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  • Centri sociali, grazie a Don Gallo Buridda & Co non più abusivi

    Centri sociali, grazie a Don Gallo Buridda & Co non più abusivi

    buriddaPartiamo con una correzione doverosa: il termine occupazione potrà non essere più usato per definire la presenza dei centri sociali sul territorio genovese. A seguito del protocollo d’intesa firmato con il Comune di Genova lo scorso sabato, da ora si può parlare di spazi sociali autogestiti: per la precisione le quattro sedi degli altrettanti centri sociali che hanno incontrato l’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri e l’Assessore al Patrimonio Bruno Pastorino, con i quali hanno sottoscritto l’accordo grazie alla mediazione di Don Andrea Gallo.

    Proprio il prete di strada è diventato presidente della prima associazione italiana per la promozione di spazi sociali autogestiti, che può diventare un valido precedente per la regolarizzazione dei centri sociali in altre città italiane.

    Restando entro le mura cittadine, ora non ci sono più ostacoli burocratici al definitivo trasloco del Buridda, che da via Bertani passerà in data ancora da destinarsi al mercato del pesce in piazza Cavour. Queste invece le nuove sedi degli altri tre centri: il Terra di Nessuno resta al Lagaccio e lo Zapata negli ex Magazzini del Sale a Sampierdarena, mentre il Pinelli si è da poco trasferito in via Fossato Cicala.

    Marta Traverso

  • Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    cucitoIl fai da te ormai non è più solo un hobby: in questi tempi di crisi in cui bisogna stringere i denti e allentare i consumi, produrre da sé quanto serve per vivere è diventato quasi una vocazione.

    Non tutti però sono nati con una naturale predispozione ai fornelli, al cucito o al bricolage. Proprio per questo spuntano come funghi corsi che insegnano i rudimenti dell’arte di arrangiarsi.

    Ultimo in ordine di tempo è un atelier che ha da poco inaugurato nel centro storico di Genova, in via David Chiossone: a Dietro le quinte due donne con alle spalle esperienze di lavoro nella moda milanese – Rossana Pagliarini e sua figlia – hanno aperto un centro per mostrare (e vendere, of course) le loro opere e organizzare lezioni di cucito di due ore ciascuna, che spaziano da com’è fatta una macchina per cucire a tutti i segreti per realizzare stoffe perfette.

    Insomma, se non avete ancora deciso cosa regalarvi per Natale, perché non lasciate perdere i soliti cesti alimentari o confezioni regalo da profumeria e optate per una serie di lezioni utili e divertenti?

    Marta Traverso

  • Buridda arrivederci, inizia il trasloco al mercato del pesce

    Buridda arrivederci, inizia il trasloco al mercato del pesce

    Via Bertani 1Una vicenda che si portava avanti da mesi, fra tira e molla e strascichi di polemiche che sembravano non finire mai: il centro sociale Buridda costretto a lasciare la sua sede in via Bertani, con trasferimento nei piani alti del mercato del pesce in piazza Cavour.

    La svolta è arrivata nei giorni scorsi, grazie al tramite di Don Andrea Gallo e della sua associazione Spazi sociali, che si è promossa come garante perché venga firmato il protocollo d’intesa tra il Comune e i gestori dei quattro centri sociali genovesi (Buridda, Terra di Nessuno, Pinelli e Zapata), che permetterà di avere un regolare contratto d’affitto per la propria sede.

    Il primo centro sociale in regola con il Comune è il Pinelli, che da gennaio ha una nuova sede in via Fossato Cicala. Sistemati i passaggi burocratici, anche il Buridda avrà la sua casa ufficiale e il trasloco partirà nei prossimi giorni. Il nuovo Buridda sarà ospitato in un’area su due piani, per un totale di circa 500 metri quadrati.

    Cosa accadrà invece agli altri due centri sociali? Lo Zapata sta ultimando le pratiche per il trasloco definitivo ai Magazzini del Sale di Sampierdarena, mentre il futuro di Terra di Nessuno è legato a doppio filo alla costruzione (se mai avverrà…) della moschea al Lagaccio.

    Marta Traverso

  • Corso di fotografia nel centro storico di Genova

    Corso di fotografia nel centro storico di Genova

    fotografiaAspiranti fotografi cercasi: a Genova torna una nuova edizione del corso in due giornate a cura di Gianni Ansaldi, che si propone di condensare in un breve workshop le tecniche base della fotografia.

    Tema di questa edizione è il centro storico di Genova e il corso si terrà in un punto strategico da cui si dipanano i caruggi: la Locanda di Palazzo Cicala, a pochi passi dal Duomo di San Lorenzo. Il titolo dell’evento prende ancora una volta spunto da una frase di Fabrizio De Andrè, con cui il cantautore partiva a descrivere la sua immagine della città vecchia: Dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi.

    Il corso si terrà in due diversi momenti: si può scegliere se seguirlo mercoledì 23 e giovedì 24 novembre, oppure sabato 26 e domenica 27 novembre. In entrambi i casi le due giornate si svolgeranno dalle 10 alle 18 circa, e il costo complessivo del corso è 320 €, che comprende anche il pernottamento e la prima colazione nell’hotel. Il primo giorno del corso sarà una lezione teorica sulle tecniche fotografiche, mentre l’uscita nel centro storico avverrà il secondo giorno.

    Per tutte le informazioni si può contattare Gianni Ansaldi all’indirizzo gianniansaldifoto@yahoo.it.

    Marta Traverso

  • Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44Da alcuni giorni circola una notizia che riguarda uno dei centri culturali più interessanti del centro storico: la Galleria Studio 44 rischia di chiudere i battenti. L’associazione culturale e galleria d’arte ha sede in vico Colalanza, traversa di via San Luca, ossia in pieno centro storico.

    I locali sono stati messi a disposizione nel 2004 dall’artista svizzero Schang Hutter, che viveva proprio in quell’edificio: lo spazio oggi occupato dalla galleria è stato inutilizzato per circa 40 anni prima dell’entrata in gioco della squadra formata da cinque persone (un medico e quattro artisti), che il 1 settembre 2005 inaugurano ufficialmente l’Associazione Culturale Studio Galleria 44.

    Sul sito dell’associazione  non traspare nulla, ma la mail circolata nei giorni scorsi parla chiaro: uno dei soci fondatori sta per lasciare Genova, e se nessuno prenderà il suo posto l’associazione rischia la chiusura. Tutti coloro che hanno idee o proposte per valorizzare questo spazio possono scrivere una mail a galleria_studio44@yahoo.it.

  • Storia di Genova: piazza San Matteo e la famiglia Doria

    Storia di Genova: piazza San Matteo e la famiglia Doria

    Piazza San Matteo, Genova
    La chiesa di San Matteo nell’omonima piazza

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Piazza San Matteo è stato il cuore di una delle più illustri famiglie genovesi, quella dei Doria. Consorteria e centro politico e di affari della famiglia, già nel 1125 il benedettino Martino Doria fece costruire una piccola Chiesa dedicata a San Matteo, patrono della famiglia perché gabelliere di professione (una delle principali attività dei Doria come pubblici ufficiali era appunto la riscossione di tasse indirette, dette gabelle).

    Nel XIII secolo i Doria trasformano con nuovi e più grandi edifici questo loro centro strategico, la cui collocazione nel tessuto urbano medievale garantiva il controllo della città. Inizialmente il borghetto si estendeva da San Matteo sino alle Mura Carolingie, presso la porta di Serravalle (attuale zona di via Tommaso Reggio), controllando l’uscita della città da questa parte.

    L’alternanza di marmo e ardesia (classiche facciate bianco nere del medioevo genovese) dei nuovi palazzi Branca Doria e Lamba Doria venne utilizzata anche per la chiesa completamente ricostruita nel 1278, arretrata e rialzata per gestire la pendenza del terreno e dare risalto alla facciata della Chiesa.

    Nel 1308, dietro palazzo Branca Doria e attiguo alla chiesa, venne costruito il Chiostro, prestigioso centro della consorteria, splendido esempio di architettura medievale e dal 2004 sede dell’ordine degli Architetti. Nel 1486 l’ultimo dei palazzi doriani della piazza, quello che dopo il 1528 sarà donato ad Andrea Doria come Padre della Patria, sorge a sinistra del Lamba Doria sul lato antistante la chiesa.

    Mecenate che introduce a Genova le nuove forme rinascimentali, la cui tomba è conservata nella cripta della Chiesa, Andrea Doria arricchì di marmi e affreschi la chiesa di famiglia e i palazzi affidandosi ad artisti del calibro di Luca Cambiaso e Giovambattista Castello.

    Video di Daniele Orlandi

    La congiura dei Fieschi e la vendetta di Andrea Doria

    Andrea Doria è stata una delle personalità di maggior rilievo della storia genovese. Nobile della famiglia Doria, intraprese la carriera militare collezionando successi prima a terra e poi come marinaio condottiero fino ai settantanni di età. Già anziano, e da un ventennio al controllo della città, nel 1547 dovette affrontare la congiura dei Fieschi, celebre avvenimento della storia genovese. La congiura fallì in un solo giorno, con il condottiero dei Fieschi annegato e un nipote della famiglia Doria ucciso. La vendetta del principe Andrea Doria fu molto crudele. Il corpo di Gian Luigi Fieschi fu recuperato dal mare e lasciato a decomporsi sul molo per due mesi. I congiurati vennero messi a morte dopo un processo sommario e in piazza San Matteo vennero convocate le più alte personalità cittadine per assistere al giudizio. I beni dei Fieschi vennero espropriati, le loro roccheforti espugnate una ad una. Ebbe così fine il ruolo nella vita politica genovese di questa famiglia, l’unica delle quattro grandi a non avere grossi interessi nei commerci marittimi e nella finanza e che basava il suo potere sui grossi feudi dell’entroterra.

  • Storia di Genova: San Francesco d’Albaro

    Storia di Genova: San Francesco d’Albaro

    Albaro, villa Saluzzo Bombrini

    Oggi quartiere residenziale  non distante dal centro cittadino, un tempo la collina di San Francesco d’Albaro era luogo di villeggiatura delle nobili famiglie genovesi. Le sue creuze chiamate “strade della solitudine” sono state percorse da personalità artistiche del calibro di Byron, Dickens, Nietzsche, Corazzini, Gozzano, De Andrè e Firpo.

     

     

     

    Genova e dintorni, la guida online

     

    La storia di Albaro e San Fruttuoso – vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

     

     

     

  • I Gatronomadi artigiani a Genova: prima Loggia ora Sloggia!

    I Gatronomadi artigiani a Genova: prima Loggia ora Sloggia!

    GastronomadiC’è un mercato di piccole realtà artigiane, produttori diretti di tipicità enogastronomiche locali, liguri e piemontesi, che ogni sabato e domenica rivitalizza Piazza Senarega e Piazza Banchi, riscuotendo l’apprezzamento dei residenti, ma il Comune ha deciso che dal 1 gennaio 2011 i banchetti dovranno trasferirsi, probabilmente presso la Commenda di Prè.

    “Sono anni che il Comune ci fa girare da una parte all’altra della città – racconta Gilberto Turbiani, portavoce del gruppo di produttori detti I Gastronomadi – Quando abbiamo iniziato, nel 2003, grazie all’iniziativa Biologgia, i nostri banchi avevano spazio all’interno del loggiato di Banchi. Poi successivamente siamo stati ospitati in Via Lomellini e in Piazza Fontane Marose, fino ad arrivare a guadagnarci il sabato e la domenica, Piazza Senarega e Piazza Banchi”.

    I Gastronomadi garantiscono un presidio enogastronomico di qualità in una zona che con il trascorrere del tempo si è impoverita notevolmente nel suo tessuto commerciale, a partire dalla scomparsa delle numerose botteghe storiche, ad esempio le antiche tripperie o le salumerie, presenti nei vicoli del centro storico fino a qualche anno fa.

    “È sufficiente passare di qua la domenica per accorgersi di quanto sia importante la nostra presenza, ad esempio per i turisti che cercano prodotti tipici di qualità e che in zona, attorno a noi, trovano solo un deserto di serrande abbassate”, spiega Turbiani.

    Il mercato è formato interamente da produttori diretti il cui obiettivo è accorciare la filiera per offrire prodotti naturali a prezzi sostenibili. Le aziende presenti sono piccole realtà artigiane provenienti dal Piemonte, dall’imperiese e dall’entroterra genovese. Sono produttori di olio e olive taggiasche, mele e frutta biologica, patata quarantina, vino, miele biologico, salame di S. Olcese, produzioni di sciroppi tipici come quello di rosa o lo sciroppo di fiori di sambuco.

    “Cerchiamo di fornire, oltre al bene materiale, anche un bene immateriale, perché dietro ogni prodotto c’è una storia che va valorizzata – continua Turbiani – Il nostro rapporto con i consumatori si è consolidato nel tempo e si è creata una sorta di empatia tra consumatori e produttori”.

    Ma il 2 dicembre i Gastronomadi hanno ricevuto una lettera dall’assessorato al commercio in cui il Comune comunica il futuro spostamento del mercato. Secondo Turbiani i problemi sono sorti a causa degli esposti presentati da alcuni esercizi commerciali della zona, i quali si lamentano della presenza dei banchetti, per altro non invasiva, ma che disturberebbe la clientela dei negozi.

    “Abbiamo ricevuto degli esposti per quanto riguarda la violazione, da parte dei produttori, delle norme che regolano l’occupazione del suolo pubblico – dichiara Giovanni Vassallo, Assessore al commercio del Comune di Genova – In particolare i Gastronomadi non avrebbero rispettato i limiti di metratura dei banchetti. Inoltre ci è stato segnalato come, in alcune occasioni, sia stata proposta la somministrazione dei prodotti enogastronomici attraverso forme di degustazione, infrangendo così le regole che consentono esclusivamente la vendita”.

    Ma i produttori non ci stanno anche perché “Il mercato, che non chiede nulla ai contribuenti, lascia nelle casse del Comune circa 6000 euro all’anno – racconta Turbiani – Solo il plateatico ci costa complessivamente 3600 euro a cui vanno aggiunte le spese per l’entrata dei mezzi e per i parchimetri”. E così i Gastronomadi si sono attivati in una raccolta firme per difendere il mercato che, se fosse costretto a spostarsi in zona Prè, dove non sussistono le condizioni per continuare, con ogni probabilità, non farà più tappa a Genova.

    “Non ci bastano le rassicurazioni per quanto riguarda il periodo natalizio – conclude Turbiani – Vogliamo conoscere il nostro destino per il 2011, siamo aziende artigiane e diamo lavoro ad altre persone, per questo abbiamo bisogno di sicurezza per tutto l’anno”.

    Matteo Quadrone

  • Luca Bizzarri: “Genova e’ ferma” e la Vincenzi: “Dici sempre le stesse cose”

    Luca Bizzarri: “Genova e’ ferma” e la Vincenzi: “Dici sempre le stesse cose”

    Luca BizzarriMarta Vincenzi e Luca Bizzarri, comico e presentatore delle Iene, si sono punzecchiati a distanza sulle pagine dei giornali: “Il Centro Storico e’ peggiorato rispetto agli anni passati – ha dichiarato Bizzarri –  quando era la camorra a fare da padrone le cose funzionavano meglio, oggi la criminalita’ non e’ sparita, semplicemente da “organizzata” e’ diventata “disorganizzata” e credo che sia molto peggio...”

    La sindaco si e’ limitata a sottolineare che “Bizzarri dice sempre le stesse cose, comunque parlero’ con lui di persona…” mentre Claudio Burlando non ci sta: “Il comico di casa nostra dovrebbe approfondire maggiormente le informazioni in suo possesso, Genova e’ una citta’ in netta ripresa, e lo dimostrano i sempre crescenti dati del turismo…”

    Io penso – continua Bizzarri – che chi amministra questa citta’ dovrebbe fare molto di piu’, Genova ha bisogno di una spinta. Io la amo, e mi piange il cuore se penso che oltre appennino non sanno manco che esista, vista da fuori non conta nulla, zero totale. Eppure quando porto con me gli amici e faccio loro da guida se ne innamorano...”