Tag: presentazioni

  • Gruppi di acquisto solare: il fotovoltaico arriva a Genova

    Gruppi di acquisto solare: il fotovoltaico arriva a Genova

    pannelli solariTrasmettere alle persone la cultura del risparmio energetico significa anche mettere a disposizione le risorse per permettersi questo stile di vita. Che in parole povere significa: installare pannelli fotovoltaici costa molto. Una spesa che non tutti possono sostenere, soprattutto in tempi difficili come questi.

    È sulla base di questa premessa che Legambiente Liguria, in collaborazione con il Comune di Genova e la società AzzeroCO2 lancia i primi gruppi di acquisto solare: più persone che si mettono insieme per comprare collettivamente il sole, e installare nelle proprie case pannelli fotovoltaici che assorbono energia pulita.

    Il progetto verrà presentato nel corso di due incontri pubblici a Pegli e Nervi: il primo mercoledì 23 novembre alle 20.30 presso gli uffici di Pegli del Municipio VII Ponente (via Pallavicini 5), il secondo giovedì 24 novembre alle 20.30 presso il Municipio IX Levante (Villa Garibaldi, Via Pinasco 7).

    Legambiente attiverà inoltre uno sportello per dare informazioni a chi vuole aderire all’iniziativa: per saperne di più è possibile contattare il numero 010 319168.

  • A Ventimiglia il primo film a costo zero realizzato via Facebook

    A Ventimiglia il primo film a costo zero realizzato via Facebook

    cinepresaLa trama è di quelle che più scontate non si può, soprattutto di questi tempi in cui sembra che la tv la faccia sempre e comunque da padrone: un padre di famiglia che per tutta la vita ha lasciato inespressa la sua passione per il canto decide di fare un provino per un talent show.

    La ragione per cui Pugni chiusi può rivelarsi un film interessante è un’altra: si tratta di un lungometraggio realizzato a costo zero tramite Facebook. Il regista Marioandrea Barbantini ha scelto come location la sua città natale, Ventimiglia, reclutando tramite il social network cast, ambientazioni e strumenti.

    Proprio per il suo carattere web il progetto del regista si può definire social movie, e nel suo genere richiama i B movie che hanno avuto molto successo negli anni Settanta: trama ridotta all’osso, cast composto interamente (o quasi) da esordienti, ambientazioni e attrezzature di scena essenziali, budget minimo se non addirittura nullo.

    La prima del film avverrà giovedì 24 novembre (ore 21, ingresso gratuito) al Cinema Teatro di Ventimiglia. Per prenotazioni si può contattare il numero 331 3715638.

    Marta Traverso

  • Carlo Verdone si racconta al Festival dell’ eccellenza femminile

    Carlo Verdone si racconta al Festival dell’ eccellenza femminile

    La giornata genovese del regista romano coincide con il suo 61esimo compleanno. Carlo VerdoneCarlo Verdone ha presentato “Posti in piedi in paradiso” il suo prossimo film che uscirà nel 2012, ed è intervenuto come ospite d’onore al festival dell’eccellenza femminile per parlare delle “sue” donne che hanno caratterizzato in tutti questi anni il cinema verdoniano, il ruolo della donna nelle sue pellicole è sempre di primo piano.

    Grandi attrici come Eleonora Giorgi, Claudia Gerini, Ornella Muti, Elena Sofia Ricci, Nancy Brilli… sino alla Micaela Ramazzotti dell’ultimo film, hanno segnato profondamente la sua carriera. “Un mondo, quello delle donne, che mi ha sempre affascinato” ha dichiarato nella sala del cinema Sivori.

    “Il prossimo film è incentrato maggiormente sulla figura dell’uomo, i cosiddetti padri poveri. Ma non si tratta di un film maschilista contro le donne… come ho letto da qualche parte. La donna del mio film entrerà in questa storia con un ruolo molto positivo…”

    Ecco il video di EraSuperba:

    Foto e Video di Daniele Orlandi

  • Fabrizio De André e musica classica: esce l’album “Sogno n.1”

    Fabrizio De André e musica classica: esce l’album “Sogno n.1”

    De AndrèLa voce è quella di Fabrizio De André, la musica è della London Symphony Orchestra (80 elementi), nel mezzo tanti duetti che sarebbe stato meraviglioso ascoltare davvero, con artisti del calibro di Franco Battiato e Vinicio Capossela. Il tutto registrato negli studi di Abbey Road.

    Tutto questo è Sogno n.1, un album che uscirà il prossimo 22 novembre e che vede Faber rivisitato in chiave sinfonica. Un progetto fortemente voluto da Dori Ghezzi, con la collaborazione del produttore inglese Geoff Westley, che insieme a Mogol scrisse la musica di Una donna per amico e Una giornata uggiosa di Lucio Battisti.

    Westley ha riascoltato tutti i brani di De André e ha scelto dieci canzoni per comporre la scaletta dell’album: magari non saranno le più famose, ma sono quelle che a lui sembravano più rappresentative della carriera di Faber. Eccole: Valzer per un amore (duetto con Vinicio Capossela), Anime salve (duetto con Franco Battiato), Rimini, Hotel Supramonte, Ho visto Nina volare, Preghiera in gennaio, Tre madri, Laudate Hominem, Le nuvole e Disamistade.

    Buon ascolto.

    Marta Traverso

  • “Pane e Bugie”: educazione alimentare e cattiva informazione

    “Pane e Bugie”: educazione alimentare e cattiva informazione

    Ogm e educazione alimentare

    Un incontro curioso, di quelli che ti spingono a meditare, si è svolto presso le Cisterne di Palazzo Ducale. Dario Bressanini, chimico di professione, scrittore per passione, ci mette in guardia contro i pericoli della cattiva informazione che, in campo alimentare, può dar adito a leggende metropolitane assolutamente fallaci.

    Nel suo libro “Pane e Bugie“, tema dell’incontro, pone l’accento su ciò che definiamo naturale e quello che etichettiamo come “chimico”. In realtà, la stragrande maggioranza delle sostanze di cui ci nutriamo esiste in natura e risulta poco rilevante se sia stata “concepita” nell’orto del vicino o sia un prodotto di sintesi: sono composti molecolari assolutamente identici. La natura, d’altro canto, non è scevra da insidie. Tra i vegetali, troviamo molti principi dannosi, che le piante producono per difendersi dai parassiti poiché, come dice l’autore, non hanno la possibilità di fuggire “a gambe levate”.

    La presenza di metil-eugenolo, nel basilico, ha relegato il pesto tra le sostanze cancerogene. Il buon senso, valutandone la presenza in percentuale, ci dice chiaramente che non sarebbe pericoloso neppure per una formica. Al contrario, se mangiamo un’intera noce moscata possiamo seriamente rischiare la morte così come se rimaniamo, a lungo, in una stanza satura delle fragranze della salvia.

    Il caffè contiene 21 sostanze cancerogene dovute alla tostatura e persino il succo d’arancia non è esente da elementi pericolosi, le cui dosi insignificanti sono ampiamente bilanciate dagli effetti salutari o di piacevolezza.

     

    Temiamo il “sintetico” ma assumiamo vitamina C in bustine o compresse, vitamina che nessuno si sognerebbe di estrarre dal limone a costi esorbitanti e, così, la si estrae dall’amido di mais, con buona pace di tutti.

    Siamo fans dello zucchero di canna? Le canne sono quelle che abbiamo in testa se pensiamo a qualcosa di diverso dallo zucchero bianco, tacciato di essere cancerogeno e deprivato di preziosi oligo-elementi. Lo zucchero grezzo è semplicemente meno raffinato, lo paghiamo di più e dovrebbe costare meno e ha un residuo pari allo 0,5% di calcio e potassio. Come dire che su 100g di zucchero ci sono 0,133g di potassio contro i 3g necessari pro die. Se non vogliamo morire di diabete meglio mangiarci una bella banana che di potassio ne contiene 358mg…

    Biologico è sinonimo di sano? Dipende: in queste colture sono permessi solo antiparassitari “naturali” tra i quali il Rotenone e il solfato di rame, altamente neurotossici e non si possono coltivare nuove specie se non ottenute per mutazioni spontanee cioè per errori casuali della natura. Devono considerarsi spontanee anche quelle indotte da radiazioni con cui si è ottenuto il pompelmo rosa?

    Rifiutiamo a priori gli OGM, rei di aver un gene in più cioè una proteina (il prodotto di un gene è una proteina) capace di difenderli dai virus vegetali. Accertata la innocuità della proteina, l’immediato vantaggio è che tali coltivazioni non devono essere trattate il che si traduce in un beneficio per la nostra salute e nella salvaguardia per il bio-habitat animale che vive nel campo.

    Infine parliamo del monossido di idrogeno, killer di professione: è un solvente industriale, responsabile delle piogge acide, può essere radioattivo e causa l’effetto serra… Sapete che cos’è il monossido di idrogeno?? E’ il nome scientifico dell’acqua!  E questo la dice lunga su come un’informazione non corretta può distorcere la realtà.

    Adriana Morando

  • Come è nato l’universo? Tutte le teorie nel libro di Corrado Lamberti

    Come è nato l’universo? Tutte le teorie nel libro di Corrado Lamberti

    L'universoCorrado Lamberti, astrofisico e divulgatore scientifico, nell’ambito dell’incontro “Alla scoperta dell’Universo”, ha presentato il suo ultimo libro “Capire l’universo” che, come dichiarato dallo stesso autore, è rivolto essenzialmente agli studenti liceali o a coloro che vogliono avventurarsi in questo mondo “trascendentale”, pur non essendo degli esperti.

    Per tale scopo, dismessi i panni dell’erudito, è andato alla ricerca di quella semplificazione necessaria, pur nel rigore scientifico, per rendere comprensibili ostici problemi matematici e formule fisiche, spesso esposti con un linguaggio da “marziani” (testuali parole).

    Appare, quindi, quasi normale che un certo Edwin Hubble, una mattina, si sia alzato, nel 1931, ed abbia comunicato al mondo che l’universo si stava espandendo. In realtà, questo è stato il finale di un lungo percorso che traeva spunto da un’ipotesi fondamentale, elaborata 13 anni prima, e cioè che l’universo fosse isotropo (omogeneo in tutte le direzioni dello spazio) e che valessero le stesse leggi fisiche che governano il nostro mondo.

    Con la scoperta dell’espansione dell’universo, gli astrofici si sono dati da fare al fine di elaborare modelli per configurare lo spazio, tra cui quello evolutivo e quello stazionario, che sono stati in competizione tra loro fino al 1975.

    I cosmologi, con i loro modelli, erano consapevoli che, solo quando sarebbero stati in grado di acquisire dati relativi ai redshift o alle distanze delle stelle in spazi molto lontani, avrebbero potuto risolvere il mistero. Negli anni 50-60, infatti, le osservazioni non superavano i 2 miliardi di anni luce e bisogna aspettare la scoperta della radiazione fossile, per accertarne l’ipotesi evolutiva così come, nel 1998, quando con le supernove di tipo 1 si sono raggiunti quei confini osservativi, si è stabilito con certezza che la forma dell’universo risponde alle regole della geometria euclidea.

    Nello stesso anno, un’altra pietra miliare segna la storia dell’astronomia: la scoperta dell’accelerazione espansiva dell’universo per la quale Saul Perlmutter ed altri hanno ricevuto il Nobel. Questo concetto fece scalpore perché, apparentemente, contrasta con la presenza di materia che, esercitando una forza di gravità contraria, pone un freno con conseguente, logica, decelerazione del moto. Il dato ormai è consolidato e, da almeno 7 miliardi di anni, l’universo procede verso l’infinito con una velocità che aumenta nel tempo. L’unica spiegazione plausibile è che esista una “spinta” antigravitazionale (energia oscura) che non è materia, non è radiazione, non è energia convenzionale e risulta essere il motore di questa “corsa” progressiva.

    Nonostante negli ultimi 5 anni si sia riusciti a delineare la storia dell’evoluzione dinamica dell’universo, altre ipotesi affascinanti si affacciano all’orizzonte. Negli anni 80’, Alan Guth, giovane ricercatore statunitense, per spiegare la mancanza di monopoli magnetici, particelle primordiali che si sarebbero formate nei primi istanti del Big Bang, ha elaborato la teoria dell’inflazione: una super-espansione che il cosmo avrebbe conosciuto una frazione di secondo piccolissima dopo questo evento primordiale (10 alla meno 35 secondi), una super-espansione esplosiva, grandiosa, esponenziale che, per fare un esempio, partendo da un punto grande come la capocchia di uno spillo avrebbe portato, in un attimo, alle dimensioni dell’universo attuale.

    Comunque sia nato lo spazio che si perde tra le stelle, resta il fatto che la mente umana continuerà il suo cammino di ricerca, proprio come la pulce che apre il prologo del libro di Lamberti: “C’è una pulce annidata tra i peli del mio gatto, una pulce curiosa e megalomane che si è messa in testa di indagare su chi, quando, come e perché, edificò le maestose rovine del Machu Picchu.” Un’impresa titanica per la piccola pulce, ma nulla in confronto a quella che aspetta l’uomo nella sua esplorazione siderale.

    Adriana Morando

  • Margherita Hack, la storia dell’universo: vita e morte delle stelle

    Margherita Hack, la storia dell’universo: vita e morte delle stelle

    Margherita HackParole come sole, stelle, infinito, hanno fatto da cornice alla “Lectio Magistralis” tenuta, presso l’aula polivalente S. Salvatore di Piazza Sarzano, dalla celeberrima astrofisica italiana Margherita Hack. Come un pittore, con sapienti tocchi, riesce a far emergere da una tela muta scorci di vita reale o immaginaria così, in poche frasi, la scienziata è riuscita ad ammaliare il pubblico e a proiettarlo nella storia dell’universo.

    Partendo dagli ominidi, che non avevano spiegazioni per quei punti luminosi che vedevano brillare nella sfera celeste, passando per la filosofia del francese Auguste Compte che negava la possibilità di scoprire gli elementi costitutivi delle stelle, la cosmologia ha percorso un viaggio faticoso ma ricco di vittorie che ci permettono di capire la composizione di un astro, la sua nascita e la sua morte.

    LA NASCITA DI UNA STELLA

    Dal prestorico Big Bang, che data 13,7 miliardi di anni, atomi di idrogeno e polvere stellare si sono aggregati in minuscoli primordi di vita, tenuti insieme dalla forza di gravità. In questi “grumi”, si sono prodotte collisioni casuali e caotiche tra gli atomi del gas, con formazione di energia che è responsabile della forza pressoria rivolta verso la superficie, dove il calore viene disperso.

    Questa competizione, tra dinamiche opposte (gravità e pressione),termina al raggiungimento dell’equilibrio (tanta energia si crea tanta ne viene dispersa) e la neonata stella può incominciare il suo cammino: smette di contrarsi ma cova, nel suo centro, un cuore bollente dove, continue reazioni nucleari, trasformano l’idrogeno in elio.

    IL SOLE

    Eventi analoghi hanno portato alla formazione del nostro sole che è nato circa 10 miliardi di anni fa ed ora si trova a circa a metà della sua vita. Come tutte le stelle è destinato a spegnersi per mancanza di combustibile quando, esaurito tutto l’idrogeno, diminuita l’energia, prevarrà nuovamente la forza gravitazionale, innescando un processo di contrazione (Nana Bianca). Collassando, si determina un nuovo riscaldamento e quando la temperatura raggiungerà i 100 milioni di gradi Kelvin, per non esplodere, incomincerà ad espandersi.

    Nel caso del sole si è calcolato che potrebbe raggiungere un raggio di 140 milioni di chilometri inglobando Mercurio e Marte mentre la terra sarebbe ridotta ad una palla arida. Perdendo vigore, perderà anche luce, fino a spegnersi completamente.

    SUPERNOVA

    Altre stelle, come le Supernove, con massa pari a 10-20 volte quella del sole, hanno una vita più breve, splendono 100mila volte di più, bruciano più rapidamente e vanno incontro ad una fine diversa. Esaurite le scorte energetiche, dopo continue espansioni e contrazioni, nell’ultima mezz’ora di vita, danno origine ad una serie accelerata di reazioni nucleari che le porta ad esplodere, seminando nello spazio la polvere stellare per nuove fonti di vita.

    Adriana Morando
    Foto e video Daniele Orlandi

  • Claudia Bordese e il suo “Sesso Selvaggio” al Festival della Scienza

    Claudia Bordese e il suo “Sesso Selvaggio” al Festival della Scienza

    La Passera Scopaiola
    La Passera Scopaiola

    Sesso selvaggio o meglio un inno alla vita. Questo è il messaggio emerso dall’encomiabile presentazione che la Dott.ssa Claudia Bordese ha tenuto presso l’auditorium della Fnac in via XX Settembre.  Fare sesso è, per la natura, un modo efficiente per rimescolare i geni, al fine di migliorare la specie.

    Per il maschio, l’impegno produttivo è limitato a “un sacchetto” inesauribile di spermatozoi, sempre pronti a elargirsi senza risparmi ; la femmina, al contrario, deve tener conto di un numero limitato di gameti e del carico parenterale della prole. Questa diversità biologica e di obblighi innesca un comportamento da cacciatore nel cosiddetto sesso forte, lasciando la prerogativa della scelta del partner alla femmina, che valuta quale padre sia il migliore per la progenie.

    Essendo la riproduzione l’unico obiettivo della natura, si sviluppano le più stravaganti strategie a cui la fantasia non pone limiti: dalla poligamia all’ermafroditismo, dall’inganno all’autoerotismo, dalla famiglia allargata alla transessualità, dal travestimento al cambiamento di sesso per necessità.

    Facciamo un salto fra i personaggi di “Sesso Selvaggio“… La Passera Scopaiola (un nome un programma), se il maschio dominante non è in grado di difendere il territorio, accoglie di buon grado un secondo compagno il quale, per tenere fede al proverbio “cornuto e mazziato”, stimola la femmina a liberarsi di eventuali tracce del precedente amplesso, al fine di privilegiare la sua discendenza.

    La Mosca Scorpione, invece, è un’autentica meretrice: offre le sue grazie, solo, a chi le reca in dono una preda consistente, la grandezza della quale è direttamente proporzionale alla durata del rapporto. I gelosi maschi tortora attaccano le femmine se queste mostrano di concedersi con troppa disinvoltura. Curiosa (qualche donna direbbe invidiabile) la strategia del Polpo Argonauta che non avendo “l’utensile” ha modificato uno dei tentacoli (braccio ectocotile) di cui poi si libera, lasciandolo andare, ramingo, a cercarsi la compagna.

    Lussuriosi sono serpenti , lucertole, squali, con la dotazione di ben 2 peni che sguainano con disinvolta alternanza. Mai come i piccoli topolini australiani che rispondono al nome di Antechinus Stuartii: maschie e femmine si accoppiano in un’estenuante orgia promiscua che si protrae per più di 10 giorni e che vede la prematura dipartita della componente maschile, stremata dalla tenzone.

    Tenie che si autocopulano, vermi parassiti che, ancora in stato la larva, si uniscono al primo che passa, in un amplesso unico che dura un’intera vita, giovani elefanti o piccoli coleotteri che assumono atteggiamenti muliebri per raggiungere l’ambita meta, eludendo lo sguardo vigile del capobranco, acari che si accoppiano con le sorelle ancora nel ventre materno, sono tutti protagonisti di un mondo da scoprire.

    E noi bipedi? Lati B, seni e labbra sembrano essersi sviluppati per “mimare” i genitali esterni dei nostri simili quadrupedi. E’ tutto nel libro redatto dalla stessa relatrice e che, ovviamente, ha lo stesso titolo del meeting.

    Il saluto finale spetta di diritto ai simpaticissimi bonobi, goderecci per eccellenza, il sesso lo vivono come simbolo di pacificazione: scoppia una rissa? Si “girano” (senza distinzione di sesso) e ritorna la calma e se proprio non c’è nulla da fare, un po’ di sano autoerotismo non guasta!

    Adriana Morando

  • Gli eventi alla Feltrinelli per la seconda metà di ottobre

    Gli eventi alla Feltrinelli per la seconda metà di ottobre

    Fabio VoloEcco tutti gli eventi a La Feltrinelli Libri e Musica di Via Ceccardi, della seconda metà del mese di ottobre.

    GIOVEDI’ 13 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Abbasso l’Italia?“.

    L’Italia di oggi è davvero brutta come quella raccontata dal calcioscommesse o irrisa al cinema da Checco Zalone? Le vecchie tensioni tra Settentrione e Mezzogiorno riaffiorano riproponendo sul piano geografico le divisioni ideologiche conosciute nella Prima Repubblica. Il vizio della contrapposizione fa parte del nostro Dna. Ma cosa abbiamo dietro l’angolo? A questo interrogativo tentano di rispondere i giornalisti Paolo Crecchi e Giorgio Rinaldi, nel libro: Abbasso l’Italia (De Ferrari).

    VENERDI’ 14 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Non è un paese per donne”

    Chi sono le donne italiane di oggi? Ad ascoltare la TV e a leggere i giornali domina l’immagine della donna-corpo: escort, modelle prestate alla politica, donne belle a ogni costo che usano la propria avvenenza come merce di scambio. Ma c’è un altro modello di donna, come le protagoniste dei racconti descritte in Non è un paese per donne, (Mondadori) che oggi tre delle autrici, Emilia Marasco, Francesca Barra e Alessandra Faiella ci raccontano insieme alla giornalista Silvia Neonato.

    MARTEDì 18 OTTOBRE H 18

    Mattia Poggi, il bello della pasta!

    Dopo il successo de I buffet, detto fatto! è in arrivo il secondo volume del giovane chef Mattia Poggi. Un libro tutto dedicato al simbolo della cucina italiana nel mondo: la pasta. Una cucina giovane e nuova presentata in maniera divertente. Lo chef, genovese doc, realizza ricette veloci, con ingredienti freschi e variazioni sfiziose, adatte a tutti i palati. Ecco quindi La Pasta, detto fatto! (Sitcom), dedicato a chi passa poco tempo in cucina, ma non rinuncia a stupire i propri ospiti. E per finire, veloci degustazioni per tutti!

    MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE H 18

    La Vitamia di Gianmaria Testa

    A cinque anni di distanza dall’uscita di Daquesta parte del mare, disco vincitore della Targa Tenco 2007, il 17 ottobre esce Vitamia, il nuovo lavoro discografico di Gianmaria Testa. 11 tracce che rappresentano una riflessione personale e sociale lunga 50 anni, 18mila giorni (come recita il titolo di una delle canzoni dell’album), un affresco sentimentale e umano che, come la vita, porta con sé diverse sfumature e diversi colori musicali. Live in libreria.

    GIOVEDI’ 20 OTTOBRE H 1830

    Incontro con Fabio Volo

    Fabio Volo è un personaggio eclettico, spesso descritto come fenomeno editoriale, televisivo, cinematografico, di costume; ma soprattutto è un artista in grado di trasmettere emozioni, ironia, intelligenza. Questa sera parla del suo nuovo romanzo, Le prime luci del mattino (Mondadori).

    MARTEDì 25 OTTOBRE H 16

    Presentazione libro Cassandra non era un idiota

    Si fa sempre un po’fatica a pensare che il mito racconti fatti realmente accaduti. Ma è difficile che il mito racconti fatti totalmente impossibili. Nessuno sa perché, ma racconta sempre fatti che un giorno magari si riveleranno un po’ veri. È così del resto anche per molte verità scientifiche, presagite nel passato, e verificate in seguito usando la fisica e le altre scienze. Ma esiste allora una matematica del destino, che date le condizioni iniziali determina in maniera univoca lo stato futuro del mondo stesso? Per quanto increduli, la risposta deve essere: sì. A spiegarcelo, in Cassandra non era un’idiota, il destino è prevedibile (Springer) Renato Di Lorenzo, giornalista e scrittore.

    MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE H 1730

    Presentazione libro “Imparare a ragionare”

    Un testo concepito e strutturato come se fosse il primo libro di logica che possa capitare tra le mani; con l’ambizione quindi di far sì che dopo la sua lettura ci si senta consapevoli di che cosa significa affrontare una discussione e avanzare o confutare una tesi secondo regole logiche. È Imparare a ragionare (Marietti) di Roberto Timossi, filosofo specializzato in studi di logica, teologia filosofica e filosofia della scienza. A parlarne, questa sera, insieme all’autore, Michele Marsonet.

    GIOVEDÌ 27 OTTOBRE H 1830

    Pensieri, parole e passioni dalla parte degli animali

    Gli animali sono esseri viventi, che con noi condividono sentimenti ed emozioni, ma che pure per molti versi non ci somigliano e non sappiamo capire. Tendiamo spesso ad antropomorfizzare un cane pensando di viziarlo, in realtà lo stiamo maltrattando. E se mentre accarezziamo il gatto in modo insistente, quasi fosse un peluche, lui si volta e ci graffia non è per maleducazione felina, ma in risposta alla stupidità umana. In direzione contraria (Sonda) di Annamaria Manzoni ci invita a guardare con occhi diversi la ricchezza delle altre vite, quelle degli animali, che di continuo si intersecano con le nostre e di cui, spesso inconsapevolmente, abbiamo bisogno. Questa sera, insieme all’autrice Antonella Mariotti, giornalista de LaStampa e Irene de Vitti, Italy Director di Animals Asia (Mondadori).

    VENERDI’ 28 OTTOBRE H 1630

    La storia della scienza secondo Flavio Oreglio

    Se siete pronti, iniziamo. Come primo atto, Urano feconda Gea che dà alla luce 12 Titani, 3 Ciclopi e 3 Centimani. Uno normale no. Urano, per paura, li rinchiude nel Tartaro, ma Crono, uno dei Titani, lo evira e diventa il sovrano degli dei. Le gocce di sangue di Urano cadono su Gea, facendo nascere le Ninfe, i Giganti, le Erinni e Afrodite. Riassunto: fin qui abbiamo avuto un incesto, una serie di parti mostruosi, un padre borderline che rinchiude i figli perché ha paura di loro, il taglio di un pisello (in stile Lorena Bobbitt) e un’usurpazione. Poi dicono che la società di oggi fa schifo. Flavio Oreglio presenta Storia curiosa della scienza (Salani).

    SABATO 29 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Mai più paura della fisica” con Filocamo 

    Ci sono molte domande in cui ci imbattiamo ogni giorno, ma quella che ci assilla più di tutte è sempre la stessa: perché? Quali sono i motivi, principi, le leggi che regolano il funzionamento del grande orologio dell’Universo? E chi è l’orologiaio, ammesso che esista? L’avventura della fisica, e di chi ha provato a fornire all’umanità risposte a queste domande, è esaltante, romantica e, come dimostrato dalle ultime scoperte, in progress. Giovanni Filocamo in Mai più paura della fisica (Kowalski) ce ne parla questo pomeriggio.

    LUNEDÌ 31 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Mangia che ti passa”

    Mettereste della sabbia nel serbatoio nella vostra macchina? Certamente no. Eppure molti di noi fanno inconsapevolmente qualcosa di simile, ogni giorno, con una macchina assai più preziosa e delicata. Il nostro organismo. Negli ultimi cento anni la nostra dieta si è terribilmente impoverita di nutrienti ed è rimasta ricca di una sola cosa: le calorie. Filippo Ongaro, uno dei pionieri europei della medicina funzionale e anti-aging, già collaboratore della NASA e dell’Agenzia spaziale russa, è oggi in libreria, insieme a Luciana Del Giudice per parlarci di Mangia che ti passa

  • Presentazione libro La fede ribelle a Palazzo Ducale

    Presentazione libro La fede ribelle a Palazzo Ducale

    Fabrizio De AndrèGiovedì 13 ottobre presentazione del libro a Palazzo Ducale  “La fede ribelle in Fabrizio De Andrè, Aldo Capitini, Pier Paolo Pasolini ed altri protagonisti.

    Partecipa Alberto de Sanctis dell’Università di Genova, Walter Massa, Arci Liguria, Don Franco Doragrossa, Movimento Ragazzi.

  • Presentazione del libro dvd Malkia-Regine

    Presentazione del libro dvd Malkia-Regine

    Malkia, regineVenerdì 14 ottobre a Palazzo Ducale si tiene la presentazione del libro dvd Malkia-Regine.

    Malkia”, termine Swahili che significa “regina”, è il nome del gruppo teatrale composto da 19 ragazze (4 gli interpreti maschili sul palco) nate e cresciute nelle baraccopoli di Nairobi, un tempo costrette alla vita di strada e per cui oggi il teatro è diventato occasione di riscatto e possibilità di riprendere la parola per presentarsi come giovani donne meritevoli di rispetto, proprio come delle “regine”.

    Partecipano alla presentazione a Palazzo Ducale Daniela Cuomo, AMREF Italia, Lorella Trancossi, Reggio Children, Letizia Quintavalla, autrice del libro e regista. Nell’ambito della manifestazione  Mondo in pace.

    Info tel. 010 5574064/065

  • I Baustelle presentano “I Mistici dell’Occidente” alla Fnac di Genova

    I Baustelle presentano “I Mistici dell’Occidente” alla Fnac di Genova

    BaustelleArrivano quasi avvolti da un alone leggendario. I Baustelle. Una folla variegata li attende alla Fnac di Genova, dove presentano il loro ultimo disco, i Mistici dell’Occidente, uscito il 26 marzo.

    L’album prende il titolo dall’omonimo libro di Elemire Zolla, noto filosofo delle religioni. Dopo la denuncia del malessere sociale e culturale esposta in Amen, nel nuovo album troviamo la reazione positiva: attraverso la reinterpretazione della figura del mistico, i Baustelle ci offrono gli spunti per una rivoluzione intesa come riflessione critica sulla monocultura occidentale.

    Trascorsa la presentazione “fnacchiana”, si dedicano al pubblico con genuinita’ e disponibilita’.

    Iniziamo dal vostro singolo,
    Gli Spietati: chi sono?
    Coloro che tentano di raggiungere la felicita’ eliminando le passioni. Tuttavia la fine della canzone segna la vittoria dei sensi, attraverso una voce straziata che canta “C’e’ un amore che mi brucia nelle vene e che non si spegne mai”; voce straziata perche’ la passione spaventa chi la subisce: l’estremita’ dei sentimenti spesso porta con se’ il rischio di provare dolore.

    Essere mistici ed essere ribelli. C’e’ un filo conduttore? Il nostro “mistico” e’ inteso a livello metaforico. Questa figura e’ ribelle in quanto, distaccandosi dal modello impostole, si rende conto che esso non e’ l’unica realta’ possibile.

    Cosa significa per voi essere ribelli oggi? La ribellione oggi e’ meno facile perche’ istituzionalizzata. Viviamo in un mondo in cui ribellarsi e’ quasi un dovere, ma questa rivolta e’ solo apparente e gia’ inclusa dal sistema.

    Parliamo della vostra coerenza: non avete paura che le vostre musiche orecchiabili e il nuovo contratto stipulato con la Warner rischino di “prostituire” la vostra arte? Noi siamo pop in senso positivo. Crediamo che la canzone vada rivolta a tutti; non si puo’ dire: “Ah, questa e’ cosi’ arte che la tengo per me”. No! Altrimenti si finisce a fare i solipsisti. Le canzoni sono di tutti e tutti devono poterle ascoltare.

    Nel vostro album ci sono evidenti echi morriconiani e riferimenti al cinema spaghetti – western. Il mondo attuale puo’ essere paragonato al “vecchio west”? No. Il mondo attuale e’ un campo di battaglia in cui purtroppo non accade alcuna battaglia.

    Tra le vostre canzoni ce n’e’ una intitolata San Francesco. Che modello offre per la rivoluzione di cui parlate? San Francesco e’ da noi rivisitato in chiave laica. L’esempio che ci offre e’ il coraggio di vedere la realta’ attraverso un’altra prospettiva, liberandoci dai canoni imposti dalla nostra epoca.

    In un’altra canzone parlate, criticandolo, di un presidente. Questo presidente ha un volto? Si’ e no. Certamente dicendo la parola presidente (con la p minuscola nei testi N.d.A.) immagino Berlusconi. Tuttavia, essendo anarchico, vedo negativa ogni forma di potere; quindi spero che il riferimento rimanga universale.

    Anarchia. Una parola che pronunciata a Genova rimanda inesorabilmente a Fabrizio De Andre’. Quanto vi ha influenzato il cantautore nostrano? Molto. In particolare il brano I Mistici dell’Occidente risente parecchio della sua influenza; essendo composto in forma di ballata popolare ( che De Andre’ adoperava spesso) ed avendo io (Francesco Bianconi N.d.A) un timbro vocale molto simile, il rimando e’ inevitabile.

    Germano Monetti – Veronica Campailla

  • Giovanni Allevi, il pianista classico dall’animo rock

    Giovanni Allevi, il pianista classico dall’animo rock

    Giovanni Allevi

    Giovanni Allevi è il pianista dei grandi palcoscenici teatrali e delle platee dei concerti rock. Di lui si dice abbia rielaborato la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee, il che non è proprio cosa da poco. Questo omino dai capelli crespi e lo sguardo sveglio è un compositore di musica classica e i suoi brani sono presenti nella maggior parte degli i-pod dei giovani e dei giovanissimi, un risultato sorprendente che ha spiazzato tutti, a partire da lui.

    Originario di Ascoli Piceno, Giovanni decide di trasferirsi a milano dopo aver conosciuto Saturnino, arrangiatore bassista di Jovanotti. Sono proprio Saturnino e Jovanotti i primi a scommettere sulle potenzialità di questi brani molto semplici per pianoforte caratterizzati da melodie orecchiabili e fortemente comunicative.

    Così nel 1997 con la sua etichetta “SoleLuna”, Jova pubblica il primo album di Allevi dal titolo “13dita” e la musicista giapponese Nanae Mimura propone alcuni brani dell’album alla Carnegie Hall di New York. Da quel momento Giovanni inizia a farsi un nome e il suo talento viene lentamente riconosciuto da tutti.

    Nel 2004 inizia un tour internazionale dal palco dell’HKAPA Concert Hall di Hong Kong per arrivare il 6 marzo dell’anno successivo ad esibirsi sul palco del tempio mondiale del Jazz: il “Blue Note” di New York, dove registra due strepitosi sold-out. Oggi sono quattro in totale gli album pubblicati, con una bacheca già ricca di importanti onoreficenze e grandi esibizioni.

    Giovanni è venuto a Genova a presentare il suo libro, non una biografia, ma un omaggio a quella forma d’arte che lui chiama “strega capricciosa”, la musica che ha plasmato ogni sua energia pretendendo sempre dedizione assoluta.

    Nel tuo libro descrivi la musica come la tua “strega capricciosa” e non dimentichi mai di scriverla con la”M” maiuscola…

    Si, lei è la mia strega capricciosa, la mia ossessione, il mio grande amore. Una strega dalla quale non potrei liberarmi neanche se lo volessi, lei mi comanda, mi obbliga a fare salti mortali ed è sempre con me. Avevo cinque anni la prima volta che ho suonato un pianoforte, lo avevamo in casa ma i miei non volevano che lo suonassi. Così iniziai di nascosto, studiavo quando loro non erano a casa e me ne innamoravo giorno dopo giorno. Pensate che i miei scoprirono che sapevo suonare cinque anni più tardi, durante una recita in quinta elementare! Ricordo che suonai un preludio di Chopin…

    Dieci anni di pianoforte e dieci di composizione fra i conservatori di Perugia e Milano, poi l’esperienza all’Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo. Oggi però le tue composizioni sfuggono dalla rigidita’ delle regole classiche…

    Sento fortissima la necessità di cambiamento, ma per rompere con le regole bisogna conoscerle profondamente, questo ci tengo a dirlo! Credo sia necessario passare attraverso l’accademia per poter provare a guardare oltre.

    I gusti musicali dei giovani stanno davvero cambiando? Ti senti in qualche modo un simbolo di questo cambiamento?

    Non la vivo come un’evoluzione celebrale di chi ascolta musica, ma come un grande ed inaspettato abbraccio della gente, un’evoluzione emotiva se vogliamo… quello si! Non riesco proprio a considerarmi emblema di questo possibile cambiamento, anche perché detta così sembra roba da extraterrestri! Senza dubbio i giovani sono la mia principale fonte d’ispirazione e nei loro occhi vedo ancora tanta luce a dimostrazione del fatto che questi tempi non sono morti e immobili come ce li vogliono dipingere. Una società che ama e segue la propria arte contemporanea è una società ricca e proiettata verso il futuro. Questo deve darci fiducia, altro che Italia fanalino di coda!

    Che musica ascolta Giovanni Allevi? E c’è un brano in particolare al quale ti senti maggiormente legato?

    Ascolto musica classica, ma non per snobbismo sia chiaro. Il fatto è che voglio puntare in alto e per migliorarmi costantemente devo rubare i segreti ai miei colleghi! Ad esser sincero però non ho un brano o una canzone preferita, ogni brano racchiude un momento, un’immagine, un gesto, un oggetto della nostra vita, che so.. anche una scatoletta di tonno! Per questo la lista è lunga e non esiste un pezzo più significativo di altri.

    Un capitolo del tuo libro è interamente dedicato alla paura di esibirsi, alla famosa ansia da palcoscenico.. Ancora oggi hai paura di sbagliare quando sali sul palco?

    Certo che si! E più si va avanti più si ha paura! Ricordo una serata in cui ero talmente agitato che, una volta seduto al pianoforte, non riuscivo a ricordare minimamente come iniziasse il brano che mi ero preparato!! Però non si tratta di paura di suonare, è più che altro paura del giudizio di chi ascolta e il giudizio degli altri spaventa chiunque non solo chi suona. Quando salgo sul palco mi rendo conto subito se la gente è venuta per emozionarsi o se hanno tutti il fucile puntato per giudicare se suono bene o male… Nel primo caso mi apro immediatamente, non sento nessuna ansia e vado liscio, nel caso contrario mi irrigidisco.

    Sei venuto spesso a suonare nella nostra città, che idea ti sei fatto di Genova e dei suoi abitanti?

    Ti rispondo così di getto… i colori. Genova è per me la città dei colori, colori unici che rimangono nella testa. E io trovo la gente colorata di conseguenza, la fama del genovese chiuso per quanto mi riguarda possiamo pure gettarla nel dimenticatoio!