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  • Artisti di Strada, in arrivo il nuovo regolamento: Genova riconosce il valore dei “buskers”. Dubbi su sistema prenotazioni per luoghi di interesse

    Artisti di Strada, in arrivo il nuovo regolamento: Genova riconosce il valore dei “buskers”. Dubbi su sistema prenotazioni per luoghi di interesse

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    Lucilla Meola

    L’arte di strada è un valore aggiunto per una città che vuole dirsi turistica e, soprattutto, che, come Genova, ambisce a diventare, a livello europeo, un attrattivo polo culturale; ma non solo: quanto “benessere” regala “inciampare” nell’esibizione di un talento artistico durante l’ora d’aria tra il caffè e il ritorno in ufficio? Comune di Genova sembra essersene accorto, ed ha redatto la bozza di un nuovo “Regolamento dell’Arte di Strada”, oggi in discussione in commissione riunita Affari Istituzionali e Generali e Promozione della Città.

    «Dovevamo aggiornare il precedente regolamento – spiega l’assessore alla Legalità e Diritti Elena Fioriniper valorizzare questo fenomeno, cercando di venire incontro ai cittadini e ai commercianti, ma anche aiutare la polizia municipale a svolgere la propria attività di controllo in maniera più chiara».

    La bozza del regolamento, consultabile on-line sul sito del Comune di Genova, presenta diverse novità, e nei fatti inquadra meglio il fenomeno dei cosiddetti “Buskers”, la parola inglese che indica chi in strada esibisce, e condivide, la propria arte.

    Le novità

    Il precedente regolamento, datato 2004, non è mai stato completato in tutte le sue parti, lasciando ampi spazi di discrezionalità, e quindi di potenziale “scontro” tra la ruvida mentalità tipicamente genovese e l’estro artistico, soprattutto dei “foresti”.

    Diverse sono le novità introdotte dal nuovo testo. In primis lo spazio pubblico occupato temporaneamente senza oneri di sorta passa da 2 metri quadrati a 10. Le possibilità di esibirsi spazieranno su tutto il territorio comunale, ampliando quindi la potenziale offerta a tutti quei luoghi non prettamente “turistici”, limite che in precedenza comprendeva “solamente” Porto Antico, Centro Storico, Corso Italia e Boccadasse, Passeggiata Anita Garibaldi, Lungo Mare di Pegli, isole pedonali e parchi pubblici. Introdotto però il limite di 30 metri di distanza da rispettare per le strutture sanitarie, e le scuole e biblioteca durante gli orario di apertura. Limite di trenta metri che deve essere rispettato anche come distanza tra un artista e l’altro durante le loro esibizioni.

    Orari: lo svolgimento dell’attività degli artisti di strada sarà consentita entro due diverse fasce orarie; le performance che non producono emissioni sonore potranno avere luogo in qualsiasi giorno dell’anno dalle ore 09.00 alle ore 23.00, mentre le performance che producono emissioni sonore potranno avere luogo dalle ore 10.00 alle ore 22.00 in qualsiasi giorno dell’anno. L’esibizione non potrà superare i 60 minuti, allestimento escluso, e non potrà essere superiore a 60 minuti intercorrenti fra lo scoccare esatto di un’ora e quella successiva.

    Ovviamente le performance artistiche sono intese senza fini di lucro, e quindi è consentito solamente il passaggio “a cappello” tra il pubblico, senza alcun tipo di richiesta di pagamento. Per gli spettacoli che prevedono l’utilizzo del fuoco, dovranno essere presenti almeno un estintore, teli ignifughi e dovrà essere garantita la distanza di almeno 5 metri dal pubblico. Per i “madonnari” invece è fatto obbligo l’utilizzo di colorazioni lavabili dall’acqua piovana e l’utilizzo di prodotti non inquinanti. Rimane il divieto di utilizzare animali di qualsiasi specie, nemmeno per la mera esibizione.

    Possibili criticità

    Il nuovo regolamento introduce il concetto di aree di particolare interesse: la Giunta potrà individuare, con atto motivato, spazi considerati di particolare interesse; per queste aree, stando al testo, sarà predisposto un sistema di prenotazione on-line dedicato agli artisti, gestito dal Comune stesso. Proprio si questo punto si sono sviluppate le uniche critiche a quanto “pensato” dall’amministrazione: non è ancora chiaro come sarà gestita la prenotazione, le modalità e le “quantità”. Per gli artisti non genovesi, inoltre, questo sistema potrebbe essere penalizzante. «Su questo punto occorre fare chiarezza – afferma Tatyana Zakharova, volto noto dell’arte di strada genovese, presente in aula come rappresentante di Uga, Unione Giovani Artisti, associazione che ha seguito la stesura del testo – perché potrebbe non funzionare o essere motivo di “monopolio” da parte di alcuni».

    Un passo avanti

    Questo testo, comunque, segna senza dubbio un passo avanti: nero su bianco Comune di Genova sancisce l’importanza degli artisti di strada, riconoscendone il valore aggiunto in termini culturali e di attrattiva turistica; «Siamo contenti di questo passaggio – commenta il giovane chitarrista Rodolfo Bignardi, a margine dei lavori in Sala Rossa – un passaggio comunque non scontato»; «Bisogna ancora capire come sarà organizzato il discorso delle prenotazioni – chiarisce Lucilla Meola, cantante e chitarrista – perché è un meccanismo che potrebbe essere poco funzionale, gli artisti di strada ne hanno sempre fatto a meno, in qualche modo». Comunque, le norme previste, in qualche modo allargano le potenzialità di questa modalità espressiva sempre più “esplorata” anche da artisti “di fama” e di talento già riconosciuto. Passato in commissione, il nuovo regolamento dovrà essere approvato dal Consiglio comunale. La primavera è alle porte, e la città si prepara ad accogliere i tutti i germogli che il vento dell’arte generosamente porterà nelle nostre strade.

    Nicola Giordanella

  • Slot, ludopatia in aumento, a rischio oltre tremila giovanissimi. Ecco il vero costo della proroga delle licenze

    Slot, ludopatia in aumento, a rischio oltre tremila giovanissimi. Ecco il vero costo della proroga delle licenze

    slotmachineA pochi giorni dalla scadenza delle licenze, Regione Liguria ha proposto una proroga dei termini previsti dalla legge. Ma da uno studio della stessa regione i dati sulla ludopatia parlano chiaro: sempre più persone cadono nelle dipendenza da gioco, e in pericolo sono soprattutto le fasce di popolazione più “debole”, cioè giovani e anziani.

    Il disturbo da gioco d’azzardo nella quinta ed ultima versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (il principale manuale di psichiatria in uso nel mondo) pubblicata nel 2013 è ascritto tra i ”disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction”; in altre parole, una patologia direttamente riferibile a quelle legate alla dipendenza.

    La sfida al Gioco d’Azzardo

    Il problema è noto da anni, e, infatti, a più riprese le amministrazioni locali si sono adoperate per provare a limitarne l’impatto sulla popolazione, cercando di tutelare soprattutto le fasce considerate “deboli”: anziani e ragazzi. Con questa “ratio”, la legge regionale 14 del 2012, varata da Regione Liguria, ha imposto che tutti gli esercizi che ospitano slot machine o giochi d’azzardo legali, siano distanti almeno 300 metri da i cosiddetti luoghi sensibili, cioè scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, centri giovanili, strutture residenziali o semiresidenziali sociosanitarie, strutture ricettive per categorie protette. La stessa legge ha individuato il 1 maggio 2017 come termine ultimo per adeguarsi a questa normativa, mettendo quindi in scadenza le licenze all’epoca già “operative”. La norma è stata recepita dal Comune di Genova attraverso un regolamento dedicato, approvato nel 2013.

    Secondo le attivita’ di monitoraggio della Polizia municipale, con dati aggiornati a fine novembre scorso, sono 1.015 le attivita’ commerciali sul territorio comunale genovese con strumenti per il gioco lecito: di queste, 927 non sarebbero piu’ utilizzabili tra poco meno di due mesi. Di queste, 48 sono esclusivamente dedicate al gioco lecito (di cui 26 sono sale videolottery e 22 punti lotto o agenzie di scommesse), mentre le altre sono quasi tutte esercizi commerciali: 264 tabaccherie e 611 bar o pubblici esercizi. Secondo i dati riportati da Astro, associazione che rappresenta gli operatori del gioco lecito, dal 2 maggio prossimo il 96,4% del territorio comunale di Genova sara’ off limits per slot e videolottery. 

    Operatori sul piede di guerra e la sponda della Regione

    Per questo motivo, in questi giorni gli operatori del settore hanno alzato la voce. «Dalle stime fatte in questi giorni, il 2 maggio avremo 500 lavoratori che rischiano di perdere il lavoro solo a Genova. Se non si concede una proroga e non si da’ vita a un percorso complessivo per trovare una soluzione a questo problema, si rischia di innescare un disagio sociale di cui l’amministrazione se n’e’ altamente fregata in questi anni. Cosi’ si rischia di cancellare un settore». Uno scenario “ipotizzato” da Paolo Barbieri, presidente di Anva Confesercenti Liguria, durante una recente commissione consigliare a Palazzo Tursi, come riportato dall’agenzia di stampa Dire. Secondo le stime Astro, infatti, sarebbero quasi 3000 i posti di lavoro a rischio in Liguria se la legge diventasse realtà. Secondo i dati diffusi dai Monopoli di Stato, le “newslot” installate nei pubblici esercizi (bar e tabacchi) del territorio regionale sono 12.154, con oltre 2.500 esercizi commerciali coinvolti e relativi servizi di manutenzione per circa 490 posti di lavoro che, senza proroghe, tra meno di due mesi sarebbero a rischio. A questo andrebbero aggiunti anche i circa 550 dipendenti delle 110 sale vlt in tutta la Liguria, con ulteriori magre prospettive per la “sale Bingo” che vedrebbero calare drasticamente gli incassi senza slot. «Bisogna ricordare anche le pesanti ripercussioni per bar e tabacchi – ha sottolineato Barbieri – il taglio degli apparecchi porterebbe a rischio chiusura il 30% di questi esercizi». Un “mostro”, quindi, che è cresciuto a dismisura, e che ora sembra difficile debellare senza lasciare “morti sul campo”.

    L’allarme delle associazione di categoria ha trovato una sponda in Regione Liguria: l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi (Lega Nord), ha infatti raccolto l’appello, anticipando l’intenzione dell’ente di prorogare di almeno un anno questa scadenza. Ma quali potrebbero essere i costi di questa decisione?

    I costi della proroga

    slotSecondo una ricerca del dipartimento “Salute e Servizi Sociali” della stessa Regione Liguria, però, il fenomeno legato alla dipendenza da gioco d’azzardo è in crescita, soprattutto all’interno della fasce più deboli della popolazione: anziani e giovani. Secondo la “Relazione Gioco d’Azzardo Patologico in Liguria”, presentata dalla ricercatrice Sonia Salvini, infatti, i casi di richiesta di trattamento ricevuti dai Sert liguri sono aumentati del 217% dal 2011 al 2016, passando da 116 a 368. Dalle rilevazione relative al 2016 emerge che la metà dei soggetti in carico appartiene alle classi di età dai 50 anni agli oltre 65 anni. Una fascia d’età «inedita per le dipendenze – sottolinea Sonia Salvini – che rende maggiormente evidente l’esplosività del fenomeno». Il 79% è di genere maschile, il 21% è di genere femminile. «Analizzando questi dati però bisogna tenere conto che derivano da sottostime – sottolinea Clizia Nicoilella, consigliera municpale di Lista Doria, presidente della Consulta Permanente sul gioco con premi in denarovisto che una minima parte dei “giocatori” si rivolge ai servizi, e spesso lo fa per ragioni economiche, cioè quando ha “finito” il denaro». Ma il dato allarmante riguarda i giovani: secondo questo studio il 37,1% degli studenti di 15-19 anni della regione Liguria, corrispondenti a poco più di 20mila giovani, almeno una volta durante l’anno ha giocato somme di denaro; ma non solo: sulla base delle risposte fornite al test da coloro che hanno riferito di aver giocato d’azzardo durante l’anno, per l’84,5% circa degli studenti liguri il comportamento risulta esente da rischio, per il 9% è a rischio e per poco meno del 6% è problematico. Tradotto in cifre dei circa 20.000 studenti liguri che hanno giocato nell’anno precedente alla rilevazione, sono circa 1.900 quelli a rischio e per altri 1.200 il comportamento di gioco può essere definito problematico, ad un passo, cioè, dalla patologia, quella vera.

    Scomettersi il futuro

    Come spesso accade, fatta la norma si trova l’inganno, o, come in questo caso, la proroga. Sono passati cinque anni dalla promulgazione di una legge che non vieta il gioco, ma che prova a limitarlo, allontanandolo da “prede” troppo facili: in questi anni nessuno dei diretti interessati, evidentemente, ha pensato di prepararsi alle nuove regole, invocando oggi una proroga dei termini. Ogni minuto perso, però, ha un prezzo, un prezzo che viene pagato da chi dovrebbe essere “aiutato” dalle istituzioni perché debole, perché patologicamente sconfitto dal “mostro” dell’azzardo. Ancora una volta siamo di fronte all’odioso ricatto che vede contrapposti lavoro e salute, alternativi uno all’altro: «Con Università degli studi di Genova – annuncia Sonia Salvini – stiamo dando il via ad una ricerca, che durerà un paio d’anni, finalizzata a calcolare quali siano i costi sociali del gioco d’azzardo, per confrontarli con i “ricavi” che la comunità riceve attraverso la tassazione di queste attività, per capire di che “colore” sia questo bilancio». Il risultato sarà sorprendente, c’è da scommetterci.

    Nicola Giordanella

  • Marina di Pra’, il Consiglio comunale approva il Soi per il settore Consorzio Pegli Mare.

    Marina di Pra’, il Consiglio comunale approva il Soi per il settore Consorzio Pegli Mare.

    marina-pra-consorzio-pegli-mare-soiDopo il passaggio in Commissione Territorio, anche il Consiglio comunale approva il “disegno” per la sistemazione del settore Consorzio Pegli Mare, all’interndo della Marina di Pra’.

    Approfondimento: Tutti i paletti per il riordino del settore Consorzio Pegli Mare

    Lo Studio Organico d’Insieme, che prevede anche l’adeguamento del Puc, come anticipato da Era Superba nei giorni scorsi, mette nero su bianco tutta una serie di paletti che vincoleranno la progettazione relativa alla riqualificazione dell’area. Da oggi, quindi, questa seconda fase potrà essere avviata.

  • Ex Verrina, approvata la delibera e relativo Puo, vincoli rafforzati per Pam

    Ex Verrina, approvata la delibera e relativo Puo, vincoli rafforzati per Pam

    verrina-voltri-progetto-016Il provvedimento, dopo l’approvazione i commissione, passa anche l’esame del Consiglio comunale diventando, quindi, ufficiale. Durante il dibattito rafforzati tramite emendamento i vincoli che legano Pam alla chiusura dell’attuale spazio di vendita, contestualmente all’apertura della nuova struttura.

    Approfondimento: Tutti i dettagli per l’area Ex Verrina

    La delibera, come anticipato da Era Superba nei giorni scorsi, prevede l’adeguamento del Puc sotteso al Progetto urbanistico operativo, documento che viene adottato contestualmente con la votazione di oggi. Con questa votazione, quindi, potranno partire le fasi di progettazione specifica e i relativi appalti per la realizzazione di questa vera e propria grande opera per Voltri.

  • Blueprint, Spim a rischio default. Il flop del concorso internazionale mette nei guai la società pubblica

    Blueprint, Spim a rischio default. Il flop del concorso internazionale mette nei guai la società pubblica

    blueprint-fieraCon l’inaspettato esito della Blueprint competition, si affaccia lo spettro del fallimento della società Nuova Foce s.r.l., controllata al 100% da Spim s.p.a. (a sua volta controllata al 100% da Comune di Genova), che per attivare la “macchina” del concorso, ha acceso un mutuo da oltre 18 milioni per acquisire gli spazi dell’area fiera interessata. Ora la patata bollente potrebbe tornare a Tursi, e quindi sulle spalle di tutti i genovesi

    Approfondimento: Il flop della Blueprint Competition

    Dopo le prime ore di sgomento, da Comune di Genova non si è mossa una voce: l’amministrazione, in fase di chiusura del ciclo elettorale, è alle prese con questioni dirompenti come quella legata ad Amiu e il prossimo bilancio. Sul flop della Blueprint Competition, a cui seguiranno sicuramente ulteriori strascichi, tutto tace. A riportare l’argomento in aula è il consigliere Guido Grillo, (P.d.l) che, preannunciando la richiesta di una commissione ad hoc sull’argomento, ha chiesto chiarimenti all’assessore al Bilancio Francesco Miceli: «Abbiamo ricevuto notizie solo attraverso la stampa cittadina – ha ricordato il consigliere – mentre sarebbe stata doverosa una relazione della giunta, vista l’importanza strategica dell’area coinvolta e le risorse messe in campo dalla amministrazione».

    «Il concorso è stato attivato recependo anche i consigli dell’Ordine Nazionale degli Architetti – ha spiegato Micelied ha visto oltre 443 professionisti coinvolti.I ricorsi, come spesso accade, oramai sono cosa quotidiana per iniziative del genere, e siamo preparati a gestirli». Ma i problemi sono altri: «Se non si troveranno investitori, sicuramente Nuova Foce sarebbe esposta ad un rischio default – ha sottolineato l’assessore al Bilancio del Comune di Genova – e conseguentemente anche Spim potrebbe correre lo stesso rischio. L’estrema ratio potrebbe essere l’accollamento del mutuo da parte dell’amministrazione comunale».

    A livello contabile, Nuova Foce non è in salute: i bilanci 2014 e 2015 si sono chiusi in perdita (rispettivamente di 206.229 e 378.077 euro) e con un mutuo sulle spalle di 18,6 lo spettro del fallimento è molto concreto. L’ipotesi di salvataggio tramite intervento di Comune di Genova è molto probabile, se a breve non ci sarà una svolta nel destino della “visione” di Renzo Piano. Un affaire sempre più complicato e “pesante”, il cui fallimento rischia di essere pagato da tutti i genovesi. Oltre al danno, la beffa.

    Nicola Giordanella

  • Ireti, slitta all’8 marzo incontro tra assessore Porcile e lavoratori. Trasferimento del gasometro entro Aprile

    Ireti, slitta all’8 marzo incontro tra assessore Porcile e lavoratori. Trasferimento del gasometro entro Aprile

    gasometro-praL’incontro previsto per oggi alle ore 16,30 tra l’assessore all’ambiente del Comune di Genova Italo Porcile e i lavoratori dello stabilimento Ireti di Pra’ è stato rinviato al prossimo 8 marzo. Le motivazione alla base del cambio di data non sono al momento note: Porcile si è assunto il compito di mediare tra il gruppo Iren e i lavoratori dopo che l’azienda ha deciso di spostare il gasometro in zona campi, incontrando però la forte opposizione del lavoratori, che vorrebbero mantenere il presidio a ponente, avendo presentando soluzioni alternative.

    Approfondimento: Pra’, un supermercato al posto del gasometro Ireti

    Come documentato da Era Superba, le proteste sono poi sfociate lo scorso 9 febbraio in una mobilitazione per le vie di Pra’, a cui aveva partecipato, insieme al presidente del Municipio VII Mauro Avvenente anche la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Alice Salvatore. Alla manifestazione ha fatto seguito il presidio presso Palazzo Tursi e l’incontro con l’assessore Porcile prima, e la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale genovese poi. In quell’occasione i rappresentati delle principali sigle sindacali avevano sottolineato l’urgenza di trovare una soluzione in tempi rapidi, visto che lo sgombero dell’area (già venduta) comincerà in primavera, probabilmente entro aprile.

    Luca Lottero

  • Staglieno, ecco il progetto per parcheggi in via delle Gavette e ampliamento area coltivabile per gli orti sociali

    Staglieno, ecco il progetto per parcheggi in via delle Gavette e ampliamento area coltivabile per gli orti sociali

    gavette-orti-parcheggi-03Arriva in Sala Rossa la proposta di bilanciare l’area verde di via delle Gavette (di proprietà privata) con un aumento dell’area coltivabile, “in cambio” della realizzazione di alcuni parcheggi privati a bordo strada. L’area coltivabile, gestita dall’azienda “Gli Orti di Staglieno”, sarebbe, infatti, ampliata di 550 metri quadrati, a fronte della realizzazione di un’area di sosta di 350 mq, adiacente alla strada.

    Approfondimento: Le antiche creuze di Staglieno lasciate al degrado

    L’idea arriva dal Municipio IV – Media Val Bisagno, e necessita, per la sua realizzazione, di un aggiornamento del Puc, in modo da svincolare l’area per il parcheggio, oggi catalogata come area destinata a servizi, e vincolare la zona aggiunta alla area coltivabile oggi catalogata come Ar – Ur (residenziale). Uno scambio che permetterebbe da un lato di continuare ad avere un servizio sociale, portato avanti dalla azienda agricola, ma al contempo permettere alla proprietà di fare cassa, con la realizzazione di diversi stalli di sosta: questi, stando alle carte, di giorno saranno utilizzabili per l’attività agricola, mentre la notte saranno utilizzabili come parcheggi privati.

    gavette-orti-parcheggi-01Il progetto è stato presentato in Commissione Territorio, con diversi allegati che inquadrano lo “scambio”; il privato accetta il nuovo vincolo sui terreni destinati alla coltivazione, mentre riceve la possibilità di realizzare il parcheggio a raso, “caricandosi” di tutti quegli oneri relativi alla costruzione di tale opera: captazione acque e messa in sicurezza dell’area. Nelle premesse del provvedimento si legge che «la Giunta Municipale valuta la realizzazione dell’opera un beneficio in quanto crea posti auto, ancorchè privati, in una situazione di forte carenza; contribuisce a rendere piu efficace la circolazione su quel tratto di strada di ridotte dimensioni resa ancor piu disagiata dall’attuale stazionamento in sosta di auto sul bordo; favorisce il passaggio dei mezzi di soccorso/emergenza nell’eventuale necessita del loro intervento». Insomma, un’operazione che farebbe tutti felici, privato come pubblico.

    Nonostante ciò l’accoglienza al provvedimento in aula è stata tiepida: da un lato è stata richiesto un sopralluogo della commissione per verificare de visu la situazione (richiesta fatta dal consigliere Muscarà di Effetto Genova), mentre Gian Piero Pastorino (Federazione della Sinistra) ha ricordato come questo “slancio” verso il sostegno della cultura agricola, nei fatti si scontri il ritardo dell’amministrazione comunale nell’intervenire in tutte quelle situazioni di disagio in cui sono costretti a vivere decine di “contadini” delle valli genovesi, che da anni richiedono manutenzioni di strade, creuze e ponti pubblici. Il sopralluogo è stato calendarizzato venerdì 24 febbraio in mattinata, mentre la proposta di modifica dovrebbe arrivare in Consiglio comunale già nelle prossime sedute.

    Nicola Giordanella

  • Amiu-Iren, giunta Doria passa al contrattacco: «Se non si torna indietro, ce ne andremo»

    Amiu-Iren, giunta Doria passa al contrattacco: «Se non si torna indietro, ce ne andremo»

    amiu-lotta“Se non si creeranno da subito le condizioni per la ripresa di un dialogo a favore delle prospettive industriali di Amiu non sarà certo questa amministrazione a imporre il costo sociale derivante dal voto di martedì scorso. Torna lo spettro delle dimissioni di tutta la giunta Doria, in seguito alla bocciatura della delibera di aggregazione Amiu-Iren da parte del Consiglio comunale di Genova. Sindaco e assessori, con l’appoggio del Partito democratico, passano al contrattacco dopo che il Consiglio di amministrazione della partecipata del Comune di Genova per la gestione del ciclo dei rifiuti ha messo nero su bianco lo scenario che si è configurato con la bocciatura della delibera di martedì scorso. La giunta Doria non vuole essere ricordata per quella che ha aumentato la “bolletta sulla spazzatura” del 20% e, dunque, se le consultazioni dei prossimi giorni non daranno sufficienti rassicurazioni per riportare in Sala Rossa un documento che rimedi a quanto votato nell’ultima seduta di Consiglio comunale, la crisi di governo della città porterebbe alle inevitabili dimissioni e al probabile commissariamento in vista delle elezioni della prossima primavera.

    Editoriale: Amiu, Doria e il futuro di Genova. Quelle dimissioni inevitabili che non risolvono nulla

    “Essendo venuta meno la prospettiva di un’aggregazione industriale con apporto di capitali e impianti – si legge in nota dell’amministrazione, ripresa dall’Agenzia “Dire” – Amiu, per salvarsi, sarà costretta a tagliare drasticamente i costi di personale e del servizio e a chiedere al Comune la totale corresponsione dei costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti nel 2016, ciò che significherebbe un aumento della Tari di oltre il 20%”. Eppure, sostiene Palazzo Tursi, le condizioni erano note e ampiamente illustrate da tempo, con la precisa volontà dell’amministrazione di non scaricare il peso sui lavoratori e sui genovesi la delibera per l’aggregazione con Iren era stata approntata con grande attenzione ad ogni aspetto, discussa e migliorata nel confronto sindacale e nel Consiglio comunale: una prospettiva di sviluppo, non di ripiego, che avrebbe ridato forza alla nostra azienda”. Arriva anche il momento della resa dei conti politica: “La miopia di alcuni e il cinico calcolo politico elettorale di altri che pur sapevano quali sarebbero state le conseguenze – si legge ancora – hanno impedito che si intraprendesse questa strada nell’interesse della città”.

    Le decisioni del cda di Amiu

    L’assist al Comune era stato fornito pochi minuti prima dall’esito di un lungo Consiglio di amministrazione di Amiu, durato oltre due ore, al termine del quale l’azienda ha messo nero su bianco gli scenari dell’immediato futuro. “Il Consiglio di amministrazione di Amiu prende atto con rammarico che la bocciatura della delibera sull’integrazione Amiu-Iren Ambiente da parte del Consiglio comunale pregiudica la possibilità di richiedere la proroga del contratto di servizio in essere con il Comune di Genova e la disponibilità degli investimenti necessari a incrementare la raccolta differenziata e la realizzazione dei nuovi impianti da parte di Amiu”. E lo scenario delineato dall’azienda assume i contorni di un potenziale disastro per gli stessi cittadini. L’esito del cda, infatti, è un mandato al presidente Marco Castagna a inviare al Comune il progetto di Piano finanziario per la Tari 2017 che, al fine di mantenere l’equilibrio finanziario aziendale, “prevederà (secondo quanto già definito in sede di approvazione del bilancio 2015) la totale corresponsione a favore di Amiu dei costi sostenuti dall’azienda per lo smaltimento dei rifiuti nel 2016 – compresivi, dunque, dei 28 milioni di euro di extracosti per il conferimento dei rifiuti fuori Regione, ndr – con un significativo impatto sulla tariffa”. Che, detto con le parole del Comune, significa che, così stanti le cose, la “bolletta della spazzatura” per i genovesi aumenterebbe del 20%. E lo avrebbe fatto anche di più se Amiu non avesse prodotto una serie di ottimizzazioni interne.

    Nel contempo, viene dato mandato a Castagna di richiedere formalmente al Comune di Genova la conferma dell’anticipazione di cassa anche per il 2017 della somma di 25 milioni di euro già concessa lo scorso anno per sostenere finanziariamente l’azienda in relazione ai costi per lo smaltimento dei rifiuti sostenuti nel 2015 e solo parzialmente recuperati in tariffa. Per non rischiare di portare i libri in tribunale, il consiglio di amministrazione di Amiu chiede anche la predisposizione di una revisione del budget 2017 “rafforzando la spending review già in corso, salvaguardando la gestione ordinaria del Contratto di servizio, la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e chiusura” di Scarpino 1 e 2 e la realizzazione della prima parte di Scarpino 3. Come anticipato, le altre immediate conseguenze negative sono: sospendere ogni atto relativo ad assunzioni di personale a tempo indeterminato; procedere con il piano di raccolta differenziata del Conai solo per attività che non comportano maggiori costi; sospendere le trattative sulle premialità aziendali e gli straordinari. Lo scenario napoletano è lontano, ma anche il servizio di raccolta di rifiuti rischia di pagare le conseguenze della decisione del Consiglio comunale.

  • Amiu, entro marzo privatizzazione torna in aula. Evento in città per convincere consiglieri a cambiare opinione

    Amiu, entro marzo privatizzazione torna in aula. Evento in città per convincere consiglieri a cambiare opinione

    amiu-manifestazione-tursiLa delibera per l’aggregazione di Amiu in Iren potrebbe tornare in aula già entro il prossimo mese: a dirlo Alessandro Terrile, segretario provinciale del Pd, che spiega i lavori dei prossimi giorni per ricomporre la maggioranza in Consiglio Comunale. Ma non solo: partirà campagna di informazione e mobilitazione in città per spiegare le conseguenze della bocciatura della delibera attraverso un non meglio specificato evento pubblico da organizzare per la prossima settimana. Una nuova delibera, quindi, da collegare a doppia mandata con il bilancio previsionale dell’ente. E’ questo il percorso individuato dalla giunta Doria e condiviso oggi in una segretaria del Partito democratico allargata ai consiglieri regionali, comunali, assessori e presidenti di Municipio, a cui hanno preso parte anche due “senatori” dei dem genovesi, Claudio Burlando e Mario Margini. «Sono soddisfatto – commenta al termine del vertice il segretario provinciale, Alessandro Terrile, come riporta l’agenzia Dire – la strada è quella di trovare una soluzione che leghi il futuro di Amiu a quello del bilancio del Comune».
    Niente project financing, dunque, ma una nuova delibera che, grazie ai numeri del bilancio, sappia “passare” l’ineluttabilità dell’ingresso di Iren in Amiu e non chieda più il benestare a trattare con la multiutility ma solo l’ok a ratificare l’accordo. «E dobbiamo smetterla di parlare di privatizzazione – alza i toni Terrile – perché Iren è un soggetto partecipato dal pubblico e gli eventuali utili vengono distribuiti in percentuale anche al Comune di Genova».
    Tutto ciò sarà spiegato alla città la prossima settimana. L’obiettivo è far capire ai consiglieri comunali, ai genovesi, ai rappresentanti delle categorie e ai lavoratori che «non c’è alternativa a Iren. O meglio – precisa Terrile – le alternative ci sono ma non sono sostenibili: aumento della tassa dei rifiuti del 20%, far saltare il contratto integrativo a tutti i lavoratori, non assumere i 31 precari; oppure, far coprire i 28 milioni di extracosti di Amiu del 2016 interamente al Comune, tagliando parallelamente altri servizi come il sociale». Intanto, alla giunta e al sindaco, in particolare, spetterà l’arduo compito di serrare nuovamente le fila e invocare una sorta di patto di responsabilità per non abbandonare la città a se stessa.
    L’ex senatore di centrodestra, Enrico Musso, che sulla delibera si era astenuto, si sarebbe già detto disponibile. Ora si dovrà trasformare qualche voto negativo in astensione (i fittiani Franco De Benedictis e Salvatore Mazzei, ad esempio) e qualche astensione in voto positivo (Gianpaolo Malatesta di Possibile e Lucio Padovani di Lista Doria). Più complicato convincere i tre consiglieri di Percorso comune a passare dal tasto bianco a quello verde e far cambiare idea a Marianna Pederzolli e Clizia Nicolella, rappresentanti di Lista Doria che avevano votato contro la delibera. Con questo scenario, sembra dunque allontanarsi lo spettro delle dimissioni di Doria. Quasi definitivamente dato che, se il percorso individuato dovesse giungere al traguardo, lo farebbe praticamente in concomitanza con la fine del mandato del sindaco arancione. Tempi non immediati ma comunque stretti perché, salvo proroghe concesse da Roma, il bilancio va approvato entro il 31 marzo anche se Terrile si augura che il percorso si possa definire ben prima per potersi finalmente concentrare sulle prossime amministrative

     

  • Amiu, Doria e il futuro di Genova. Quelle dimissioni inevitabili che non risolvono nulla

    Amiu, Doria e il futuro di Genova. Quelle dimissioni inevitabili che non risolvono nulla

    Marco Doria, sindaco di GenovaMercato del pesce (che oggi ha riaperto senza grandi entusiasmi), concorso per il Blueprint dall’esito tragicomico e, ora, netta bocciatura in Consiglio comunale della privatizzazione di Amiu. Negli ultimi giorni, il crollo della giunta del sindaco arancione è stato vertiginoso. Che la maggioranza di centrosinistra traballasse e in molte occasioni non potesse neanche più essere considerata tale, è ormai noto da anni. D’altronde, dal risultato di quelle urne del 6-7 maggio 2012, che avevano visto il marchese Marco Doria – scelto a sorpresa dalle primarie di coalizione del centrosinistra, al posto di Marta Vincenzi, sindaco uscente, e di Roberta Pinotti – sconfiggere la candidatura civica ma appoggiata dal centrodestra di Enrico Musso, e prima ancora di Paolo Putti, Pierluigi Vinai e Edoardo Rixi, si erano già sfilati in molti. Federazione della sinistra, ad esempio, con il capogruppo Antonio Bruno che si è trascinato il transfugo da Sel, Gianpiero Pastorino. E che dire degli ex Idv, Stefano Anzalone, Franco De Benedictis e Salvatore Mazzei? Gli ultimi due sono a tutti gli effetti passati all’opposizione entrando nelle fila dei riformisti fittiani, mentre Anzalone è tornato fedele alla maggioranza grazie alla consegna della delega allo Sport. Dal Pd, invece, sono usciti Gianni Vassallo, Salvatore Caratozzolo e Paolo Gozzi, che hanno dato vita al gruppo indipendente di Percorso comune. Poi c’è Gianpaolo Malatesta, altro ex Pd, ora con Possibile e ieri in seria difficoltà a voltare le spalle alla maggioranza, tanto che il suo voto che doveva essere contrario alla delibera si è trasformato in un’astensione. E, infine, le spaccature nei sei consiglieri di Lista Doria: due avevano abbandonato per strada (Pierclaudio Brasesco e Maddalena Bartolini sostituiti da Antonio Gibelli e Barbara Comparini), gli altri si sono sempre più divisi tra la fedeltà alla linea politica di sinistra e quella a un sindaco che ha sempre guardato sempre con più attenzione all’appoggio del Partito democratico che della sua lista. Anche i rimpasti di giunta sono stati sintomatici delle difficoltà di Doria a trovare una quadra nel sostegno dei “suoi”: Francesco Oddone è stato fatto da parte per far entrare Emanuele Piazza, ma avevano lasciato anche Valeria Garotta e Paola Dameri per Italo Porcile ed Emanuela Fracassi.
    Dopo il voto di ieri pomeriggio, tutti gli sforzi di Doria sembrano destinati a terminare, con un addio ormai improrogabile. Sul fronte amministrativo, forse, non sarebbe una così grande rivoluzione: nonostante una campagna elettorale ancora sonnacchiosa, le elezioni sono ormai alle porte anche se non è proprio il massimo arrivarci con un commissario e senza un bilancio approvato. Ma sul fronte politico la giornata di ieri rischia di rappresentare il triplice fischio del centrosinistra a Palazzo Tursi, dopo 42 anni, ovvero da quando il socialista Fulvio Cerofolini succedette al democristiano Giancarlo Piombino. E poco importa se la consigliera Marianna Pederzolli, ieri motivando il suo voto contrario alla delibera ha chiaramente specificato che esprimeva dissenso solo sulla delibera e non era un giudizio politico sul mandato Doria né la preclusione a qualsiasi alleanza futura. L’alleanza di centrosinistra sembra sempre più una chimera e rischia anche di allontanarsi pericolosamente il ballottaggio dato per scontato a cui il Movimento 5 Stelle questa volta dovrebbe arrivare, considerato inoltre che il governatore Giovanni Toti sembra intenzionato a presentare una coalizione di centrodestra assolutamente compatta.
    Doria, dunque, potrebbe lasciare già oggi. Ma nei 20 giorni di tempo che lo separerebbero dall’addio formale, il sindaco uscente vorrebbe comunque provare a mettere una pezza al futuro di Amiu e della raccolta dei rifiuti in città. Un gesto di responsabilità che, però, dovrebbe essere suffragato anche dai voti dei consiglieri comunali ormai in ordine sparso. Che cosa rischiano Amiu, i lavoratori e i genovesi? Dalle pagine di Era Superba abbiamo già più volte analizzato la situazione. Intanto, un eventuale commissariamento del Comune porterebbe a riversare immediatamente sulla tassa dei rifiuti pagata dai genovesi tutti gli extracosti per la chiusura della discarica di Scarpino, la gestione post mortem di Scarpino 1 e 2 e il conferimento dei rifiuti fuori Liguria in un’unica soluzione. Senza aggregazione, poi, non può esserci prolungamento del contratto di servizio in scadenza nel 2020 e, date le difficoltà economiche di Amiu, sono a rischio anche i contratti integrativi dei lavoratori. L’azienda ha comunque necessità di legge di realizzare gli impianti previsti dal piano industriale approvato dallo stesso Consiglio comunale ma non ne ha i soldi. Con un contratto in scadenza, le banche non concedono finanziamenti. Impossibile pensare a un aiuto diretto del Comune, con le casse sempre più vuote, anche perché, scadendo il contratto, nel 2021 potrebbe realizzarsi l’assurdo di un’azienda con gli impianti ma senza lavoro e lavoratori che nel frattempo sarebbero passati a chi dovesse vincere la gara per il rinnovo. Unica alternativa sembrerebbe essere un project financing con gli impianti che resterebbero di proprietà e gestione dei privati, senza un alcuno controllo del pubblico.
    Ecco, quindi, che il problema Iren, uscito dalla porta, potrebbe rientrare dalla finestra. Quadro che non cambierebbe molto se il centrodestra, non certo avverso alle privatizzazioni, dovesse conquistare lo scranno di Tursi. Impostare qualsiasi altra via d’uscita con uno scenario politico così caotico sembra una missione impossibile.
    Simone D’Ambrosio
  • Amiu, anche il Consiglio boccia la delibera. Trattativa con Iren in bilico? Bernini: «Da domani riflessioni sulla continuità amministrativa»

    Amiu, anche il Consiglio boccia la delibera. Trattativa con Iren in bilico? Bernini: «Da domani riflessioni sulla continuità amministrativa»

    delibera-amiu-lavoratoriDopo una seduta fiume della Consiglio comunale, arriva il verdetto del voto: la delibera non passa. 19 i voti contrari, 14 favorevoli e 6 astenuti. Incerto adesso il destino della trattativa con Iren. Festeggiano i lavoratori, che hanno atteso fino alle 20 l’esito delle votazioni fuori da Palazzo Tursi. Una delegazione, presente in Sala Rossa, ha accolto con un applauso l’ufficializzazione dello scrutinio. In serata arrivano le prime reazioni politiche, con le dichiarazioni del vicesindaco Stefano Bernini: «Da domani riflessioni e scelte di carattere sulla continuità amministrativa»

    Durante la seduta, iniziata questa mattina, sono stati presentati più di dieci ordini del giorno e oltre sessanta emendamenti. Nel pomeriggio la discussione è terminata, lasciando spazio ai voti: i molti emendamenti comunque passati in aula inizialmente facevano pensare ad una qualche possibilità di passaggio del testo che avrebbe dovuto definire i criteri operativi a cui ispirare il modello di aggregazione industriale e societaria tra Amiu S.p.A. ed Iren Ambiente S.p.A., ma alla fine la conta ha dato un esito diverso e inequivocabile: i 19 voti contrari sono arrivati da Pdl, M5s, Effetto Genova, Udc, Lega Nord e dalle consigliere di Lista Doria Pederzolli e Nicolella. Astenuti Caratozzolo, Gozzi, Musso, Malatesta Padovani e Vassallo. A favore Tutto il gruppo Pd, Lista Doria, Sel, Anzalone, Guerello e lo stesso Marco Doria.

    Le reazioni della Giunta

    Dopo il risultato del voto, la giunta si è riunita per coordinare le prime mosse dopo questa pesante debacle; all’uscita, bocche cucite tra gli assessore, l’unico a parlare è il vicesindaco, Stefano Bernini: «E’ sulla delibera il problema. Sulla base della delibera faremo da domani delle riflessioni che comporteranno anche delle scelte di carattere sulla continuità amministrativa. E’ corretto – ha continuato – che i cittadini sappiano che tipo di conseguenze ha per le loro tasche la scelta del Consiglio comunale anche i cittadini dovranno trarre le proprie conclusioni, se viene salvaguardato il loro interesse o quello di bottega».

    Gli ultimi mesi della amministrazione targata Marco Doria, quindi, si apprestano ad essere incerti e traballanti. Le conseguenze, in ogni caso, saranno sulle spalle della città.

    Nicola Giordanella

     

  • Amiu, le reazioni dei lavoratori durante il presidio sotto Palazzo Tursi. «Il peccato originale è la privatizzazione»

    Amiu, le reazioni dei lavoratori durante il presidio sotto Palazzo Tursi. «Il peccato originale è la privatizzazione»

    amiu-sciopero-tursiMentre a Palazzo a Tursi il consiglio comunale si preparava ad affrontare la discussione sulla delibera, poi ritirata, i lavoratori Amiu manifestavano in via Garibaldi. Alla notizia del voto sulla sospensiva, le reazioni “in piazza” sono state molteplici: dalla contentezza per aver fermato la delibera, alla consapevolezza che la questione non è ancora chiusa; dalla soddisfazione di aver impedito l’approvazione di una delibera considerata ingiusta, alla rassegnazione nei confronti di un percorso che comunque porterà alla privatizzazione di Amiu.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Dopo la decisione del Consiglio comunale sul rinvio della votazione, i rappresentanti dei lavoratori sono stati ricevuti dalla conferenza capi-gruppo, per spiegare ancora una volta quali sono le posizioni di chi questo accorpamento lo vivrà sulla pelle. Ai consiglieri hanno spiegato che «l’unica base di discussione possibile è partire dall’accordo di luglio – riporta un lavoratore a margine dell’incontro – che rimane l’unico documento ad oggi approvato dalla maggioranza dei lavoratori». Il verbale di qualche giorno fa, quindi, non rappresenta più nulla: «è stato bocciato – ci spiega Roberto Gulli, Uil – e perciò abbiamo deciso di levare la firma, facendo pressione affinché nel testo della delibera non sia più presente».

    Ma in piazza diversi sono gli umori dei lavoratori. Di certo non si parla di vittoria, e questo rinvio sarà seguito da ulteriori iniziative: «perché non ci hanno garantito che applicheranno all’interno della delibera l’accordo di luglio – sottolinea Umberto Zane, Fit Cisll’unico che tutelava sia i dipendenti che i cittadini, e che arginava una privatizzazione selvaggia».

    Monteforte Michele, funzionario Cgil ricorda come «la volontà dei lavoratori debba essere rispettata» e come questo accorpamento, «voluto sia da destra che da sinistra» nei fatti nasce da un “peccato originale” che è «proprio la privatizzazione, per la quale noi restiamo contrari». Monteforte ricorda lo sciopero Amt del 2013, durato cinque giorni, organizzato proprio per evitare una «svendita» del servizio pubblico. Una vertenza, quella su Amiu, che però ha spaccato anche i sindacati: «Oggi è stato dimostrato che la spaccatura dei giorni scorsi è stata una scelta sbagliata», sottolinea Banella Roberto, della Cgil, ricordando le trattative per l’accordo di luglio.

    Alcuni lavoratori sono comunque in parte soddisfatti di questo rinvio, perché consente di continuare la discussione e il “braccio di ferro”; quello che si teme è che sia solo una «tattica politica della giunta per ricompattarsi e trovare i voti necessari in Consiglio comunale», riflette ad alta voce un lavoratore amareggiato. Il “peccato originale” rimane per molti la scelta della privatizzazione «che svende un servizio pubblico e rimettendo al mercato le scelte aziendali che ricadranno su lavoratori e città».

    Con queste incertezze, dopo ore di presidio, i lavoratori abbandonano via Garibaldi, per dedicare le ultime ore di turno per discutere in assemblea, preparando il terreno per i prossimi giorni. Un terreno che assomiglia sempre di più ad un campo minato.

    Gianluca Pedemonte
    Nicola Giordanella

  • Mercato del pesce, Comune cambia la mobilità per Ca’de Pitta. Giovedì nuovo incontro con gli operatori

    Mercato del pesce, Comune cambia la mobilità per Ca’de Pitta. Giovedì nuovo incontro con gli operatori

    mercato-pesce-nuovo-09Diversificazione degli accessi tra dettaglianti e grossisti e nuovi stalli per la sosta in via Adamoli. Queste le principali novità “pensate” da Comune di Genova per ovviare alle criticità messe in luce dai commercianti per la nuova struttura di Ca’ de Pitta. I lavoratori di settore hanno presentato ulteriori proposte di modifica per la gestione degli spazi interni: dopo le verifiche degli uffici tecnici, giovedì il nuovo tavolo di confronto che potrebbe concludere positivamente la vertenza.

    Approfondimento: lo “scontro” sul nuovo Mercato Ittico all’ingrosso

    Le modifiche sono state presentate questa mattina durante un incontro tra l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova, Emanuele Piazza, e i rappresentanti degli operatori del Mercato del Pesce: «Le nuove misure tengono in considerazione le analisi per la mobilità esterna ed interna – ha spiegato l’assessore durante il question time della seduta odierna del Consiglio comunale – cercando di venire incontro a quanto emerso in questi giorni». Le nuove disposizioni prevedono la suddivisione del traffico tra i mezzi dei dettaglianti, che entreranno e usciranno dal varco di via Adamoli, e i grossisti, che con bilici, e tir entreranno e usciranno da piazzale Bligny. Anche lo spazio della sosta è stato aumentato con nuovi posti tracciati, arrivando ad 80 posti all’interno del piazzale, a cui si sommeranno 20 ulteriori stalli “recuperati” dagli spazi di sosta della stessa via Adamoli.

    Nel corso dell’incontro gli operatori hanno presentato ulteriori richieste di modifica anche per la gestione degli spazi interni, ipotesi che saranno valutate nelle prossime ore dagli uffici tecnici dell’amministrazione. È stato fissato un nuovo appuntamento giovedì per arrivare ad un verbale di intesa, di cui sarà successivamente informato anche il Consiglio comunale.

  • Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    amiu-manifestazione-tursiLa delibera di giunta per procedere nella trattativa con Iren per l’acquisizione di Amiu, è stata rinviata. La decisione arriva dopo il caos delle ultime ore, che ha visto i lavoratori bocciare il verbale di accordo siglato da sindacati e Comune di Genova prima, per poi manifestare sotto Palazzo Tursi in occasione del Consiglio comunale, che avrebbe appunto dovuto votare il provvedimento.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    La delibera, oggi ritirata dall’ordine del giorno, sarà discussa la settimana prossima: votata, infatti, la sospensiva presentata dal consigliere Malatesta. La giunta, quindi può prendere tempo, per provare a trovare una rinnovata compattezza politica e lavorare per trovare un nuovo accordo con i lavoratori. Questi, di cui una delegazione era presente in Sala Rossa, hanno accompagnato la notizia con proteste, e la promessa che saranno presenti anche al prossimo passaggio in Aula. Contestato il sindaco Marco Doria, non presente durante la votazione, ma entrato in Sala Rossa appena terminato.

    La scelta arriva anche dopo un’incerta conta dei voti in Consiglio comunale: la maggioranza, infatti, è spaccata sulla questione, e ci si sarebbe affidati ad una eventuale astensione di alcuni consiglieri di minoranza. La giunta, in questo modo, prende tempo anche per recuperare la compattezza politica sulla questione.

  • Amiu-Iren, i lavoratori bocciano l’accordo siglato con Comune, la delibera potrebbe essere ritirata

    Amiu-Iren, i lavoratori bocciano l’accordo siglato con Comune, la delibera potrebbe essere ritirata

    amiuColpo di scena, neanche troppo inaspettato, nella complessa vertenza che dovrebbe portare all’ingresso di Iren nel capitale sociale di Amiu, attualmente azienda in house del Comune di Genova che gestisce il ciclo dei rifiuti. Questa mattina, nel corso di un’assemblea generale molto tesa, i lavoratori hanno respinto a larghissima maggioranza il verbale di accordo tra l’amministrazione e i rappresentanti sindacali che avrebbe modificato in maniera sostanziale la delibera per l’avvio della negoziazione tra Comune e Iren, il cui voto in Consiglio comunale sarebbe previsto tra domani e dopodomani.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Condizionale ormai d’obbligo. A Palazzo Tursi il voto ha colto tutti di sorpresa e nel pomeriggio un incontro tra gli assessori al Bilancio e all’Ambiente, Francesco Miceli e Italo Porcile, dovrebbe decidere il da farsi: andare lo stesso in Aula senza l’accordo con i sindacati e con il rischio di ripercussioni sul voto già così non scontato? E con quale versione della delibera? Quella che mantiene comunque le richieste dei sindacati o quella iniziale fortemente contestata perché non aderente all’accordo siglato nel luglio scorso? Oppure prendere tempo, ritirare la delibera o cercare l’appoggio dei consiglieri di maggioranza per far saltare il numero legale?
    Qualche incertezza anche sul fronte sindacale, con la situazione che potrebbe essere sbrogliata questa sera nel corso di una segreteria unitaria. Con lo sciopero respinto dalla prefettura, se il Comune mantenesse la delibera in votazione tra domani e dopodomani potrebbero essere convocate della assemblee dei lavoratori per consentire la partecipazione ai lavori del Consiglio. «Sinceramente non so che cosa accadrà ora», afferma alla agenzia Dire Corrado Cavanna, Fp Cgil, il più favorevole tra i sindacalisti all’accordo. «Pur avendo disdetto lo sciopero in seguito alle segnalazioni della Prefettura per evitare sanzioni – spiega Umberto Zane, Fit Cisl- siamo stati buoni profeti a non siglare nemmeno il verbale di incontro con il Comune (vidimato, invece, da Cgil, Uil e Fiadel, ndr), perché sapevamo più di altri che per i lavoratori non sarebbe stato sufficiente». Sul futuro, «siamo disposti a parlare con chiunque – afferma Roberto Gulli, Uil trasporti ma il nostro punto di caduta è il mantenimento della maggioranza pubblica di Amiu».