrivo i fondi Fas, si attende la riapertura del cantiere: Intervista con l’architetto Marta Puppo presidente dell’Associazione “Gli Amici del Teatro Sociale”)

    Dopo decenni di abbandono, il Teatro Sociale di Camogli nel 2009 tornò agli onori della cronaca grazie all’apertura del cantiere per l’avvio dei lavori di restauro e messa in sicurezza, un progetto ambizioso fortemente voluto dai cittadini, un centinaio di famiglie che hanno formato l’associazione “Gli amici del Teatro Sociale“, autotassandosi pur di rivedere operativo il teatro forti dell’appoggio di un fondo statale Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate) e del contributo di Provincia di Genova, Regione Liguria, la Fondazione Carige e dei comuni di Camogli e Recco.

    Un nuovo tentativo per restituire agibilità al teatro (dopo quello fallito che fece la Provincia di Genova negli anni 80 investendo 700 milioni di vecchie e pubbliche lire) destinato ad andare a buon fine, si diceva.

    Ma il 29 giugno 2011 la ditta SACAIM, che si era aggiudicata l’appalto, la stessa azienda che ha ricostruito il Teatro La Fenice a Venezia, sospende i lavori perché in credito di quasi 700.000 euro e abbandona il cantiere. Non ci sono i soldi per pagare gli operai.

    I lavori non terminati al Teatro di Camogli

    “Avevamo destinato dei fondi Fas all’opera – dichiarò Claudio Burlando nel 2010 – ma come per altre opere, non sono arrivati e abbiamo anticipato la spesa. Non so come faremo, se non arrivano”. I Fas non sono arrivati e la Regione al momento non ha i soldi per intervenire.

    Nel frattempo in via Bettolo a Camogli, davanti al Teatro Sociale, il cantiere è abbandonato da mesi, le finestre della struttura sono coperte con teli di nylon e quindi esposte alle infiltrazioni d’acqua.

    Pochi mesi fa l’associazione “Gli amici del Teatro Sociale” ha scritto una lettera aperta alle istituzioni dove in particolare viene sottolineato:

    – che ad oggi sono stati versati oltre 700.000 euro di soldi pubblici;
    – che tale somma è anche comprensiva di  26.000 euro quale contributo volontario trasmesso dalla nostra associazione attraverso l’iniziativa delle “cento famiglie”, che costituisce la dimostrazione della importanza che per i cittadini di Camogli e non solo, riveste la riapertura del Teatro Sociale ;
    – che un cantiere di tale delicatezza non può rimanere chiuso a lungo senza causare danni irreversibili economici e tecnici;
    – tenuto conto che, come si legge nella delibera Regionale n.1014/24.7.2009 “la presenza di un teatro funzionante rappresenta una naturale risorsa culturale, economica e sociale per il territorio in cui si trova”;

    Un servizio Rai andato in onda subito dopo la notizia dell’apertura del cantiere testimonia l’entusiasmo che si era creato nelle persone, anche non direttamente coinvolte, per il recupero del vecchio teatro… I lavori avrebbero dovuto ingrandire la buca dell’orchestra, era previsto il rinnovamento completo delle macchine sceniche, la trasformazione dell’antico alloggio del custode in zona uffici e la conversione dell’ex cabina di regia in sette nuovi palchi centrali.

    Il teatro sociale di Camogli risale al 1876, precisamente venne inaugurato la sera del 30 settembre con una rappresentazione dell’Ernani di Giuseppe Verdi. Tra il 1929 e il 1932, per non meglio precisati problemi di sicurezza, arrivò la prima chiusura della sala. Si riaprì nel 1933, ma il teatro cambiò nome in “Principe di Piemonte”.

    Dopo la seconda guerra mondiale, il teatro riprese il proprio nome originale ma venne utilizzato come sala cinematografica, fino alla chiusura completa sul finire degli anni settanta.

     

  • Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Panoramica dei vicoliUn incontro fra tanti desideri, così lo chiama Carola, residente in via San Bernardo, per provare ad invertire la tendenza, Per fare qualcosa per il quartiere che amiamo, troppo spesso messo in risalto solo per i suoi aspetti negativi.

    Un mix di soggetti, abitanti, commercianti, associazioni, venerdì scorso hanno organizzato la prima uscita pubblica, “Quel che non piace a me magari piace a te”, il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale. Tante persone, bambini, anziani, semplici curiosi hanno varcato la soglia di uno splendido palazzo dei Rolli, il civico 19 di via San Bernardo, si sono infilati nell’atrio e hanno potuto constatare di persona come il vento del cambiamento possa davvero ribaltare le cose.

    Secondo noi è necessario un intervento di urbanistica sociale in via San Bernardo – spiega Mauro Maspero, architetto, residente nella via – Vogliamo coinvolgere la vicina facoltà di Architettura nei progetti di riqualificazione del quartiere. Occorre pensare funzioni commerciali alternative al semplice bar, delle destinazioni d’uso dei locali che siano compatibili con la quotidianità della zona. Penso ad esempio alla presenza di diverse proprietà pubbliche che sarebbe utile sfruttare a dovere. L’obiettivo è riuscire a rendere vitale via San Bernardo durante tutto l’arco della giornata e non solo di notte”.
    Con l’Università avremo un incontro preliminare a fine gennaio – continua Mauro – gli proporremo di partecipare attivamente, ad esempio con bandi di gara che stimolino i progetti degli studenti”.

    In prima linea tra i promotori della costituzione dell’associazione di cittadini attivi di via San Bernardo, intitolata “Quic”, Quartiere in cantiere, troviamo l’associazione onlus Il Ce.Sto.
    Questa via è come dottor Jekyll e mister Hyde – spiega Domenico De Simone, segretario del Ce.Sto – Di giorno è desolatamente vuota, nonostante si trovi a poche decine di metri da via San Lorenzo frequentata quotidianamente dai turisti, mentre di notte si trasforma in periferia disagiata e senza regole”.

    Dopo la fortunata esperienza della casa di quartiere Ghettup in vico Croce Bianca capace di diventare un luogo protetto, uno spazio di aggregazione dedicato all’ascolto delle problematiche dei residenti, grazie all’impegno di numerosi soggetti sociali, oggi si tenta di replicare un simile percorso anche in via San Bernardo.
    Fondamentale il contributo di due mediatori impegnati proprio presso il Ghettup, e che ben volentieri, appena contattati dagli abitanti di via San Bernardo, hanno deciso di fornire il loro supporto.

    Danilo De Luise, della fondazione San Marcellino onlus, racconta “La mediazione comunitaria è un approccio culturale al conflitto che proviene dall’America Latina. Si tratta di favorire la creazione di spazi dove la comunità stabilisca un dialogo costruttivo per superare i problemi quotidiani. Abbiamo invitato a Genova degli esperti in questo campo per formare gli operatori locali. I nostri partner sono i servizi sociali del Comune di Genova, l’assessorato alle pari opportunità della Provincia, l’osservatorio sicurezza urbana e l’assessorato alle immigrazione della Regione Liguria. Nel 2011 i corsi sono stati proposti agli agenti della polizia municipale, alla Scuola Caffaro di Certosa e presso il Ghettup”.
    E a febbraio partirà un nuovo corso che coinvolgerà 75 persone fra residenti nel Ghetto, cittadini attivi di via San Bernardo ed agenti della polizia municipale.

    L’idea è quella di non escludere nessuno – aggiunge Mara Morelli, Università di Genova – Noi mettiamo a disposizione gli strumenti per far sì che le persone individuino i loro problemi e cerchino delle soluzioni. Il conflitto è un elemento inevitabile e sempre presente. Occorre superarlo in maniera pacifica e trasformarlo in energia positiva”.

    Tutto è cominciato alla fine di settembre dopo che la signora Carola passando vicino alla casa di quartiere Ghettup è rimasta favorevolmente impressionata e la prima cosa che ha pensato è stata “Sarebbe davvero bello trasferire quest’esperienza anche in via San Bernardo”. Detto fatto, il giorno dopo lei e la signora Laura, 80 anni ma non si direbbe, si sono recate alla casa di quartiere e hanno trovato subito le risposte che cercavano.

    In via San Bernardo siamo partiti dai desideri dei residenti – continua Mara Morelli – a differenza del Ghettup non abbiamo a disposizione un luogo fisico. Ma l’importante è riuscire a creare una rete di conoscenze e di solidarietà, in grado di rappresentare un presidio sul territorio”.

    Coinvolta in quest’avventura è anche la signora Marina, rappresentante dell’associazione di genitori-insegnanti delle scuole Baliano, Garaventa e Sarzano “Abbiamo aderito subito al progetto perché anche il nostro obiettivo è quello di promuovere una maggiore conoscenza e socialità tra i genitori dei bambini delle scuole del centro storico. Organizziamo incontri gastronomici multiculturali ed iniziative di autofinanziamento come mercatini e lotterie allo scopo di garantire a tutti i bambini la possibilità di partecipare alle gite scolastiche”.

    E poi il Gruppo di donne di San Bernardo, che dal 1997 lotta per la dignità del quartiere “Ultimamente la situazione notturna si è aggravata soprattutto a livello di inciviltà – racconta la signora Gigliola – abbiamo cercato di instaurare rapporti con le istituzioni pubbliche ma purtroppo i risultati sono stati pari a zero. Oggi speriamo che grazie a questo progetto si possa finalmente superare la contrapposizione fra abitanti e giovani frequentatori della zona”.

    Infine anche i commercianti intendono giocare un ruolo di primo piano come spiega Valeria, titolare della paninoteca lo Sbrano “Noi vorremmo vedere le saracinesche dei negozi sempre aperte. Siamo felici di questa collaborazione perché se gli abitanti decidono di vivere il quartiere gli esercizi commerciali non saranno costretti a chiudere.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Servizio civile aperto agli stranieri: escluderli è discriminazione

    Servizio civile aperto agli stranieri: escluderli è discriminazione

    Il Servizio Civile in LiguriaIn attesa di conoscere le sorti delle centinaia di ragazzi che hanno vinto l’ultimo bando di servizio civile nazionale, da Milano è arrivata una sentenza destinata a cambiare radicalmente i progetti negli anni a venire.

    Premessa: il bando di servizio civile nazionale è aperto solo a cittadini italiani, maggiorenni e senza precedenti penali.

    Fatto: uno studente pachistano di 26 anni, Shahzad Sayed, residente in Italia da 15 anni ma ancora privo della cittadinanza, ha fatto ricorso per discriminazione lo scorso ottobre, sostenendo che i valori fondanti del servizio civile – “difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale” – possono essere accolti anche da chi non è cittadino a tutti gli effetti ma vive stabilmente in Italia da molto tempo.

    Proprio questa è la motivazione che ha portato il giudice del lavoro Carla Bianchini ad accogliere il ricorso: una sentenza che potrebbe di fatto annullare l’ultimo bando di servizio civile. La sentenza ordina infatti “alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Ufficio Nazionale per il Servizio Civile – di sospendere le procedure di selezione, di modificare il bando (…), consentendo l’accesso anche agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e di fissare un nuovo termine per le domande“.

    Marta Traverso

  • Dolomiti: stop allo sci con l’elicottero in Marmolada

    Dolomiti: stop allo sci con l’elicottero in Marmolada

    Una storica vittoria degli ambientalisti dopo decenni di battaglie in alta quota. Parliamo dello stop all’eliski in Marmolada. Finalmente infatti sulla “regina” delle Dolomiti sarà bandita la pratica che consentiva ai turisti più facoltosi di decollare da località poco distanti – in particolare da Passo Gardena e da Monte Cherz – atterrare a Punta Rocca e poi scendere a valle sugli sci.

    Il 27 dicembre l’associazione ambientalista internazionale “Mountain Wilderness” e la Società funiviaria Marmolada srl hanno stipulato un accordo che avvia un percorso di collaborazione e di condivisione sulle scelte dello sviluppo turistico nel gruppo della Marmolada.

    La notizia è clamorosa perché mette fine a 23 anni di conflitti aspri fra l’associazione e la società. Nel 1988 Mountain Wilderness dava avvio ai primi due campi di pulizia della montagna dai rifiuti, azione conclusa solo nel 2005 e che ha portato alla prima condanna penale della società. Nel dicembre del 1996 si teneva in Marmolada la prima azione contro l’eliski, azione che faceva maturare anche la prima legge sul tema in Parlamento (1998).

    Oggi gli elicotteri sono definitivamente banditi da Punta Rocca e la Marmolada si candida a diventare un laboratorio innovativo. Come conferma Mario Vascellari, presidente di Marmolada srl “Non daremo più l’assenso all’atterraggio degli elicotteri, ma il tavolo di lavoro che abbiamo aperto con MW è di più ampio respiro vuole rilanciare il turismo di qualità in Marmolada con soluzioni di sostenibilità che possano poi essere adottate in altre località delle Dolomiti e più in generale dell’arco alpino”.
    “Con Marmolada srl contiamo di riunirci al più presto – spiega Luigi Casanova, portavoce di Mountain Wilderness Italia – e di sottoscrivere nel giro di due/tre mesi un programma condiviso da sottoporre alla Provincia autonoma di Trento e dalla Regione Veneto”.

    L’ambientalista ribadisce l’importanza dello stop all’eliski “I danni più gravi li provoca alla fauna selvatica: camosci e galli forcelli, che svernano sui versanti soleggiati centellinando le loro energie, sono costretti a spostarsi in luoghi dove fanno molta più fatica ad alimentarsi. L’eliski in certe condizioni può provocare il distacco di valanghe. E poi quel rumore rompe il silenzio disturba chi vive la montagna nella sua dimensione più autentica”.
    “Il confronto che da oggi in poi porterà l’associazione a progettare un piano d’insieme della gestione della montagna sarà senza dubbio impegnativo – continua Casanova – ma ci auguriamo possa avere una ricaduta positiva su tutta la montagna italiana”.

    Ma nelle Dolomiti sul tema dell’eliturismo, c’è ancora da combattere.
    La Provincia di Bolzano infatti ha autorizzato una società locale a sorvolare le Dolomiti con partenze da Corvara, da Bressanone, Brunico, dalla Val Gardena – conclude Casanova – Il gioco delle clientele politiche ha praticamente vanificato i positivi contenuti della legge provinciale bolzanina. Per tutto l’inverno, causa queste scellerate scelte, le Dolomiti bellunesi e bolzanine saranno sconvolte da questo continuo flusso di elicotteri, dal rumore: un tassello che certamente influisce sulla caduta di credibilità delle Dolomiti quali patrimonio naturale dell’umanità”.

     

    Matteo Quadrone