Tag: consulenze

  • Assicurazione auto, libero mercato sul web: i consigli dell’esperto

    Assicurazione auto, libero mercato sul web: i consigli dell’esperto

    Corso EuropaDal 1970 l’assicurazione auto è obbligatoria, come già abbiamo ricordato in un altro articolo. Per cui chi circola senza la copertura assicurativa, oltre a rischiare grosso, è passibile di sanzione amministrativa secondo i dettami del Codice della Strada.
    Dal 1995 vige, anche nel mercato della cosiddetta RC Auto, il libero mercato. Che cosa significa? Significa che ogni impresa assicuratrice può applicare il prezzo che ritiene; in precedenza, la tariffa RC Auto era uniformata su base statale (ministeriale): l’RC Auto costava uguale per tutti, con le uniche varianti relative ai cavalli fiscali ed alla classe di merito.
    Dal 1995 liberi tutti o, se preferite, tutti in prigione. E senza passare dal via…

    Da quel momento sono cambiati (e di molto) i parametri dell’assicurazione tradizionale. Poi il web ci ha messo del suo.

    Partiamo da due punti chiave:
    1. I soggetti che possono vendere assicurazioni debbono, previo assenso della CONSOB, essere presenti nel registro dell’IVASS (ex ISVAP, il cui sito resta e rimane www.isvap.it tanto per confondere le idee…); nel sito potete trovare tutte le imprese che operano nel nostro territorio, a scanso di truffe o assicurazioni inesistenti.
    2. L’assicurazione RC Auto (dove RC sta sempre per Responsabilità Civile) è una cosa seria e purtroppo viene trattata come se si fosse al mercato.

    Beh, al mercato in effetti ci siamo, ma pare che si siano travalicati i limiti: nel 1995 ci assicurarono (è il caso di dirlo…) che le tariffe sarebbero diminuite e che sarebbe aumentata la professionalità degli agenti. Dopo quasi vent’anni gli aumenti sono stati tali da rendere l’Italia il paese con le tariffe più alte d’Europa. E gli agenti? Sono rimasti quelli atmosferici, visto che le assicurazioni on line ne hanno fatto sparire quai il 40%, a scapito proprio di quella professionalità promessa allora.

    La semplificazione che ci offre il web fa perdere di vista all’utente la validità di una proposta assicurativa propriamente detta.
    Ormai con pochi clic possiamo ottenere un preventivo senza sapere bene che cosa stiamo “acquistando”. Facile avere così brutte sorprese proprio nel momento del bisogno, ovvero quando l’assicurazione deve pagare un danno.

    Per chiudere questa parentesi assicurativa, altri due consigli:
    1. Per verificare la “bontà” di un preventivo, fate sempre il confronto delle condizioni contrattuali della vostra “vecchia” assicurazione con quelle della “nuova” assicurazione.
    2. Il bonus malus CU è il vero bonum malus, ossia quello valido per tutte le imprese di assicurazione; non fatevi ingannare dalla classe di merito “fasulla” che può avervi regalato la vostra assicurazione.

    La prossima settimana vi elargiremo ancora qualche pillola di saggezza.
    Assicurativa.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Agenzia dell’Entrate: trasferimento di proprietà e imposta di registro

    Agenzia dell’Entrate: trasferimento di proprietà e imposta di registro

    soldi pubbliciUna nostra lettrice mi ha posto qualche settimana fa un quesito interessante che può essere utile riportare qui perché sono convinto possa riguardare anche tante altre persone. Cerco di sintetizzare: “Io e mio marito abbiamo deciso di fare un divorzio congiunto dove concordavamo il trasferimento dell’intera proprietà dell’appartamento ove vivo e risiedo in capo a me; abbiamo anche stabilito la somma che mi avrebbe versato a tal fineVenivamo rassicurati dal nostro avvocato che quel tipo di operazione  era esente da qualsivoglia tributo. Poi è arrivata la doccia fredda: l’Agenzia delle Entrate mi invia richiesta di pagamento dell’imposta di registro...”

    Effettivamente corrisponde al vero quanto le ha detto l’avvocato, sempre che quest’ultimo abbia correttamente impostato la questione giudiziaria da un punto di vista formale.
    In altre parole, se l’avvocato nel ricorso depositato ha parlato in maniera esplicita di trasferimento di proprietà, nulla si può imputare all’Agenzia delle Entrate: quella è un’imposta di registro, certo, ma dovuta alla trascrizione che è elemento necessario ed inequivocabile per fare sì che i terzi, ovvero il mondo, venga a conoscenza di quel trasferimento di proprietà.

    Se l’avvocato avesse utilizzato altri termini in vece di “trasferimento di proprietà” (che ne so, “indennizzo”, “risarcimento”, “versamento forfettario” per esempio), per l’Agenzia delle Entrate sarebbe stato ben difficile emettere un avviso di pagamento come quello ricevuto dalla lettrice.
    Si noti bene, il pagamento viene richiesto in solido ad entrambi i coniugi: non importa chi paga, basta che si paghi la somma richiesta. Di solito si fa metà per uno e la pace è fatta, divorzio permettendo…

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Matrimonio e legge: la comunione dei beni e i debiti dell’ex marito

    Matrimonio e legge: la comunione dei beni e i debiti dell’ex marito

    legge_giustiziaQuesta settimana voglio prendere spunto da una mail che mi giunge da una lettrice dell’Emilia Romagna. Ritengo sia importante parlarne, perché di casi come questo nel nostro paese ce ne sono moltissimi…
    «Buongiorno ho letto il vostro articolo relativo alla prescrizione delle notifiche relative alle cartelle esattoriali. Io purtroppo vivo una situazione spiacevole derivata da debiti che il mio ex marito mi ha regalato. Lui, truffatore di professione, vive lasciando debiti e usando prestanomi… io sono stata una delle sue facce pulite da esibire in pubblico.
    Ora mi trovo con enormi debiti con Equitalia risalenti ai primi anni duemila fine novecento.
    Ho chiesto ad Equitalia le iscrizioni a ruolo e si tratta di tributi vari, prevalentemente inps, agenzia delle entrate, tassa pubblicitaà, tasse comunali… Dal 2006 io non ho ricevuto più nulla. Sono da ritenersi tutti prescritti?
    Non ho denunciato il mio ex marito, sono andata da un avvocato il quale me lo ha sconsigliato vivamente perchè
    essendo nulla tenente, avrei solamente da rimetterci nuovamente.
    Ho appena concluso le pratiche di divorzio e anche in quella sede il mio avvocato (un altro rispetto a quello a cui avevo
    chiesto consulenza per la denuncia) mi ha consigliato di lasciar perdere e di procedere con il divorzio consensuale. Io ho firmato
    dichiarando che non avevo più nulla da pretendere.»

    Il mascalzone di turno sfrutta il regime di comunione dei beni e immischia il coniuge in situazioni che divengono irrecuperabili.
    Il problema nasce dal fatto che, con la comunione dei beni, i coniugi sono solidalmente responsabili verso i creditori, Stato compreso. Ciò vale a dire che il creditore prende da chi può: da un nullatenente, evidentemente, non potrà mai ottenere nulla…

    Altri casi assimilabili al di là del regime di comunione dei beni son quelli in cui un soggetto intesta ditte, società o quant’altro ad un altro soggetto che fa da prestanome: ciò porta ad una responsabilità personale diretta e niente solidarietà passiva.

    Ma andiamo con ordine: innanzitutto, in merito alla prescrizione dei tributi abbiamo già avuto modo di scrivere: ogni tributo ha un proprio termine prescrizionale, quindi la data del 2006 indicata dalla nostra lettrice può valere per alcuni tributi e non per altri.
    In secondo luogo, bisogna avere la certezza assoluta e matematica del fatto che Equitalia (in questo caso…) non abbia effettivamente inviato più nulla al presunto debitore; questo per potere avere la certezza di muoversi in una certa direzione, ossia quella di fare annullare le cartella per avvenuta prescrizione.

    Gli avvocati fanno presto a fare firmare tutto con la scusa che “tanto non si può fare niente”…
    Nel caso della nostra lettrice, i legali avrebbero potuto tutelarla meglio, consigliandole proprio di querelare il marito: questo avrebbe sicuramente ingolfato la pratica di divorzio, ma negli accordi potevano rientrare anche le situazioni sopra descritte.
    In parole semplici: con una querela, la signora avrebbe dichiarato di non avere più nulla da pretendere solo nel momento in cui questa clausola aveva davvero un senso s0ttoscriverla.

    Un’ultima considerazione: io sono un fautore ed estimatore del regime patrimoniale (matrimoniale…) della separazione dei beni.
    Credo non sia un caso!

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Bollette: le truffe porta a porta, sconti e risparmi che non ci sono

    Bollette: le truffe porta a porta, sconti e risparmi che non ci sono

    Contatore del GasL’articolo di questa settimana ha per argomento le truffe alla porta di casa in materia di utenze domestiche. Mi scrive una lettrice:

    «Salve, Sono di Reggio Emilia le scrivo per avere un po’ di chiarezza.
    A dicembre si è presentata qui una ragazza dell’Iren mercato dicendo di essere qui per farci firmare un contratto per avere uno sconto dell’11% sul gas e sull’energia.
    Alla fine ho capito che ci hanno fatto passare a loro anche per quanto riguarda l’energia elettrica… definisco tutto ciò una truffa, nel senso che arrivano nei momenti meno opportuni mentono e approfittano della tua ignoranza nel campo. Ho firmato il contratto poi mi hanno richiamato per sapere se la ragazza era stata gentile e chiedendomi di mandare un fax con un documento di identità e una bolletta enel.
    Oggi si presentano altri 3 individui, abbastanza sgradevoli, alle 13,15 dicendo essere dell’Enel… non si capiva nulla di ciò che dicevano, alla fine cominciano a scrivere i miei dati con lo scopo di ricontattarmi per verificare se ero già passata a Iren o se potevano bloccare il tutto; io cadevo dalle nuvole, poi con mio figlio piccolo che piangeva… lasciamo perdere!
    Io gli ho detto che non avrei firmato proprio niente così hanno strappato il contratto e se ne sono andati.
    A questo punto io vorrei tornare ad essere servita dai gestori del mercato tutelato che se non ho capito male sarebbero enel per l’energia e iren per il gas, cosa devo fare?
    La ringrazio
    Cordiali saluti, Elisa»

    Purtroppo non è che l’ennesimo caso di questo genere, abbiamo già avuto modo di parlarne, ma vale la pena dare due suggerimenti utili. In primo luogo: mandare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la manifestazione del diritto di recesso entro dieci giorni, meglio se anticipata via fax entro le 48 ore.
    Nella maggioranza dei casi, nessuno vi risponderà, ma quella lettera da voi inviata ha assoluto valore legale:

    a) Innanzitutto potete rivolgervi all’AGICOM per pratica commerciale scorretta presentando quella lettera;
    b) In secondo luogo, potete fare denuncia all’Authority (AEEG, Autorità Garante per l’energia elettrica ed il gas), della cui operatività a favore del consumatore abbiamo però sempre espresso molte perplessità (l’esperienza sul campo insegna…)
    c) in terzo luogo, la cosa che ritengo più utile: esposto/querela alla Magistratura.

    Superata questa fase convulsa, vi arriverà senz’altro la bolletta del gestore “nuovo”, il quale opera nel cosiddetto “libero mercato”; la legge vi consente di rientrare nel mercato tutelato, che – come scritto correttamente da Elisa – in genere trattasi di Iren per il gas e di Enel per la luce. Ma attenzione, non sempre è così e all’uopo vi consiglio di verificare proprio sul sito dell’AEEG quali sono i distributori del mercato tutelato.

    Alla fine la morale qual è? Vi imbrogliano con le scuse più stupide, una fra tutte: il risparmio che non c’è…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Viaggi e vacanze: quando è possibile chiedere danni e risarcimenti

    Viaggi e vacanze: quando è possibile chiedere danni e risarcimenti

    Innanzitutto un Buon 2013 a tutti i nostri seguaci, lettrici e lettori! Non so quanti di voi si siano potuti permettere un viaggio o una vacanza, però oggi vorrei trattare anche questo argomento, crisi permettendo.

    Reduce da buonismo natalizio, non voglio tediarvi troppo, perciò in questa puntata sarò… semplice. Quando prenotiamo un viaggio, possiamo farlo attraverso la nostra agenzia di viaggio di fiducia oppure attraverso internet.

    Se ci rechiamo presso l’agenzia di viaggio, ci rivolgiamo ad un soggetto che in qualche misura agisce contrattualmente per nostro conto; quindi si crea un rapporto contrattuale – per così dire – di intermediazione tra noi ed un tour operator.
    Il rapporto contrattuale con l’agenzia di viaggio “termina” un attimo prima della nostra partenza; da quel momento in poi, i guai che accadono sono imputabili (giocoforza) a chi ha organizzato il viaggio.
    In caso di ritardi, smarrimento bagaglio o quant’altro, la responsabilità passa al vettore in virtù di un contratto di trasporto, salvo che il tutto non sia organizzato del tour operator: in questo caso, è a quest’ultimo che dovremo rivolgerci per chiedere i danni.
    Quindi, non potremo mai chiedere i danni da vacanza rovinata ad un’agenzia di viaggi; quest’ultima sarà responsabile solo in relazione ad una cattiva gestione nella prenotazione di un volo e di errori che precedono la nostra agognata vacanza.

    Se invece abbiamo acquistato un viaggio attraverso il web, dobbiamo avere letto tutte le condizioni contrattuali presenti all’interno del sito e stampare tutto quanto; purtroppo accade spesso che i tour operator non inseriscano tutte le condizioni contrattuali, cosicché il consumatore non potrà mai conoscerle.

    Il termine entro il quale vanno chiesti i danni – in genere – è di cinque anni.

    Ma attenzione, se parliamo di bagaglio perduto o rovinato il termine può ridursi ad un anno; il motivo per cui tutto ciò non è chiaro risiede nel fatto che esistono diverse convenzioni internazionali in merito, le quali fanno riferimento a situazioni differenti a seconda che si tratti di un viaggio all’interno dell’Unione Europea o di un viaggio “extraeuropeo”.

    Per quanto riguarda i cosiddetti cataloghi di viaggio, questi sono una casistica differente:
    – se il tour operator non adempie a quanto “promesso” deve risarcire i danni;
    – se l’agenzia di viaggi prenota un viaggio differente da quello da voi scelto su catalogo, essa ne sarà responsabile;
    – se voi non avete, con la dovuta attenzione, letto le informazioni contenute nel catalogo, non potrete certo chiedere i danni a qualcuno.

    Per concludere, prima di partire, usate la testa, sennò quando tornate rischiate di perderla!

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Bollette e assemblee condominiali: gli argomenti più caldi del 2012

    Bollette e assemblee condominiali: gli argomenti più caldi del 2012

    Ebbene sì, siamo giunti all’ultima puntata dell’anno, riprenderemo dopo l’Epifania… Anche noi, a questo punto, non possiamo sottrarci dal fare un bilancio del 2012.

    Ci avete scritto in molti e ci avete proposto problematiche varie e differenti a cui abbiamo cercato di rispondere nel modo più veloce e migliore possibile. I due argomenti più dibattuti sono stati il condominio e le bollette e di questo non mi sono affatto stupito…

    Prendo spunto da questi due temi per donarvi alcune dritte natalizie. Da dieci anni ormai sotto l’albero troviamo un regalo non gradito, ovvero l’aumento delle bollette domestiche; vista l’imminenza dell’inverno ed il freddo, due utili consigli per risparmiare sul consumo del gas:

    1. Se disponete di una calderina, impostate sì la temperatura desiderata, ma date meno potenza: in questo modo la temperatura rimarrà un pochino più bassa, ma costante, senza picchi di consumo indesiderati;
    2. Le stufe a pellet fanno risparmiare un buon 30% in termini di denaro, con finanziamenti adeguati l’acquisto è assolutamente possibile;
    3. le nuove tecnologie stanno sfornando i cosiddetti camini a bioetanolo, ossia un combustibile naturale; essi non necessitano di canna fumaria e sono amovibili.

    Dovendo allacciarmi al discorso condominio, molti mi hanno chiesto che cosa e come fare per “staccarsi” dall’impianto centralizzato e rendere autonomo il proprio impianto. Innanzitutto la decisione va comunicata all’assemblea, la quale non può impedirvelo. A due condizioni:

    a) che non vengano alterati gli equilibri termici del palazzo;
    b) che voi paghiate le spese di manutenzione, che sono comunque dovute in quanto l’impianto di riscaldamento è un bene comune facente parte del condominio ove voi abitate.

    Per concludere, metodi per risparmiare ce ne sono, basta conoscerli! Altrimenti, quando arrivano le bollette, fa davvero troppo caldo…

    Auguro a tutti i nostri appassionati lettori il miglior Natale possibile ed un 2013 in cui non abbiate bisogno di questa rubrica perché i problemi saranno tutti risolti… Chiedo troppo!?

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Buche nelle strade, danni e infortuni: come ottenere risarcimento

    Buche nelle strade, danni e infortuni: come ottenere risarcimento

    Nella vita sia sa, ci sono buchi per nascondersi, buchi neri e campi da golf… Purtroppo ci sono anche le buche per strada, le nostre strade che di liscio non hanno nulla. In queste buche si può cadere, ci si può fare male; si cade a piedi, si cade in moto, si bucano gomme… Queste buche a volte sono voragini ed evitarle è facile, basta la dovuta attenzione; talvolta però sono invisibili, addirittura avvallamenti impercettibili che però possono mettere a repentaglio la vita dei cittadini.

    Stiamo parlando delle insidie – trabocchetti. Si parla di questo quando un soggetto, pur adoperando l’ordinaria diligenza, pur prestando la dovuta cautela, cade a causa di una buca “invisibile” e si fa male… Tante persone mi chiedono come possono fare per ottenere un adeguato risarcimento.

    Ecco un piccolo vademecum:
    – La richiesta danni va inviata al proprietario della strada (Comune, Provincia o Stato presso il Ministero dei trasporti) entro cinque anni dalla data dell’incidente.
    – Il danno va provato con testimonianze di persone che hanno assistito all’evento e con fotografie dell’insidia – trabocchetto che ha causato la nostra caduta; è sempre meglio chiamare sul posto la Pubblica Autorità che possa verbalizzare l’accaduto.

    Da ultimo, rammento una piccola distinzione di mero diritto: si possono richiedere i danni ai sensi dell’art. 2043 del Codice civile (responsabilità extracontrattuale) o ai sensi dell’art. 2015 del Codice civile (responsabilità da cosa in custodia).
    La giurisprudenza ultimamente propende per la seconda via, anche se nutro qualche dubbio sul fatto che il proprietario di un bene (la strada) possa essere considerato custode della stessa: un doppione apparentemente inutile.

    E, comunque sia, non camminate con la testa fra le nuvole, ma guardate dove mettete i piedi; d’altronde si sa, tutti vaghiamo in un campo minato che si chiama vita…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Mediazioni civili: non decolla il sistema di giustizia alternativa

    Mediazioni civili: non decolla il sistema di giustizia alternativa

    Abbiamo avuto modo più volte di parlare delle mediazioni civili obbligatorie, in particolar modo quelle relative al contenzioso in materia condominiale e quelle relative al contenzioso in materia di sinistri stradali. Ci si attendeva un enorme successo da questo nuovo meccanismo di giustizia alternativa; al contrario, siamo qui a parlare di un grande flop… Perché?

    Le ragioni risiedono in diversi aspetti, che ora, pur con la dovuta sintesi, andiamo ad esaminare.

    Primo punto: la mediazione non è gratuita; certo, i tempi (quattro mesi) per la decisione sono qualcosa di impensabile in qualunque Tribunale, ma i costi per iniziare una procedura di mediazione si avvicinano a quelli di una causa. In altre parole: se la mediazione non funziona perdo più soldi in un tempo uguale…

    Secondo punto: gli amministratori e gli avvocati doverebbero informare condomini e clienti di questa nuova opportunità e invece non lo fanno. Il perché è facile da immaginare: a loro conviene il vecchio “sistema”…

    Terzo punto: sembra davvero strano che i Giudici non sollevino l’eccezione del mancato tentativo di conciliazione laddove è obbligatorio. Anche qui la risposta appare banale: gli avvocati, ancorché “avversari” hanno interesse a fare una bella e lunga (e onerosa) causa piuttosto che fare una conciliazione.

    Eppure, come abbiamo avuto già modo di dire, la mediazione, a modo suo, è conveniente davvero. Sarà che la crisi fa abbattere qualunque forma di contenzioso, sarà che gli avvocati non possono aprire centri di mediazione nei loro studi per via del conflitto di interesse (ma nella sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova ce n’è uno…), sarà che una parte politica del governo precedente aveva un forte interesse nello spingere le mediazioni mentre il governo Monti pensa ad altro, sarà che le mediazioni non fanno fruttare soldi allo stato (non si comprano i bolli delle cause tribunalizie, tanto per intenderci…), sarà che l’informazione su questo argomento è sempre stata carente. Sarà per tutto questo che le infromazioni proviamo a darle noi…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Come leggere numeri e lettere delle uova

    Come leggere numeri e lettere delle uova

    Le Uova di PasquaSe ci trovassimo in una biblioteca o in una libreria, lì troveremmo un invito alla lettura del libro del mese… Immaginiamo se un giorno, entrando in un supermercato, trovassimo un cartellone con la scritta. “Invito alla lettura… delle uova“.

    Ebbene sì, leggere le uova… Spieghiamoci meglio: i numeri e le lettere stampate sopra il guscio rappresentano l’etichetta di tracciabilità ovvero il codice che ci permette di conoscere la filiera dell’uovo per capire il tipo di allevamento, lo stato di produzione, il codice ISTAT del comune di produzione, la provincia di produzione, il nome e il luogo dove la gallina ha deposto l’uovo e per finire in basso la data di scadenza o di deposizione.

    Alcuni dati importanti prima di passare ad un esempio concreto con il nostro uovo; il primo numero è forse il più importante, esso ci indica la tipologia di allevamento ovvero:

    “0” uova da allevamento biologico: le galline sono nutrite con mangime biologico, allevate all’aperto;
    “1” uova da allevamento all’aperto: le galline possono razzolare per alcune ore all’aperto – sono previsti nidi, trespoli e lettiere;
    “2” uova da allevamento a terra: allevamento a terra ma senza accesso all’esterno in capannoni al chiuso – uova deposte in nidi o a terra;
    “3” uova da allevamento in gabbia: allevamento in batteria in ambiente ristretto (5 galline in una gabbia grande quando una cassetta per la frutta) e deposizione delle uova direttamente in macchina.

    Come avrete sicuramente intuito questo dato è importante per due motivi: il primo attiene a ragioni prettamente etiche, infatti, a seconda della tipologia che scegliamo con il nostro acquisto, rafforziamo ed invogliamo la tipologia di allevamento che abbiamo indicato con la nostra spesa. In altri termini, se compriamo la tipologia 3, tanto per essere chiari, invogliamo e rafforziamo un tipo di allevamento che lucra sulle sofferenze inflitte a quelle sfortunate galline che vengono allevate in gabbie dove non hanno lo spazio per sgranchirsi le ali, poggiano le zampe 24 ore al giorno su barre d’acciaio e muoiono per sfruttamento e nevrosi dopo una breve vita di tormenti.

    Il secondo motivo è squisitamente economico, infatti, più ci avviciniamo alla tipologia “0” più le uova saranno care, e il perché è facilmente intuibile, le galline con tipologia diversa dalla “3” infatti, hanno un costo di allevamento ovviamente più basso di quelle allevate all’aperto… tuttavia sono certo che adesso, dopo aver saputo, non vorrete più risparmiare qualche centesimo di euro sapendo che quei pochi spiccioli procurano una vita di segregazione e sofferenze a degli esseri viventi.

    Ora passiamo all’esempio pratico: supponiamo di avere tra le mani un uovo con la seguente scritta “2 IT 096 VR 078”.
    Come avrete intuito il primo numero, ossia “2”, identifica il tipo di allevamento, uova da allevamento a terra, secondo la tipologia sopra descritta; la sigla IT identifica lo Stato di produzione; “096” è la cifra che identifica il codice ISTAT del comune di produzione; “VR” sono la sigla che indica la provincia di produzione; “078” sono i numeri che ci indicano l’allevamento in cui è stato deposto l’uovo. Sotto queste sigle troviamo la data di scadenza.

    Però, come abbiamo già avuto modo di rilevare, leggere le uova non è sempre semplice: le confezioni da sei uova, per esempio, spesso sono in cartone e non permettono la “lettura” del guscio. Inoltre, spesso le confezioni riportano la dicitura: uova biologiche e poi, una volta aperta la scatola, ecco che scopraimo che di biologico non vi è alcunchè…
    Insomma, se non impariamo a leggere le uova potremmo fare una bella frittata!

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Latte e uova, le etichette dei prodotti alimentari

    Latte e uova, le etichette dei prodotti alimentari

    Questa settimana facciamo un salto in cucina, o meglio nel reparto alimentari di un supermercato qualunque; e non è difficile visto che ne stanno nascendo come funghi…

    Iniziando dalla colazione, mi reco nello scaffale dedicato al latte. Prendo in mano il cartoccio e guardo sotto, ove vi sono dei numerini da 1 a 6 ed una barretta su uno di questi, che cosa sarà mai???? Bene, per chi non lo sapesse funziona così: il latte scaduto viene riconsegnato per una nuova bollitura, ne sono consentite fino ad un numero massimo di 6… Ovviamente la scadenza sarà contraddistinta da una nuova data… mi viene voglia di non bere più latte! Anche quello a lunga conservazione non mi dà garanzie di freschezza, anzi. E pensare che una volta andavi in latteria e c’era un solo tipo di latte senza scadenza: non lo bevevi quando andava a male e quel momento diveniva la sua scadenza…

    A proposito di scadenze, mi preme esternare una curiosità: spesso sulle confezioni viene indicata la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…”, quasi a dire : ” vedi tu”!

    Per pranzo vorrei farmi un paio di uova al tegamino ed allora mi avvicino allo scaffale dedicato: montagne di uova. Devo scegliere quelle migliori, ossia quelle biologiche, quelle che indicano la scritta “0” (zero) all’inizio di quella sequenza alfanumerica stampata sulle uova (spiegheremo nelle prossime puntate come leggere quella sequenza). Peccato che sono tutte confezioni da sei uova e non si può leggere che cosa ci sia scritto!

    Eppure la legge parla chiaro….e la sorpresa, anziché all’interno dell’uovo, la troverò scritta sull’uovo medesimo. Mentre mi avvio sconsolato verso la cassa sento un bambino che chiede alla mamma: “Ma la gallina come fa a fare uscire le uova con quelle scritte?”
    I bambini hanno sempre ragione, penso, mentre la cassiera sbaglia a non concedermi lo sconto indicato sullo scaffale e io, distratto, me ne rendo conto appena arrivo a casa…

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Consumatori: garanzia e danno subito, due questioni distinte

    Consumatori: garanzia e danno subito, due questioni distinte

    In una delle scorse puntate, parlammo della garanzia europea, quella biennale (il minimo di legge) in relazione ai beni acquistati, come auto, moto, elettrodomestici…
    In questi giorni stiamo gestendo un caso assai complesso, che voglio qui riportare in quanto esemplificativo di come funziona la garanzia in caso di malfunzionamento di un oggetto.

    Il sig. Alexander acquista nel maggio 2011 un motociclo Piaggio mp3. Da quel giorno deve portare il motociclo un numero infinito di volte in riparazione in quanto il mezzo presenta vari problemi quali lo spegnimento improvviso in diverse circostanze di guida, una fra tutte in fase di sorpasso in autostrada. Cose insignificanti, se insignificante è il rischio di perdere la vita.

    In un anno il nostro amico ha avuto a disposizione il mezzo sì e no quattro mesi! Dopo innumerevoli tentativi la Piaggio decide di sostituire integralmente l’impianto elettrico e lo scooter sembrerebbe avere ritrovato il suo corretto modo di funzionare…

    Il Codice del consumo dice che il venditore deve sostituire il mezzo qualora non sia in grado di ripararlo oppure qualora la riparazione sia troppo onerosa. E quindi? Motociclo riparato in garanzia, ovvero legge rispettata.

    E… per il disagio subito? Beh, il prossimo tagliando è gratis e siamo a posto così, risponde Piaggio. E questo la legge non lo dice: il disagio va risarcito eccome! Attenzione a non confondere la garanzia del venditore / produttore con il danno eventualmente causato, esse sono due cose ben distinte.

    Portare il mezzo in officina per sei / sette volte, lasciarlo lì per diversi giorni ogni volta non può non avere un prezzo da pagare. Alexander si è rimesso in moto, ma non si può non mettere in moto la legge e, soprattutto, il buon senso.

    Le cose migliori,
    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Gas: info utili su contatore, bolletta e fornitura

    Gas: info utili su contatore, bolletta e fornitura

    Contatore del GasCome avrebbe senz’altro detto Enzo Tortora, “dove eravamo rimasti?” Be’, eravamo rimasti in un paese pieno di problematiche piccole o grandi che coinvolgevano tante persone; nel frattempo è passata quasi un’estate… e siamo allo stesso punto!

    Molte richieste ci sono pervenute e molte risposte dobbiamo sicuramente fornire. In tanti ci hanno chiesto chiarimenti in merito alla gestione della somministrazione del gas; diamo qui alcune risposte di base, in quanto ogni situazione va poi valutata singolarmente.
    Iniziamo dalla lettura dei contatori. Essa deve avvenire almeno una volta l’anno per gli utenti con consumi fino a 500 metri cubi annui (sono per lo più quelli che consumano gas solo per cucina e acqua calda) e almeno ogni sei mesi per quelli che consumano fino a 5000 metri cubi. Le aziende fornitrici di gas devono mettere comunque a disposizione dei loro utenti una modalità di autolettura dei consumi, in modo che siano fatturati quelli reali. Se non si rende possibile l’autolettura, la lettura effettiva dei contatori deve avvenire almeno ogni sei mesi anche per gli utenti che consumano meno di 500 metri cubi annui. Qualora l’azienda non riesca o sia impossibilitata a prendere la lettura, deve comunicarlo all’utente, in modo da evitare che a quest’ultimo arrivino col tempo conguagli assurdi.

    Passiamo ora al pagamento della bolletta. Pochi sanno che il termine di scadenza per il pagamento non deve essere inferiore a 20 giorni dalla data di emissione della bolletta/fattura e ogni azienda deve predisporre almeno una modalità gratuita di pagamento (tanto per capirci, senza la spesa del conto corrente postale). Se le poste o le banche ritardano l’accredito del pagamento, il cliente è esonerato da ogni responsabilità e pertanto potrà rivalersi eventualmente contro queste ultime.

    In un periodo di crisi mondiale e nazionale come quello che stiamo vivendo, molti utenti sono in difficoltà coi pagamenti; essi possono quindi incorrere nella sospensione della fornitura. Precisiamo che l’utente moroso può subire il distacco del gas, ma prima deve ricevere una raccomandata dall’azienda indicante l’ultimo termine di pagamento e gli altri eventuali adempimenti. La sospensione della fornitura non può comunque avvenire quando il debito è inferiore o uguale al deposito cauzionale, quando riguarda servizi diversi dall’erogazione del gas e durante i giorni di venerdì, sabato e festività (oltre al giorno precedente un festivo non domenicale).

    Per chi è in difficoltà economiche, esiste comunque la possibilità della rateizzazione. In caso di bollette elevate, l’azienda deve concedere una rateizzazione “in un numero di rate di ammontare costante pari almeno al numero di bollette di acconto ricevute successivamente alla precedente bolletta di conguaglio e comunque non inferiore a due”. La rateizzazione va chiesta dall’utente entro il termine di pagamento della bolletta elevata, a pena di decadenza.

    Per quanto riguarda i reclami, le aziende devono rendere disponibile a tutti gli utenti un modulo prestampato recante le modalità per inoltrare i reclami; l’azienda ha l’obbligo di rispondere entro 40 giorni dal ricevimento del reclamo e, qualora ciò non avvenga, l’utente può sporgere reclamo contro l’AEEG, ovvero l’Autority di riferimento; purtroppo dobbiamo segnalare che l’AEEG non sempre si schiera dalla parte dell’utente, anzi…
    Infine una curiosità: il deposito cauzionale. Esso deve essere restituito all’utente alla cessazione del contratto, maggiorato degli interessi legali. Non può superare i 25 euro per chi consuma fino a 500 metri cubi annui e 77 euro per chi consuma fino a 5000 metri cubi. Non può essere addebitato agli utenti che optano per la domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito, qualora ricompresa tra le modalità di pagamento.
    Questa la sintesi di alcune risposte, che hanno valore sia per il mercato tutelato che per quello libero; il resto non è mancia, il resto manca… in attesa di una legislazione seria che tuteli l’utente…

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Consulenza online, Gas e Luce: bollette pazze, utenti impazziti

    Consulenza online, Gas e Luce: bollette pazze, utenti impazziti

    In Italia esiste un organismo, l’A.E.E.G., ossia l‘Autorità per l’energia elettrica ed il gas. Meno male, direbbe qualcuno… Pensa se non ci fosse!

    Che cosa succede se ricevete a casa una bolletta del gas o della luce che contiene errori, vizi o, peggio ancora, contiene importi assurdi e/o non dovuti? L’utente medio si arma di santa pazienza, chiama il call center dedicato e spiega il suo problema… Al call center risponde l’operatore numero 418 che di nome fa Mario e risponde da Firenze; l’operatore dice all’utente che il problema verrà risolto in 48 ore con l’emissione di una nuova bolletta che annulla la precedente.
    Dopo due settimane l’utente riceve una raccomandata di sollecito di pagamento della bolletta incriminata; allora chiama nuovamente il call center, dove risponde Giuseppina da Napoli, la quale sostiene che non vi sono problemi, la pratica è già a posto.Passano altri due mesi e il Nostro riceve una raccomandata dal recupero crediti. Al call center Roberto da Roma lo insulta maleducatamente (esiste un insulto educato?). L’utente è esasperato, cerca di cambiare gestore, ma il nuovo gestore non può prendere in carico la sua utenza, poiché il vecchio gestore sostiene di avere un credito in sospeso…
    Quella appena raccontata è l’odissea di un moderno Ulisse che, navigando nei mari agitati della burocrazia, spesso finisce per naufragare; e, da buon Robinson Crusoe, si ritrova solo in un’isola sperduta di desolazione e frustrazione. Ulisse combatteva contro i Proci, il Nostro deve combattere contro un nemico non sempre identificabile.

    Ma gli rimane una strada: una lettera raccomandata da spedire presso la sede del gestore “incriminato”; se entro 40 giorni non riceve risposta o se la risposta risulta insoddisfacente, gli resta la possibilità del reclamo all’AEEG, la quale, in teoria, interviene e fa le verifiche del caso.
    E proprio il caso vuole che nel frattempo sia passato un anno…

    Alberto Burrometo
    [foto di Diego Arbore]

    Per saperne di più sull’argomento trattato, ma anche per fare domande o richiedere consulenze di ogni genere, per segnalazioni e informazioni scrivere a progetto.up@gmail.com oppure direttamente a redazione@erasuperba.it. Alberto Burrometo, presidente dell’associazione Progetto Up, è a vostra disposizione.

  • Consulenza online: consigli per l’acquisto di un’automobile

    Consulenza online: consigli per l’acquisto di un’automobile

    In tanti mi chiedono: qual è la marca di automobili più seria? Vedo tante pubblicità… Eh, già, sembra proprio che adesso si vendano solo telefonini e automobili, a giudicare dalle reclame. Quale sia la marca automobilistica più seria non si può certo dire così su due piedi; certo è che alcuni parametri li possiamo prendere in considerazione.

    Innanzitutto partiamo proprio dalle pubblicità: un’impresa seria si vede anche da questo. Quanto è più chiara e comprensibile l’offerta, tanto è più semplice coglierne i vantaggi. Una marca “seria” non inserisce asterischi accanto all’offerta (l’offerta scritta a caratteri cubitali, le note asteriscate a caratteri illeggibili perfino sui manifesti per strada…); a questo punto va detto che poche case automobilistiche si distinguono in positivo.

    Un altro elemento chiave è la garanzia offerta. La legge sul consumo parla di due anni (a livello europeo); molte case si adeguano e nemmeno si sforzano per offrire qualcosa in più; poi ci sono casi eclatanti: la Kia Motors offre ben sette anni di garanzia, l’unica in assoluto! Viene da pensare: sanno che cosa vendono, sono sicuri del fatto loro… Infine ci sono le cosiddette promozioni. Di solito durano pochissimi giorni e riguardano le concessionarie che aderiscono all’iniziativa; sta a voi scoprire quali sono…

    Dopo la pubblicità viene la seconda fase dell’indagine, ovvero quella presso le concessionarie o autosaloni. In questo caso, la palla passa al venditore, che per la legge attualmente in vigore, è colui a cui bisogna chiedere il risarcimento in caso di difetto del veicolo: una apparente assurdità, ma questa è un’altra storia.

    E le storie potrebbe raccontarvele il venditore dandovi informazioni errate, proponendovi modelli poco validi o comunque non corrispondenti alle vostre esigenze; in questo caso il venditore “fa” la casa automobilistica, la nobilita quando si comporta correttamente, la discredita in caso contrario.

    Senza parlare delle finanziarie. Appiopparvi un finanziamento, per una concessionaria auto, è un ulteriore guadagno sulla vendita (una provvigione, tanto per intenderci); il concessionario ha subito il denaro corrispettivo dell’auto, voi la pagate in comode rate da qui all’eternità e, se sgarrate, sono problemi della finanziaria.

    Se, a questo punto, siete sicuri dell’automobile che volete acquistare, non vi resta che trovare chi vi offre le condizioni economiche migliori. Motivi apparentemente inspiegabili fanno sì che ad esempio in Piemonte sia molto più conveniente acquistare una vettura nuova, in Lombardia una usata. Qualcuno dice: è il mercato… sarà pure, ma non è possibile dovere perdere mezze giornate per scoprire se in una promozione vi sia una truffa, se la promozione è seria, verificare quale sia il concessionario più serio e, infine, fare tutte le valutazioni del caso in famiglia senza, peraltro, essere sicuri di avere fatto l’affare della vita.

    La morale? La pubblicità rimarrà sempre e comunque l’anima del commercio, ma il commercio non farà mai pubblicità all’anima.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Consulenza online: condominio e sinistri stradali, la mediazione è un problema

    Consulenza online: condominio e sinistri stradali, la mediazione è un problema

    La scorsa settimana eravamo rimasti con l’amministratore di condominio che otteneva l’ok dall’assemblea per andare in mediazione… Ora, mi si permetta una considerazione: vi sono situazioni oggettivamente non conciliabili.

    Poniamo che un’assemblea condominiale deliberi di espropriare Tizio di un bene di sua proprietà; la delibera di per sé è nulla e quindi è sempre impugnabile da Tizio. Qui non esiste una situazione “grigia”: il bene è di proprietà di tizio oppure non lo è. La mediazione è priva di senso logico. Eppure è obbligatoria…

    Anche l’assemblea che dia il proprio benestare all’amministratore affinchè quest’ultimo si presenti all’udienza di mediazione, in che termini può farlo? E poi, in mediazione può accadere (anzi, è altamente probabile) che vi sia una proposta transattiva; di regola, l’amministratore dovrebbe riconvocare un’altra assemblea straordinaria per avere l’ok su quella proposta. Di fatto, il procedimento di mediazione si chiude (positivamente o negativamente) in due sedute.

    A questo punto la domanda sorge spontanea: togliere lavoro ai tribunali è cosa buona e giusta, ma creare situazioni grottesche come quella appena descritta è la soluzione alternativa?

    E nell’ambito dei sinistri stradali le cose non vanno meglio. Vi è da discutere sia sulla responsabilità nel causare l’incidente, sia nel determinare l’entità del risarcimento. Sul punto della responsabilità, vi è da dire che questa va provata (con verbali dell’Autorità intervenuta piuttosto che con i testimoni…); sul punto della quantificazione non è facile trovare l’accordo, specie se vi sono i carrozzieri di mezzo. Il procedimento di mediazione deve durare al massimo 4 mesi e, in certe situazioni, potrebbero non bastare… Da ultimo, bisogna aspettare un po’ di tempo per vedere questo procedimento pienamente assestato e, quindi, per valutarne l’utilità o meno. Per fortuna, nei sinistri stradali le situazioni sono in generale tutte grigie.

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.