Anno: 2012

  • Stoccafisso alla genovese, ecco la ricetta

    Stoccafisso alla genovese, ecco la ricetta

    StoccafissoStoccafisso e baccalà non sono pesci diversi, ma due versioni distinte del merluzzo.

    Lo stoccafisso è il merluzzo pulito, schiacciato ed essiccato al vento di mare. La zona in cui si produce quello più pregiato è quella delle isole norvegesi Lofoten.

    Il baccalà invece è il merluzzo cnservato sotto sale, interessa una zona di produzione più estesaed ha carne più tenera dal gusto più deciso rispetto allo stoccafisso.

    Stoccafisso e baccalà necessitano di una lunga preparazione: il primo, lasciato intero, deve essere ammollato per 4-6 giorni, cambiando l’acqua una volta al giorno, pe ril econdo, che può essere tagliato a pezzi, sono sufficenti 24-36 ore, a patto di cambiare spesso l’acqua.

    Ingredienti per 4 persone

    Mezzo kg di stoccafisso, mezzo kg di pomodori pelati maturi, mezzo kg di patate, 1 cucchiaio di pinoli, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 2 etti di olive nere taggiasche, 1 dl di olio extravergine prezzemolo, sale, pepe nero macinato.

    Prendete lo stoccafisso e lasciatelo in acqua bollente per acluni minuti così da potere togliere pelle e lische. Nel frattempo tagliate le patate a cubi. Soffriggete la cipolla, l’aglio e in cottura aggiungete lo stoccafisso tagliato a pezzetti, i pomodori pelati (a vostra discrezione potete unire anche un cucchiaio di pomodoro concentrato).

    Fate cuocere per circa 30 minuti e se lo stoccafisso si aciuga troppo aggiungete dell’acqua. Dopodichè salate, pepate, aggiungete le patate, i pinoli e le olive e fate cuocere per altri 20 minuti circa. Aggiungete il prezzemolo e servite..Buon appetito!

  • Concerto di Marcio Rangel e Flavio Boltro al Borgoclub

    Concerto di Marcio Rangel e Flavio Boltro al Borgoclub

    Borgo ClubIl 7 gennaio alle 21 il Borgo Club in via Vernazza ospita il concerto del chitarrista brasiliano Marcio Rangel e del trombettista jazz Flavio Boltro.

    Compositore mancino dotato di grande talento, carisma ed eclettismo, le sue composizioni originali sono di rara bellezza estetica e lirica, dotate di armonia e ritmi complessi e, allo stesso tempo, semplici e incisive, melodicamente accessibili al primo ascolto.

    E’ stato ospite dei maggiori festival di chitarra nazionali ed internazionali e solitamente si esibisce come solista, anche se in molti concerti si avvale della collaborazione di grandi trombettisti come Fabrizio Bosso e Flavio Boltro.

    Quest’ultimo, appunto, è un trombettista di assoluta grandezza ed eleganza. Ha segnato uno dei periodi più interessanti del jazz contemporaneo in Italia con illustri musicisti quali Roberto Gatto, Franco Cerri, Stefano di Battista, Stefano Bollani, Enrico Rava, Gino Paoli. La sua affermazione internazionale è sancita a Parigi, dove oggi vive, avendo collaborato con artisti del calibro di Cedar Walton, Bob Berg, Don Cherry, Michel Petrucciani e Wynton Marsalis entrando nel novero dei trombettisti di caratura mondiale.

  • Concerto di beneficenza per gli alluvionati al Carlo Felice

    Concerto di beneficenza per gli alluvionati al Carlo Felice

    Teatro Carlo FeliceMercoledì 4 gennaio 2012  alle ore 20.30 al Teatro Carlo Felice si tiene il concerto sinfonico corale in favore degli alluvionati della Liguria: l’intero incasso sarà devoluto  a favore delle popolazioni liguri colpite dall’alluvione del novembre scorso.

    Un programma interamente mozartiano, diretto dal genovese Marco Guidarini, reduce dal successo di Bohème; La prima parte del programma prevede il Concerto per clarinetto e orchestra in La maggiore K 622, con la partecipazione del solista Corrado Orlando, primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

    Il soprano Sophie Gordeladze, il mezzosoprano Giuseppina Piunti, il tenore Blagoj Nakosky e il basso Andrea Mastroni saranno invece gli interpreti dell’esecuzione del Requiem in Re minore per Soli, Coro e Orchestra K 626, una delle opere più affascinanti ed enigmatiche delle letteratura musicale del diciottesimo secolo.

    Protagonisti dell’esecuzione sono l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, il Coro diretto dal M° Marco Balderi e la partecipazione del Coro di voci bianche diretto dal M° Gino Tanasini.

    Prezzi da 20 a 31 euro.

    Foto Daniele Orlandi


  • Capodanno 2013 a Genova: concerto al Teatro Carlo Felice

    Capodanno 2013 a Genova: concerto al Teatro Carlo Felice

    Teatro Carlo FeliceIl giorno di Capodanno alle 16 si terrà il tradizionale Concerto di Capodanno al Teatro Carlo Felice. L’orchestra del teatro genovese, diretta da Donato Renzetti e accompagnata al pianoforte da Massimiliano Damerini, mette in scena il Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra, op. 23 di Petr Il’ic Cajkovskij, il celebre Un americano a Parigi di George Gershwin e il tema del film Guerre stellari scritto da John Williams.

    Concerto op. 23
    Fin dalla sua prima esecuzione a Boston nel 1875, il Concerto op. 23 di Čajkovskij si è imposto come una delle pagine di più grande successo popolare del repertorio per pianoforte e orchestra. Merito soprattutto del celeberrimo attacco, dove il solenne e magniloquente tema introduttivo, suonato dall’orchestra, è accompagnato da potenti accordi del pianoforte che spaziano per tutti i registri della tastiera. Il virtuosismo trascendentale del concerto ne ha fatto un cavallo di battaglia per tutti i grandi pianisti sia della vecchia che della nuova generazione. Ma l’abilità digitale non è l’unica dote necessaria per affrontare la partitura: occorrono anche cantabilità e morbidezza (come nel secondo tempo) e senso ritmico infallibile (nel terzo). Nonostante la sua facilità di ascolto, il “primo” di Čajkovskij non è un brano scontato; anzi, la sua forma è di grande inventiva, più simile, spesso, a una libera fantasia per pianoforte e orchestra che a un concerto vero e proprio.

    George Gershwin
    Chi l’avrebbe mai detto che un direttore severo come Toscanini avrebbe decretato il successo di una pagina così anticonformista e scanzonata come Un americano a Parigi di Gershwin? E invece è andata proprio così: fu il grande e temibile direttore a far entrare il brano nel repertorio stabile delle orchestre classiche. E del resto non c’è da stupirsi. Il poema sinfonico di Gershwin, infatti, non è altro che la versione moderna, quotidiana, se vogliamo, delle analoghe pagine ottocentesche: l’eroe romantico all’avventura è sostituito da un turista americano a zonzo per Parigi, tra trombette di clacson, incontri imprevedibili e blues nostalgici.

    John Williams, Star Wars suite
    In un programma come questo, la suite dalla colonna sonora di Star Wars (regia di George Lucas, 1977) non è poi così fuori luogo come potrebbe sembrare. John Williams, un maestro del genere, si è formato studiando le grandi partiture classiche, confessando da sempre una forte predilezione per Mahler e Puccini (spesso più citati alla lettera che semplicemente omaggiati). I temi e l’orchestrazione che accompagnano la saga di Luke Skywalker e Darth Vader approdano al cinema, sì, ma nascono nelle sale da concerto, da cui Williams li ha ricavati e reinventati con smaliziata abilità.

    [foto di Daniele Orlandi]