La sanatoria 2012, come pronosticato da più parti, si è rivelata un flop.
La procedura di emersione dal lavoro “nero” per gli immigrati irregolarmente presenti nel nostro Paese, destinata in realtà a condonare i datori di lavoro disonesti e – solo quale effetto collaterale – a regolarizzare con la concessione del permesso di soggiorno i lavoratori stranieri (come aveva spiegato alla perfezione ad Era Superba l’avvocato Alessandra Ballerini), si è conclusa il 15 ottobre scorso, dopo una finestra di apertura durata appena 30 giorni.
I dati finali parlano chiaro: sono 116 mila le domande pervenute allo Sportello Unico per l’Immigrazione, a fronte di alcune stime dei sindacati che parlavano di circa mezzo milione di lavoratori stranieri irregolari potenzialmente interessati.
Dunque le cifre sono state molto più basse, evidentemente perchè in Italia si continua a puntare sull’illegalità e le sanzioni non sembrano in grado di arginare il fenomeno del lavoro sommerso. A farne le spese, in misura maggiore, sono gli immigrati, sfruttati e sottoposti a rapporti lavorativi stagionali o comunque a termine, spesso e volentieri in “nero”.
Inoltre, un altro dato salta all’occhio: l’assoluta predominanza dei moduli EM-DOM, ovvero le richieste d’emersione avanzate nei confronti di collaboratori domestici o famigliari. Su circa 116 mila richieste, infatti, oltre 101 mila riguardano il settore domestico.
Quindi sarebbero solo circa 15 mila i lavoratori stranieri impiegati in tutti gli altri settori (industria, agricoltura, commercio, ecc.).
Difficile immaginare che tali numeri possano fotografare la realtà, come spiega all’agenzia Dire, Giuseppe Casucci, responsabile nazionale del dipartimento immigrazione della Uil «La risposta è una sola: perchè il costo per una richiesta relativa a colf e badante non supera i 2 mila euro (tra una tantum e contributi previdenziali), mentre in settori come l’edilizia, il commercio e l’agricoltura il costo può essere tra 3 e 5 volte maggiore».
Osservando con attenzione le domande presentate online, spuntano numerose sorprese «Il Marocco, tradizionalmente assente dal settore domestico, su un totale di 13.922 domande, ne ha inviate ben 11.368 per lavori di colf o badante – continua Casucci – Lo stesso dicasi per il Bangladesh (12.629 su 13.752), l’Egitto (7.466 su 9.548), il Pakistan (8.667 su 9.604). Il trucco e’ piuttosto semplice: si fa domanda di regolarizzazione per lavoro domestico e una volta ottenuto il permesso di soggiorno si cambia datore di lavoro».
La sanatoria dunque e’ stata un fallimento: considerando una stima attendibile di circa 500 mila stranieri irregolari, solo 1 su 5 ha potuto presentare domanda.
Matteo Quadrone

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