Mese: Novembre 2012

  • Sala Dogana, “Verticalità”: mostra sulla mobilità urbana genovese

    Sala Dogana, “Verticalità”: mostra sulla mobilità urbana genovese

    “Verticalità” è il titolo della prossima mostra-concorso in programma presso Sala Dogana, lo spazio di Palazzo Ducale dedicato all’esposizione di opere di giovani artisti: l’inaugurazione di giovedì 8 novembre presenterà al pubblico i 12 lavori vincitori del concorso, che chiedeva l’ideazione di opere ispirate alla peculiare mobilità metropolitana genovese, caratterizzata da una quantità di collegamenti verticali quali ascensori e funicolari, mezzi imprescindibili di adattamento a una specifica morfologia del territorio cittadino.

    Le opere – foto, video e installazioni – rimarranno in allestimento fino al 25 novembre, contestualmente alla mostra “Living in Lift” cui “Verticalità” è legata: ospitata sempre presso Palazzo Ducale, “Living in Lift” è promossa da Schindler, la nota azienda di ascensori, ed espone opere di artisti italiani e stranieri sul tema dell’ascensore, di cui forniscono la loro personale lettura trasformandolo da anonimo non-luogo a luogo denso di significati.

    Ed è proprio nell’ambito di questa mostra itinerante (già a Torino e Milano) che la tappa genovese ha visto il programma arricchirsi del concorso “Verticalità”. La giuria che ha selezionato gli artisti vincitori è formata, oltre che dai curatori delle due mostre – Walter Vallini, architetto e art designer, e Roberto Mastroianni, filosofo e critico d’arte – da figure di rilievo tra cui il direttore dei Musei di Nervi (Maria Flora Giubilei), il conservatore della Wolfsoniana (Matteo Fochessati), il curatore e il conservatore del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce (Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati).

    Gli artisti in mostra sono: Chiara Morando, Alessandra Elettra Badoino; Samy Mantegazza, Christian Devincenzi; gruppo GIU.NGO-LAB.; Luigia Giovannangelo; Paolo Bini; Laura Mergoni; Emmanuele Panzarini; Andrea Bodon; Laura Maria Baldo; Gabriele Cavoto; Danilo Torre; Salvatore Tulipano; oltre a loro, sarà in mostra, fuori concorso, anche Paolo Peroni, vincitore del premio “Schindler per l’Arte” 2012.
    Abbiamo parlato del progetto con uno dei due curatori, Walter Vallini, che sarà presente all’inaugurazione dell’8 novembre.

     

    Come è nata l’idea della mostra “Living in Lift”?

    «Nel 2011 la Schindler Italia si è rivolta a BeVisible+, società che opera nell’ambito della ideazione ed organizzazione di eventi di design e di arte contemporanea, per partecipare ad uno degli eventi organizzati per il Fuorisalone di Milano. Io, come direttore artistico, ed Antonello D’Egidio, responsabile della comunicazione, abbiamo ideato il progetto “Schindler per l’Arte”: “Living in Lift” è l’evento più importante di questo progetto, e siamo stati sempre noi a proporre il tema specifico della mostra. Abbiamo curato i contenuti nonché tutti gli aspetti formali dell’evento: la selezione delle opere ed il  progetto di allestimento. In questa edizione  ho condiviso il ruolo di curatore con Roberto Mastroianni, giovane critico torinese, in una logica di apertura a contributi qualificati e qualificanti con cui arricchire ed ampliare i contenuti di Living in Lift per farla diventare sempre più un grande contenitore aperto alla partecipazione di artisti, critici, curatori ecc.».

    Come siete giunti alla decisione di un concorso collegato?

    «Insieme con le più importanti istituzioni dell’arte contemporanea ligure, Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo, Sala Dogana, e Crac (Centro Regionale per l’Arte Contemporanea, n.d.r.) è nata l’idea di promuovere un concorso per artisti under 35».

    Oltre ad ospitare le due mostre, di una di esse Genova è anche soggetto. La morfologia del territorio si presta perfettamente al tema, ma a parte questo, c’è qualcosa in particolare che vi ha portato a scegliere la nostra città come soggetto del concorso?

    «Genova, per la sua particolare  morfologia, è una città nel cui contesto gli ascensori sono  stati inseriti sin dall’inizio del secolo scorso. Quindi l’ascensore è un oggetto che fa parte del patrimonio storico di questa città».

    Il concorso chiedeva opere ispirate alle “criticità e opportunità legate alla mobilità metropolitana”, ma si può dire che in questa città le criticità superino di gran lunga le opportunità, ridotte al lumicino da fattori pratici (carenza servizio pubblico, arterie insufficienti, quartieri congestionati da folli speculazioni edilizie nei decenni passati, zero piste ciclabili…). Quanto è emerso nelle opere l’aspetto problematico della mobilità genovese? E quali differenze sono riscontrabili nella percezione di queste tematiche da parte degli artisti residenti a Genova rispetto a quelli che vengono da fuori?

    «L’aspetto della problematicità della mobilità genovese è stato toccato solamente da un artista, guarda caso genovese, gli altri hanno sviluppato dei temi più concettuali e meno sociali».

    La tematica della mobilità, declinata in tutti i suoi aspetti, è di assoluta attualità: mobilità sostenibile (sia dal punto di vista economico sia ambientale), mobilità efficiente (nelle città e nelle metropoli sempre più affollate), mobilità accessibile per tutti (abbattimento delle barriere architettoniche)…. Sicuramente l’arte può stimolare una riflessione a riguardo, ma crede che possa anche contribuire concretamente a dare una spinta verso la soluzione di questi problemi?

    «La riflessione artistica deve denunciare le problematiche e produrre degli “stimoli estetici”;  a risolverle praticamente devono pensarci altre componenti della nostra società».

    I primi tre classificati parteciperanno alle prossime esposizioni di “Living in Lift” nelle tappe successive; chi sono e cosa nelle loro proposte vi ha portato a preferirli?

    «La prossima edizione di “Living in Lift” si svolgerà a Castel dell’Ovo a Napoli nella seconda metà di febbraio del 2013. Inoltre il lavoro artistico del gruppo primo classificato sarà promosso con  una  mostra personale nella galleria torinese Fusion Art Gallery. I primi tre classificati sono: Chiara Morando – Alessandra Elettra Badoino, Mantegazza – Devincenzi e il gruppo GIU.NGO-LAB e sono stati scelti per l’originalità del tema svolto ma soprattutto per la qualità e maturità esecutiva».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Diego Arbore]

  • La collina dei papaveri: film in proiezione al cinema Odeon

    La collina dei papaveri: film in proiezione al cinema Odeon

    la collina dei papaveriMartedì 6 novembre 2012 si terrà un evento unico in 200 cinema italiani, la proiezione del film animato “La Collina Dei Papaveri” di Goro e Hayao Miyazaki. Impreziosito da magnifici disegni, il film descrive le vicende dei due protagonisti Umi e Shun e del forte legame di amicizia che si sviluppa tra loro quando decidono di unire le forze per salvare il loro vecchio liceo dalla demolizione.

    Il film è campione d’incassi in Giappone nel 2011 e vincitore del premio per la Migliore Animazione.

    L’evento si terrà al cinema Odeon (corso Buenos Aires 83r) alle ore 15.30, 18 e 21.15.

    Prezzo biglietto: € 6 (primo spettacolo pomeridiano € 4).

    Per informazioni telefonare al Cinema Odeon allo 010 3628298.

  • Teatro Genova: “Scintille” con Laura Curino in scena al Duse

    Teatro Genova: “Scintille” con Laura Curino in scena al Duse

    Scintille con Laura CurinoMartedì 6 novembre (ore 20.30) debutta al Teatro Duse lo spettacolo Scintille, scritto e diretto da Laura Sicignano e interpretato da Laura Curino.

    Lo spettacolo andrà in scena fino a domenica 11 novembre.

    La vicenda narrata arriva direttamente dalla cronaca di una tragedia del lavoro. Era il 23 marzo 1911, un sabato, quando un devastante incendio scoppiò all’ottavo piano del grattacielo newyorkese, nel quale aveva sede la Triangle Waistshirt Company, fabbrica produttrice di camicette: per
    146 donne, quasi tutte ragazze, il sogno americano si consumò in una morte tremenda. Erano per lo più giovanissime immigrate italiane o dall’Europa dell’Est. Alla tragedia fece seguito una serie di processi, dai quali i proprietari della fabbrica uscirono impuniti. ma la scintilla della protesta femminile si sprigionò da questo come da molti altri episodi simili, confluendo, nonostante i numerosi tentativi di rimozione, nella festa dell’8 marzo.

    Prodotto dal Teatro Cargo, Scintille ha debuttato  l’estate scorsa al Festival di Borgio Verezzi. In Scintille, la ricerca storica è stata curata da Silvia Suriano, le scene sono di Laura Benzi, i costumi di Maria Grazia Bisio, le musiche originali di Edmondo Romano e le luci Tiziano Scali.

  • Violenza sulle donne: Genova, il centro di via Mascherona

    Violenza sulle donne: Genova, il centro di via Mascherona

    violenza sulle donneIL PRECEDENTE

    25 novembre 2008: in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne viene inaugurato nel centro storico di Genova (via Mascherona 19) un centro antiviolenza, a seguito della costituzione (circa un anno prima, 19 novembre 2007) della Rete Provinciale contro la Violenza di Genere.

    Novembre 2010: a quasi due anni dall’apertura, il primo annuncio di rischio chiusura del centro a causa dei tagli ai servizi sociali che colpiscono le amministrazioni locali.

    Novembre 2011: nuovo allarme chiusura per via Mascherona, che potrebbe sospendere le attività entro fine anno. La vice presidente della Provincia di Genova Marina Dondero lancia l’appello Non chiudete quella porta: in previsione una raccolta fondi e una serie di eventi in vari luoghi di Genova, per raccontare le attività del Centro e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di sostenerne l’operato.

    Marzo 2012: annunciato che il centro resterà aperto almeno fino a marzo 2013 grazie al contributo del Comune e alle donazioni dei cittadini. Dall’apertura, il centro di via Mascherona e gli altri punti di ascolto dislocati sul territorio della provincia di Genova hanno ricevuto circa 900 contatti da donne vittime di violenza, direttamente al centro o attraverso il numero telefonico 1552.

    22 giugno 2012: a Genova e in altre città italiane si tiene la Notte Bianca dei centri antiviolenza.

    IL PRESENTE

    Nel corso del 2012 sono state numerose le iniziative per sensibilizzare sul tema della violenza e del femminicidio, alimentate grazie al passaparola sui social network e da molte testate giornalistiche che hanno affrontato l’argomento.

    Tutto questo a fronte di tagli che continuano a mettere a rischio l’attività di via Mascherona e degli altri centri antiviolenza, non solo a Genova ma in tutta Italia.

    A questo scopo è stata organizzata un’iniziativa in collaborazione con la squadra di calcio del Genoa, denominata Progetto Andromaca: un gruppo di tifose chiamate Red’n Blue Ladies ha messo in vendita una bandiera in edizione limitata (1.000 pezzi) raffigurante i colori del Genoa e il logo del Centro Antiviolenza, che verrà portata allo stadio nel corso di Genoa-Napoli, che si gioca domenica 11 novembre alle 15. Il ricavato andrà a sostenere le attività del centro di via Mascherona. Per acquistare la bandiera inviare una mail a udi251108ge@yahoo.it.

    Marta Traverso

  • Castello di Nervi: Semi di mare, mostra personale di Cate Nuto

    Castello di Nervi: Semi di mare, mostra personale di Cate Nuto

    Passeggiata di NerviÈ aperta al pubblico fino a mercoledì 14 novembre, presso il castello di Nervi, la mostra personale di Cate Nuto “Semi di mare”.

    L’artista, che vive e lavora a Genova, illustra in questa mostra i frutti della sua ricerca legata alle forme, ai colori e ai profumi ispirati dalla natura, attraverso la sperimentazione di diversi materiali e supporti quali carta, tela e juta, che vengono sovrapposti e combinati tra loro.

    I “semi” che l’artista sparge sulle tele richiamano la natura nelle sue forme originarie e arcaiche, anche attraverso fragranze e profumi che arricchiscono le suggestioni visive con un gioco di richiami sinestetici.

    Lo spazio è concesso gratuitamente dal Municipio 9 Levante. La mostra è realizzata con il supporto di ARTube e l’Azienda Agricola Marco Rabino.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sicurezza alimentare: il manifesto del buon cibo italiano

    Sicurezza alimentare: il manifesto del buon cibo italiano

    Maggiore coordinamento nel settore della sicurezza alimentare e nei controlli, pene più severe che servano da veri deterrenti contro le frodi agroalimentari, etichette più trasparenti, filo diretto tra consumatori e istituzioni e infine, l’auspicio di un’Autorità europea per la sicurezza alimentare trasparente e indipendente. Sono le proposte del Movimento Difesa del Cittadino (MdC) e di Legambiente, illustrate in occasione della presentazione del IX Rapporto sulla sicurezza alimentare “Italia a Tavola 2012”.
    Il rapporto è stato realizzato grazie alla costante collaborazione dell’Agenzia delle dogane, Carabinieri per la tutela della salute (Nas), Carabinieri per le politiche agricole e alimentari, Capitanerie di Porto, Corpo forestale, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi e Ministero della Salute.

    Innanzitutto una buona notizia: l’indagine conferma che l’Italia ha uno dei migliori sistemi di tutela della salute a tavola dei cittadini, grazie agli oltre 200 mila controlli effettuati dagli istituti preposti nel 2011, a cui si sommano oltre 900 mila ispezioni del servizio sanitario nazionale alle imprese alimentari e agli stabilimenti di alimenti di origine animale. Operazioni che hanno portato al sequestro di oltre 24 milioni di chilogrammi di prodotti per un valore di circa 850 milioni di euro.

    Una cifra che fa gola alla criminalità organizzata. Anche perchè «Non dobbiamo dimenticare le qualità del nostro Paese che ad oggi conta 1.093 prodotti iscritti nei registri europei delle DOP, IGP, STG – spiegano Legambiente e MdC – Ammonta a 6 miliardi di euro il valore del fatturato alla produzione delle Denominazioni di origine italiane nel 2010 e quasi 10 miliardi di euro al consumo». Per il settore vitivinicolo le registrazioni sono 521 (su 1.900 riconoscimenti europei). Mentre per quanto riguarda il biologico nel 2011 è aumentata la superficie coltivata (+1,5%) e gli operatori coinvolti (+1,3%).

    Inevitabilmente, sofisticazioni e contraffazioni colpiscono i portabandiera dell’Italia a tavola ed è così che nascono le storie raccontate dal IX rapporto sulla sicurezza alimentare: mozzarella di bufala prodotta con latte vaccino, olio deodorato, pesce congelato spacciato per fresco, conserve di San Marzano tricolore ricavate da pomodori provenienti da paesi lontani, container contenenti vino privo dei documento di tracciabilità.

    Oggi, però, i consumatori son dotati di maggiore consapevolezza e conferiscono sempre più valore alla qualità ambientale del cibo. «Per questo vogliamo guardare avanti – sottolineano Legambiente e MdC – con un approccio costruttivo e di miglioramento dal punto di vista normativo a livello nazionale ed europeo».

    Vediamo nel dettaglio le 5 proposte definite da Legambiente e Mdc come il “Manifesto del Buon Cibo Italiano”.

    Agenzia Nazionale e coordinamento dei controlli
    «E’ necessario un maggior coordinamento nel settore della sicurezza alimentare – spiega il rapporto – in Italia le competenze sono divise tra più Ministeri e spesso ai consumatori manca un riferimento unico e definito. Bisogna costituire un’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare che riunisca a sé e coordini tutte le attività di controllo, comunicazione del rischio e di ricerca scientifica indipendente nel settore della sicurezza alimentare. Un riferimento-istituzione che esiste in molti Paesi europei ma non in Italia».

    Sanzioni come vero deterrente per i falsari del cibo
    «Passi avanti sono stati fatti con l’articolo 517 quarter del Codice Penale che prevede per la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari la reclusione fino a 2 anni e la multa fino a 20.000 euro – continua il rapporto – Si potrebbe ragionare su pene più incisive, come il ritiro della licenza in caso di reiterazione del reato e la previsione di un sistema di tutela penale ad hoc».

    Sportello per il consumatore
    Legambiente e MdC propongono di progettare un unico “Sportello Anticontraffazione Italiano” a livello istituzionale per tutelare i consumatori e il “Made in Italy”, proprio nel nostro Paese. «Lo strumento potrebbe avere la struttura di uno sportello telefonico e telematico (numero verde e sito web) a cui i cittadini possano rivolgersi sia per denunciare ipotesi di contraffazione di prodotti, sia per chiedere informazioni in merito a marchi ed etichette dei prodotti alimentari».

    Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) senza conflitto di interessi
    «Auspichiamo un’Efsa senza più conflitti di interesse che produca pareri a reale tutela della salute dei consumatori. Le nuove Implementing Rules sono entrate in vigore il 1° luglio 2012 e già il nuovo Comitato scientifico è stato rinnovato secondo le nuove regole. Non ci resta che aspettare vigilando a tutela del cittadino».

    Etichettatura, codice unico maggiore trasparenza su origine
    Il nuovo Regolamento Europeo in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentare (Reg. 1169 del 2011) «è un’opportunità per il nostro Paese sotto molteplici aspetti. Innanzitutto è l’occasione per un riordinamento della materia disciplinata da numerose norme verticali e orizzontali». Secondo Legambiente e Mdc un codice unico sarebbe una semplificazione per operatori e cittadini.
    «In tema di trasparenza delle etichette, il Regolamento ha realizzato grandi conquiste, ma sul fronte dell’indicazione dell’origine in etichetta l’Italia aveva già provveduto con la Legge del 3 febbraio 2011, n. 4 (Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari) – conclude il rapporto – Una norma che prevedeva una più ampia estensione dell’obbligatorietà di indicazione dell’origine dei prodotti e delle materie prime prevalenti in etichetta. Una diposizione non ancora attuata e che necessita di una rivalutazione nell’ambito della nuova normativa europea. Quello che ci auguriamo è che non rimanga lettera morta».

     

    Matteo Quadrone

  • Green economy: centomila posti di lavoro nelle campagne italiane

    Green economy: centomila posti di lavoro nelle campagne italiane

    Centomila posti di lavoro per i prossimi 3 anni nelle campagne italiane dove – per la prima volta da dieci anni a questa parte – si è verificata un’importante inversione di tendenza e sono aumentate del 4,2% le imprese guidate da under 30 nel secondo trimestre del 2012.

    È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti che ha collaborato alla redazione del rapporto 2012 di Greenitaly, presentato della fondazione Symbola proprio in occasione della divulgazione dei dati Istat sulle “Prospettive per l’economia italiana nel 2012-2013” che danno in peggioramento i dati della disoccupazione. Secondo l’indagine Coldiretti/Swg «La metà dei giovani italiani tra i 18 ed i 34 anni, a differenza delle generazioni che li hanno preceduti, preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato in banca (23%) o anche lavorare in una multinazionale (19%). Venute meno le garanzie del posto fisso che caratterizzavano queste occupazioni, sono emerse tutte le criticità di lavori che in molti considerano ripetitivi e poco gratificanti rispetto al lavoro in campagna».

    «Sono numerosi gli esempi di idee innovative nate con la green economy – continua la nota della Coldiretti – come il “sommelier della frutta”, una nuova figura professionale nata grazie ad Onafrut della Coldiretti, la prima associazione nazionale assaggiatori della frutta. I “sommelier della frutta” si propongono di insegnare alle nuove generazioni e non a riconoscere varietà, grado di maturazione, sapore, colore, origine e profumo di mele, pere, pesche e anche dei piccoli frutti».

    Le nuove professioni vanno dall’agrigelataio all’affinatore di formaggi, dal birraio a chilometri zero allo stagionatore di miele, ecc. Un fenomeno che ha favorito importanti opportunità occupazionali «con migliaia di nuovi posti di lavoro nei punti di vendita diretta della rete di campagna amica della quale fanno parte 4.739 aziende agricole, 877 agriturismi, 1.105 mercati, 178 botteghe ai quali si aggiungono 131 ristoranti e 109 orti urbani, per un totale di quasi settemila punti vendita», conclude Coldiretti.

  • Casting Genova: attori cercasi per film in costume

    Casting Genova: attori cercasi per film in costume

    regiaL’associazione culturale La Luna e il Giglio intende realizzare un progetto di lungometraggio per valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico e culturale della Liguria. Si tratta di un film in costume storico che verrà girato e ambientato a Genova nei prossimi mesi.

    A questo scopo sono organizzati casting per attori – uomini di età compresa fra i 30 e i 60 anni – martedì 6 novembre (ore 10-17) presso Villa Bombrini a Cornigliano.

    Per informazioni scrivere a lalunaeilgiglio@gmail.com.

  • Volontariato a Genova: la proposta del Museo Cappuccini

    Volontariato a Genova: la proposta del Museo Cappuccini

    museo beni culturali cappucciniIl volontariato va oltre le attività legate al sociale: queste figure sono molto importanti anche per sostenere attività e servizi culturali, per esempio quelle legate ai musei.

    A questo scopo, il Museo Beni Culturali Cappuccini (via IV Novembre, ingresso alle spalle del Pammatone) organizza un corso gratuito di formazione per volontari museali per creare figure di supporto nello sviluppo di nuovi servizi e attività, con buone conoscenze in campo artistico e culturale.

    Le lezioni si terranno presso il museo nel mese di novembre, ogni martedì con orario 15-17.

    Questo il programma delle lezioni.

    6 novembre
    Presentazione corso e struttura museo: accoglienza, visite guidate e custodia

    13 novembre
    Ricercatore: ricerche storico-artistiche , fotografie e pulizia oggetti d’arte, catalogazione interna del Museo su schede OA

    20 novembre
    Incontro col restauratore: principi base di restauro ed elementi di manutenzione ordinaria dei beni e delle strutture museali

    27 novembre
    L’impatto economico degli eventi: sponsoring

    Per info e iscrizioni Ufficio Beni Culturali Cappuccini 010 8592759 o info@bccgenova.org.

  • Consumo di territorio: nascono gli obiettori per la salvaguardia dei suoli

    Consumo di territorio: nascono gli obiettori per la salvaguardia dei suoli

    GenovaUna rivoluzione prima di tutto culturale che chiama in causa i professionisti dei settori collegati al comparto edile perché le alternative all’esasperato consumo di suolo esistono, funzionano e possono essere messe in pratica su larga scala, evitando la cementificazione selvaggia figlia di una visione del costruire che non rispetta il territorio, incapace di guardare al futuro, al contrario, strettamente legata al raggiungimento di risultati immediati.

    È questo il senso dell’appello a diventare “obiettori di coscienza per la salvaguardia dei suoli non cementificati, scaturito dalle riflessioni individuali di Tommaso Gamaleri, savonese, giovane ingegnere dell’ambiente che dal 2006 opera nel settore dell’efficienza energetica, socio della cooperativa Retenergie, collabora con l’associazione PAEA nelle attività di didattica e progettazione (Gruppo Tecnici del Risparmio Energetico). In sostanza un tecnico – termine che va tanto di moda in questo periodo – abituato a confrontarsi con la ristrutturazione dell’esistente e con le nuove costruzioni, il cui compito è fornire indicazioni progettuali al fine di ottenere prestazioni energetiche sostenibili, sia dal punto di vista ambientale sia in termini economici.
    “Stop al consumo di territorio” – Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato che raggruppa comitati, associazioni, gruppi e singoli cittadini – ha fatto proprio l’appello «Per invertire concretamente la rotta seguiamo l’esempio di questo giovane collega e creiamo un folto gruppo di “obiettori per la salvaguardia dei suoli non cementificati” – si legge sulle pagine web del movimento – Per adesioni: info@stopalconsumoditerritorio.it (indicare: cognome e nome, professione, età, comune e provincia di residenza)».

    «Di fronte al consumo di territorio cosa possono fare i progettisti edili “critici”? In che modo un tecnico come me, convinto della necessità di uno stop immediato alle nuove edificazioni che distruggono suolo, vi si può opporre? Da tempo mi pongo queste domande e, di fronte ad un incarico riguardante una nuova edificazione su terreni ancora liberi, mi sono chiesto se accettarlo volesse dire essere complice oppure no – racconta Tommaso – Essendo un progettista dell’efficienza energetica, ho ritenuto di non dovermi tirare indietro (il committente avrebbe facilmente trovato un altro tecnico disposto a svolgere il lavoro) ma di far forza sul ruolo conferitomi per mitigare il danno. Fare cioè pressione affinché l’intervento in progetto potesse raggiungere un livello prestazionale più elevato rispetto agli standard vigenti dettati dalla normativa energetica».
    In altri termini, non accontentandosi del soddisfacimento dei requisiti minimi previsti per legge, bensì proponendo soluzioni tecnologicamente avanzate che guardano al futuro «Utilizzando l’isolamento quale elemento fondante e non accessorio, per avere una casa in cui le bollette si riducono del 90% – continua Tommaso – Mi sono sforzato per massimizzare gli spessori degli isolamenti e l’efficienza degli impianti. Prestando attenzione che dalla teoria del progetto si passasse realmente alla pratica in cantiere, affidandosi a materiali naturali e tecniche esecutive che tengano in particolare considerazione questi aspetti».
    D’altra parte «Costruire per il risparmio energetico vuol dire costruire con maggiore qualità – sottolinea il giovane ingegnere – Di conseguenza la manutenzione sarà più facile, meno costosa e la casa avrà una vita più lunga. Ho cercato di esasperare questi aspetti promuovendo un’azione culturale anche nei confronti dei mie colleghi. Ritengo di aver ottenuto dei risultati e che, quindi, qualche nuova costruzione abbia consumato del suolo con un’impronta ecologica complessiva leggermente minore».

    Ma tutto ciò per Tommaso Gamaleri non è sufficiente «Questa consapevolezza mi aiutava a mascherare il timore di avere assunto un atteggiamento complice. E dentro di me continuavo ad attribuire la responsabilità del danno a chi aveva politicamente deciso la pianificazione territoriale, a chi aveva messo a disposizione il lotto di terreno e a chi aveva investito (speculato) nella costruzione».
    Le sue indicazioni progettuali, valide per azzerare i consumi energetici, comunque sia, continuano ad avere un impatto sul territorio. E allora «Con fatica sono arrivato a maturare una convinzione – racconta Tommaso – Occorre tirarsi fuori dalla logica del costruire ad ogni costo, anche sfruttando una targa energetica per autogiustificarsi. Il fenomeno del consumo di suolo va contrastato alla base. I tecnici giocano un ruolo importante stimolando riflessioni che possono diventare patrimonio di tutti. Il cambiamento passa attraverso la constatazione che “c’è chi dice no”. Per questo ho scelto di fare obiezione di coscienza al consumo di territorio, non accettando più alcun incarico progettuale per edifici da realizzarsi su terreni non ancora edificati».

    Risultati significativi sono raggiungibili tramite un approccio alla riqualificazione energetica che punti soprattutto sulla demolizione/ricostruzione dell’esistente. Dando forza ad una corrente di pensiero alternativa «Facendo pesare culturalmente e politicamente la nostra scelta –  conclude Tommaso – Il contributo di chi lavora nel settore è fondamentale. Ma da soli si può fare poco o niente. Affinché la mia non si riveli una presa di posizione fine a se stessa, utile a giustificarmi con la coscienza ma non a costruire un’alternativa praticabile, lancio un appello a tutti coloro i quali vorranno condividere questo percorso. Servirà darsi degli obiettivi, definire dei criteri di azione, essere capaci di comunicare. Visto che credo nella contaminazione tra le differenze, sono certo che nel Movimento “Stop al Consumo di Territorio” e nel Forum “Salviamo il Paesaggio”, ci siano le persone giuste per poterlo fare».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Berlinguer, I pensieri lunghi: Giorgio Gallione alla Feltrinelli

    Berlinguer, I pensieri lunghi: Giorgio Gallione alla Feltrinelli

    Lunedì 5 novembre (ore 18) la libreria Feltrinelli di via Ceccardi ospita un incontro con Giorgio Gallione, direttore artistico del Teatro dell’Archivolto, che presenta lo spettacolo Berlinguer. I pensieri lunghi, di cui Gallione è regista e che andrà in scena a partire dal 9 novembre.

    Con lui dialogheranno Raffaele Niri ed Enzo Costa (quest’ultimo firma il monologo che chiude lo spettacolo).

    L’incontro è a ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • L’altra metà del libro Genova: cinema e sogno alla sala Sivori

    L’altra metà del libro Genova: cinema e sogno alla sala Sivori

    la donna del ritratto fritz langIn vista del festival L’altra metà del libro, che si terrà a Palazzo Ducale a metà novembre, il cinema Sivori ospita due proiezioni di film che affrontano il tema del sogno.

    Lunedì 5 novembre è in programma La donna del ritratto di Fritz Lang, mentre lunedì 12 è la volta di L’arte del sogno di Michel Gondry. In entrambe le giornate, le proiezioni sono programmate alle 15.30, 17.30 e 20.30.

    La donna del ritratto
    di Fritz Lang, con Edward G. Robinson, Dan Duryea, Joan Bennett
    L’attempato criminologo Richard Wanley (Edward G. Robinson), rimasto solo in città mentre la famiglia è in vacanza, viene colpito dal ritratto di una donna, che finirà poi per incontrare casualmente. Suo malgrado verrà coinvolto dalla donna (Joan Bennett) nell’omicidio del suo amante, tanto da subire il ricatto di un uomo che minaccia di denunciarlo alla polizia. Disperato, l’involontario omicida sta per togliersi la vita con del veleno, quando si risveglia nella sua poltrona: la contorta vicenda di delitti e misteri era solo un incubo. Uno dei più celebri noir del periodo americano di Fritz Lang, tratto da un romanzo di J.H. Wallis, che il regista tedesco utilizza per riprendere i temi a lui cari dello sdoppiamento tra realtà e apparenza, del confine spesso labile tra innocenza e colpevolezza. Thriller inesorabile con Edward G. Robinson superlativo nel rendere la paura di un maturo borghese coinvolto in una passione che si rivelerà rovinosa.

    L’arte del sogno
    di Michel Gondry, con Gael García Bernal, Charlotte Gainsbourg, Alain Chabat
    Dopo la morte del padre in Messico, Stéphane, un giovane creativo che confonde realtà e sogno, torna a Parigi su richiesta della madre. Ad attenderlo ci sono un impiego da illustratore in una piccola impresa di calendari promozionali e una bella vicina di casa, Stéphanie, che cuce per hobby giocattoli di pezza. Invaghitosi della fanciulla, Stéphane la corteggia in sogno e da sveglio costruisce per lei pupazzi meccanici o improbabili macchine del tempo. Ma in amore, sogno e realtà non coincidono quasi mai. Michel Gondry realizza con intensa genialità una pellicola dal sapore surreale, leggera come una fantasia, la cui narrazione si sviluppa tra illusione e realtà.

    Ingresso 4 €. Info e prenotazioni 010 5532054.

  • Commercio equo e solidale: bando di concorso fotografico

    Commercio equo e solidale: bando di concorso fotografico

    equo solidaleEquimani…a è un bando di concorso fotografico sul tema del commercio equo e solidale, indetto dalla Cooperativa Sociale Onlus “L’isola che non c’è” di La Spezia, che si occupa di minori allontanati dalle famiglie per motivi di disagio sociale.

    Il concorso ha una finalità sociale: il costo di partecipazione è 10 € e i fondi raccolti saranno usati per ristrutturare la “casetta”, una struttura adiacente il centro destinata a ospitare ragazzi aiutati dai volontari.

    Il tema del concorso fotografico è “le mani nell’equo solidale”: ogni partecipante può inviare fino a tre foto di dimensione 30×40 entro il 15 novembre 2012 all’indirizzo Soc. coop. Sociale a r.l. “L’isola che non c’è” concorso “Equimani…a” via s. Bernardo, 8 19121 La Spezia (SP) indicando sul retro di ogni foto nome dell’autore, titolo dell’opera, email e telefono.

    Le fotografie saranno giudicate da un comitato tecnico che selezionerà le migliori trenta, che verranno esposte in una mostra dal 16 al 25 novembre (sede ancora da definirsi). Le opere vincitrici, che verranno pubblicate in un calendario, saranno scelte attraverso una votazione congiunta di giuria e pubblico.

  • Certosa, ambulatori e Cup: il Municipio trova una soluzione

    Certosa, ambulatori e Cup: il Municipio trova una soluzione

    Per gli ambulatori ed il punto Cup di Certosa, in via Canepari, destinati alla chiusura come sancito da una delibera dell’Asl 3 del dicembre 2011 – ma strenuamente difesi dai cittadini del quartiere che nel corso degli ultimi mesi più volte sono scesi in strada per dire basta ai tagli dei servizi sanitari in Val Polcevera – si profila all’orizzonte una possibilità di sopravvivenza.

    Il problema è rappresentato dal pagamento di un ingente affitto – circa 100 mila euro all’anno – a carico dell’azienda sanitaria locale per la disponibilità dei locali di via Canepari 64r che attualmente ospitano i servizi ambulatoriali ed il Centro Unico Prenotazioni sanitarie. Ma il Municipio Valpolcevera ha trovato una soluzione in grado di evitare la scomparsa dell’ennesimo presidio sanitario di zona.

    «Riteniamo che non si possano tollerare depauperamenti dell’esistente come previsto invece dalla delibera n. 1421 del 23/12/2011 dell’ASL 3 che stabilisce la chiusura degli ambulatori e del CUP di Via Canepari a causa dell’oneroso fitto passivo ed il trasferimento di tutto il personale a Bolzaneto – spiega il Presidente del Municipio, Iole Murruni – Sul territorio rimarrebbe solo l’ambulatorio dell’ex ospedale Celesia che serve la parte alta di Rivarolo ma purtroppo, recentemente, è stato privato del servizio di radiologia. Noi reputiamo che l’esistente vada portato a razionalizzazione difendendo le strutture presenti e valorizzandole. A tale fine il Municipio Valpolcevera, a seguito della mozione votata all’unanimità nel consiglio municipale del 18 luglio, si è impegnato a reperire locali di proprietà pubblica e li ha individuati, con decisione di giunta del 22 ottobre, negli spazi di Via Borsieri a Certosa che si renderanno liberi dopo il trasferimento degli operatori dell’ATS 41 Valpolcevera presso la nuova sede di Passo Torbella 12».

    «Ci sono stati già diversi sopralluoghi della ASL per visionare i locali conclude Murruni – Auspichiamo, quindi, che l’azienda sanitaria in tempi brevi fornisca una risposta positiva stralciando il provvedimento contenuto nella delibera n. 1421».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bobby Soul Blind Bonobos in concerto al Why? Club

    Bobby Soul Blind Bonobos in concerto al Why? Club

    Bobby SoulMercoledì 7 novembre iniziano i concerti acustici al Why? Club di Nervi: ospite della serata Bobby Soul con Blind Bonobos.

    Bobby Soul non ha bisogno di presentazioni: da oltre 20 anni calca i palcoscenici genovesi e nazionali contagiando il pubblico con le sonorità funky e soul, tipiche della black music.

    Lavora anche in campo teatrale dove si occupa della parte musicale di vari spettacoli, e ha all’attivo la pubblicazione di decine di CD con gruppi come Les Gastones Aziz, The Knickers, Les Bonobos Boracheros, Zero Plastica, Hira Grossi.

    Nella serata al Why Club l’artista genovese è accompagnato da Blind Bonobos in un live fra groove e pathos, soul, rythm&blues, funk con istinto e approccio R&R che propone un repertorio fatto di brani originali in italiano e inglese e cover molto particolari.

    Per info
    why.clubinfo@gmail.com
    3400021151