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  • Giornata Europea della Musica, visite guidate al Carlo Felice e una lunga notte jazz in Conservatorio

    Giornata Europea della Musica, visite guidate al Carlo Felice e una lunga notte jazz in Conservatorio

    Teatro Carlo FeliceAnche Genova festeggia la Giornata Europea della musica con la Notte Bianca:oggi,  mercoledì 21 giugno le note del Conservatorio Niccolò Paganini e del Carlo Felice risuoneranno nel centro e negli angoli più suggestivi della città. Merito della collaborazione tra Ministero della Cultura e Regione Liguria che ha aderito all’appello, coinvolgendo le principali Istituzioni musicali cittadine e mettendo a calendario una serie di manifestazioni che daranno vita ad una Notte Bianca dedicata alla musica.

    L’evento prevede l’apertura straordinaria del Carlo Felice con visite guidate gratuite a partire dalle 16, un’esecuzione musicale dell’Ensemble del Carlo Felice nell’atrio, alle 17, e alle 20.30 la Turandot di Puccini. Nella Sala della Trasparenza al piano terra di Regione Liguria, in piazza de Ferrari, alle 18, esecuzioni di Bach e Händel per violino e violoncello, mentre alle 20.30 nel chiostro della Chiesa di Santa Maria di Castello esibizione a cappella dell’Ensamble vox antiqua. Nella sede del Conservatorio la Notte bianca prende il via alle 21 nella Sala concerti con una serie di appuntamenti musicali che culmineranno nella notte jazz a partire dalle 2.30: a seguire ospiti e sorprese musicali in attesa della focaccia fresca appena sfornata.

    21062017 - Schema NB 17Tutte le aule dell’Istituto resteranno aperte dalle 23 fino all’alba, mentre alla biblioteca del Conservatorio è prevista una serie di tre interventi a partire dalle 21.30. In Aula 19 alle 21 verrà inaugurato, dopo il trasferimento, l’organo Tamburini e, dalle 23 all’alba gli studenti interpretano Beethoven a Shubert per una nottata di musica in libertà. Nel Parco del Conservatorio, invece, gli spettacoli partono dalle 21 con cori, quartetti sax e jazz. Come detto, la musica invade la città e la coinvolge: alla Casa della Musica in Darsena dalle 16 alle 19 previste visite, lavoratori, prove di strumento ed esibizioni, mentre a Palazzo Imperiale in piazza Campetto si svolgeranno incontri e, a seguire, intrattenimenti musicali a cura dell’Ensamble popolare di musica antica. Inoltre alla Biblioteca Universitaria di Genova (Via Balbi 40) alle 17 verrà presentato il libro “Poesia e contemporaneità di Luigi Tenco”, ad opera di Michele Piacentini con interventi musicali e letture di Andrea Benfante e Anna Giarrocco.

  • Torna il Suq, presentata l’edizione numero 19. Teatro, musica, danza, incontri e cucine dal mondo nel ricordo di Roberta Alloisio

    Torna il Suq, presentata l’edizione numero 19. Teatro, musica, danza, incontri e cucine dal mondo nel ricordo di Roberta Alloisio

    Piazza Feste col Suq ph. G.CavalloAl via il 15 giugno a Genova il 19° SUQ Festival, un evento unico in Italia che l’anno scorso ha contato 70.000 presenze e che quest’anno fa parte del programma di Genova Porto Antico EstateSpettacolo. Oltre 100 appuntamenti in 11 giorni per l’edizione 2017 del Festival che unisce lingue, culture e provenienze.

    Cuore del programma la rassegna “Teatro del dialogo”, sostenuta da MiBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo – e che vede come maggior sostenitore la Compagnia di San Paolo: 9 le rappresentazioni teatrali che andranno in scena su 4 palcoscenici diversi, più un furgone. Un festival che, oltre Piazza delle Feste, coinvolge il Museo Luzzati, l’Isola delle Chiatte, la Chiesa di San Pietro in Banchi, fino al Museo Preistorico Balzi Rossi di Ventimiglia, dove andrà in scena, venerdì 30 giugno, “Il lungo viaggio” di Leonardo Sciascia, novità teatrale del Suq, sul tema migrazioni, realizzato in un luogo simbolo delle frontiere di oggi.

    Un Suq sempre più diffuso, e rinnovato nella scenografia del bazar dei popoli, che accompagna i visitatori alla scoperta di artigianato e 14 cucine dal mondo, tra cui la new entry vietnamita, ma non solo: tra le iniziative del Festival, anche un viaggio “sulla via delle spezie” tra le antiche drogherie e le botteghe storiche di Genova e tra quelle del Suq, in compagnia di Chef Kumalé.

    Sarà proprio “Il viaggio e la sosta” il tema di questa edizione, declinato in tanti modi, a partire da quello più attuale ed emergenziale: l’odissea di chi scappa dalla guerra o da condizioni di vita inaccettabili.

    Il SUQ Festival, diretto da Carla Peirolero, che ne è stata fondatrice insieme a Valentina Arcuri, prenderà il via giovedì 15 giugno alle 18. La giornata inaugurale sarà nel nome di Roberta Alloisio, colonna storica della Compagnia del Suq, scomparsa il 3 marzo scorso.

    «Da 19 anni Suq Festival è uno degli eventi più amati dai genovesi e da 19 anni sosteniamo con entusiasmo questo progetto – ha dichiarato Ariel Dello Strologo, presidente Porto Antico di Genova S.p.A. -. Siamo certi sarà un’edizione ancora più spettacolare di quelle passate, con più incontri, più spettacolo e l’aggiunta della location dell’Isola delle Chiatte che darà un tocco magico al programma. Da quest’anno Suq Festival rientra all’interno del programma di Genova Porto Antico EstateSpettacolo e alla sua campagna promozionale che andrà oltre il territorio cittadino per far conoscere questa variopinta realtà anche fuori Regione».

    «Un’edizione ampliata a spazi nuovi, anche fuori Genova, con patrocini illustri, partner istituzionali e culturali, sponsor che continuano a credere nel nostro lavoro e un tema simbolico: il viaggio e la sosta. Il SUQ viaggia verso il futuro – afferma Carla Peirolero, direttore artistico e ideatrice del SUQ Genova  – con un pubblico che secondo l’ultimo sondaggio ci promuove a pieni voti, ma è esigente. Abbiamo tenuto conto delle poche critiche e quindi: ampliamento di attività e buone pratiche eco, rinnovo della scenografia, spazi per la sosta “interattiva” con incontri e letture. E’ il pubblico, al Suq, che fa la differenza: eterogeneo, con una maggioranza della fascia giovane, e multiculturale; interessato a una cultura dal sapore internazionale».

    Tanti gli ospiti che renderanno speciale il festival. Tra questi, Carlotta Sami Portavoce UNHCR per i rifugiati (sabato 17), Lucia Goracci e la giornalista tunisina Aida Touihri (a loro il premio Agorà-MED 21 per il dialogo tra sponde, il 20 giugno); per il teatro, oltre a Pippo Delbono, Paola Roscioli nella Lireta di Mario Perrotta, Eugenio Allegri, la Confraternita del Chianti in una prima nazionale, Compagnia Teatro Utile e Almateatro per il teatro sociale, l’omaggio a Luzzati nel decennale della morte. Per la musica Ginevra di Marco, l’Istituto Italiano di Cumbia All Stars con Davide Toffolo (dei Tre Allegri Ragazzi Morti) e i cantanti della prima compilation di cumbia contemporanea prodotta in Italia, la Klezmerata Fiorentina, la Adje Zora – Balkan Gipsy Music, Paola Maugeri con la sua hit musicale, gli italo-libanesi Kabila. Inoltre, un appuntamento tra teatro e reportage con Livia Grossi. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno, si svolgeranno iniziative a tema, dedicate al ricordo di Don Andrea Gallo, a cominciare dall’incontro “Dalla preistoria ad oggi, una umanità in viaggio”. Due i focus: Seconde generazioni: il futuro che arriva da noi con Goffredo Fofi e la rivista Gli Asini (venerdì 23) e Il teatro è solo bianco? E il pubblico? (giovedì 22) in collaborazione con Goethe-Institut Genua e Ateatro.it. Le buone pratiche ambientali e del consumo sostenibile, insieme a quelle delle eccellenze liguri, la cucina e i prodotti “equo e solidali”, gli showcooking, le molte attività a sfondo sociale, l’iniziativa “Raccontaci il tuo viaggio”: il SUQ ogni giorno consente di fare il giro del mondo, cambiando menù ma con un’offerta cultura che sa parlare tante lingue.

    Il 19° Suq Festival sbarca infine a Ventimiglia venerdì 30 giugno quando andrà in scena sulla spiaggia del Museo Preistorico Balzi Rossi “Il lungo viaggio”, di Leonardo Sciascia, ideazione e adattamento di Carla Peirolero, con protagonista Pippo Delbono. Un evento che porta il messaggio di incontro e dialogo del Suq in una zona di frontiera geografica e umana.

    PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO

    giovedì 15 giugno

    Ore 18

    APERTURA SUQ IN MUSICA

    Al via il 19° Suq Festival con un’anteprima del concerto di Ginevra Di Marco

    INAUGURAZIONE ED ECOKIT

    Presentazione della 19esima edizione con Ariel Dello Strologo Presidente Porto Antico, Carla Peirolero Direttrice Suq. La consegna dell’Ecokit ai primi 100 visitatori con gli Eco Partner.
    Per Ecokit grazie a Novamont, Iren, Coop Liguria, Amiu, Favini, Eco Nano Green Project, Genoalamp

     

    Ore 20

    PER ROBERTA ALLOISIO

    La sua voce, le canzoni di Xena Tango e coppie di ballerini che danzano. Per ricordarla con la sua musica. In collaborazione con Scuola di Tango Centro Buenos Aires.

    A seguire brani da Imbarazzismi, spettacolo cult curato da Roberta, con alcuni dei suoi ex allievi artisti
    ore 21.30
    LA RUBIA CANTA LA NEGRA
    Ginevra Di Marco in concerto. Con Francesco Magnelli tastiere, Andrea Salvadori chitarre

    Dedicato alla grande cantante argentina Mercedes Sosa , il concerto porta al Suq un’interprete intensa della musica popolare e d’autore, per un omaggio al Sudamerica con accenti appassionati tra cuore e memoria, nel ricordo di Roberta Alloisio.

     

    venerdì 16 giugno

    Ore 16

    DANZE AL SUQ

    Danza classica indiana Kuchipudi con Atmananda e il gruppo della Talavidya Academy

    Ore 17
    PELLEGRINI DELL’ASSOLUTO
    Religioni in dialogo e in viaggio.
    Intervengono Faris La Cola Comunità Religiosa Islamica Liguria, RAV Giuseppe Momigliano Comunità Ebraica di Genova, Roberto Timossi autore di Perché crediamo in Dio (Ed. Paoline). Conduce Pietro Tarallo, giornalista e autore di Monasteri in Italia (Touring Editori). Partecipano rappresentanti del monastero induista Matha Gitananda Ashrama di Altare (SV).
    I pellegrinaggi spirituali in crescita, la ricerca di una dimensione sacra dell’esistenza che a volte porta ad abbracciare fedi religiose un tempo lontane, l’esigenza del dialogo interreligioso. Un dibattito attuale che sarà seguito da un evento nella Chiesa di San Pietro in Banchi.
    Ore 17.30

    GIRO BOTTEGHE E GIRO SUQ

    Tour gastronomade con Chef Kumalé
    Un viaggio tra alcune botteghe storiche di Genova, drogherie e non solo, partendo per poi tornare ai sapori del Suq. In collaborazione con Camera di Commercio di Genova

    Partecipazione gratuita. Prenotazioni: 010 5702715 www.suqgenova.it

     

    Ore 19 CHIESA DI SAN PIETRO IN BANCHI
    NOTE DI FEDI PER UN’UNICA ARMONIA
    Canti di pace e danze rituali con Laura Parodi voce, Salah Namek violoncello e con Atmananda e il gruppo della Talavidya Academy

    Saluti di Monsignor Marco Granara

     

    Ore 21
    IL SUQ INCONTRA COOP & FAIRTRADE
    Un mondo di equità e qualità con i prodotti Solidal Coop.
    Intervengono Franklin Gomez Burdier Cooperativa Conacado (Colombia), Indira Franco Fairtrade, Enzo Bertolino Coop Liguria.
    Ore 22

    ISTITUTO ITALIANO DI CUMBIA ALL STARS

    Sul palco si alterneranno i “campioni”, i cantanti  della prima compilation di cumbia contemporanea prodotta in Italia. Sonora Maddalena  con Paola Escobar (Genova-Santiago), i Malagiunta (Buenos Aires-Torino) con Giulietta da The Sweetlife Society, Cacao Mental (Lima-Milano) e con la partecipazione di Davide “Eltofo” Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti

     

    LA TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute”

    > ore 18 Incontro con il Centro Antiviolenza Mascherona/Il Cerchio delle Relazioni

     

    sabato 17 giugno

    Ore 16

    GIOCHI SENZA FRONTIERA

    Laboratorio per bambini sul viaggio dei popoli a cura di Acuma Onlus – Volontariato internazionale

     

    Ore 18
    CASARINNOVABILE.IT CON ALTROCONSUMO NON È MAI ENERGIA SPRECATA
    Con Rosanna Massarenti Direttore AltroConsumo e Renata Morbiducci Scuola Politecnica UNIGE

    Ore 19

    CARLOTTA SAMI AL SUQ

    La portavoce UNHCR per i rifugiati in dialogo con Massimo Righi Direttore Il Secolo XIX.

    L’emergenza, i progetti, il ruolo dell’informazione in una delle questioni nevralgiche dei nostri tempi.

    A seguire canti di Koromoro con la partecipazione di rifugiati e studenti del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti

     

    ore 21.30

    Teatro del dialogo PALCO SUQ
    DI SUONI E D’ASFALTO
    con Eugenio Allegri e Les Nuages Ensemble
    Annarita Crescente violino, Elisabetta Bosio contrabbasso,

    Lucia Marino clarinetto, Alessandra Osella fisarmonica
    regia Eugenio Allegri

    Produzione Cooperativa CMC

    Apre la rassegna teatrale del festival uno spettacolo che è un viaggio musicale e teatrale attraverso la letteratura dei grandi scrittori: Miller, Kerouac, Soldati, Chatwin, Calvino…e la suggestione dei suoni berberi, klezmer, mediorientali e del tango. L’arte affabulatoria di Allegri e un quartetto di musiciste per un territorio di scoperta particolarmente emozionale.

     

    Ore 23
    LES NUAGES ENSEMBLE

    A fine spettacolo un saluto musicale con il quartetto femminile

    LA TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute”

    >ore 19 La natura per la pelle Presentazione dei cosmetici e tester per il pubblico, a cura di Cosmetici B&R – Semplicemente Naturali

     

    domenica 18 giugno

    Ore 12

    APERTURA DEL SUQ

    Ore 15

    LA BIONIERA

    Impronte positive di lombricompostaggio domestico

    Laboratorio per bambini a cura di Associazione Al Verde. In collaborazione con AMIU

    Ore 16

    YOGA DANZA

    Laboratorio per bimbi con Daria Mascotto. In collaborazione con Coordinamento YogaDay Genova

    Ore 17

    MYSTICAL DANCE

    Laboratorio di movimento, voce e rituali sulla consapevolezza femminile a cura di Nadeshwari Joythimayananda

    Ore 18

    L’ INNOVAZIONE IN CUCINA CON INGREDIENTI RITROVATI

    Showcooking condotto da Marco Visciola chef di EATALY e da Andrea Parodi Parodi Nutra srl.
    Il ritorno della nocciola ligure, del lentisco e del loro olio.

    Ore 19

    ECONOMIA CIRCOLARE CASALINGA: LE BUONE PRATICHE IN CUCINA

    Il Suq incontra Paola Maugeri #HappyVeganLife. Intervista di Anna Scarano Donna Moderna

    Ore 19

    Teatro del dialogo FURGONE
    MEDEA SU LUNGOMARE CANEPA
    drammaturgia di Elena Cotugno con la collaborazione di Fabrizio Sinisi

    con Elena Cotugno ideazione e regia Gianpiero Borgia

    Produzione Teatro dei Borgia

    Medea Urbana e contemporanea, straniera dei nostri giorni, che si racconta percorrendo le vie del suo dramma. Un lavoro immersivo ed esperienziale a distanza ravvicinata con l’attrice.

    La storia di una giovane migrante, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo da cui si crede ricambiata…L’ambientazione è la strada, non una, ma tutte le strade della prostituzione
    Posti limitati: 7 spettatori per replica

     

    Ore 19.30
    ISOLA DELLE CHIATTE

    YOGA IN COPPIA AL TRAMONTO

    Pratica di Chakra Sadhana, con Daniela Trogu e Roberto Zambrenti. In collaborazione con Coordinamento YogaDay Genova

    Ore 20

    PAOLA MAUGERI E LA SUA HIT

    Per ripercorrere attraverso la musica alcune delle tappe più importanti della sua carriera in compagnia di Max Repetto

    Ore 21.30

    ELECTRO CARNIVAL

    dj set con Max Repetto

    #elettrochic un coinvolgente viaggio nelle sonorità elettroniche colorate dai suoni del mondo, da ascoltare e da ballare!

    TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute”

    > ore 18 Incontro con Acuma Onlus – Volontariato internazionale

     

    lunedì 19 giugno

    Ore 10.30

    Teatro del dialogo PALCO SUQ
    TRALLALLERO TRALLALÀ, LA GAZZA LADRA È ANCORA QUA *

    Rime, favole e filastrocche di Emanuele Luzzati

    Con Enrico Campanati e la Compagnia Giovani Suq

    Produzione Suq Genova

    L’omaggio del Suq a Emanuele Luzzati nel decennale della sua morte.

    Adatto a bambini di tutte le età

    Apertura straordinaria del mercato per chi ha il biglietto dello spettacolo

     

    Ore 16
    UN COLLAGE PER LUZZATI

    Laboratorio per bambini, ispirato ai disegni di Luzzati, a cura di Museo Luzzati

    Ore 17

    DANZE AL SUQ

     

    Ore 18
    UNA STORIA DI FAME E DI MIGRAZIONE: LA GRANDE CARESTIA IN IRLANDA

    Storie dal libro “An Gorta Mor” di Luca Maestri (Pentagora Edizioni)

    Letture di Alessandro Barbini, accompagnamento musicale di Filippo Gambetta

     

    Ore 19 e ore 21
    Teatro del dialogo FURGONE
    MEDEA SU LUNGOMARE CANEPA
    (Repliche)

    Posti limitati: 7 spettatori per replica

     

    Ore 20
    LA CONSOLAZIONE DEGLI APPENNINI
    A cura di Maurizio Sentieri
    Incontro con il pecorino, distillato della montagna. A seguire degustazione

     

    Ore 21.30
    Teatro del dialogo MUSEO LUZZATI
    DEUTERONOMIO PENTATEUCO #5
    Di Marco Di Stefano

    drammaturgia Chiara Boscaro

    con Giovanni Gioia

    musiche originali Lorenzo Brufatto

    Produzione Suq Festival, Associazione K. e Infallible Productions/Draper Hall

    in collaborazione con Teatro Verdi – Teatro del Buratto
    In prima nazionale l’ultima tappa della ricerca artistica della Confraternita del Chianti .Una ricerca artistica che si ispira al Deuteronomio biblico, ma si immerge nel quotidiano. Per scoprire che la Terra Promessa è la meta di un cammino interiore.

     

    Ore 22.30
    OTTO BAFFI

    con Filippo Gambetta organetto, Sergio Caputo violino, Carmelo Russo chitarra

    Un viaggio musicale attraverso   musiche originali, legate al repertorio da danza tradizionale italiana ed europea, rivolte a chi danza e a chi ascolta.. che una volta finito si ha subito voglia di rifare

     

    TENDADELLA SOSTA

     

    >ore 17 Installazione collage per Luzzati

    >ore 18 Incontro con Green Peace

    >ore 18.30 Incontro con Centro per non subire violenza (da U.D.I.) onlus

     

    martedì 20 giugno

    GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

    Ore 16

    DI SEME IN SEME…

    Laboratorio agricolo a cura di Associazione Le Serre

    Ore 17

    DANZE AL SUQ

     

    Ore 18

    MIGRANTI DA SEMPRE, DALLA PREISTORIA UNA UMANITA’IN VIAGGIO

    Per presentare il progetto teatrale Il lungo viaggio a Ventimiglia e dialogare sul tema delle migrazioni, di ieri e di oggi, insieme a Alessandra Ballerini Avvocato Associazione Diritti e Frontiere, Fabio Capocaccia Presidente Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana, Antonella Traverso Direttore Musei Archeologici Polo museale della Liguria, Carla Peirolero Suq Genova. Conduce Alberto Puppo La Repubblica

    A seguire canti di Koromoro: rifugiati e studenti del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti

     

    Ore 19 KAMBA FOOD

    Showcooking di cucina afro a cura dell’Associazione Kamba che con i suoi progetti di inclusione di richiedenti asilo e migranti ha ottenuto riconoscimenti e premi

     

    Ore 20

    APERITIVO SOLIDAL

    Assaggi di prodotti e bevande offerti da COOP Liguria

     

    Ore 19 e ore 2130

    Teatro del dialogo FURGONE
    MEDEA SU LUNGOMARE CANEPA
    (Repliche)

    Posti limitati 7 spettatori per replica

     

    Ore 21

    LUCIA GORACCI E AIDA TOUIHIRI

    Il panorama internazionale, il ruolo dell’informazione: incontro con due giornaliste impegnate in prima linea. Conduce Tarcisio Mazzeo RAI TGLiguria .
    A loro il Premio Agorà-Med 21 per il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo, ideato da Suq Festival e programma Med 21.

    In collaborazione con Alliance Française, Grandi Navi Veloci e Museo Luzzati.

     

    Ore 21.30
    Teatro del dialogo MUSEO LUZZATI
    DEUTERONOMIO PENTATEUCO #5
    (Replica)

     

    Ore 22

    AJDE ZORA – BALKAN GIPSY MUSIC

    Con Milica Polignano, voce,Micol Tosatti,violino, Francesco Mattarello, fisarmonica,

    Francesco Prearo, batteria e percussioni,Giulio Gavardi,chitarra, saz e sax,Giorgio Marinaro, basso

    Una carovana musicale per esplorare i Balcani, l’energia e la passionalità della musica popolare che si sprigiona tra frenetiche danze e struggenti ballate.

    TENDA MAROCCHINA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute”

    >ore 19 Incontro con Refugees Welcome Italia Onlus: una nuova cultura dell’accoglienza

     

    mercoledì 21 giugno

     

    Ore 16
    YOGA BIMBI

    Lezione di yoga con Paola Magni. In collaborazione con Coordinamento YogaDay Genova

     

    Ore 17
    DANZE AL SUQ

     

    Ore 18

    LEGA COOP START UP: LA COOPERAZIONE CHE CREA L’IMPRESA
    Incontro con Paola Bellotti, Responsabile Regionale Area Finanza e Credito Lega Coop

     

    Ore 19
    TRILLARGENTO

    Orchestra di giovanissimi in concerto. A cura di ….

    Progetto pedagogico-musicale ispirato a El Sistema venezuelano per cui la musica è strumento di inclusione, crescita e rinnovamento.

     

    Ore 19 e ore 21
    Teatro del dialogo – FURGONE
    MEDEA SU LUNGOMARE CANEPA
    (Repliche)

    Posti limitati: 7 spettatori per replica

     

    Ore 20
    YOGA, ERA E ORA

    Incontro con il maestro Swami Joythimayananda in occasione della Giornata mondiale dello Yoga per un viaggio nella scienza Ayuervedica. In collaborazione con il Coordinamento YogaDay Genova

     

    Ore 21.30

    Teatro del dialogo MUSEO LUZZATI
    LIRETA. A CHI VIENE DAL MARE
    Drammaturgia e regia Mario Perrotta

    Con Paola Roscioli e con Laura Francaviglia chitarra e Samuele Riva violoncello

    Una donna che guarda oltremare, cercando una luce nell’oscurità… Lireta, è una donna albanese che guarda oltremare cercando un brandello d’Italia, anche solo una luce. Uno spettacolo denso di parole, emozioni, suoni che ha raccolto grandi consensi di pubblico e critica e che arriva a Genova per la prima volta

     

    Ore 22
    AL RAZAEEF IN CONCERTO

    Con Alaa Alshaer chitarra, Ayham Jalal clarinetto, Midhat Husseini tuba, Tamer Nassar sax, Yassar S’adat trombone, Lorenzo Bergamino percussioni, Mario Martini tromba

    Arriva al Suq l’ eclettica street band nata a Ramallah in Palestina nel 2011. Un repertorio di musica araba, turca, balcanica, rivisitata in chiave più moderna e fruibile per tutti.

     

    TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute

    >ore 18 Presentazione al pubblico delle attività di Cooperativa Boschivivi, Cooperativa Ziguele e Cooperativa Agricola Sociale Ortocircuito

     

    giovedì 22 giugno

    Ore 16 L’ACCHIAPPATAPPO TENDA DELLASOSTA

    Laboratorio di costruzione con materiali di riciclo a cura di Associazione Matermagna.
    In collaborazione con AMIU

    Ore 16

    LE API E IL FUTURO, PRIMA CHE SIA TARDI

    Con Marina Consiglieri Alpa Miele e Laura Capini Associazione AMI.
    A seguire analisi sensoriale del miele insieme al pubblico

    Ore 17

    IL TEATRO è SOLO BIANCO? E IL PUBBLICO?
    Incontro, libri, video, laboratorio.

    In collaborazione con Goethe–Institut Genua e Ateatro.it
    Confronto pubblico su teatro, intercultura, rinnovamento del pubblico in Italia e in Europa

    Intervengono Lucio Argano, Roberta Canu, Micaela Casalboni, Mimma Gallina, Olivier Elouti, Alessandra Rossi Ghiglione, Laura Sicignano. Conduce Laura Santini, mentelocale.it

     

    Ore 19
    Presentazione dei libri Che c’è da guardare? La critica di fronte al teatro sociale d’arte di Andrea Porcheddu (CUEPRESS) e Dioniso e la nuvola. L’informazione e la critica teatrale in rete (Franco Angeli) di Giulia Alonzo e Oliviero Ponte di Pino. Conduce Roberto Cuppone

    Ore 20

    Proiezione video Lampedusa Mirrors

    Laboratori e scambi artistici fra Tunisia e Italia in partnership con Eclosion d’Artistes (Tunisia)

    In collaborazione con Institut Supérieur D’Art Dramatique e Association L’Art Vivant di Tunisi. A cura di Teatro dell’Argine

     

    Ore 20.30
    MEDEA OPERA RAP

    Spettacolo con gli allievi artisti del laboratorio teatrale universitario del Suq e di Alfa Liguria

    Regia di Enrico Campanati

     

    Ore 21
    IL GIRO DEL MONDO IN 257 GIORNI

    Mimma Gallina con Pietro Tarallo per raccontare al pubblico viaggi insoliti e low cost, intorno al libro L’Expò di Mimma (Ed. Il mio libro)

     

    Ore 21.30

    Teatro del dialogo ISOLA DELLE CHIATTE
    SOTTO UN CIELO STRANIERO
    Di Marco Di Stefano, Rufin Doh Zéyénouin, Margarita Egorova, Elide La Vecchia, Alfie Nze,

    Lorenzo Piccolo, Diego Runko. Supervisione drammaturgica Renato Gabrielli

    Con Olivier Elouti, Kalua Rodriguez, Yordy Cagua, Yudel Collazo, Mateo Çili, Mayil Georgi Nieto, Ngone Gueye

    regia Tiziana Bergamaschi aiuto regista Olivier Elouti
    Lo spaesamento di oggi nelle grandi città, raccontato con ironia e divertimento attraverso gli aneddoti vissuti in prima persona da chi arriva nelle nostre città europee. Una compagnia meticcia che utilizza diverse lingue nell’intreccio narrativo, con un montaggio originale, che colpisce lo spettatore.

     

     

    Ore 22.45
    BACK TO MY ROOTS

    Concerto con Jo Choneca, chitarra, voce e percussione, Paolo Piccardo drum, Marco Ravera chitarra, voce e percussioni, Cheikh Ady Diongue, basso

    Un mix di stile e ritmi afro, pop, funk e reggae che fusi tra loro danno origine a un sound eclettico

    e originale

     

    TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute

    >Ore 18 Incontro con Associazione MAIS Movimento per l’autosviluppo internazionale nella solidarietà

     

    venerdì 23 giugno

     

    Ore 16 SUQ DEI BAMBINI

    Ore 17 DANZE AL SUQ

    Ore 18 SECONDE GENERAZIONI: IL FUTURO CHE ARRIVA DA NOI

    Incontro e lancio di un seminario di formazione rivolto ai giovani per affrontare le nuove sfide della società. Il viaggio e la sosta, tema del 19° Suq Festival, nello sguardo di chi arriva e chi parte.

    Intervengono Fulvia Antonelli, Valeria Ferraris, Goffredo Fofi, Andrea Torre. Modera Giacomo D’Alessandro. Partecipa l’associazione Nuovi Profili.

    In collaborazione con Gli Asini, Centro Medì, Centro Banchi

     

    Ore 19 LA NOCCIOLA LIGURE. UNA BIODIVERSITÀ DA TUTELARE

    Presentazione del libro Nocciola ligure con l’autore Sergio Rossi e Andrea Parodi Parodi Nutra Srl

    A seguire degustazione della crema spalmabile alle nocciole di Parodi Nutra.

     

    Ore 20 IL LUNGO VIAGGIO DELLE PATATE
    Showcooking con il cucinosofo Sergio Rossi sulle diverse varietà e i diversi usi in cucina

    Ore 19 e ore 21.30

    Teatro del dialogo ISOLA DELLE CHIATTE
    LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL’OCEANO
    Dal testo di Alessandro Baricco

    con Igor Chierici e con Pietro Martinelli contrabbasso, Lauretta Galeno voce, Stefano Bergamaschi tromba e il piccolo Marco Vecchio.
    Regia Luca Cicolella
    Produzione Igor Chierici con Fondazione Garaventa

    Il viaggio, il mare, l’amicizia… su uno dei più grandi transatlantici del Novecento.

    “…avevo diciassette anni quando ci salì, là sopra: sul Virginian” Così, Max, il narratore di tutta la storia, fa iniziare il sogno. Un sogno che porterà tutto il pubblico a bordo del piroscafo che ha ospitato il più grande pianista di tutti i tempi: Denny Boodman T.D. Lemon Novecento.
    Ore 21.30
    NONOSTANTE VOI
    Reportage teatrale di e con Livia Grossi musiche di Andrea Labanca
    regia Gigi Gherzi

    In scena riflessioni e testimonianze di donne italiane e straniere, e un un ironico monologo sui requisiti necessari per ottenere la Carta d’identità di Donna. Storie di resistenza al femminile raccolte sul campo. Un ironico monologo con riflessioni e testimonianze di donne italiane e straniere.

     

    TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute

    > ore 17 Incontro con Associazione Y.E.A.S.T. Youth Europe Around Sustainability Tables

    > ore 19 Incontro con Associazione di Promozione Sociale Pas à pas

    > ore 19.30 Amnesty International al Suq: il caso Regeni, la campagna di denuncia contro le spose bambine, i nuovi progetti per la difesa dei diritti umani

     

    sabato 24 giugno

     

    Ore 16
    ECOLOGIA MAGICA

    Laboratorio per bambini con il Mago Davide, in collaborazione con Eco Nano Green Project

    Ore 19

    Teatro del Dialogo PALCO SUQ
    LA GIOVINE ITALIA
    Di Adriana Calero, Enza Levatè, Suad Omar, Elena Ruzza, Vesna Scepanovic, Maria Abebù Viarengo, Flor de Maria Vidaurre.
    Con le madri Adriana Calero, Enza Levatè, Suad Omar, Elena Ruzza, Vesna Scepanovic, Maria Abebù Viarengo, Flor de Maria Vidaurre

    le giovani Ilaria Capraro, Yendry Fiorentino, Xi Hu, Deka Mohamed, Ikram Mohamed, Songul Murat, Sara Outabarrhist, Annasofia Solano, Luisa Zhou

    Canti originali Yendry Fiorentino, Enza Levatè, Maria Abebù Viarengo

    Regia Gabriella Bordin
    Produzione Almateatro

    La nuova Italia nello sguardo e nelle vicende di madri e figlie immigrate, un avvincente racconto al femminile. Un atlante di voci, volti, generazioni; attraverso il legame tra le figlie e le madri arrivate qui negli anni ’80 e ’90 o protagoniste delle migrazioni interne.

    Ore 20.30
    VERSO IL 2030: MATERIALI INNOVATIVI PER L’EUROPA SOSTENIBILE
    Con Renata Morbiducci Scuola Politecnica UNIGE, Francesco Bonaccorso Istituto Italiano Tecnologia, Alessandro Torretta Eco Nano Green Project, Anna Cristina Pizzorno AMIU.

    Partecipano esperti di Regione Liguria Settore Sviluppo Economico.
    Conduce Nicoletta Piersantelli AMIU.

     

    Ore 21.30

    RIFIUTI RAEE: VIAGGIO ILLEGALE E SECONDA VITA LOCALE
    Come smaltirli e rigenerarli correttamente per ostacolarne il mercato illegale. Interviene Ilaria Marzoli AMIU insieme a CdC RAEE, Coop La Cruna e Fondazione Don Bosco

     

    Ore 21 ISOLA DELLE CHIATTE

    11 GIORNI, 11 NOTTI

    Spettacolo finale del laboratorio teatrale Suq “Il lungo viaggio”, dal racconto di Leonardo Sciascia. A cura di Igor Chierici
    Ore 22 ISOLA DELLE CHIATTE
    DANCE ME. PERFORMANCE DI DANZA 2.0
    A cura di Giuseppe Esposito e Giovanni Sabelli Fioretti
    A cross-media project sul tema migrazioni. Un percorso creativo aperto a tutti grazie all’uso delle nuove tecnologie.

     

    Ore 22.30

    “YALLA”! KÀBILA

    Con Emad Shuman voce solista, cori, Mirko Speranzi voce solista, piano, tastiere, cori, Adriano Checcacci batteria, drum machine, percussioni, Gabriele Polverini chitarre, Cristiano Rossi chitarra acustica, saz e ‘oud, Marco Chianucci basso

    Una band italo libanese che propone una fusione di lingue e sonorità, dando vita ad un sound etno pop mediterraneo.

     

    TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute

    >ore 18 Incontro con Rete Migranti e letture ad alta voce Gli altri si raccontano. Gli altri siamo noi a cura di Associazione SemiForesti
    domenica 25 giugno

    Ore 15

    ALLA SCOPERTA DEL MATER BI

    Laboratorio per bambini in collaborazione con Novamont

     

    Ore 16
    CANTI E DANZE UCRAINE

    Balli e canti della tradizione per ringraziare i ciumake, antichi commercianti di sale.

    A cura Comunità Ucraina di Genova

     

    Ore 17
    DANZE AL SUQ

     

    Ore 18
    ECONOMIA CIRCOLARE, SOSTENIBILITÀ E PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI
    Incontro con Ettore Rocchi Vice Presidente IREN, Aristide Massardo Preside Scuola Politecnica UNIGE; Andrea Di Stefano Responsabile Progetti Speciali Novamont.
    Conduce Selina Xerra IREN

     

    Ore 2030
    Premiazione Soci Suq

    Ore 2130
    OT AZOY!

    Al Suq la Kletzmerata fiorentina con Igor Polesitsky violino,Riccardo Crocilla clarinetto,

    Francesco Furlanich accordion,Riccardo Donati double bass

    Composta da quattro prime parti dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino propone una vivace e complessa versione di musica tradizionale da festa e celebrazioni della famiglia di Igor e di molte altre famiglie degli ebrei d’ Ucraina.
    TENDA DELLA SOSTA

    Dalle 17 alle 20 ogni giorno si può sostare in modo attivo: incontri con associazioni e progetti, laboratori, gruppi di lettura, iniziative “last minute

    >Ore 18 Incontro con Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

    >Ore 19 Incontro con Save the Children

     

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    Il 19° SUQ Festival prosegue a Ventimiglia   VENERDI’ 30 GIUGNO ore 19 al Museo Preistorico dei Balzi Rossi con IL LUNGO VIAGGIO da Leonardo Sciascia, ideazione e adattamento di Carla Peirolero, con Pippo Delbono. Interventi musicale a cura della Compagnia del Suq.
    In collaborazione con Comune di Ventimiglia e Polo Museale Ligure – Museo Preistorico Balzi Rossi,

  • 2 Giugno, ecco le celebrazioni a Genova: spettacolo pirotecnico e per la prima volta due inediti di Domenico Piola esposti al pubblico

    2 Giugno, ecco le celebrazioni a Genova: spettacolo pirotecnico e per la prima volta due inediti di Domenico Piola esposti al pubblico

    0601 Piola 2Una grande Festa quella che si svolgerà domani, venerdì 2 giugno, in Piazza De Ferrari, nel cuore di Genova, in occasione del 71° anniversario della Repubblica Italiana: spettacolo di fuochi d’artificio (a cura della Setti Fireworks) a tempo di musica e distribuzione gratuita di gelato tricolore, in collaborazione con Camera di Commercio di Genova, Artigiani in Liguria e Genova Liguria Gourmet. Sarà questo il clou dei festeggiamenti, a partire dalle 21.30 in occasione dell’iniziativa “Palazzi Svelati” che vede l’apertura straordinaria di 17 Palazzi storici di Genova, tra cui spicca il Palazzo della Regione che era chiuso al pubblico da 12 anni e al cui interno è stata allestita un’esposizione temporanea.

    A partire dalle 9 e fino alle 19 i cittadini potranno visitare le splendide stanze dell’ex Palazzo dell’Italia Navigazione, poi Fondiaria e vedere, per la prima volta, i due splendidi inediti di Domenico Piola, mai stati esposti al pubblico di proprietà privata.

    I due soggetti rappresentati sono: “I quattro elementi” e “Le tre età dell’uomo”.

    Due allegorie del maggior interprete delle grandi imprese decorative genovesi della seconda metà del XVII secolo. Tra le altre opere esposte: alcune sculture degli anni Trenta di Francesco Messina, di Guido Galletti e di Eugenio Baroni, oltre a un dipinto di Raimondo Sirotti e una raccolta di opere delle ex Aziende di Promozione Turistica.

    “Si tratta – dice il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – di una grande occasione per festeggiare, insieme a tutti i genovesi e ai turisti che trascorreranno in città il ponte del 2 giugno, la festa della nostra Repubblica. Potremo farlo ammirando, naso all’insù, l’incredibile spettacolo pirotecnico che sarà realizzato dal tetto del Palazzo di Regione con il lancio dei fuochi a ritmo di musica sulle note di Giuseppe Verdi e di Gioachino Rossini e anche due dipinti inediti di Domenico Piola, grande artista del Seicento genovese”.

    0601 Piola 1 (1)Ad ogni visitatore sarà consegnato un “Passaporto” composto da 17 riquadri relativi ai Palazzi visitabili, di cui 15 ad accesso gratuito. Ad ogni palazzo visitato verrà apposto un timbro identificativo dell’ente: chi, nella giornata della Festa della Repubblica, riuscirà a visitare tutti i palazzi appartenenti al circuito Palazzi Svelati riceverà un premio.

    Consegnando il passaporto completo di tutti i timbri (fatta eccezione per quelli facoltativi) all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Regione Liguria, nel periodo compreso fra il 12 e il 23 giugno 2017, ai primi 10 sarà offerto un buono per una cena per due persone del valore di 60 euro complessivi presso i ristoranti Genova Liguria Gourmet che aderiscono all’iniziativa, in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova. I successivi 40 avranno l’opportunità di degustare un gelato per due persone offerto dai gelatieri aderenti all’evento del 2 giugno.

  • Slow Fish, il ministro Martina inaugura la kermesse dedicata alla cultura del mare. Firmata la “Carta di Genova”. Hennebique sede fissa?

    Slow Fish, il ministro Martina inaugura la kermesse dedicata alla cultura del mare. Firmata la “Carta di Genova”. Hennebique sede fissa?

    slow-fish-2017Con la promessa di trovare una casa permanente a Slow Fish a Genova, si inaugura l’ottava edizione della manifestazione internazionale dedicata al pesce e alle risorse del mare, ospitata al Porto antico del capoluogo ligure fino al prossimo 21 maggio. «E’ un appuntamento ormai di riferimento per noi – afferma il ministro Maurizio Martina – il messaggio di quest’anno è la consapevolezza che sulla risorsa mare dobbiamo fare ancora tantissimo: c’e’ una pesca artigianale da tutelare di più rispetto a quanto fatto in passato». Tra gli altri temi citati dal vicesegretario del Pd, quello «della sostenibilità dei nostri mari. Dobbiamo lavorare bene e dobbiamo fare meglio sull’utilizzo delle risorse europee che abbiamo a disposizione per la nostra pesca e dobbiamo porci il tema di un maggiore coordinamento delle attività nel Mediterraneo».
    Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il sindaco di Genova, Marco Doria, il presidente di Slow Food, Carlo Petrini, i candidati sindaco a Genova di centrosinistra e centrodestra, Gianni Crivello e Marco Bucci. «La testimonianza di Slow Fish – sottolinea Petrini – è di portare avanti caparbiamente la volontà di coniugare il lavoro di pescatori e chef con la responsabilità di mantenere un ambiente sano e una giustizia sociale per chi lavora. È nostro dovere lavorare perché la Liguria divenga il fulcro di un dialogo tra le sponde del nostro mare, per superare le difficoltà comuni e creare un’economia virtuosa”.
    Alla manifestazione partecipa anche la Regione Liguria con un proprio stand, caratterizzato dall’ormai immancabile hashtag di promozione turistica #lamialiguria, che nei quattro giorni coinvolgerà realtà del mondo della pesca, del turismo, dell’enogastronomia, dell’artigianato, delle imprese. «Il cibo è oggi uno dei più importanti crocevia su cui si deciderà il futuro del pianeta – spiega Giovanni Toti all’agenzia Dire – i problemi connessi a un pianeta che produce cibo per tutti ma che è diviso tra chi muore di fame e chi mangia troppo. Da questo dipenderà non solo la sussistenza e la salute  di miliardi di persone, ma anche la possibilità di creare condizioni di pace e di sviluppo equilibrate per tutto il mondo».
    La “Carta di Genova”
    Sempre in occasione dell’inaugurazione di Slow Fish, questa mattina nella Sala dorata della Camera di Commercio del capoluogo ligure, è stata firmata la “Carta di Genova”, un documento sulle politiche della pesca e dell’acquacultura, scaturito dalla commissione Politiche agricole e condiviso da tutte le Regioni che sarà sottoposto ai governatori nel corso della prossima Conferenza delle Regioni. «Come Regione Liguria – spiega l’assessore regionale alla Pesca Stefano Maisiamo stati i promotori di questo documento che contiene una sintesi delle principali azioni che riteniamo siano indispensabili per il rilancio e la valorizzazione del settore della pesca; abbiamo raccolto gli intenti dei territori su punti che riteniamo strategici per il futuro del comparto, come le lacune da colmare sulle attività di pescaturismo e ittiturismo, sugli impianti per l’acquacoltura o la tracciabilità del pescato».

    Hennebique sede permanente?

    slow-fish-2017-bisDurante l’inaugurazione Toti lancia la proposta: all’Hennebique, dove nelle intenzioni del centrodestra dovrebbe sorgere il nuovo Palazzo del mare di Genova, potrebbe trovare spazio anche un centro di ricerca permanente sulle tematiche di Slow Fish aperto a tutto il Mediterraneo. «Mi sono confrontato con Carlo Petrini per fare della Liguria un centro di eccellenza permanente di Slow Fish – spiega il governatore – per il confronto culturale all’interno del Mediterraneo, così come il porto di Genova è la capitale dei porti d’Italia».

    Petrini conferma: “Lavoriamo perché Genova e la Liguria siano sede permanente del dialogo del Mediterraneo – dice il presidente di Slow Fish – con sede fisica e una nave di ricerca pronte per la prossima edizione del 2019».
    Nei prossimi giorni diverse iniziative legate alla cultura del mare in chiave gastronomica: al via domani a Slow Fish 2017, dalle 17 alle 19, nello stand della Regione Liguria, la “Milano Sanremo del gusto”, la famosa corsa ciclistica in chiave gourmet. Per il lancio sono state scelte due apecar da streetfood, personalizzate col logo del progetto, a bordo delle quali si sfideranno, su ricette inedite, chef delle tre regioni con tre food blogger.
    Sabato, invece, dalle 10,00 alle 11,00 nell’ambito della manifestazione Slow Fish presso l’Acquario di Genova il WWF presenta lo studio “Da dove viene il pesce che metti in tavola?”, lo studio che chiarisce le interdipendenze tra la domanda europea, i flussi di mercato globali e le implicazioni sociali che questi comportano nelle comunità dei Paesi in via di sviluppo. Tra i relatori Giulia Prato – Marine Officer WWF Italia, Cinzia Scaffidi – Vice Presidente Slow Food Italia, Simone Niedermuller – WWF Austria, Abdoulaye Papa Ndiaye – pescatore rete Slow Food Senegal e Segretario generale del Comité Local des Pêcheurs (Clp) de Ngaparou (Senegal) (TBC).
  • La Settimanale di Fotografia riparte con Martina Bacigalupo e la solitudine del fotografo, tra narrazione, militanza e umanità

    La Settimanale di Fotografia riparte con Martina Bacigalupo e la solitudine del fotografo, tra narrazione, militanza e umanità

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    Umumalayika © Martina Bacigalupo

    Un percorso di ricerca continuo ma circolare, una storia fatta di passione e riflessione, militanza e sconforto, un alternarsi di azione e riflessione; fermarsi per poi ripartire. Questa è la produzione di Martina Bacigalupo, fotografa genovese oggi primo ospite degli incontri di Palazzo Ducale organizzati dalla “Settimanale di Fotografia”, quest’anno giunta alla terza edizione.

    Un viaggio che inizia da lontano: «Ho studiato letteratura e filosofia, per poi trasferirmi a Londra, dove ho iniziato a lavorare nell’ambito della fotografia creativa, con progetti molti intimisti, crescendo sotto la guida di Giorgia Fiorio, in un contesto un po’ fuori dal tempo, che consentiva spazi di riflessione molto ampi». Una quiete artistica che però presto subisce un’accelerazione improvvisa, quando Martina, nel 2007, raggiunge il Burundi, per documentare la realtà di quel paese prendendo parta alla missione di Mantenimento di Pace delle Nazioni Unite: «Un campo di lavoro con richieste e tempistiche molto diverse da quello a cui era abituata». Un salto scelto in base ad una necessità intima di fare di partecipare ad una battaglia fatta di testimonianza e documentazione «Laggiù mi sono riscoperta, lavorando per portare avanti la difesa dei Diritti dell’Uomo, della Donna, tra Burundi, Uganda e Congo, e l’ho fatto per dieci anni».

    Anni di grande militanza «anni in cui credevo fortemente che la fotografia avesse comunque un ruolo importante in questa lotta di civiltà». Una certezza che, negli anni, è erosa dalle domande. E già dall’inizio, durante l’esposizione di Umumalayika, reportage fatto nel 2009 sulla storia di una giovane donna burundese privata delle braccia dalla follia armata del marito, il velo si squarcia. «Mi sono resa conto che le foto che facevo – naïvement – con l’intento di denunciare crimini e, quindi, per aiutare in qualche modo delle persone, nei fatti, invece, rafforzavano l’idea dell’Africa costruita da noi negli ultimi 300 anni, per cui l’Africa è un continente di miseria e conflitto – senza spiegare cos’ha portato quella miseria e conflitto e chi io controlla ». Una situazione di grande disagio, che ha imposto a Martina la necessità di fermarsi, per riflettere sul senso e le finalità del proprio operato: «Oggi devo sciogliere quel nodo, e per farlo sono alla ricerca di un nuovo linguaggio, di una nuova narrazione, come molti di noi».

    I limiti che non ci sono più

    Una riflessione che non si ferma alla fotografia, ma che si allarga a tutto il mondo della comunicazione, anche giornalistica: «Il problema oggi è la stampa, che si è dimenticata di dover essere libera e indipendente, strumentalizzando la propria missione per arrivare all’unico obbiettivo della diffusione, della pubblicazione, del riconoscimento». Tanti sono gli esempi famosi e recenti: tra i più eclatanti c’è quello di Souvid Datta, il fotografo divenuto famoso per il suo reportage sui bordelli indiani (e per aver ammesso pochi giorni fa di aver manipolato ad arte alcune foto, inserendo immagini rubate ad altri) la cui determinazione nel fare clamore non lo ha fermato di fronte al crimine di uno stupro perpetuato da un uomo nei confronti di una bambina: «oggi non ci sono limiti per vendersi, per essere considerati, per vincere premi, lo scatto di Datta vale più del soggetto, vittima di un crimine atroce».

    Ma quali sono, quindi, i nuovi parametri del fotogiornalismo? Cosa è cambiato e cosa ancora può fare la differenza? «L’accesso alla tecnologia ha reso sempre più sfumata la differenza qualitativa dello scatto tra un amatore e un professionista, è un mondo che corre, e noi gli stiamo andando dietro, ma per fortuna c’è ancora qualcosa di più…». La differenza sta tra la potenzialità della documentazione in senso stretto, oggi allargata a dismisura grazie alle tecnologia mobile, e la capacità di intervenire con una narrazione, con una elaborazione: l’esempio che riporta Martina è una foto di James Nachtwey scattata durante l’11 settembre, nella quale una delle Twin Towers crolla immortalata dietro alla croce di una chiesetta di Manhattan: «Nachtwey ha intrecciato dei significati che vanno al di là della documentazione di quello che sta accadendo. Dietro a questo scatto ci sta un uomo che vede quello che accade, che sa che cosa sta accadendo, che conosce il senso di quello che accade e lo racconta. In questi termini il mezzo, lo strumento (che sia macchina, telefono o latro) è irrilevante».

    Ricerca

    Gulu Real Art Studio © Martina Bacigalupo
    Gulu Real Art Studio © Martina Bacigalupo

    Il lavoro di ricerca sulla narrazione e sulle sue modalità può avere esiti inaspettati: «La storia del mio ultimo progetto è fatta di raccolta, recupero e selezione di scatti fatti da altri». Parliamo di Gulu Real Art Studio, pubblicato nel 2013, «un progetto nato per caso quando ho scoperto un “archivio” di scarti fotografici di uno studio del nord dell’Uganda, su cui ho lavorato per tre anni». Una “storia” raccontata attraverso ciò che rimaneva delle centinaia di foto scattate per avere il ritaglio del volto nella dimensione della classica fototessera. «Ho recuperato tutto quello che “non c’è nella foto”, tutto quello che è stato tagliato dal motivo pratico di quegli scatti, trovando una narrazione nuova e inaspettata di quello che c’è al di là della posa e dell’intenzione del fotografo».

    Un passaggio che però non può eludere ancora il dubbio “dietro allo scatto”: «Vengo da tanto lavoro sul campo, e vorrei fare una pausa per capire che fotografia voglio fare e quale posso fare. Sto cercando un nuovo linguaggio, che sia giusto e sia giusto anche per me». Una ricerca, una lotta interiore che non fa prigionieri: «Essendo onesta con me stessa, e conoscendo il rapporto di potere che esiste tra il fotografo e il fotografato, non so se ce un modo di uscirne, mi rendo conto di fare parte di una dinamica per cui io che scatto sono quello che controlla; un controllo che, soprattutto nei paesi dove ho lavorato, deriva da un rapporto di forza squilibrato tra Europa e Africa che dura da secoli, una rapporto che la fotografia ha corroborato, almeno fino ad oggi».

     

    Non ci sono sconti, per nessuno, tanto meno per se stessi: «Non posso tornare a fare fotografia finché non avrò risolto questo nodo, mi sono fermata per capire cosa ci sarà dopo, per me e per la Fotografia».

    La solitudine del fotografo

    Ma se chi da tanti anni fa questo lavoro, e con risultati riconosciuti a livello internazionale, come Martina Bacigalupo, ha queste incertezze, intime quanto esplosive, come può l’aspirante fotografo approcciare a questa professione? «Se dovessi dare un suggerimento a chi volesse intraprendere questo “viaggio”, direi di chiedersi per prima cosa perché vuole farlo; e se la ragione è profonda e “tiene”, allora aggiungerei di stare attento, di cercare con ogni mezzo di mantenere la lucidità, imponendosi il senso dell’umano». Una missione difficile quanto preziosa, che restituisce l’importanza di questa potentissima arte: «Il fotografo è solo davanti a queste scelte; l’umanità bisogna tenersela stretta, perché è l’unica cosa che conta».

    Nicola Giordanella

     

  • Il Vangelo al Teatro della Corte fino al 7 maggio. Un anelito alla libertà ed alla verità senza porsi limiti

    Il Vangelo al Teatro della Corte fino al 7 maggio. Un anelito alla libertà ed alla verità senza porsi limiti

    ©Foto Luca del Pia
    ©Foto Luca del Pia

    Il regista, esponente di  quel  teatro diverso e sperimentale,  che non mette in scena spettacoli scritti per il teatro, ma usa il palcoscenico per  rappresentare esperienze  e sensazioni per lo più personali,  porge all’attenzione del pubblico questo lavoro, allestito con attori non provenienti da scuole, comunque stabili nella compagnia, segnati  da esperienze di vita che hanno visto il peggio dell’esistenza, guerre, emarginazione, infermità e disabilità inguaribili.

    Egli sostiene di adempiere ad un desiderio della madre, fervente cattolica, di portare in scena il Vangelo, forse nella segreta speranza di far riflettere il figlio, un tempo deciso osservante cattolico, distaccandosi poi dalla pratica perchè desideroso di quella felicità “libera” che la religione organizzata (per la precisione tutte le religioni organizzate, anche quella buddista, alla quale il nostro regista pare aderire), sembrano promettere  post mortem, sempre che si sia vissuti  costantemente e volontariamente nella tristezza del sacrificio e della penitenza.

    E dopo una iniziale allegra esplosione scenica  sull’affermazione del rifiuto di una vita  terrena“infelice” , il regista   torna a guardare in retrospettiva  quel testo evangelico che comunque lo tormenta, evidenziandone, paradossalmente, alcuni dei lati più tristi ed enigmatici. Così assistiamo a rappresentazioni riviste del tradimento di Giuda, della crocifissione, delle beatitudini, tra demoni bisex e visioni apocalittiche.

    La narrazione è corredata da immagini di grande presa e da  video di testimonianze di vite travagliate, accompagnate da episodi della vita difficile e carica di ansie esistenziali dello stesso regista. Nel complesso ne deriva uno spettacolo intimista di non facile  interpretazione: come lo stesso Delbono dichiara “ mi sono perduto, come faccio sempre quando costruisco i miei spettacoli, dimenticando quel Vangelo, o forse portandomi dietro di quel Vangelo solo il nome”.

    ©Foto Luca del Pia
    ©Foto Luca del Pia

    In effetti si fatica ad intravedere il messaggio del Cristo, fondato sulla buona novella, quel disegno  di vita e di rivoluzione dei costumi formali. Ed anche a capire  dove l’autore vuole arrivare, al di là dell’ intenzione di promuovere  riflessioni o domande sul senso dell’odierna esistenza: infatti, ad un certo punto dello spettacolo l’autore, spesso  fra il pubblico, deve ricordare  agli spettatori quel desiderio  che alberga nell’animo di ogni operatore del teatro, anche di avanguardia,  di essere accompagnato da un applauso ogni tanto…

    Suggestiva la scena spoglia, veramente splendida, coordinata e godibile la colonna sonora, mix di musiche immortali.

    Elisa Prato

    +”Vangelo”, di Pippo del Bono, alla Corte Teatro Stabile fino al 7 maggio

    Una produzione Emilia Romagna Teatro Hrvatsko Narodno Kazaliste – Zagabria e Compagnia Pippo Delbono, regia di Pippo Del Bono, con Iolanda Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Zrinka Cvitesić, Pippo Delbono e Ilaria Distante

  • Liguria, l’Italia si aggiudica il record del Red Carpet più lungo del mondo. La passerella tra Rapallo, Santa Margherita, Paraggi e Portofino

    Liguria, l’Italia si aggiudica il record del Red Carpet più lungo del mondo. La passerella tra Rapallo, Santa Margherita, Paraggi e Portofino

    red_carpet_liguriaCon 8,332 km l’Italia si è aggiudicata il record del red carpet più lungo del mondo, strappandolo alla Germania.  Lo ha certificato quest’oggi il notaio Federico Solimena che ha preso parte questa mattina alla “Camminata di primavera” organizzata dalla Regione Liguria e dai sindaci di Rapallo, Santa Margherita e Portofino per festeggiare l’arrivo della bella stagione. Una manifestazione a cui hanno preso parte migliaia di cittadini insieme al Presidente della Regione Liguria, Giovani Toti e agli assessori della Giunta regionale che hanno percorso ininterrottamente gli oltre 8 chilometri che separano il castello di Rapallo dalla piazzetta di Portofino, in uno scenario unico al mondo.

    L’occasione è stata l’inaugurazione del marciapiede della Pagana che, dopo oltre 100 anni, è stato inaugurato quest’oggi, collegando così S.Margherita Ligure e Portofino senza soluzioni di continuità. Alla partenza hanno preso parte anche i campioni sportivi Teresa Frassinetti, Argento alle Olimpiadi di pallanuoto, Francesco Bocciardo, Oro alle Paralimpiadi, Edoardo Stochino, campione di nuoto di fondo, Massimo Dufour, portiere della Pro Recco, insieme al mito della pallanuoto ligure Eraldo Pizzo. «Questo evento è un pretesto per fare la passeggiata più bella del mondo e battere i tedeschi in qualcosa. Mi auguro che queste iniziative sotto il marchio La mia Liguria e i patti sul turismo che stiamo siglando possano dare una mano a questa industria. Intorno al turismo c’è una gamba dello sviluppo della regione, spero che questa iniziativa contribuisca a creare posti di lavoro“, ha dichiarata il presidente di Regione Liguria a margine della passeggiata.

    Una manifestazione targata #lamialiguria e organizzata in collaborazione con i Comuni di Rapallo, Santa Margherita Ligure e Portofino che ha visto, tra i suoi momenti clou, l’inaugurazione del nuovo tratto di marciapiede in via Pagana, ma anche altri eventi collaterali.

  • Settimanale di Fotografia, tutto pronto per la terza edizione. Reportage, fotografia di moda e ritrattistica d’autore

    Settimanale di Fotografia, tutto pronto per la terza edizione. Reportage, fotografia di moda e ritrattistica d’autore

    locandina generale Lasett WEBDopo il successo delle due precedenti edizioni, torna La Settimanale di Fotografia, il grande contenitore di eventi legato al vasto mondo della fotografia, declinata in tutti i suoi aspetti. Cambia la formula: gli eventi quest’anno saranno condensati in dieci giorni, dal 9 al 19 maggio, tra conferenze, workshop, proiezioni e musica. Si rinnova, quindi, la possibilità di approfondire le tematiche legate alla fotografia direttamente con professionisti di livello internazionale: le dinamiche legate alla produzione dei reportage, il vasto e sofisticato mondo della fotografia di moda e la genesi dello scatto d’autore.

    La Settimanale di fotografia 2016: tutte le interviste di Era Superba

    Come di consueto, la sala del Munizioniere di Palazzo Ducale accoglierà gli incontri con tre fotografi di fama internazionale: si comincia venerdì 12 maggio alle 19 con Martina Bacigalupo, fotoreporter di origine ligure che oggi fa parte della nota agenzia VU di Parigi, si continua sabato 13 con Ferdinando Scianna, fotografo siciliano che ha fatto la storia della disciplina e si conclude domenica 14 con Mustafa Sabbagh, artista di origine giordana noto per le sue immagini forti e provocatorie. Dal reportage, quindi, alla fotografia di moda e alla ritrattistica d’autore. Era Superba documenterà questo grande evento genovese.

    La Settimanale di Fotografia è un’associazione che nasce con l’intento di sviluppare attività culturale legata alla fotografia, sempre più importante e costante a Genova. «Esistono molte realtà a Genova legate al mondo della fotografia, spesso portatrici di ottime iniziative – spiega Veronica Onofri, fotografa e presidente dell’associazione, già nota ai lettori di Era Superba grazie alla sua seguitissima rubrica fotografica “Con quella faccia un po’ così..”ma che tuttavia da sole non riescono a emergere come meriterebbero”. Cercando di interpretare un desiderio comune, l’idea è quella di creare una rete per mettere a fattor comune le forze e l’esperienza di tutti.

    «Eventi come la Settimanale di fotografia – continua Veronica – caratterizzati da contenuti di alta qualità e da ospiti importanti del panorama fotografico internazionale, vogliono essere un’occasione per incontrarsi, conoscersi e gettare le premesse per fare di Genova una protagonista della cultura fotografica». La Settimanale, quindi, oltre agli appuntamenti di maggio elabora un progetto più ampio e ambisce ad essere un punto di riferimento importante per gli appassionati di fotografia in città e in Italia.

    Il programma integrale del festival sarà presentato martedì 9 maggio alle ore 18.30 ai Giardini Luzzati, in un momento informale di aperitivo accompagnato da proiezioni, curiosità e musica dal vivo.

     

    IL PROGRAMMA IN SINTESI

    Martedì 9 maggio alle 18.30 ai giardini Luzzati
    Inaugurazione e presentazione del programma de La Settimanale 2017
    con proiezioni e musica dal vivo

    Mercoledì 10 maggio alle 19 al Feellove, stradone S.Agostino 17r
    Aperitivo-approfondimento sulle mostre fotografiche in esposizione a Palazzo Ducale (Henri Cartier-Bresson ed Elliott Erwitt) a cura di Gloria Viale, storica della fotografia

    Giovedì 11 maggio alle 19 al Kowalski, via dei Giustiniani 3r
    Inaugurazione della mostra Ucraina di Giuseppe Maritati e dibattito sulla professione del fotoreporter.

    Venerdì 12 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Martina Bacigalupo. Modera Maurizio Garofalo.

    Sabato 13 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Ferdinando Scianna. Modera Maurizio Garofalo.

    Domenica 14 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Mustafa Sabbagh. Modera Maurizio Beucci.

    Lunedì 15 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Mapplethorpe: Look At The Pictures 3
    di Fenton Bailey, Randy Barbato, documentario, 108’, USA-Germania 2016.

    Martedì 16 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Obiettivo Annie Liebovitz
    di Barbara Leibovitz, documentario, 82′, USA 2007

    Mercoleldì 17 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Dont blink. Robert Frank
    di Laura Israel, documentario, 82’, Canada-USA-Francia 2015

    Ingresso euro 5, ridotto euro 4 per i possessori delle tessere Campus, Cus, Young del Circuito Cinema Genova.

    Sabato 20 e domenica 21 maggio
    Spazio Lomellini 17, via Lomellini 17/4
    Workshop con Martina Bacigalupo
    per info e iscrizioni: lasettimanale@gmail.com

    Sabato 27 e domenica 28 Maggio
    Spazio Lomellini 17, via Lomellini 17/4
    Workshop con Mustafa Sabbagh

    per info e iscrizioni: lasettimanale@gmail.com
    Dove non diversamente specificato, le iniziative sono ad ingresso gratuito

     

    I PROTAGONISTI

    Martina BacigalupoMartina BACIGALUPO è nata nel 1978 a Genova. Dopo aver studiato letteratura e filosofia a Genova Martina studia fotografia al London College of Communication di Londra. Nel 2007 parte in Africa dell’Est, dove ha vissuto e lavorato per gli ultimi dieci anni come fotografa indipendente, prevalentemente sulle problematiche riguardanti i diritti dell’uomo, in collaborazione a varie organizzazioni internazionali (tra cui Human Rights Watch, Médecins Sans Frontières, il Comitato Internazionale della Croce Rossa, Amnesty International). Dal 2010 Martina è membro dell’Agence VU di Parigi. Il suo lavoro e’stato pubblicato su The New York Times, The Sunday Times Magazine, Liberation, Le Monde, Vanity Fair, Internazionale, Esquire, Jeune Afrique e esposto in varie fiere internazionali d’arte: Paris Photo (2013), Unseen (Amsterdam 2014), Aipad (New York 2014). Ha vinto il Premio CANON per la fotogiornalista dell’anno nel 2010 e il Premio FNAC per la creazione fotografica nel 2011. Nel suo ultimo lavoro, “Gulu Real Art Studio” (Steidl 2014) Martina esplora il ruolo della fotografia nel mondo contemporaneo e in particolare il suo ruolo di fotografa occidentale nel continente africano.

    Ferdinando SciannaFerdinando Scianna ha cominciato ad occuparsi di fotografica negli anni Sessanta, quando era studente di Lettere e Filosofia all’Università di Palermo: è allora che ha cominciato a lavorare sistematicamente sulla Sicilia e sui siciliani. Il suo reportage Feste Religiose in Sicilia del 1965, aggiudicatosi il Premio Nadar nel 1966, conteneva un saggio di Leonardo Sciascia, preludio di una fruttuosa collaborazione con molti celebri autori. Nel 1966 Scianna si sposta a Milano e l’anno seguente comincia a lavorare per il settimnale L’Europeo, inizialmente come fotografo e poi, dal 1973, come giornalista. Da allora ha scritto anche per Le Monde Diplomatique e di letteratura e fotografia per La Quinzaine Littéraire. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens e La Villa Dei Mostri in Italia. In questo periodo incontra Henri Cartier-Bresson e nel 1982 entra a far parte della Magnum. Alla fine degli anni Ottanta comincia ad occuparsi di moda e pubblica la retrospettiva Le Forme del Caos (1989). Scianna torna ad indagare il significato dei riti religiosi con Viaggio a Lourdes (1995), due anni più tardi pubblica una collezione di immagini di persone addormentate: Dormire Forse Sognare. Nel 1999 pubblica una serie di ritratti dello scrittore argentino Jorge Luis Borges e nello stesso anno la sua mostra Niños del Mundo fa conoscere al mondo i volti dei bambini di tutto il pianeta. Nel 2002 Scianna portaa termine Quelli di Bagheria, sulla sua città natale in Sicilia, dove tenta di ricostruire l’atmosfera della gioventù attraverso scritti e immagini di Bagheria e delle persone che la abitano.

    Mustafa SabbaghMustafa Sabbagh è nato in Giordania, ad Amman, da famiglia italo-palestinese. Consegue la laurea in architettura all’Università IUAV di Venezia e si trasferisce a Londra, dove si forma come assistente di Richard Avedon, collaborando anche con il Central Saint Martins College of Art and Design. Al ritorno in Italia si stabilisce a Ferrara, ma è spesso impegnato in varie parti del mondo sia come docente in workshops fotografici, sia per la realizzazione di shootings pubblicati su diverse riviste – quali The Face, Vogue, Sport & Street. Dal 2005 si concentra sull’arte figurativa; le sue opere sono incentrate sulla pelle come “diario dell’unicità dell’individuo”, che spesso dipinge di nero come critica sociale e sfida tecnica, e su mises en scène atte soprattutto a contestualizzare nel contemporaneo le allegorie della storia dell’arte (principalmente fiamminga e barocca). Nel 2013, nella serie Fotografi di Sky Arte HD, è stato definito uno degli “otto artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo”. Secondo il curatore e storico dell’arte Peter Weiermair, Sabbagh è “uno dei cento fotografi più influenti al mondo”, e l’unico italiano fra i quaranta ritrattisti di nudo più importanti su scala internazionale. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei italiani e stranieri. Tra queste, risale al dicembre 2014 l’acquisizione di un suo dittico nella Collezione Farnesina.

  • Una casa di bambola, uscire dall’infanzia per diventare persone. Al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile

    Una casa di bambola, uscire dall’infanzia per diventare persone. Al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile

    © Foto di Tommaso Le Pera
    © Foto di Tommaso Le Pera

    Due “ perfetti sconosciuti”, ma lei non ci sta : sventrata la liturgia dell’apparenza. Su questo lavoro di Henrik Ibsen (Skien, Norvegia 1828-1906 ), uno dei più discussi del teatro contemporaneo, molto è stato scritto, fin dalle sue prime rappresentazioni (Copenaghen,1879 ), dove lo stesso autore si costrinse a cambiarne il finale, facendo rientrare in casa la protagonista Nora, dopo che ne era uscita: si piegò ai voleri della mentalità corrente che privilegiava la famiglia e il “bene” dei bambini alla sostanza del rapporto coniugale.

    Chi esalta Nora come fulgido esempio di femminismo, chi la denigra perchè irrispettosa dell’unità familiare di facciata, per la quale varrebbe la pena di vestire per sempre il lindo abitino della sposa-bambola. Chi sostiene che in realtà è lei la furba manipolatrice di un marito rivolto all’esterno: c’è anche chi ha creduto di cogliere il fulcro del dramma nella libertà umana ed anche femminile di scegliere la propria linea di vita e di coppia conformemente alla propria vera indole, “paritaria” o sottomessa che sia. In effetti la questione femminile, da quella mela e quel serpente, è tuttora aperta e forse non ha una soluzione sociale confezionata, ma solo individuale (qualcuno disse che sono più diverse le donne tra di loro che gli uomini dalle donne…).

    © Foto di Tommaso Le Pera
    © Foto di Tommaso Le Pera

    Già, ma qui si parla di coppia. Ibsen, con un implacabile sguardo di nordico osservatore e uno straordinario pensiero oltre gli argini sociali, non offre soluzioni compiacenti, si inchina solo alla libertà ed alla verità, pur avvertendo che così non si va a vincere, anzi, il cammino verso la propria crescita è sempre in salita e può portare alla solitudine. Ciò che l’autore ha voluto dire lo ha scritto nei propri appunti: «Nora… perde la fede nella sua correttezza morale e nella sua capacità di crescere i suoi figli». E ancora ci ricorda, qualora ce ne fosse bisogno, che uomo e donna sono due mondi completamente diversi ma giudicati dalle stesse leggi, fatte però a misura di uomo/ maschio. Dice Nora : «Io ho falsificato per un atto d’amore verso di te tu non lo hai capito: per te il mio comportamento è giusto o sbagliato a seconda che sostenga o meno la facciata del rispetto sociale. Un rapporto così fondato è un rapporto che non esiste».

    Due coniugi che hanno giocato alle bambole, come i bambini, mentre Nora ora si rende conto, e lo proclama, di volere la cosa meravigliosa, un matrimonio fondato su un rapporto autentico, che cominci dalla conoscenza e dalla consapevolezza del proprio essere, al di là e al di fuori delle lusinghe e del consenso sociale. Dalla consapevolezza, dicevamo: infatti solo ora la protagonista si rende conto della gravità dell’illecito commesso, che mai aveva voluto rivelare al marito, e non si assolve, anzi, ricomincia dalla critica di sé stessa, vuole uscire dall’infanzia e dalla confusione e diventare una persona. Un lavoro reso imperdibile dalla bravura e dal coinvolgimento degli attori, sullo sfondo di una scena elegante e tradizionale, di costumi perfettamente allineati agli arredi, non privo di spunti ironici, che non spezzano, anzi incrementano la profonda riflessione che si propone al pubblico.

    Elisa Prato

    + “Una casa di bambola” di Henrik Ibsen, al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile
    Una produzione Teatro Franco Parenti e Teatro della Toscana, regia di Andrée Ruth Shammah, con Filippo Timi e Marina Rocco

  • Rolli Days, gli insegnamenti di Megollo per “non perdere la Trebisonda”. La storia dei tesori di Palazzo Franco Lercari

    Rolli Days, gli insegnamenti di Megollo per “non perdere la Trebisonda”. La storia dei tesori di Palazzo Franco Lercari

    palazzo-lercari-cambiaso-costruzione-fondaco-trebisondaIn occasione della nuova edizione delle manifestazioni per la valorizzazione del patrimonio UNESCO – gli ormai noti Rolli days –, il nostro Antonio Musarra ha intervistato chi dei Palazzi dei Rolli s’intende veramente: Giacomo Montanari, dottore di ricerca in Storia dell’Arte, tra le principali anime dell’evento che attira ormai migliaia di persone.

    Caro Giacomo, eccoci nuovamente alle porte d’una nuova edizione dei Rolli days. Questa volta vorrei farti qualche domanda su quella che si annuncia come una delle novità; dunque, su un singolo palazzo (o Rollo? Si può dire Rollo?). Vi passo davanti tutti i giorni, al numero 3 di via Garibaldi. Anzi – scusami – di Strada Nuova! Parlo di palazzo Lercari, di prossima apertura. Ebbene: ogni volta mi sento addosso gli occhi dei due telamoni riccioluti dai nasi mozzati. Presenza inquietante! Il riferimento è alle imprese del ben noto Megollo Lercari. Puoi dirci qualcosa della sua storia?
    «Che sia Storia non ci piove. Un Megollo – forma diminutiva in lingua genovese di Domenegollo (Domenico) – svolse la duplice e in antico non ossimorica professione di pirata e mercante attorno al 1313 nelle colonie genovesi del Medio Oriente, tra Simisso, Caffa e Trebisonda. Dalle tinte ben più fosche è però la storia narrata, alla fine del Quattrocento, dal genovese Bartolomeo Senarega, in una lettera spedita all’amico umanista Giovanni Pontano. Megollo, infatti, in difesa dell’onore della nazione genovese offesa da Andronico, un cortigiano dell’Imperatore Alessio II, avrebbe armato due galee e, senza pietà, amputato nasi e orecchie a tutti i sudditi del medesimo monarca incontrati sul suo cammino. Alessio II, agghiacciato dal ricevere in vasi i membri mozzati dal Lercari, cedette, infine, ai voleri del “nobile” genovese: soddisfazione dell’offesa subita e un Fondaco per condurre la mercatura nel cuore della città di Trebisonda. Sono questi gli episodi celebrati da Taddeo Carlone e Luca Cambiaso nel palazzo Lercari in Strada Nuova: il Carlone accoglie il visitatore con due giganteschi “orientali” scolpiti ai lati del portale d’ingresso e significativamente privati del naso; Cambiaso, invece, effigia il Lercari mentre fa erigere, pro Patria sua, il Fondaco nella città turca. Un Fondaco che assomiglia tanto, però, al suo palazzo in cui troneggia il medesimo affresco: insomma, celebrarsi celebrando».

    Un moto celebrativo che troviamo altrove; che è anche, forse, la cifra di quello che possiamo chiamare “il secolo dei Rolli”. Forse un “secolo lungo”, per parafrasare uno famoso. Tuttavia, pare che la figura di Megollo abbia rivestito significati ulteriori per Genova stessa; non solo per i Lercari. È così?
    «La fama derivata al Lercari grazie al suo atto di ferocia, vero o presunto che fosse, fu enorme. Megollo divenne – a partire dal primo Cinquecento – un ideale protettore della città di Genova, il simbolo di quello che poteva capitare a chi avesse avuto la leggerezza di prendere Genova e i genovesi “sotto gamba”. Era un simbolo in una città che doveva riscoprirsi unita e orgogliosa della propria forza, del proprio passato e dei propri uomini, nel momento in cui – finalmente – la conseguita stabilità politica aveva permesso di far germogliare quei semi di Rinascimento che per tutto il Quattrocento erano rimasti quasi del tutto nascosti, attendendo la terra buona della concordia civile per mostrarsi in tutta la loro magnificenza».

    Palazzo-Lercari-ParodiEcco: il Rinascimento. E qui, la domanda sorge spontanea: è davvero possibile parlare di Rinascimento per Genova?
    «Che i genovesi fossero uomini di cultura profondissima è cosa nota. Che Genova fosse tra le città italiane più legate all’Oriente, forse meno. Che tra i genovesi si trovassero alcuni tra i più fini umanisti, collezionisti di scultura e testi greci del Quattrocento è quasi ignorato. Di Genova appare il volto cinquecentesco, che però non avrebbe potuto essere quello che è stato senza l’egemonia marinara e commerciale del Due-Trecento e lo sviluppo d’individualità culturali durante tutto il Quattrocento. Pur nella violenza che connota un “mito” di fondazione di una rinnovata identità cittadina, Megollo Lercari ci insegna oggi, di nuovo, tutto questo».

    Capisco. Come spiegare, tuttavia, la ripresa di un rapporto con l’Oriente in un momento – il Cinquecento – in cui la grande finanza genovese è ormai volta decisamente a Occidente? Verso la Spagna?
    «Rispondo, forse, con una banalità, ma nei secoli Genova ha sempre avuto – come Giano – una faccia rivolta a Est e una a Ovest. Anzi, forse per i secoli precedenti al ‘secolo dei genovesi’ – per citare Braudel –, l’Est fu un riferimento più forte e una fonte più chiara di forza e prestigio. Basti pensare a tutti i “miti fondativi” che i genovesi riscopriranno tra Cinque e Settecento, tutti ambientati nelle colonie: la vicenda di Giacomo Lusignani, la strage dei Giustiniani e il “nostro” Megollo, solo per fare qualche esempio. La presenza genovese a Bisanzio, nell’Egeo, nel Mar Nero e in Medio Oriente è, senza dubbio, una chiave di volta per comprendere una città straordinariamente cosmopolita. Non solo perché sempre legata al suo porto. Genova rappresenta il punto di fusione tra culture diverse: il melting pot ante litteram dell’Occidente con l’Oriente; uno status di cittadinanza mediterranea nato con Roma e mai cessato, neppure dopo le cadute di Acri (1291) e Bisanzio (1453). Nel confondersi con i popoli del Mare Nostrum, però, emerge in contrasto positivo la rivendicazione di un’identità d’appartenenza fortemente difesa (da Megollo e da tutti i genovesi ‘del mondo spersi’), da mantenere a ogni costo: per questo si sottolinea l’incrudelire di Megollo, così emblematico e sopra le righe, per difendere l’onore macchiato della patria».

    Hai parlato d’identità. Ed è inevitabile porsi, a questo proposito, la domanda sull’oggi. Quanto il genovese d’oggi – di nascita o d’adozione – ha coscienza di questa identità? Cosa deve fare per recuperarne qualche tratto?
    «Io credo che, latente, la coscienza d’identità esista e anche forte, soprattutto proprio in quei giovani che tante volte – a malincuore – abbandonano la loro città. Tuttavia, il recupero non può essere solo un moto d’orgoglio dei cittadini; va sostenuto con forza dalle istituzioni, lavorando su tre punti caldi: lavoro, trasporti e società. In tutto questo, il patrimonio culturale – soprattutto quello UNESCO – ha un ruolo cruciale per rendere Genova un polo d’attrazione per chi viene da fuori e una città con le carte in regola per giocare un ruolo importante nell’Italia di domani. Dopotutto, i genovesi del Cinquecento non decoravano i propri palazzi per fare colpo sui dignitari stranieri e “conquistarsi” i migliori accordi commerciali? Ai genovesi di oggi spetta ora di riscoprirsi uniti e decisi nel desiderare il meglio per la propria città: mantenere quella Trebisonda conquistataci (forse) proprio da Megollo e ritornare cittadini del Mediterraneo mozzando i nasi di chi sempre li storce davanti al debole e al diverso e tagliando le orecchie che sembrano fatte solo per ascoltar mugugni».

    A cura di Antonio Musarra

  • Slow Fish e la “rete siamo noi”. Presentata la nuova edizione della kermesse dedicata alla cultura del mare

    Slow Fish e la “rete siamo noi”. Presentata la nuova edizione della kermesse dedicata alla cultura del mare

    slow-fish-pescatori-mare-pescaPuntuale come ogni biennio, dal 18 al 21 maggio, torna al Porto Antico di Genova “Slow Fish”, evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare che coniuga la convivialità alla conoscenza scientifica, organizzato da Slow Food Italia e Regione Liguria, in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole. «Non era scontato essere qui anche quest’anno, soprattutto per le difficoltà di bilancio a causa dei tagli del governo – sottolinea il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – questa manifestazione ha un valore anche sovranazionale rispetto ai contenuti che si trattano. Non sarà solo un’occasione conviviale».

    Il tema di questa ottava edizione dell’evento, nato nel 2004, sarà “La rete siamo noi”. Anche quest’anno arriveranno nella città della Lanterna 100 delegati di Terra Madre, a cui i genovesi potranno offrire la propria ospitalità aprendo le porte delle loro case, dando vita a un vero e proprio gemellaggio. «E’ nostro intendimento mantenere l’appuntamento di Genova come primario del nostro mondo– annuncia il presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, come riportato dalla agenzia Dire non vogliamo ridurlo a un appuntamento localista perché sosteniamo l’economia locale in un contesto globale. Slow Fish a Genova deve mantenere il distintivo mondiale e i 100 delegati di Terra Madre sono i nodi di questa rete». La figura simbolo di Slow Food ricorda che «l’unicità di questa iniziativa è data dal lavoro per l’educazione alimentare. Scelte alimentari consapevoli possono aiutare i nostri mari e le piccole comunità di pesca che hanno bisogno della complicità dei cittadini per andare avanti». E per questo motivo lancia un appello alle istituzioni: «Il patrimonio di Slow Fish è l’educazione – sottolinea Petrini- facciamo uno sforzo ciclopico perché vengano a Genova tutte le scuole della Liguria. Dobbiamo fare un’alleanza con le nuove generazioni, altrimenti non c’è storia per i nostri mari e le nostre comunità di pescatori».

    Tra degustazioni e conferenze, anche lo stand della Regione Liguria, 200 metri quadrati caratterizzati dall’ormai consueto marchio #lamialiguria. Lo stand sarà vetrina per tutto l’artigianato ligure. Durante i giorni della manifestazione, saranno organizzati anche percorsi artigianali guidati tra le botteghe storiche del centro di Genova che aderiscono al marchio “Artigiani in Liguria”. Il governatore Toti non perde l’occasione per un’anticipo di campagna elettorale: «Genova in questi mesi e nel prossimo anno tornerà a essere quello che penso meriti anche grazie a manifestazioni come questa – afferma il presidente regionale – a maggio ci sarà anche un forum economico di Ambrosetti, per la prima volta a Genova, la visita del Santo Padre, gli eventi estivi, nell’autunno le Paralimpiadi e all’inizio dell’anno prossimo le finali di Champions League di pallanuoto. Con lo sforzo di tutti, Genova torna ad acquistare centralità qualitativa e quantitativa”. Immediata la risposta di Elena Fiorini, assessore a Legalità e diritti del Comune di Genova: «Slow Fish è simbolo di buona cultura, una manifestazione che punta sull’accoglienza e la globalizzazione in positivo, che si coniuga con una città legata alle sue radici, al tema del mare, ma che guarda al futuro»

  • Infiorata a De Ferrari posticipata a Domenica 26 causa maltempo

    Infiorata a De Ferrari posticipata a Domenica 26 causa maltempo

    invito Infiorata (1) (1)Viste le perduranti condizioni meteo, l‘Infiorata prevista per sabato 25 è stata posticipata a domenica 26, giornata in cui il clima dovrebbe essere maggiormente clemente.

    Di seguito il programma aggiornato:

    – Ore 8: Inizio realizzazione della Infiorata con la posa dei primi petali – a cura dell’associazione “Circolo Giovane Ranzi”

    – Dalle ore 11: Laboratori per piccoli infioratori in erba

    – dalle ore 19: posa dell’ultimo petalo, alla presenza del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti

    – dalle ore 19: Degustazione focaccia con il formaggio – in collaborazione con il Consorzio Focaccia di Recco col Fromaggio

    – dalle ore 20,30: proiezione video mapping sul palazzo di Regione Liguria

    Previsti omaggi floreali per tutte le signore.

    Per maggiori informazioni www.lamialiguria.it

     

     

  • L’isola degli schiavi di Pierre de Marivaux. Servi dei padroni o servi-padroni? Vince la nobiltà, quella d’animo

    L’isola degli schiavi di Pierre de Marivaux. Servi dei padroni o servi-padroni? Vince la nobiltà, quella d’animo

    L'ISOLA DEGLI SCHIAVI - Chishimba,Paciello - ph Caroli
    L’ISOLA DEGLI SCHIAVI – Chishimba,Paciello – ph Caroli

    Nel 18° secolo si  delinea una nuova maniera di fare teatro,  a seguito della diffusione della filosofia illuministica: d’altra parte facilmente filosofia e drammaturgia procedevano di pari passo, vedi gli esempi  di Diderot e di  Voltaire. Punta di diamante è la commedia di costume, rivolta all’osservazione di una classe borghese emergente affarista e cinica, della quale si esamina  l’assetto sociale e se ne coglie l’essenza pragmatica. Con l’attenzione scenica al neoclassicismo e quindi al mondo dell’Olimpo mitologico, che stava  bussando alle porte  dell’arte figurativa. Antesignano italiano di questa tendenza è il Goldoni, che, al di fuori della scolasticità in cui è stato relegato, si pone come il fondatore del moderno realismo.

    Pierre de Marivaux (1688 -1763) è considerato il più importante commediografo francese del diciottesimo secolo: egli scrive di teatro aggiungendo al  canovaccio molierano della commedia di costume l’aspetto dell’innamoramento, o meglio delle diverse componenti dell’iniziale attrazione che verrà chiamata amore, per qualsiasi motivo nasca e comunque si sviluppi, un disquisir d’amore che cattura l’attenzione dello spettatore con psicologiche sottigliezze.  Quasi sempre  presente l’indirizzo  illuminista, proprio del periodo storico, verso la “sperimentazione” di situazioni ed emozioni. Da  rimarcare  l’osservazione del comportamento dei giovani verso persone dello stesso sesso: mentre le ragazze tendono a  fronteggiarsi con atteggiamenti  dispotici e diffidenti, i giovani maschi instaurano più velocemente  una complicità solida e cameratesca.

    L'ISOLA DEGLI SCHIAVI - Grimaldo, Gigliotti - ph Caroli
    L’ISOLA DEGLI SCHIAVI – Grimaldo, Gigliotti – ph Caroli

    L’isola degli schiavi racconta di quattro  naufraghi, due uomini e due donne, due servi e due padroni, che approdano in una strana isola, dove  la “legge” di un singolare governatore impone di scambiarsi, tra servi e padroni, abiti, nomi e ruoli, al fine di riflettere sulle proprie abitudini di vita e sui propri comportamenti. Il buon educatore avverte  che si tratta di un periodo lungo ma con una fine, non per esaltare la vanità, ma per correggere l’orgoglio  ed i rancori  reciproci. Comincia così una girandola appassionante di stati d’animo e di comportamenti, che portano, servi e padroni, verso la consapevolezza che il vero valore umano non risiede nei ruoli ma nella bontà d’animo e nelle sue espressioni. Si ripetono, sia pure in forme originali, tutti gli elementi cari all’autore, i temi classici (i protagonisti sono ateniesi), la sperimentazione illuminista, l’osservazione dei comportamenti tra maschi e femmine, mentre il tema del corteggiamento e dell’amore tra i protagonisti ha tratti sorprendenti ed innovativi.

    Questa Isola degli Schiavi è spettacolo piacevole e scanzonato, mai pesante, forse il migliore della triade, sostenuto da una scenografia  che propone un mix di abbigliamento, colonna sonora e oggetti antichi e moderni.  I giovani attori sono assai convincenti  e porgono stupefacenti prove di bravura nella padronanza e nell’uso del corpo.

    Elisa Prato

    L’isola degli Schiavi di Pierre de Marivaux, al Teatro Duse fino al 9 aprile
    Una produzione Teatro Stabile di Genova e Théâtre National de Nice, regia di Irina Brook, con Duilio Paciello, Martin Chishimba, Elena Gigliotti, Marisa Grimaldo e Andrea di Casa

      

        

  • Modigliani, tutto pronto per la retrospettiva sul pittore livornese, tra ricerca stilistica, ritratti e sensualità

    Modigliani, tutto pronto per la retrospettiva sul pittore livornese, tra ricerca stilistica, ritratti e sensualità

    13. MODIGLIANIUn allestimento sobrio ma intimo, che sviluppa un percorso intenso attraverso la vita e le opere di un artista il cui successo arrivò un minuto dopo la sua morte. Questa è la mostra “Modigliani” allestita a Palazzo Ducale, e visitabile dal 16 marzo al 16 luglio 2016, e che sicuramente farà registrare un altro successo dell’istituzione culturale di Genova.

    Un trentina di opere che ci accompagnano attraverso la vita “traballante” di un artista europeo per eccellenza: nato a Livorno, si trasferisce ventiduenne a Parigi, dove entra in contatto con la crema culturale europea, tra cui Guillaume, Brancusì e Picasso. La sua evoluzione artistica, fatta di raffinatezza e sensibilità, si coglie nella ritrattistica, dove l’empatia e la sensualità guidano la mano di “Modì”. Proprio sui ritratti è incentrata l’esposizione di Palazzo Ducale, che ha il merito di rendere evidente le qualità appunto intime del pittore-scultore, che nel corso della sua breve vita ha saputo “costruire” una «Purezza ed una eleganza formale assolute», come ricorda Rudy Chiappini, curatore della mostra insieme a Dominique Vieville e Stefano Zuffi.

    I ritratti di donne sono il fulcro del percorso: «Dipingere una donna è come possederla», affermava Modigliani, ricordando come «la Bellezza è dovere doloroso». Ed è proprio negli sfondi neutri, nei nasi bidimensionali, nei visi ovali di queste opere che ritroviamo la cifra dello stile dell’artista, che ha saputo stravolgere il mondo della pittura, pur rimanendo ben saldo alle radici della pittura toscana medievale. Amedeo Modigliani morirà trentacinquenne, con il peso di una vita fatta anche di droga, alcool e grandi passioni; e senza sapere di aver cambiato il mondo della pittura, per sempre.

    Durante tutta la durata dell’esposizione, numerose saranno le iniziative legate all’autore, tra incontri, concerti e conferenze. Il programma completo degli eventi è consultabile sul sito dedicato www.modiglianigenova.it

    Nicola Giordanella

     

  • Tapullo, la nuova rete per la socialità condivisa. Lo spazio virtuale misterioso di piazza delle Erbe

    Tapullo, la nuova rete per la socialità condivisa. Lo spazio virtuale misterioso di piazza delle Erbe

    tapullo-piazza-erbeUna delle cose migliori di Genova sono le sorprese; in ogni angolo, in ogni vicolo, in ogni piazza si possono scovare dettagli incredibili: e incredibile è quello che si può scoprire in piazza delle Erbe. Da qualche giorno, nella piazza fulcro della movida genovese, sono comparsi decine di piccoli adesivi, rotondi, che riportano un QR-code, cioè quella sorta di “codice a barre” che se fotografato con uno smartphone, diventa un collegamento ipertestuale ad una pagina web.

    Detto fatto: conquistati da una “palette” decisamente invitante, ecco che il codice ci apre il mondo di “Tapullo, la rete costruita a brettio”. La pagina che si apre invita a connettersi gratuitamente alla rete wi-fi omonima, attraverso la quale si accede a questa nuova frontiera della socialità condivisa: uno spazio virtuale, un contenitore, fatto da tante stanze tematiche, dove i visitatori possono comunicare tra loro seguendo o creando discussioni. Fin qui nulla di nuovo, forse, ma il bello sta nella “fisicità” del connettersi: la rete Tapullo è fruibile solo stando in loco, creando un circolo virtuoso reale-virtuale-reale, aprendo una via nuova alla socialità condivisa degli spazi “vissuti”.

    Benvenuti in Tapullo

    «Questa rete è un esperimento di socialità condivisa. Funziona solo qui e da nessun’altra parte, vuole mettere in contatto le persone che occupano questo spazio fisico tramite l’uso di uno spazio virtuale locale. Quando vuoi registrarti, usa pure una mail finta, non ci interessano i tuoi dati». Questo il disclaimer che accoglie l’utente in Tapullo, e che dice tutto: un’idea nata in termini sperimentali, puntando a potenziare le condivisione dello spazio reale attraverso una via virtuale anonima, veloce e aperta a tutti.

    Per iscriversi basta un minuto, e poi si può incominciare a comunicare; diverse sono le sezioni, le“stanze”, già impostate, in cui si possono aprire, o seguire, delle discussioni: dalle classiche “mangiare”, “bere”, “eventi”, a quelle più social, come “Giochi” e “Persone”. Quest’ultima prevede delle sotto sezioni dai nomi esplicativi: “jam”, “Chiacchiere” e “ammore”; ed proprio in questa, che si preannuncia come la più gettonata, che troviamo le prime prove di socialità 3.0: una ragazza infatuata si rivolge ad un bel giovane che «beve una birra vicino alla siepe, posso offrirti un altro giro?». Come sarà andata a finire? Su Tapullo, inoltre, possiamo trovare anche le sezioni dedicate al baratto, ai giochi e ai “passaggi”: «sei sobrio e in auto? Sei sbronzo e/o a piedi? Parlatevi». Più chiaro, e utile, di così?

    La rete costruita “a brettio”

    Tra le pagine di discussione, si trova anche una stanza dove si parla tecnicamente della rete, e dove si possono trovare tutte le informazioni per chi volesse contribuire alla “causa”, aumentando la portata della rete, nella logica delle “wireless mesh network” cioè quelle reti “a maglie”, senza fili, cooperative e costituite da nodi (i router) che funzionano contemporaneamente da ricevitori, trasmettitori e ripetitori. Esattamente all’opposto dell’infrastruttura classica, e commerciale, che porta la connessione singolarmente nelle case di ognuno di noi. A pagamento. Forse è da qui che nasce il nome dell’esperimento: lo stringente pragmatismo del dialetto genovese, che restituisce l’idea della rimedio arguto, costruito senza imposizioni, schemi e governance di sorta.

    Non si sa chi sia l’artefice di Tapullo, non si sa chi ci abbia messo il router, e dove questo sia stato collocato: non ci sono credits, contatti, sponsor e patrocini vari. Connettendosi alla rete wi-fi dedicata si può solo accedere alla piattaforma condivisa, senza poter navigare per il web. Sta forse qua la genialità della “pensata”: aver predisposto uno spazio di comunicazione puro, dove i contenuti sono solo quelli di chi la “abita”, e per abitarla bisogna vivere uno spazio reale come quello della piazza.

    Un gioco? Probabilmente molto di più. Sicuramente una voce fuori dal coro, che scommette sulla libera comunicazione tra le persone, e la libera fruizione degli spazi, sia virtuali che reali.

    Nicola Giordanella