Mese: Novembre 2012

  • L’arte di vivere: sette lezioni di filosofia a Palazzo Ducale

    L’arte di vivere: sette lezioni di filosofia a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale entrataLunedì 5 novembre 2012 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale parte “L’arte di vivere. Sette lezioni di filosofia su questioni che ci riguardano“, un ciclo di incontri organizzati da Nicla Vassallo e Remo Bodei, in collaborazione con la Fondazione Garrone, che si protrarranno fino al 18 dicembre.

    Tutte le conferenze iniziano alle 17.45 e sono a ingresso libero.

    Questo il programma completo.

    Lunedì 5 novembre: Il lavoro e la vita (Marco Revelli)

    Giovedì 15 novembre 2012: Via dalla corsa: il tempo libero, tempo della vita (Franco Cassano)

    Venerdì 23 novembre: Navigatio Vitae (Remo Bodei)

    Giovedì 29 novembre: Vita biologica e vita politica (Roberto Esposito)

    Giovedì 6 dicembre: Fatti non foste a viver come bruti (Nicla Vassallo)

    Mercoledì 12 dicembre: La qualità della vita fra caso, merito, bisogno (Salvatore Veca)

    Martedì 18 dicembre: Speranza e rinuncia (Laura Boella)

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Festival della Scienza, Piazza Europa: il video della mostra

    Festival della Scienza, Piazza Europa: il video della mostra

    Una piazza in cui le eccellenze della ricerca europea propongono progetti, sostengono lo sviluppo tecnologico e ci proiettano in un futuro forse non troppo lontano. Ecco il principio alla base della mostra Piazza Europa, visitabile fino al prossimo 4 novembre all’interno del Festival della Scienza, nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa.

    Dalle energie rinnovabili agli ultimi ritrovati della biomedica, la mostra si presenta come una piazza vera e metaforica, in cui vari enti di ricerca collaborano con imprese private -nazionali e non- per migliorare la qualità della vita dei singoli e rispondere a emergenze su scala europea.

    Negli otto poli allestiti nella parte centrale della sala sono presentati progetti (alcuni dei quali non ancora in commercio) nati dalla collaborazione di enti pubblici e imprese. Ad esempio, il sensore Medusa della ditta Selex, per eliminare la pirateria sulle navi mercantili. O gli ausili per la stimolazione multisensoriale sviluppati dalla rete ligure SI4Life, rivolti soprattutto a persone anziane o con disabilità a scopo riabilitativo.

    Attorno ai poli centrali, alcune ricerche di recente presentate alla Commissione Europea: dal gioco interattivo sui bosoni “Lo schiaffone di Higgs”, sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla più concreta iniziativa “I PROMISE (a better world)”, promossa tra gli altri da Coop e Regione Liguria per sensibilizzare acquirenti e produttori verso consumo responsabile.
    L’Europa è ospite d’onore nella decima edizione del Festival, proprio nell’anno in cui ha ricevuto il Nobel per la Pace. Un’ “Unione della scienza” per ridare slancio ai diversi campi della ricerca scientifica e per investire sul futuro e sull’innovazione.

     

    Elettra Antognetti
    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Consumismo e società: pensieri di Epicuro, Pasolini, Terzani e Bauman

    Consumismo e società: pensieri di Epicuro, Pasolini, Terzani e Bauman

    Downshifting e decrescita rappresentano solo una parte di un movimento più ampio di critica alla società contemporanea le cui radici possono essere fatte risalire addirittura al IV secolo a.C.. Già nel pensiero del filosofo greco Epicuro ritroviamo il concetto di frugalità ripreso dalla teoria della decrescita. Nella lettera a Meneceo sulla felicità Epicuro scrive: «Consideriamo inoltre una gran cosa l’indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l’abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l’inutile è difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quando aiuta il corpo a non soffrire e l’animo a essere sereno. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo causa di immensa sofferenza.»

    Non vi sembra un manifesto della decrescita ante litteram? Avvicinandoci un po’ più ai giorni nostri ritroviamo nel pensiero di uno dei più grandi intellettuali del novecento, Pier Paolo Pasolini, un’aspra critica nei confronti della società dei consumi che era appena nata in Italia. Pasolini sosteneva che l’acculturazione e l’omologazione che il fascismo non era riuscito a ottenere erano state ottenute con una rapidità impressionante dalla società dei consumi il cui avvento aveva causato un vero e proprio genocidio culturale.

    Un altro grande intellettuale italiano, Tiziano Terzani, definiva così il capitalismo: «Oggi l’economia è fatta, per costringere tanta gente, a lavorare a ritmi spaventosi per produrre delle cose per lo più inutili, che altri lavorano a ritmi spaventosi, per poter comprare, perché questo è ciò che dà soldi alle società multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente. Io trovo che c’è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola felice, ed è contento, accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice».

    Tra i pensatori contemporanei uno dei più attenti osservatori dei meccanismi del consumismo è sicuramente il sociologo polacco Zygmunt Bauman. Nelle sue  opere  Bauman analizza la società contemporanea usando le metafore di modernità liquida e solida. L’incertezza che attanaglia la società moderna, che lui definisce “modernità liquida”, deriva dalla trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a consumatori. Nella nostra società l’esclusione sociale non si basa più sull’estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare l’essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernità.

    Il sociologo polacco si sofferma ad analizzare la condizione di chi non ha un’occupazione. Si è passati dal concetto di disoccupazione nel quale il prefisso “dis-” indicava un distacco dalla norma, al concetto di esubero nel quale non vi è nessun accenno all’anormalità, all’anomalia. Esubero suggerisce un’idea di permanenza, una forma nuova di normalità dove le cose sono destinate a restare come sono. Essere in esubero significa essere in soprannumero, non necessari, inutili, addirittura paragonabili a dei rifiuti. La destinazione dei disoccupati, cioè l’esercito di riserva del lavoro, era quello di venire richiamati in servizio attivo. La destinazione dei rifiuti è invece la discarica. Addirittura le persone in esubero sono un problema finanziario e, osserva Bauman, c’è chi si interroga: «Possiamo permetterceli?».

    Il fronte di critica alla nostra società è quindi piuttosto ampio e quelli che vi ho illustrato sono solo alcuni esempi. La politica, appiattita sull’accettazione incondizionata del modello esistente, ha ignorato per troppo tempo queste istanze, ma forse questa crisi può rappresentare finalmente un’occasione per riformare la nostra società e uscire da un meccanismo che appare ormai definitivamente guasto.

    Giorgio Avanzino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Carovana dei Festival: una giornata per la musica indipendente

    Carovana dei Festival: una giornata per la musica indipendente

    Concerto musica liveSabato 3 novembre 2012 l’Auditorium ex-Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente (via Soliman 7, adiacente Fincantieri) ospita la Carovana dei Festival, evento dedicato alla promozione della musica indipendente a cura dell’associazione culturale Metrodora e di AudioCoop Liguria, che da oltre 10 anni associa produttori, etichette, organizzatori e artisti del mercato discografico indipendente.

    Questo il programma.

    Ore 10 – incontro tra i responsabili di festival e manifestazioni che hanno dato vita alla Carovana, sia in Liguria sia in altre regioni del nord Italia: Festival delle Periferie (GE), OrzoRock (PC), Miscela Rock Festival (TO), Lilith Festival (GE), IndiesPonente (IM), Wanted Primo Maggio, AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta, AudioCoop Liguria, Metrodora e Orzorock.

    Ore 13.30 – Assemblea Nazionale della Rete dei Festival, coordinamento nazionale dei festival musicali indipendenti italiani, alla presenza del portavoce Giordano Sangiorgi.

    Ore 17 – presentazione al pubblico delle iniziative del territorio e showcase di artisti liguri e italiani: AUDIOgraffiti, Cristina Nicoletta e Sabrina Napoleone, Gabriele Finotti e i Misfatto Cabbage Cafè.

  • Lettera alla città di Genova del sindaco Marco Doria

    Lettera alla città di Genova del sindaco Marco Doria

    Marco Doria«Mi rivolgo a tutti i genovesi, in particolare agli abitanti della zona del Fereggiano, della Valbisagno, di Sestri Ponente, di Sturla e dei quartieri che negli ultimi anni sono stati colpiti da alluvioni. Mi rivolgo alle persone che hanno dovuto abbandonare la casa o hanno patito danni fisici e materiali.
    Dodici mesi fa, il 4 novembre, avvenne l’ultima, più grande, tragedia: Shpresa Djala e le sue bimbe Gioia e Janissa, Serena Costa, Angela Chiaramonte e Evelina Marina Pietranera furono travolte dall’onda del torrente.
    Genova le ricorda con commozione, unendosi al dolore dei familiari, e anche con rabbia per quanto è accaduto e non doveva accadere. Nel quartiere resta viva la preoccupazione perché, lì come altrove, si è ancora costretti a convivere con il rischio.

    Renderò omaggio alla targa che ricorda le vittime del Fereggiano, facendomi interprete del sentimento di tutti i genovesi. So bene, però, che non è tempo di cerimonie. Bisogna continuare il lavoro per ridurre i pericoli nell’immediato e fare quanto possibile per reperire i finanziamenti necessari alla effettiva messa in sicurezza del territorio. Questo è l’impegno dell’Amministrazione.

    Comprendo l’apprensione degli abitanti e ritengo pienamente giustificabile la loro vigilanza e la denuncia di qualsiasi mancanza, anche quando si accompagna ad una certa diffidenza. C’è bisogno di chiarezza e di verità.

    La verità è che occorrono ingenti investimenti, fuori dalla portata del Comune, e che la sicurezza idrogeologica dovrebbe essere ai primi posti nella spesa pubblica nazionale. Abbiamo valorizzato questo obiettivo nelle richieste al governo per i finanziamenti e opereremo in tutti i modi per poter realizzare le opere più urgenti. Nel frattempo non siamo stati con le mani in mano. L’Amministrazione, pur tra molte difficoltà, si sta adoperando per investire le poche risorse disponibili, come nel caso dell’abbattimento del palazzo sul Chiaravagna a Sestri; per assicurare la pulizia dei torrenti, su cui sono giustamente puntati gli occhi di tutti, e per garantire un sistema efficiente di protezione civile.

    Da mesi, prima che esplodesse il caso giudiziario sull’alluvione del 2011, abbiamo ripensato l’organizzazione dell’emergenza per renderla più snella e con responsabilità ben definite. Il meccanismo è scattato nei giorni scorsi in occasione dell’allerta per piogge intense che fortunatamente hanno poi risparmiato la nostra città, ma non le zone vicine. Qualcuno ha ritenuto eccessivi i provvedimenti adottati. Non è così. Per scongiurare altre sciagure il Comune e i cittadini devono abituarsi a riconoscere il rischio e attrezzarsi per tempo, senza mai sottovalutarlo.

    Di fronte all’indagine della magistratura, cui l’amministrazione comunale dà la sua piena collaborazione, sento di dover riaffermare che l’accertamento di eventuali responsabilità di singole persone non deve tradursi in una sfiducia generalizzata verso l’apparato del Comune, i suoi tecnici, le sue preziose risorse umane che vanno invece valorizzate in una migliore organizzazione.
    Con lo stesso spirito voglio ringraziare ancora, a nome della Città, i tanti volontari che proseguono il loro impegno in aiuto alla popolazione».

    Marco Doria​
    Sindaco di Genova​

  • Val Bisagno: ad un anno dall’alluvione i problemi sono gli stessi

    Val Bisagno: ad un anno dall’alluvione i problemi sono gli stessi

    Ponte CarregaUn’assemblea pubblica per fare il punto della situazione e mettere in evidenza quello che ancora non è stato fatto, ad esattamente un anno di distanza dalla tragica alluvione del 2011. Questo uno degli obiettivi dell’assemblea pubblica che si svolgerà domenica 4 novembre presso il centro sociale Pinelli in via Fossato Cicala.

    Già annunciata la partecipazione di comitati e abitanti di Piazzale Adriatico, via Fereggiano, Corso De Stefanis, Corso Sardegna, e Ponte Carrega, ma l’invito è esteso a tutta la cittadinanza.
    Dov’eri il 4 novembre e il 5 cosa hai fatto?”, annuncia il volantino che promuove l’iniziativa denunciando a gran voce che «I greti dei torrenti sono ancora pieni di sterpaglie e la messa in sicurezza assolutamente inesistente». Insomma, il grave rischio idrogeologico che incombe sulla vallata, rimane intatto «Sarebbe sufficiente una pioggia più abbondante ed il problema si riproporrebbe perché non un solo rivo della Val Bisagno può essere considerato sicuro».

    Le preoccupazioni che emergono sono pressoché le stesse, espresse con chiarezza in un documento redatto dal Circolo di Rifondazione Comunista “Dente” Bianchini di Marassi, sul finire di settembre.
    «I lavori di messa in sicurezza eseguiti sul Fereggiano nei mesi scorsi si limitano a ripristinare le condizioni precedenti all’alluvione del Novembre 2011. Tutto ciò che un anno fa ha causato gli allagamenti è oggi inalterato: l’impermeabilità dei versanti e la canalizzazione delle acque inadeguata; il passaggio delle acque da un’apertura dell’alveo maggiore ad una inferiore; l’ingresso ortogonale nel Bisagno».

    La situazione non migliora se ci si addentra nella Valbisagno dove permangono situazioni di grave rischio idro-geologico con torrenti pronti ad esplodere, come evidenziato dallo studio del Municipio IV Media Valbisagno.
    Per questo «La sicurezza del territorio e quindi di chi ci abita, dovrebbero essere in testa all’agenda politica dell’attuale Amministrazione, sottolinea il circolo Bianchini. Al contrario «si continuano a sperperare ingenti quantità di risorse pubbliche in opere inutili e spesso dannose per l’equilibrio del territorio».

    In particolare le critiche riguardano i nuovi progetti «Le risorse previste dal Piano Città e destinate alla Valbisagno andrebbero almeno in parte utilizzate per porre rimedio ai gravi rischi che persistono in particolare sul Fereggiano, ma anche su Rovare e Noce e sui rivi indicati dallo studio del Muncipio IV (Geirato, Brumà, Rosata, Gatto, ecc.) – sottolinea il circolo Bianchini – Gli interventi previsti sul Bisagno (restringimento dell’alveo e demolizione dei ponti), inutili dal punto di vista idro-geologico, non sono necessari per migliorare il trasporto pubblico anzi, al contrario, favoriscono l`uso del mezzo privato. La costruzione di nuovi alloggi nell`area ex Boero rappresentano un ulteriore e apparentemente inspiegabile spreco di risorse per una città in cui gli alloggi sfitti sono circa 25.000 (molti dei quali di proprietà pubblica)».

    Per quanto concerne il Fereggiano, conclude il circolo Bianchini «non sono rinviabili interventi strutturali dai costi e dai tempi sostenibili con una parte delle risorse a disposizione: è necessario proseguire l’allargamento dell’alveo del Fereggiano, dopo Largo Merlo, seguendo il suo percorso naturale sotto via Fereggiano, via Monticelli e un tratto di Corso Galliera. Il torrente dovrà affluire nel Bisagno in maniera naturale e non ortogonalmente come avviene oggi, in modo da facilitare la ricettività delle acque. Tutto il torrente sarebbe sotto copertura ed essendo ampio quanto la strada potrebbe convogliare facilmente le piene nel Bisagno evitando l’allagamento periodico dei dintorni».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Gnu Quartet: concerto al Count Basie Jazz Club

    Gnu Quartet: concerto al Count Basie Jazz Club

    Gnu QuartetSabato 3 novembre 2012 (ore 21.30) concerto dei Gnu Quartet al Count Basie Jazz Club: il quartetto formato da Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto), Stefano Cabrera (violoncello) e Raffaele Rebaudengo (viola) si esibisce nel locale di vico Tana.

    Il gruppo musicale da sempre è caratterizzato dall’alchimia tra diversi generi, nata dalle precedenti esperienze individuali dei suoi componenti, che spaziano tra musica classica, brasiliana, jazz e d’autore: il progetto nasce nel 2005 nel corso di un evento organizzato dalla Pfm al Teatro Nazionale di Milano, in occasione del compleanno di Fabrizio de Andrè. I Gnu Quartet hanno inciso due album, con brani originali e rielaborazioni, e collaborato alla realizzazione – in fase di scrittura, arrangiamento o registrazione – di altri quindici. Hanno tenuto concerti in Italia e all’estero e partecipato a programmi televisivi e festival di musica nazionali.

    Ingresso 10 € con tessera Arci.

  • Guerrilla gardening: una giornata per aiutare il verde in città

    Guerrilla gardening: una giornata per aiutare il verde in città

    Ieri vi abbiamo parlato dell’iniziativa degli Angeli del fango, che a un anno dall’alluvione hanno deciso di “adottare” le aiuole tra via XX Settembre, via Fiume e via Brigata Liguria, per renderle più vive e riqualificarle senza più attendere l’intervento delle istituzioni.

    La loro iniziativa cade anche in concomitanza con un altro anniversario: il 4 novembre 2011 si è infatti svolta la prima giornata nazionale del guerrilla gardening, che in molte città italiane ha portato gruppi di volontari ad armarsi di pala e guanti da giardino per far rivivere gli spazi verdi in città e che quest’anno verrà replicata, appunto, domenica 4 novembre. L’iniziativa degli Angeli si accompagnerà dunque a numerose altre, sparse su tutto il territorio nazionale.

    Genovesi, perché non fate la vostra parte? Ci sono aiuole, spazi verdi e parchi che aspettano di essere riqualificati. Il gruppo nazionale di Guerrilla Gardening cerca nuovi aderenti, per segnalare (attraverso foto, video e racconti) la propria esperienza di “attacco verde” è possibile inviare una mail a info@guerrillagardening.it o telefonare al 392 3274987.

    [foto di Diego Arbore]

  • Radio Gaga in concerto al Why? Club di Nervi

    Radio Gaga in concerto al Why? Club di Nervi

    Radio GagaDopo il grande successo della serata di inaugurazione e della festa di Halloween, il Why Club di Nervi (ex Paips) propone per la serata di venerdì 2 novembre un appuntamento con la musica live: il concerto dei Radio Gaga, tribute band ligure dei Queen.

    La band di Marco Biggi e Giorgio Pezzi propone propone un tributo alla grande band di Freddy Mercury, presentando i più grandi successi dal vivo senza l’ausilio di nessuna sequenza o parte pre registrata.

    L’intento è quello di riprodurre i brani dei Queen nel modo più fedele possibile e il risultato finale è davvero molto convincente, tanto che la band è nota e conosciuta anche fuori dalla Liguria: dalla Toscana alPiemonte, Lombardia, Veneto e Valle D’Aosta.

    A seguire dj set a cura di Marco Valenti fino alle 4 del mattino.

    Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 3400021151 – 3488074389 oppure inviare una mail a why.clubinfo@gmail.com. Prenotazione tavoli entro le 23.30

  • Festival della Scienza 2012, il circo della Zirkus Meer a Palazzo Ducale

    Festival della Scienza 2012, il circo della Zirkus Meer a Palazzo Ducale

    Festival della Scienza 2012Nell’ambito dell’edizione 2012 del Festival della Scienza, due giornate sono state dedicate alle esibizioni di Walter Moshammer, circense di origine austriaca e formazione cosmopolita, della scuola Zirkus Meer.

    Moshammer, classe 1962, nato a Graz, terminati gli studi di fisica al Politecnico della sua città, collabora dapprima con il CERN di Ginevra, in cui prosegue le sue ricerche sulla dinamica non lineare,  e con l’università di Stanford. Il ’92 è l’anno della svolta, in cui Moshammer approda al circo: agli esordi nella San Francisco School of Arts, seguono gli spettacoli in giro per il mondo, dall’Italia alla Cina, con diverse compagnie circensi. Fino all’approdo al gruppo performativo Zirkus Meer, con cui Walter mette in scena alcune delle sue esibizioni di punta, le stesse che presenta, all’interno del Festival, anche al pubblico genovese.

    «Si tratta di 3 spettacoli particolari – racconta Moshammer – il primo, il cerchio di Leonardo da Vinci, elaborato a partire da una serie di schizzi di Leonardo, per secoli ignorati dagli studiosi; il secondo consiste nella creazione di un ponte senza l’impiego di viti, bulloni o quant’altro, nel rispetto della tradizione medievale dei Fréres Pontifes; il terzo, il castello di carte, prevede la costruzione di una struttura verticale formata da tarocchi giganti, raffiguranti famose personalità del mondo della scienza. L’artista si diletta in acrobazie di vario genere e sempre più spericolate, dai volteggi agli equilibrismi a molti metri da terra, in cui anche il pubblico viene coinvolto e invitato a partecipare».

    Moshammer è stato da sempre affascinato dal mondo del circo e ha cercato di portare alcuni retaggi dei suoi studi scientifici (sull’elettricità e sulla dinamica) all’interno di questo mondo, sanando la contraddizione solo apparente tra arte e scienza: «L’amore per la scienza fa da sfondo a tutte le mie performance, dai tarocchi con le foto di personaggi del mondo della scienza e con formule matematiche, allo studio delle carte di Leonardo, che mi hanno portato a brevettare, per primo, un’invenzione unica..
    In tema con il leitmotiv di questa edizione del Festival della Scienza, siamo davanti al trionfo dell’immaginazione!

    Elettra Antognetti
    [foto e video Daniele Orlandi]

  • Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Nasce una nuova associazione di commercianti, artigiani ed imprenditori di Sampierdarena con l’obiettivo di rilanciare il quartiere, nella speranza di restituirgli l’immagine di una volta: una Sampierdarena “Bella e perbene”, vitale ed operosa, perchè «Siamo certi che una zona ben curata e pulita sia anche in grado di attirare più gente, più clienti, più persone che scelgano di fare shopping nella nostra delegazione».

    Sono un centinaio gli operatori commerciali che si uniscono ufficialmente dopo un percorso avviato alcuni mesi fa. I problemi da affrontare sono sempre gli stessi, denunciati da tempo anche da altre associazioni, come le Officine Sampierdarenesi: il degrado e la criminalità conseguenti alla presenza di numerosi locali notturni, prostituzione a cielo aperto, sale dedicate al gioco d’azzardo, senza un adeguato controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.

    Gli esponenti della neonata associazione sono convinti che sia possibile invertire la tendenza, attraverso un dialogo continuo con l’amministrazione pubblica, in particolare il Municipio Centro-Ovest. Fondamentale sarà l’organizzazione di iniziative capaci di richiamare i cittadini da altre zone della città, quali ad esempio i mercatini che potrebbero svolgersi con una frequenza più assidua sotto i portici di via Cantore, l’arteria principale del quartiere.

    Gli operatori commerciali manifestano la loro disponibilità ad assumersi l’onere finanziario di curare gli arredi urbani, come le fioriere comparse recentemente in via Cantore, ma non solo. Nello stesso tempo, però, chiedono al Comune di occuparsi della pulizia e del decoro in zona, con la medesima attenzione.

    «Insieme alla gente del posto siamo pronti ad affrontare le problematiche che riguardano cittadini e commercianti di Sampierdarena», perchè l’unione fa la forza e sarà più semplice affrontare il percorso in direzione dell’auspicato cambiamento.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • La Claque Genova: stasera concerto di Zibba e Almalibre

    La Claque Genova: stasera concerto di Zibba e Almalibre

    Zibba e AlmalibreVenerdì 2 novembre 2012 (ore 22.30) a La Claque si terrà il concerto di Zibba e Almalibre, che lo scorso anno hanno fatto registrare il tutto esaurito. Il cantautore ligure, vincitore della Targa Tenco 2012 per il miglior album dell’anno con “Come il suono dei passi sulla neve” (a pari merito con gli Afterhours), presenta i suoi nuovi brani insieme al gruppo con cui si esibisce da tempo.

    Il costo del biglietto di ingresso è 10 €.

    Sempre venerdì 2 novembre si terrà a La Claque l’inaugurazione della prima di una serie di mostre allestite nel locale del centro storico: il primo artista è il genovese Filippo Vassallo e le sue opere rimarranno esposte fino al 22 novembre.

  • Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Via GaribaldiLe opere d’arte custodite nei Musei di Strada Nuova potranno essere viste in tutto il mondo grazie a Internet: anche Genova ha aderito a Google Art Project, un’iniziativa del colosso di Mountain View per rendere accessibili l’arte e la cultura. Dallo scorso 30 ottobre, collegandosi al sito googleartproject.com, è possibile ricercare e ammirare cinquanta opere tra quelle conservate nei musei genovesi, attraverso fotografie ad alta risoluzione. Tra queste l’Ecce homo del Caravaggio (Palazzo Rosso) e la Maddalena Penitente del Canova (Palazzo Tursi), fino alle opere di Rubens e Van Dyck.

    A oggi hanno aderito a Google Art Project 180 partner (città, reti museali ecc) provenienti da 14 Paesi del mondo, per un totale di oltre 35.000 opere, tutte visibili gratuitamente.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Tagli alla sanità: comuni della Val Polcevera contro la Regione

    Tagli alla sanità: comuni della Val Polcevera contro la Regione

    SanitariUn documento dai toni particolarmente duri – firmato dalle forze politiche di maggioranza dei comuni di Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese, Serra Riccò e del Municipio Valpolcevera, dai circoli del Pd di Campomorone, Bolzaneto, Manesseno/Sant’Olcese, Pontedecimo e Rivarolo, dal circolo di Sel Margherita Ferro e dal circolo di Rc in Valpolcevera – rilancia la battaglia contro il depauperamento dei servizi sanitari nella vallata e chiede a gran voce il nuovo ospedale del Ponente e la piastra ambulatoriale, due opere da lungo tempo promesse alla cittadinanza.

    «Il Distretto socio-sanitario 10, che comprende il Municipio Valpolcevera, i comuni dell’alta Val Polcevera e della Valle Scrivia, serve oltre 115 mila abitanti – sottolineano i firmatari – Per decenni si è parlato di razionalizzare le strutture sanitarie esistenti con la costruzione di un ospedale di vallata da realizzarsi a Teglia nell’area ex Mira Lanza, ipotesi poi definitivamente tramontata a favore del nuovo ospedale del Ponente, per il quale era stato individuato il sito di Villa Bombrini».
    Nel frattempo – senza serie alternative che compensino chiusure e ridimensionamenti – in una vallata sempre più problematica per la qualità di vita delle popolazione «abbiamo assistito alla chiusura e alla riconversione degli ospedali Frugone di Busalla, Pastorino di Bolzaneto, Celesia di Rivarolo e al ridimensionamento del Gallino di Pontedecimo – continua la nota – fino alla recentissima disposizione di chiusura del reparto di Cardiologia, a seguito delle delibere Asl conseguenti alla cosiddetta spending review ed anche alle misure prese dai governi precedenti e da quello attuale».

    I sottoscrittori del documento chiedono con forza che il provvedimento di chiusura della Cardiologia del Gallino «sia immediatamente sospeso e venga stralciato dal piano che verrà presentato in consiglio regionale perché si tratta di un’attività eccellente che, dal suo trasferimento dall’ospedale Celesia nel 2007, si è occupata di tutte le patologie cardiache che non necessitano del centro di Emodinamica ma che interessano comunque numerosi pazienti a rischio».

    «Siamo fermamente convinti di aver diritto ad un vero ospedale razionalmente concepito, costruito secondo i più moderni dettami e comprensivo di tutte le specialità – ribadiscono i firmatari – Auspichiamo quindi che si proceda senza ulteriore ritardo ad avviare tutte le procedure di realizzazione, a partire dallo studio di fattibilità dell’ospedale del Ponente».

    Mentre sul Palazzo della Salute di Teglia, previsto in area ex Mira Lanza (leggi la gloriosa storia della fabbrica), grava un pericoloso silenzio, visto che l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo – dopo le proteste della popolazione del Ponente affiancata dal Municipio – ha rassicurato sulla costruzione dei presidi sanitari di Pegli e Voltri, ma non ha speso neppure una parola in merito alla piastra sanitaria della Val Polcevera.

    «Riteniamo necessario ed urgente l’avvio entro tempi certi della progettazione su basi economiche concrete (ad esempio utilizzando i fondi Fas) del Palazzo della Salute a Teglia (ex Mira Lanza) concepito, non come una semplice piastra ambulatoriale, bensì come una struttura polivalente e funzionale», conclude la nota.

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Jardin Majorelle: la sintesi dei caratteri di Marrakech

    Jardin Majorelle: la sintesi dei caratteri di Marrakech

    Jardin Majorelle palmetoCome abbiamo detto, il Giardino è veramente parte integrante della città e ad essa strettamente compenetrato.
    All’arrivo dall’aeroporto, Marrakech mi è apparsa sotto un cielo plumbeo, con nuvole basse e vento afoso ma di tempesta, piatta, rossa, interrotta solo dall’alto minareto della Kutubiya e da pochi altri elementi verticali. Nell’attraversare le antiche mura, anch’esse rosso sangue e fiancheggiate da verdi giardini, ho visto sventolare centinaia di bandiere purpuree con stella verde intenso del Regno.

    I colori che dominano a Marrakech mi sono subito apparsi quattro: il rosso della terra, e di tutto quello che con essa è costruito, il verde scuro della vegetazione e delle coltivazioni, che si stagliano a perdita d’occhio intorno alla città, il blu acceso dell’acqua ed il giallo ocra del sole.

    Majorelle cactaceae fontanaMajorelle cactaceae casa

                                                                                                                                                                                                                  Proprio questi quattro colori, il cui marcato impiego mi aveva inizialmente lasciato tanto perplesso nella visita al giardino, sono stati in realtà attentamente scelti e caratterizzano volutamente, tanto nell’elemento vegetale che in quello architettonico, il Jardin Majorelle.

    Majorelle cactaceae 2Majorelle cactaceae mix

                                              Non vi è alcunché di casuale dunque nelle scelte cromatiche utilizzate, strettamente e scientemente correlate al contesto locale. Lo studiato ordine nell’impianto del parco, progettato e creato dall’uomo, si fonde poi al misurato Majorelle viale 1 e spontaneo disordine fornito dalla lussureggiante vegetazione e all’insieme eterogeneo e variegato di colori delle rigogliose fioriture estive e delle volutamente accese scelte cromatiche dell’originario proprietario pittore. Se avrete l’occasione di passare da Marrakech, non perdetevi quindi una visita al Jardin Majorelle.
    Dietro a quelle alte mura rosse in verità si staglia molto più di un semplice giardino. A mio avviso il parco riassume nelle forme, nei colori e nel suo impianto generale, il vero e profondo carattere della città permettendo di capire una realtà paesaggistica ed umana che colpisce profondamente e lascia quasi sbigottito il visitatore occidentale.

     

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com