Categoria: Pubbliredazionali

  • Diminuisce il carovita a Genova, ma la città è tra le top ten

    Diminuisce il carovita a Genova, ma la città è tra le top ten

    genovaSolo pochi anni fa si parlava di allarme carovita a Genova: erano tante le voci di spesa praticamente insostenibili, soprattutto per gli anziani, con prezzi tra i più alti d’Italia assieme a Milano e Venezia. Oggi la tendenza, in particolarer per quanto riguarda l’affitto e l’acquisto delle case, è migliorata.

    A confermarlo sono i dati di uno studio curato da Calcoloratamutuo.org  che evidenzia come, nel giro di una decina d’anni, Genova sia diventata una città decisamente più vivibile e il caro prezzi si sia notevolmente ridimensionato, se si escludono eventi particolari come le gelate di gennaio che hanno generato un rialzo dei costi delle verdure.

    Com’era la situazione un paio d’anni fa

    Fino al 2014-2015 Genova era annoverata tra le città più care d’Italia, soprattutto tra quelle del nord. Erano allora state prese in esame ben 80 voci di spesa che incidevano sul bilancio delle famiglie già tartassate dalla crisi in corso. Proprio in quel periodo, le richieste di finanziamenti erano altissime e, soprattutto grazie ai comparatori online, l’accesso al credito agevolato ha registrato un’impennata.

    Tra i costi maggiori per le famiglie, manco a dirlo, quello della spesa in generi alimentari, quindi al supermercato, che incideva in primis sul portafoglio degli anziani, ma anche le tasse non erano da meno, in particolare quella sui rifiuti solidi urbani.

    Andamento dei prezzi attuale, allarme rientrato

    Oggi la situazione sembra essere decisamente migliorata, ma non siamo ancora tra le città meno care. Infatti, Genova si posiziona al momento al decimo posto nella classifica delle città con il valore medio del carovita più alto nel 2017 (con un valore medio di 3.746).

    I prezzi delle case, mercato che comunque segna notevoli flessioni su tutto il territorio nazionale, sono leggermente diminuiti nonostante le previsioni affermassero che attorno alla metà del 2017 sarebbe iniziata una sostanziale ripresa.

    Tendenze del mercato immobiliare a Genova

    Vediamo allora quali sono nel dettaglio i costi medi di questi ultimi mesi per l’acquisto e l’affitto di immobili nella città di Genova. Per quanto riguarda l’acquisto degli immobili (il 90% dei quali riguardano acquisti di case con mutuo), nel mese di aprile di quest’anno venivano richiesti mediamente 1.870 euro al metro quadro invece dei 2000 euro al metro quadro richiesti nello stesso mese del 2016. I prezzi al metro quadro hanno così registrato un calo pari al -6,49% nel corso di soli 12 mesi. Il prezzo più alto era stato registrato nel mese di maggio del 2015 quando venivano richiesti 2.064 euro al metro quadro. Ovviamente i prezzi cambiano in virtù del quartiere in cui si trova l’immobile e valutando anche se si tratti di una casa di nuova o vecchia costruzione.

    Per gli affitti, invece, vengono richiesti attualmente 7,80 euro al metro quadro al mese, registrando così una diminuzione dello 0,95% rispetto ad aprile dello scorso anno.

  • Sol, il nuovo servizio di orientamento al lavoro della Cgil di Genova

    Sol, il nuovo servizio di orientamento al lavoro della Cgil di Genova

    cercare-lavoroI dati dicono che la situazione del lavoro nel nostro Paese è in miglioramento. La crisi non è di certo alle spalle, tuttavia si sta intravedendo una luce all’orizzonte. In calo i disoccupati e in aumento gli occupati, anche se non in modo uniforme su tutto il territorio. A condizionare il trend sono anche i servizi che le singole Regioni, Province e Comuni offrono ai cittadini e quelli messi a disposizione da altri enti, come per esempio il Sol della Cgil di Genova, ovvero il servizio per l’orientamento al lavoro.

    Cosa è il Sol, servizio orientamento al lavoro

    In un momento in cui trovare un lavoro non è poi così facile, avere un servizio che aiuta il cittadino anche nel semplice disbrigo di alcune pratiche è un grande passo verso una ripresa del settore. Lo ha capito la Cgil di Genova che ha offerto al cittadino un servizio funzionale ed efficiente di orientamento al lavoro. Ma di cosa si tratta nello specifico? Si tratta di dare una mano, soprattutto a chi si trova nella condizione di cercare un primo impiego o che si debba reinserire nel mondo del lavoro, offrendo un aiuto concreto. Chi si rivolge al Sol può avere un aiuto per redigere il proprio curriculum, magari mirato proprio per una determinata candidatura e, di conseguenza, anche delle lettere di presentazione.

    Non è tutto però perché il Sol offre informazioni sui tirocini, sul servizio civile e mette in evidenza offerte lavorative, bandi, stage formativi ed eventuali concorsi. Si tratta di un servizio al cittadino completamente gratuito e fruibile presso la Camera del Lavoro di Genova situata in via San Giovanni d’Acri. Al momento a fruire maggiormente del servizio sono donne per il 60%, over 40 per il 64% e cittadini stranieri – uno su tre – ma non mancano i giovani.

    Flessibilità non fa rima con chiarezza

    Da quando in Italia è stato introdotto un sistema di lavoro flessibile, se da una parte le opportunità possono essere aumentate, dall’altra è più complicato per il singolo riuscire a orientarsi tra le diverse offerte. Quindi abbiamo sia chi ha cercato di trovare un introito imparando, per esempio, ad investire nel trading online e guadagnare nel tempo discretamente, sia chi, invece, ha preferito la strada più concreta del lavoro a tempo che però garantisce uno stipendio fisso per i mesi di assunzione e la possibilità di aver accesso a diversi servizi bancari come l’apertura di credito in conto corrente o la richiesta di carte di credito. Nel secondo caso, però, ci si è trovati davanti a grosse difficoltà a far combaciare le proprie competenze con le offerte lavorative reperibili.

    Il Sol sarà un punto di riferimento

    Il Sol non vuole fermarsi all’aiuto nella compilazione del curriculum, ma vuole diventare un vero e proprio punto di riferimento, coadiuvandosi con il Centro per l’impiego di Genova per una ricerca del lavoro maggiormente attiva.

  • Liguria, +9% di richieste di immobili da parte degli stranieri

    Liguria, +9% di richieste di immobili da parte degli stranieri

    Quinto al mareA causa della crisi che ha investito l’Italia negli ultimi anni, il mercato immobiliare ha subito un duro colpo e a tutt’oggi stenta a riprendersi. Gli italiani hanno pochi risparmi a disposizione per acquistare una casa e ottenere un mutuo è sempre molto difficile, nonostante il momento, per chi acquista, sia davvero vantaggioso. Lo sanno bene gli stranieri che hanno a disposizione e stanno acquistando numerosi immobili in Italia.

    Richieste di immobili dall’estero in Liguria

    La Liguria è una delle località del territorio che registra il maggior numero di richieste di immobili da parte degli stranieri. Si tratta sia di case che necessitano di una ristrutturazione, e quindi vendute a un prezzo ancora più basso rispetto al nuovo, ma anche case di recente costruzione, quindi di classe energetica A, molte delle quali situate anche nelle principali località turistiche. A rendere noti questi dati positivi è stato un report di Gate-away, un portale immobiliare esclusivamente indirizzato agli stranieri e che ha effettuato una sorta di questionario da cui è emerso che la Liguria porta a casa un confortante +9% nel primo trimestre del 2017 per quanto riguarda le richieste di immobili e risultando dunque nella terza posizione nazionale della classifica di gradimento delle località preferite dagli stranieri per l’acquisto di un immobile.

    Vediamo il dettaglio delle province

    Per quanto riguarda il dettaglio delle singole province, possiamo notare che la provincia con il maggior numero di richieste è quella di Imperia, con un 65,45%. Subito dopo si trova la provincia della Spezia, con un 15,35%, poi Savona, con un 11,99% e Genova, col 7,22%. In generale, la domanda inerente tutte le province si attesta in crescita. Questo è un fenomeno che riguarda più o meno tutto il territorio, incluso il centro, nonostante i recenti accadimenti legati al terremoto e che però non sono un deterrente per l’acquisto di immobili in Italia, dove, paradossalmente, è la burocrazia il deterrente maggiore.

    Chi sono i compratori stranieri?

    Per quanto riguarda la Liguria, i compratori sono per lo più tedeschi che cercano un comodo sbocco sul mare, si tratta del 22,66%, ma apprezzano molto il territorio e vi acquistano una casa anche gli americani, per l’11,8%, seguiti da inglesi, 10,57% francesi, 8,84% e svedesi, 8,13%. A essere acquistate sono per lo più delle abitazioni indipendenti, case soprattutto da restaurare e che convengono da un punto di vista economico. Il 28% delle richieste però riguarda appartamenti, pratici e meno impegnativi di una casa singola.

    La spesa media per gli acquisti è di circa 250.000 euro per il 65% degli acquisti effettuati, mentre per il 14% o poco più, si tratta di una spesa che va oltre i 500.000 euro, stiamo quindi parlando di immobili di un certo prestigio o comunque con terreno o giardino annessi.

  • Elettrificazione delle banchine, Genova diminuisce le emissioni inquinanti

    Elettrificazione delle banchine, Genova diminuisce le emissioni inquinanti

    porto-riparazioni-navaliNon solo adsl, ma anche progetti di riqualificazione dell’area portuale. Questa può essere la formula giusta per mandare avanti l’economia di Genova, sia per quanto riguarda un traffico commerciale, sia per quanto riguarda quello più prettamente turistico. Da una parte, il governo che ormai da qualche tempo si è messo come obiettivo quello di implementare la rete, quindi con fornitura non solo adsl ma anche connessione wi-fi praticamente su tutto il territorio; dall’altra, la Regione con dei progetti green.

    Bisogna fare di più e si deve farlo nella direzione di un sempre minor impatto ambientale. Questo in buona sostanza è quello che ci si pone come obiettivo nella Regione Liguria. Il porto di Genova, infatti, è uno dei più trafficati di tutto il territorio nazionale. Un aspetto senza dubbio positivo che, tuttavia, purtroppo incide pesantemente su un inquinamento che in città non ha certo bisogno di essere incrementato. Dirette responsabili delle emissioni di biossido di azoto sono le navi che sostano nelle banchine, sebbene solo per il 7,5%; il resto dell’inquinamento sarebbe imputabile al traffico veicolare.

    Con l’elettrificazione delle banchine si potranno diminuire ulteriormente tali emissioni e marciare verso una concezione sempre più green dell’area portuale e di tutta la città. Per l’elettrificazione delle banchine nell’area delle riparazioni navali verranno stanziati ben 9,7 milioni di euro. Di questi, una parte verranno erogati dal ministero dell’Ambiente e una parte dalla Regione Liguria attraverso i fondi Por Fesr.

    Sono attualmente in corso, in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, tutte le valutazioni e gli studi atti a verificare se il tasso d’inquinamento rilevato sia effettivamente tale o se vi siano percentuali maggiori rispetto a quelle oggi conosciute e attribuite al traffico portuale. Insomma, la direzione intrapresa sembra essere abbastanza chiara, bisogna solo da aspettare i risultati di queste analisi e, di conseguenza, le eventuali ulteriori misure che verranno attuate, sempre che non risulti sufficiente la sola elettrificazione delle banchine. Per quanto riguarda le emissioni imputate al traffico veicolare, invece, c’è ancora molto da fare per rendere Genova non solo a misura del commercio ma anche a misura del turista.

  • Novità per i commercianti in aree pubbliche, arriva la carta di esercizio

    Novità per i commercianti in aree pubbliche, arriva la carta di esercizio

    commercioArrivano ancora modifiche per quanto riguarda gli ambulanti e speriamo che almeno questa volta non si getti l’intero comparto nel caos. Nello specifico, i cambiamenti riguardano i commercianti che esercitano attività come ambulanti. Da quasi un anno, infatti, la dichiarazione unica di regolarità contributiva, il Durc, è stata sostituita con la carta di esercizio. Come deciso dalla Regione Liguria, ci sarà quindi tempo fino al 31 dicembre del 2016 per mettersi in regola e poter così partecipare ai bandi pubblicati dal Comune di Genova.

    Secondo quanto spiegato dagli addetti ai lavori, sono state introdotte diverse semplificazioni e agevolazioni in modo da consentire una maggiore continuità a migliaia di imprese che spesso vengono ereditate dai figli dei titolari e che con la direttiva Bolkestein potevano essere messe a serio rischio. Inoltre, con tali modifiche si dovrebbe impedire l’esercizio abusivo della professione. Proprio questo malcostume, infatti, genera gravi perdite a chi, invece, ha sempre operato nella totale legalità. Chi, infatti, non paga le tasse, va a gravare ulteriormente sulle tasche di quei commercianti che lavorano in modo regolare e che pagano allo Stato quanto dovuto.

    Non ci si stupisca se poi, un po’ per mantenere in piedi la propria attività e non essere costretti a chiudere, un po’ per continuare a far sopravvivere le proprie famiglie, molti di questi commercianti, nonché diversi imprenditori, abbiano optato per prodotti finanziari come genius card societàoffshore, mandando all’estero buona parte dei propri guadagni in modo da poterli salvaguardare dalla pesante tassazione italiana.
    Un modus operandi estremo, a cui vengono obbligati da un sistema fiscale obsoleto, dove ancora troppo poco si fa per mettere alle strette i furbetti che evadono e dove a rimetterci sono sempre e solo le persone oneste. Sono proprio questi che, alla fine dei conti, si ritrovano a dover contare i centesimi per non gettare all’aria una vita di sacrifici e investimenti.

    Grazie anche alla carta di esercizio, che dovrebbe quindi garantire una burocrazia più snella e maggiori controlli, la situazione per i commercianti ambulanti potrebbe migliorare, ma per dirlo con assoluta certezza è ancora troppo presto. Si dovrà aspettare l’effettiva entrata in vigore per vedere risultati concreti, sempre che non vengano cambiate ancora una volta le carte in tavola.

  • Imu, 14 mila pagamenti non corretti gettano le famiglie genovesi nella crisi

    Imu, 14 mila pagamenti non corretti gettano le famiglie genovesi nella crisi

    genova-in-verticale-tetti-castellettoQuante tasse devono pagare i cittadini italiani? Davvero tante, forse troppe. E, oggigiorno, far fronte a tutti questi pagamenti diventa sempre più difficile. Sono tanti quelli che hanno perso il lavoro a causa della crisi, che non riescono quasi a mettere in tavola il necessario e che ora si troveranno in condizioni ancora più disagiate.

    Il problema riguarda, in questo caso, diversi cittadini genovesi che sono stati letteralmente travolti da una serie di lettere di contestazione per quanto riguarda il pagamento dell’Imu sulla prima casa introdotta nel 2012 dal governo Monti. A distanza di 5 anni, iniziano a ravvisarsi le prime irregolarità di molti contribuenti. Il problema si delinea quando viene concessa la rateizzazione dell’importo relativo a tale tassa. Molti cittadini, infatti, hanno saltato il pagamento anche di una sola rata e così ci si ritrova con un buco che va assolutamente colmato. Tursi non può fare altro che presentare il conto ai cittadini in debito.

    Sarebbero 14 mila i pagamenti irregolari, ma non solo a carico dei cittadini. Inclusi sarebbero anche crediti del Fisco. Insomma, un vero caos che per di più arriva dopo 5 anni a sbilanciare precari equilibri familiari. Come faranno a far fronte a tali pagamenti quelle famiglie che nel corso di 5 anni hanno visto peggiorare la loro condizione economica? Non sono pochi coloro che hanno dovuto fare ricorso a finanziamenti, molti di questi non hanno busta paga o si trovano in difficoltà, come chi ha fatto una ricerca sul web per trovare prestiti a protestati Zonaprestiti.com o su altri portali tematici.

    Una situazione grave, soprattutto in virtù del fatto che l’economia delle famiglie non è andata a migliorare in questi 5 anni ma per lo più ha segnato un cammino in discesa. Ma come se questo non bastasse, a complicare ulteriormente il tutto, anche il fatto che non vengono più inviati a casa i bollettini per il pagamento, cosa che invece avveniva quando questa tassa era ancora conosciuta come Ici. Purtroppo, non tutti sono in grado di effettuare pagamenti online, soprattutto le persone di una certa età che non sempre sono attente alla scadenza delle rate. Da qui a trovarsi in una posizione irregolare, il passo è davvero breve.

  • Vigili del fuoco, pesante la situazione anche in Liguria

    Vigili del fuoco, pesante la situazione anche in Liguria

    vigili_del_fuoco_198Che oggi non sia esattamente facile trovare lavoro è un dato di fatto. Che non sia facile riuscire ad andare in pensione anche. Ma quando si tratta di corpi speciali, come quelli dei vigili del fuoco, le carenze d’organico si fanno sentire in modo davvero pesante. Fare il vigile del fuoco richiede una certa agilità, un fisico allenato, mente fredda, nervi saldi. Insomma, le prestazioni richieste sono diverse e quando gli anni iniziano a passare essere operativi sul campo può risultare problematico. Eppure per quanto riguarda questo comparto, l’età media è di circa 55 anni su tutto il territorio nazionale, anche se una delle situazioni più critiche viene registrata in Liguria.

    Qual è il problema? Fondamentalmente che per ogni 10 pensionati, secondo le decisioni del Governo, possono esserne assunti solo 2. Si capisce quindi come vengano a mancare ben 8 unità. Come si può pensare di mantenere in piedi una caserma con un organico così ridotto all’osso? Non solo, con le nuove normative per il pensionamento anche i vigili del fuoco, come in diversi altri settori, sono costretti a posticipare le richieste, ecco che l’età media si allunga, e in questo campo non è sempre un vantaggio. Certo ci sono le mansioni d’ufficio, ma quello dei vigili del fuoco è un lavoro che richiede presenza sul campo più che compilazione di scartoffie.

    Come se ne esce da questo momento di stallo? Difficile spiegarlo. In un momento economico così complesso come quello che stiamo vivendo, anche il solo avere un posto di lavoro è una vera fortuna. Non va dimenticato che ci sono famiglie intere che non riescono a far quadrare i conti a fine mese e che sempre più spesso sono costrette a valutare su Esperto Prestiti o altri portali soluzioni d’emergenza. Ecco perché anche tra i vigili del fuoco non c’è al momento un vero e proprio ricambio. Andare in pensione col minimo significherebbe compromettere la condizione economica familiare, quindi si stringono i denti e si va avanti.

    Ma è lo stesso governatore della Liguria, Giovanni Toti, a riconoscere come l’organico nazionale e regionale sia stanco e demotivato e sia quindi necessario trovare delle risorse più opportune.

  • Genova, non decolla il mattone

    Genova, non decolla il mattone

    marassi-madonna-monte-case-speculazione-edilizaRipresa, segnali positivi dell’economia, ma dove? Se portiamo tutte le belle parole nella dimensione del reale fino a che punto possiamo parlare di crisi verso la fine? Sicuramente non per quanto riguarda il mercato del mattone che ancora non riesce a decollare.

    A confermare questa tendenza il presidente dell’Ance, Associazione Costruttori, che nonostante qualche minima ripresa vede chiaramente la necessità di ulteriori interventi da parte del Governo. Per smuovere la situazione, infatti, necessiterebbero nuove e opportune manovre, diversamente anche il prossimo anno sarà caratterizzato da un ristagno nel comparto edile. Non si tratta quindi di una condizione positiva, al contrario, sarebbe un vero collasso visti gli 800 mila posti di lavoro persi dall’inizio della crisi nel settore dell’edilizia. Se poi si da uno sguardo agli investimenti, ci si rende conto come siano diminuiti del 35%. Numeri che fanno paura e che danno un perfetto spaccato della situazione, altro che segnali positivi.

    Vediamo quindi la situazione attuale. Anche nel caso di una città come Genova, come del resto accade in quasi tutta la penisola, l’acquisto conviene, la vendita meno. A tale proposito per chi fosse intenzionato a investire e acquistare una casa, si consiglia un portale come Spaziomutui.com dove poter mettere le varie soluzioni di mutuo a confronto e calcolare le eventuali rate oltre ad altre importanti informazioni.

    Ad agosto un appartamento a Genova costava mediamente 1.980 euro al metro quadro rispetto ai 2.293 euro al metro quadro richiesti sempre per agosto ma dell’anno precedente, quindi nel 2014. Si registra un calo dei prezzi del 13,44% in soli 12 mesi, mentre a settembre del 2013 si potevano spendere di media 2.370 euro al mq. Come si nota dunque il mercato avvantaggia gli acquirenti, non certo i venditori che, solitamente, si trovano a vendere spinti dalla pesante tassazione delle seconde case. Altresì agevola l’acquisto lo snellimento delle procedure di concessione dei mutui che dopo il pesante giro di vite che era stato dato qualche anno fa si sono finalmente sbloccati.

    Ma tutto questo non basta per dare un po’ di respiro a questo settore, bisogna ripartire proprio da provvedimenti atti a diminuire le imposte in modo da rendere le compravendite vantaggiose per ambo le parti.

  • Risvolti positivi della crisi economica

    Risvolti positivi della crisi economica

    Corso Italia macchineLa crisi economica può avere anche dei risvolti positivi? Assolutamente si, sebbene il solo pensarlo possa risultare quanto meno un paradosso. Eppure tra le tante colpe che si possono imputare a questo stallo economico globale, c’è una nota positiva e che riguarda il nostro paese. Grazie alla crisi (ma non sarebbe comunque sbagliato dire per colpa) il traffico in diverse città italiane è calato. Ora, la notizia sarebbe del tutto positiva se questo calo fosse dovuto a una vera presa di coscienza dei cittadini, purtroppo però non è così.

    I costi dei carburanti sono diventati una spesa di cui gli italiani, in diversi casi, possono fare a meno. Infatti, la diminuzione della congestione del traffico nelle più grandi città italiane è dovuta proprio a questo, alla mancanza di denaro per potersi permettere tutti i giorni un pieno. Sono quindi stati rivalutati i mezzi pubblici, sebbene per alcuni si tratti di un ripiego non esattamente felice, basti pensare alla sola Capitale dove per uno spostamento con i mezzi da un capo all’altro della città possono volerci oltre due ore. Perdere ore preziose nel traffico o sui mezzi quindi alla fine non cambia la solfa per i cittadini, ma la cambia decisamente per l’ambiente.

    Meno auto, meno impatto sull’ambiente che finalmente può avere un periodo di tregua. Per capire cosa significhi basta dare uno sguardo ai dati raccolti da Inrix Traffic Sorecard e che sono inerenti all’anno 2014. Questi rilevano che il traffico dallo scorso anno è diminuito dell’85%, una cifra davvero significativa. La città di Genova è oggi al settimo posto per le ore passate in coda che sono state di media 18 nel 2014, contro le 24 del 2013. Le altre città più trafficate del Paese sono Milano al primo posto, seguita a ruota da Roma che però registra un calo rispetto all’anno precedente (-4). Al terzo posto il Capoluogo della Sardegna, Cagliari, con ben 7 ore di coda in più rispetto al 2013.

    Insomma, meno ore in auto significano soprattutto meno inquinamento e più risparmio per gli italiani, risparmi che possono essere investiti o messi al sicuro su conto forte per esempio, magari proprio per essere utilizzati per un viaggio o per una bicicletta elettrica.