Mese: Novembre 2012

  • Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa organizza un pomeriggio per vivere il quartiere in bicicletta e promuovere l’utilizzo di questo mezzo di trasporto, a impatto zero e che porta benefici alla salute e all’ambiente.

    Partenza sabato 3 novembre alle ore 15 in piazza Petrella, in programma una pedalata e rinfresco al termine dell’evento, offerto dagli operatori economici del quartiere.

    L’evento è una delle numerose iniziative che – complice il freddo non ancora completamente alle porte – si sta attuando a Genova per sensibilizzare sull’uso della bicicletta, grazie anche alle iniziative di promozione svolte attraverso la rete, dal blog Anemmu in bici a Zena e al gruppo Facebook Salvaiciclisti Genova.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Immigrazione, sanatoria 2012: un altro flop, boom di colf e badanti

    Immigrazione, sanatoria 2012: un altro flop, boom di colf e badanti

    La sanatoria 2012, come pronosticato da più parti, si è rivelata un flop.
    La procedura di emersione dal lavoro “nero” per gli immigrati irregolarmente presenti nel nostro Paese, destinata in realtà a condonare i datori di lavoro disonesti e – solo quale effetto collaterale – a regolarizzare con la concessione del permesso di soggiorno i lavoratori stranieri (come aveva spiegato alla perfezione ad Era Superba l’avvocato Alessandra Ballerini), si è conclusa il 15 ottobre scorso, dopo una finestra di apertura durata appena 30 giorni.

    I dati finali parlano chiaro: sono 116 mila le domande pervenute allo Sportello Unico per l’Immigrazione, a fronte di alcune stime dei sindacati che parlavano di circa mezzo milione di lavoratori stranieri irregolari potenzialmente interessati.
    Dunque le cifre sono state molto più basse, evidentemente perchè in Italia si continua a puntare sull’illegalità e le sanzioni non sembrano in grado di arginare il fenomeno del lavoro sommerso. A farne le spese, in misura maggiore, sono gli immigrati, sfruttati e sottoposti a rapporti lavorativi stagionali o comunque a termine, spesso e volentieri in “nero”.

    Inoltre, un altro dato salta all’occhio: l’assoluta predominanza dei moduli EM-DOM, ovvero le richieste d’emersione avanzate nei confronti di collaboratori domestici o famigliari. Su circa 116 mila richieste, infatti, oltre 101 mila riguardano il settore domestico.

    Quindi sarebbero solo circa 15 mila i lavoratori stranieri impiegati in tutti gli altri settori (industria, agricoltura, commercio, ecc.).

    Difficile immaginare che tali numeri possano fotografare la realtà, come spiega all’agenzia Dire, Giuseppe Casucci, responsabile nazionale del dipartimento immigrazione della Uil «La risposta è una sola: perchè il costo per una richiesta relativa a colf e badante non supera i 2 mila euro (tra una tantum e contributi previdenziali), mentre in settori come l’edilizia, il commercio e l’agricoltura il costo può essere tra 3 e 5 volte maggiore».

    Osservando con attenzione le domande presentate online, spuntano numerose sorprese «Il Marocco, tradizionalmente assente dal settore domestico, su un totale di 13.922 domande, ne ha inviate ben 11.368 per lavori di colf o badante  – continua Casucci – Lo stesso dicasi per il Bangladesh (12.629 su 13.752), l’Egitto (7.466 su 9.548), il Pakistan (8.667 su 9.604). Il trucco e’ piuttosto semplice: si fa domanda di regolarizzazione per lavoro domestico e una volta ottenuto il permesso di soggiorno si cambia datore di lavoro».

    La sanatoria dunque e’ stata un fallimento: considerando una stima attendibile di circa 500 mila stranieri irregolari, solo 1 su 5 ha potuto presentare domanda.

     

    Matteo Quadrone

  • Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    MacondoSabato 3 novembre 2012 (ore 16.30) inaugura come ogni anno in piazza Matteotti Macondo, la Fiera del commercio equo e solidale che resterà aperta al pubblico fino alla vigilia di Natale per presentare e vendere artigianato etnico, prodotti alimentari biologici, abiti e accessori e così via.

    La festa inaugurale avrà come contorno eventi di teatro e musica come Inconsueto popolare – a cura della Compagnia del Teatro Scalzo – e musiche tradizionali balcaniche e klezmer contaminate dalle melodie del Sud Italia.

    Nelle prossime settimane Macondo ospiterà inoltre laboratori gratuiti per parlare di cucina, materie prime, di riciclo, di cooperazione internazionale e di economia carceraria. Per partecipare e avere maggiori informazioni è necessario prenotare allo 010 265828 o via mail a micol.arena@bottegasolidale.it.

  • Anni 70: quotidiani politici, case discografiche e dissenso cattolico

    Anni 70: quotidiani politici, case discografiche e dissenso cattolico

    ViniliPeriodo di grandi fermenti sociali e artistici, quello compreso tra gli anni ’60 e i ’70. E la nostra tesi consiste nell’assegnare un rapporto diretto (non deterministicamente inteso, sia chiaro) tra l’impegno sociale e la vitalità artistica, tra la spinta politica che chiede un cambiamento radicale e i linguaggi espressivi che rompono con la tradizione, in nome di un rinnovamento dell’uomo.

    Un ruolo importante svolsero anche i quotidiani legati ai gruppi extraparlamentari che in quegli anni ebbero maggior riscontro: “Il Manifesto” (che aprì nel 1971) e poi “Lotta continua” e “Il quotidiano dei lavoratori”. Certo, si trattava di giornali politici, ma quasi quotidianamente, tramite inserti e servizi speciali, si occupavano di musica, cinema, arte e cultura. In ogni caso, la loro funzione trascendeva il semplice lavoro di informazione e controinformazione. Anch’essi, infatti, funzionarono da “agenti identitari”, anzi, direi di più: furono “segni identitari” in grado di evidenziare non solo una generica diversità nel modo di vivere e di pensare ma una specifica appartenenza politicamente orientata, collocata in maniera piuttosto precisa nello scenario sociale italiano di quel periodo.

    E poi, le case discografiche. Se da un lato le grosse Major (RCA, EMI, BMG, Fonit Cetra, Ricordi, Carosello ecc…) certamente cavalcarono l’onda del successo anche commerciale ottenuto dalla canzone di protesta e dalla “nuova musica”, dall’altro aprirono i battenti anche etichette indipendenti che avevano alle spalle, in alcuni casi, giovani discografici intenzionati a dar voce alle nuove tendenze (ricorderei almeno Nanni Ricordi). Vi furono anche etichette indipendenti fondate da musicisti e militanti dei gruppi extra-parlamentari che si occupavano di attività culturali. È il caso della cooperativa milanese “L’orchestra” di cui Franco Fabbri (musicista del gruppo Stormy six e autore di significativi libri di argomento musicale). Vanno ricordate anche: “I dischi del sole”, “I dischi dello zodiaco”, la “Crams”, la “Toast Records”, la “Divergo”, l’ “Ultima spiaggia” e (poche) altre.

    Ciò che occorre rilevare sono una certa disponibilità e attenzione che quasi tutte le case discografiche prestarono nei confronti della vitalità creativa. Intendo dire che molti progetti musicali “sperimentali” o “radicali”, trovarono la possibilità di essere pubblicati, risultato oggi impensabile. C’era un’effettiva considerazione per gli elementi di novità che potevano caratterizzare un determinato prodotto musicale. Addirittura le etichette che erano più vicine al Movimento, non di rado pubblicavano lavori che scaturivano da contesti e musicisti politicamente esposti, in nome di un impegno artistico militante. Ai già citati collettivi di “Cantacronache” e del “Nuovo canzoniere italiano” ritengo vadano almeno ricordati il “Gruppo folk internazionale” (nato intorno alla metà degli anni ’70, con elementi di spicco come Moni Ovadia) e cantautori spiccatamente politici come I. Della Mea, F. Amodei, P. Pietrangeli e altri.

    A Genova ci fu il gruppo “Assemblea musicale teatrale” che nacque nel 1975 da una costola del gruppo spontaneo “Teatro quartiere di Oregina”, animato da S. Alloisio e, almeno inizialmente, collocato nell’ambiente nelle comunità di cattolici del dissenso, di cui Don Zerbinati e Don Gallo furono figure di riferimento. E proprio nell’ambiente del dissenso cattolico (da cui nascerà il movimento “Cristiani per il socialismo”) presero vita due esperienze che ebbero un impatto enorme sulla società civile ed in particolare sui giovani. Cito per prima l’esperienza di Don Milani (con i ragazzi della scuola di Barbiana, paese del Mugello) che mosse una critica radicale alla scuola classista italiana. La sua denuncia divenne un libro, “Lettera ad una professoressa”, pubblicato nel maggio del 1967. Questo libro divenne uno dei riferimenti principali del “Movimento studentesco” che esplose, esattamente, un anno dopo. Vorrei poi ricordare l’esperienza vissuta da Don Mazzi a Firenze, nel popolare quartiere dell’Isolotto. Nel 1968 Don Mazzi venne sospeso dalla curia di Firenze perché il suo modo di praticare il vangelo non era ritenuto conforme all’ortodossia e per le posizioni politiche che l’intera comunità espresse: solidarietà con il popolo vietnamita, con i poveri e gli sfruttati, con gli studenti che erano in lotta. Le comunità di cattolici del dissenso si diffusero in tutto il paese e rappresentarono un esempio di come la società civile, in uno dei suoi segmenti più retrivi (il “mondo” cattolico, appunto) stesse iniziando a dare chiari segni di rifiuto del conformismo conservatore.

    Gianni Martini

  • Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Domenica 4 novembre 2012 sarà un anno dall’alluvione a Genova, che ha provocato gravi danni nel quartiere di Marassi e nel centro città.

    Il gruppo “Angeli col Fango sulle Magliette”, in collaborazione con il Municipio Centro Est di Genova, celebrerà questa ricorrenza con un progetto di adozione del verde pubblico: Dai diamanti non nasce niente è un evento che partirà alle 12 in via XX Settembre, per adottare le aiuole adiacenti a Via Fiume e Viale Brigata Liguria, presso il sottopassaggio ancora chiuso, e dare ufficialmente inizio ai lavori per la riqualificazione.

    Adottare un’aiuola è un piccolo gesto d’amore verso la città, un contributo per rendere più vivibili e a misura d’uomo le strade che attraversiamo ogni giorno.

    Tutti sono invitati a partecipare, presentandosi alle 12 di domenica con un paio di guanti, forbici da giardinaggio e abbigliamento adeguato.

    I lavori di manutenzione proseguiranno per tutto l’anno con cadenza regolare coordinati dai tecnici del Municipio Centro Est.

  • Elezioni politiche 2013: vince il programma imposto dall’Europa

    Elezioni politiche 2013: vince il programma imposto dall’Europa

    Mario MontiDa un po’ di tempo a questa parte mi sono occupato quasi esclusivamente di della crisi economica europea. Un lettore, pignolo che si chieda perché, allora, la rubrica rechi il titolo di “critica politica”, così come il tipico (e)lettore deluso, che voglia giudizi duri e sferzanti su questa classe dirigente, avrebbero entrambi ragione a lamentarsi. Ma devono perdonarmi: è tutta colpa del fascino esercitato sul profano (il sottoscritto) da una materia che gli è per lo più ignota (l’economia).

    Al di là di questo, però, bisogna ammettere che c’è poco di cui parlare. Sulle ruberie, le corruzioni e vari altri scandali dei partiti ho già scritto, sforzandomi anche di fornire una chiave di lettura che non si limiti agli insulti (anche se certuni sedicenti “rappresentati del popolo” fanno davvero di tutto per non demeritarli). Detto questo, i temi interessanti rimangono davvero pochi. Certo, qualcuno potrebbe far notare che è già iniziata la campagna in vista delle elezioni del 2013. Ma se per sostenere che parlo poco di politica e troppo di economia, si tirano in ballo queste tematiche, allora ci si vuole dare la zappa sui piedi. Sulla cosiddetta “agenda Monti”, infatti, che è poi la traduzione dei vincoli imposti dall’Europa, sono d’accordo PD, PDL e Terzo Polo, le “forze moderate”, che messe insieme, nonostante tutto, costituiscono ancora la maggioranza assoluta dell’attuale parlamento (quello che dovrebbe riscrivere la legge elettorale), oltre a valere più del 50% nelle intenzioni di voto.

    Ergo, per dirla alla Di Pietro, «se è vero, come è vero» che tagli e sacrifici “ce li chiede l’Europa” e che da questa “linea di rigore” non si può prescindere – l’ha ribadito piuttosto esplicitamente anche Napolitano –, allora cosa cambia chi vince le elezioni?

    Tanto, anche se faticano ad ammetterlo, sono tutti d’accordo. Poco importa che diventi premier un Renzi qualunque, o che un patto post-elettorale apra la strada ad un Monti-bis: la ricetta è quella già scritta dalla BCE, vale a dire tagli alla spesa pubblica, nuove tasse, minori tutele per i lavoratori e liberalizzazioni; il tutto condito da qualche buon proposito che suoni un po’ meglio alle orecchie della gente (tipo “lotta all’evasione” o “lotta alla corruzione”). Insomma, non è colpa mia se una parte della politica italiana ha deciso di abdicare in favore delle istituzioni economiche europee. E visto che l’altra parte è dominata da un Movimento 5 Stelle in rapida ascesa, ma per statuto contro ogni forma di alleanza, ecco che lo scenario si stava avviando verso un epilogo scontato; quando inaspettatamente, come un fulmine a ciel sereno, è tornato lui.

    Già, lui: ladies and gentleman, Silvio is back. Volevate temi “politici”? Eccovi accontentati. In un paio di giorni il Cavaliere ha rispolverato tutto il repertorio dei bei tempi andati: un annuncio epocale subito rimangiato (mi ritiro, anzi mi candido), una bella condanna in primo grado (per frode fiscale, tanto per cambiare) e una bellicosa conferenza stampa in cui ha messo in fila tutti i suoi slogan più celebri: abbasso le tasse, abbasso la magistratura, abbasso l’Europa tedesca dei tecnici-burocrati e infine la minaccia di elezioni anticipate. Le critiche si sono subito sprecate. Eppure, senza rimangiarmi tutto il male che ho detto in passato a proposito del pover’uomo, fatemi fare una buona volta l’avvocato del diavolo.

    Diciamo anzi che è un bene che Berlusconi, per perseguire i suoi interessi (interessi che forse con la senilità non distingue più bene), abbia però aperto una breccia nel muro, osando mettere in discussione l’insindacabile, incontestabile e immodificabile ricetta tecnica. Se il Cavaliere ricompatta almeno una parte del suo partito, rinsalda i legami con la Lega e trova un’inaspettata convergenza d’intenti con l’arci-nemico Beppe Grillo, allora si potrebbe aprire uno scenario talmente bislacco da produrre persino un effetto positivo: quello di dar vita, cioè, ad un vivace dibattito sul tema dell’euro.

    Checché ci venga raccontato, infatti, restare nella moneta unica non è né obbligatorio, né necessariamente la soluzione con i costi sociali più contenuti. Anzi, i costi che stiamo già sperimentando, verosimilmente, sono destinati a salire: e visto che siamo noi cittadini a viverli sulla nostra pelle, abbiamo tutto il sacrosanto diritto di essere informati attraverso un dibattito pubblico trasparente per poi prendere una decisione autonoma. E’ stato Monti, qualche giorno fa, a rivendicare il merito di aver trattato per primo gli Italiani «da adulti», mettendoli di fronte alla realtà senza fare promesse che non si potevano mantenere. Benissimo. Ma allora voglio essere trattato da adulto anche in materia di Europa. Non mi basta più la favoletta del “volemose bene” e del “sogno europeo”. Non voglio sogni: voglio verità.

    Essere adulti, da un punto di vista della maturazione democratica di un paese, non è credere a Monti piuttosto che a Berlusconi: è saper giudicare da sé. E’ finito il tempo in cui a criticare le parole del Cavaliere ci si azzeccava quasi sempre: oggi la violenza della crisi impone a un numero sempre crescente di persone di riflettere non di leader politici, ma di fatti concreti: si sta davvero meglio con l’euro, o, pur senza rinnegare la cooperazione europea, si andrebbe a star meglio senza euro?

    Ognuno ha il diritto di sapere e poi di poter esprimere il suo voto. In fin dei conti è questa l’ultima vera scelta politica che ci sia rimasta. Prima della prossima marcia su Roma, s’intende.

    Andrea Giannini

  • Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Disabile sulla sedia a rotelleGenova, città di saliscendi, in cui le barriere architettoniche costituiscono spesso un problema non solo per i disabili, ma anche per donne che portano i loro bambini in giro su passeggini e carrozzine. Sono sempre più numerose le iniziative di segnalazione e tentativo di superamento del problema: da progetti nati sul web come Wheelmap ad altri concomitanti a grandi eventi, come la barca accessibile presentata all’ultimo Salone Nautico.

    Anche in occasione del Festival della Scienza si opera dunque in tal senso, con un’iniziativa a cura del gruppo genovese di Se non ora quando: la marcia Inciampando s’immagina – il cui titolo si rifà alla parola chiave del Festival immaginazione – è una passeggiata nel centro di Genova, da via Roma a via Assarotti, dove i partecipanti vengono dotati di passeggini, protesi ortopediche, sedie a rotelle, carrelli della spesa e altro.

    La marcia si svolge in varie giornate del Festival, in particolare oggi (giovedì 1 novembre, ndr) e sabato 3 novembre con tre partenze nell’arco della giornata, alle 10, 14.30 e 17 presso l’Hotel Best Western City di via San Sebastiano. Ai percorsi parteciperanno personalità importanti della città, dalla Presidente del Festival della Scienza Manuela Arata, al Sindaco Marco Doria fino ad alcuni Assessori del Comune.

  • “Predisposti al labirinto lo scopo è perdersi”

    “Predisposti al labirinto lo scopo è perdersi”

    letteredallaluna-azzurroSentire tutta questa confusione intorno e non avere la forza di muovere un dito è come scivolare in un tubo. Scivolare sempre più forte, stretto e impotente, con le mani a tappare le orecchie, un rumore assordante.

    Ma non serve scriverlo, non basta a esorcizzare. La confusione la percepisci benissimo anche te, e ti spaventa quanto spaventa me. Perché non abbiamo i mezzi per difenderci, perché la confusione genera confusione e l’ordine delle cose è umana storpiatura, come il miraggio nel deserto che diventa meta per l’assetato.

    Possiamo incantarci sull’invisibile e sostenere l’impossibile, correre avanti e indietro lungo la linea dell’orizzonte, vivere mille vite e riprovarci… certo. Ma c’è bisogno di silenzio, silenzio e concentrazione, per non sentire niente.

    “Quando cala il silenzio, tu non uscirne sconfitto”

    Cercato e desiderato per tutti i secondi che lo hanno preceduto, il silenzio come apoteosi del caos, la sua essenza, la sua splendida fioritura. Ci sorprende con le mani ancora intente a tappare le orecchie e ci ricorda che tutta questa confusione non è una questione di rumore.

    Predisposti al labirinto, lo scopo è perdersi.

    Gabriele Serpe

  • Musei di Genova aperti il 1 Novembre 2012, festa di tutti i Santi

    Musei di Genova aperti il 1 Novembre 2012, festa di tutti i Santi

    museo villa croce genovaQuesti gli orari dei musei di Genova che effettuano apertura straordinaria oggi, giovedì 1 novembre 2012, festa di Ognissanti.

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle ore 19

    Museo di Storia Naturale “G. Doria”: dalle ore 10 alle ore 19

    Museo di Sant’Agostino: dalle ore 10 alle ore 19

    Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna: dalle ore 10 alle ore 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle ore 18

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle ore 18

    Mu.MA – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle ore 19

    Palazzo Verde: dalle ore 10 alle ore 18

    Emporio-museo Viadelcampo29rosso: dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 19

    Questi i musei che resteranno chiusi: Museo d’Arte Orientale “E. Chiossone”, Museo del Risorgimento, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Museo del Tesoro, Museo di Archeologia Ligure, MU.Ma – Museo Navale di Pegli, Museo di Storia e Cultura Contadina, Musei di Nervi – Raccolte Frugone, Musei di Nervi – Museo Luxoro.

  • La Claque, workshop di musica: iscrizioni aperte

    La Claque, workshop di musica: iscrizioni aperte

    ChitarraSono aperte le iscrizioni per i quattro seminari di tecnica e “filosofia” della musica a La Claque, organizzati da Upr per professionisti, aspiranti e appassionati.

    Gli incontri saranno a numero chiuso (massimo 30 partecipanti) e si svolgeranno la domenica con orario 10-13 e 15-18, per dare l’opportunità di partecipare anche a chi viene da fuori Genova.

    Questo il programma.

    Domenica 25 novembre
    Massimo Zamboni (Cccp), corso popolare di chittara grattugiata – tecnica e composizione punk rock
    Costo iscrizione 60 €.

    Domenica 2 dicembre
    Francesco Moneti (Modena City Ramblers), Elettro folk , violino – mandolino-buzouki dal passato al futuro
    Costo iscrizione 60 €.

    Domenica 9 dicembre
    Alessandro Finaz (Bandabardò), il chitarrista e la costruzione di una band
    Costo iscrizione 60 €.

    Domenica 16 dicembre
    Massimo Bubola (autore delle canzoni di Fabrizio De Andrè), scrivere canzoni – tecnica ed ispirazione di composizione
    Costo iscrizione 100 €.

    Le iscrizioni per ogni seminario si chiudono dieci giorni prima della data prevista per lo svolgimento. Il costo per l’iscrizione a tutti i seminari è 200 €. Info 010 2470793.

  • Sociolinguistica negli Stati Uniti: i legami tra lingua e società

    Sociolinguistica negli Stati Uniti: i legami tra lingua e società

    La Bandiera AmericanaWilliam Labov,  è uno dei maggiori linguisti americani del ventesimo secolo. Viene definito come uno dei padri di una materia chiamata “sociolinguistica”. Che cosa tratta questa disciplina? Pur senza averlo esplicitato direttamente, un buon numero degli articoli di questa stessa rubrica ha utilizzato un approccio sociolinguistico nei confronti dell’inglese. Quando, per esempio, ho fatto riferimento alla Received Pronunciation britannica come a un accento distintivo di una classe sociale, quella era una considerazione di carattere sociolinguistico.

    Rispetto ai linguisti come Noam Chomsky, che cercano di individuare i principi generali comuni a tutte le lingue che governano il funzionamento del linguaggio umano, la sociolinguistica si occupa di far luce sui legami profondi tra una lingua e la società all’interno della quale essa è parlata. Infatti, come abbiamo già visto – e non mi stancherò mai di ribadirlo –  la storia di una lingua è profondamente collegata a quella delle persone che la parlano. Non è un caso che questa disciplina sia nata dopo la Seconda Guerra Mondiale in due paesi come Stati Uniti e Regno Unito, nei quali il melting pot che si era creato a seguito di forti movimenti migratori ha dato vita a situazioni linguistiche e sociali di notevole complessità e interesse.

    Labov, per esempio, si è occupato di analizzare l’African American Vernacular English (AAVE), conosciuto anche come Black English, ovvero la varietà di inglese parlata dalla comunità afro-americana oggi popolare a livello internazionale specialmente grazie alla musica rap. Cantanti come Coolio, 50 Cent, Tupac Shakur e altri hanno esportato attraverso i loro brani alcuni tratti distintivi dell’AAVE: torneremo in seguito su questo e altri discorsi relativi all’inglese delle canzoni.

    Relativamente all’American English, Labov si è anche concentrato sul cosiddetto Northern Cities Shift, uno “spostamento” – da cui la parola “shift” – nella pronuncia delle vocali nella varietà conosciuta come Inland North, parlata nella regione dei Great Lakes e comprendente città quali Chicago, Buffalo o Detroit. In un’intervista rilasciata qualche anno fa a The New Yorker, Labov spiega che l’intenzione degli abitanti delle regioni dell’Inland North era quella di distinguersi proprio attraverso la pronuncia dai parlanti degli stati più a meridione. Tra l’altro, l’Inland North ha fornito la base al General American che troviamo sui dizionari come standard di pronuncia, accanto al modello di riferimento britannico della RP. E’ da questa regione che provengono personalità politiche quali il fu Presidente, nonché ex-attore, Ronald Reagan, il repubblicano Mitt Romney e l’attuale Secretary of State (equivalente al nostro Ministro degli Esteri) Hillary Clinton.

    A proposito di United States, vale la pena spendere qualche parola sulle presidenziali del 6 novembre che vedono fronteggiarsi proprio Romney e Barack Obama. A eleggere formalmente il presidente degli USA è un collegio di 538 cosiddetti grandi elettori, in rappresentanza dei singoli stati. A eccezione di Maine e Nebraska, in ciascuno stato il candidato che ottiene più voti si aggiudica tutti i grandi elettori dello stato stesso. Per esempio, chi vince in California può contare su 55 elettori, mentre il candidato che ottiene più voti in Florida se ne aggiudica 29: per diventare presidente, l’importante è arrivare ad almeno 270.

    Può succedere che un candidato vinca in un numero di stati che gli consentono di arrivare a 270 grandi elettori senza tuttavia avere ottenuto la maggioranza del voto popolare complessivo. Per esempio, nel 2000 Al Gore ricevette dalla gente più voti di George W. Bush, il quale però poté contare su 271 grandi elettori.

    Le polemiche che seguirono il voto, in particolare a causa di presunte irregolarità nella Florida, decisiva per l’elezione di Bush, devono essere state un’autentica benedizione per Labov e i suoi assistenti: grazie ai cosiddetti Bushisms del buon George W., un mix di gaffe lessicali, grammaticali e culturali, il lavoro per i sociolinguisti in questi anni non è certo mancato…

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Castello D’Albertis: “Viaggio meraviglioso dentro una conchiglia”

    Castello D’Albertis: “Viaggio meraviglioso dentro una conchiglia”

    viaggio-meraviglioso-conchigliaDa giovedì 1 a sabato 3 novembre 2012 al Castello D’Albertis (ore 16) va in scena lo spettacolo per bambini Viaggio meraviglioso dentro una conchiglia, scritto e diretto da Laura Sicignano e prodotto dal Teatro Cargo.

    L’ingresso (comprensivo di visita al museo) costa 8 €, prenotazioni presso il Teatro Cargo ai numeri 010 694240 e 010 694029.

    Questa la trama dello spettacolo.

    Due bambini in riva al mare. È primavera e l’acqua è ancora fredda. Giocano con le onde, con la sabbia, con i sassi. Improvvisamente appare una bellissima conchiglia. C’è nessuno dentro la conchiglia? I due bambini iniziano un viaggio fantastico dentro il labirinto della conchiglia, alla ricerca della magica sirena, suo abitante misterioso. Incontrano pesci, meduse e cavallucci marini, imparano i nomi dei venti e perché il mare è salato. Infine raggiungono il cuore della conchiglia, dove si cela la dolcissima sirena che avrà in serbo per loro un regalo segreto.

    Lo spettacolo offre un percorso nella dimora del Capitano Enrico Alberto D’Albertis. Viaggiando per mare e per terra tra ‘800 e ‘900, il Capitano ha racchiuso nella sua dimora il suo mondo in una cornice romantica a cavallo tra “camere delle meraviglie” e trofei coloniali. Il suo castello testimonia il fascino che i mondi lontani da lui visitati hanno esercitato sul suo spirito, impregnato di “genovesità” e amore per il mare e di altrettanta curiosità verso l’ignoto e l’intentato.

  • Pesticidi nel piatto 2012: verdura, frutta e vino contaminati

    Pesticidi nel piatto 2012: verdura, frutta e vino contaminati

    Ortofrutta e vino venduti nel nostro Paese sono regolarmente contaminati. Questo il risultato allarmante che emerge da “Pesticidi nel piatto 2012”, il rapporto annuale di Legambiente sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia, elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e uffici pubblici regionali competenti.
    I campioni fuorilegge sono fermi allo 0,6%, stabili i contaminati da un solo residuo (18,3%), mentre calano di circa un punto percentuale i campioni contaminati da più residui contemporaneamente, portandosi al 17,1% (18,5% nel 2011).

    Il risultato complessivo, almeno ad una prima lettura, offre un quadro abbastanza rassicurante ed in linea con il trend degli ultimi anni che vede diminuire, seppur lentamente, l’uso delle molecole chimiche per la produzione agroalimentare. Purtroppo, però «insieme all’aumento in percentuale dei campioni in regola – sottolinea Legambiente – aumenta pure, in molti casi, il numero delle diverse sostanze chimiche presenti contemporaneamente su uno stesso campione, per il quale le analisi di ogni molecola presa singolarmente hanno stabilito la regolarità».

    «Se la normativa vigente ha portato ad un maggiore controllo delle sostanze attive impiegate nella produzione dei formulati e l’armonizzazione europea dei limiti massimi di residuo consentito (LMR) negli alimenti, intervenuta nel 2008, ha rappresentato un importante passo in avanti – spiega Legambiente – manca ancora una regolamentazione specifica rispetto al simultaneo impiego di più principi attivi, come pure sulla rintracciabilità di più residui in un singolo prodotto alimentare».

    «Una lettura più attenta dei risultati delle analisi condotte dai laboratori regionali ed elaborati da Legambiente in questo studio – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – mostra una situazione tutt’altro che rassicurante, con numerosi casi di prodotti ortofrutticoli e derivati contaminati da 7, 8 e addirittura 9 principi attivi differenti, in un composto che nessuno ha mai studiato e analizzato e che potenzialmente potrebbe essere molto dannoso per la salute dei consumatori e per l’ambiente».

    Tra le sostanze maggiormente rinvenute «troviamo il clorpirifos, un insetticida riconosciuto da numerosi studi scientifici come interferente endocrino con spiccata attività neurotossica – conclude Legambiente – il captano, fungicida riconosciuto dall’Epa come possibile cancerogeno e il Fosmet, un insetticida fosforganico dal notevole impatto ambientale e particolare tossicità riscontrata a danno delle api».

    Non si fa attendere la risposta di Agrofarma, l’Associazione nazionale imprese agro farmaci, che afferma «l’Italia è leader in tema di sicurezza alimentare, così come confermato dai dati in proposito raccolti da parte del Ministero della Salute e dell’Efsa. I controlli regolarmente effettuati da parte delle autorità competenti sulla produzione agroalimentare nostrana, permettono di registrare una situazione completamente sicura per quanto riguarda l’ortofrutta italiana».

     

    Matteo Quadrone