Tag: spettacoli

  • Muddy Waters: i concerti della settimana nel locale di Calvari

    Muddy Waters: i concerti della settimana nel locale di Calvari

    Muddy WatersDa mercoledì 8 a sabato 11 maggio 2013 il Muddy Waters, locale nell’entroterra del Levante genovese (Calvari – San Colombano Certenoli) ospita il consueto programma di musica dal vivo, con possibilità di cenare.

    Mercoledì 8 maggio (ore 20.30) cena e spettacolo di burlesque a cura Centro Duende Laboratorio Teatro Cantero. L’evento si ripete ogni due settimane, sempre di mercoledì.

    Giovedì 9 maggio (ore 22.30) concerto live di Funky Barudda, un gruppo di ispirazione funk/jazz.

    Venerdì 10 maggio (ore 22) tocca a Nicola e la sua banda, un concerto aperto dal cantautore chiavarese Matteo Mugnai.

    Infine, sabato 11 maggio (ore 22.30), i Munfloyd si esibiscono in un tributo ai Pink Floyd.

  • Suoni reali Liguria: al Belleville la finale del concorso musicale

    Suoni reali Liguria: al Belleville la finale del concorso musicale

    musica-concerti-chitarra-elettricaVenerdì 3 maggio 2013 (ore 21.30) il Circolo Arci Belleville ospita una serata di musica live, con la finale regionale del concorso musicale Suoni Reali.

    Sono tre le band che si sfidano questa sera, dopo aver superato le fasi semifinali. Si tratta di Stanza 709, Steel Brennt e Walc.

    Il vincitore della serata sarà scelto tramite votazione del pubblico.

    Ingresso con tessera Arci.

  • Giulio Cesare: l’opera di Haendel, proiezione al Teatro Verdi

    Giulio Cesare: l’opera di Haendel, proiezione al Teatro Verdi

    piazza-oriani-sestri-ponente-teatro-verdi-DIMartedì 30 aprile 2013 (ore 20) il Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente ospita la proiezione del Giulio Cesare, opera di Georg Friederich Haendel andata in scena al Metropolitan di New York.

    Tema dello spettacolo
    Giulio Cesare in Egitto (normalmente indicata anche semplicemente come Giulio Cesare) è un’opera lirica in tre atti composta da Georg Friedrich Händel su libretto in lingua italiana di Nicola Francesco Haym, derivato da un libretto omonimo di Giacomo Francesco Bussani presentato nel 1677 a Venezia con musiche di Antonio Sartorio, e da una successiva versione dello stesso andata in scena a Milano nel 1685.

    Alessandria d’Egitto. Giulio Cesare, sconfitto il nemico Pompeo nella battaglia di Farsalo, lo insegue fino alle sponde del fiume Nilo. Al centro dell’opera due gruppi contraddistinti: da una parte Giulio Cesare, Cornelia e Sesto, rispettivamente figlio e moglie dello sconfitto Pompeo; dall’altra Cleopatra, Tolomeo e il suo generale Achilla. Sesto riuscirà a portare a compimento la sua vendetta e ad uccidere Tolomeo, mentre Cleopatra verrà incoronata regina d’Egitto per volere del condottiero romano.

    Prezzo del biglietto: 12 €.

    [foto di Diego Arbore]

  • Cinema d’autore a Genova: quattro proiezioni alla sala Sivori

    Cinema d’autore a Genova: quattro proiezioni alla sala Sivori

    cinemaMartedì 23 aprile 2013 (ore 17.45) alla Sala Sivori inizia la rassegna Il cinema raccontato, di e con Umberto Basevi e organizzato dall’associazione Genova Cultura.

    Quattro serate all’insegna del cinema d’autore, ciascuna delle quali porterà alla rilettura di celebri film americani: il relatore svelerà particolari inediti, trame, intrighi, aneddoti delle grandi star e dei grandi registi, con la proiezione di immagini e spezzoni di pellicola.

    Questi i film in programma.

    Martedì 23 aprile: Che fine ha fatto Baby Jane? di Robert Aldrich, 1962, con Bette Davis, Joan Crawford, Victor Buono.
    Due anziane sorelle, una ex bambina prodigio sull’orlo della follia, e l’altra, ex diva del cinema paralizzata da anni, vivono recluse con incomprensioni, rancori e terrori. Un grande film gotico che ebbe un successo enorme, e che rilanciò due delle più grandi attrici (e acerrime rivali) di Hollywood.

    Martedì 7 maggio: Testimone d’accusa di Billy Wilder, 1957, con Marlene Dietrich, Tyrone Power, Charles Laughton.
    Londra: un uomo, accusato di omicidio, difeso da un avvocato penalista di successo ha come unica speranza di salvezza la deposizione della gelida ed enigmatica moglie, ma non tutto andrà come ci si aspetta… Un classico film-processo tratto da Agatha Christie.

    Martedì 21 maggio: Donne di George Cukor, 1939, con Norma Shearer, Joan Crawford, Rosalind Russell, Paulette Goddard, Joan Fontaine.
    Solo donne in questo film: una signora dei quartieri alti di New York viene informata dalle amiche del tradimento del marito con una commessa di profumeria… divine carognate e una profusione di grandi star al loro meglio. Una commedia al vetriolo tratta da un’opera teatrale di Clara Boothe Luce.

    Martedì 4 giugno: Viale del tramonto di Billy Wilder, 1950, con Gloria Swanson, William Holden, Erich von Stroheim.
    Uno dei più bei film di Hollywood sul divismo e sul cinema del passato. Norma Desmond incarna un fantasma che sia il pubblico che gli Studios sembrano aver dimenticato, quello degli ex-divi del cinema muto, un tempo acclamati come semidei e ora ridotti a relitti abbandonati. Non a caso, la vita di Norma Desmond ha qualcosa di funereo, di fatiscente, ma ha anche un fascino sublime, che strega protagonista e spettatore.

    Ingresso singolo 10 € (30 € per tutti e quattro gli spettacoli). Info e prenotazioni genovacultura@genovacultura.org / tel. 010 3014333.

  • Teatro, scuola e carcere: lo spettacolo “Persone: un cantiere aperto”

    carcereLunedì 22 aprile 2013 (ore 20) il Teatro della Gioventù ospita un doppio spettacolo teatrale nato dalla collaborazione fra il Teatro dell’Ortica, la Scuola Daneo e la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.

    Le parole per raccontarmi è il primo spettacolo in scena, diretto da Emi Audifredi e Assunta Pontillo e che vede sul palco gli alunni di due classi della scuola Daneo. A seguire Persone: un cantiere aperto, diretto da Anna Solaro e con genitori, insegnanti, attori e operatori del Teatro dell’Ortica a quattro detenuti (due donne e due uomini) della Casa Circondariale di Pontedecimo.

    Due spettacoli accomunati dal tema dell’identità della persona, in due diverse declinazioni: da un lato la relazione dentro/fuori a partire dalla reclusione e dall’isolamento, dall’altro l’affermazione di sé al di là delle sovrastrutture imposte dala società e in una relazione di ascolto con gli altri. Gli spettacoli sono frutto di una scrittura collettiva che interpreta il teatro come luogo di incontro e di scambio di esperienze, prima che di performance artistica.

    L’ingresso è a offerta libera e la somma raccolta sarà devoluta a favore dei detenuti partecipanti al progetto .

  • Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola«Bisogna denunciare ogni ingiustizia o affare illecito messo in atto da queste organizzazioni.
 Quindi non si deve avere paura dei mafiosi e non bisogna nascondersi dietro l’omertà, perché è dalla paura che la mafia crea il suo “Impero”». Firmato ch3cc0, un giovane alunno della scuola statale secondaria di primo grado “Colombo” di Genova, alias “la media Colombo”.

    Checco, come molti suoi compagni, ha imparato a conoscere la mafia in classe, grazie al progetto interdisciplinare “Liberi di…libera da…” sull’educazione alla legalità e al contrasto della mentalità mafiosa, promosso quest’anno dai suoi professori.

    «L’idea – spiega Maria Agostini, docente di italiano e coordinatrice del progetto – nasce dalla ferma convinzione che la scuola non possa dichiararsi estranea alla vita reale e abbia, invece, il dovere di trattare questi temi con i ragazzi, avviando con loro la riflessione personale e di gruppo su tematiche quali la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità. Ma un’educazione alla legalità che nasca da esperienze concrete dei ragazzi e che non sia calata dall’alto dal docente che fa lezione, che sia capace di portare cambiamento nella realtà quotidiana dei ragazzi».

    Per provare a raggiungere questo nobile obiettivo, il corpo docente si è avvalso della collaborazione di voci autorevoli del settore, come le associazioni Libera e Addiopizzo, che hanno dato vita a laboratori trasversali, proposti a classi parallele e il cui risultato sarà presentato a tutti venerdì 31 maggio, nell’ambito di una sorta di notte bianca del Colombo, con la scuola aperta fino alle 22.30.

    In quell’occasione, alunni, genitori e tutti i genovesi interessati potranno giocare all’ocomafia, il giro dell’oca realizzato dagli studenti delle classi prime e delle seconde, mentre le terze proporranno lo spettacolo di teatro di parola “Mafia vuol dire miseria” (di cui è visibile un’anteprima sul canale YouTube ufficiale della scuola).

    «Il lavoro delle terze – spiega la professoressa Agostini – parte dalla lettura di racconti con protagonisti ragazzini coetanei dei nostri alunni che hanno già incontrato la mafia nella loro vita». In particolare, nel corso dell’anno i giovani studenti hanno letto: “E vallo a spiegare a Nino” di Anselmo Roveda, in cui viene illustrata ai più piccoli la realtà dei beni confiscati alle mafie; “Io dentro gli spari” di Silvana Gandolfi, che racconta la storia di un ragazzino testimone di mafia costretto a vivere sotto protezione, vincitore del premio Andersen due anni fa e da cui Giorgio Scaramuzzino ha tratto uno spettacolo per il Teatro dell’Archivolto; “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, che racconta la storia di un bambino nato nella notte seguente alla strage di Capaci, 23 maggio 1992, quando furono assassinati il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta.

    «Da questi libri e da “Gomorradi Roberto Saviano – continua la docente – abbiamo tratto alcuni brani che sono andati a costituire il copione dello spettacolo, seguendo il filone dei significati della parola mafia e delle sue connessioni con il mondo dei più piccoli, dal fenomeno delle baby-gang alla protezione dei giovani testimoni».

    Il lavoro è in tutto e per tutto autogestito dai ragazzi: al di là della lettura, gli alunni della Colombo si sono occupati direttamente della grafica, della ripresa e del mix audio, oltre che della coreografia nella quale convergono i lavori realizzati da tutte le classi dell’istituto scolastico.

    Assieme allo spettacolo, gli alunni più grandi presenteranno anche l’audiolibro sul racconto di Roveda, realizzato nell’ambito delle iniziative per il premio Andersen, con la collaborazione di Adov (Associazione dei donatori di voce) e della biblioteca De Amicis.

    «Benché molto faticoso – ammette Maria Agostini – si tratta di un lavoro molto stimolante anche per noi docenti. Grazie all’interdisciplinarietà e al continuo scambio di alunni, riusciamo a coinvolgere pienamente anche chi è meno avvezzo alla didattica tradizionale ma si sente molto responsabilizzato dal dover fare qualcosa per gli altri. Lavorare sull’educazione alla legalità e sulla cittadinanza attiva, infatti, significa rendersi responsabili del bene comune nei confronti degli altri e organizzarsi in modo che i più grandi si prendano cura dei più piccoli, com’è giusto che sia».

    E le ore di lezione non vengono assolutamente gettate al vento se, alla fine, c’è chi, come consu, arriva a scrivere: «Meglio morire lottando che vivere soffrendo. Spero che prima o poi la mafia finirà… E’ ingiusta e non ha uno scopo… La mafia esiste ed è crudele… anche se alcuni non ci credono… purtroppo è così… la mafia esiste».

    Simone D’Ambrosio

  • Vinicio Capossela: concerto live a sostegno di Don Gallo

    Vinicio Capossela: concerto live a sostegno di Don Gallo

    Vinicio CaposselaGiovedì 18 aprile 2013 (ore 22) la prima iniziativa della Comunità San Benedetto al Porto per lanciare il conto corrente verso la Fondazione Don Andrea Gallo San Benedetto al Porto.

    Alla Sala Chiamata del Porto Vinicio Capossela chiude il tour europeo Rebetiko Gymnastas. Luogo simbolo della città più portuale d’Italia, la Sala Chiamata ospita una delle musiche più portuali del mondo, il Rebetiko. Vinicio Capossela alla testa dei suo Rebetici Ginnasti vi chiuderà l’esaltante tour che dal giugno dell’anno scorso lo ha portato a esibirsi in teatri, club e centri sociali in Italia e in Europa. Nume tutelare della serata sarà Don Andrea Gallo, il parroco degli ultimi e dei senza voce, l’anarchico angelico e ora anche rebetiko.

    Ingresso 15 €.

  • Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    giardini luzzati 1Martedì 16 aprile 2013 inizia una settimana di festa per il primo compleanno dei Giardini Luzzati, lo spazio del centro storico riportato in vita grazie all’impegno dell’associazione Il Ce.Sto.

    Programma

    Martedì 16 aprile
    ore 19: aperitivo e incontro con i volontari dell’associazione che sono stati al World Social Forum 2013 a Tunisi

    Mercoledì 17 aprile
    ore 20: cena popolare di autofinanziamento (info e prenotazioni SMS al 328 1898249 o mail ad associazione@assilcesto.it)
    ore 21: Mongy Dj-Set

    Giovedì 18 aprile
    ore 20: cena di pesce (info e prenotazioni SMS al 345 6203952 o mail ad associazione@assilcesto.it)

    Venerdì 19 aprile
    ore 21: concerto live Parto delle Nuvole Pesanti

    Sabato 20 aprile
    ore 15: Giardini in fiera, mercatino dell’artigianato e animazioni per bambini con gonfiabili, spettacolo acrobatico e laboratorio di giochi per terra. 25 artigiani provenienti da tutte le parti della Liguria e dal basso Piemonte proporranno articoli di ogni tipo, rigorosamente handmade.
    ore 21: Lopex Experience, concerto
    ore 22: SenzaDread, concerto

    Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

  • Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    cinema-provini-castingDa lunedì 15 a venerdì 19 aprile 2013 il cinema Sivori di Genova ospita  la quarta edizione di Nuovo cinema Europa, il festival dedicato alle migliori produzioni del cinema europeo contemporaneo (opere prime e anteprime nazionali)

    In programma proiezioni a ingresso gratuito 10 film europei prodotti negli ultimi due anni da registi esordienti, tutti in lingua originale sottotitolati in italiano, con 7 Paesi Europei rappresentati – Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Slovacchia – 9 Istituti di Cultura Europei partecipanti.

    L’evento è a cura dell’associazione Profondità di Campo – con la direzione di Angela Ferrari – insieme a Circuito Cinema Genova e agli Istituti di Cultura Europei presenti in Italia. Tutti i film sono votati e premiati dal pubblico tramite apposite schede di votazione, mentre solo uno per ogni Istituto partecipante viene votato e premiato da una Giuria: durante l’ultima giornata di Festival vengono comunicati i vincitori del premio del pubblico e del premio della Giuria.

    Programma del festival

    Lunedì 15 aprile
    ore 18: Die brucke am ibar (Il ponte sull’Ibar, Germania 2012), opera prima di Michaela Kezele, scelto dal Goethe-Institut Genua
    e presentato al Festival in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria. I dialoghi del film sono in albanese e serbo.

    Die Brücke am Ibar si svolge durante la guerra del Kosovo nel 1999. Dunica, una giovane vedova serba, vive insieme ai suoi due figli in un piccolo paesino, separato dalla zona albanese da un ponte sul fiume Ibar. Un giorno Ramiz, soldato albanese dell’esercito per la liberazione del Kosovo, giunge ferito in casa di Dunica, che inizia a occuparsi di lui. Nonostante tutte le contrarietà e i conflitti tra le due etnie, Dunica e Ramiz si avvicinano sempre più, alimentando una storia d’amore costantemente minacciata dalle insidie della guerra. Ma un giorno anche il ponte viene chiuso…

    ore 20.30: Poupata (Boccioli di fiore, Repubblica Ceca 2011), opera prima di Zdeněk Jiráský, scelto dal Centro Ceco di Milano e presentato in anteprima italiana. Anche questo film concorre al Premio della Giuria.

    Il film racconta la storia di una famiglia alla deriva in una piccola cittadina ceca. I quattro personaggi, caratterizzati da personalità differenti, cercano di affrontare le difficoltà imposte dalla loro condizione in maniera diametralmente opposta, tendendo comunque tutti allo stesso obiettivo: riuscire a cambiare il proprio destino. Agata si augura di fuggire, consapevole del fatto che la felicità potrà essere trovata solo sottraendosi alle costrizioni della vita familiare sebbene ciò significhi tradire la famiglia stessa, Honza crede nella purezza dell’amore, Kamila spera nel futuro e non si piega alla miseria del presente. Solamente Jarda è consapevole dell’impossibilità di cambiare il proprio destino e dunque non le resta che arrendersi cercando di vivere alla giornata. Un inaspettato aiuto arriverà, ma quando ormai ogni speranza è perduta.

    Martedì 16 aprile
    ore 16: Comme des freres (Come fratelli, Francia 2011), opera prima di Hugo Gélin, scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana.

    Da quando Charlie non c’è più, la vita di Boris, Elie e Maxime è andata in frantumi. Questi tre uomini condividevano un grande amore per Charlie. Era per loro una sorella, una donna, un’amica. Ma Charlie è morta. Né Boris, uomo d’affari di successo, né Elie, sceneggiatore, né Maxime, ventenne mammone, sanno come affrontare questa perdita. Dando seguito a una sua richiesta fatta in vita, i tre decidono di fare un
    viaggio insieme, diretti in Corsica, nella casa che Charlie amava tanto. Ma 900 km chiusi insieme in macchina sono lunghi, quando si ha in comune soltanto l’affetto per la stessa donna.

    ore 18: Staub auf unseren herzen (Polvere sui nostri cuori, Germania 2012), opera prima di Hanna Doose, scelto dal Goethe-Instit Genua e presentato in anteprima italiana.

    Kathi, ragazza madre trentenne, cerca di affermarsi come attrice a Berlino, ma senza grande successo. S’inasprisce così il suo rapporto con la madre Chris, affermata psicologa, sempre pronta a rimarcare le debolezze e i fallimenti della figlia. Ma nella loro vita interviene una novità: il ritorno del padre di Kathi, dopo quindici anni di assenza, indurrà le due donne a confrontarsi con il loro passato e con il loro sempre più duro
    conflitto.

    ore 20.30: Quichote’s eiland (L’isola di Chisciotte, Belgio 2011), opera prima di Didier Volckaert, scelto dall’Academia Belgica e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    San vive sospeso tra sogno e realtà. Non ha amici e suo padre è completamente assorbito dal lavoro. Quando incontra l’affascinante Isabelle, per la prima volta si innamora follemente. Ma Isabelle non lo degna di uno sguardo. Incompreso, San cerca di fuggire da questa dura realtà. L’imprevedibile Chisciotte lo attende al varco. Ha un piano ingegnoso per aiutarlo a conquistare il cuore di Isabelle. Fino a quando San diventa
    testimone involontario del fallimento di un traffico di droga, dalle conseguenze irreversibili. Tutte le piste per trovare il colpevole portano a San, che però è sparito…

    Mercoledì 17 aprile
    ore 18: Spectres (Spettri, Belgio 2011) dell’artista visivo Sven Augustijnen (Belgio 2011), scelto dall’Academia Belgica.

    Cinquant’anni dopo il suo assassinio Patrice Lumumba, Primo Ministro del Congo indipendente, è tornato a tormentare il Belgio. Attraverso commemorazioni, incontri e il ritorno sui luoghi del passato, un funzionario civile belga di alto livello, che era in Elisabethville in quel giorno tragico del 17 Gennaio 1961, tenta di esorcizzare i fantasmi del passato. Con la Passione secondo Giovanni di J.S Bach come sottofondo, Spectres ci immerge in uno dei giorni più neri della decolonizzazione del Congo belga. Un esame del corpo biopolitico, questo lungometraggio di Sven Augustijnen espone la linea sottile che separa la legittimazione, la storiografia e la questione traumatica di responsabilità e debito.

    ore 20.30: Stilleben (Natura morta, Austria 2011), opera prima di Sebastian Meise, scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    Un padre di famiglia paga delle prostitute per giochi di ruolo in cui si fingono sua figlia. La scoperta sconvolgente di un’ossessione nascosta per tutta la vita scuote la fragile struttura di una famiglia. Mentre il figlio prova disgusto e cerca di capire se il padre abbia mai oltrepassato il limite con la sorella, quest’ultima vuole stare da sola per fare ordine tra i suoi ricordi. In questo clima di dubbi e incertezze, la madre è convinta che per il marito sia arrivato il momento di affrontare la vergogna e il senso di colpa.

    Giovedì 18 aprile
    ore 16: Kuma opera prima di Umut Dağ (Austria 2011), scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura.

    Festa di matrimonio in piccolo villaggio dell’Anatolia. La sposa è una bella ragazza del posto di nome Ayse. Lo sposo, Hasan, un giovane turco che vive in Austria. Una volta giunta a Vienna Ayse trascorrerà la prima notte di nozze con il marito, scoprendo così che l’uomo che ha veramente sposato non è Hasan, ma il padre Mustafa, cui è stata destinata quale “kuma”, seconda moglie. Fatma, la prima moglie di Mustafa, ha infatti scoperto di essere malata di cancro e ha convinto il marito a prendere una seconda moglie, che possa occuparsi della famiglia. I figli rifiuteranno Ayse, più giovane di loro, mentre tra le due donne nascerà una particolarissima amicizia, che verrà però messa alla prova da uno scherzo del destino.

    ore 18: Az do mesta ad (Fino alla città di Aš, Slovacchia/Repubblica Ceca 2012), opera prima di Iveta Grófová, scelto dal Centro Ceco di Milano in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca e l’Istituto Slovacco a Roma. Il film concorre al Premio della Giuria.

    Dorota si è appena diplomata, ma il piccolo paese che la ospita non le offre alcuna possibilità di lavoro. Decide quindi, come molti suoi connazionali, di emigrare dalla Slovacchia orientale verso il punto più occidentale della Repubblica Ceca in cerca di fortuna. Risoluta e piena di idee, ingenue e adolescenziali, Dorota inizia a lavorare come sarta in una piccola azienda tessile sul confine ceco-tedesco, nella città di Aš. Qui si incontrano persone da entrambi i confini, tutte alla ricerca di qualcosa. Le ragazze che vengono a lavorare come sarte vogliono garantirsi una vita dignitosa e un relativo benessere, i tedeschi un divertimento a basso costo. Tutto si mescola in una Babilonia di lingue e di valori, dove le naturali difese umane vengono distrutte.

    ore 20.30: Dead man talking, opera prima di Patrick Ridremont (Francia/Belgio/Lussemburgo 2012), scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    William Lamers è condannato alla pena di morte per omicidio. I preparativi per l’esecuzione procedono nell’indifferenza generale. Poiché la legge non precisa quale deve essere la durata dell’ultima dichiarazione di un condannato, Lamers approfitta di questo dettaglio giuridico per raccontare la sua vita con un lunghissimo monologo, per ritardare il più possibile il momento della morte. La sua esecuzione, da semplice formalità diventa così il più incredibile dei casi politici e mediatici.

    Venerdì 19 aprile
    ore 18.30: cinema e musica, Entr’acte di René Clair ed Erik Satie eseguito dal vivo dal pianista Dario Bonuccelli. Segue la premiazione dei film vincitori.

    Entr’acte è un film del 1924, del regista francese René Clair. È considerato il manifesto del cinema dadaista e una delle opere più significative delle avanguardie francesi nel cinema. Il titolo si traduce in italiano come Intervallo o Intermezzo. Il film era nato per essere proiettato durante l’intervallo, tra i due tempi del balletto istantaneista Relâche. Firma il soggetto il pittore Picabia e Satie è autore della musica.

  • Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    orfani kronoteatroDa giovedì 4 a sabato 6 aprile 2013 (ore 21) il Teatro dell’Archivolto di Sampierdarena ospita nella Sala Gustavo Modena lo spettacolo Orfani _ La nostra casa della compagnia Kronoteatro di Albenga.

    Scritto da Fiammetta Carena e diretto da Maurizio Sguotti, lo spettacolo mette in scena un incubo rituale e claustrofobico, sorprendente e inquietante, scandito da feroci conflitti. Gli spettatori assistono alla performance dal palco, seduti su panche che delimitano un rettangolo di terra scura in cui si muovo i sei interpreti: cinque ragazzi che vengono tenuti reclusi in uno spazio e un tempo indefiniti da un uomo che essi stessi chiamano Maestro. Spogliati della propria identità, privati di un nome e sottratti alla propria storia, i ragazzi appaiono sperduti e immemori. L’unica percezione che possiedono del mondo esterno è quella di una minaccia oscura e informe, elaborata su immagini spezzate e attraversate da echi di guerra.

    Nel cast Alessandro Bacher, Tommaso Bianco, Alberto Costa, Vittorio Gerosa, Alex Nesti e Maurizio Sguotti.

    Come ci spiega Maurizio Sguotti, «si tratta del primo spettacolo di Kronoteatro, compagnia formatasi professionalmente nel 2007: “Orfani” nasce da un laboratorio teatrale durato un anno e mezzo ed è il primo spettacolo di una trilogia che riflette sulla famiglia e i rapporti fra le generazioni. In questo caso, si parla del legame maestro/allievi e del “plagio” che egli compie su di loro, educandoli alla propria dottrina. “Orfani” è andato in scena in diverse città italiane: il rapporto con l’Archivolto è nato da un lungo rapporto con Giorgio Gallione e dall’adesione al progetto di teatro-ricerca dell’Archivolto. Andremo in scena nella Sala Modena perché è uno spettacolo pensato per pochi spettatori».

    Kronoteatro è una delle tre realtà liguri che hanno aderito a CreSco, il coordinamento della scena contemporanea, insieme a Tilt Teatro e Teatro Akropolis. Dopo il convegno del 20 marzo a Villa Bombrini, qual è la percezione di Kronoteatro rispetto alla scena ligure? «È importante che ci siano occasioni di incontro fra tutte le realtà che si occupano di teatro, occasioni per portare avanti discorsi e istanze comuni: è un segno che ci stiamo “risvegliando”, al di là dei risultati concreti, peraltro difficili da quantificare. Oggi si percepiscono molte più realtà giovani e vitali in tutto il territorio, a differenza del passato».

    Rispetto invece al progetto di Consulta Regionale dei teatri – portato avanti da Tilt e che vedrà una prima assemblea in Regione lunedì 22 aprile – «si dovrà capire se esistono linee comuni a tutte le realtà. Come Kronoteatro, sentiamo la necessità che i territori vengano rappresentati, che i fondi non vengano destinati solo al capoluogo, anche se a Genova hanno sede i principali teatri e le più importanti compagnie. È inoltre fondamentale sapere come vengono utilizzati i fondi e che fra le persone che ne decidono la distribuzione vi siano figure competenti e privi di conflitti di interessi, che abbiano il polso sia della realtà-teatro nel suo complesso, sia di quanto avviene nei singoli territori. Attualmente i soldi vengono distribuiti secondo criteri di longevità, ma il merito non sempre va di pari passo».

    Marta Traverso

  • Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    SoriDomenica 7 aprile 2013 riapre il Teatro di Sori, uno spazio a meno di cento metri dal mare che riprende le attività con una stagione primaverile di undici spettacoli fra prosa, musica e teatro dialettale.

    Il Comune di Sori, dopo il termine del contratto con la precedente gestione, ha affidato l’organizzazione del teatro alla Pro Loco di Sori e la direzione artistica all’associazione La Chascona, impegnata da anni in progetti di teatro-educazione e che ha gestito in passato anche il Teatro Albatros di Rivarolo. La recente storia del teatro di Sori è ripercorsa da Iula Rossetti: «Il 5 aprile 2008 era stato inaugurato il Teatro dopo i lavori di restauro effettuati grazie a finanziamenti europei. In questi anni non ha mai avuto una stagione vera e propria, ma solo eventi sporadici. Nei mesi scorsi la Pro Loco di Sori ha trasferito qui la propria sede e le proprie attività, così da rendere il teatro anzitutto uno spazio accogliente e aperto alla cittadinanza. Noi de La Chascona abbiamo curato la direzione artistica di Sori Summer Jazz 2012, da qui è nato un rapporto con il Comune che ci ha portato a creare la collaborazione in teatro. Molte compagnie locali ci hanno proposto spettacoli, tra cui quella del Teatro di Cicagna: non abbiamo potuto inserire tutte in questa rassegna, ma contiamo di farlo nel corso della prossima stagione».

    Scopo di questa prima rassegna è restituire alla città l’abitudine di una stagione teatrale costante e favorire (anche grazie all’orario di inizio degli spettacoli, il sabato sera alle 21 e la domenica pomeriggio alle 18) chi vuole venire a Sori per una giornata in spiaggia e poi assistere a uno spettacolo. «Aprire un teatro di questi tempi è una bella avventura: il Teatro del Levante è il solo spazio di questo tipo tra San Fruttuoso (dove ha sede il Teatro Garage, ndr) e Chiavari, il nostro obiettivo è lavorare sul territorio, rivitalizzarlo, creare un ambiente familiare e di aggregazione. Negli ultimi tempi si discute molto della crisi dei teatri, personalmente ritengo che il teatro sia un luogo vitale, che nel caso di Sori permette anche di portare persone in questa cittadina e dare un sostegno alle attività commerciali. Le potenzialità del teatro non si esprimono solo nel valore culturale ed educativo degli spettacoli, ma anche nella capacità di favorire l’indotto e la promozione del territorio».

    La rassegna primaverile del Teatro del Levante debutta domenica 7 aprile con Savuti Dreams – Sognando il Re Leone a cura della Compagnia Gli Amici di Jachy. A seguire gli spettacoli Il grande fiasco di Andrea Carretti (sabato 20 aprile), C’era una volta….e forse mai più a cura del Teatro di Cicagna (domenica 21 aprile), Filumena Marturano con la compagnia Il Crocogufo (sabato 27 aprile), Giorgio perdonaci dedicato a Giorgio Gaber a cura della compagnia La Pozzanghera (sabato 4 maggio), A professia de Colombo a cura della Compagnia TeatralNervi (domenica 5 maggio), Un Mandarino per Teo nuovamente con Gli Amici di Jachy (sabato 11 maggio), L’Acrostico Bizzarro scritto da Maria Grazia Tirasso e diretto da Iula Rossetti (sabato 18 maggio), La Cicala e la Formica con Hilary Nuvoli e Massimo Ivaldo (domenica 19 maggio), Inganni con la compagnia M&M (sabato 25 maggio) e infine La Principessa della Czarda messa in scena dalla Compagnia Amici dell’Arte (domenica 26 maggio).

    Marta Traverso

  • Emanuele Conte: intervista al direttore artistico del Teatro della Tosse

    Emanuele Conte: intervista al direttore artistico del Teatro della Tosse

    emanuele conte l1«Se stai male e c’è crisi devi lavorare di più e farlo al meglio delle tue possibilità. Se un teatro lavora meno con il pretesto della crisi allora diventa una struttura “inutile”, dunque perché gli enti pubblici dovrebbero sovvenzionarlo?». Con queste parole Emanuele Conte – presidente e direttore artistico della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse – ha espresso la sua posizione sulla situazione dei teatri a Genova, a margine della conferenza stampa di presentazione dello spettacolo Sogno in una notte d’estate e della contestuale mostra collettiva.

    Subito dopo la conferenza, gli ho posto alcune domande in merito all’attività del Teatro della Tosse (la cui gestione comprende anche Cantiere Campana e La Claque), sui legami con la città e un parere sulle proposte recentemente presentate per cambiare il sistema-teatro, a partire dal progetto di Consulta Regionale.

    Dal 2007 sei presidente e direttore organizzativo della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, dal 2010 direttore artistico. Rispetto al progetto che avevi in mente quando hai iniziato, sei riuscito a realizzare tutto quello che pensavi o hai dovuto “sterzare in corsa”?
    Questo mio percorso all’interno del Teatro è nato in un momento di profonda crisi, non solo finanziaria ma anche e soprattutto artistica: con la morte di Emanuele Luzzati (avvenuta il 26 gennaio 2007, ndr) vi è stata la presa di coscienza che nulla sarebbe più stato come prima. La costituzione della Fondazione Luzzati ha avuto come primo obiettivo il “salvarsi”, ossia raccogliere e portare avanti l’eredità di Luzzati e garantire altri trent’anni dopo quelli che hanno permesso a lui – insieme a Tonino Conte, Aldo Trionfo, Pepi Morgia e altri – di portare avanti il percorso del Teatro della Tosse, iniziato nel 1975.

    In parallelo ho voluto creare le basi per portare a Genova il lavoro di autori e compagnie emergenti da un lato, di grandi artisti internazionali dall’altro, per rendere la Tosse uno dei “teatri europei d’Italia”. A mio parere, il lavoro del direttore artistico – che svolgo dal 2010 in sinergia con Fabrizio Arcuri, mentre dal 2007 al 2010 lo è stato Massimiliano Civica – non è solo scegliere titoli e/o produrli, ma anche creare un’ambiente di connessione con il pubblico attraverso mostre, aperitivi, concerti e altre iniziative, proprio come si fa all’estero. Il mio principale orgoglio in questi anni è che nomi di punta del teatro internazionale sono venuti per la prima volta a Genova con uno spettacolo al Teatro della Tosse: penso per esempio a Peter Brook, Thomas Ostermeier, Eismuntas Nekrosius e tanti altri.

    Il tuo impegno nel portare autori non italiani alla Tosse potrebbe tradursi anche nell’attirare un pubblico internazionale? I dati sul turismo a Genova parlano di un incremento delle presenze di stranieri: è possibile a tuo parere avvicinare il turismo e il teatro?
    Non solo è possibile, ma si dovrebbe. Il problema è che non sempre accade, almeno non qui: da parte nostra cerchiamo di operare con le associazioni di categoria, su tutte quella degli albergatori, ma sono connessioni che andrebbero create dalle istituzioni. Noi siamo anche un presidio importante per il centro storico, ma spesso non vengono adottate le misure necessarie a contrastare le situazioni di degrado.

    Ti faccio un altro esempio: da quattro anni organizziamo un festival estivo ai Parchi di Nervi, che potrebbe anche attirare i turisti che vengono qui d’estate. Il problema è che ottenere le concessioni è ogni anno sempre molto complesso, e quest’anno molto probabilmente il festival non si farà a causa dei lavori di ristrutturazione del Parco.

    La Fondazione, nelle sue tre “anime” – Teatro della Tosse, Cantiere Campana e La Claque – punta molto sulla valorizzazione del contemporaneo: a tuo parere, attori e drammaturghi sono formati adeguatamente in questo campo, o le scuole e accademie puntano ancora su una formazione esclusivamente “classica”?
    La formazione al contemporaneo è molto carente, perché molte scuole e accademie hanno ancora un’impostazione antica, portata avanti da docenti conservatori. Il problema cruciale, a mio parere, è tuttavia un altro: le scuole di recitazione e drammaturgia sono molto costose per le pubbliche amministrazioni, perché non sono realtà che “fruttano”. Mi riferisco al fatto che oggi, in questo settore, il mercato è saturo e non c’è possibilità di dare lavoro o retribuire adeguatamente i 10, 15 diplomati che ogni anno escono dalle principali accademie. Senza contare i sempre più numerosi corsi di recitazione, scrittura teatrale o su professioni del teatro dei quali è difficile attestare la professionalità, ma che raccolgono molti iscritti. La formazione di potenziali disoccupati è inutile, se non addirittura criminale. Per lo spettacolo Sogno in una notte d’estate abbiamo formato una compagnia quasi interamente di nuovi elementi, con attori molto giovani: abbiamo annunciato i provini sul web, non tramite le scuole, e in pochi giorni abbiamo avuto oltre 200 candidature.

    Cosa pensi del progetto di Consulta Regionale che Tilt Teatro sta portando avanti? Parteciperai all’assemblea del 22 aprile in Regione?
    Ho ricevuto la convocazione e il Teatro della Tosse parteciperà alle assemblee. Non posso definirmi né contrario né a favore, perché di fatto non ho ancora compreso se e in quali termini una Consulta Regionale possa essere utile. La questione della ripartizione dei fondi è molto delicata, per esempio i soldi che il Comune elargisce al Teatro Stabile e al Carlo Felice sono destinati per obbligo di legge: il rischio è che vi siano realtà teatrali che vogliono “portare acqua al proprio mulino” e aderiscano a questo tipo di progetti solo per avere maggiori sovvenzioni, prima che per discutere su proposte e iniziative concrete.

    Un altro tema chiave portato avanti dalla Consulta è quello degli spazi: concordo sul fatto che ci siano molti spazi non utilizzati e sui quali non si sono realizzati progetti adeguati – su tutti il teatro Hop Altrove – ma va ricordato che gestire uno spazio ha dei costi vivi, a partire dalle utenze e dal retribuire chi ci lavora. Sono necessari progetti a lungo termine proposti da realtà con una professionalità forte e con le risorse per portare avanti le loro iniziative.

    Ritengo anzitutto importante dare valore ai teatri che non fanno solo cultura, ma sono anche un presidio importanti per i loro territori, come il Teatro Cargo a Voltri e il Teatro dell’Ortica a Molassana. In secondo luogo va sostenuta l’attività di chi continua a creare lavoro e opportunità, anche e nonostante la crisi: quando Marta Vincenzi, in campagna elettorale, volle incontrare gli operatori del teatro, proposi di rendere obbligatoria l’apertura alle compagnie emergenti e alle nuove produzioni nei bandi per i contributi pubblici. Una proposta che fu accolta positivamente e da allora inserita come requisito nei bandi stessi. Molti teatri puntano ancora sul “sicuro”, ma così facendo le compagnie nuove non lavorano mai, non hanno circuitazione. Da parte nostra, la distinzione che abbiamo operato fra Teatro della Tosse e Cantiere Campana vuole porre l’accento su questo intento, per dare un presente alle realtà emergenti, e non solo promesse per il futuro.

    Questo limite che ravvedi nei teatri è presente anche nel pubblico: spesso lo spettatore predilige gli spettacoli “più sicuri”, che già conosce e sa comprendere. Il teatro contemporaneo dovrebbe implicare una visione critica dello spettatore, che non sempre è possibile. Il Cantiere Campana ha tentato di ricevere le recensioni dagli spettatori per incentivarne lo spirito critico: com’è andato il progetto?
    L’iniziativa del Cantiere Campana non è nuova, perché la Tosse nelle passate stagioni aveva già provato esperimenti analoghi. Si tratta di un progetto molto interessante per noi, ma al tempo stesso impegnativo e difficile da seguire: in termini quantitativi i riscontri non sono stati molto alti, perché oggi lo spettatore tende a considerare se stesso come un consumatore, prima che un critico attento. Con il Cantiere Campana si è anche fatto un lavoro capillare sui social network, per trasferire nel web la creazione di ambiente e di comunità di cui parlavo prima: in questo senso sono un ottimo strumento, anche se il rischio è di “intasare” di comunicazioni bacheche altrui.

    Marta Traverso

  • Gaber se fosse Gaber: spettacolo al Teatro Duse con Andrea Scanzi

    Gaber se fosse Gaber: spettacolo al Teatro Duse con Andrea Scanzi

    giorgio-gaberMartedì 26 e mercoledì 27 marzo 2013 va in scena al Teatro Duse (ore 20,30) lo spettacolo Gaber se fosse Gaber, prodotto dalla Fondazione Gaber e interpretato da Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto Quotidiano e scrittore.

    Tema dello spettacolo
    Gaber se fosse Gaber è una rappresentazione teatrale che ha l’andamento di una lezione, capace di emozionare chi Gaber lo ha conosciuto e amato; ma anche di coinvolgere quel pubblico giovane che per questioni anagrafiche Giorgio Gaber (scomparso esattamente dieci anni fa) non ha potuto conoscere.

    Dalla vasta produzione dell’artista, Andrea Scanzi ha scelto di soffermarsi soprattutto sulla stagione del Teatro Canzone che ha caratterizzato gli ultimi tre decenni della carriera di Gaber, quando in collaborazione con Sandro Luporini egli cominciò a girare per i teatri d’Italia con l’intento di “buttare lì qualcosa”. Interrogativi più che risposte. Suggestioni insieme esistenziali e ideologiche, sempre accompagnate dalla musica dal vivo, da una sua forte presenza scenica e da una originale capacità di comunicare insieme con la voce e con la mimica. Canzoni alternate a monologhi caratterizzati dalla lucidità profetica e dal gusto anarcoide per la provocazione. È stato questo il periodo di tanti celebri spettacoli: da Il Signor G. a Io se fossi Gaber, da Il Teatro Canzone a Un’idiozia conquistata a fatica. Una stagione punteggiata da canzoni memorabili (basti citare Quando è moda è moda, Qualcuno era comunista o Io se fossi Dio) che, anticipando i tempi, fanno ancora oggi di Gaber un attualissimo punto di riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano. Un teatro, quello di Gaber, caratterizzato dalla continua e problematica invenzione del nuovo, che ora Andrea Scanzi ripercorre e racconta.

    Prezzi: 25 € (1° settore), 17 € (2° settore). Info 010 5342300.

  • Teatro dell’Ortica: lo spettacolo per bambini “Il gatto con gli stivali”

    Teatro dell’Ortica: lo spettacolo per bambini “Il gatto con gli stivali”

    centro-polivalente-auditorium-majorana-teatro-orticaDomenica 24 marzo 2013 (ore 16) il Teatro dell’Ortica porta in scena presso l’auditorium di via Allende 48 lo spettacolo Il Gatto con gli Stivali.

    Il Teatro dell’Ortica continua la sua esplorazione nel mondo delle favole tradizionali: dopo “Cenerentolaaa!!!!” e “Pinocchietta” viene rappresentata una trasposizione della fiaba di Charles Perrault, naturalmente in stile con le produzioni “Ortica”, con musica, danza e animazione.

    Una nuova produzione 2013, rivolta a bambini dai 4 ai 10 anni.

  • Teatro contemporaneo Genova: primo convegno ligure di Cresco

    Teatro contemporaneo Genova: primo convegno ligure di Cresco

    villa-bombrini-2Giornata intensa, ieri a Villa Bombrini, che ha ospitato due appuntamenti legati alla promozione del teatro indipendente e contemporaneo. In mattinata #comunicateatro, un workshop “in pillole” sull’utilizzo del web e dei social network per la promozione low budget degli eventi culturali, tenuto da Simone Pacini (il workshop vero e proprio si svolgerà sabato 4 e domenica 5 maggio, in un luogo ancora da definire); nel pomeriggio il primo convegno ligure di C.Re.S.Co., il Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, nato nel 2010 e attualmente composto da 130 realtà di teatro, musica e danza – teatri, compagnie, singoli artisti, residenze etc – provenienti da tutte le Regioni italiane, a eccezione (finora) del Friuli Venezia Giulia. Le realtà liguri che già aderiscono a C.Re.S.Co. sono Teatro Akropolis (Genova Sestri Ponente), Tilt Teatro e Kronoteatro (Albenga).

    Perché #comunicateatro a Genova? Veronica Righetti di Teatro Akropolis spiega che «In Liguria è presente una grossa fetta di realtà teatrali “giovani”, che hanno bisogno di promuoversi ma hanno poco budget a disposizione, ed è quindi opportuno che apprendano le tecniche per utilizzare al meglio questi strumenti a costo (quasi) zero». Si è dunque parlato di Facebook, Twitter, YouTube e Foursquare, mezzi di comunicazione ma anche e soprattutto di partecipazione e coinvolgimento, partendo dal presupposto che – come spiega Pacini – «lo spettatore è uno dei migliori canali di promozione di uno spettacolo, un festival o una compagnia, i social network permettono di abbattere le barriere tra operatori e spettatori, promuovere il dialogo con il proprio pubblico e crearne di nuovo».

    Il convegno pomeridiano di C.Re.S.Co è stato invece introdotto da Luca Donatiello di Akropolis (referente C.Re.S.Co per la Liguria) e Elena Lamberti (coordinatrice nazionale). Il Coordinamento è nato “ufficialmente” nel settembre 2010 durante il festival teatrale OperaEstate a Bassano del Grappa, anche se i lavori per la sua costituzione sono partiti nel 2009 con il convegno Vietato parlare dell’aurora.

    Una rete nazionale che si compone di Antenne territoriali, con il compito di monitorare le specifiche realtà di zona, raccoglierne le istanze e presentarle alle istituzioni locali e alla rete nazionale C.Re.S.Co: come spiega Elena Lamberti, «ogni aderente a C.Re.S.Co. può fare proposte concrete per nuovi modelli di sviluppo e rinnovamento della scena contemporanea, a partire dalle quali avviare un dialogo attivo con i referenti politici locali e nazionali. Attualmente C.Re.S.Co. sta lavorando con il Ministero dei Beni Culturali per la stesura del prossimo decreto legge sul FUS, nello specifico per ridefinire il concetto di “residenza” e sta inoltre raccogliendo adesioni per la Giornata C.Re.S.Co. del prossimo 20 aprile, una sorta di applicazione nel teatro delle Giornate Fai».

    Insomma, come precisato da Luca Donatiello, «non più assemblee durante le quali si “mugugna” e basta, ma occasioni concrete e propositive di confronto e cambiamento, ad di là dei personalismi».

    Chi aderisce a C.Re.S.Co. è anzitutto obbligato a firmare e rispettare il codice etico (consultabile sul sito di C.Re.S.Co., ndr), che impone norme deontologiche riguardanti i contratti di lavoro a dipendenti e collaboratori, i diritti/doveri fra le compagnie e i teatri ospitanti, la regolarità nei pagamenti dei cachet, etc.

    Durante il convegno realtà teatrali di tutta la Liguria, da Sarzana a Sanremo, hanno preso la parola per condividere punti di forza e criticità, con l’obiettivo di stendere un documento comune che verrà redatto da Akropolis e presentato ad Assessori e funzionari competenti di Regione, Province e Comuni. Anna Russo di Tilt Teatro ha illustrato gli sviluppi della Consulta Regionale dei teatri, proposta lo scorso 13 febbraio durante l’assemblea pubblica dIstruzioni per l’uso e di cui si parlerà in un secondo incontro con le istituzioni e tutti gli operatori liguri a metà aprile (per arrivare entro maggio alla formazione della Consulta).

    Altri operatori del settore hanno mostrato come vi siano problematiche comuni alle diverse realtà territoriali, che nonostante le criticità lavorano con entusiasmo per la promozione del lavoro dei giovani e la valorizzazione dei luoghi in cui operano. Questi alcuni problemi emersi: difficoltà nel dialogo con le istituzioni, mancanza di riconoscimento e tutela delle realtà “minori”, scarsa trasparenza sui criteri di stesura dei bandi e sulla distribuzione dei finanziamenti, poca attenzione alla qualità delle produzioni (professionalità degli operatori, numero di spettatori, etc), carenza di spazi e talvolta inagibilità degli spazi accessibili. Inoltre, è emersa l’esigenza di far comprendere alle istituzioni che la proposta teatrale ligure – e di conseguenza i fondi assegnati – non deve essere “Genova-centrica” ma deve tenere conto del valore di tutte le realtà dei territori che fanno cultura sui territori.

    Al termine del convegno il Teatro Akropolis ha proposto la rappresentazione di Amor fati: una performance di venti minuti con tre attori che fa parte del programma di Testimonianze, ricerca, azioni ed è tratto da uno studio sull’opera di Friedrich Nietzsche.

    In attesa della pubblicazione del documento ufficiale, è possibile “ripercorrere” quanto discusso ieri su Twitter, attraverso gli hashtag #comunicateatro#crescoliguria.

    Marta Traverso