Tag: vicoli

  • Zagreb: a Booksin presentazione del libro di Arturo Robertazzi

    Zagreb: a Booksin presentazione del libro di Arturo Robertazzi

    zagrebMartedì 24 aprile 2012 alle 18 la libreria Booksin (vico del Fieno) ospita la presentazione di Zagreb, romanzo di Arturo Robertazzi pubblicato nel maggio 2011 dalla casa editrice Aisara.

    Insieme all’autore ne parlano Francesco Cascione e Chiara Daino.

    Questo il sunto del libro: “Mentre fuori divampa la guerra, in una fabbrica abbandonata e trasformata in un lager, un luogo in cui ogni cosa sembra aver perso il suo significato, uomini logorati dall’odio di uno scontro fratricida hanno perso la loro umanità e trascinano la propria esistenza verso un vortice di morte e distruzione. Un incontro inatteso, l’eco di un legame mai dimenticato sembra deviare il corso inesorabile del destino. Fra la devastazione e le macerie, la memoria di un tempo passato in cui la convivenza era possibile illumina il presente e svela l’orrore della guerra, l’orrore di ogni guerra“.

    Durante l’incontro si parlerà anche del progetto eZagreb, nuova versione digitale del romanzo in cui alla narrazione sarà accostato un viaggio nella tragedia delle Guerre Jugoslave attraverso mappe, immagini, note al testo, documenti video, articoli di giornale dell’epoca e atti ufficiali del Tribunale Internazionale per la ex-Jugoslavia.

  • Lettura collettiva: porta anche tu un libro a Falso Demetrio

    Lettura collettiva: porta anche tu un libro a Falso Demetrio

    Giovedì 5 aprile 2012 dalle 18 alle 20 circa parte una nuova iniziativa a cura della libreria Falso Demetrio, aperta pochi mesi fa in pieno centro storico, a metà di via San Bernardo.

    Il progetto si chiama Lettura collettiva e invita chiunque lo desideri a “portare uno o più libri da leggere e condividere con gli altri”.

    Un’idea molto interessante per chiunque ami la lettura e voglia approcciarsi a un modo nuovo di stringere contatti e scoprire nuovi titoli da aggiungere alla propria libreria.

    Marta Traverso

  • MASS: gli spazi della Maddalena aperti ad artisti e fotografi

    MASS: gli spazi della Maddalena aperti ad artisti e fotografi

    laboratorio genova massRiqualificare gli spazi del quartiere della Maddalena attraverso la creatività di artisti visivi che vogliono contribuire ad arricchire questa zona del centro storico: è questo il fulcro intorno a cui Laboratorio Genova ha dato vita al progetto MASS – Art and Street Spaces, che invita fotografi, illustratori, pittori, grafici e chiunque altro abbia un talento nelle arti visive ad adottare uno spazio del quartiere e occuparlo con la propria opera.

    Una saracinesca, un cassonetto, un pezzo di muro: tutti gli spazi che appartengono al contesto architettonico del quartiere possono essere rimessi a nuovo attraverso l’opera dei creativi genovesi (e non).

    Il progetto non mira solo a questo aspetto: per invogliare gli artisti a partecipare in modo attivo saranno organizzati laboratori di video e fotografia, rivolti a giovani dai 17 ai 32 anni.

    Per partecipare si può contattare Laboratorio Genova e inviare le proprie opere all’indirizzo mail massgenova@gmail.com.

    Marta Traverso
    video di Daniele Orlandi

  • Falso Demetrio: gli eventi alla nuova libreria del centro storico

    Falso Demetrio: gli eventi alla nuova libreria del centro storico

    In tempi di crisi economica, e alla faccia delle statistiche secondo cui in Italia si legge poco, è un vero piacere raccontare che a Genova ha aperto da poco una nuova libreria. Si chiama Falso Demetrio e la trovate in pieno centro storico, via San Bernardo.

    Per conoscere meglio questo luogo è possibile partecipare a un ciclo di incontri che prende il via domani, martedì 6 marzo: il tema è Sfatiamo i falsi miti: workshop sulla mitologia da Platone a Max Pezzali e intende ripercorrere in quattro appuntamenti (ogni martedì alle 18, per tutto il mese di marzo) alcuni temi legati al mito.

    Questo il programma:

    6 marzo: “In illo tempore” – Il Mito: strumento di conoscenza. Platone e il mito della caverna.

    13 marzo: Il mito del mito – IL “DADADIDATTICO”: lettura collettiva e riscrittura partecipata del mito del mito. I partecipanti saranno invitati a leggere le parti salienti del mito che preferiscono. Alla fine si cercherà di dare vita ad un mito unico costruendolo con ritagli di tutti i miti di cui si è parlato.

    20 marzo: Sei un mito – Risvolti pratici e trasformazioni di senso della mitologia nel mondo contemporaneo. Con la partecipazione del dott. Piero Cademartori (editore e direttore commerciale per ZONA)

    27 marzo: Alla ricerca del senso perduto – laboratorio di scrittura creativa. I partecipanti saranno invitati a rivisitare un mito, attualizzandolo, o a scriverne uno ex novo. I lavori conclusivi saranno poi dattiloscritti e affissi in libreria. Questo incontro sarà condotto in collaborazione con Andrea G. Pinketts (scrittore, show man, cowboy metropolitano).

    La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi tramite la libreria.

    Marta Traverso

  • Guardare Maddalena: foto-diario di viaggio con Disorder Drama

    Guardare Maddalena: foto-diario di viaggio con Disorder Drama

    Tra i vincitori del bando indetto dal Comune di Genova I Giovani per i Giovani c’è l’associazione culturale Disorder Drama, attiva dal 2000 (prima come gruppo informale e poi come associazione) per l’organizzazione di concerti di band italiane e straniere sul territorio genovese e per la promozione dell’arte e della cultura tramite eventi, fanzine e spazi sul web.

    Lo scorso autunno l’associazione ha indetto il concorso fotografico Guardare Maddalena – Nuove topografie ad altra fedeltà, aperto ad artisti dello scatto di età compresa tra i 18 e i 29 anni e che mira a osservare con occhi nuovi una delle aree più complesse del centro storico.

    Un concorso che avrà il suo culmine in una pubblicazione ad hoc e in una mostra – inaugurazione prevista a marzo 2012 – e che grazie ai finanziamenti ottenuti dal Municipio Centro Est tramite il bando potrà godere di una forte visibilità.

    Marta Traverso

  • Luoghi d’arte: a Genova nasce una nuova associazione culturale

    Luoghi d’arte: a Genova nasce una nuova associazione culturale

    luoghi arte genovaGiovedì 26 gennaio 2012 alle 17.00 inaugura a Palazzo Ponzone (via Bensa 2) una nuova associazione culturale, il cui obiettivo è valorizzare e far riscoprire il patrimonio culturale di Genova nelle sue molteplici forme, dai musei ai palazzi antichi al paesaggio.

    L’associazione Luoghi d’arte è formata da rappresentanti di musei, gallerie d’arte, associazioni culturali ed enti no-profit, che si sono posti l’obiettivo di valorizzare tutti gli elementi di valore nel patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico di Genova attraverso molte iniziative. Incontri e conferenze, itinerari guidati, attività didattiche, pubblicazioni e molto altro ancora.

    Uno degli scopi di Luoghi d’arte è inoltre diventare trait d’union per tutto ciò che avviene a Genova in ambito culturale – mostre, presentazioni, convegni, spettacoli teatrali e così via – informandone i soci tramite i propri canali.

    Marta Traverso

  • Transgender Sex Workers: calendario a cura di Don Gallo

    Transgender Sex Workers: calendario a cura di Don Gallo

    calendario princesa 2012Avremmo saputo fare tutto… se ci avessero permesso di farlo. Con questo slogan è stato presentato il nuovo calendario delle Princesa, le transgender che da anni vivono presso la Comunità di San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo.

    L’edizione 2012 si intitola Transgender Sex Workers 2012 ed è un modo per sensibilizzare sulle difficoltà che le persone transgender incontrano nella ricerca di lavoro, dovute alla forte discriminazione sulla loro identità: le protagoniste sono ritratte in scene di lavoro quotidiano (segretaria, giornalista, cameriera, ecc) per mostrare la vita che avrebbero potuto avere se la società in cui viviamo fosse diversa.

    Il calendario è stato realizzato dalla Comunità di San Benedetto al Porto, in sinergia con Associazione Princesa e Casa di Quartiere GhettUp.

    Marta Traverso

  • Ricordi e movida, addio alla Panteka locale storico di Genova

    Ricordi e movida, addio alla Panteka locale storico di Genova

    piazza santa brigidaIL PRECEDENTE

    Gennaio 2008: il Capodanno è appena trascorso, ma non c’è stata nessuna festa alla Panteka. Il locale di piazza Santa Brigida – proprio sopra l’inizio di via Balbi – uno dei pezzi da novanta della movida genovese e punto di riferimento della musica dal vivo, ha chiuso i battenti la sera del 29 dicembre.

    I gestori hanno gettato la spugna dopo dodici anni di attività, perché i proprietari del locale hanno imposto un nuovo canone di affitto troppo alto rispetto alle loro possibilità: «Non me la sento di ricominciare da capo da qualche altra parte: per me c’era solo la Panteka», aveva dichiarato all’epoca l’Oste Stefano.

    IL PRESENTE

    La Panteka non ha riaperto. Non solo, i locali di piazza Santa Brigida sono attualmente ospitati dal nulla. Un garage, forse un magazzino. Di sicuro nessuna attività commerciale in grado di far tornare i genovesi in quello spazio così piccolo da non permettere molta libertà di movimento, ma soprattutto così lontano dalle vie di passaggio per studenti, lavoratori e pendolari che ogni giorno bazzicano per via Balbi.

    Le polemiche sulla movida le conosciamo tutti, i locali che gravitano intorno a piazza delle Erbe e vicoli limitrofi sono quotidianamente sulle scena mediatica per le polemiche di chi abita in quelle zone, e al tempo stesso cantanti e musicisti invocano nuovi spazi in cui poter suonare dal vivo.

    Ciò di cui si parla meno è la differenza che può fare anche un solo locale nel ridare vita a una strada abbandonata: cosa sarebbe piazza delle Erbe senza i suoi locali? Senza quel trambusto all’ora dell’aperitivo, senza quelle orde di gente la sera che impediscono di attraversare la piazza senza sgomitare a destra e a sinistra? Un quadro desolante, già.

    Cos’è diventata piazza Santa Brigida senza la Panteka? Una piazzetta come tante nel centro storico, dove non vale più la pena di passare. Un angolo di Genova senza più vita, diventato di serie B rispetto (per esempio) a un’altra Santa Brigida, quella dei Truogoli, che negli ultimi anni ha avuto un rilancio niente male con le facciate delle case ridipinte, nuovi locali, una libreria di viaggi.

    Nel frattempo il resto del centro storico è cambiato, hanno aperto nuovi locali e chi vuole ascoltare buona musica ha ancora pane per i suoi denti. Chissà se c’è ancora qualcuno che si ricorda della Panteka.

    Marta Traverso

  • Books in the Casba: la libreria di via Prè chiede aiuto alla città

    Books in the Casba: la libreria di via Prè chiede aiuto alla città

    books in the casba via preDa quasi cinque anni ci diamo da fare per fare il nostro mestiere di librai e per dare un contributo al miglioramento della strada più dimenticata della città: via Prè“.

    Con queste parole inizia la lettera scritta a un quotidiano genovese da Fabio Marabotto, titolare della libreria Books in the casba, uno degli spazi culturali più vivi del centro storico, che dopo via Prè ha aperto dall’anno scorso una seconda sede in vico del Fieno.

    Una lettera che nasce dalle difficoltà in cui versa la libreria, isolata geograficamente rispetto alle grandi catene della lettura di via XX Settembre o del Porto Antico – in tempi di crisi economica, l’apporto dei “passanti casuali che diventano acquirenti” è fondamentale per qualsiasi attività economica – ma anche e soprattutto vittima di un comportamento sempre più radicato nella nostra città: i genovesi evitano via Prè. Troppi stranieri, troppa delinquenza, troppo di tutto, pare. Neppure la vicinanza con l’Università e strutture come il Museo del Mare hanno contribuito a cambiare la situazione.

    Per questa ragione Marabotto ha lanciato un appello ai concittadini: così non si può continuare, è necessaria “una mano per poter dare ancora un futuro a questo nostro pezzo di città“. In che modo si potrebbe contribuire al rilancio di via Prè? Un’idea potrebbe essere quella di sostenere la nascita di nuove attività economiche, certo. Precisamente come indicato da un bando del Comune di Genova, attivo da diversi mesi ma che non ha ancora ricevuto adesioni.

    Come lamentato da Marabotto, “Immaginate come possa essere su una strada che quotidianamente è sui media della città come esempio negativo di qualunque cosa: droga, risse e crolli di palazzi“.

    Non è forse questa l’immagine che il genovese medio – lo stesso che dopo aver letto questo articolo ha preso a mugugnare per la possibile chiusura della libreria – ha di via Prè?

    Marta Traverso

  • I monumenti italiani tra degrado e incuria, Genova non fa eccezione

    I monumenti italiani tra degrado e incuria, Genova non fa eccezione

    Chiesa del Gesù GenovaL’Italia, è proprio il caso di dirlo, è tutta una rovina. Rovina per la stangata erariale che ha impoverito tutti e che ha fatto registrare un crollo delle vendite che vanno dal -30 (abbigliamento, scarpe) al -5 % (giocattoli) e una media che si asseta sul -28%?No, si tratta dello sfascio a cui nostri monumenti storici vanno incontro considerato che, pezzo dopo pezzo, vengono giù, spinti più che dalla forza di gravità dal degrado e dall’incuria.

    Dopo il tragico crollo della Casa dei Gladiatori, a Pompei, che ha fatto gridare allo scandalo ma che si è cercato di giustificare con le forti piogge, oggi è la volta del Colosseo: poche “briciole” di tufo staccatesi da un arco dell’Anfiteatro Flavio, antistante l’Arco di Costantino, che seguono quelle di Natale,” piovute” dal prospetto esterno.

    Nonostante la smentita della direttrice del Colosseo, Rossella Rea che parla di allarmismo ingiustificato e che ipotizza si tratti di quelle “vecchie” riferibili al 25 dicembre, sta di fatto che sono planate tra noi non smosse da un erculeo Golia ma da banali piccioni, la cui esigua massa ponderale ci da l’idea di quanto precaria sia la situazione.

    Il patrimonio storico di una nazione è un bene che tutti cercano di proteggere, tutti ad eccezione dell’Italia che, con un eccellenza artistica invidiata dal mondo intero, si permette di non curare e valorizzare questo bene incommensurabile.

    E’ indubbio, infatti, che l’arte italiana, oltre ad essere testimonianza della genialità dei nostri avi, rappresenterebbe, se ben sfruttata, un richiamo turistico invidiabile e, quindi, una fonte di sicuro denaro.

    Per sopperire alla miopia di un governo che tiranneggia la cultura con continui tagli, ci siamo dovuti affidare a stranieri come John Julius Norwich o alla fondazione onlus inglese “Venice in Peril” per salvare una città unica che rischia di naufragare miseramente in un mare di incapacità ed indifferenza.

    Non paghi di ciò, aspettiamo ancora di vedere i risultati degli aiuti internazionali devoluti a favore del restauro del patrimonio artistico dell’Aquila, devastata dal terribile terremoto e, soprattutto, siamo ancora in attesa di vedere interventi concreti su monumenti, vedi Pompei o il Colosseo, che sono simboli del “made in Italy” di passata memoria.

    In questo panorama non certo idilliaco, risulta angosciante, inoltre, la perdita quotidiana di opere minori come piccole pievi dimenticate, quadri di famosi pittori nascosti in chiese frequentate solo da pii praticanti, insegne o altri oggetti lasciati alle intemperie del tempo o alla portata di ladri sacrileghi.

    Genova non fa eccezione: nella chiesa del Gesù, ad esempio, due pale di Rubens sono spesso l’unica compagnia” dell’Assunta” di Reni o del “ Riposo durante la fuga in Egitto “ del Piola; opere del Piola o di Fiasella, parimenti, sono presenti nella chiesa dell’Annunziata, chiesa dimenticata dai percorsi turistici, così come ignoto ai più è l’”Apparizione di Maria Vergine” del Grechetto in quel gioiello architettonico che è la chiesa di santa Maria di Castello.

    Non parliamo delle ”Edicole”, Madonnine votive che vegliavano dall’alto su ogni angolo dei “caruggi” e che sono state lasciate in pasto a trafugatori senza scrupoli con il risultato che ne sono sparite più della metà.

    Svanito nel nulla è, anche, un curioso cartello che, pur non essendo esempio di mano sapiente, risultava essere una delle tante piccole testimonianze della storia della nostra città : rotondo, come quelli stradali di divieto, campeggiava da tempo immemorabile all’incrocio di vico Carabraghe (antico Calabraghe), e proibiva il transito ai “minori”, nelle ore scolastiche, per preservare innocenti occhi dal meretricio che lì aveva uno dei punti di maggior “traffico”.

    Piccolo esempio a fronte di opere più imponenti come i forti che sovrastano le alture della città o l’acquedotto romano destinati, però, ad un medesimo destino: un lento triste oblio, soffocati da erbacce e degradati da inevitabili ”tracolli”.

    Adriana Morando

  • Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Fabrizio De Andrè

    IL PRECEDENTE

    30 dicembre 2008. Palazzo Ducale chiude l’anno inaugurando una mostra multimediale dedicata a Fabrizio De Andrè, alla presenza di Dori Ghezzi e tanti amici artisti. La mostra rimane aperta fino a 21 giugno 2009, raccogliendo circa 150.000 visitatori.

    Proprio grazie a questa esposizione, la Fondazione Cultura annuncia di aver raggiunto il pareggio di bilancio già a luglio 2009, un risultato incredibile se paragonato ai numerosi problemi economici in cui spesso incorrono gli enti culturali (genovesi e non): “De Andrè tornerà a Genova, la mostra diventerà permanente nel palazzo del Grillo“, assicura il presidente Luca Borzani pochi giorni dopo la chiusura.

    La mostra dedicata a Faber è stata molto più che una fonte di introiti e di prestigio per la maggiore Fondazione culturale di Genova: ha contribuito infatti a un rilancio notevole al turismo e alla visibilità della nostra città. Il famoso indotto di cui spesso ci si dimentica quando si sostiene che “con la cultura non si mangia”: strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e molte altre realtà genovesi si aprono alla prospettiva di trarre un forte beneficio da un “turismo cantautorale”.

    IL PRESENTE

    Che fine ha fatto la mostra di De Andrè? Il prossimo 10 gennaio si celebrano dodici anni dalla sua morte, ma Genova sembra non aver ancora trovato la via giusta per omaggiare uno dei suoi più grandi cantautori.

    La mostra a lui dedicata non ha ancora fatto ritorno nella nostra città: dopo le tappe di Nuoro, Palermo, Roma e Milano, Genova sembra non aver ancora trovato lo spazio adeguato per ospitare un museo permanente dedicato a Faber.

    Pare quindi caduto nel dimenticatoio l’annuncio ufficiale del Sindaco Marta Vincenzi, che lo scorso 1 febbraio aveva indicato Palazzina Millo al Porto Antico (e non più palazzo del Grillo, come inizialmente si pensava) come sede ufficiale della mostra permanente, con la promessa di completare l’allestimento entro il 2011. L’anno sta per finire, ma nulla ancora è stato fatto.

    In compenso pare che nei primi mesi del 2012 riaprirà il negozio Musica Gianni Tassio, con una nuova gestione (a cura dello scrittore Andrea Pugliese) e un nuovo nome, Via del Campo 29 rosso.

    De Andrè tornerà a vivere almeno nel suo piccolo museo, che con le sue note ha attirato per molti anni i passanti di via del Campo per ammirare la sua chitarra in vetrina e dare uno sguardo alla discografia completa in vinile.

    Perché, oltre allo storico negozio di via del Campo, non si trova uno spazio in città da dedicare in modo permanente a De Andrè e alla mostra che così tante persone da tutta Italia hanno voluto visitare? Perché la Fondazione che porta il suo nome ha sede a Milano, città in cui ha vissuto i suoi ultimi anni, e Genova non si sente pronta a ospitarla? Perché gli sponsor che ogni anno versano 300.000 Euro per portare cantanti foresti alla Notte Bianca non si prodigano per dare a uno dei nomi storici del cantautorato genovese l’omaggio che merita?

    Marta Traverso

  • 2099 D.C. Collettiva di arte e musica indipendente al Buridda

    2099 D.C. Collettiva di arte e musica indipendente al Buridda

    buriddaBuriddaCosa accadrà nel 2099 D.C.? Premesso che il mondo esista ancora (secondo i Maya mancano 364 giorni…) c’è chi ritiene che la tecnologia sarà entrata in modo sempre più pervasivo nelle nostre case e nei nostri corpi.

    Proprio i Giocattoli, Macchine Domestiche ed altre Diavolerie ormai diventati e/o che diventeranno parte integrante del nostro quotidiano sono il tema su cui molti artisti genovesi sono stati chiamati a ispirarsi tramite performance, disegni e installazioni per la collettiva 2099 D.C., che sarà presentata venerdì 23 dicembre (a partire dalle 18) presso il Buridda, uno degli ultimi appuntamenti in calendario prima del trasloco al Mercato del Pesce.

    Questi alcuni tra gli artisti presenti e il programma della serata:

    Alberto Valgimigli
    http://www.myspace.com/mikotoland

    c – e – t – u – s – s – s
    http://www.elvisss.com/

    teacher e
    http://www.evantsaidesign.com/

    égo_tek
    http://www.edizioniii.blogspot.com/

    Fabio Ramiro Rossin
    http://fabioramirorossin.blogspot.com/

    Adrià Fruitós
    http://adriafruitos.blogspot.com/

    Ketepo
    http://www.ketepo.blogspot.com/

    Ksenja Laginja
    http://ksenjalaginja.wordpress.com/

    Programma di 2099 D.C.
    Ore 18: inizio mostra – aperitivo

    Ore 20: My right of Frost, Circuit Bending, Theremin, sperimentazioni analogiche live & poetry noapple.

    Ore 22: Ader

    Ore 23: Useless Idea

    Marta Traverso

  • Zuchender Fleisch: finissage della mostra di Ksenja Laginja

    Zuchender Fleisch: finissage della mostra di Ksenja Laginja

    il volo della maschera ksenja laginjaArte e poesia in pieno centro storico: MF Gallery, in vico dietro il Coro della Maddalena, ospita fino a giovedì 22 dicembre la mostra Zuchender fleisch, disegni a inchiostro su carta a opera di Ksenja Laginja.

    L’artista incontrerà il pubblico in occasione del finissage della mostra, una serata dedicata all’arte e alla poesia che culminerà nel reading Eretismi convulsivi insieme alla poetessa genovese Chiara Daino, che nell’occasione presenterà il suo romanzo L’eretista.

    L’appuntamento è per giovedì 22 dicembre alla MF Gallery, a partire dalle 18.30.

    Marta Traverso

  • Bruchi Design: una nuova galleria d’arte nel centro storico

    Bruchi Design: una nuova galleria d’arte nel centro storico

    bruchi designAlla faccia della crisi e dei tagli che sembrano voler affondare l’arte e la cultura, a Genova ha aperto una nuova galleria d’arte.

    Si chiama Bruchi Design ed è in vico Superiore del Ferro, nata da un progetto di Bruna Chiarle, esperta nella lavorazione del vetro. Uno spazio che vuole valorizzare opere d’arte create in questa forma, ma anche cachemire, legno e ogni altro materiale dimenticato.

    Uno dei primi eventi per far conoscere questo nuovo spazio alla città è il Giorno del Bruco: ogni due giovedì la galleria si apre al pubblico per tutta la giornata, per dialogare con artisti e appassionati e accettare proposte per nuovi progetti. Il prossimo appuntamento è giovedì 15 dicembre alle 10.

    Per contattare la galleria si può telefonare allo 010 2091326 o scrivere a info@bruchidesign.com.

    Marta Traverso

  • Torte d’artista alla Galleria Studio 44: aperta la nuova mostra

    Torte d’artista alla Galleria Studio 44: aperta la nuova mostra

    tortaUna nuova esposizione inaugura questo pomeriggio (venerdì 9 dicembre – ore 18, ndr) alla galleria studio 44 di vico Colalanza, in pieno centro storico.

    La collettiva Take Away ha destato da alcuni giorni la curiosità di molte persone per via delle Torte contemporanee, gli originali ritratti di Lorenzo Parisi, che ha scelto la cucina per immortalare i dittatori del passato e del presente. Le facce sono riprodotte su ostia, a guarnire la superficie di autentiche torte da pasticceria.

    Non solo da guardare, s’intende: i visitatori della mostra diventeranno parte integrante di una performance di Eat Art, e saranno invitati a mangiare una fetta delle opere d’arte esposte.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino al 24 dicembre, l’orario di apertura è dal giovedì al sabato ore 16.00-19.00.

    Un evento importante anche perché si avvicina il tempo in cui Galleria Studio 44 dovrà lasciare i locali in cui si trova per cercare una nuova sede, in modo da scongiurare il rischio chiusura paventato nelle scorse settimane.

    Marta Traverso