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  • Cibio, edizione primaverile della fiera del gusto e del benessere

    Cibio, edizione primaverile della fiera del gusto e del benessere

    Prodotti tipici italianiDopo il successo dell’edizione di febbraio torna al Porto Antico di Genova Cibio, la fiera del gusto e del benessere dedicata agli alimenti di qualità con riguardo ai prodotti tipici delle regioni italiane ed un settore riservato alle produzioni biologiche.

    Da sabato 28 aprile a martedì 1 maggio i Magazzini del Cotone ospitano numerosi produttori con i loro stands espositivi di pane, pasta, miele, olio, vino, formaggi, verdure e frutta, ma anche tisane, olii essenziali e prodotti per la cosmesi.

    Ampio spazio è dedicato anche al turismo enogastronomico ed ambientale: dalle strade del vino, agli itinerari turistici, eventi, agrituri smi, tutto rivolto ad una valorizzazione del territorio;

    Il tutto senza dimenticare  la cultura dell’alimentazione, con dimostrazioni, esibizioni, incontri, dedicati a particolari prodotti con degustazioni e presentazioni al pubblico ed alla stampa da parte dei singoli produttori e degli esperti.

    Orario al pubblico ore 11 – 22, ingresso gratuito

    Ecco nel dettaglio il programma delle degustazioni. Alcune sono gratuite, altre prevedono il pagamento di 8 euro.

    SABATO 28 APRILE

    Ore 12 Chef dal vivo (a pagamento) – Chef : Daniele Gambaro del ristorante Il Genovino Via alla Stazione per Casella 3. Piatto : Polpo all’Aceto Balsamico su insalatina di Riso Rosso con Pinoli tostati, uvetta e olive taggiasche ( ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00 Vino in abbinamento : Rossese di Dolceacqua

    Ore 15 (gratuita) Il Barbera nella sua terra con Salumi / Carni / Formaggio

    Ore 17 (gratuita) La Bonarda dell’Oltrepo Pavese con i salumi Piemontesi

    Ore 18 Chef dal vivo (a pagamento) –  Chef : Marco De Fillipis della Trattoria Lombarda Via Finocchiaro Aprile 26 r.  Piatto : Gnocchetti di Ricotta con salsa di noci al mortaio (ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00. Vino in abbinamento Rosso Colli di Luni

    Ore 20 (gratuita) La Sicilia coi suoi vini e formaggi

    DOMENICA 29 APRILE

    Ore 11 (gratuita) Olio Extravergine: Degustazione di tre Extravergine col produttore. Relatore Vice Presidente ONAOO Prof. Marino Giordani

    Degustazione e assaggio con pane casareccio. Abbinamento con due Riesling

    Ore 12 Chef dal vivo (a pagamento) – Chef Andrea Della Gatta della Trattoria Da Andrea Via Trieste 9.  Piatto : Sfilettatura di Orata con Filetto di Orata in Guazzetto (ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00. Vino in abbinamento : Bianchetta del Genovesato

    Ore 15 (gratuita) Aceto Balsamico Tradizionale di Modena con il Parmigiano Reggiano “Acetaia La Tradizione” soc. Coop. Relatore Prof. Marino Giordani. Vini: Az Ag. La Mercarecia Colpodifulmine ( Syrah ) e Cuordileone (Sang. Syrah

    Ore 17 (gratuita) Il Metodo Classico Tre Metodi Classici Millesimato a confronto

    Ore 18 Chef dal vivo (a pagamento) – Chef : Salvatore Perrone del ristorante Benita Via Aurelia di Ponente 84 Cogoleto. Piatto : Crema di Fagioli “ Poverelli del Pollino “ con Cozze Aglio e Prezzemolo (ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00. Vino in abbinamento : Pinot Nero Metodo Classico

    Ore 20 (gratuita) Piemonte con i Formaggi di: Perrone Capra – Gorgonzola DOP Piemonte. Relatori Riccardo Collu Delegato ONAF Genova, Prof. Marino Giordani. Abbinamento con tre Barbera D.O.C.

    LUNEDI 30 APRILE

    Ore 11 (gratuita) Metodo Classico e Salumi piemontesi. Relatore Moreno Babbini

    Ore 12 Chef dal vivo (a pagamento) – Chef : Salvatore Perrone del ristorante Benita Via Aurelia di Ponente 84 Cogoleto. Piatto : Ravioli al cacao con ripieno di pesce in vellutata di Gamberi di Santa e polvere di Capperi (ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00. Vino in abbinamento : Spumante Metodo Classico Cruasè

    Ore 15 (gratuita) Formaggi Ragusani e Sardegna Isolabiologica. Relatori Riccardo Collu / Marino Giordani. Vini in abbinamento Passito

    Ore 17 (gratuita) La Bonarda dell’Oltrepo Pavese

    Ore 18 Chef dal vivo (a pagamento) – Chef : Marco De Fillipis della Trattoria Lombarda Via Finocchiaro Aprile 26 r . Piatto : Totani Caramellati su cime di ortica (ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00. Vino in abbinamento : Riesling renano

    Ore 20 (gratuita) Il Vino e il legno – Caratteristiche di tre vini affinati in legno 1 vino bianco e due rossi. Relatore Prof. Marino Giordani / Moreno Babbini

    MARTEDI 1 MAGGIO

    Ore 11 (gratuita) I vini Bianchi del Nord Italia

    Ore 12 Chef dal vivo (a pagamento) – Chef Daniele Gambaro del ristorante Il Genovino Via alla Stazione per Casella 3. Piatto : Gnocchi di Castagna con Pesto e Prescinseua (ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00. Vino in abbinamento : Pigato Riv. Lig. di Ponente

    Ore 13 (gratuita) Tre Spumanti Tre Territori con il Crudo di Parma

    Ore 17 (gratuita) Cioccolato e abbinamento vini

    Ore 18 Chef dal vivo (a pagamento) – Chef Andrea Della Gatta Trattoria Andrea. Piatto : Tomaxelle artigianali di pesce (ritirare coupon prenotazione Reception CIBIO) Euro 8,00

    Ore 20 (gratuita) Ostriche e Millesimato Metodo Classico – Ostricheria “In Darsena” del Gagge e Az. Rebollini

  • Alla ricerca del gusto: fiera di prodotti tipici al Porto Antico

    Alla ricerca del gusto: fiera di prodotti tipici al Porto Antico

    Olio olivaAlla ricerca del Gusto – Cultura e ricchezza dell’orto è una mostra mercato di prodotti agricoli locali proposta dalle aziende agricole e agriturismi del territorio ligure, a cura dell’Assessorato Agricoltura della Provincia di Genova.

    La fiera si terrà al Porto Antico (Piazza delle Feste) dalle 10 alle 18.30, con ingresso libero.

    Questo il programma della giornata:

    Mercatino aziende agricole
    Incontro con alcune aziende agricole del territorio della provincia di Genova che da anni partecipano al progetto. Vendita prodotti locali.

    Laboratori didattici per le scuole
    Durante la mattinata alcuni partner del progetto propongono alle scuole partecipanti una serie di laboratori su vari temi trattati da Alla ricerca del Gusto:
    • Tutti i segreti delle api e del miele (a cura di Slow Food)
    • Fiori, semi e api: laboratorio pratico e immagini sulla storia dei semi, il riconoscimento di alcuni fiori e l‘importanza
    delle api (a cura di Associazione Terra! Onlus)
    • Il memorillo dei cereali biodiversi (a cura di La Bottega Solidale)
    • Dal piatto al campo (a cura di Coop Liguria – Centro di orientamento ai consumi)

    Il baratto dei semi e delle piante
    A cura delle classi del progetto una replica dei metodi e delle forme della manifestazione “Mandillo dei semi”. Ogni classe porta e scambia con le altre semi, piantine e altro in un momento d’incontro e di confronto.

    Mostra fotografica “Gli orti della Liguria ”
    Una mostra fotografica realizzata con i lavori delle classi del progetto sul tema dell’orto proposto durante l’anno scolastico.

    Laboratori e incontri per tutti
    Mangiamoli giusti una sorta di memory sulle specie di pesci “sostenibili” a cura di Slow Food. Incontro con una dietista per dare informazioni su corretta alimentazione e sani stili di vita a cura di Coop Liguria – Centro orientamento ai consumi.

    L’orto sinergico realizzazione e consigli a cura di Associazione Terra! Onlus

    Happy Food
    All’interno della manifestazione trova ampio spazio l’evento Happy Food, il concorso promosso dall‘UPI che ha come obiettivo la promozione di una cultura dell’alimentazione sana e consapevole tra le nuove generazioni. La dieta mediterranea è protagonista di un happening sostenibile – culinario con protagonisti gli studenti delle scuole superiori genovesi: ricette della tradizione genovese a cura dell’Istituto Nino Bergese e un menù innovativo di ricette tipiche rivisitate in chiave di “street food” da parte dell’Istituto
    Marco Polo. In campo anche l’Istituto Agrario B. Marsano con il corso di compostaggio domestico.

  • Sagra delle focaccette a Recco in località Megli

    focaccette-formaggio-reccoTorna anche quest’anno la sagra delle focaccette col formaggio organizzata a Megli, località collinare nel comune di Recco. La manifestazione, giunta ormai alla 40esima edizione, si svolge ogni anno in concomitanza con la Festività della Santa Spina, nel giorno di Pasquetta e il weekend successivo.

    Durante le due giornate della sagra, vengono preparate e confezionate sul posto da complessivamente circa 3.000/3.500 focaccette, gustose frittelle salate, con una sfoglia croccante e sottile, ripiene di formaggio- stracchino, fritte nell’olio bollente all’intero di un padellone di circa 2 metri.

    Inoltre viene allestita la mostra  di Rossella Mantero cittadina e artista recchese che crea opere caratterizzate da incastri di piastrelle e i colorati puzzles che racchiudono tonalità, ombre e luci in forme geometriche che ne scandiscono un movimentato ritmo compositivo.

    Contemporaneamente è visitabile la mostra fotografica realizzata in occasione della ricorrenza del 40° della Sagra: un curioso, inedito  e divertente viaggio nei 40 anni di storia delle “focaccette” di Megli – volti, personaggi, lavoro, festa religiosa … fatti e vita “catturati” dall’obiettivo fotografico nello stupendo scenario della collina di Megli e raccontati in un percorso che raccoglie oltre un centinaio di foto.

    La festa si svolge lunedì 9 e nel weekend del 14 e 15 aprile.

    Il 9 ed il 15 aprile è disponibile il servizio navetta gratuito Recco-Megli con partenza da Piazza del Comune (Piazza Nicoloso) – zona taxi – dalle ore 14.30 alle 18

  • Focaccia di Recco: arriva la certificazione di Indicazione Geografica Protetta

    Focaccia di Recco: arriva la certificazione di Indicazione Geografica Protetta

    Un riconoscimento lungamente atteso per una bandiera della gastronomia ligure, una tutela europea per un prodotto – la tipica “Focaccia di Recco con il formaggio” – che nel corso degli anni ha scavalcato i confini territoriali per esser conosciuto in tutto il mondo.

    Il Ministero delle Politiche Agricole ha approvato il “disciplinare” della “Focaccia di Recco con il formaggio”, il documento che ne regola ingredienti e metodologia di produzione. Entro due settimane “il disciplinare” – che consentirà alla specialità recchese di fregiarsi dell’Indicazione Geografica protetta – approderà a Bruxells per la definitiva certificazione dell’Unione Europea.

    Il titolo di Indicazione Geografica Protetta (IGP) viene riconosciuto a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica, dipende dall’origine geografica e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.
    Una volta ottenuta l’IGP scatterà il divieto assoluto per ristoranti, trattorie, supermercati, negozi, bancarelle, al di fuori della zona di produzione (Recco, Avegno, Camogli e Sori), di scrivere nei menù ed offrire focacce con formaggio “tipo Recco”. Pena l’intervento dell’antifrode.

    La certificazione IGP per la focaccia di Recco è un riconoscimento anche dei nostri sforzi a sostegno dell’iniziativa”, ha dichiarato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando.
    Ma il merito di un risultato che valorizza la tipicità di un territorio, va dato soprattutto al “Consorzio Focaccia di Recco col formaggio”, 19 aziende con 24 punti vendita attivi nella zona di produzione, costituito nel 2005 proprio con l’obiettivo di conseguire la tutela europea.
    Una richiesta di protezione avanzata a causa della continua ed incontrollata diffusione della Focaccia di Reccoche troppo spesso ha disatteso i parametri di qualità strettamente legati alla tradizione del territorio ed all’esperienza dei focacciai che qui la producono”, si legge nel sito internet del Consorzio.

    Siamo molto soddisfatti perché il riconoscimento IGP è un obiettivo strategico per la politica di valorizzazione territoriale e produttiva della Liguria – aggiunge l’Assessorato all’agricoltura della Regione Liguria – in quanto la filiera economica di riferimento, oltre ad interessare tutti i panificatori-ristoratori dei territori interessati produttori di focaccia, coinvolge e sostiene anche i trasformatori ed i produttori di latte ligure”.

    E così dopo il riconoscimento IGP per le “Acciughe sotto sale del Mar Ligure”, un sostegno fondamentale per la filiera ittica regionale, un’altra certificazione europea garantirà la qualità di una specialità gastronomica ligure.
    Ma sono numerosi i prodotti che ancora attendono di essere tutelati dall’Unione Europea. Alcuni da lungo tempo, come i “Fiori di Sanremo”, con una disciplinare definita addirittura nel giugno 2002 e da allora in attesa di pubblica audizione. E poi il “Pesto genovese”, il “Carciofo spinoso d’Albenga”, ”l’Asparago violetto”, ”l’Amaretto di Sassello”, solo per citarne alcuni.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Maltus Faber, storia e curiosità della birra genovese

    Maltus Faber, storia e curiosità della birra genovese

    Maltus FaberMaltus Faber è un microbirrificio artigianale con sede a Genova Fegino, nato dalla volontà di due ragazzi di promuovere la cultura della birra e di produrre una birra tutta genovese.


    “Abbiamo cominciato l’avventura a livello di semplice hobby circa dieci anni fa – racconta Massimo Versaci, uno dei due titolari di Maltus Faber, colleghi di lavoro nella vicina Centrale del latte  – Io nasco come collezionista di lattine di birra e girando l’Europa per raduni, comincio a scoprire le birre più disparate”.

    Nel 2004 i due amici promuovono la nascita dell’associazione culturale “La compagnia della birra” con l’intento di riscoprire la cultura della birra, anche in Italia. “Con la compagnia promuoviamo l’organizzazione di viaggi in Belgio, Baviera e Vallonia, per accostare il prodotto al suo territorio, corsi per imparare ad auto prodursi la birra in casa, degustazioni, fra cui le prime nel nostro paese di birre trappiste prodotte dai monaci cistercensi in Belgio, assaporate nell’abbazia quattrocentesca del Boschetto accompagnate da prodotti tipici liguri  – dice Versaci –  L’associazione assume una rilevanza nazionale, è uno stimolo per creare altre realtà e oggi siamo arrivati ad avere una newsletter di oltre 4000 persone”.

    Nel frattempo, il suo futuro socio, Fausto Marenco, inizia una piccola produzione di birra in casa, ma la cucina in breve tempo gli sta stretta ed è in basso Piemonte che trova gli spazi adatti e crea un piccolo impianto artigianale. “Dopo la partecipazione a un concorso nazionale, con 40 giudici provenienti da tutto il mondo, in cui la nostra risultò la seconda birra italiana di categoria, decidemmo di fare il grande passo e realizzare un micro birrificio”, continua Versaci.

    Il primo problema che si trovano ad affrontare è quello relativo all’impianto per la produzione. “Le aziende che commercializzano questo tipo di impianti lavorano dal macro al micro – spiega Versaci – Da impianti standard, attraverso successivi adattamenti, producono impianti di dimensioni ridotte”. Ma le esigenze cambiano a seconda della qualità del prodotto che si intende realizzare. I due soci decidono così di progettare un impianto unico ed esclusivo, in sinergia con un’azienda artigiana specializzata nella lavorazione di acciaio inox alimentare.

    Il 5 giugno 2008 nasce ufficialmente Maltus Faber. E già dall’inizio ottiene buoni risultati. La guida Slowfood 2009 li cita fra le 22 migliori birre d’Italia; nella guida 2011 due delle birre prodotte da Maltus Faber risultano fra le 55 migliori d’Italia, le uniche della Liguria. Parliamo di una birra artigianale quindi non pastorizzata né filtrata, ad alta fermentazione, una birra viva e sana, ottenuta con un processo produttivo naturale che, partendo dalle materie prime (malti, luppoli e lievito) elaborate in una ricetta, permette di ottenere un prodotto di alta qualità.

    Maltus Faber e’ un micro birrificio, non un pub e quindi non ha un suo locale di mescita.  Attualmente sono quasi 400 i micro birrifici in Italia. C’è però un’importante distinzione da fare all’interno della categoria.  “I veri micro birrifici sono quelli che si occupano esclusivamente di produzione e vendita, poi ci sono i brew pub, locali dotati di mescita e dove i clienti consumano, ed è tale la quantità smerciata, che logicamente cambia anche la metodologia di produzione – chiarisce Versaci – È un business diverso rispetto a chi come noi immobilizza il capitale. La nostra birra infatti esce in commercio dopo 3 mesi dalla produzione. Secondo me sono un 25% le aziende mosse principalmente dalla passione e che mettono al centro del loro progetto la qualità della birra. Mentre Il restante 75% si avvicina a questo mondo più per ragioni legate alla presunta facilità del business”. Negli anni ’90 le multinazionali hanno acquisito tutti i marchi per uniformare la produzione in grandi siti produttivi. Ma negli stessi anni nascono i primi pionieristici birrifici e si avvia quello che diverrà un vero e proprio rinascimento della birra.

    “Negli anni 2000 l’Italia è al 5° posto in Europa come qualità della birra – continua Versaci – Il made in Italy ha creato un business mondiale. Bisogna tenere conto però che i 400 microbirrifici rappresentano oggi solo l’1% dei consumi. C’è un’autostrada di fronte da percorrere per contrastare il monopolio della birra industriale”.

    Maltus Faber nel 2010 ha registrato un aumento del 34,9% di fatturato rispetto all’anno precedente. “Produciamo circa 50.000 bottiglie all’anno ma c’è una previsione di incremento del 20% – afferma Versaci – Nel gennaio 2011 rispetto all’anno precedente abbiamo registrato un +26%. Il trend positivo indubbiamente c’è. Il problema è che l’autostrada va gestita. Puntando sulla qualità”.

    “La nostra filosofia è ridare dignità alla birra come accompagnamento nei pasti – conclude Versaci – Crediamo molto nella trasversalità della birra come bevanda socializzante.  Ed è importante anche l’aspetto della presentazione della birra. Attraverso la degustazione e l’abbinamento con i prodotti tipici del territorio. Iniziative che proponiamo in ogni ambito dal centro sociale, al club esclusivo, senza distinzioni”. 


    Matteo Quadrone