
Ha inaugurato ieri sera il Cantiere Campana del Teatro della Tosse con lo spettacolo Il Conte di Lautreamont di Jacopo Sabar Giacchino e Leonardo Denoda. In occasione del “taglio del nastro”, il direttore artistico Emanuele Conte e il responsabile del Cantiere Yuri D’Agostino hanno presentato il progetto ad un pubblico numeroso che ha riempito la sala Dino Campana, una sala vestita a festa per questa nuova esperienza teatrale grazie alle illustrazioni dell’artista genovese Gregorio Giannotta.
«Il Cantiere è un esperimento, il primo in questo senso a Genova e non solo a Genova… – ha dichiarato il direttore artistico Emanuele Conte – in un periodo come questo in cui i teatri preferiscono le scelte sicure e quindi i nomi che portano in sala spettatori e guadagni, il nostro obiettivo è quello di portare avanti la nuova drammaturgia e le compagnie emergenti. Abbiamo scelto spettacoli non convenzionali e molto diversi l’uno dall’altro… Vorremmo riuscire a creare sul territorio una comunità di spettatori».
Prima dello spettacolo il foyer del Teatro offre musica live con il trio del jazzista e compositore Lorenzo Capello, sono gli stessi musicisti poi ad accompagnare gli spettatori in sala. A rompere il ghiaccio è stata dunque la compagnia “Hypnoteratra” che ha portato in scena la storia di Isidore Ducasse, il vero nome del conte di Lautreamont, poeta maledetto nato a Montevideo nel 1846 e morto a Parigi a soli 24 anni. I versi del poeta prendono vita sul palcoscenico, grazie ad una scelta accurata del suono, al linguaggio del corpo e a una scenografia suggestiva.
Un testo e una drammaturgia sicuramente non semplice, a cui il pubblico genovese non è abituato. Lo si capisce quando fra un quadro e l’altro cala il buio in sala, il pubblico è spiazzato e non sa bene se in questi casi “si deve applaudire oppure no”… E forse è proprio per queste ragioni che il Cantiere Campana si pone come vera e concreta opportunità per la città di Genova. Sapremo coglierla?
Lo spettacolo sarà in scena sino a domenica. Poi il 13 novembre sarà il turno di “Blu” di Laura Forti e con Linda Caridi, per la regia di Giampiero Judica.

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