In Italia esiste un organismo, l’A.E.E.G., ossia l‘Autorità per l’energia elettrica ed il gas. Meno male, direbbe qualcuno… Pensa se non ci fosse!
Dopo due settimane l’utente riceve una raccomandata di sollecito di pagamento della bolletta incriminata; allora chiama nuovamente il call center, dove risponde Giuseppina da Napoli, la quale sostiene che non vi sono problemi, la pratica è già a posto.Passano altri due mesi e il Nostro riceve una raccomandata dal recupero crediti. Al call center Roberto da Roma lo insulta maleducatamente (esiste un insulto educato?). L’utente è esasperato, cerca di cambiare gestore, ma il nuovo gestore non può prendere in carico la sua utenza, poiché il vecchio gestore sostiene di avere un credito in sospeso…
Quella appena raccontata è l’odissea di un moderno Ulisse che, navigando nei mari agitati della burocrazia, spesso finisce per naufragare; e, da buon Robinson Crusoe, si ritrova solo in un’isola sperduta di desolazione e frustrazione. Ulisse combatteva contro i Proci, il Nostro deve combattere contro un nemico non sempre identificabile.
Ma gli rimane una strada: una lettera raccomandata da spedire presso la sede del gestore “incriminato”; se entro 40 giorni non riceve risposta o se la risposta risulta insoddisfacente, gli resta la possibilità del reclamo all’AEEG, la quale, in teoria, interviene e fa le verifiche del caso.
E proprio il caso vuole che nel frattempo sia passato un anno…
Alberto Burrometo
[foto di Diego Arbore]
Per saperne di più sull’argomento trattato, ma anche per fare domande o richiedere consulenze di ogni genere, per segnalazioni e informazioni scrivere a progetto.up@gmail.com oppure direttamente a redazione@erasuperba.it. Alberto Burrometo, presidente dell’associazione Progetto Up, è a vostra disposizione.

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