Anno: 2012

  • Musica live al Senhor do Bonfim il 5, 6 e 7 gennaio

    Musica live al Senhor do Bonfim il 5, 6 e 7 gennaio

    Control VGiovedì 5 gennaio 2012

    The Rebelettes presentano: Waterfall live

    Dopo il concerto dj set: Henry (MilanoMods), Pier (La Superba Mod Club), Otto (Waterfall)

    La nuova Band lariana nasce da un’idea di Otto (Mario Morandi), ex chitarrista della formazione Smodati di Milano e Stefano Morresi, vecchia gloria della musica indipendente comasca. Gli Waterfall sono un power trio dal suono tagliente e psichedelico, influenzati dalle sonorità wave, punk e mod revival. Il nome e’ un tributo inequivocabile ad una delle Band di riferimento: gli Stone Roses di Brown e Squire, recentemente riunitisi. All’attivo un 7 pollici ( Brand New Start), prodotto da waterfall in edizione limitata.  Attualmente la Band, in concerto a Genova per la prima volta, e’ in studio per ultimare l’album di debutto.

    Apertura h 2230, inizio concerto h 2330. Ingresso con prima consumazione inclusa: 8 €

    Venerdì 6 gennaio 2012

    La notte della befana si veste d’oro al Senhor do Bonfim!
    Festa della Befana con Roby j, Ugo Sabatino, Emiliano Gandolfi. Special voice: Nora Hameda.
    Apertura h.22.30. Ingresso con prima consumazione: 8€

    Sabato 7 gennaio

    Control V- electropopcorn

    La band, una delle più affermate della scena electro/rock italiana, stabilmente tra le prime posizioni della Indie Music Like, la chart della musica italiana indipendente.torna in tutti i negozi di dischi e gli stores digitali dal 29 Novembre 2011 con l’uscita del nuovo album “Electropopcorn” (Visualine Music/ Edel)

    Una potente miscela di elettronica, Pop e Rock’n’Roll , concepito ed arrangiato durante il lungo tour dell’album d’esordio”Soltanto Luci” (VM/-Rai Trade 2010) , tour che ha visto la band calcare oltre 60 palchi in tutta Italia e invadere più di 150 radio nazionali ed estere.I CONTROL V sono definiti ill gruppo italiano piu innovativo dell’anno!! da “consigliami un disco” anche grazie alla campagna pubblicitaria del nuovo album contraddistinta da iniziative “non convenzionali”i molto interessanti.

    Di recente alcuni brani della band sono utilizzati come accompagnamento nella trasmissione radiofonica Moby Dick e Ottovolante su Radio Rai 2 e nello Show di Fiorello “Ilpiugrandespettacolodopoilweekend” su Rai 1.

    A fine concerto la serata continua con il dj-set di Marco Valenti

    Apertura h. 22.30, inizio concerto h.23.30. Ingresso comprensivo di prima consumazione: 8 €

  • La vera storia dell’Islanda: il fallimento, il debito e il mito della rivoluzione

    La vera storia dell’Islanda: il fallimento, il debito e il mito della rivoluzione

    Islanda(Per aggiornamenti sulla situazione islandese clicca qui)

    L’Islanda è uno stato che conta poco più di 300 mila abitanti, un’isola appollaiata lassù nel nord dell’Europa, uno dei paesi europei con il Pil procapite più elevato, senza un proprio esercito e con un’economia incentrata sulla pesca. Una nazione che nel 2008 dichiarò bancarotta, dopo il fallimento di tutte e tre le banche nazionali con un debito estero pari a 50 miliardi, una cifra enorme e spropositata se rapportata alla modesta economia locale.

    Sono passati 4 anni da allora, il fallimento dell’Islanda trovò poco spazio nelle cronache del tempo, soffocate dall’esplosione dei mutui americani e della nascente crisi globale. Negli ultimi tempi, però, in Italia l’attenzione verso il lontano paese nordico è accresciuta notevolmente grazie al mito della “rivoluzione islandese”, che racconta la trionfale uscita dal crac finanziario condita dal rifiuto del pagamento del debito estero e delle condizioni imposte dal Fondo Monetario Internazionale. Sul web si contano diversi video e tanti contributi appassionati che raccontano le gesta eroiche degli islandesi, si tratta di racconti e documenti visualizzati da migliaia e migliaia di persone. Ma in realtà le cose non sono andate esattamente come da più parti vengono narrate. Proviamo a ricostruire quanto accaduto in Islanda negli ultimi 4 anni.

    IL CRAC FINANZIARIO DEL 2008

    Dopo l’ondata di liberalizzazione che investì l’isola negli anni ottanta, dal 1998 inizia il processo di privatizzazione delle banche e dei fondi di investimento sino a quel momento di proprietà dello Stato. Le banche non furono vendute a gruppi bancari stranieri come accaduto nell’Est dell’Europa, ma a privati islandesi molto vicini ai partiti di governo. Con le banche libere dal controllo statale (in realtà primo complice), questi soggetti si diedero alla pazza gioia, concedendo e riscuotendo prestiti in grande quantità, come mai avvenuto in passato, facendo impennare il credito interno del sistema bancario dal 100% del Pil nel 2000 al 450% del 2007.

    La krona islandese è storicamente una valuta fluttuante, esposta all’influenza dei mercati mondiali e perciò facilmente sopravalutabile, per questo si decise di puntare sul cambio con le monete estere e sugli alti tassi di interesse (5-6%, contro il 2-4% dell’area euro-USA, e soprattutto lo 0-1% del Giappone) per attirare investitori stranieri, sia sotto forma di correntisti che di speculatori.

    E così il “fratello” islandese del nostro Conto Arancio, Icesave, vide crescere vertiginosamente in pochi anni il numero di correntisti da tutto il nord Europa. Simili condizioni, ovviamente, attirarono gli speculatori finanziari di tutto il mondo. Un esempio? Immaginiamo di chiedere in prestito cento euro al paese “x” a un ipotetico tasso di 1%, sapendo quindi di dover restituire 101 euro; a quel punto si va in Islanda con i nostri cento euro e si acquista un titolo di stato (in pratica “prestando” a mia volta i cento euro all’Islanda…), il tasso islandese, infatti, garantisce che mi verranno restituiti 106 euro, ovvero 5 euro di guadagno senza aver investito un centesimo.

    L’Islanda, però, non avrebbe mai potuto reggere un simile indebitamento, basti pensare che nel 2007 i debiti a breve termine verso l’estero del sistema bancario arrivano ad essere quindici volte superiori alle riserve in valuta estera della banca centrale d’Islanda.

    Nell’estate del 2008 viene dichiarato il fallimento delle tre banche del paese, l’Islanda si ritrova a picco con un debito estero di 50 miliardi di euro (per l’80% rappresentato dal debito delle banche) a fronte di un Pil di 8,5 miliardi! La moneta nazionale subisce una pesante svalutazione sino al -35% rispetto all’euro e l’ inflazione sale al 14%. Intanto, più di mezzo milione di correntisti esteri si ritrovano con il conto congelato.

    L’INTERVENTO DEL FMI

    Islanda, abitazioniA questo punto il governo islandese non ha altra scelta che nazionalizzare le banche fallite e affidarsi al Fondo Monetario Internazionale. L’Islanda accetta il finanziamento di 2,1 miliardi di prestito secco dal FMI a cui si aggiungono 5 miliardi dagli istituti centrali della banca scandinava e dalla banca del Giappone e accetta anche le condizioni imposte dal Fondo e dettate dal programma di ristrutturazione dell’economia interna. Contemporaneamente i paesi dell’Ue, in primis Inghilterra e Olanda, risarciscono i propri risparmiatori (correntisti di Icesave) convinti poi di potersi rifare sul “colpevole”, la banca islandese, che però adesso è nuovamente di proprietà dello Stato. In parole povere, il debito delle banche contratto da ricchi imprenditori del credito, dopo la “nazionalizzazione obbligata” diventa debito pubblico dell’Islanda e si aggiunge a quello con il FMI.
    Inghilterra e Olanda, con la regia del Fondo, propongono all’Islanda un programma per la restituzione in 15 anni di quasi 3,4 miliardi e il governo islandese “gira” la patata bollente sui cittadini chiedendo loro poco più di 100 euro al mese per quindici anni. Siamo nei primi mesi del 2009.

    LA PROTESTA DEGLI ISLANDESI

    Nascono fra i cittadini movimenti spontanei e comitati organizzati, nella capitale Reykjavík si accendono proteste di piazza e manifestazioni. Gli islandesi chiedono che a pagare siano i reali colpevoli, invocano e ottengono le dimissioni del primo ministro Geir Hilmar Haarde e con una raccolta firme chiedono al presidente della Repubblica di bloccare il rimborso del debito con Olanda e Inghilterra per i congelamenti dei conti Icesave. Il presidente della Repubblica cede alle richieste e blocca il disegno di legge proponendo un referendum: nel marzo 2010 il 93% degli islandesi confermerà di non volersi accollare quel debito contratto da privati verso privati.

    Islanda, la protesta per il debito IcesaveNel frattempo un altro movimento indipendente di cittadini aveva proposto la redazione di una nuova Costituzione che sostituisse quella in vigore dal 1944 e che difendesse il paese da nuove speculazioni. Il 27 novembre 2010 furono indette delle elezioni da cui risultarono eletti, nonostante la scarsa affluenza alle urne (36% degli elettori), i 25 cittadini della Consulta Costituzionale. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La ‘Consulta Costituzionale’ che venne eletta era composta da docenti universitari, avvocati, giornalisti, da un sindacalista, un contadino, un pastore e un regista.

    Originale e vincente è stato il modo con cui questa Consulta ha redatto la nuova Costituzione… Via internet! Social network, forum, videoconferenze, le assemblee potevano essere seguite in tempo reale e ogni cittadino era libero di intervenire, proporre riforme e discussioni. Al termine dei propri lavori, il 29 luglio 2011, il movimento ha presentato al Parlamento islandese la bozza della Costituzione che e’ attualmente al vaglio di una commissione parlamentare e dovrà essere sottoposta ad approvazione tramite referendum popolare prima delle elezioni presidenziali che si terranno fra maggio e giugno di quest’anno.

    L’ISLANDA PAGA I SUOI DEBITI

    Un mese dopo, agosto 2011, si è concluso il piano del FMI con tanto di annunci e soddisfazione da parte di tutti. L’Islanda finirà di pagare il debito con FMI nel 2014, fino all’ultimo centesimo, fra tagli delle spese pubbliche e aumento dei tributi sulla testa della popolazione. E che cosa ne è del debito Icesave dopo il risultato del referendum? Nel marzo 2011, con un nuovo referendum, i cittadini hanno respinto la seconda proposta di restituzione. Olanda e Inghilterra hanno allora concesso un rinvio dei pagamenti, poi, lo scorso settembre, l’annuncio del ministro dell’economia islandese ha rassicurato tutti: “entro la fine del 2012 il patrimonio della nuova Landesbanki (Icesave era una filiale di Landesbanki n.d.r) sarà sufficiente per coprire i debiti della vecchia gestione privata e risarcire le perdite dei risparmiatori. Per questo motivo cambia radicalmente la nostra interpretazione della disputa relativa ad Icesave – ha detto il ministro in quell’occasione – Non c’è più alcun motivo di contendere”. Anche il debito di Icesave verrà quindi regolarmente pagato ma, stando alle dichiarazioni del politico islandese, non saranno direttamente le tasse dai cittadini a finanziarlo. Se invece il patrimonio della Landesbanki non dovesse bastare le possibilità sono due: o si continuerà a respingere proposte di restituzione all’infinito o si arriverà ad un accordo tra le parti.

    In conclusione, l’Islanda non è ancora uscita dal terremoto finanziario che l’ha sconvolta, ma piano piano ha risalito la china e lo ha fatto seguendo scrupolosamente il piano del Fondo Monetario Internazionale. Insomma, nessun rifiuto irriverente… Inoltre, nel 2009, ha ufficialmente presentato richiesta per essere ammessa nell’Unione Europea. Certo, la leggendaria rivoluzione islandese raccontata sul web, quella dell’impertinente e coraggioso rifiuto di sottostare alle regole dell’economia globale, il complotto dei media di tutta Europa che nascondono la verità su quel che è accaduto nell’isola di ghiaccio… beh, sarebbe stata una bella storia da raccontare, sicuramente più avvincente come lettura, ma accontentiamoci: nella realtà rimane l’attesa per la decisione della commissione che dovrà esprimersi sull’entrata in vigore di una costituzione compilata sul web e partecipata dai cittadini, rimane la caparbietà di un popolo che stretto nella morsa del crac finanziario è riuscito a far sentire la propria voce ed il proprio peso politico, regalando all’Europa, qualunque sia l’epilogo della disputa Icesave, una lezione di democrazia.

    Gabriele Serpe e Giorgio Avanzino

  • Inflazione, Federconsumatori: raggiunto il tasso record

    Inflazione, Federconsumatori: raggiunto il tasso record

    Federconsumatori lancia l’allarme: nel 2011 si è registrato il tasso di inflazione più alto dal 2008.

    L’associazione di consumatori lo considera un dato gravissimo “che appare ancora più allarmante se relazionato al contesto in cui si è registrato. L’economia italiana, infatti, attraversa una fase di profonda crisi dei consumi, dettata dalla caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie”.
    Rilevare un tasso di inflazione record in una situazione come questa è una vera assurdità”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

    La colpa secondo i consumatori è imputabile a “volontà speculative che continuano a prevalere sulle sane logiche di mercato. Non vi è altra spiegazione, infatti, per una simile crescita dei prezzi nonostante il disastroso andamento dei consumi, in netto calo persino nel settore alimentare (-4%) e in occasione delle festività natalizie. A incidere su tale andamento contribuisce anche l’incredibile e continuo aumento dei carburanti, necessari al trasporto dei beni su gomma”.

    Tutto ciò determina effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie, destinato a peggiorare anche nel 2012, anno in cui, secondo le stime dell’O.N.F., si prevede una stangata di 2.103 Euro a famiglia – continua Federconsumatori – A cui vanno aggiunte, inoltre, ulteriori ricadute delle manovre economiche. Le ripercussioni saranno disastrose, sia sul versante dei consumi che su quello della produzione. Per questo è indispensabile un serio intervento del Governo per eliminare ogni ombra di speculazione, attraverso verifiche sui prezzi e, se necessario, un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe”.

    “È giunto il momento di aprire una nuova fase di sviluppo – conclude Federconsumatori – rilanciando gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, necessari per una ripresa della nostra economia.

  • Lanchilonghi al Circumnavigando Festival al Porto Antico

    Lanchilonghi al Circumnavigando Festival al Porto Antico

    LanchilonghiGiovedì 5 gennaio 2012 alle ore 17.30 il tendone di El Grito Contemporary Circus allestito per l’XIma edizione di Cirumnavigando Festival Internazionale di Teatro e Circo al Porto Antico (Area Mandraccio)  ospiterà una compagnia unica nel suo genere: Lanchilonghi che riunisce attualmente ragazzi e ragazze dagli 8 anni ai 16 anni, residenti nel territorio del Comune di Loiri Porto San Paolo, Olbia, Golfo Aranci.

    Questo progetto nasce dalla felice combinazione di una serie di elementi ed eventi che hanno dato spinta ed entusiasmo alla creazione di una realtà così particolare: un laboratorio permanente per la creazione di spettacoli – adatti ad essere rappresentati al chiuso e all’aperto in occasione di festività, festival, rassegne – che attraverso il canale dell’Arte ricerca percorsi ed esperienze che contribuiscano ad una equilibrata formazione della personalità e della socialità.

    Il primo spettacolo creato dalla Compagnia Lanchilonghi è Ratataplan (spettacolo di trampolieri e saltimbanchi) che si ispira al mondo del teatro di strada, del circo e del teatro clownesco. Questa creazione ha impegnato la Compagnia per l’intero 2007, ma lo spettacolo è sempre in fase di lavorazione sui dettagli, evolvendosi di pari passo con la crescita dei piccoli artisti.
    Il tema ispiratore è la condizione dei bambini coinvolti nelle guerre e nei conflitti.
    In Ratataplan la comicità e la poesia si mescolano in un linguaggio che nasce dalla tradizione della Commedia dell’Arte ed attraversa i territori del teatro burlesco da Chaplin a Buster Keaton, da Colombaioni a Totò.

    Alle 21 replica di “20 Decibel”.

    Per info Associazione Sarabanda 010.8600232; info@sarabanda-associazione.it

  • Hijackers on the Hip in concerto al Checkmate Rock Club

    Hijackers on the Hip in concerto al Checkmate Rock Club

    Hijakers on the HipSabato 7 gennaio al Checkmate Rock club di via Trebisonda, il concerto del gruppo Hijackers on the Hip, che era stato annullato il 5 novembre a causa dell’alluvione.

    Da Piacenza con furore, la band si è formata nel 2007 e, dopo un valido e ben accolto demo, I Don’t Care, ha siglato un accordo con Alkemist Fanatix Europe che l’ ha portata ad incidere e pubblicare l’ album di debutto per la fiorentina Incipit Recordings.

    The Worst of raccoglie 10 tracce in cui i nostri si inchinano ai numi del rock ‘n’ roll – con varie “contaminazioni” garage, punk e blues – del passato e del presente: così, Rolling Stones, The Hives, Gluecifer, The Fuzztones, The Stooges, The Morlocks ecc. vengono triturati e shakerati ben bene in un mix al vetriolo. Musica senza tempo, dal sapore “antico” ma sempre attuale perché lontana da qualsivoglia tendenza modaiola.

  • Lavoro: per i giovani diminuisce e diventa sempre più precario

    Lavoro: per i giovani diminuisce e diventa sempre più precario

    Una ricerca di Datagiovani, un gruppo di studio nato nel 2010, analizza la situazione del mondo del lavoro per chi ha meno di 30 anni. Le analisi sono il frutto di una elaborazione di Datagiovani sulle rilevazioni trimestrali delle forze lavoro dell’Istat. In particolare sono stati considerati i dati medi delle quattro rilevazioni trimestrali del 2007 e del 2010.

    Il raffronto tra i dati sulle attivazioni di lavoro nel 2007 e nel 2010 sottolineano una volta di più, non solo come la crisi abbia avuto gli effetti negativi più ampi sul mercato del lavoro giovanile, ma anche come esso si stia progressivamente deteriorando, svoltando cioè sempre di più dalla flessibilità alla precarizzazione dei rapporti di lavoro – si legge nel documento – Innanzitutto va evidenziato come i nuovi rapporti di lavoro attivati per giovani con meno di trent’anni nel 2010 siano diminuiti di un quarto rispetto a quanto accadeva prima della crisi”. In pratica parliamo di oltre 180 mila possibilità di lavoro in meno per i giovani.

    “A livello contrattuale, il grosso della flessione ha riguardato proprio la forma più stabile di contratto, ovvero quella di dipendenza a tempo indeterminato – continua il rapporto – In questo caso i nuovi contratti stabili si sono praticamente dimezzati rispetto al 2007, passando da poco meno di 256 mila agli attuali 142 mila (-44%)”.
    Mentre per quanto riguarda i nuovi contratti a termine stipulati nel 2010 sono stati il 14% in meno del 2007 (e tra questi i contratti interinali o in somministrazione sono aumentati).

    “Il risultato di queste tendenze è il progressivo deterioramento delle condizioni contrattuali dei giovani: attualmente, secondo l’Istat, solo un nuovo contratto su 4 stipulato con un giovane Under 30 ha la forma subordinata a tempo indeterminato, mentre era 1 su 3 nel 2007. Cresce di conseguenza il peso dei contratti da dipendenti a termine, che salgono al 56% (erano il 34% nel 2007), ed in particolare i contratti individuali a termine e quelli interinali. Aumenta anche se non di molto l’apprendistato, probabilmente unico dato positivo di questa analisi, auspicando che al termine del percorso di inserimento formativo il rapporto si traduca in una assunzione a tempo indeterminato”.

    Ma emerge anche un altro fattore, tutt’altro che secondario: avere delle esperienze lavorative precedenti sembra influire poco o per niente sulla possibilità di accedere al contratto a tempo indeterminato. Infatti mentre nel 2007 gli Under 30 assunti con nuovi contratti stabili erano il 5% in più rispetto alle prime assunzioni, ora tali valori si sono sostanzialmente allineati attorno al 25% dei nuovi rapporti di lavoro.
    “Le tendenze rilevabili ormai da diversi anni ed appesantite dalla crisi al ricorso da parte delle aziende di contratti flessibili fanno si che la dualità del mercato del lavoro italiano estremamente differente tra giovani ed adulti si riflette sullo stock generale degli occupati: gli Under 30 con un lavoro sono diminuiti di circa 560 mila unità, di cui oltre 370 mila solo tra coloro che avevano un contratto a tempo indeterminato. I contratti a termine, ed in particolare quelli a tempo determinato, sono sì diminuiti ma in termini quasi esigui rispetto al lavoro stabile (si registrano infatti circa 36 mila posizioni in meno tra i contratti individuali a termine)”.

    Inoltre non bisogna dimenticare che anche la durata media dei rapporti di lavoro a termine (dipendenza e collaborazione) si sta riducendo, dai 17 mesi del 2007 ai 15 circa del 2010.
    “Una conferma del fatto che il lavoro a termine non è una fase del passaggio ad un contratto stabile, ma rischia di diventare una condizione a lungo termine viene dal fatto che quasi l’83% dei contratti a tempo indeterminato dei giovani nel 2010 era già in essere anche l’anno precedente, un valore di quasi 4 punti percentuali più elevato del 2007”.

  • Biblioteca Berio, gli eventi del mese di gennaio

    Biblioteca Berio, gli eventi del mese di gennaio

    Biblioteca Berio Lunedì 9 gennaio

    -h 1630 Seminario “Il regno dei Faraoni Neri: Archeologia e Storia dell’Antica Nubia”. Berio e Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F.Champollion”

    Martedì 10 gennaio

    -h 17 Incontro “Pietro Carlini, lo scrittore che fuggì dalla vita” e Presentazione libro “(Tra parentesi)” di Pietro Carlini – Il Canneto Editore. Relatori: Massimo Bacigalupo e Stefano Verdino (Università di Genova) Nicolò De Mari (Direttore Ed. Il Canneto Editore). Un piccolo tributo a un grande scrittore troppo presto e ingiustamente dimenticato e alla sua Genova

    Giovedì 12 gennaio

    -h 1430 Visita guidata al Laboratorio di Legatoria della Biblioteca. La costruzione del libro: esemplificazione dei vari passaggi che portano alla rilegatura. Vengono presentati materiali e tecniche, accorgimenti e segreti del mestiere di un legatore e di un laboratorio artigiano che conserva intatto tutto il suo fascino senza rinunciare all`utilizzo dei più recenti prodotti tecnologici. E` possibile anche provare a cimentarsi, sotto la guida di un esperto legatore. E’ gradita la prenotazione Tel. 010 557.6070

    -h 17 Presentazione libro “Prigioniero del passato” Franco Basso – Libro pubblicato dall’autore. Interventi: Giuliano Galletta (Giornalista Secolo XIX). Le vicende di due paleontologi bloccati a Vladivostok dalla guerra russo-giapponese del 1904. Il tema dominante è la misteriosa estinzione dei mammut in Siberia e le svariate ipotesi formulate in seguito alle numerose spedizioni russe di fine secolo

    Venerdì 13 gennaio

    Adagio e Curioso 2011. Visita guidata alla mostra “…Che l’Italia unita intera / sorga al fine a libertà”: personaggi, storie, atmosfere risorgimentali riemergono da pagine e documenti originali della Biblioteca Berio. Informazioni e prenotazioni: tel. 010 557.6050 / beriocons@comune.genova.it

    -h 17 Inaugurazione Mostra di pittura “Luoghi, luci e colori della Valbisagno”. Esposizione: Sala Mostre dal 14 al 27 gennaio da lunedì a sabato dalle 10.30 alle 18.00. Mostra collettiva che raccoglie le opere realizzate nel corso delle sette edizioni della manifestazione “I colori della Valbisagno – Ex tempore di pittura” in cui è utilizzata la tecnica pittorica in “Plein Air”. Lo scopo è restituire a tutta la città l’immagine della Valbisagno, il suo paesaggio ruvido ma a tratti bellissimo, i suoi manufatti, l’acquedotto storico. Berio e Associazione Aegua Fresca

    Sabato 14 gennaio

    -h 18 Spettacolo “Affresco.Spettacolo in due atti sull’Unità d’Italia” Da A. Manzoni, G Leopardi, di Santarosa, G. Mazzini, G.T. di Lampedusa. A conclusione dell’anno dedicato alla ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’Associazione Ricerca Teatrale propone un contributo all’evento, articolato in due momenti. Ne risulta il racconto epico di un popolo che da “volgo disperso” si scopre composto da fratelli, assurgendo infine a comunità nazionale.

     Venerdì 20 gennaio

    -h 16 Adagio e Curioso 2011 – Visita guidata alla mostra “…Che l’Italia unita intera / sorga al fine a libertà”: personaggi, storie, atmosfere risorgimentali riemergono da pagine e documenti originali della Biblioteca Berio. Informazioni e prenotazioni: tel. 010 557.6050 / beriocons@comune.genova.it

    -h 17 Conferenza “Viaggio alla scoperta del cielo australe”. Relatore: Emanuele Sordini (Urania).  Resoconto di un viaggio affascinante sotto il cielo della Namibia alla scoperta delle meraviglie del cielo australe Berio e Associazione Urania

    Sabato 21 gennaio

    -h 17 Letteratura in scena Mise en espace di testi letterari rivestiti in forma teatrale – Lo sguardo di lei. Artiste, madri e Signorine Snob “Toh, quante donne!” di Franca Valeri. Franca Valeri è una grande attrice. Ma è anche una grande psicologa: i suoi personaggi non avrebbero il calore che hanno se lei non li guardasse dentro, fin nelle pieghe più segrete, con il suo sguardo inesorabile e pietoso. Un caleidoscopio di battute e situazioni spiritose, di incontri e ricordi, di tipi ameni e stravaganti che compongono un’originale antropologia del presente e una galleria di ritratti straordinari… su tutti la Signorina Snob, la signora Cecioni e la Cesira. Berio e Associazione Sant’Ambrogio Musica- Gruppo Teatro & Contorni

    Lunedì 23 gennaio

    Incontro -’Associazione Suq illustra il programma e le novità del Festival Suq 2012. Interventi: Carla Peirolero (Presidente Chance Eventi – Ass. SUQ) Berio e Associazione Culturale Chance Eventi

    Martedì 24 gennaio

    -Apertura serale della Biblioteca fino alle 23

    -h 18 Concerto “Arie d’opera, lieder, chansons, canciones“, Recital dedicato ai gruppi di lettura in italiano e in lingua straniera della biblioteca Berio. Soprano: Giulietta Picco, Pianoforte: Dennis Ippolito

    Venerdì 27 gennaio

    -h 1430 Laboratori Ecosostenibilità “La gestione dei rifiuti”. Per iscrizione: www.auserliguria.it

    -h 1630 Nell’ambito delle celebrazioni per i cento anni della dichiarazione d’indipendenza albanese “Albania Tra storia e mito”

    Programma

    -16.30 Visita guidata dell’esposizione “Albania tra storia e mito” di Mustafa Arapi – Tirana, alla presenza dell’autore

    -17.00 Saluto delle Autorità e presentazione dell’iniziativa “Albania tra storia e mito”

    -17.30 Conferenza di Besnik Mustafaj, scrittore (Tirana) già Ministro degli Esteri d’Albania

    -18.30 Breve introduzione musicale con flauto antico di Daorsa Dervishi (Durazzo). Concerto per pianoforte di Dorella Sarlo che eseguirà musiche di autori classici e di autori albanesi

    -19.00 Conclusione di Giuseppe Durazzo, Console Onorario d’Albania in Liguria Berio e Consolato Onorario d’Albania in Liguria

    Sabato 28 gennaio

    -h 17 Presentazione libro “Il Muro” Marco Vallarino – Alacrán. Interventi: Marco Vallarino (Autore del libro, scrittore, giornalista), Stefano Bruzzone (Giornalista, attore/cantante). Quante volte passando davanti a un graffito scritto su un muro per la strada ci siamo chiesti chi possa averlo tracciato, quando, come, perché? A rispondere a queste domande ha provato Marco Vallarino, giovane scrittore e giornalista imperiese, con questo romanzo ambientato nel mondo della scuola e della street art, che si offre come strumento di indagine sociale per affrontare la realtà giovanile di provincia in maniera complice, senza giudicare o emettere sbrigative sentenze

  • I promessi sposi. Gradisce uno sketch? al Teatro Govi

    I promessi sposi. Gradisce uno sketch? al Teatro Govi

    Teatro GoviSabato 7 gennaio alle ore 21 al Teatro Govi di Bolzaneto va in scena lo spettacolo I promessi sposi. Gradisce uno sketch?, una serie di sketch, sketch brevi, monologhi, siparietti demenziali, debitamente rivisti e in parte ‘contaminati’ da qualche siparietto originale elaborato come una citazione da Canevesio-Cappello-Rossi e dall’autore Diego Pastorino.

    In definitiva Gradisce uno sketch? è una cavalcata, dagli anni Venti ai Quaranta (quando l’avanspettacolo lascia il posto alla rivista), nelle vicende del nostro paese.

    Una serata di parole e musica fonte di ricordi per chi ha vissuto l’epoca e di nuova conoscenza per chi l’ha solo sentito nominare come forma di spettacolo tipicamente nostrano.

    Con Gradisce uno sketch?’ tornano in scena la figura mitica del presentatore in giacca bianca accanto a quella, altrettanto storica, del monologhista (protodemenziale), del barzellettiere o dei creatori di battute un po’ Tognazzi-Vianello un po’ Ettore Petrolini. E tornano in scena scenette d’antan care al pubblico italiano come ‘Il sarchiapone’, ‘Il taxi’, ‘E’ morto Andracchio’, omaggio ai grandi fratelli De Rege.

    La comicità dagli anni Venti ai Quaranta, dall’avanspettacolo alla rivista, con un omaggio a comici intramontabili come Chiari, Rascel, i De Rege.

    Biglietto 12 euro, ridotto 10.

  • Mozzarella blu, dopo Genova un nuovo caso a Frosinone

    Mozzarella blu, dopo Genova un nuovo caso a Frosinone

    Tra gli scaffali dei supermercati – per il momento solo nella zona di Frosinone – sono tornate le famigerate mozzarelle blu.

    Due casi simili hanno interessato Genova nel 2010 e l’anno scorso quando, presso due mense scolastiche, furono ritrovati alcuni esemplari di formaggio contraffatto.

    “Continuano a succederne di tutti i colori sulle tavole degli italiani – denuncia Federconsumatori – Se ci fossero precise norme sulla trasparenza e sulla chiarezza delle informazioni al consumatore finale tutto il mistero che aleggia intorno a questo nuovo caso sicuramente non esisterebbe”.

    Con la metà delle mozzarelle vendute in Italia, ottenute con latte o addirittura con cagliate industriali provenienti dall’estero, bisogna fare immediatamente chiarezza per non danneggiare gli allevatori italiani impegnati nel garantire qualità e sicurezza – aggiunge la Coldiretti – Nella confezione delle mozzarelle infatti, non è obbligatorio indicare la provenienza del latte impiegato ed è facile che venga spacciato come nazionale, quello importato”.

    La mozzarella è il formaggio più “taroccato” a livello nazionale e all’estero quindi “È necessario applicare immediatamente la legge nazionale che obbliga ad indicare in etichetta l’origine della materia prima utilizzata negli alimenti – sottolinea la Coldiretti – si tratta di una priorità in Italia, visto che dalle frontiere arrivano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, semilavorati, cagliate e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani”.

    Federconsumatori invece chiede a gran voce di “rendere noto al più presto la (o le) marche interessate da questo nuovo caso e, ovviamente, di provvedere immediatamente al ritiro dal mercato di tutti i prodotti che potrebbero essere interessati, anche in via preventiva. Questo episodio riaccende, ancora una volta, i riflettori su un problema che denunciamo da anni: la gravissima carenza di indicazioni chiare ed obbligatorie circa la provenienza di tutti i prodotti, a partire proprio da quelli alimentari. I cittadini, infatti, hanno il pieno diritto di conoscere cosa portano in tavola, e soprattutto hanno diritto alla tutela della loro salute, troppo spesso minata dalla commercializzazione di prodotti avariati o non a norma”.
    Per evitare il ripetersi di questi episodi – conclude Federconsumatori – è necessario disporre sanzioni più severe per chi lucra sulla salute dei cittadini, immettendo sul mercato dei prodotti dannosi o non idonei.

  • Etna, la spettacolare eruzione e le antiche leggende

    Etna, la spettacolare eruzione e le antiche leggende

    Un gigante brontolone, sonnacchioso a tratti, si è svegliato, improvvisamente, manifestandosi in tutta la sua potenza: ecco a voi l’ Etna. Non è certo uno sconosciuto che ha bisogno di presentazioni , grazie alle sue lontane ”gesta” o alle ben più recenti 18 eruzioni a cui ha dato vita nel solo 2011, ma un opportuno tributo gli è dovuto per lo spettacolo mozzafiato che ha offerto in questa sua prima “performance” del 2012.

    Una colonna di cenere, alta più di 5000 metri, si è sviluppata dalla bocca infuocata, evocando uno scenario mefistofelico di dantesca memoria, alla quale si sono aggiunti lapilli, lava e tremolii del suolo, puntualmente registrati dagli apparecchi dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania: una esibizione di “luci e suoni” che le immagini, reperibili in rete, possono esaurientemente commentare.

    L’evento si è aperto con una prima eruzione, alle 00:50, a cui è seguita un’attività crescente, per tutto il giorno, con un picco intorno alla 22. L’attività di tipo stromboliano, cioè con esplosioni e fontane magmatiche incandescenti, ha interessato il “solito” cratere di sud-est, a circa 3 mila metri di quota e la “solita” Valle del Bove, secondo un cammino precedentemente tracciato, senza dirette conseguenze per cose e persone.

    Fin qui la cronaca, ma chi è l’Etna? Nato, 600000 anni fa, nel Quaternario, terzo e ultimo dei tre periodi che compongono l’Era Cenozoica (2,588 milioni di anni e tuttora in corso), il massiccio etneo occupa un’area di circa 1570 kmq e presenta un diametro di 215 km. Salendo su per l’antica “Schiena del Leone”, toponimo oggi scomparso, si giunge a Pizzi Deneri, da cui si domina tutta l’area sommitale del monte: lo sguardo può distendersi lungo la Valle del Leone o calarsi a precipizio nella desertica Valle del Bove, una profonda incisione con pareti alte fino a mille metri che si sono modellate in seguito al collasso di arcaiche formazioni vulcaniche preesistenti.

    Rubando l’egemonia al mare, che copriva interamente la piana di Catania, le continue eruzioni hanno portato all’attuale orografia, le cui testimonianze sono visibili nei tanti coni secondari che costellano le pareti di questo “ciclope” irrequieto. Contorte figure di rocce, le “pietre cannone” rendono il paesaggio ancora più inquietante: sono le antiche vestigia di pini laricii i cui tronchi sono stati intrappolati dall’incedere inarrestabile della lava. All’interno di questi gusci sassosi, la pianta ha terminato la sua lenta combustione fino a trasformarsi in cenere che, asportata dal vento, ha lasciato l’incavo vuoto, come una “bocca” d’obice pronta a lanciare il suo grido di morte. Il paesaggio si addolcisce ad est, scendendo a balzi verso Taormina che svetta, lontano, su acque verde-smeraldo o sfuma all’orizzonte dove si intravvede la costa calabra.

    Un posto del genere è habitat “naturale” per il fiorire di miti e leggende: nelle viscere della terra, il dio Eolo vi avrebbe imprigionati i venti ma, secondo il poeta Eschilo, era il mostro Tifeo ad agitarsi furioso in questa tetra prigione, similmente al gigante Encelao, entrambi rei di aver sfidato Giove, padre degli dei. Per i greci non poteva che esservi ubicato il Tartaro, il lugubre regno dei morti, mentre per i romani era la fucina di Vulcano, dio del fuoco o quella dei Ciclopi intenti a preparare i “fulmini” per Zeus.

    Anche il suo nome evoca scenari apocalittici: passiamo dalla etimologia greca di “aitho” (bruciare) a quella fenicia “ attano ”(fornace), senza dimenticare la romana ”Aetna”, dea greca figlia di Urano e Gea. Anche gli arabi ne rivendicano la paternità con “Jabal al-burkān” o “Jabal Aṭma Ṣiqilliyya” (vulcano o montagna somma della Sicilia) e sarebbero implicati anche in “Mongibello”, antico nome dell’Etna, oggi riservato solo alla parte apicale del monte. Sarebbe nato dal ”matrimonio” tra il latino “mons” con l’araba Jebel (montagna) ma c’è chi sostiene derivi da Mulcibel (qui ignem mulcet=colui che blandisce la fiamma), sinonimo di quel dio Vulcano che, secondo i latini, aveva saputo domare Adranus, demone del fuoco.

    Adriana Morando

  • Opg, Marino: soddisfazione per l’incontro con Monti

    Opg, Marino: soddisfazione per l’incontro con Monti

    Il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, il senatore Ignazio Marino, è stato ricevuto ieri dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, per illustrare il lavoro svolto dalla Commissione, in particolare sul fronte degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

    “L’incontro con il Presidente Monti è stato molto proficuo e sicuramente utile per superare l’attuale realtà degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari – ha dichiarato il senatore Marino –  Anche oggi (ieri per chi legge) un internato è morto nell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, era malato da molto tempo e in quel luogo non aveva mai trovato le risposte sanitarie adeguate ai suoi problemi. Con ogni probabilità quell’uomo non era più pericoloso socialmente eppure le sue misure di sicurezza erano state reiterate molte volte”.

    Nel corso del mese di gennaio la Commissione d’inchiesta inviterà in audizione i ministri della salute Balduzzi e della giustizia Severino, al fine di individuare assieme a loro il percorso più efficace e rapido arrivare a chiudere questi luoghi che rappresentano una vergogna per il nostro Paese – continua Marino – Il nostro interesse è di superare questi istituti, che non hanno nulla di diverso dai vecchi manicomi criminali, trovando soluzioni adeguate per i pazienti che vi sono rinchiusi, assicurando loro dignità e tutta l’assistenza sanitaria di cui necessitano”.

  • Saluti (poetici) da Genova allo Spazio della volta

    Saluti (poetici) da Genova allo Spazio della volta

    panorama del porto di genovaNell’ambito della mostra Saluti da Genova, iniziativa a sostegno delle vittime dell’alluvione del 4 novembre 2011, giovedì 5 gennaio alle 1830 si tiene l’incontro Saluti (poetici) da Genova, organizzato da ART Commission in collaborazione con Spaziodellavolta.

    Una serata tra immagini e parole dedicate a Genova: tra le foto e dipinti della mostra, quattordici poeti interpretano la città e invitano a votare l’opera che diventerà la cartolina dell’iniziativa.

    L’incontro, curato da Marco Fabio Gasperini, vedrà la presenza di Stefano Bigazzi, Giorgio Boratto, Chiara Daino, Guido De Marchi, Marco Fabio Gasperini, Maria Luisa Gravina, Luciana Lanzarotti, Maria Luperini, Paola Malaspina, Antonino Ricca, Arnaldo Rossi, Renato Uccelli, Luca Valerio, Giulio Viano.

    Come detto, l’incontro si tiene nell’ambito della mostra Saluti da Genova, una rassegna di opere pittoriche, grafiche e fotografiche che verranno «votate» dai visitatori allo scopo di scegliere un’immagine simbolo che verrà poi riprodotta su una cartolina per essere venduta on line in tutto il mondo e spedita all’indirizzo dell’acquirente con la posta tradizionale. Il ricavato della vendita verrà devoluto interamente agli alluvionati. Ogni cartolina sarà venduta al prezzo di 3 euro.

    L’urna dei voti per la scelta dell’opera che diventerà la cartolina dell’iniziativa “Saluti da Genova”, verrà aperta il giorno 18 Gennaio 2012 durante il finissage della mostra.

    La mostra è aperta dal lunedì al sabato

    dalle 15.30 alle 19.00 ingresso gratuito

    Spaziodellavolta in p.zza Cattaneo 26/3, Genova

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Valpolcevera: i parcheggi invadono via Campomorone

    Valpolcevera: i parcheggi invadono via Campomorone

     

    Tre nuovi box interrati nel giro di 1 Km. Accade in via Campomorone, in Valpolcevera, la nuova frontiera per scatenati immobiliaristi pronti a mettere in vendita i posti auto ancor prima di costruirli. Lungo la strada che da Pontedecimo conduce a Campomorone spuntano cartelli di società immobiliari polceverasche che annunciano “Vendesi box”. E dove fino a poco tempo fa c’erano orti e fasce oggi si lavora alacremente nei cantieri.

    Peccato che i recenti sbancamenti insistano proprio alle falde della collina su cui sorge il paese di Cesino, una zona da sempre considerata a rischio di dissesto idrogeologico. Parliamo di un versante collinare composto da argilloscisto, rocce decisamente friabili come è facile notare anche ad occhio nudo.

    L’autorimessa in costruzione che incontriamo per prima, in direzione Campomorone, dovrebbe concludersi nel febbraio 2012.  Impressiona lo sbancamento che sarà di almeno 40 metri di altezza, ma pure i blocchi di cemento aggrappati con i tiranti al terreno superstite, fanno paura. Appena sopra, alcune abitazioni, incombono a strapiombo sui futuri parcheggi. La società immobiliare Il Ponte mette in vendita un numero imprecisato di posti auto. Il progettista è la società Omnia srl. Nel cartello delle autorizzazioni non sta scritto nessun recapito telefonico.

    Il paradosso è che a neppure cento metri si trova il civ. 31, un immobile a cui da anni è stata revocata l’agibilità perché segnato profondamente da vistose crepe che fra l’altro raggiungono la strada carrabile incrinandone l’asfalto – e che oggi finalmente è sottoposto alla necessaria messa in sicurezza. Ma un motivo ci sarà se la casa, per lungo tempo, è rimasta inagibile. Evidentemente il pericolo esiste.
    Come denuncia il circolo di Rifondazione comunista della Valpolcevera “In pochi mesi assistiamo allo stravolgimento di un equilibrio millenario – spiega Ennio Cirnigliaro – eppure ormai la gente pare abituata a questo processo di trasformazione e non si scandalizza più”.

    Il secondo progetto è in corso di realizzazione sotto il ponte ferroviario della tratta Genova – Milano. Qui la società di costruzioni Caneva srl di Serra Riccò costruisce e mette in vendita 34 box interrati. I lavori partiti a luglio dovrebbero concludersi nel luglio 2013. Lo sbancamento del terreno arriva fin sotto le fondamenta dei pilastri del ponte, risalenti al 1889. Fra l’altro ci troviamo a pochi metri da un piccolo rivo e dal passaggio di una tubatura della Iplom. Ma a preoccupare è anche la possibile influenza delle vibrazioni provocate dal passaggio dei treni.
    “Questo è un progetto risalente al 1990, da noi ripreso recentemente – spiega il progettista Paolo Malerba – Abbiamo ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie da parte delle Ferrovie dello stato. I carotaggi hanno permesso di verificare che le fondamenta dei pilastri giungono fino a 16-17 metri di profondità. Non c’è nessun pericolo perché il progetto box prevede due piani di circa tre metri di altezza, quindi al massimo scendiamo a 6 metri di profondità. Gli scavi hanno insistito sulla terra di riporto che all’epoca della costruzione del ponte era stata sistemata in prossimità dei pilastri”.

    Infine l’ultimo complesso di box si trova in prossimità di Campomorone, ormai concluso e i posti auto già venduti, è forse quello che incute minore timore visto che gli scavi sono stati più contenuti.

    Restano i dubbi sull’effettiva compatibilità di opere invasive che distano alcune centinaia di metri una dall’altra e insistono tutte sul medesimo versante collinare. Spesso infatti sorge il dubbio che le istituzioni pubbliche rilascino autorizzazioni quasi ad occhi chiusi, per poi magari ripensarci quando è troppo tardi.

    Matteo Quadrone

  • Arriva Blowfish, la pillola del post sbronza

    Arriva Blowfish, la pillola del post sbronza

    SbronzaE’ mattino e vi ritrovate con un tremendo mal di testa, bruciore di stomaco e sonnolenza…la giornata da affrontare è lunga, ma voi siete ko a causa della sbronza della sera precedente.

    State maledicendo quel bicchierino di troppo, quel brindisi a cui avete partecipato anche se il vostro corpo ne avrebbe volentieri fatto a meno.

    Non vi preoccupate, i nostri cugini americani hanno trovato una soluzione anche per i problemi del post sbornia.

    E’ di questi giorni infatti la notizia che la statunitense Food and Drug Administration ha approvato la pillola Blowfish, delle compresse effervescenti a base si caffeina e aspirina ad alto dosaggio che, secondo la casa produttrice Rally Labs,  sono in grado di far scomparire tutti i sintomi del post sbronza.

    Le critiche non si sono fatte attendere, in primis perché questo prodotto non è così innovativo come si potrebbe pensare: “Ogni anno esce qualche nuovo prodotto del genere, Blowfish è semplicemente quello di quest’anno, non è una novità assoluta”, ha dichiarato in maniera critica alla stampa Richard Blondell, vicepresidente dell’American Academy of Family Physicians.

    Tuttavia Blowfish è stata l’unico prodotto di questo tipo ad essere stato approvato dalla Food and Drug Administration.

    In più, secondo alcuni la commercializzazione di un prodotto simile potrebbe rappresentare in qualche modo un incentivo al vizio dell’alcool. Come Aaron White, neuroscienziato del National Institute for Alcohol Abuse and Alcoholism: “L’alcool è un problema serio che affligge i giovani americani. Di solito non ne abusano per evitare di stare così male il giorno dopo, ma con un farmaco in grado di attenuare i postumi, le bevute potrebbero aumentare”.

    Di certo la pillola non riduce i veri danni provocati dall’alcool, e forse qualche giovanissimo potrebbe alzare di più il gomito, ma Blowfish non è di certo una concausa degli eccessi e non deve in nessun modo distogliere l’attenzione dai veri problemi legati all’abuso di alcool.

  • Il conflitto d’interessi non finisce con le dimissioni di Berlusconi

    Il conflitto d’interessi non finisce con le dimissioni di Berlusconi

    ParlamentoE’ di oggi la notizia che la commissione Giovannini, sul sito della Funzione pubblica, ha stimato in più di 16.000 euro lordi al mese lo stipendio dei nostri parlamentari, che si pongono così ufficialmente in testa alla speciale classifica dei politici più pagati d’Europa. Il che, come ho scritto due settimane fa, non sarebbe necessariamente un male: qualcheduno l’onere di questo primato se lo dove ben prendere. Lo scandalo piuttosto è che, pur essendo i più pagati, sono probabilmente anche i peggiori. Almeno a giudicare dai numerosi casi di corruzione, dalla scarsa coerenza ideologica, dal trasformismo a pagamento e soprattutto dalla situazione di estrema gravità a cui hanno portato il paese.

    Ma c’è anche un altro aspetto. Ridursi una retribuzione faraonica non sarebbe solo un bel gesto nei confronti della gente normale, che in questi giorni è stata chiamata a grossi sacrifici e le cui retribuzioni medie viaggiano di gran lunga sotto, un gesto che, come amano ripetere più volte questi amabili burloni che ci rappresentano, sarebbe solo simbolico, dato che non è in questo modo che si mettono a posto i conti pubblici.

    Ora, a parte il fatto che anche un vitalizio di 3.000 euro al mese per i giornalisti di Era Superba non sposta i conti pubblici, ma io mi guarderei bene dal proporlo o dal difenderlo con queste motivazioni; in realtà un taglio degli stipendi avrebbe un effetto sostanziale. Significherebbe dimostrare che chi siede in Parlamento pensa alla patria e non alla pagnotta. Al contrario, se questi politici esitano, cincischiano e alla fine non votano per ridursi le retribuzioni nemmeno nelle condizioni attuali del paese, dimostrano con i fatti per quale motivo sono lì: denaro, potere, carriera e influenza personale.

    E ciò comporta che, chiamati a scegliere tra interessi privati e interesse pubblico, opteranno per i primi, a loro vantaggio e a nostro danno. Non si fermeranno – e non si sono fermati, infatti – nemmeno davanti al ridicolo: una maggioranza parlamentare assoluta ha preferito votare impassibile che il primo ministro italiano ha scambiato davvero Ruby per la nipote di Mubarak, piuttosto che provocare una crisi di governo e rischiare di perdere la poltrona.

    Eppure, come ha detto Milena Gabanelli, non lo ordina il medico di entrare in politica. Chi si vuole arricchire, ha tutto il diritto di farlo scegliendosi la professione che preferisce, purché non violi la legge. Ma chi si prende l’onere di governare, dovrebbe farlo unicamente per spirito di patria e, perché no, per la sana ambizione personale di ottenere considerazione e stima. Non certo per denaro.

    L’arricchimento privato è incompatibile con la funzione pubblica, perché presenta sempre il rischio di far perdere di vista gli obiettivi che deve tenere a mente chi è chiamato a mettere al centro della sua azione l’interesse di tutti. Ecco perché non dovremmo permettere che chi ci governa si goda retribuzioni faraoniche, perché è probabile che gli facciano smarrire il senso dello Stato.

    Non dovremmo dare ascolto ai discorsi dei cinici di professione, quelli che di fronte a ideali e buoni propositi sorridono e che di fronte agli scandali fanno spallucce: questi, a voler dimostrare di saperla lunga, passano in realtà per fessi. Ignorano che uno Stato democratico esiste solo perché ha finalità ideali: se, ogni volta che queste finalità vengono richiamate, le si ignora o le si nega, si distruggono i presupposti stessi di una società democratica, e ci si consegna al dominio dei più forti e dei più spregiudicati. I quali quasi sempre non siamo noi, ma sono gli altri.

    E’ nostro interesse, quindi, salvaguardare e curare la cosa pubblica, mettendola al riparo dagli interessi privati. Questo dovremmo tenere a mente quando scegliamo i nostri rappresentanti, preoccupandoci che si dimostrino desiderosi di lavorare per il bene di tutti e che eliminino ogni possibile sospetto sul persistere di interessi personali, del tutto legittimi nella vita privata ma non in quella pubblica. Insomma, ciò da cui dobbiamo guardarci, in una parola, è il conflitto d’interessi. E’ questo il cancro della nostra democrazia malata, che Berlusconi ha incarnato meglio di chiunque altro, ma che di certo non ha inventato e che, statene certi, dopo di lui, per ora, non è destinato a sparire.

    Andrea Giannini