Tag: film

  • Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    cinema-provini-castingUn’associazione culturale nata nel 2007 per sostenere il cinema indipendente, la fotografia e l’arte contemporanea. In questi giorni Profondità di campo è impegnata alla Sala Sivori per il festival Nuovo cinema Europa, che ogni giorno offre proiezioni gratuite delle migliori pellicole europee indipendenti: «I primi due giorni sono andati molto bene: tantissime presenze anche nelle proiezioni delle 16, che di solito è la fascia oraria più penalizzata – ci racconta la presidente Angela FerrariAbbiamo ormai una parte di “fedelissimi” che partecipa a ogni proiezione, ma da un questionario che stiamo distribuendo abbiamo riscontrato anche persone venute per la prima volta. Si tratta di un pubblico variegato, che va dallo studente universitario al pensionato».

    Un festival che vanta la collaborazione di nove istituti europei di cultura, con sede a Genova o in altre città italiane: Academia Belgica, Alliance Française Galliera de Gênes, Ambasciata della Repubblica Slovacca e Istituto Slovacco a Roma, Centro Ceco, Centro Culturale Italo-Austriaco, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Genua. Un appuntamento che pone l’attenzione sulle nuove tendenze del cinema europeo, «in cui sono sempre più visibili due aspetti: da un lato un numero sempre maggiore di co-produzioni fra diversi Paesi, e dall’altro un’evoluzione linguistica che porta film prodotti in un Paese ma con dialoghi in diverse lingue. Lunedì, per esempio, abbiamo trasmesso il film tedesco “Die brucke am ibar”, i cui dialoghi sono interamente in albanese e serbo. Per ogni edizione scegliamo film prodotti negli ultimi due anni, spesso in concorso o premiati in Festival cinematografici, e che non sono ancora stati distribuiti in Italia».

    Fino a venerdì è dunque possibile assistere alle proiezioni del Festival, ma sono altri i progetti in cantiere per l’associazione. Un esempio è la seconda edizione del bando di fotografia Prima Luce, i cui vincitori parteciperanno a una mostra collettiva che si terrà in Sala Dogana dal 28 giugno al 4 luglio (leggi l’intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012). L’associazione ha infine tra i suoi obiettivi la promozione dell’arte contemporanea e potrebbe organizzare un evento durante la Giornata del contemporaneo 2013 (che dovrebbe svolgersi a ottobre).

    Marta Traverso

  • Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    checco-zaloneSi svolgono tra Genova e Santa Margherita Ligure tre giorni di provini per il nuovo film di Checco Zalone, che si intitolerà Sole a catinelle.

    I casting si svolgono giovedì 18 aprile a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure, ore 9-18) e venerdì 19 / sabato 20 aprile a Villa Bombrini (Cornigliano, ore 9-18 il venerdì e 9-15 il sabato).

    Non ci sono requisiti per la selezione, a parte l’essere residenti in zona.

    Sole a catinelle è prodotto dalla TaoDue – che ha finanziato anche i precedenti film di Zalone – mentre i casting genovesi sono a cura della Genova Liguria Film Commission.

    Info 338 7209668.

  • Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    porto-imbarchi-DIAGGIORNAMENTO! Il bando “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è stato prorogato al 15 giugno 2013. Il bando “Porto, motore, azione” è stato prorogato al 15 luglio 2013.

    Il Genova Film Festival si allarga e guarda al porto. La sedicesima edizione della kermesse cinematografica nostrana propone due nuovi contest nazionali tematici per film maker e sceneggiatori, con la collaborazione dell’Autorità portuale.

    «L’idea – spiega Antonella Sica, cofondatrice dell’associazione Daunbailò e anima del Genova Film Festival – è nata da un incontro con l’Autorità portuale che sta per varare il nuovo Piano Regolatore e ha manifestato il desiderio di far conoscere meglio la realtà del porto, scegliendo il cinema come uno dei veicoli di questa promozione. L’obiettivo è puntare alla riscoperta e alla rivalutazione, non solo cinematografica, degli aspetti che meglio esprimono il carattere di apertura, ricchezza, incontro e scambio, propri di questa storica realtà genovese».

    Registi e sceneggiatori da tutta Italia sono, dunque, invitati a riflettere sul valore e sul ruolo del porto al giorno d’oggi, fondendo la vocazione locale, fortemente radicata nel territorio e serbatoio di antichi mestieri, con una dimensione globale, fatta di scambi umani e culturali nonché di flussi di merci, persone e informazioni.
    Per incentrare ancora di più l’attenzione su queste tematiche, nella settimana del Festival (dall’1 al 7 lulgio, ndr), i due concorsi saranno accompagnati da una rassegna dedicata all’ecosistema porto.

    Ma vediamo nel dettaglio a chi sono dedicate le due nuove iniziative che accrescono il già prezioso valore della kermesse nazionale.

    Alla prima sezione, il cui titolo “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è sintesi assai efficace della finalità delle nuove sezioni del festival, sono ammesse opere di ogni genere e stile ambientate in zone portuali, della durata massima di 30’ per la fiction e di 60’ per il documentario, girate non prima del 2009. Al di là dei dettagli tecnici, che tutti gli interessati possono trovare sul sito del Genova Film Festival, i film candidati dovranno pervenire all’organizzazione entro il 30 maggio prossimo, in formato DVD. I video selezionati saranno proiettati nelle giornate della rassegna e pubblicati sulle pagine web della manifestazione. Inoltre, una giuria di esperti selezionerà l’opera migliore, che si aggiudicherà un premio in denaro pari a 800 euro.

    Più originale la seconda novità, intitolata “Porto, motore, azione”. In questo caso, a concorrere saranno sceneggiature per cortometraggi ambientati e da realizzare all’interno del porto di Genova, della durata massima di 10’, che si traducono in altrettante pagine di copione. Al vincitore di questo contest andranno 600 euro; scadenza 15 luglio 2013. «Ma il vero premio per la sceneggiatura vincitrice – tiene a sottolineare Antonella Sica – sarà la copertura dei costi per realizzare effettivamente il film nel porto di Genova, grazie a un accordo con una casa produttrice».

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    CONCORSO NAZIONALE
    Le due sezioni si aggiungono al già ricco programma del concorso nazionale, per cui sono appena scaduti i termini per le candidature. Passata la prima selezione, le opere ritenute meritevoli concorreranno a tre diversi premi per la miglior fiction, il miglior documentario e la migliore colonna sonora, oltre ovviamente alle immancabili menzioni speciali a discrezione delle giurie e ai riconoscimenti speciali di critica, organizzazione e pubblico.

    OBIETTIVO LIGURIA
    Ancora un po’ di tempo, invece, per registi e videomaker di casa nostra, dato che le iscrizioni all’Obiettivo Liguria sono aperte fino al 1° maggio. In questo caso tutti i video, della durata massima di 45’, realizzati non successivamente all’inizio del 2011, concorreranno in un’unica categoria che accorpa fiction e documentari. Anche in questo caso, sabato 6 luglio verrà proclamata l’opera vincitrice e quella prediletta dal pubblico. Ma attenzione, se l’organizzazione ritenesse qualche lavoro particolarmente meritevole, ecco scattare automatica la “promozione” alla competizione nazionale.

    cinema-registi-cortometraggi-filmBenché la forza di volontà degli organizzatori tenda a nascondere le non poche difficoltà, è giusto sottolineare come il Genova Film Festival negli ultimi tre anni sia stato costretto a fare i conti con un budget sempre più risicato: «I tagli drastici – spiega Antonella Sica – ci hanno costretti a molti sacrifici perché è davvero difficoltoso fare le nozze con i fichi secchi. Quest’anno, ad esempio, è a forte rischio il consueto appuntamento con la retrospettiva dedicata a una cinematografia straniera. Ma l’importante è continuare a valorizzare i concorsi che ci caratterizzano come festival di qualità in Italia».

    Qualità che nei film presentati, anche da chi muove i primi passi nel mondo del cinema, è in costante crescita: «Molto è dovuto all’avvento della rivoluzione digitale, che consente una sorta di scolarizzazione diffusa, grazie a strumenti di ripresa e di montaggio davvero alla portata di tutti. Insomma, anche nel cinema si può sperimentare facilmente, così come se si impugnasse una penna e quasi allo stesso costo. Stiamo assistendo a una vera e propria rifioritura della produzione di documentari, come riscoperta del cinema d’autore: i film maker, più e meno esperti, si sentono molto più attratti dal racconto della realtà piuttosto che dalla fiction».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Diego Arbore]

  • Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    cinema-provini-castingDa lunedì 15 a venerdì 19 aprile 2013 il cinema Sivori di Genova ospita  la quarta edizione di Nuovo cinema Europa, il festival dedicato alle migliori produzioni del cinema europeo contemporaneo (opere prime e anteprime nazionali)

    In programma proiezioni a ingresso gratuito 10 film europei prodotti negli ultimi due anni da registi esordienti, tutti in lingua originale sottotitolati in italiano, con 7 Paesi Europei rappresentati – Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Slovacchia – 9 Istituti di Cultura Europei partecipanti.

    L’evento è a cura dell’associazione Profondità di Campo – con la direzione di Angela Ferrari – insieme a Circuito Cinema Genova e agli Istituti di Cultura Europei presenti in Italia. Tutti i film sono votati e premiati dal pubblico tramite apposite schede di votazione, mentre solo uno per ogni Istituto partecipante viene votato e premiato da una Giuria: durante l’ultima giornata di Festival vengono comunicati i vincitori del premio del pubblico e del premio della Giuria.

    Programma del festival

    Lunedì 15 aprile
    ore 18: Die brucke am ibar (Il ponte sull’Ibar, Germania 2012), opera prima di Michaela Kezele, scelto dal Goethe-Institut Genua
    e presentato al Festival in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria. I dialoghi del film sono in albanese e serbo.

    Die Brücke am Ibar si svolge durante la guerra del Kosovo nel 1999. Dunica, una giovane vedova serba, vive insieme ai suoi due figli in un piccolo paesino, separato dalla zona albanese da un ponte sul fiume Ibar. Un giorno Ramiz, soldato albanese dell’esercito per la liberazione del Kosovo, giunge ferito in casa di Dunica, che inizia a occuparsi di lui. Nonostante tutte le contrarietà e i conflitti tra le due etnie, Dunica e Ramiz si avvicinano sempre più, alimentando una storia d’amore costantemente minacciata dalle insidie della guerra. Ma un giorno anche il ponte viene chiuso…

    ore 20.30: Poupata (Boccioli di fiore, Repubblica Ceca 2011), opera prima di Zdeněk Jiráský, scelto dal Centro Ceco di Milano e presentato in anteprima italiana. Anche questo film concorre al Premio della Giuria.

    Il film racconta la storia di una famiglia alla deriva in una piccola cittadina ceca. I quattro personaggi, caratterizzati da personalità differenti, cercano di affrontare le difficoltà imposte dalla loro condizione in maniera diametralmente opposta, tendendo comunque tutti allo stesso obiettivo: riuscire a cambiare il proprio destino. Agata si augura di fuggire, consapevole del fatto che la felicità potrà essere trovata solo sottraendosi alle costrizioni della vita familiare sebbene ciò significhi tradire la famiglia stessa, Honza crede nella purezza dell’amore, Kamila spera nel futuro e non si piega alla miseria del presente. Solamente Jarda è consapevole dell’impossibilità di cambiare il proprio destino e dunque non le resta che arrendersi cercando di vivere alla giornata. Un inaspettato aiuto arriverà, ma quando ormai ogni speranza è perduta.

    Martedì 16 aprile
    ore 16: Comme des freres (Come fratelli, Francia 2011), opera prima di Hugo Gélin, scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana.

    Da quando Charlie non c’è più, la vita di Boris, Elie e Maxime è andata in frantumi. Questi tre uomini condividevano un grande amore per Charlie. Era per loro una sorella, una donna, un’amica. Ma Charlie è morta. Né Boris, uomo d’affari di successo, né Elie, sceneggiatore, né Maxime, ventenne mammone, sanno come affrontare questa perdita. Dando seguito a una sua richiesta fatta in vita, i tre decidono di fare un
    viaggio insieme, diretti in Corsica, nella casa che Charlie amava tanto. Ma 900 km chiusi insieme in macchina sono lunghi, quando si ha in comune soltanto l’affetto per la stessa donna.

    ore 18: Staub auf unseren herzen (Polvere sui nostri cuori, Germania 2012), opera prima di Hanna Doose, scelto dal Goethe-Instit Genua e presentato in anteprima italiana.

    Kathi, ragazza madre trentenne, cerca di affermarsi come attrice a Berlino, ma senza grande successo. S’inasprisce così il suo rapporto con la madre Chris, affermata psicologa, sempre pronta a rimarcare le debolezze e i fallimenti della figlia. Ma nella loro vita interviene una novità: il ritorno del padre di Kathi, dopo quindici anni di assenza, indurrà le due donne a confrontarsi con il loro passato e con il loro sempre più duro
    conflitto.

    ore 20.30: Quichote’s eiland (L’isola di Chisciotte, Belgio 2011), opera prima di Didier Volckaert, scelto dall’Academia Belgica e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    San vive sospeso tra sogno e realtà. Non ha amici e suo padre è completamente assorbito dal lavoro. Quando incontra l’affascinante Isabelle, per la prima volta si innamora follemente. Ma Isabelle non lo degna di uno sguardo. Incompreso, San cerca di fuggire da questa dura realtà. L’imprevedibile Chisciotte lo attende al varco. Ha un piano ingegnoso per aiutarlo a conquistare il cuore di Isabelle. Fino a quando San diventa
    testimone involontario del fallimento di un traffico di droga, dalle conseguenze irreversibili. Tutte le piste per trovare il colpevole portano a San, che però è sparito…

    Mercoledì 17 aprile
    ore 18: Spectres (Spettri, Belgio 2011) dell’artista visivo Sven Augustijnen (Belgio 2011), scelto dall’Academia Belgica.

    Cinquant’anni dopo il suo assassinio Patrice Lumumba, Primo Ministro del Congo indipendente, è tornato a tormentare il Belgio. Attraverso commemorazioni, incontri e il ritorno sui luoghi del passato, un funzionario civile belga di alto livello, che era in Elisabethville in quel giorno tragico del 17 Gennaio 1961, tenta di esorcizzare i fantasmi del passato. Con la Passione secondo Giovanni di J.S Bach come sottofondo, Spectres ci immerge in uno dei giorni più neri della decolonizzazione del Congo belga. Un esame del corpo biopolitico, questo lungometraggio di Sven Augustijnen espone la linea sottile che separa la legittimazione, la storiografia e la questione traumatica di responsabilità e debito.

    ore 20.30: Stilleben (Natura morta, Austria 2011), opera prima di Sebastian Meise, scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    Un padre di famiglia paga delle prostitute per giochi di ruolo in cui si fingono sua figlia. La scoperta sconvolgente di un’ossessione nascosta per tutta la vita scuote la fragile struttura di una famiglia. Mentre il figlio prova disgusto e cerca di capire se il padre abbia mai oltrepassato il limite con la sorella, quest’ultima vuole stare da sola per fare ordine tra i suoi ricordi. In questo clima di dubbi e incertezze, la madre è convinta che per il marito sia arrivato il momento di affrontare la vergogna e il senso di colpa.

    Giovedì 18 aprile
    ore 16: Kuma opera prima di Umut Dağ (Austria 2011), scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura.

    Festa di matrimonio in piccolo villaggio dell’Anatolia. La sposa è una bella ragazza del posto di nome Ayse. Lo sposo, Hasan, un giovane turco che vive in Austria. Una volta giunta a Vienna Ayse trascorrerà la prima notte di nozze con il marito, scoprendo così che l’uomo che ha veramente sposato non è Hasan, ma il padre Mustafa, cui è stata destinata quale “kuma”, seconda moglie. Fatma, la prima moglie di Mustafa, ha infatti scoperto di essere malata di cancro e ha convinto il marito a prendere una seconda moglie, che possa occuparsi della famiglia. I figli rifiuteranno Ayse, più giovane di loro, mentre tra le due donne nascerà una particolarissima amicizia, che verrà però messa alla prova da uno scherzo del destino.

    ore 18: Az do mesta ad (Fino alla città di Aš, Slovacchia/Repubblica Ceca 2012), opera prima di Iveta Grófová, scelto dal Centro Ceco di Milano in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca e l’Istituto Slovacco a Roma. Il film concorre al Premio della Giuria.

    Dorota si è appena diplomata, ma il piccolo paese che la ospita non le offre alcuna possibilità di lavoro. Decide quindi, come molti suoi connazionali, di emigrare dalla Slovacchia orientale verso il punto più occidentale della Repubblica Ceca in cerca di fortuna. Risoluta e piena di idee, ingenue e adolescenziali, Dorota inizia a lavorare come sarta in una piccola azienda tessile sul confine ceco-tedesco, nella città di Aš. Qui si incontrano persone da entrambi i confini, tutte alla ricerca di qualcosa. Le ragazze che vengono a lavorare come sarte vogliono garantirsi una vita dignitosa e un relativo benessere, i tedeschi un divertimento a basso costo. Tutto si mescola in una Babilonia di lingue e di valori, dove le naturali difese umane vengono distrutte.

    ore 20.30: Dead man talking, opera prima di Patrick Ridremont (Francia/Belgio/Lussemburgo 2012), scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    William Lamers è condannato alla pena di morte per omicidio. I preparativi per l’esecuzione procedono nell’indifferenza generale. Poiché la legge non precisa quale deve essere la durata dell’ultima dichiarazione di un condannato, Lamers approfitta di questo dettaglio giuridico per raccontare la sua vita con un lunghissimo monologo, per ritardare il più possibile il momento della morte. La sua esecuzione, da semplice formalità diventa così il più incredibile dei casi politici e mediatici.

    Venerdì 19 aprile
    ore 18.30: cinema e musica, Entr’acte di René Clair ed Erik Satie eseguito dal vivo dal pianista Dario Bonuccelli. Segue la premiazione dei film vincitori.

    Entr’acte è un film del 1924, del regista francese René Clair. È considerato il manifesto del cinema dadaista e una delle opere più significative delle avanguardie francesi nel cinema. Il titolo si traduce in italiano come Intervallo o Intermezzo. Il film era nato per essere proiettato durante l’intervallo, tra i due tempi del balletto istantaneista Relâche. Firma il soggetto il pittore Picabia e Satie è autore della musica.

  • Pink gang: un documentario sulla protesta delle donne in India

    Pink gang: un documentario sulla protesta delle donne in India

    India, SivakasiSabato 13 aprile 2013 (ore 17) presso La Passeggiata Librocaffè è proiettato il film di Enrico Bisi Pink gang. La missione della Gulabi Gang (Pink Gang), nata in India per difendere le donne vittime di soprusi e ingiustizie, attraverso la storia personale della sua fondatrice Sampat Pal. Il documentario è vincitore al One World/Nje Bote Film Festival in Kosovo e al Terra di Tutti Film Festival di Bologna.

    Trama del documentario
    In India, nell’Uttar Pradesh, un gruppo di donne si unisce per lottare contro la violazione dei diritti umani, sfilano per le strade sconnesse e polverose dei villaggi indiani tutte con un sari rosa. Guardano chiunque dritto negli occhi e, quando le parole non bastano, minacciano poliziotti e bramini con un bastone. Cercano di far capire alle altre donne che la sottomissione non è una condizione naturale dell’essere umano. E in più costruiscono scuole per i bambini e insegnano un mestiere alle ragazzine. Sembra esserci qualcosa di mitico, come spesso accade nei racconti indiani. Di fatto, però, c’è un’utopia che è già realtà, le Pink Gang.

    All’evento sarà presente l’autore. La proiezione è organizzata dalle associazioni Usciamo dal silenzio e Senza paura.

  • Bateau ivre: a Genova l’anteprima nazionale del film

    Bateau ivre: a Genova l’anteprima nazionale del film

    cinemaGiovedì 21 marzo 2013 (ore 18) l’Alliance Francaise di Genova in via Garibaldi ospita la proiezione in anteprima nazionale del film Bateau Ivre, dei registi Chafik Allal e Claudio Capanna.

    L’evento si svolge in occasione della Settimana Internazionale della Francofonia, l’iniziativa che rende omaggio alla lingua francese e ai paesi francofoni di tutto il mondo.

    Ingresso gratuito.

    Tema di Bateau ivre
    Il film narra la storia di un professore che porta la propria classe in gita su un battello lungo il canale Bruxelles – Charleroi, in Belgio. Agli allievi, per la maggior parte immigrati di origine africana, era stato assegnato il compito di leggere il romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad per poi discuterne quel giorno insieme; l’insegnante sceglie di concentrarsi, in particolar modo, sul tema del colonialismo e sulle sue implicazioni nel rapporto tra la popolazione africana e quella europea, talvolta provocando gli allievi in maniera piuttosto esplicita. Le reazioni che otterrà saranno totalmente inaspettate e condurranno a momenti di conflittualità e tensione.

    Il “battello ebbro” – omaggio all’omonima poesia di Arthur Rimbaud – è il simbolo della deriva morale della società, una deriva che il romanzo di Conrad aveva già iniziato a raccontare raccogliendo le contraddizioni della cultura occidentale all’epoca del colonialismo: la modernità del testo è confermata anche dalla reazione ostile del gruppo di immigrati, un gruppo che tenta l’integrazione nell’area urbana di Bruxelles ma che rifiuta fortemente l’idea che esista una schiavitù nella società attuale.

    A seguito della proiezione, è previsto un dibattito con Giorgio Musso, ricercatore di Storia dell’Africa all’Università di Genova, e con il critico cinematografico Massimo Lechi.

  • Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    cinema-provini-castingCome ogni anno apre il bando per il Genova Film Festival 2013, che raggiunge la 16a edizione e si svolgerà dal 1 al 7 luglio ed è organizzato dall’associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Il concorso è suddiviso in due sezioni: una Nazionale (per autori residenti in Italia) e Obiettivo Liguria, dedicata agli autori liguri.

    La partecipazione è aperta ad opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, realizzate dopo il 1 gennaio 2011 e della durata massima di 45’ per la fiction e di 60’ per il documentario.

    Le opere dovranno pervenire in DVD, accompagnate
    dalla scheda di iscrizione compilata e firmata, entro il 15 aprile 2013 all’indirizzo Segreteria e Archivio del Genova Film Festival – Palazzo Ducale – Piazza Matteotti 9, 16123 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita.

    La giuria assegnerà i seguenti premi:
    – Premio per la Miglior Opera di Fiction
    – Premio per il Miglior Documentario
    – Premio per la Miglior Colonna Sonora

    Oltre ai premi della giuria ufficiale verranno assegnati i seguenti riconoscimenti:
    – Premio della Critica, assegnato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Ligure
    – Premio DAUNBAILÒ, assegnato dall’Organizzazione del Festival
    – Premio del Pubblico attribuito mediante votazione popolare

    Il montepremi e la lista delle opere che saranno proiettate verranno segnalati sul sito Internet del Festival.

  • The Summit: film sul G8 di Genova, anteprima al cinema America

    The Summit: film sul G8 di Genova, anteprima al cinema America

    g8-carlo-giulianiGiovedì 28 febbraio 2013 (ore 21) il Cinema America ospita l’anteprima di The Summit, film documentario sul G8 diretto da Franco Fracassi e Massimo Lauria e distribuito da Minerva Pictures.

    Tema del film
    Il film parte dal vertice che si è tenuto nel 2001 a Genova per raccontare, non tanto l’accaduto, ma perché sono avvenute certe cose. The Summit lavora su due piani. Da una parte quello dell’inchiesta, per capire perché la polizia si è comportata in questa maniera, perché una parte dei manifestanti ha devastato la città e chi gli ha permesso di farlo, chi erano davvero i black block e che legami avessero con le forze dell’ordine e perché proprio a Genova fossero successe queste cose. Dall’altra parte, la contestualizzazione dell’accaduto, spiegando che quello non era il primo vertice in cui accadevano gli scontri, era dal ’99 a Seattle che ad ogni vertice internazionale c’erano pestaggi. Spesso ci si dimentica che a Genova si dovessero incontrare gli otto capi di Stato più importanti del mondo, per decidere questioni fondamentali per il pianeta. Il film s’interroga su questo. In agenda c’era la discussione sull’annullamento del debito per i paesi del terzo mondo, il protocollo di Kyoto, la globalizzazione: sono stati questi temi, importanti e delicati, a trasformare Genova in un campo di battaglia. Gli scontri non sono stati tra manifestanti italiani e polizia italiana, ma tra chi voleva un modello di pianeta e chi ne voleva un altro. E lì a Genova si è svolta la battaglia finale.

    Su trentacinquemila poliziotti, almeno cinquemila erano agenti stranieri. Solo settecento appartenevano all’FBI ed erano lì per proteggere Bush. Quando si parlava dei black block infiltrati, si sono sempre prese in considerazione solo le forze dell’ordine italiane. Invece, dalle testimonianze raccolte tra gli infiltrati, parlavano tutti tedesco, francese, olandese, inglese ma non italiano.

    Al termine della proiezione si svolgerà un incontro-dibattito con il pubblico. Saranno presenti i due registi insieme a Giuliano Giuliani, padre di Carlo Giuliani; Antonio Bruno, consigliere comunale di Genova, portavoce di Cambiare si può e membro del Comitato Verità e Giustizia per Genova; Giovanni Mari, caposervizio a Il Secolo XIX che era tra le strade di Genova nei giorni del G8; Daniele Damiani ed Emanuela Massa di Amnesty International, circoscrizione Liguria; Don Andrea Gallo.

  • Cortometraggi animati: serata di proiezioni allo Zenzero

    Cortometraggi animati: serata di proiezioni allo Zenzero

    cinema-registi-cortometraggi-filmMercoledì 27 febbraio 2013 (ore 21) Attilio Valenti presenta al Circolo Arci Zenzero di via Torti una proiezione di cortometraggi di animazione.

    Questi gli spettacoli in programma.

    Oto di Fusako Yusaki: opera inedita realizzata con le tecniche più avanzate unite alla manipolazione della plastilina;

    P.O.P. di Attilio Valenti e Roberto Davide Papini

    Illusion? di Frederic Bac

    La demoiselle et le violoncellist di Jean Francois Laduioine

    A chairy tale e Blinkity Blanc di Norman McLaren.

    Note su Attilio Valenti
    Negli Anni ’80 e ’90 è direttore di Incontri Internazionali con gli Autori di Cinema d’Animazione, festival competitivo a Genova. Collabora inoltre con Festival e manifestazioni in Italia e all’estero. Nel 2004 è co-direttore, co-sceneggiatore e responsabile del percorso didattico del laboratorio a Roma dove nasce POP che ottiene un premio al Festival del Cinema di Venezia nella sezione “Cinema e Cultura del Dialogo”.

    Dal 1984 al 2004 è Vice Presidente di ASIFA, l’Associazione Italiana degli Autori di Cinema d’Animazione.

    Attualmente collabora con Coop Liguria e Festival della Scienza, oltre che con alcune scuole liguri.

  • Freedom of birth a Genova: un film per difendere la libertà nel parto

    Freedom of birth a Genova: un film per difendere la libertà nel parto

    cinema-registi-cortometraggi-filmAgnes Gereb è un’ostetrica ungherese, che negli ultimi trent’anni si è battuta perché nel suo Paese fossero consentite la presenza dei padri al momento del parto e la scelta di partorire in casa o in luoghi diversi dall’ospedale. Ha aiutato oltre 3.500 bambini a nascere, tuttavia nel 2007 le è stata revocata per tre anni l’abilitazione alla professione e nel 2010 è stata arrestata, ufficialmente con l’accusa di negligenza.

    Una delle sue pazienti, Anna Ternovsky, ha denunciato la sua libertà di scelta alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che in una sentenza del 2010 ha stabilito che ogni donna ha il diritto legale di decidere dove e come partorire.

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    La storia di queste due donne è raccontata nel documentario Freedom of birth, che sarà proiettato a Genova (piazza Cernaia) sabato 23 febbraio alle 15.30, un evento organizzato dalla rete di ostetriche libere professioniste LiberaMente Mamma. Lanciato il 20 settembre 2012, Freedom of birth è un film di 58 minuti che è già stato proiettato più di 1.000 volte in oltre 50 Paesi del mondo.

    Le vicende di Agnes Gereb e Anna Ternovsky sono raccontate in una panoramica delle violazioni dei diritti delle partorienti che ancora oggi sono effettuate in molti Paesi: in particolare, l’essere costrette a partorire in ospedale e non in altri luoghi di loro scelta, oppure l’essere sottoposte a interventi chirurgici o tagli cesarei anche quando non vi è necessità.

    Questo video rappresenta una versione “ridotta” del documentario, con spezzoni di interviste ad Agnes Gereb e altre persone che lavorano nello stesso ambito.

    Marta Traverso

  • Girare un film con l’aiuto dei bambini: il progetto Zuccherarte

    Girare un film con l’aiuto dei bambini: il progetto Zuccherarte

    cinema-registi-cortometraggi-filmZuccherarte è un’associazione che opera a Genova con l’obiettivo di trasmettere le peculiarità del linguaggio cinematografico, a partire dai bambini: a questo scopo, la scorsa estate si è tenuto presso il Castello di Zena (in provincia di Piacenza, poco distante dal confine con la Liguria) un laboratorio denominato Botteguccia della fantasia, che ha portato alla realizzazione di due cortometraggi girati con l’aiuto dei piccoli allievi.

    Un progetto del regista genovese Marco Di Gerlando, che in collaborazione con Ludovica Gibelli ha realizzato due brevi film – Il castello dei fantasmi e Gargabullo e le follette Mangiafrutta – supportato da bambini in età scolare: «Il coinvolgimento e il divertimento stanno alla base di tutto, realizzare un film è per loro come fare un grande gioco. È molto importante trasmettere loro le competenze tecniche sul come costruire un audiovisivo, anche perchè nella quotidianità sono continuamente “bombardati” da immagini e suoni. Le sceneggiature sono state preparate dai coordinatori del laboratorio, e successivamente lette, commentate e modificate insieme ai bambini».

    Oltre ai due corti è partita la realizzazione di una miniserie di fantascienza scritta e interpretata dagli allievi, dal titolo Mondi paralleli. Questi prodotti saranno portati in gara ai festival di cortometraggi ragazzi e scuole e saranno organizzate proiezioni pubbliche a Genova. Sono infine in previsione nuovi laboratori per il 2013, tutte le informazioni si possono trovare scrivendo a info@labottegucciadellafantasia.it.

  • Cinema a Genova: film gratis a Voltri, la programmazione

    Cinema a Genova: film gratis a Voltri, la programmazione

    cinemaL’associazione Ponente che Balla organizza a partire da questa sera, domenica 10 febbraio 2013, l’iniziativa Cineperiferico, una rassegna di film gratis al Mare di Note di Genova Voltri.

    L’evento è organizzato in collaborazione con Mare Di Note e Comitato Provinciale Arcigay Genova L’Approdo.

    Questo il calendario completo dei film.

    Domenica 10 febbraio 2013
    Diaz – Don’t clean up this blood di Daniele Vicari
    Alcuni personaggi – tra cui un giornalista della Gazzetta di Bologna, un’anarchica tedesca, un manager francese, un anziano militante della CGIL – si trovano la notte del 21 luglio all’interno della scuola Diaz, dove la polizia scatenerà l’inferno.

    Domenica 17 febbraio 2013
    Casinò di Martin Scorsese
    Il giocatore d’azzardo Sam “Asso” Rothstein è scelto da una potente famiglia mafiosa di Kansas City come direttore di una casa da gioco di Las Vegas, ma la sua ambizione di diventare un ricco e rispettabile manager è rovinata dalla moglie, avida e infedele, e da un amico gangster.

    Domenica 24 febbraio 2013
    Tommy di Ken Russell
    Il film ripercorre la vita di Tommy, diventato cieco e sordomuto a sei anni dopo aver visto il patrigno che uccideva il padre. Versione cinematografica della prima “rock-opera” della storia della musica, composta da Pete Townsend e gli Who.

    Domenica 10 marzo 2013
    StoneWall di Nigel Finch
    Matt Dean, un ragazzo gay, viene a vivere a Manhattan nel 1969 e si confronta con due realtà: quella allegra e trasgressiva dei travestiti che frequentano il locale e quella della militanza politica degli omosessuali che lottano pacificamente in giacca e cravatta per i loro diritti civili e per l’accettazione da parte della società.

    Domenica 17 marzo 2013
    Milk di Gus Van Sant
    Harvey Milk è omosessuale e insieme al suo compagno Scott apre un negozio di fotografia a San Francisco, che diventa il punto di ritrovo di molti attivisti omosessuali della città. Harvey si candida alla carica di consigliere comunale per una, due e tre volte, finalmente vincendo. Promotore della storica ordinanza sui diritti dei gay e trionfatore sulla Proposition 6, che voleva bandire gli omosessuali dall’insegnamento nelle scuole pubbliche della California, Milk verrà assassinato.

    Domenica 24 marzo 2013
    Come non detto di Ivan Silvestrini
    Mattia è gay e vive questa identità di nascosto dalla sua famiglia. Ha un biglietto per Madrid per raggiungere lì il suo fidanzato, con cui cominciare una nuova vita lontano dall’Italia. Alla vigilia della partenza però Mattia sarà costretto a fare i conti con se stesso e la propria identità. Intorno al tavolo troverà le parole per dirlo e per dirsi.

  • Fabio Giovinazzo e Sanguineti: il film d’esordio del regista genovese

    Fabio Giovinazzo e Sanguineti: il film d’esordio del regista genovese

    fabio-giovinnazzoDefinisce il suo lavoro come “un sogno o una fiaba” e usa l’immagine video per analizzare se stesso. “Non mi interessa far arrivare al pubblico un messaggio. Non mi interessa insegnare niente a nessuno. Sono un grande egoista in questo senso. Mi piace analizzare il mio pensiero, in uno stile complicato. Diciamo che attraverso le immagini cerco di curare il mio animo”. Il suo lavoro d’esordio, ispirato alla figura di Edoardo Sanguineti e alla città di Genova, e intitolato “Kinek ìrod ezt”, è stato sostenuto e prodotto dall’Università di Genova, finanziato nel montaggio dalla Cineteca Griffith e proiettato nella sua prima versione a Madrid, presso il Garaje Lumière. Il 19 febbraio verrà proiettato presso la Biblioteca Berio.

    Come è avvenuto il tuo avvicinamento al linguaggio filmico?

    «Non ho frequentato alcun corso tecnico di cinema, mi sono formato guardando un gran numero di film e seguendo il mio istinto.  Nel senso che una cultura cinematografica può essere sicuramente importante, ma quello che conta veramente è sentire qualcosa di eccitante scorrere nelle vene quando ci si trova sul set per girare un film.  La passione, l’istinto…  Quando giro sento qualcosa che mi trascina verso l’azione. Ho sempre avuto una gran fantasia e il cinema è un luogo dove posso esprimermi al meglio.  Scrivere e girare un film, per me significa viverlo.  Vorrei vivere per sempre e avere molte vite.  Fare cinema mi permette tutto questo.  Ogni film è una parte di me, è una vita che avrei voluto seguire.  In questo senso è stata una scelta obbligata.  Per non parlare dei pensieri che mi assillano, allora non faccio altro che imprigionarli nel linguaggio cinematografico per liberarmene.  Fino alla prossima volta, ovvio».

    Il tuo film sembra essere documentaristico ma sembra anche avere risvolti evocativi-allucinati…

    «Si tratta di un documentario tra il vero ed il falso.  Nel senso che ho sia rubato scene di vita quotidiana, sia ricostruito certe situazioni.  Ho giocato con le diverse inquadrature, alcune molto geometriche, e sfruttato i vari momenti narrativi per far emergere nello spettatore una qualsivoglia emozione.  Bella o brutta non mi interessa.  L’importante è far arrivare qualcosa di me, far vivere anche un singolo frammento del mio essere nelle altre persone».

    fabio-giovinazzo2Perché hai scelto la figura di Sanguineti per il tuo film? A quali esigenze rispondeva tale scelta?

    «Ho scelto Sanguineti perché aveva un modo di scrivere molto sperimentale, ludico direi.  Diciamo che rispecchia, in alcuni versi, il mio modo di fare regia.  Lui giocava con le parole, io gioco con le immagini».

    Scegliendo l’analisi di te stesso ma non volendo spiegare nulla, non temi che il risultato rischi di essere troppo criptico per essere apprezzato?

    «Il mio modo di fare regia è questo.  Ripeto: faccio cinema per me stesso, perché sento che devo farlo.  Quando accendo la telecamera, indago su quello che c’è dentro di me».

    Un’immagine del film che ti sembra racchiuderne l’essenza.

    «L’inquadratura simbolo del mio film è quando arriva un treno in stazione e si ferma per tutto il tempo che nella realtà è necessario mentre la televisione della stazione manda a ripetizione pubblicità soprattutto sulla carta igienica.  La trovo ironica e violenta al tempo stesso».

    Definisci le sequenze del film come “una serie apparentemente sconnessa di immagini”…

    «Le immagini sono sconnesse solo in apparenza, in realtà sono legate dal mio viaggio per Genova alla ricerca di Sanguineti.  Che non appare mai come fisico e voce, troppo banale, ma solo attraverso la quotidianità di certi momenti a lui riconducibili per natura».

    Qual è il significato del titolo “Kinek ìrod ezt” e perché hai scelto proprio queste parole?

    «Il titolo è in lingua ungherese.  Non ha una traduzione specifica.  Si tratta di una domanda che il poeta scrive alla fine di una sua poesia.  Per me è una simpatica presa in giro, simbolo del suo scrivere.  Perfetta per il mio film.  Subito lo spettatore si trova davanti a qualcosa di misterioso.  “Che cosa vedrò?” si domanda».

     

    Claudia Baghino

  • Corso di scrittura creativa a Genova: com’è fatto un film?

    Corso di scrittura creativa a Genova: com’è fatto un film?

    cinemaDue fine settimana dedicati allo Scrivere per il cinema, un workshop che si terrà presso la scuola di scrittura creativa Officina Letteraria (via Cairoli 4B) e che sarà tenuto da Federica Pontremoli.

    Un progetto rivolto non solo a chi vuole imparare a scrivere sceneggiature, ma anche ad appassionati di cinema che vogliono capire meglio cosa c’è dietro alla realizzazione di un film. «Il workshop vuole far comprendere il percorso che porta “da zero al film”, come viene man mano impostata la narrazione. Tutti i film, dai Vanzina in su, si reggono sulla medesima struttura: soggetto, divisione in tre atti, costruzione delle scene», spiega Federica Pontremoli. Durante il workshop sarà proiettato un film intero e spezzoni di altre pellicole, che verranno “scomposti” e analizzati fino ad arrivare a comprenderne gli elementi essenziali.

    A seguire, saranno assegnate esercitazioni diverse per ogni partecipante al workshop – scrivere un soggetto, una scena, una struttura in tre atti e così via – sulla base di indicazioni fornite dalla stessa docente. Nel corso del secondo fine settimana le esercitazioni verranno lette e discusse, e da una di queste si proverà a realizzare un “prodotto finito”. «Il primo passo da compiere, per chi vuole lavorare come sceneggiatore, è rivedere tutta la propria cinematografia alla luce di questi nuovi elementi, allenare occhi e orecchie alla comprensione della struttura del film, del suo equilibrio narrativo. Solo dopo ha senso iniziare a scrivere un proprio film».

    Nata a Genova e diplomata in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Federica Pontremoli ha collaborato alle sceneggiature di noti film italiani. Qualche esempio: Il caimano e Habemus papam di Nanni Moretti, Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, Lo spazio bianco di Cristina Comencini.

    Il workshop si terrà sabato 19, domenica 20, sabato 26 e domenica 27 gennaio. Per informazioni su orari e costi scrivere una mail a officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Corpo docente: documentario sulla scuola pubblica in Italia

    Corpo docente: documentario sulla scuola pubblica in Italia

    Lunedì 17 dicembre 2012 (ore 17.30) il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi a Genova ospita la proiezione di Corpo docente, documentario di Diego Venezia girato nel 2012.

    L’evento ha luogo nell’ambito di un’assemblea a cura dei docenti autoconvocati, un gruppo di insegnanti della scuola pubblica genovese che attraverso conferenze, flash mob e altre iniziative vuole stimolare dibattito e riflessione sul ruolo della scuola in questo periodo di crisi economica e spending rewiev.

    Al termine della proiezione seguirà dibattito.