Anno: 2012

  • Prè-occupati dell’ambiente, evento a impatto zero alla Commenda di Prè

    Prè-occupati dell’ambiente, evento a impatto zero alla Commenda di Prè

    OliveIl 7, 8 e 10 Gennaio 2012, presso la Commenda di Prè si tiene il primo evento a impatto zero Prè-Occupati dell’Ambiente, una manifestazione all’insegna dell’ ecosostenibilità che si propone come laboratorio didattico in cui imparare l’ arte della panificazione nel modo più semplice; impastando con le proprie mani lievito e farina.

    Con il pane sfornato si potrà assaporare l’olio biologico di cui conosceranno le proprietà organolettiche e le tecniche di coltivazione bio grazie ai racconti dell’olivicoltore. Cosa analoga nello stand didattico delle arance biologiche. Succo d’arancia siciliana spremuto con le proprie mani.

    Pane, olio e arance, elementi presenti nell’alimentazione di tutte le etnie che vivono in Prè saranno degustati con l’ausilio di posate, piatti e tovaglioli biodegradabili al 100%.

    Prè-Occupati dell’ambiente non si rivolge solo ai bambini ma anche alle loro famiglie che parteciperanno in maniera attiva col baratto. Perchè buttar via oggetti in disuso e impattare sull’ambiente, quando lo stesso oggetto può essere utile ad altri? Chiunque potrà portare con se qualsiasi oggetto funzionante e barattarlo con qualcosa di pari valore.

    Su espressa volontà degli abitanti di Prè, le offerte andranno agli alluvionati di Genova e a Caritas.

    La manifestazione è organizzata da Damicoevents in collaborazione col Municipio I Cento Est, Il MuMA e la Commenda di Prè.

    Ecco il programma e gli orari

    Sabato 7 Gennaio dalle 15 alle 18.30

    Domenica 8 Gennaio dalle 15 alle 18.30

    Martedì 10 Gennaio dalle 10 alle 14

    Per le scolaresche su prenotazione

    info@damicoevents.com – www.damicoevents.com

    Tel 328.6523341

  • Colombia: a Medellín una scala mobile restituisce la speranza

    Colombia: a Medellín una scala mobile restituisce la speranza

    Un progetto urbanistico ambizioso per far uscire la gente dal ghetto: una gigantesca scala mobile collegherà un quartiere poverissimo al centro della metropoli. “Queste scale mobili sono un piccolo tesoro per noi – racconta Pablo, 13 anni – sono il nostro cordone ombelicale con il mondo che ci aspetta là fuori. Pensiamo che sia meraviglioso”.
    Siamo a Medellín, 2,36 milioni di abitanti, la seconda città della Colombia, tristemente nota per l’omonimo cartello della droga. Ma oggi sale alla ribalta delle cronache grazie ad un’opera, una lunghissima e altrettanto ripida scala mobile, appena inaugurata dal Sindaco, lo scrittore Alonso Salazar.

    Finalmente i 12 mila abitanti del quartiere “Las Independencians 1” , che sorge su una collina, potranno avere accesso al cuore della metropoli colombiana.
    E sì perché a dispetto di un nome che suona beffardo, i residenti di “Las Independencians 1” finora vivevano completamente isolati dal resto della città. L’unico collegamento era infatti rappresentato da una scala di cemento con 350 gradini per coprire un dislivello pari a trenta piani di un palazzo.
    Gli anziani riuscivano a scendere ma il vero dramma era risalire. Così per molti di loro era diventato impossibile uscire dal quartiere. Adesso grazie a sei rampe di scale mobili lunghe 130 metri – costruite in acciaio inossidabile e alluminio per un costo di 3 milioni di euro – tutto diventa più facile. Favorendo la mobilità sociale anche l’integrazione fra realtà distanti, non solo dal punto di vista fisico, fa un notevole passo avanti.

    Il progetto fa parte del programma di integrazione sociale “Senderos de Conexìon indipendencias 1” voluto dal comune e dall’Edu, il dipartimento di sviluppo urbano di Medellín.
    Migliorerà la qualità della vita di tutte queste persone”, spiega Luz Adriana Campuzano, responsabile dell’Edu.
    “Las Indipendencias 1” è un quartiere di Comuna 13 una delle 16 aree in cui è suddivisa Medellín, dove vivono 130 mila persone. Una delle zone più emarginate e pericolose della metropoli.
    Le opere da sole però non servono a nulla – aggiunge Luz Adriana Campuzano – acquistano valore solo quando la popolazione se ne appropria”.
    Per far sì che tutti possano imparare ad usare la scale mobile è nato un comitato, “Escalando vida”, formato da adolescenti che insegneranno agli abitanti più anziani – che mai prima d’ora avevano visto una scala mobile – come utilizzarla senza rischi di cadute e senza sovraffollarla.

     

    Matteo Quadrone

  • Omsa licenzia 329 operaie, su Facebook parte il boicottaggio

    Omsa licenzia 329 operaie, su Facebook parte il boicottaggio

    omsaProprio in questi giorni, mentre i saldi invernali sono alle porte e le varie attività commerciali – soprattutto nei settori abbigliamento, calzature e così via – sperano di recuperare dal calo di acquisti del periodo natalizio, sul web è partita una campagna di boicottaggio nei confronti di Golden Lady (sì, proprio quella delle collant).

    Questo il fatto: l’azienda ha deciso di chiudere lo stabilimento di Faenza per delocalizzare in Serbia – le ragioni del gesto sono facilmente intuibili, basta pensare al caso Fiat – e la vigilia di Capodanno ha annunciato il licenziamento, a partire da marzo, delle 239 operaie già in cassa integrazione.

    A partire da questo annuncio, su Facebook è partita una campagna di boicottaggio di tutti i marchi che appartengono a questo gruppo aziendale.

    Ora, scegliere quale marca di calze comprare è una vostra responsabilità. Appare tuttavia interessante notare come la Rete – entità misteriosa, dipinta spesso sui telegiornali come covo di pedofili e causa di licenziamento per impiegati annoiati – possa diventare uno strumento per diffondere notizie che fino a pochi anni fa sarebbero state taciute.

    Marta Traverso

  • Zibba e Almalibre e i Zircus der Keit in concerto a La Claque

    Zibba e Almalibre e i Zircus der Keit in concerto a La Claque

    Zibba e AlmalibreLa Claque riprende a programmazione musicale anche nel 2012: dopo il Gran Galà Birlesque di Capodanno, il 6 gennaio tocca a Zibba e gli Almalibre, mentre il 7 gennaio al gruppo Zircus der Keit.

    Venerdì 6 Gennaio Ore 22.30

    ZIBBA NEW SHOW Zibba & Almalibre.

    Una delle più interessanti realtà del nuovo cantautorato italiano, in bilico tra il roots rock e la poetica dei grandi cantautori, si esibisce con gli Almalibre, con cui ha calcato palchi importanti,come quello del Primo Maggio di Roma fino ai live come supporter di artisti quali Goran Bregovic, Hot Tuna, Robben Ford, Vicicio Capossela, Jack Bruce, Tonino Carotone, Africa Unite, Bandabardò, Modena City Ramblers e Davide Van De Sfroos.

    Scelti come band del dopofestival di Sanremo 2010, Zibba e Almalibre da anni si fanno notare anche nel piccolo schermo. Alcune canzoni vengono scelte per i servizi del programma Mi Manda Rai Tre, e partecipano a trasmissioni come Top Of The Pops, CdLive e Talent1.

    Nel febbraio 2011 Zibba e Almalibre sono ospiti di Serena Dandini come band del programma Parla con me su Rai3, mentre nel settembre 2011 Zibba e Almalibre tornano sulle radio con il nuovo singolo “una parte di te” reinterpretato con Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino.

    Contemporaneamente all’attività con gli Almalibre il cantautore inizia a collaborare con altri artisti e a partecipare ad altri progetti, come il trio Double Trouble Feat Bunna, un tributo a Bob Marley che vede al suo fianco il cantante Raphael e Bunna.

    Nel febbraio 2011 debutta il primo spettacolo teatrale con le musiche di Zibba, “Comedian blues” interpretato dal gruppo comico dei Turbolenti (Colorado) e scritto da Lazzaro Calcagno e Matteo Monforte.Attualmente impegnato nelle prove di “All’ombra dell’ultimo sole”, musical ispirato al mondo di Fabrizio De Andrè scritto da Massimo Cotto che debutterà ad Asti nel mese di Luglio.

    7 Gennaio Ore 22.30Zirkus Der Zeit

    La band presenta l’ album d’esordio: 11 tracce che mescolano  cupe atmosfere elettroniche,ad ambientazioni drammaticamente teatrali legate a un immaginario evocativo e d’avanguardia.

    Molteplici sono le influenze che sono racchiuse nell’album. Da brani dall’icedere serrato e frenetico come l’opener”Eris”alle atmosfere fiabesche di “Ligthing the sun” al minimalismo elettronico di “Everytime” intercorrono attraverso le poliedriche ambientazioni di ogni singolo pezzo sonorita’ prog-industrial. Ciò che i testi narrano è la realtà e l’irrealtà raccontata dagli occhi di personaggi bizzarri, visti come mostri dal mondo quotidiano attraverso storie oniriche e simboliche.

  • Ricordi e movida, addio alla Panteka locale storico di Genova

    Ricordi e movida, addio alla Panteka locale storico di Genova

    piazza santa brigidaIL PRECEDENTE

    Gennaio 2008: il Capodanno è appena trascorso, ma non c’è stata nessuna festa alla Panteka. Il locale di piazza Santa Brigida – proprio sopra l’inizio di via Balbi – uno dei pezzi da novanta della movida genovese e punto di riferimento della musica dal vivo, ha chiuso i battenti la sera del 29 dicembre.

    I gestori hanno gettato la spugna dopo dodici anni di attività, perché i proprietari del locale hanno imposto un nuovo canone di affitto troppo alto rispetto alle loro possibilità: «Non me la sento di ricominciare da capo da qualche altra parte: per me c’era solo la Panteka», aveva dichiarato all’epoca l’Oste Stefano.

    IL PRESENTE

    La Panteka non ha riaperto. Non solo, i locali di piazza Santa Brigida sono attualmente ospitati dal nulla. Un garage, forse un magazzino. Di sicuro nessuna attività commerciale in grado di far tornare i genovesi in quello spazio così piccolo da non permettere molta libertà di movimento, ma soprattutto così lontano dalle vie di passaggio per studenti, lavoratori e pendolari che ogni giorno bazzicano per via Balbi.

    Le polemiche sulla movida le conosciamo tutti, i locali che gravitano intorno a piazza delle Erbe e vicoli limitrofi sono quotidianamente sulle scena mediatica per le polemiche di chi abita in quelle zone, e al tempo stesso cantanti e musicisti invocano nuovi spazi in cui poter suonare dal vivo.

    Ciò di cui si parla meno è la differenza che può fare anche un solo locale nel ridare vita a una strada abbandonata: cosa sarebbe piazza delle Erbe senza i suoi locali? Senza quel trambusto all’ora dell’aperitivo, senza quelle orde di gente la sera che impediscono di attraversare la piazza senza sgomitare a destra e a sinistra? Un quadro desolante, già.

    Cos’è diventata piazza Santa Brigida senza la Panteka? Una piazzetta come tante nel centro storico, dove non vale più la pena di passare. Un angolo di Genova senza più vita, diventato di serie B rispetto (per esempio) a un’altra Santa Brigida, quella dei Truogoli, che negli ultimi anni ha avuto un rilancio niente male con le facciate delle case ridipinte, nuovi locali, una libreria di viaggi.

    Nel frattempo il resto del centro storico è cambiato, hanno aperto nuovi locali e chi vuole ascoltare buona musica ha ancora pane per i suoi denti. Chissà se c’è ancora qualcuno che si ricorda della Panteka.

    Marta Traverso

  • Servizio civile a rischio: l’avvio dei volontari slitta a ottobre?

    Servizio civile a rischio: l’avvio dei volontari slitta a ottobre?

    Clima natalizio e speranze per il nuovo anno ridotte al minimo per gli oltre ventimila giovani italiani che nelle scorse settimane sono stati selezionati con il bando 2011 di servizio civile nazionale, un anno di volontariato retribuito (433,80 € al mese) presso enti pubblici, associazioni no profit e realtà del terzo settore.

    L’avvio in servizio dei volontari su tutto il territorio nazionale avrebbe dovuto tenersi nei primi mesi del 2011, garantendo così a molti giovani non solo un’interessante esperienza formativa e umana, ma anche un anno di tranquillità sul fronte della ricerca di lavoro e un’occasione per arricchire il curriculum.

    Pochi giorni prima di Natale, l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ha tuttavia annunciato una dilazione dell’avvio in servizio fino a ottobre, perché la carenza di fondi renderebbe impossibile retribuire tutti i volontari attivi (che come ogni lavoratore ricevono il loro rimborso alla fine di ogni mese). E se un tempo le polemiche trovavano il contraltare in un eccesso di spese militari, oggi la crisi colpisce davvero tutti, tanto che anche la mini naja è a rischio estinzione.

    Gli unici enti che avranno garantito l’avvio a gennaio sono quelli che hanno presentato l’elenco definitivo dei volontari entro il 4 novembre: si tratta di una manciata di enti, perché il bando è stato chiuso il 21 ottobre e per quasi tutti è stato necessario un tempo più lungo per procedere ai colloqui di selezione e stilare la graduatoria definitiva.

    L’esito di tutto questo è che a oggi molti volontari non sanno quando inizierà il loro anno di servizio civile. Tra questi i giovani che avrebbero dovuto svolgere questa esperienza nei Comuni di Trento e di Modena, che si sono appellati al Ministro Riccardi con una lettera aperta.

    Eccone un breve estratto: «Abbiamo scelto il servizio civile credendo in uno Stato che incentiva i giovani ad attivarsi, che promuove progetti con determinati programmi e tempi e che in sostanza prende un impegno verso tutti noi. Concretamente però non vediamo lo sforzo necessario per investire su noi giovani e nel sostegno di questi progetti, visto che si è venuta a creare una situazione che determina incertezza verso la reale possibilità di partire (…) Vogliamo iniziare quanto prima questo servizio civile, perché ci sono progetti funzionali a determinati periodi dell’anno. Che senso avrebbe per esempio cominciare un progetto di lavoro nelle scuole quando le stesse scuole stanno terminando?».

    Marta Traverso

  • Inps, stop alle pensioni in contanti superiori ai 1000 euro

    Inps, stop alle pensioni in contanti superiori ai 1000 euro

    InpsL’Inps ha inviato una lettera a circa 450 mila pensionati: addio alle pensioni pagate in contanti superiori all’importo di 1000 euro. Lo impone, si sa, la legge n. 214 dell 22 dicembre 2011: “[…] le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potra’ essere modificato in futuro con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze)”.

    L’adeguamento alle nuove modalita’ di pagamento dovra’ avvenire entro il 6 marzo 2012. L’Istituto quindi non potra’ effettuare pagamenti in contanti per importi superiori a mille euro a partire dal 7 marzo 2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell’Istituto potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalita’ di riscossione, scegliendo tra l’accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile.

    E veniamo ad un problema di fondo, i decreti del governo Monti volti a combattere l’evasione fiscale favorendo la tracciabilità delle spese impongono, a chi non lo ha, l’apertura di un un conto, in banca o in posta che sia, poco cambia. Questo, se per molti è un problema irrilevante, per altri è una costrizione, un’imposizione difficile da digerire.

    Per carità, non è certo questo decreto che pone il sistema bancario al centro della vita di tutti noi, ma non poter pagare in contanti per una spesa superiore ai mille euro e non poter ricevere il pagamento della pensione senza prima aver donato liquidi alle casse bancarie è un segnale da non sottovalutare, indipendentemente dalle personali opinioni in merito.

     

  • Bomba carta al Palacep: squarcio alla tensostruttura di Prà

    Bomba carta al Palacep: squarcio alla tensostruttura di Prà

    palacep pianacciChe si tratti di un botto di Capodanno finito nella direzione sbagliata? Oppure qualcuno ha voluto approfittare del clima da fuochi d’artificio per danneggiare voutamente il Consorzio Pianacci, che da anni si impegna per riscattare il quartiere del Cep di Prà?

    Fatto sta che proprio mentre si aspettava l’anno nuovo una bomba carta ha aperto uno squarcio nella tensostruttura del Palacep, danneggiando il telone di rivestimento nella parte centrale superiore. Un danno rilevante per la struttura, che non è incendiata grazie al fatto che il telone è composto di materiale ignifugo.

    Tuttavia lo squarcio potrebbe aggravarsi con il maltempo di questi giorni, in attesa dei lavori per la sua riparazione, per i quali sarà necessaria una gru con un carrello mobile alto almeno dieci metri.

    L’ipotesi dolosa è per molti più che una possibilità, tanto che a riguardo è stata subito aperta un’inchiesta per individuare il responsabile. Il presidente del Consorzio Carlo Besana spera tuttavia che le fiamme siano dovute «al maldestro utilizzo di un “mortaretto” da parte di qualche ragazzo».

    Marta Traverso

  • “Un tango per Roxanne” al Teatro Garage

    “Un tango per Roxanne” al Teatro Garage

    Teatro GarageSabato 7 gennaio alle 21 e domenica 8 alle 17 al teatro Garage di San Fruttuoso è in scena lo spettacolo “Un tango per Roxanne”,  la storia di una ragazza come tante che viene affascinata dal tango e vuole diventarne una protagonista.

    La vicenda inizia a San Telmo,  tanta gente per strada… Turisti e bancarelle, poi, su un lato, due ballerini iniziano la loro performance. Ballano un primo tango e chiedono un’ offerta, poi iniziano un secondo ballo e una ragazza rimane affascinata dal loro ballare.

    Cambio improvviso di luci, il tempo si ferma e si entra nei sogni di Roxanne che immagina se stessa mentre balla con il suo principe  azzurro. Finito il sogno, ci si ritrova nella realtà della strada. Roxanne esce di scena con la zia.

    Cambio di  scena, ma siamo sempre a Buenos Aires. La zia e Roxanne vanno in milonga. Si siedono e osservano le coppie che ballano. Un uomo la invita e succede il patatrac: lui è un maleducato e la riporta  presto a sedere perché Roxanne non sa ballare. La ragazza si mette a piangere ma poi un altro signore gentile la fa ballare e con gentilezza riesce a fare i primi passi. Da qui in avanti la giovane  Roxanne, tornata in Europa, decide di  continuare a danzare, dopo tante disavventure e sogni ad occhi aperti ecco che nasce una nuova grande ballerina.

    Ingresso 12 euro

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Altera

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Altera

    AlteraGli Altera nascono a Genova nell’estate ’96, nel tempo hanno saputo caparbiamente individuare le proprie radici e la propria strada, attraverso un percorso originale e complesso: dall’auto produzione “Livida speranza” (1996) e la partecipazione a significative raccolte come “Fuori dal Mucchio: il rock d’autore vol.1” (1997), e “Aia da respià – Genova canta De Andrè” (1999)  fino al cd  “Canto di spine – versi italiani del ‘900 in forma canzone” prodotto da Franz Di Cioccio della PFM, che è  la prima antologia sonora sulla poesia, un progetto  che presenta poesie dei più famosi autori italiani (Montale, Quasimodo, Pasolini, Ungaretti, ecc.) trasposte in canzoni rock di forte impatto emotivo, a cui partecipano anche musicisti quali Paolo Fresu, Manuel Agnelli (Afterhours), R. “Freak” Antoni (Skiantos), O. Pedrini (Timoria) e molti altri.

    Musicalmente, pur agendo all’interno di un ambiente rock, sono difficilmente classificabili, viste le improvvise sterzate acustiche, elettroniche o comunque lontane da quelle coordinate, nonché le provocazioni presenti nei testi.  Difficilmente staccano le parola o le tematiche dal mondo sonoro di cui necessitano. Anche per l’abitudine di inserire nei brani testimonianze e voci “fuoricampo” di poeti e personaggi storici, collocate al posto del tradizionale cantato,  hanno costruito una sorta di genere, che si potrebbe definire “rock testimoniale” o “rock documento”. L’utilizzo della voce di  Pertini in “La bandiera” o di quella di De Andrè che parla di poesia & canzone all’interno della loro  versione di “Amico fragile” sono emblematiche.

    Il gruppo lavora sempre  anche con l’improvvisazione, trasformando sul momento in forma canzone stralci da libri, poesie, lettere, testi portati o meno dai presenti.

    Nel corso degli anni, sono tante le iniziative e i progetti a cui al band prende parte, tra cui la doppia registrazione del video “Puntodoc”  di Andrea Broglia per il canale digitale Joi di Mediaset Premium: due poesie in versione canzone di Primo Levi ed Alda Merini, con intervista tematica al gruppo. Faranno parte di due documentari dedicati alla Giornata della Memoria e all’anniversario della Legge Basaglia, in onda a gennaio ed aprile 2010. I

    Nel 2011 dopo alcuni concerti a Genova e Torino, il gruppo si dedica alla lavorazione del nuovo album, diviso in due E.P., improntato su testi e tematiche provocatorie e suoni aggressivi. Altera prepara un ritorno prepotente sulle scene, con un articolato progetto basato sul web e su tre nuovi videoclip.

    Il primo E.P. “Italia sveglia – appunti per destare un paese”, registrato e mixato al “Green Fog” GE da Mattia Cominotto, esce ad inizio 2012.

    Contatti  3479673071  www.gruppoaltera.com

  • Diritto d’autore: stop alle citazioni nelle opere d’arte

    Diritto d’autore: stop alle citazioni nelle opere d’arte

    fotografiaFino a oggi la violazione dei diritti d’autore sulle citazioni riguardavano soprattutto la musica, come conferma l’ultima trovata della Siae, che ha posto una tassa sui trailer cinematografici per il copyright sulle parti musicali contenute al loro interno.

    Una sentenza di pochi giorni fa è però destinata a rivoluzionare il concetto di diritto d’autore, applicandolo anche alle opere d’arte: l’artista Richard Prince è stato condannato per violazione del copyright, nonostante le sue opere – quotate fino a due milioni e mezzo di dollari – si basino proprio sulla rielaborazione di soggetti altrui. La sua opera più nota è la rivisitazione in chiave artistica della campagna pubblicitaria delle sigarette Malboro (quella con il cowboy), esattamente come fece Andy Warhol a suo tempo con la famosa zuppa Campbell.

    La sentenza arriva dalla denuncia del fotografo francese Patrick Cariou, a cui Prince ha rubato una foto tratta da un servizio sulle comunità rastafariane per tradurla in un’opera di diverso contesto e significato.

    Perché a suo tempo Warhol non è stato denunciato? In pratica la legge americana dice questo: un artista può rielaborare un’opera altrui, un marchio e via discorrendo solo se può scaturirne qualcosa di “utile al progresso della scienza e delle arti” e se costituisce “un approfondimento sull’opera a cui si riferisce, con legami al suo contesto storico e riferimenti critici all’originale“.

    Ovvero: la zuppa Campbell ha rivoluzionato il modo di fare arte, le opere di Prince no. Chi ha deciso questo? Un esperto d’arte? Un critico? Un altro artista? No, semplicemente un giudice.

    Marta Traverso

  • Stop ai fondi, addio alla carta: “Liberazione” è solo online

    Stop ai fondi, addio alla carta: “Liberazione” è solo online

    liberazioneLasciamo stare per un attimo la politica: certo, Liberazione è l’organo di stampa “ufficiale” di Rifondazione Comunista, ma non è l’appartenenza a questo o quello schieramento a determinare come vengono distribuiti i fondi per l’editoria. Limitiamoci dunque a un fatto: con il 2011 si è chiusa la pubblicazione su carta di Liberazione, un fatto che potrà far piacere a chi non ne condivide le idee, potrà far indignare chi le condivide, ma che di fatto ha portato alla luce la crisi della carta stampata e messo a rischio 50 posti di lavoro.

    Da oggi – 2 gennaio 2012 – il quotidiano sarà consultabile solo online. E proprio dalla homepage del sito si legge l’appello di tutta la redazione: “Ferie forzate da oggi per i lavoratori di Liberazione. Che invece hanno occupato la redazione e tenteranno di continuare a far uscire il giornale. Non nelle edicole, ma qui in rete. Un’edizione in pdf del giornale di carta. Da stampare, attacchinare, leggere sul proprio computer o diffondere in rete“.

    Il taglio del 70% dei finanziamenti corrisponde a 2,5 milioni di euro in meno per il quotidiano, un salasso che ha reso impossibile continuare la normale edizione. Una situazione di crisi che tocca circa 70 quotidiani, che non beneficiando dei “grandi numeri” di testate come Corriere della Sera e Repubblica hanno sulla propria testa lo spettro di una sorte analoga.

    Marta Traverso

  • Il gatto con gli Stivali al Teatro della Tosse

    Il gatto con gli Stivali al Teatro della Tosse

    Gatto con gli stivali alla TosseVenerdì 6 gennaio appuntamento speciale per tutta la famiglia al Teatro della Tosse: alle 15.00 i bambini potranno incontrare la Befana , che porterà nel suo sacco caramelle, cioccolato e dolci per tutti i bambini presenti  e alle 16.00 tutta la famiglia potrà assistere allo spettacolo Il Gatto dagli stivali.

    La versione rappresentata alla Tosse, è quella de l’Erbamatta, ed utilizza varie tecniche del teatro di figure animate a viso aperto da un attore che da vita allo spettacolo. Dopo una ricerca sulla magia delle scatole cinesi, l’intervento di costruzione ha poi seguito una logica pittorica, musicale e recitativa che riprende il periodo in cui Charles Perrault, lo scrittore, ha composto la storia.

    Così è che l’attore diventa cantastorie di altri tempi, uno spensierato cantante di Valzer e filastrocche, mentre un gatto, un pupazzo in gommapiuma, ne combina di tutti i colori sopra ad una vecchia tavola da stiro riadattata a palcoscenico itinerante. Gli altri personaggi saltano fuori da teatrini che hanno come scenografia i quadri di Vincent Van Gogh.

    Piccole figure in terracotta che, nelle coloratissime strutture in legno si muovono azionate da fili che danno spazio e vita alla favola.
    Lo spettacolo è allegro e assai animato e si conclude con una sarabanda finale dove il pubblico salta e balla in un grande cantar\animando.

    I colpi di scena ed il coinvolgimento del pubblico non mancano mai in una situazione comica ed esageratamente teatrale. Il pubblico sarà catapultato al centro dell’avventura e seguirà con il fiato sospeso le gesta di questo leggendario e buffo eroe.

    Biglietti: Intero 8 euro, ridotto (bambini 3-14 anni) 6 euro

  • Egitto, processo a Mubarak per le sparatorie sulla folla

    Egitto, processo a Mubarak per le sparatorie sulla folla

    Il processo all’ex presidente egiziano Hosni Mubarak e’ ripreso questa mattina all’accademia di polizia del Cairo. L’ex rais, 83 anni, e’ giunto in ambulanza dall’ospedale militare alla periferia della capitale dove si trova agli arresti. Mubarak e’ accusato di essere coinvolto nella decisione di sparare sulla folla durante le dimostrazioni di un anno fa in cui morirono 850 persone. Se riconosciuto colpevole, potrebbe essere condannato alla pena di morte.

    Dopo la “primavera d’Egitto” e la rivoluzione del popolo egiziano sceso in piazza per chiedere le dimissioni di Mubarak, il Primo ministro Ahmed Shafiq, da lui nominato, è rimasto in carica fino al 3 marzo 2011, giorno in cui si è insediato il nuovo primo ministro Issām Sharaf, scelto dal Consiglio supremo delle forze armate, per traghettare l’Egitto al referendum costituzionale e alle elezioni presidenziali e legislative che avrebbero dovuto dare un volto nuovo al paese.

    Come è noto le cose non sono andate secondo le previsioni: Sharaf, già ministro sotto la presidenza Mubarak, si è dimesso una settimana prima delle elezioni dopo i gravi incidenti nuovamente esplosi nella seconda metà del novembre del 2011.

    Il Consiglio Supremo militare, accusato dal popolo in rivolta di aver instaurato un nuovo regime dittatoriale e corrotto, ha incaricato di formare una nuova compagine governativa a Khamal Ganzouri, un politico della vecchia nomenclatura, accreditato di personale onestà,  legato tuttavia al deposto regime di Mubarak.

    Ganzouri dovrà traghettare il paese alle nuove elezioni amministrative fissate per la metà di giugno 2012. Ma la situazione non è certo così lineare come sembra. Il potere di Ganzouri non è riconosciuto da parte della popolazione e la rivolta degli ultmi mesi del 2011 è stata nuovamente soffocata nel sangue con 650 feriti e almeno 3 morti.

     

  • Mini naja: finiti i soldi per le tre settimane di servizio militare

    Mini naja: finiti i soldi per le tre settimane di servizio militare

    La mini-naja, progetto voluto dall‘ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa, finanziato per tre anni con circa 20 milioni di euro, sembra che abbia già terminato i fondi.

    “L’ipotesi è quella che siano stati gia’ spesi tutti i fondi per i primi due anni perchè La Russa aveva anticipato buona parte delle partenze nel 2011 – spiega Francesco Spagnolo (Tavolo ecclesiale sul servizio civile) – In questo momento non si sa se verra’ ripetuta nel 2012 perchè il ministro della difesa Giampaolo Di Paola non si è ancora espresso sull’argomento e non si sa se ci saranno i soldi“.

    Il progetto mini-naja ha suscitato numerose perplessità ed è stato contestato anche da alcuni esponenti dell’esercito. Ma sopratutto non ha mai convinto il mondo del Servizio civile che, nello stesso periodo in cui venivano racimolati i fondi per far partire il progetto voluto da La Russa, vedeva i propri assottigliarsi sempre più.

    La mini-naja è stata approvata nel 2010 e finanziata con 20 milioni, mentre nello stesso tempo il Servizio civile nazionale ha visto i fondi precipitare dai circa 170 milioni del 2010 ai 68 del 2012.

    Ad onor del vero i fondi per la mini-naja provenivano in gran parte dal ministero della Difesa e non erano utilizzabili per il Servizio civile.

    “Il fondo della mininaja ha due origini –  precisa Spagnolo – uno da risparmi del ministero della Difesa, l’altro da una serie di economie che lo Stato faceva tra cui fondi residui del mondo della scuola. I fondi residui comunque rimangono nelle economie del ministero della Difesa, ma sullo stato attuale delle risorse c’è una situazione poco chiara perchè La Russa in questo non è stato mai esplicito e alle interrogazioni parlamentari ha sempre risposto con i riferimenti della legge. Senza spiegare nulla”.

    Lo scopo della mini-naja era quello non tanto di investire sui giovani ma di alimentare le associazioni d’arma come ad esempio l’associazione nazionale alpini che, dopo la fine della leva obbligatoria, rischiava di restare senza iscritti – aggiunge Spagnolo – Queste associazioni ricevono una sorta di contributo dallo Stato in base al numero di iscritti, quindi meno ne hanno, meno soldi ricevono. Così La Russa ha inventato questa modalità: con queste tre settimane di naja automaticamente è possibile iscriversi a queste associazioni d’arma. Ma non solo. La Russa inoltre ha creato “Vivi le forze armate”, un’associazione di giovani che hanno svolto la mini-naja”.

    Il progetto dell’ex ministro della Difesa sembra avere le ore contate e qualcosa si è mosso anche in Parlamento.

    “Ci sono state delle interrogazioni parlamentari – spiega Spagnolo -L’ultima l’ha fatta agli inizi di dicembre il senatore Ferrante che chiedeva di conoscere i risultati del progetto e quanti soldi erano stati spesi”.

    Per quanto riguarda il Servizio civile i segnali del mondo politico sono purtroppo ancora deboli.

    “Il governo ha soltanto accolto due ordini del giorno alla Camera – conclude Spagnolo – Uno si impegna a rifinanziare quest’anno il Servizio civile con la cifra mancante, circa una cinquantina di milioni, e l’altro riguarda il taglio dell’Irap sul compenso dei volontari per risparmiare circa 8 milioni. Per ora è un impegno formale. Speriamo nel prossimo decreto sullo sviluppo dove dovrebbero essere contenute proposte concrete di investimento“.